Archivi giornalieri: 15 giugno 2017

JESI / MARINO CAROTTI, MUSICISTA E CANTASTORIE

JESI, 15 giugno 2017 “Galantòmo fu mio padre!”. Un compact disc di canti della cultura orale marchigiana ideato, raccontato e cantato da Marino Carotti.

Jesino purosangue, Carotti ha fatto parte per diversi anni del gruppo di ricerca e canto popolare La Macina per poi iniziare una sua personale ricerca su canti e tradizioni popolari della cultura contadina in tutte le province del territorio marchigiano.

“Ho percorso campagne, città, paesi – è il suo racconto – alla ricerca di informatori, persone anziane, disponibili a ricordare e a trasmettere quelle canzoni antiche e suggestive che intonavano mentre lavoravano sui campi. Ho utilizzato un registratore per archiviare la loro viva voce. Alla fine del lungo lavoro ho ottenuto più di mille canti che successivamente ho trascritto di nuovo realizzando una raccolta di ballate, canti narrativi, di cantastorie, di lavoro e sul lavoro, sull’emigrazione, di guerra, rituali di questua, scioglilingua, fiabe a formula, filastrocche, giochi e conte infantili, giochi motori, ninne-nanne, serenate, poesia religiosa, satirica e d’improvvisazione, stornelli d’amore, licenziosi, dispetti e narrazioni degli stessi informatori.

Il tutto a riguardo di tradizioni, usanze e canti trasmessi oralmente fino alla metà del secolo scorso, che sono rimasti solo nella memoria di poche persone anziane ancora viventi. Quando tornavo a casa ci lavoravo sopra al computer con grande passione cercando di sistemare ad esempio la fonia: certe lettere non sono ben definite, da zona a zona. La lettera ‘T’ spesso diventa una ‘D’. In seguito, ci sto davvero lavorando, uscirò anche con una pubblicazione cartacea fedele alla trascrizione ma in italiano e lasciando le parti proprio particolari che è bello mettere in dialetto”.

Dopo anni di sola ricerca, Carotti ha iniziato a riproporre alcuni di questi preziosi brani nei suoi spettacoli accompagnandosi con la chitarra classica o l’organetto, a volte insieme a un fisarmonicista, rispettando sia la melodia che il linguaggio degli informatori.

Ma come è nato il tutto, come è nata questa passione per la musica? “Ho iniziato con la musica a 9 anni – continua l’esposizione del musicista cantastorie – e sono andato a scuola da Giovanni Bigi, uno jesino come me. Per lo strumento della chitarra, comunque, sono autodidatta ed a 13 anni già facevo parte di gruppi musicali . La passione per il canto popolare è stata sempre mia, alimentata con il tempo.  Pensavo di conoscere l’età contadina ma non è così. In questo disco ‘Galantòmo fu mio padre!’ ho messo una parte di questi brani che ho raccolto e ho chiamato degli amici per ogni pezzo: Giuseppe Ospici, Fefo Catani, Corale Brunella Maggiore. Ad esempio per le ninne nanne ho raccolto tanti frammenti e poi ho fatto arrangiamenti particolari e legati tutti insieme aiutandomi con la chitarra. Stesso discorso con le tiritere dove ho chiesto e ricevuto la collaborazione della Scuola Media Savoia di Jesi. L’album è del 2016: la gestazione è stata particolare. L’ho presentato in due spettacoli a Polverigi e Morro D’Alba ma nella mia avventura ho fatto spettacoli in tutta Italia, ad esempio sul Lago Maggiore,  mandando delle proposte agli assessori alla cultura dei vari Comuni.  Di questo disco ho anche realizzato un album di partiture musicali. La prefazione dell’album è opera di Gastone  Pietrucci. Dare il titolo è stato un piacere in ricordo di mio padre Nello ma il titolo stesso è anche una frase di una canzone che sta all’interno delle musiche. Sul libretto, su ogni canto, c’è scritto dove è stato raccolto, quando, e i nomi degli informatori che hanno partecipato”.

Nella prefazione il leader della Macina scrive di Carotti: “Marino è interprete sicuro, appassionato, ma quello che mi ha sempre colpito di lui è la forza della sua chitarra, veramente straordinaria, accattivante, a tratti travolgente. Si sente una grande maestria, un grande tocco, una grande bravura ed una grande invidiabile tecnica”.

Insomma nel lavoro di Marino Carotti oltre alla passione per la propria terra, per il proprio lavoro di ricercatore musicale e culturale, per la tradizione, c’è la passione per il canto come forma di comunicazione. E’ proprio vero che la cultura, soprattutto quella popolare,  è comunicazione e la cultura non muore mai se ci sono attori che la comunicano e la tramandano nel tempo.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

JESI / RISULTATI ELETTORALI, PIOGGIA DI ACCESSI DA SMARTPHONE E TABLET

JESI, 15 giugno 2017 – All’indomani della diffusione dei dati elettorali sul rinnovo dei vertici del Comune, con i nomi degli eletti nei vari raggruppamenti e quello del Primo Cittadino ed in attesa della convocazione della prima seduta del civico consesso c’è chi si è divertito a cercare alcune curiosità sul comportamento post-elezioni da parte dei cittadini. I nuovi mezzi di comunicazione, le nuove tecnologie dalla così detta”rete”, la disponibilità di apparecchiature portatili sempre più avanzate tecnologicamente hanno fatto si che sono stati contati ben 12.400 accessi unici allo speciale sito internet dedicato ai risultati elettorali del Comune di Jesi”, di questo massa “in circa 7.700 si sono collegati tramite smartphone e in 1.300 con tablet, mentre quelli che lo hanno visitato dal proprio computer sono stati più o meno 3.400”. La ricerca resa pubblica dall’Ufficio stampa del Comune ha anche quantificato in “dieci minuti il tempo medio di permanenza sul sito che è stato realizzato dal servizio relazioni esterne del Comune, su progetto di Simone Brunori, responsabile della Rete Civica, con oltre 75mila pagine complessivamente visitate”.

Il fatto curioso di questi rilevamenti è costituito dalla consistenza numerica di chi, non risiedendo a Jesi, non ha potuto fare a meno di informarsi sull’andamento della consultazione elettorale. Ecco allora che gli utenti della rete che si sono collegati dagli Stati Uniti ne sono stati contati ben 151, dall’Inghilterra 63 e poi dal Canada, Brasile, Giappone, tantissimi stati europei, compresa l’Islanda. Insomma, la curiosità non conosce confini, così come, evidentemente, anche gli jesini che hanno scelto le nazioni straniere per motivi di lavoro o di studio non possono dimenticare la loro terra natia.

Un ultima curiosità riportata nella nota dice che è stato “particolarmente apprezzato l’accesso al sito direttamente dalla app Municipium che ha superato i 7.900 utenti, avvicinandosi così al numero degli iscritti al servizio Whatsapp del Comune di Jesi che è a quota 8.000”.

(s. b.)

LETTERE&OPINIONI / VALORJ AGGIUNTI, IL VOLONTARIATO SCRIVE AL SINDACO DI JESI

JESI, 15 giugno 2017 – Pregiatissimo Sindaco della città di Jesi, Le scriviamo perché è importante che in questo momento le idee e i valori del volontariato siano espressi con chiarezza, ad alta voce.

Il volontariato (in tutti gli ambiti della vita sociale e nelle forme in cui si esprime) crede di essere portatore di valori aggiunti.

La sussidiarietà è un valore aggiunto.

La solidarietà è un valore aggiunto.

E per noi del Coordinamento è valore aggiunto anche condividere potenzialità e obiettivi, evitando ogni tentazione di particolarismi.

Sappiamo bene che un Comune è il nostro interlocutore privilegiato, quello a cui si guarda prima e comunque.

Siamo abituati anche a far conto con…i conti economici e finanziari e per questo non ci spaventano le idee che proiettano il presente verso un futuro da costruire, consapevoli dei limiti, delle difficoltà, dei problemi di ogni comunità.

Per tutto questo, Le chiediamo di essere attento interlocutore del mondo del volontariato e, nel concreto:

  • Di attivare fin da subito quegli strumenti a livello istituzionale che facciano diventare la partecipazione il motore della coesione di una comunità;
  • Di eliminare quanto più possibile regolamenti o normative autoreferenziali, che servono soltanto ad allungare i tempi delle scelte; insomma di eliminare tutto quello che trasforma i percorsi burocratici da strumento di chiarezza e trasparenza amministrativa in lacciuoli demotivanti;
  • Di guardare al volontariato come una realtà che esprime – pur nei suoi limiti – quei valori aggiunti che sono patrimonio di tradizioni e frutto di impegno e lavoro rivolto a costruire le fondamenta di una comunità;
  • Di prendere atto che il volontariato svolge un ruolo di collante sociale, oppure altrimenti inteso, rischia di innescare logiche e particolarismi deleteri e negativi;
  • Di non utilizzare le Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale come risorse strumentali, ma di saperle ascoltare, leggere e poi valutarle: senza approssimazioni o logiche di consenso;
  • Di favorire la messa in rete di tutte le Associazioni di Volontariato e di Promozione Sociale attive sul territorio.

 Da parte nostra, Le rinnoviamo la nostra volontà – e non a caso siamo “volontari” – nell’impegnarci a perseguire gli obiettivi che trovano ragione anche in ciò che chiediamo alle istituzioni.

Grazie.

Il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato e Promozione Sociale  – Ambito n. 9

LETTERE&OPINIONI / GIOVANNI BALDUCCI (PD): “NIENTE POLEMICHE, SOLO CONTENUTI”

FABRIANO, 15 giugno 2017 – Mancano pochi giorni al turno di ballottaggio e sono orgoglioso del modo pulito e coerente con il quale noi della coalizione di Insieme per Fabriano abbiamo condotto l’intera campagna elettorale. I dati scaturiti dal primo turno, con il vantaggio che i fabrianesi ci hanno attestato con il proprio voto, conferma questa linea che ci è propria, da sempre.

Continuerò a parlare di contenuti senza correre dietro alle polemiche spicciole e strumentali. In fondo, non ho legami da dover salvaguardare. Né tantomeno indiscrezioni sull’Esecutivo, che avrò l’onore e l’onere di guidare per i prossimi cinque anni, da dover smentire per i medesimi rapporti stretti da dover giustificare. No, continuerò a presentare le varie sfaccettature del programma di coalizione che realizzeremo. Deve essere dura non poter evidenziare, quotidianamente, cosa e come si vuole governare e amministrare la città. Li capisco, il programma se non ha basi solide e realizzabili è meglio lasciarlo in secondo piano e lanciarsi in strali che qualificano, meglio di tante parole, chi le pronuncia rispetto a ciò che potrei dire io per smentirle.

Oltre che ai post su Facebook, sono impegnato a incontrare tutti coloro che vogliono parlarmi. Non solo con le due ore quotidiane all’interno del comitato elettorale, ma recandomi nelle frazioni e nei quartieri della città. Il clima velenoso non lo alimento e non mi sottraggo alle critiche, anche a quelle pretestuose a patto che non siano faziose e strumentali. Preferisco dialogare in modo costruttivo, ricordando che noi siamo una squadra che si renderà ancora più esplicita nella Giunta che avrà esperienza e gioventù, competenza e qualità.

Giovanni Balducci, Insieme per Fabriano

 

FABRIANO / NUOVE FRONTIERE PER LA CATARATTA

FABRIANO, 15 giugno – La chirurgia della cataratta entra nel futuro con un convegno che si svolgerà domani presso il Monastero di San Silvestro Abate.

“Chirurgia premium della cataratta: istruzioni per l’uso”, questo il titolo convegno, organizzato dal dr. Stefano Lippera, Direttore dell’U.O. di Oculistica  dell’Area Vasta 2, e che accoglierà i migliori specialisti italiani con innovative tecniche laser.

L’incontro servirà a mettere a confronto le varie metodologie per cercare di trovare un confronto affinché si possano migliorare la visione a distanza breve, intermedia o da lontano  delle persone affette da cataratta.

Verranno discussi i vantaggi dell’utilizzo del laser e dei cristallini artificiali a profondità di fuoco continua e verranno prese in considerazione la qualità di vita dei pazienti da un punto di vista psicologico e la gestione del paziente nel pre e post operatorio, grazie al contributo dell’esperienza clinica dei medici partecipanti provenienti da Marche, Umbria ed Emilia Romagna”.

(s.s)

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FABRIANO / NEL CUORE DEL PALIO, CENTRO STORICO PROTAGONISTA

FABRIANO, 15 giugno 2017 – Piazza del comune, i vicoli, le piazzette ed il cuore pulsante di una città testimone di un “ritorno al passato”. Fabriano si anima con il 23esimo Palio di San Giovanni Battista.

Il centro storico scrigno di storia, senza lucchetti o serrature da forzare, luogo dove poter respirare la storia di Fabriano e dei Chiavelli. Prosegue – con i luoghi più belli di Fabriano in primo piano – la 23esima edizione del Palio di San Giovanni Battista. Se il bagno di folla di ieri con la cerimonia della nomina dei Priori e Innalzamento dei Gonfaloni non fosse bastato, ecco arrivare questa sera “Le Cronache Medioevali” curate da Fabricamenti (dalle ore 18.30 in Piazza del Comune 38 – locali ex URP) e la passeggiata storica “…Per i vicoli del piano…il Gonfalone e altre storie” curata dal Gruppo Giovani Guide  che partirà intorno alle 20.30 da piazza Sella e condurrà i curiosi e gli storici in erba tra le leggende di una Fabriano dimenticata ma sempre presente. Dal profano al sacro, perché appena finita l’esplorazione del piano, ecco la processione del Corpus Domini che attraverserà tutto il centro storico.

Da non dimenticare le 4 hostarie, già prese d’assalto dai fabrianesi – e non – per assaggiare la storia della cucina locale con qualche secolo di ritardo.

E poi venerdì: con l’associazione Fabriano dal basso porterà i fabrianesi “Sulle orme dei Chiavelli: alla scoperta dei luoghi” da piazza del Comune esplorerà il centro storico. Dopo la storia il teatro con lo spettacolo dialettale “I Chiavelli tra storia e fantasia” per la regia di Don Umberto Rotili. Appuntamento sul Sagrato della Cattedrale a partire dalle ore 21.30. Non c’è solo la storia, perché Fabriano Inizia a vibrare, sente quasi il peso della competizione e della “rivalità” tra le porte ogni giorno che passa. Un ambiente che inizia a scaldarsi in vista della realizzazione delle infiorate, che impegnerà gli artisti dei fiori secchi tra sabato e domenica mattina.

(saverio.spadavecchia@qdmnotizie.it)

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CHIARAVALLE / OPERA PIA CAVALLINI: MODELLO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE CON L’ORTO DEI NONNI

CHIARAVALLE, 15 giugno 2017 –  C’è una scuola che ha una meravigliosa storia da raccontare. L’Opera Pia Cavallini è ora un centro dell’infanzia ma la sua storia inizia negli anni che seguono la prima guerra mondiale. Dal cuore generoso e attento della signora Schiomachen, vedova Cavallini, nacque un asilo infantile che è stato un punto di riferimento per tante famiglie di Chiaravalle, soprattutto per quelle in difficoltà economica.

Arrivarono poi le Suore Apostole del Sacro Cuore a dare un volto educativo e cristiano fino alla trasformazione dell’Asilo in Scuola dell’Infanzia Paritaria. Dal 2008, anno della partenza delle suore, l’attività educativa e didattica è stata affidata a personale laico, qualificato, costantemente aggiornato su nuove esperienze scolastiche. Il personale è attualmente composto dalla coordinatrice della Scuola dell’Infanzia con funzione docente Marisa Liturri e da 5 insegnanti, Sara Corinaldesi, Laura Ferrucci, Laura Gigli, Martina Garbati e Claudia Piombetti  e da Elisa Gaggiotti, coordinatrice del Centro per l’Infanzia con funzione di educatrice e due educatrici, Anna Mancinelli e Valentina Pieroni, oltre ad una cuoca e due inservienti: Marina Carotti, Antonietta Maione e Silvana Manzotti. Il rappresentante legale della scuola con funzione di dirigente è don Giuseppe Giacani, parroco di Chiaravalle. Attualmente sono 106 i bambini che frequentano la Scuola e il Centro dell’Infanzia.

“La nostra scuola – dicono le coordinatrici – è da tempo impegnata nel promuovere un nuovo modello alimentare rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni, capace di avvicinare i bambini al mondo della produzione e una maggiore condivisione dei saperi. Il percorso didattico si avvale di un progetto di educazione alimentare “L’orto a scuola……Saperi e Sapori”, redatto in collaborazione con la nutrizionista Valentina Viola, che segue la dieta alimentare dei bambini, promuovendo una corretta alimentazione e offrendo la possibilità di far conoscere ai bambini tutta la filiera alimentare con la nascita di un orto a scuola. E’ una delle forme educative più importanti se vogliamo formare delle persone, non dei semplici “consumatori” e poiché, come sosteneva la Montessori, “ le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile”, è doveroso da parte di tutti impegnarsi per contribuire a una formazione delle nuove generazioni consapevole e sensibile verso il mondo che ci circonda e a un giusto rapporto con la  natura e il cibo. Per i bambini l’esperienza diretta è fondamentale e il progetto didattico dedicato all’orto li rende protagonisti del loro percorso di apprendimento; il bambino e il nonno sono i due principali protagonisti del progetto ideato dalle insegnanti che viene realizzato grazie ad un gruppo di lavoro formato da nonni volontari che supportano le attività didattiche”.

 

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

LETTERE&OPINIONI / NUOVA BANCA MARCHE: IL SINDACATO CHIEDE DI INCONTRARE IL SINDACO DI JESI BACCI

JESI, 15 giugno 2017– La FABI di Nuova Banca Marche ha inviato in data odierna una Lettera Aperta al Presidente della Regione Marche ed ai Sindaci di Macerata e Pesaro, che ha già avuto modo di incontrare, rinnovando il suo invito a rappresentare ad UBI le aspettative e le preoccupazioni dei Lavoratori delle Banche del Gruppo in vista della prossima integrazione. Un analogo incontro è stato, peraltro, già richiesto al Primo Cittadino di Jesi, Massimo Bacci appena rieletto.

Insieme alle altre OO.SS. è già stato avviato un confronto con l’acquirente nel corso della trattativa conclusasi il 7 aprile scorso, che ha trovato un importante riscontro nella Lettera che il CEO di UBI Victor Massiah ha inviato ai Segretari Generali delle Organizzazioni Sindacali FABI, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin.

In tale lettera è stata riconosciuta l’importanza per UBI sia del fattore umano, sia della “territorialità”.

In riferimento al nuovo Piano Industriale, modificato a seguito dell’acquisizione delle 3 Bridge Banks, la FABI, ha già avuto modo, peraltro, di esprimere le sue “perplessità”, denunciando una impostazione a dir poco “miope” di un progetto che intende migliorare il conto economico e gli indici di bilancio solo attraverso una operazione di sottrazione sui costi, senza porsi minimamente il problema di come poter recuperare le rilevanti quote di mercato perse nell’ultimo periodo dalla Banca in tutte le aree di business.

Al Presidente ed ai Sindaci è stato chiesto di sollecitare, dunque, UBI in merito al modello organizzativo che intende sviluppare sul Territorio.

In un Piano, il cui focus è posto pressoché totalmente sulla quantificazione di 1569 esuberi, la chiusura di 140 Filiali e la riduzione dei costi operativi del 35%, secondo la FABI sarà necessario:

L’allargamento dell’area di competenza della MAT (Macro Area Territoriale) di Jesi, anche alle Filiali site nelle provincie di Rimini e Perugia;

Una più approfondita riflessione e scelte meditate rispetto alla razionalizzazione della Rete delle Filiali, a partire da quelle a servizio delle Comunità colpite dai recenti eventi sismici;

La garanzia della presenza di un numero adeguato di Direzioni Territoriali prevedendone in Regione almeno 7 (2 in Provincia di Pesaro, 2 in provincia di Ancona e 3 tra Macerata ed Ascoli);

La conferma, in aggiunta alla MAT di Jesi, degli attuali presidi territoriali di Macerata e Pesaro, per i quali occorrerà trovare nuove lavorazioni che potrebbero essere ivi svolte a beneficio di tutto o parte del Gruppo Bancario;

L’esclusione di qualsivoglia esternalizzazione di lavorazioni (e conseguentemente di Lavoratori) dall’Area Contrattuale del Credito: tale scelta aprirebbe, infatti, per gli stessi Lavoratori scenari più preoccupanti, esponendoli in maniera pesante alle negative conseguenze di eventuali future crisi (SEBA docet).

Dopo gli Accordi che porranno 700 Dipendenti fuori dal mondo del Lavoro, dopo la mancata conferma di circa 200 giovani precari, dopo il draconiano contenimento dei costi attraverso significative riduzioni del salario, dopo che, con i recenti Accordi, il numero dei Contratti a Part-Time è destinato a raggiungere la ragguardevole cifra di 600 unità, dopo le già concordate 40.000 Giornate di Solidarietà, la FABI ritiene che la condizione per procedere ad ulteriori sacrifici sia quella di condividere un progetto di vero sviluppo della Banca sul Territorio, che le consenta di svolgere al meglio nei confronti di tutte le nostre Comunità quel ruolo che da sempre Banca Marche e, prima di lei, le nostre Casse di Risparmio hanno sempre garantito.

Si tratta, dunque, di fare insieme (Sindacato, Associazioni di Categoria, Istituzioni Locali) questa decisiva battaglia.

Fabi Nuova Banca Marche

 

JESI / L’INTERA FILIERA OLIVICOLA ITALIANA A CONGRESSO NELLA CITTA’ DI FEDERICO II

JESI, 15 giugno 2017 – Tutti i protagonisti della filiera olivicola italiana saranno domani (venerdì 16) a Jesi dove si apre il congresso nazionale dell’Aifo, la principale associazione dei

Gennaro Pieralisi

frantoiani. Un appuntamento che vuole aprire una nuova pagina per l’olivicoltura nazionale con l’obiettivo di far emergere la figura del frantoiano artigiano, capace di confrontarsi sul mercato con la produzione industriale (ormai in larga parte in mano straniera), all’insegna di una qualità crescente ed entrando in maniera decisa anche nel canale della grande distribuzione. All’auditorium dell’Hotel Federico II interverranno anche numerosi parlamentari impegnati nelle commissioni agricoltura e industria, i maggiori ricercatori, i più qualificati esperti del settore. Tutti consapevoli che ciascuna regione, con le sue cultivar e le sue caratteristiche geografiche e morfologiche, è in grado di produrre un olio dai tratti distintivi unici ed irripetibili. Comprese le Marche, dove questo congresso dei frantoiani rende omaggio al Gruppo Pieralisi, incontrastato leader mondiale nella produzione di macchine olearie, con tanto di visita guidata agli stabilimenti.

Le Marche, come noto, dalla prossima campagna olivicola potranno fregiarsi della certificazione Igp. Un riconoscimento che prova a dare valore aggiunto ad un comparto, ancora con piccoli numeri, ma con interessanti prospettive di crescita: in controtendenza rispetto ad altre colture marchigiane, l’olivicoltura ha infatti conosciuto, negli ultimi 30 anni una significativa espansione, passando da circa 6.500 ettari dei primi anni ’80 ai 12.000 attuali. Le aziende olivicole marchigiane (ultimo censimento) sono 25.458 – di cui 1.474 biologiche – sulle complessive 44.866. La produzione, oscilla mediamente tra i 250 mila e i 350 mila quintali di olive raccolte e tra i 35 mila e i 50 mila quintali di olio. Significativo anche il numero dei frantoi: 156, pari a circa il 3% del totale nazionale.

Quest’anno le premesse per l’olio marchigiano sono buone: da una parte un deciso freddo invernale che ha contrastato la mosca, dall’altra una buona fioritura che lascia presagire una discreta allegagione. Sarà ora da prestare grande attenzione ai fenomeni climatici e parassitari, per intervenire prontamente in caso di stress idrico e per la difesa fitosanitaria. Al riguardo fondamentale risulteranno le indicazioni fornite dall’Assam con il proprio agrometeo.

 

LETTERE&OPINIONI / GABRIELE SANTARELLI (M5S): “IL CONSIGLIO COMUNALE LUOGO DI COSTRUZIONE E DIALOGO”

FABRIANO, 15 giugno 2017 – Ci sono oltre 4 mila voti che non possono essere ignorati. In questi 5 anni di opposizione i cittadini che nel 2012 hanno dato fiducia al Movimento 5 Stelle hanno avuto in consiglio comunale dei portavoce che hanno svolto un lavoro serio, puntuale e intransigente. Abbiamo presentato innumerevoli proposte che sono state puntualmente bocciate e snobbate dalla maggioranza. Il consiglio comunale è stato trattato dalla maggioranza e dalla Giunta come un fastidioso fardello e la voce di quei cittadini che avevano scelto di votare per uno dei partiti seduti nei banchi dell’opposizione è stata del tutto ignorata e sbeffeggiata. 

Noi non vorremmo ripetere la stessa esperienza. La semplice rivoluzione passa anche da qui: dall’ascolto delle istanze dell’opposizione e dal ragionare insieme sui progetti validi per la città, liberi da preconcetti e dall’arroganza di avere sempre la risposta giusta in tasca. Abbiamo sempre detto che da soli non riusciremo a fare niente e ne siamo profondamente convinti. Abbiamo detto che bisognerà ascoltare e coinvolgere comitati e associazioni, per cui non potremmo mai far finta che tanti cittadini hanno riposto la loro fiducia votando altri partiti.

Noi vorremmo ricominciare anche da qui. Il Consiglio Comunale deve diventare il luogo del dialogo e della costruzione di un progetto per la città in grado di farci risollevare. La nostra idea è quella di individuare, con gli altri, 5 punti condivisi da affrontare sin da subito e sui quali iniziare immediatamente a lavorare.

Gabriele Santarelli candidato Sindaco Movimento 5 Stelle