Archivi giornalieri: 2 novembre 2017

FABRIANO / A SCUOLA DI MOTOCROSS CON IL MOTOCLUB ARTIGLIO

FABRIANO, 2 novembre 2017 – Dai banchi di scuola alla pista da motocross. Salti, buche e curve mozzafiato. Domenica 5 novembre il Motoclub Artiglio organizzerà un “Corso Teorico Pratico di Guida Sicura” per bambini/e e ragazzi/e dai 7 ai 14 anni accompagnati da un genitore munito obbligatoriamente di un documento.

Il corso sarà totalmente gratuito e FMI (Federazione Motociclistica Italiana) metterà a disposizione motorini, abbigliamento tecnico e istruttori di guida per fare i primi passi nel fuoristrada. Tutto questo in zona Santa Maria, in quello che  ultimamente è stato definito “Hobby Park”.

Una denominazione arrivata attraverso il sodalizio tra Attiggio e la Federazione Motociclistica, e che ha coinvolto il terreno di Santa Maria  dove hanno gareggiato i migliori piloti dell’enduro mondiale degli ultimi anni. È stata completata la realizzazione di un impianto con vari percorsi di varia difficoltà sia per l’enduro che per il minienduro.

Il programma prevede dalle 9:30 alle 12:30 Hobby Sport per il Primo Giro di Giostra. Mentre, a partire dalle 14 alle 16, gli istruttori saranno disponibili per i proprietari di moto. Nella stessa giornata il tracciato per l’enduro sarà disponibile per tutti gli appassionati anche non tesserati Fmi.

Si avvia quindi verso una grande conclusione l’annata sportiva del Motoclub Artiglio, tra soddisfazioni e la vittoria nel campionato regionale categoria T3 (territoriale fiano a 450cc ) di Gabriele Falzetti. Sette prove ed un trofeo portato a casa staccando numerosi avversari. Un trofeo che torna a “casa”, ovvero ad Attiggio sede del Motoclub, dopo 8 anni.

Ma non ci sono solo trionfi, perché anche l’organizzazione della prova di Campionato Regionale ha fatto togliere numerose soddisfazioni ai crossisti fabrianesi. Quasi 250 piloti iscritti, enduro e mini enduro. La gara più “popolosa” di sempre. Questione prova del campionato europeo 2018: mancherebbe solo l’ufficialità della data. I ben informati danno per praticamente definite le date del 14 e 15  aprile.

(s.s.)

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FABRIANO RUGBY / “IL FUTURO È DEI GIOVANI”, PARLA COACH LOMBARDI

FABRIANO, 2 novembre 2017 – L’under 14 del Fabriano Rugby continua a crescere e porta avanti l’esperienza e la voglia di tanti piccoli atleti nata con il minirugby. Racconta questo percorso di crescita il Coach Cristian Lombardi. Ex giocatore del Fabriano Rugby, ex allenatore della prima squadra ora uno dei responsabili della crescita del settore giovanile fabrianese.

Impegno, passione e voglia di far crescere un gruppo di ragazzi in costante crescita. “L’impegno è come quello di una prima squadra – spiega Lombardi – allenamenti intensi tesi a sviluppare dei concentramenti regionali che sono obbligatori durante i mesi con le squadre marchigiane. Sono incontri davvero impegnativi”.

Prospettive di crescita: per Coach Lombardi il gruppo costruito negli anni dalla volontà dei ragazzi e dall’esperienza degli allenatori e preparatori è molto valido. “Ci sono ragazzi tecnicamente molto bravi e prepararti tant’è che alcuni di loro sono nel giro della rappresentativa marchigiana. Sono cresciuti insieme a noi, partendo dal minirugby. Palestra fondamentale per dare una struttura ben precisa a quello che sarà poi un giocatore completo. Inoltre il loro impegno deve essere ancora più intenso, perché il prossimo anno dovranno affrontare un campionato molto più impegnativo: quello Under 16 dove ci sarà un campionato vero e proprio”.

Obbiettivo dichiarato: continuare a lavorare sulle giovanili per dare costantemente nuova linfa alla squadra senior. E quindi rinnovare costantemente il Fabriano Rugby. “Al termine del percorso di crescita ci sarà la prima squadra – spiega Lombardi – tutti gli anni passati a costruire una maturità ed una consapevolezza crescendo nel vivaio. Passi necessari per evolvere ottenuti grazie ad un lavoro di avvicinamento alla nostra disciplina avvenuto anche nelle scuole della nostra città”.

“Quando vedo giocare questi ragazzi – conclude il Coach – vedo la stessa voglia che avevo io quando giocavo a rugby. Vedo in questi ragazzi la mia giovinezza. Il mio compito è quello di trasmettere la passione che ho messo in campo in tanti anni di attività sul campo”.

(Saverio Spadavecchia)

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JESI / LUIGI ALBANO E’ IL NUOVO SEGRETARIO COMUNALE

JESI, 2 novembre 2017 – E’ un professionista con esperienza trentennale, il dottor Luigi Albano, nuovo Segretario Comunale del Comune di Jesi che sarà ufficialmente presentato domani (3 novembre).

Luigi Albano

Nativo di Pizzo Calabro, si è laureato nel 1987 all’Università di Palermo con il massimo dei voti; in precedenza aveva concluso gli studi classici avendo come insegnante – tra gli altri – l’attuale Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarelli.

Dopo appena due anni dal conseguimento della laurea vissuti nel nord Italia per seguire uno specifico corso, ha rivestito la carica di segretario comunale.

Il suo primo incarico fu al comune di Modena, dove ancora lo ricordano sia per la sua preparazione, così come il segretario allora più giovane d’Italia.

Nello stesso periodo di permanenza nel modenese il nostro Albano, svolse il compito di segretario del Parco Regionale Alto Appennino Modenese.

Dopo alcuni anni trascorsi al nord il 54enne Dottor Albano giunse nelle Marche, grazie anche al legame iniziato con una giovane della Vallesina; qui continuò il suo lavoro in alcuni comuni del maceratese (Fiastra, Acquacanina) per poi arrivare in Vallesina: San Paolo di Jesi, Staffolo, Mergo, Rosora e Maiolati Spontini, dove rimase per ben 13 anni e dove ricoprì anche l’incarico di Segretario dei comuni della Media Vallesina.

Contemporaneamente a quello di Maiolati Luigi Albano ricoprì l’incarico di Segretario comunale anche ad Osimo e da giugno, abbandonato Maiolati, a Recanati.

Ora, come detto, siederà nell’emiciclo del Consiglio Comunale del capoluogo della Vallesina.

Vive con la moglie Cristina ed i figli, Giuseppe, universitario, e Agnese, liceale.

Da parte di “Quelli del Massaccio” l’augurio di un buon lavoro nella terra di Federico II e Pergolesi.

(Sedulio Brazzini)

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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JESI / RIPENSATO: LE CELEBRAZIONI PER IL 4 NOVEMBRE CI SARANNO

JESI, 2 novembre 2017 – Nel primo pomeriggio di oggi abbiamo scritto della mancanza di comunicazione in materia di iniziative per ricordare l’evento storico del 4 novembre, 99° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale e 98° anniversario dell’istituzione della Giornata dell’Unità Nazionale.

Lo abbiamo fatto dopo aver cercato notizie nei luoghi deputati, ma inutilmente.

Un paio di ore dopo, però, è arrivata ‘puntuale’ la copia del manifesto fatto stampare per l’occasione, manifesto che, comunque, nel momento in cui scriviamo non è ancora comparso sui muri della città.

Siamo ben felici di proporlo all’attenzione dei nostri lettori che così avranno la possibilità di programmare la loro giornata di festa nel caso in cui fossero intenzionati a partecipare ai quattro momenti in cui si articola la giornata di domenica 5 novembre.

Dopo l’annuncio “4 Novembre Giornata dell’Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate” il manifesto ricorda alla cittadinanza “quanti, con fedeltà ed appassionata dedizione, sacrificarono la loro esistenza o provarono immani sofferenze per una Italia libera, democratica e pacifica e manifestano riconoscenza alle Forze Armate, presidio delle istituzioni repubblicane, ed i militari che all’estero rischiano la vita per la pace e la convivenza tra i popoli”.

Il manifesto riporta di seguito i momenti della mattinata del 5 novembre ad iniziare (ore 10,00) con l’omaggio dei presidenti delle associazioni combattentistiche e d’arma e delle famiglie dei caduti in guerra al comandate del Presidio, il Maggiore dei Carabinieri, Benedetto Iurlaro. Alle ore 10,30 è prevista la celebrazione di una Messa di suffragio per i Caduti davanti al monumento di Viale Cavallotti, al termine della quale il Gonfalone comunale ed i labari delle varie associazioni si trasferiranno all’Arco Clementino da dove, alle 11,15, preceduto dalla Banda musicale cittadina, è previsto l’avvio del corteo che raggiungerà il Comune dove sarà apposta una corona d’alloro davanti la lapide che ricorda i caduti. Mentre in città la manifestazione volgerà al termine una delegazione raggiungerà il  Cimitero, per rendere omaggio al Famedio dove sono ricordati tutti i caduti jesini in tutte le guerre.

(Sedulio Brazzini)

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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JESI / “MEDICINA PER ME!”, AL COLLEGIO PERGOLESI SI PARLA DI ARTROSI

JESI, 2 novembre 2017 – L’artrosi, è l’argomento di domani (venerdì 3 novembre) a Medicina per Me!. Se ne parla con il dr Daniele Aucone del reparto di Ortopedia dell’Ospedale Carlo Urbani. Appuntamento dalle 17.30 alle 19.00 al Collegio Pergolesi di Jesi, all’interno dell’ex Teatro Famiglia.

Quello di domani è quarto appuntamento del ciclo di incontri di Medicina per Me! che per questa VII edizione ha luogo all’interno della struttura del Collegio Pergolesi. La scorsa settimana si è trattato il rapporto tra utente e Urp con la risposta a domande quali: A cosa serve l’Urp? Quando e come fare un reclamo? Vengono sempre accolti i suggerimenti per ovviare eventuali disservizi ospedalieri? A queste e tante altre curiosità hanno risposto Dante Danti dell’Urp di Jesi e Maria Teresa Maccari, dell’Urp dell’Ospedale di Fabriano “E. Profili”, «siamo sempre disponibili ad accogliere reclami, suggerimenti ed encomi, al fine di migliorare i servizi; veniamo anche incontro a chi per motivi di lavoro non può recarsi nei nostri uffici in orario di apertura. Il nostro compito è fare da tramite tra pazienti/utenti e coloro che hanno la facoltà di risolvere eventuali problematiche emerse. Anche dal sito internet ww.asurzona5.marche.it è possibile accedere alla modulistica, con il regolamento, dal link dedicato all’Ufficio Relazioni con il Pubblico. In trenta giorni l’utente sarà da noi contattato per risposte ed esiti di loro reclami».

Gli incontri proseguiranno per altri due appuntamenti fino al 17 novembre (ogni venerdì pomeriggio) con gli specialisti dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi che si mettono a disposizione della cittadinanza spiegando con un linguaggio semplice e comprensibile l’argomento del giorno rispondendo, a fine relazione, alle domande dei presenti.

Il calendario degli incontri del 10 e 17 novembre prevede, rispettivamente, i seguenti argomenti: Il sonno nell’anziano con il dr Claudio Alesi, reparto di neurologia; il Dolore cronico con il dr Giacomo Zenobi, reparto di Anestesia, Terapia Intensiva, Analgesia.

Questa edizione di Medina per Me! è resa possibile grazie al supporto del Collegio Pergolesi di Jesi; è patrocinata dall’Asur Marche Area Vasta 2 e dal Comune di Jesi; con il contributo del Rotary Club e Lions Club di Jesi. Media partner: Corriere Adriatico.

Prezioso il contributo degli sponsor: Lalli Zucchero, Center Tecnica di Jesi, Siges Ancona, Mapis srl di Jesi e Fabriano, ebikebros, Mazzarini Office snc di Jesi, Il Centro F.B. affiliato Buffetti di Jesi, Verdolini srl di Luca Verdolini di Jesi, Novaplast di Bonacci di Castelbellino.

JESI / CAMBIANO I TEMPI, SPARISCE IL RICORDO: CANCELLATO IL GIORNO DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE

JESI, 2 novembre 2017 – Come cambiano i tempi! Una volta i cittadini attendevano la data del 4 novembre per ricordare un evento storico importante per la società in genere, per le popolazioni del nord della penisola e per  l’Italia intera.

Si ricordava la vittoria del popolo contro l’impero austro-ungarico e si commemoravano gli eroi deceduti per “sbarrare la strada allo straniero”.

Col passare dei decenni quel sentimento di amor patrio è andato via via scemando al punto tale che anche i governanti della fine del secolo scorso decisero di “cancellare” la data del 4 novembre dal novero dei giorni “sacri” per la collettività e fu così che l’ultima volta che si rispettò il fermo lavorativo fu nel 1976.

Allora si disse che per assicurare una buona economia occorreva aumentare i giorni lavorativi e per fare ciò bisognava eliminare alcune feste storiche, tra le quali, appunto, quella scelta già nel 1919 come “Giornata  dell’unità d’Italia e delle forze armate”.

Con l’avvento del XXI secolo la data del IV Novembre fu ricordata prevalentemente dalla Associazioni combattentistiche e d’Arma, ma anche queste, deceduti  gli animatori, mano a mano scomparvero senza che nessuno riprendesse il loro posto.

Anche l’Ente locale, un tempo attivo nella organizzazione della giornata del ricordo, pare abbia messa da parte questo importante impegno, tant’è che mentre fino ad alcuni anni or sono sui muri riservati alle pubbliche affissioni compariva il manifesto celebrativa con tanto di programma dei vari appuntamenti oggi neanche quelli.

Cambiano i tempi, sparisce il ricordo.

(Sedulio Brazzini)

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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FABRIANO / “CHI M’HA VISTO?”, BEPPE FIORELLO OSPITE IN CITTÀ IL 20 NOVEMBRE

FABRIANO, 2 novembre –  Beppe Fiorello a Fabriano. L’attore sarà ospitato il prossimo 20 novembre dal multisala Movieland, e raccontaerà la storia di Martino Piccione, chitarrista pugliese relegato a fare da supporter a musicisti di fama. Un racconto che prenderà nome di “Chi M’Ha Visto?”, commedia diretta da Alessandro Ponti.

E proprio Fiorello e Pondi saranno ospiti per una proiezione speciale del film recentemente uscito nelle sale.

E’ la storia “triste” e sgangerata di Martino dicevano, che a 48 anni sembra destinato a rimanere per sempre nell’ombra, anche se il suo talento meriterebbe le luci della ribalta. Dopo una tournée con Jovanotti Martino torna alla nativa Ginosa, piccolo centro della Murgia tarantina, dove ritrova l’anziana madre Natuzza e i paesani che continuano a chiedergli quando si troverà un lavoro vero e smetterà di giocare.

Scoprirà che la storica fidanzata ha scelto di passare la sua vita insieme ad un altro cancellandolo per sempre da mente e ricordi. Ecco poi l’azzardo, il colpo di genio: sparire. Ecco quindi l’idea di Martino che diventa concreta: scomparire e sperare che  “Scomparsi” ( riferimento a Chi l’ha visto) parli di lui. Per far girare nelle case degli italiani la sua faccia e la sua storia. E magari anche la sua musica.

Una versione forse moderna di Michele, protagonista di ‘”Ecce Bombo” di Nanni Moretti: “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Cambiate venire con sparire ed il gioco a distanza di quasi 40 anni è fatto.

L’evento fabrianese scattera a partire dalle ore 20.30 del 20 novembre, quando Alessandro Pondi e Beppe Fiorello arriveranno in sala per raccontare e svelare aneddoti collegati al film. Solo dopo, alle 21.30, ci sarà l’inizio della proiezione. Costo del biglietto 5 euro. Evento organizzato in collaborazione con l’associazione fabrianese “Papaveri e Papere”.

(s.s.)

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VALLESINA / NUOVO ASSALTO NOTTURNO AD UN DISTRIBUTORE, BOTTINO DA 8.000 EURO

VALLESINA, 2 novembre 2017 – Nuovo assalto un distributore di benzina. La scorsa notte è stata infatti scardinata una colonnina di un distributore a Camerata Picena. 

Importante il bottino dei malintenzionati: 8.000 euro recuperati attraverso l’utilizzo di un escavatore di piccole dimensioni.

Sul posto presenti le videocamere di sorveglianza, le cui immagini sono al momento al vaglio dei Carabinieri. Secondo le prime analisi nelle immagini si vedrebbe un individuo incappucciato nell’intento di sradicare la colonnina.

Una volta completata l’opera, è stata poi probabilmente caricata su di furgone per aprirla successivamente. Nelle immagini  si cercherà di recuperare anche fotogrammi del complice e della via di fuga.

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FABRIANO / LA STAGIONE DELL'”ARTE SERENA”, RITORNA LA MUSICA DA CAMERA

FABRIANO, novembre 2017 –  Anche quest’anno torna la atagione di musica da camera  della Gioventù Musicale Italiana (con il contributo della Best e il sostegno del Rotary Club di Fabriano)  curata da Alberto Signori, trasformerà il freddo inverno fabrianese in ciò che Stéphane Mallarmé definiva «la stagione dell’arte serena» (Renouveau, 1866).

Non per nulla, dopo il concerto inaugurale che ospiterà Marko Topchii, vincitore del prestigioso Concorso  di chitarra classica “Michele Pittaluga”, previsto per il 18 novembre con musiche, tra gli altri,  di Tansman, Tarrega e Castelnuovo – Tedesco, il 2018 inizierà all’insegna della celebrazione della musica di Debussy, in occasione del centenario della morte, e sarà intrisa delle raffinate sonorità del repertorio francese di fin-de-siècle.

Il 13 gennaio, nell’interpretazione della debussyana Musique de scène pour les Chansons de Bilitis (Poèmes récités avec tableaux vivants, pour 2 flûtes, 2 harpes et célesta, 1900-1901), le arpe di Maria Chiara Fiorucci e Valerio Lisci, i flauti di Daniele e Andrea Mori e la celesta di Michele Fabrizi accompagneranno la danzatrice Francesca Linnea Ugolini e la voce recitante di Alessia Donadio che reciterà i versi composti da Pierre Louÿs e attribuiti dallo stesso autore a una fantomatica poetessa greca. L’ellenismo estetizzante evocato dal flauto solo di Syrinx, sempre di Debussy,  e il raffinato e decadente erotismo impregneranno  l’intero concerto, con musiche per arpa sola o flauto e arpa di Nino Rota, Jean-Michel Damase e Eugène Bozza e Marcel Tournier.

Nel recital del 27 gennaio, la medaglia d’oro del Concorso Internazionale Van Cliburn 2017, Yekwon Sunwoo presenterà un programma pianistico che va dal romanticismo schubertiano della  Sonata in do minore n. 21 D.958 alla Valse, ovvero la versione per piano solo dell’emblematico  “poema coreografico” raveliano, crepuscolo di un’epoca all’indomani della Grande Guerra, passando attraverso Ramble on the last Love-duet  (dallo straussiano Der Rosenkavalier) di Percy Grainger e la Sonata in si bemolle minore op. 36 n. 2 di Sergej Rachmaninov.

Foto di Teona Dvali tratta dal sito della soprano ed opera di Gio Jimshiashvili

L’elegante decadentismo, venato di tenera solarità, tornerà ad incantare il pubblico attraverso le mélodies di Gabriel Fauré sui versi di Verlaine della Bonne Chanson, che saranno interpretati dal soprano georgiano Teona Dvali, accompagnata da Fabio Centanni, nel concerto  del  24 febbraio. Nella stessa occasione saranno presentati al pubblico alcuni dei grandi capolavori della liederistica schubertiana, come Gretchen Am Spinnrade (Margherita all’arcolaio) dal primo Faust di Goethe, nonché Non cantarebella fanciulla, dai Sei canti op. 4 di  Sergej Rachmaninov,  Sérénade op. 65 e Otcego? (Perché?) di Tchaikovsky, e l’evocazione delle atmosfere stilnovistiche care a Castelnuovo-Tedesco, autore dei Quattro sonetti da “La Vita Nova” di Dante. Il recital, che prevede anche la lettura dei testi poetici in italiano da parte del noto attore Giuseppe Sartori, sarà introdotto da Il sole di ottobre (Ase tchonguri), la versione di Otar Taktakishvili (1924-1989)  di un canto tradizionale mingrelo, come omaggio del soprano georgiano al suo paese natale.

Per l’appuntamento del 3 marzo, la poco più che ventenne Yukiko Uno, violinista giapponese vincitrice del prestigioso Concorso Internazionale Postacchini di Fermo, accompagnata al pianoforte da Pavle Krstic, affronterà i grandi capolavori cameristici della maturità di César Franck e Claude Debussy: le sonate per violino e pianoforte in la maggiore (1886) del primo e la n. 3 L148 (1917) del secondo. Per la la vena elegiaca e la trasparenza, i colori “alla Watteau”, tali opere sembrano idealmente collegarsi allo stile settecentesco che ancora emerge dalla beethoveniana Sonata n. 8, op. 30 n. 3 (1802), quasi fosse uno specchio del sentimento panteista della natura del compositore tedesco.

La ricercatezza timbrica e armonica affioreranno anche nel programma per l’ultimo concerto della stagione (17 marzo), che vedrà protagonista il Quintetto di Fiati Sineforma, con Stella Barbero al flauto, Marco Vignoli all’oboe, Michele Scipioni al clarinetto, Alessandro Fraticelli al corno e Giacomo Petrolati al fagotto. Per l’occasione, oltre alla rossiniana Sonata a quattro nº 5 – La Tempesta,  nella trascrizione per quartetto di fiati di Friedric Berr, il quintetto eseguirà la Petite Offrande Musicale di Nino Rota, il Quintetto in sol minore P021 di Ottorino Respighi e Pastorale op. 21 (1951) del compositore statunitense Vincent Persichetti, nonché le Trois pièces brèves (1930) di Jacques Ibert. Ai «momenti altamente lirici» e agli «accenni a fanfare e melodie di stile vagamente pastorale e neo-classico» che accomunano tali brani sarà opposto lo spirito etnomusicologico di Rustiques, per oboe, clarinetto e fagotto, raccolta di canti folklorici di Joseph Canteloube, commissionati dal governo francese nel 1946.

La rassegna non si limiterà agli ascolti proposti tra i magnifici affreschi della fine XVI secolo, nell’Oratorio della Carità (e  nel Teatro S. Giovanni Bosco per l’appuntamento del 13 gennaio): anche per la prossima stagione sara’ offerta agli ascoltatori affezionati una importante trasferta romana,  il 14 aprile 2018, in concomitanza con un’interessante appuntamento dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso l’Auditorium Parco della Musica.

Una bella occasione per ascoltare un programma interamente dedicato ai compositori russi, con la direzione dell’ormai leggendario Yuri Temirkanov: dal virtuoso Rachmaninov pianistico della Rapsodia su un tema di Paganini, per pianoforte e orchestra (con il pianista Nikolay Luganski) all’esecuzione di grandi composizioni sinfoniche, come La leggenda dell’invisibile città di Kitezh: suite di  Rimskij-Korsakov e la Suite n. 3 di Čajkovskij.

JESI / I LAVATOI, UN PEZZO DI STORIA DA VALORIZZARE E RIPORTARE ALLA LUCE

JESI, 1 novembre 2017I lavatoi. Un luogo dove un tempo le donne socializzavano ed a volte anche il pettegolezzo era di moda.

lavatoio, porta valle

Poi arrivò negli anni ’60 la lavatrice ed il lavatoio entrò nel dimenticatoio.

Jesi, come tante altre città, ovviamente, aveva i suoi lavatoi. Non uno, di più. Molti legati a delle fonti, tutt’ora in gran parte attive, dove gli jesini prelevavano acqua per la tavola. Ed era acqua buonissima!

Alcuni lavatoi sono ancora visibili e rimasti intatti, a testimonianza di un aspetto non secondario di storia locale, altri non più.

Legato al lavatoio, le ‘lavandare’. Donne che avevano il compito di lavare i vestiti, i panni in generale.

Fino alla fine degli anni ’50 era un mestiere perché molte donne facevano questo lavoro per guadagnarsi il pane.

San Savino

Dai libri e dai racconti sembra che l’ultima ‘lavandara’ jesina si chiamava Luigia Silenzi ed abitava nel quartiere Prato.

I lavatoi si trovavano, e si trovano, in vari quartieri di Jesi.

porta valle, scalinata

Essi erano: la Fonte di Porta Valle; la Fonte di San Marco, lungo il Viale della Vittoria; la Fonte dei Tornabrocco; l’Acqua di fonte Mastella, in fondo alle scalette omonime; il lavatoio de San Savì,  dietro la chiesa di San Savino; il Lavatoio di via Gallodoro; il Lavatoio di via Roma; il Lavatoio di via del Verziere.

Per ciò che riguarda la Fonte di Porta Valle questa nel 1971, considerato che era diventato un luogo poco pulito e poco ‘affidabile’, costrinse l’allora Amministrazione Comunale a ricoprirlo con un lastrone di cemento. In sostanza è stato sotterrato!

Qualcuno avrebbe piacere che il tutto ritornasse alla luce tanto che anni fa ci fu anche un tentativo di raccolta firme per far rivedere l’amministrazione del proprio provvedimento.

Sta di fatto che, quelli ancora rimasti in uso, spesso vengono pure utilizzati come accade di vedere la domenica ad esempio per quello in via Gallodoro.

Altri invece sono tristi luoghi di degrado da recuperare sia per utilità sia da inserire nei percorsi turistici cittadini.

(Evasio Santoni)

evasio.santoni@qdmnotizie.it

si ringrazia Tiziano Lenti per la messa a disposizione di alcune foto storiche

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