Archivi giornalieri: 15 ottobre 2017

AURORA BASKET / VITTORIA SOFFERTA E SUDATA, SOPRATTUTTO BELLA E MERITATA

Termoforgia Jesi – De Longhi Treviso 83-78

 

JESI, 15 ottobre 2017 – Vittoria sudata e sofferta per questo bella e meritata. La Termoforgia supera una sorta di corazzata, Treviso, che praticamente ha sempre rincorso, ma non ha mai mollato, fino a quando si è dovuta arrendere al tiro di Marini, una bomba, che ha fatto esplodere il Palatriccoli. Vince Jesi, applausi agli avversari.

Avvio di gara con ritmi veloci e tanti tiri da ogni dove. In quintetto la Termoforgia non dispone di capitan Rinaldi infortunato mentre sulla sponda ospite l’assente è Fantinelli. Quintetto avversario sempre in vantaggio fino a 1′ dalla prima sirena quando Hasbrouck firma il 20-20. Nell’azione successiva Treviso sbaglia e Brown in transizione porta la Termoforgia per la prima volta in vantaggio: 22-20. Ancora Treviso che sbaglia l’azione d’attacco e finisce sul +2 interno.

Crescono le difese, soprattutto quella di Cagnazzo, e Jesi con un parziale di 6-1 si porta sul 28-21 (6’30”). Allunga la Termoforgia, 33-23 (5’34”) e Pillastrini chiama time out.  Mantiene il vantaggio la squadra di casa. A 2’48” dal riposo 40-33. Il Brown locale commette fallo e per gli arbitri è antisportivo.  Treviso dalla lunetta con Antonutti fa 2/2 e poi dalla rimessa non trova altri punti per l’errore al tiro di Sabatini. Cresce il Brown leoncello e la Termoforgia va al riposo lungo sul +11, 48-37 con un parziale di tempo di 26-17.

Quando si riprende Treviso cerca di imporre il proprio piano partita alzando la velocità del gioco e la rapidità per andare al tiro. In 5′ costruisce un parziale di 5-10 riducendo il gap e restando in partita. A 3′ dall’ultimo intervallo corto: 57-52. Treviso insiste ma sbaglia prima con Sabatini dalla lunetta poi con Negri da tre. Sul capovolgimento Hasbrouck la punisce da lontano. Poi Brown di Jesi riconquista il vantaggio in doppia cifra: 62-52. Il periodo si chiude con un parziale dove gli ospiti hanno prevalso per 17-19.

Treviso cerca di stringere i tempi, Cagnazzo risponde con un quintetto di piccoli e con Hasbrouck a rifiatare in panchina. Treviso si porta a -6, 68-62, l’americano della Termoforgia ritorna sulle tavole da gioco. Quarisa dalla lunetta porta il punteggio a 70 ma il Brown del Treviso segna da post basso e subisce fallo. A 4’44” dalla fine: 70- 65. Gara apertissima. Jesi c’è e ci crede, Hasbrouck centra la tripla. A 3’34”: 73-65. In un amen Antonutti e Musso fanno sentire tutta la loro esperienza e la Termoforgia sente il fiato alle spalle: 75-73. A 1’30”: 76-75. Hasbrouck non sbaglia, Sabatini in rimessa da fondo campo perde palla consegnandola ad Hasbrouck che fa canestro e ringrazia. A 45”: 80-75. Treviso ha sette vite, Negri da tre punti riapre tutti i giochi: 80-78 (41”).

 

Termoforgia –  Brown 21, Mentonelli ne, Quarisa 3, Marini 21, Piccoli 2, Rinaldi ne, Valentini ne, Melderis ne, Massone, Montanari ne, Ihedioha 1, Hasbrouck 29. All. Cagnazzo

Treviso – Brown 31, Sabatini, De Zqrdo, Bruttini 5, Rota, Musso 10, Antonutti 13, Barbante, Poser, Imbrò 11, Negri 8, Nikolic. All. Pillastrini

Arbitri – Masi, Maschio, Barbiero

Note – spettatori: 1889; parziali: 22-20, 26-17, 17-19. Usciti per cinque falli: Quarisa

 

CALCIO ECCELLENZA / SCONFITTA DI RIGORE, LA BIAGIO PERDE IN CASA

Biagio Chiaravalle – Forsempronese 0-1

Biagio – Marziani, Sampaolesi, Domenichetti, Santoni, Medici, Cecchetti, Brega, Rossini, Pieralisi, Cavaliere. Mengaroni. All. Lombardi

Forsempronese – Piagnerelli, Di Vaio, Zandri, Bartoli, Gentili, Fontana, Belkaid, Orci, Cecchini, Paradisi, Pagliari.

Arbitro – Gagliardini di Macerata

Reti – 35′ pt Belkaid su rigore

CASTELPLANIO / INCIDENTE SULLE 76 TRA MOTO E AUTOVETTURA, CENTAURO SOCCORSO IN ELIAMBULANZA

CASTELPLANIO, 15 ottobre 2017 – Incidente sulla ss76 (direzione Ancona) nei pressi dell’uscita di Castelplanio. Intorno le ore 17 una moto e una Volkswagen si sono scontrate. Le cause sono ancora da chiarire.

Immediato l’intervento dei sanitari del 118 e della Polizia Stradale. Illesi – secondo le prime informazioni – i due occupanti dell’autovettura. Ad avere la peggio nello scontro è stato il centauro che è stato trasportato successivamente  con l’eliambulanza. Da valutare le condizioni dell’uomo.

Rallentamenti nei pressi del luogo dell’incidente, ora però smaltiti .

 

 

FABRIANO CERRETO / BOOM BOOM SAN MARINO, LA CRISI SI ALLUNGA

San Marino – Fabriano Cerreto 3-0

FABRIANO, 15 ottobre 2017 – Quinta sconfitta consecutiva per la squadra di Fenucci e la crisi si allarga.

Sconfitta senza attenuanti se non la indisponibilità iniziale per mister Fenucci di tre pedine importanti quali Berardi, Pero Nullo, Idromela.

Domenica prossima contro l’Avezzano o si vince o la situazione diventa preoccupante.

San Marino – Fall, Ceccarelli, Cevoli, Di Maio, Ciurlanti, Gadda (39’st Moretti), Pestrin, Zeqiri (41’st Candolfi), Bugaro (18’st Fantini), Zuppardo (44’st Bardeggia), Cinque (27’pt Guidi). All. Orecchia

Fabriano Cerreto – Monti, Lapi (1’st Pellonara), Balducci (1’st Conpagnucci), Labriola, Tafani, Bambozzi (23’st Salciccia), Sassaroli, Cusimano (1’st Berardi), Cicino, Piergallini (34’st Zepponi), Girolamini. All. Fenucci

Reti: 25’pt Zuppardo, 26’pt Cinque, 33’st Gadda

Arbitro: Paolucci di Lanciano

 

 

RUGBY JESI / TERZA VITTORIA CONSECUTIVA, MA NON E’ STATO FACILE

Rugby Jesi – Polisportiva Abruzzo  34-32

JESI, 15 ottobre 2017 – Ancora un impegno casalingo per il rugby Jesi impegnato nel campionato di Serie C.

Al Latini ospite la Polisportiva Abruzzo.

Gli abruzzesi avevano perso la prima partita in casa dell’Unione San Benedetto poi domenica scorsa in casa avevano vinto il derby contro il Gran Sasso tanto che si sono presentati a Jesi con 4 punti in classifica generale.

Jesi ha vinto ed anche meritatamente dopo una bella e concreta rimonta ma non è stato facile. Punteggio finale 34-32, primo tempo 15-26

JESINA CALCIO / PESARO DOPO CINQUANTA ANNI VINCE AL CAROTTI, LEONCELLI INFERIORI IN TUTTO

Jesina – Vis Pesaro 1-4

JESI, 15 ottobre 2017 – La Vis Pesaro passa a Jesi e sfata il tabù del Carotti che durava da 50 anni: stagione 1967/68 Jesina – Vis Pesaro 1-2.

La squadra di Riolfo vince bene anche se va subito dichiarato che il divario tecnico e tattico tra le due squadre, almeno per quello visto in campo è elevato. Fino al primo vantaggio gli ospiti avevano giocato ma concretizzato quasi nulla. Poi sul 1-0 la Jesina si è come sciolta, commettendo errori, soprattutto individuali molto netti, subendo l’avversario.

La squadra di Gianangeli è mancata in fase offensiva, in impostazione e nelle concliusioni: in pratica il portiere Marfella non è dovuto mai intervenire a difesa della sua porta.

Bella e numerosa presenza di pubblico a fare da cornice ad un derby molto sentito dalle rispettive tifoserie.

Partenza lampo della Vis Pesaro ed al 2′ Carta dai 20 metri lascia partire un bolide che si stampa sulla traversa. Il tema della partita è chiaro sin da subito. Gli ospiti votati a tenere in mano il pallino del gioco e a stazionare nella metà campo dei leoncelli con quest’ultimi a giocare di rimessa, forse troppo, costretti ad allungarsi in avanti con lanci lunghi di facile intercettazione della difesa vissina. Buon per la Jesina che l’impostazione difensiva regge bene e Tavoni, almeno fino al 30′, non è mai chiamato in causa. Della serie: la Vis gioca ma non concretizza; la Jesina si difende bene e non subisce. Altro tiro da lontano di Buonocunto al 42′ alto sopra la traversa.

Come nel primo tempo anche nella ripresa Pesaro inizia alla grande e questa volta va in gol. Al 1′ angolo dalla destra d’attacco vissino e colpo di testa in area di Bortoletti.

I giocatori del Pesaro reclamano per un mano ma l’azione continua. Palla a Baldazzi che tira, Tavoni para ma la sfera si alza per la testa di Olcese che la mette in fondo al sacco anticipando l’intervento di Gramizzi.

Questa volta a reclamare sono i leoncelli per un presunto fallo su Tavoni ma l’arbitro non ne vuol sapere e concede il vantaggio. Palla al centro e subito occasione per il pareggio per un errore di Marfella che controlla male la sfera con i piedi.

Al 7′ il raddoppio. Silvestri e Tavoni confezioni un bel regalo a Baldazzi che ringrazia e deposita la rete in fondo al sacco.

Jesina in bambola.

Al 12′ Gremizzi atterra in area Paoli e Cruz dal dischetto porta a tre le reti per la sua squadra. Gianangeli corre ai ripari inserendo Giovannini e Sassaroli per Silvestri e Trudo.

Al 19′ Olcese davanti a Tavoni non controlla bene e tira fuori. Al 33′ è Cruz a sbagliare clamorosamente dopo che il primo tiro gli era stato respinto da Bolletta.

Al 35′ Marfella decide di diventare protagonista. Prima perde palla poi nel tentativo di recuperarla atterra Sassaroli. Sul dischetto Pierandrei realizza.

Al 44′ Olcese fa il bis personale e porta a quattro le reti per la sua squadra.

Sul finire la Jesina chiude la Vis nella propria metà campo ma è troppo tardi.

(Evasio Santoni)

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Jesina – Tavoni (Bolletta), Silvestri (Giovannini), Anconetani (Carnevali) , Carotti, Giorni, Gremizzi, Trudo (Sassaroli), Magnanelli, Pierandrei, Parasecoli (Calcina), Cameruccio. All. Gianangeli

Vis Pesaro – Merfella, Ficola (Rossoni), Cacioli, Boccioletti (Calzola), Bortoletti (Zinani), Paoli, Carta (Castellano), Buonocunto, Baldazzi (Rossi), Cruz, Olcese. All. Riolfo

Arbitro – De Tommaso di Rieti

Reti – 1′ e 44′ st Olcese, 7′ st Baldazzi, 12′ st Cruz su rigore, 35′ st Pierandrei su rigore

Note – spettatori 1500 circa; ammoniti: Ficola, Baldazzi, Giorni; angoli: 3-4

CUPRA MONTANA / INIZIATIVA PROMOSSA DAL COMUNE E DALLE PARROCCHIE, MARCIA DI SOLIDARIETÀ NEL NOME DI MARIYA: TUTTO IL PAESE STRETTO INTORNO ALLA FAMIGLIA

CUPRA MONTANA, 15 ottobre 2017 – Il tragico epilogo che ha chiuso la vicenda della scomparsa di Mariya Iskra, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto venerdì scorso in un uliveto nei pressi della Romita, ha suscitato commozione nella comunità cuprense e così per ricordare la giovane studentessa, domani sera (16 ottobre), alle ore 21 si terrà una “Marcia silenziosa di riflessione e di solidarietà” promossa dalle Parrocchie e dal  Comune di Cupra Montana alla quale parteciperanno anche le Associazioni Sportive e di Volontariato operanti sul territorio.

Un appuntamento che partirà da Piazza Cavour e si concluderà in Piazza IV Novembre, “per ricoprire il valore della vita, per condividere le ferite e per incoraggiare e sognare il futuro”; una marcia “Insieme per la vita!”, ricca di propositi e di ottime intenzioni, accompagnati da preghiere silenziose e da univoci auspici di tutti coloro che vi parteciperanno.

Non vi è dubbio che a Cupra Montana è stato accusato questo triste momento e non solo da parte dei familiari; la marcia avrà lo scopo di avvicinare i pensieri, di rammentare il valore della vita, della solidarietà, facendo leva sulla comunione fondante della società e della sua immagine più vera.

Intanto anche l’Istituto Tecnico Statale “Cuppari” ha espresso solidarietà alla famiglia di Mariya, dove la 19enne si era diplomata. Sia sul sito sia in alcuni manifesti affissi a Jesi, la scuola esprime vicinanza ai familiari della giovane studentessa: “Maria (Mery) hai vissuto in mezzo a noi per anni con il sorriso, il tuo affetto, la tua onestà, la tua solidarietà, la tua generosità, il tuo senso del dovere, il tuo impegno scolastico, i tuoi molteplici interessi. Non troviamo spiegazione né consolazione per quello che è successo. Vogliamo solo dirti che resterai sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo bene”.

(o. g.)

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FABRIANO / ATLETICO NO BORDERS, BUONA LA PRIMA

FABRIANO, 15 ottobre 2017 – Buona la prima. L’esordio del team fabrianesi dell’Atletico No Borders si conclude al fischio finale con una vittoria per 4 a 1.

Si conclude quindi con una vittoria piuttosto netta la prima giornata del campionato ACSI contro l’ Atletico San Donato, che si è disputata ieri al Palafermi di Fabriano.

La squadra è già al suo secondo campionato e può vantare il sostegno ed il supporto del Laboratorio Sociale Fabbri e delle cooperative “VivereVerde”, “Cooss Marche” e “G.U.S. Fabriano” ed è un perfetto mix di fabrianesi e richiedenti asilo.

Sabato prossimo seconda giornata, questa volta alle 17.30 al PalaCesari (palazzetto vecchio).

(s.s.)

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL LUPO, IL PELO E IL VIZIO

Oggi parleremo di una cosa fondamentale per il bene dell’umanità…ma che dico fondamentale, indispensabile…ma che dico indispensabile, vi-ta-le: LE CIABATTE. Siòre e siòri, le ciabatte non sono scarpette di serie B….noooo siòre e siòri.…non sono neanche banali accessori di servizio con cui si fa avantendrè per casa e nemmeno appendici scadenti indegne di attenzione…no-no-no. Chiamatele  babbucce, chiamatele pantofole, chiamatele pianelle oppure ciòce, ma loro, siòre e siòri, loro sono il ricovero per eccellenza dei nostri piedi, sono l’ostello sicuro cui affidiamo le fette dopo una lunga giornata di porche nonché madosche, sono la dimora cinigliosa dei nostri ditini (plurale maschile) sfiniti dalla quantità di chilometri fatti coi coglioni a strascigòne. Le ciabatte, siòre e siòri, ci accolgono, esse ci accarezzano, ci abbracciano, ci coccolano dopo ore di fregnacce del capufficio, dopo il muso indisponente della moglie cui niente batte paro, dopo le insofferenze dell’amante che, perdinda madòra, non se sa che madonna vòle. Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando torni la sera stracco morto, de cavatte le calzature costrittive dove hai incamerato tutte le bastigne diurne e infilatte finalmente nella morbidezza suprema?? Vuoi mettere il gusto che ti straborda dalle viscere a strascinare stancamente le estremità per i corridoi della dimora?? Vuoi mettere la goduria orgiastica non appena che (“che” rafforzativo del concetto) il ditone nudo ti sfiora quel tripudio de bambagia? Che il còre te sospira “aaaah” e d’incanto il mondo attorno se cancella? Per non parlare, siòre e siòri, dei molteplici usi “esterni” al piede che ti può offrire una pantofola: 1) ci puoi acciaccare qualsivoglia insetto che ti importuna tra le mura domestiche 2) le puoi far rosicchiare al cane così che lui si trastulla e tu puoi guardare indisturbato la partita 3) ci puoi sculacciare a tempo il figlio piccolo per insegnargli la divisione in sillabe:  DE-VI-FA-BA-STA-SEN-NO-TE-MAZ-ZO. No, dico, adesso vi rendete conto della capitale importanza di questa calzatura chiamata volgarmente “ciabatta”?? Ecco quindi spiegato il motivo per cui, siòre e siòri, la babbuccia casalinga, nel 2017 dopo Cristo, costa un patrimonio. Una volta con 5 euro te ne accattavi due paia e ricevevi pure il commesso in omaggio. Adesso al supermercato (no, dico, al supermercato) 15 euro ti bastano a malapena per quella più economica. Se poi la vuoi chiccosetta, che so, con un boccò de tacco, un nastrino, ‘na perlina de lato, allora de euri gliene devi lascia’ almeno ‘na venticinquina. La salute ti fa difetto e ti serve la ciabatta sanitaria? Prepara il libretto degli assegni perché quella la mettono 100 euro all’etto come il tartufo. Brutta come la fame, tu la guardi e ti chiedi: ma potrà un sandalo ortopedico da donna con gli strappi modello San Francesco costare 90 euro? Ce sarà compresa la fisioterapia pe’ raddrizzatte i piedi, sennò non se spiega.  Beh, insomma, a capì che con la ciabatta ce se poteva fa ‘na barca de soldi non so’ stata solo io: dopo Fly Flot, Birkenstock, il dottor Scholl e mister Crocs, il signor Gucci una mattina s’è svegliato e ha esclamato: “Aho, ma io che so’ il più fregnone??”. E s’è inventato la zandulona fashion a 1.000 e rotti euro per tutte le occasioni: lavoro, seratina romantica, appuntamento mondano. Tratto distintivo della ciocia che non deve chiedere mai: IL PELO. Sì-sì, avete capito benissimo: Guccio Gucci ha messo pelo ovunque, a sbluso, a go-go, a catinelle, perché lui sa molto bene che tira più un pelo de marmotta che cento da pecora. Quindi ecco qua – per la donna “à la page”, la donna in carriera, la donna che fa tendenza – la pantofolona de zibellina! Ma ci pensi a quanto puoi sentirti figa ad andare a teatro con l’abito di gala e la babbuccetta de cricetona?? Se invece sei nana, hai bisogno di centimetri e non disdegni il look filo-olandese, allora puoi buttarti dritta-dritta sullo zoccolo. Sempre col pelo. Eh beh, una finezza. E che dire al donnino easy, il tipetto sciuè sciuè che si sente a suo agio solo co’ “nu ginz e ‘na magliett”? Beh, per lei c’è la ciabattona classica, bassa, tutto pelo e niente vizio. Per carità, a me sta bene tutto, se siete felici così, fate pure. Ma toglietemi una curiosità: che pelo ve mettete sui piedi? De lontra, de faina, de castoro? Perché il proverbio parla chiaro: fìdate della volpe e del tasso, ma non te fida’ della donna col procione basso.

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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FABRIANO / OLTRE IL PREMIO “GENTILE”, AL MUSEO DELLA CARTA LE OPERE DI ALFREDO PIRRI

FABRIANO, 15 ottobre 2017 – Dopo la giornata dedicata alle premiazioni, il Premio Gentile inzia a lavorare facendo rotta verso l’orizzonte della ventiduesima edizione.

Ma non c’è da dimenticare l’importante iniziativa collaterale che si sta svolgendo proprio in questi giorni al Museo della Carta e della Filigrana

Quest’anno il Premio si segnala per un evento artistico estremamente interessante, la mostra di Alfredo Pirri, Memoria di un tempo perduto. Opere 1976 – 2014″.

All’interno del museo fabrianese (la mostra resterà aperta fino al 12 novembre), circa novanta opere, tra oli, acquerelli e incisioni. Nell’occasione sarà presentato e distribuito ai presenti il Catalogo della Mostra, curato da Galliano Crinella e Sandro Pazzi, edito dal Premio Gentile e dall’editrice urbinate “Quattroventi”.

(s.s.)