Archivi giornalieri: 1 novembre 2017

MONTE ROBERTO / VA A FUOCO UN CANNETO, INTERVENGONO I VIGILI DEL FUOCO

MONTE ROBERTO, 1 novembre 2017 – Nel primo pomeriggio di oggi (1 novembre), i vigili del fuoco sono intervenuti a Monte Roberto per incendio vegetazione.

Alcuni residenti si sono accorti delle fiamme che stavano divorando un canneto a ridosso di alcuni edifici industriali ed hanno dato l’allarme. I vigili del fuoco sono intervenuti con due automezzi, hanno speso le fiamme e messo in sicurezza il sito.

Non si segnalano danni a persona.

FABRIANO RUGBY / FESTA OVALE AL “MANDELA” PER LE UNDER 12 E 14

FABRIANO, 1 novembre 2017 – Una festa ovale quella della settimana scorsa in Ancona, dove tra le tante realtà sportive del posto erano presenti anche i giovanissimi atleti del Fabriano Rugby.

Oltre 1600 giovani atleti provenienti da tutta Italia hanno partecipato alla tappa di Ancona delle  Feste del Rugby 2017, nell’evento organizzato congiuntamente da FIR, ANSF e POLFER per la promozione della cultura e della sicurezza ferroviaria attraverso lo sport e i suoi valori.

Presenti con una delegazione di giocatori anche le Fiamme Oro Rugby della Polizia di Stato, che hanno arricchito la giornata sportiva con tanti giochi a tema. Ospite d’onore Mauro Bergamasco, storica terza linea tricolore con 94 caps da portare con orgoglio.

Dopo l’inaugurazione avvenuta nel Palaindoor migliaia di bambini provenienti da tutta Italia si sono ritrovati per vivere due giorni di sport e divertimento. Per il Fabriano Rugby hanno partecipato L’Under 14 guidata da Cristian Lombardi e la nostra Under 12 con l’Allenatore Guido Borri.

Una volta “toccato” il manto erboso del “Mandela” i ragazzi hanno subito iniziato il confronto con i compagni provenienti da tutto lo stivale. Le Under hanno subito iniziato a giocare confrontandosi con squadre del nord e sud Italia.. hanno giocato è vinto più volte e superato le eliminatorie. L’Under 14 Corato per 5 a 3, venendo poi sconfitta dai futuri vincitori del torneo di Sassari 3 a 1. Grande prestazione della Under 12 che si è messa in evidenza vincendo quasi tutte le sfide.

Compagnia, gioia, divertimento e passione. Il grande impegno di tutti i giovani atleti ovali, una passione che rende felici tra gli applausi dei presenti. Con i genitori ed i tecnici in prima fila.

(saverio.spadavecchia@qdmnotizie.it)

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FABRIANO CERRETO CALCIO / ARRIVA ANCHE L’OTTAVA SCONFITTA CONSECUTIVA, IL DERBY AL MATELICA

Fabriano Cerreto  –  Matelica   0-3

FABRIANO, 1 novembre 2017 – Arriva l’ottava sconfitta consecutiva per la squadra di Fabriano Cerreto nel derby contro il Matelica. La situazione si fa sempre più pesante e la classifica è sempre più che deficitaria.

Ospiti in vantaggio già all’11’ con Gerevini. Al 40′ la squadra di casa reclama per un presunto fallo in area matelicese. Sul ribaltamento rigore per il Matelica. I padroni di casa contestano ma l’arbitro è irremovibile. Sul dischetto D’Appolonia che raddoppia.

Ad inizio di ripresa Matelica ancora vicino al gol con Gioè ma Monti questa volta è pronto a deviare in angolo.

Trillini cambia modulo e mette nella mishia alcuni uomini della partita ma i giochi in campo restano quelli di sempre. Al 40′ ancora Matelica vicina alla terza rete ma Cusimano, dopo alcune parate di Monti, salva sulla conclusione di Gioè. Al 40′ Angelilli chiude i conti.

Fabriano Cerreto ancora sconfitta mentre il Matelica consolida il primo posto in classifica generale.

Domenica per la squadra di Trillini, la cui cura dopo l’esonero di Fenucci al momento non funziona con le due sconfitte su due gare, ci sarà la trasferta di Jesi.

 

Fabriano Cerreto –  Monti, Girolamini, Compagnucci (Zepponi), Lapi (Sassaroli), Tafani, Labriola, Cusimano, Bambozzi, Cicino, Berardi (Salsiccia), Piergallini. All: Trillini

Matelica – Demalija, Arapi (De Gregorio), Bartolini (Brentan), Messina, Gerevini (Callegaro), Cuccato, Angelilli, Malagò, Gioè, Gabbianelli (Tonelli), D’Appolonia. All: Tiozzo

Arbitro – Zuffata di Sulmona

Reti – 11′ pt Gerevini, 42′ D’Appollonia su rigore, 40′ Angelilli

JESINA CALCIO / BUON PARI IN CASA DEL MONTICELLI, TRAVERSA DI PIERANDREI

Monticelli  –  Jesina  0-0

JESI, 1 novembre 2017 – Turno infrasettimanale e buon pareggio dei leoncelli a Castel di Lama contro il Monticelli. Formazione di Gianageli ancora priva di Trudo e Carotti.

Primo tempo equilibrato ma sul finale gli ospiti si sono resi più pericolosi andando molto vicino al gol. Al 34′ buona opportunità per la Jesina con Pierandrei ma il suo tiro è deviato da Marani in angolo. Al 40′ ancora la Jesina pericolosa con Cameruccio ed ancora Marani lesto ad intervenire e deviare in angolo. Ad inizio di ripresa Stallone cambia molte delle sue carte sul terreno di gioco per cercare di dare un nuovo volto alla partita. Il tema della gara vede la formazione ascolana in attacco e la Jesina giocare di rimessa. In una delle tante ripartenze al 20′ Pierandrei colpisce la traversa.

Al 27′ episodio importante con il rosso per Petrarulo appena entrato al posto di Guida. Il giocatore ha commesso fallo su Sassaroli e senza neanche mai toccare un pallone ha ripreso la via dello spogliatoio.

L’uomo in meno moltiplica le energie della squadra di casa che prova a vincere ma Tavoni in alcune occasioni si salva alla grande come al 43′ su colpo di testa di Guerra.

Finisce in parità, risultato nel complesso giusto: domenica altro derby. A Jesi  scenderà il Fabriano Cerreto.

(e.s.)

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Monticelli – Marani, Fazzini (Gabrielli), Castellana (Pierantozzi), Sosi, Terrenzio, Cocchieri, Ciabuschi (De Vecchis), Bontà (Giosuè), Pedalino, Guida (Petrarulo), Guerra. All. Stallone

Jesina – Tavoni, Sassaroli, Anconetani, Magnnelli, Giorni (Calcina), Gremizzi, Cameruccio, Zannini, Pierandrei, Margarita, Parasecoli. All. Gianangeli

Arbitro – Pistarelli di Fermo

Note – espulso 27′ st Petrarulo; ammoniti: Parasecoli, Terrenzio

FABRIANO / 60 ANNI DI ROTARY CLUB, DOMENICA UN CONVEGNO SU WELFARE ED ASSOCIAZIONISMO

FABRIANO, 1 novembre 2017 –  La storia del Rotary Club di Fabriano inizia nell’anno 1957 quando, nella nostra cittadina marchigiana, si crea l’esigenza concreta di far nascere un club –tra i primi nel territorio- per la convergenza di spinte economiche, sociali e culturali. E’ dunque lo sviluppo socio-economico raggiunto in quegli anni, grazie al primo fiorire dell’industria metalmeccanica, quella consolidata delle carta nonché all’intraprendenza di una classe dirigente che traghettava la città fuori dalla profonda depressione economica generata dalla guerra mondiale, non poi tanto distante, che dà la spinta emotiva necessaria a fondare l’associazione che oggi conta sessanta anni.

Il club padrino, Ancona, era già attivo da dieci anni nel territorio marchigiano e si avviava così a fondare un altro club nel territorio fabrianese. Nell’allora Albergo Moderno, presumibilmente il 27 ottobre 1957 anche se alcuni collocano la data in quella del 16 dicembre successivo, si incontrarono 22 soci fondatori animati dallo spirito del fare per la collettività ma anche dal desiderio di conoscersi e mettersi al servizio con le loro capacità e competenze.

I soci, nel prima fase di crescita del club, tenevano essi stessi relazioni durante gli incontri, di cui alta era la partecipazione e assiduità, in un reciproco scambio di conoscenze ed esperienze professionali. I temi che venivano affrontati erano in genere di attualità (come viabilità e turismo umbro-marchigiano), cultura, scuola e istruzione tra cui scienze, filosofia, arte.

Primo Presidente del Rotary Club di Fabriano e per tre anni consecutivi fu l’On. Alfredo Morea. Sessanta anni sono passati da quel giorno di cui oggi il Club di Fabriano fa memoria. Tante le opere e i tanti i progetti realizzati in città e per la città.

Grande il desiderio di fare bene per la collettività e quali espressione di una coscienza critica e culturale della città, i soci rotariani del primo periodo contribuirono, in modo fattivo, a condurre Fabriano e il suo territorio fuori dall’isolamento che da tanto tempo la affliggeva in quanto zona montana segnata da tempo dal fenomeno dell’emigrazione e dalla povertà. I campi di intervento in questi sessanta anni sono stati tutti toccati dall’azione del club. Da ricordare le numerose e continue attività a favore dei giovani, interventi sul patrimonio culturale della città, progetti per la comunità in genere quali il territorio, il sociale, la cultura, la sanità e molto altro ancora.

Molte le attività e gli interventi fatti in favore della città: l’edizione de “La guida artistica della città di Fabriano”, il restauro della lunetta del Maestro di Staffolo sulla facciata dello Spedale del Buon Gesù, il restauro degli affreschi di Antonio da Fabriano nell’ex convento di San Domenico, il corso informativo e didattico nelle scuole per le malattie sessualmente trasmesse, corso di informazione su Alcoolismo e Tossicodipendenze, il progetto sul Distretto Culturale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, le gigantografie donate al Liceo Classico “F. Stelluti”, il patrocinio dato al “Fabriano Film Fest”, il Campus disabili delle Marche, le borse di studio Abramo Galassi per giovani diplomati, il premio per le ragazze della Ginnastica Ritmica Fabriano, il restauro del polittico di Allegretto Nuzi con la collaborazione dell’Opificio delle Pietre Dure, lo Scambio Giovani per esperienze di studio all’estero.

“Per rendere, l’azione efficace oggi come allora – spiegano – ci interroghiamo sul modo di rendere l’azione rotariana incisiva e adeguata alla realtà che lo circonda. Certo è che gli ultimi dieci anni in particolare sono stati caratterizzati da una grande crisi economica e finanziaria e la città di Fabriano ha dovuto assistere alla progressiva e inarrestabile deindustrializzazione, alla chiusura di uffici pubblici radicati in città sin dall’Unità d’Italia, alla perdita di istituzione storiche cittadine”.

Il Rotary è esso stesso associazione, appartenente per sua naturale collocazione al terzo settore, che lavora per progetti per il territorio con risorse proprie o con contributi economici di privati. Dunque, quale associazione si interroga su se stessa e sul modo di poter orientare al meglio la propria azione esterna alla luce del momento assai difficile che stiamo attraversando. E per far questo bisogna conoscere e conoscere dove agire, come agire ma anche con chi e trovare attuali interlocutori e utilizzatori finali del proprio operato.

Si parlerà quindi di welfare e associazionismo il giorno 5 novembre, domenica, nella sala convegni dell’ex convento di San Domenico di Fabriano. In una sessione seminariale con inizio alle 17 si parlerà del Rotary di sessanta anni fa, delle ragioni che hanno portato alla sua fondazione e alla sua fortunata presenza sul territorio cittadino, ma si parlerà anche di come dovrà essere il Rotary di oggi e dei prossimi anni poiché un’azione fortunata richiede una adeguata conoscenza.

Con l’aiuto di esperti di welfare si andrà quindi a conoscere l’attuale situazione del territorio montano, le necessità e i bisogni della popolazione residente e, in particolare, con l’aiuto del sociologo Prof. Emmanuele Pavolini dell’Università degli studi di Macerata si approfondirà meglio il welfare e il terzo settore, la risorsa aggiunta Rotary per le necessità del territorio.

L’incontro è aperto alla cittadinanza perché è volto a costruire con l’aiuto e la collaborazione dei tutti la nuova azione rotariana. L’evento si concluderà con un aperitivo  nel chiostro per brindare insieme al Rotary Club di Fabriano.

LETTERE & OPINIONI / C’ERA UNA VOLTA LA STAGIONE LIRICA, DOPO IL DANNO LA BEFFA!

JESI, 1 novembre 2017 – C’era una volta il Pergolesi che, il 22 settembre, festa del Patrono (a volte qualche giorno dopo, ma sempre nell’ambito delle feste patronali) apriva le sue porte per l’inaugurazione della stagione lirica, momento topico per la città ed i cittadini di ogni fascia sociale, e non era raro vedere aggirarsi per la città artisti e cantanti di fama nazionale ed internazionale.

C’era una volta un Teatro Pergolesi che, con impegno artistico e lungimiranza politica, era riuscito ad ottenere l’ambito riconoscimento di Teatro di Tradizione, che significava anche finanziamenti statali.
C’era un Teatro che ogni anno organizzava una stagione composta di almeno 12 serate, divise in tre spettacoli di lirica e uno di balletto. In certi anni si raggiunse addirittura il numero di 15 serate. Un Teatro che proponeva una importante stagione di prosa con tre repliche per ogni spettacolo. Allora si muovevano gli spettatori e non solo gli spettacoli, e certamente interessava di più gestire bene un teatro piuttosto che cercare tanti teatri da gestire con i risultati che, purtroppo, oggi vediamo.
Ora ci chiediamo se possa essere definita “stagione” sei serate di lirica che si svolgono nello spazio di diversi mesi, e c’è da chiedersi quale sia l’artefice che, con discutibile buon gusto, ha proposto uno spettacolo di lirica il 22 settembre, ma non a Jesi, bensì ad Ancona.
Al danno si è aggiunta anche la beffa!
Della stagione di prosa non si hanno ancora notizie, ma siamo certi che la stessa sarà composta, come negli ultimi anni, da un minimo di spettacoli, distribuiti in giorni infrasettimanali, in date rifiutate dai teatri più importanti. Apprendiamo in questi giorni che, per il secondo anno consecutivo, viene posticipato, o forse annullato, il primo spettacolo di lirica in cartellone, con abbonamenti e biglietti già venduti ed incassati.
Sarebbe veramente deludente dover constatare, ed auspichiamo che non sia così, che una programmazione fasulla possa servire per introitare anticipatamente qualche migliaia di euro, in una situazione di carenza di liquidità. Dopo la allarmante “voce” secondo la quale il bilancio della Fondazione potesse presentare un deficit assai consistente, arriva un rassicurante quanto sibillino comunicato del C.d.A. che dice di guardare con serenità alla chiusura del bilancio 2017.
A quanto pare, anche da noi avvengono miracoli, anche se la locuzione “stare sereni”, più che confortare, ormai, preoccupa. Resta comunque il dubbio di come sia stato possibile accumulare un tale deficit, quando ci si era sempre fatto vanto di avere bilanci in attivo.
Continueremo a seguire con attenzione ed interesse gli sviluppi di questa situazione, rilevando che anche l’Amministrazione Comunale, dopo anni di latitanza, sembra aver finalmente compresa la necessità di delegare meno ed intervenire di più nella gestione e nella programmazione, con la consapevolezza che il Teatro Pergolesi è da più di due secoli patrimonio ed orgoglio di questa città.
I repubblicani di Jesi

JESI / SPORCIZIA E DEGRADO IN VIA MURA OCCIDENTALI DI FRONTE GLI UFFICI POSTALI

JESI, 1 novembre 2017 – Degrado in centro storico a Jesi proprio davanti le poste centrali, più precisamente nell’atrio del punto scommesse Snai di via Mura occidentali.

Sedie accatastate e sporcizia ovunque, bottiglie di birra e un odore pesante.

Spettacolo alquanto discutibile non sicuramente un bel biglietto da visita per la città.

Per fortuna il giorno di festa e sportelli delle poste chiusi, ma per i residenti e i passanti la vista è davvero da censurare.

(c. ade.)

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FABRIANO / SCOMPARE DI CASA, 16ENNE RITROVATO DAI CARABINIERI

FABRIANO, 1 novembre 2017 – Notte di paura quella appena passata nella città della carta per la scomparsa di un adolescente. Immediato l’allarme lanciato dai genitori che hanno chiamato il 112.

Allerta che ha coinvolto i Vigili del Fuoco, scesi in campo con una squadra di ricerca (saf). Una ricerca intensa, che ha poi portato al ritrovamento del ragazzo poco dopo le 5 di mattina all’interno dell’auto di famiglia parcheggiata poco distante l’abitazione situaziona in una popolosa frazione.

A far scattare la – breve – fuga dell’adolescente sembrerebbero dei piccoli dissapori in famiglia.

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FABRIANO / I PARTIGIANI DI MARIO DONDERO IN MOSTRA PRESSO LA SEZIONE A.N.P.I.

FABRIANO, 1 novembre 2017 – Le foto di Mario Dondero in mostra presso la sezione A.N.P.I. “A. Falzetti”. “I Partigiani del Polesine” del fotografo di guerra italiano saranno esposti dal 3 al 5 novembre.

Un racconto di immagini e ricordi, con le foto del padre dei combat-reporter italiani a testimoniare il suo ultimo reportage, terminato poco prima della morte sopraggiunga a Petritoli il 15 dicembre 2015 (In provincia di Fermo, dove Dondero scelse di passare gli ultimi anni). Luoghi e volti della resistenza nel Polesine che trovano spazio, per una memoria scelta in bianco e nero per fissare meglio i ricordi. Del colore nelle foto di guerra Dondero scriveva così: “Il colore distrae. Fotografare una guerra a colori mi pare immorale”.

Durante la guerra l’autore, scomparso nel 2015, era partigiano combattente e dopo la guerra tornò a visitare e fotografò tutti i luoghi della resistenza nel Polesine ed è questo il tema della mostra.  La mostra, ultimo lavoro dell’artista, si compone di 47 fotografie che ritraggono luoghi, emozioni e protagonisti della resistenza al nazifascismo in un territorio diametralmente opposto a quelli che, nell’immaginario collettivo, si confanno con la lotta partigiana.

La mostra sarà visitabile da venerdì 3 a domenica 5 novembre, dalle ore 17:30 alle 20:00 presso la nostra sede associativa, sita a Fabriano, in Piazzetta del podestà n.8.

(s.s.)

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VALLESINA / DANNEGGIA UN’AUTO IN RETROMARCIA E FINISCE IN UN FOSSO: RITIRATA LA PATENTE AL PARROCO

VALLESINA, 1 novembre 2017 – Innesca la retromarcia per uscire dal parcheggio dopo essere stato ad un pranzo e non fa caso a quel botto. Probabilmente avrà pensato che con la sua utilitaria aveva colpito un sasso o tuttalpiù un paletto. Invece era andato a finire contro l’auto che si trovava dietro la sua. Ma il parroco di un paese della Vallesina, ignaro del danno causato, se ne va mentre il proprietario del mezzo incidentato, vista la scena che si era svolta sotto i propri occhi, chiamava i militari dell’Arma per bloccare quell’automobilista e farsi ripagare i danni subiti.

Messi al corrente dell’accaduto, i carabinieri si sono messi alla ricerca di una utilitaria color bianco (anche un po’ datata). Una ricerca durata pochi minuti perché dopo la pattuglia se l’è trovata praticamente a portata di mano, esattamente dentro un fosso (finita lì forse per evitare un ostacolo dell’ultimo minuto), con il cofano incastrato in una rete di protezione e il proprietario nell’abitacolo, fortunatamente illeso.

Ma la sorpresa doveva ancora arrivare. Già, perché il proprietario dell’utilitaria era il parroco del paese, “autore” di quella “fuga” che ha mobilitato le forze dell’ordine. La notizia per un po’ di giorni è rimasta blindata, fino a quando i parrocchiani hanno iniziato a chiedersi come mai il loro parroco se ne andava in giro a piedi e l’auto rimaneva sotto chiave in garage. A forza di domandare il piccolo mistero è venuto a galla: quell’episodio gli era costato la patente di guida; insomma, da un paio di settimane il parroco è stato… “appiedato”. Dura lex sed lex…

(redazione)

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