Archivi giornalieri: 3 novembre 2017

PIANELLO VALLESINA/ INCIDENTE TRA AUTO E MOTO, DECEDUTO DICIOTTENNE

PIANELLO VALLESINA, 3 NOVEMBRE 2017

Motociclista deceduto a Pianello vallesina, circa un’ora fa. un.giovane italiano, del luogo, per motivi ancora al vaglio dei carabinieri avrebbe perso controllo del mezzo andando a scontrarsi contro auto che sopraggiungeva dalla direzione opposta.
Alle porte di Pianello Vallesina,  via Madonna del Piano, incrocio con Contrada Molino.

CUPRA MONTANA / SI ACCASCIA SULLA PANCHINA, MALORE FATALE PER UN 67ENNE

CUPRA MONTANA, 3 novembre 2017 – Si accascia su una panchina, nei pressi del Palazzetto dello Sport, e non dà più segni di vita. A quel punto alcuni abitanti avvertono la locale Croce Verde ma nonostante i tentativi di rianimazione per l’uomo di 67 anni non c’è stato nulla da fare.

Il fatto è accaduto oggi pomeriggio (3 novembre) tra le ore 16.30 e le 17.00, in via Uncini, dove l’uomo si era accomodato da poco tempo su di una panchina; ad un certo punto si è accasciato su se stesso e poi sulla seduta rimanendovi per diverso tempo, tanto da preoccupare alcuni residenti di via Mario Ridolfi dove l’uomo abitava, i quali hanno allertato subito la Croce Verde di Cupra Montana,  prontamente intervenuta: i volontari del soccorso hanno tentato inutilmente di rianimarlo e con loro è intervenuto anche il personale dell’auto medica, ma per l’uomo, sembra cardiopatico, non c’è stato nulla da fare.

A quel punto non è rimasto altro che avvertire i carabinieri della locale stazione per gli accertamenti di rito. Un altro giorno di tristezza ha segnato il lento scorrere dei giorni a Cupra Montana e questo decesso improvviso lascia rammarico e tristezza nella gente del popoloso rione, dove l’uomo abitava.

(o. g.)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

DUBBI

Il Consiglio Comunale di Jesi, con una maggioranza ampia e trasversale, ha detto no al mega distributore in Via Berlinguer.

Sia ben chiaro, ciò non significa che il pericolo del “mostro” è scongiurato; la palla ora passa al Tar, che presumibilmente nominerà un Commissario chiamato ad esprimere l’ultima parola.

In questo contesto di unità di vedute, risalta la decisione di astenersi da parte dei quattro consiglieri del Partito Democratico.

Scelta ovviamente legittima, ma la motivazione lascia più di una perplessità. In sostanza hanno dichiarato di non essere nelle condizioni di scegliere tra gli interessi dell’ imprenditore e quelli della collettività.

Un artifizio naif degno dei migliori pittori fiamminghi. Del “ma anchismo” di Veltroniana memoria è evidentemente tornato nei cuori dei Democrat. Figuriamoci poi, sono rimasto legato a quell’idea per cui, chi siede in Consiglio deve provare a trovare soluzioni di fronte alle criticità, non dissipare dubbi. Mi sento davvero vintage.

 

BOTTI

San Silvestro è ancora lontano, ma in Città i botti sono iniziati a scoppiare con largo anticipo.

Niente fuochi pirotecnici, ma bande di ragazzotti che si esaltano nell’ascoltare il “boom”, con l’intento pienamente centrato di spaventare passanti e animali di casa.

Al bando i perbenismi, in quell’età in cui i pensieri sono davvero pochi, è capitato anche a me di far scoppiare petardi, ma i tempi e un filo di buona educazione ci imponevano altre regole. Andavamo da “pagnotta” o dal “Bresciano”, accompagnati da un genitore, e si arrivava all’acquisto di dieci raudi, solo se il compito di matematica era stato almeno sufficiente; altro che i grandi ordini on line. Facevamo scoppiare il boato lontano dal passeggio, perché eravamo consapevoli di arrecare disturbo, e il rischio di un calcio nel sedere era concreto. Se da qualche balcone, una signora ci lanciava imprecazioni, ce la davamo a gambe, coscienti di aver fatto una marachella. Oggi, gli “amichetti delle micce” ti guardano con aria di sfida, e dopo averti fatto sobbalzare all’improvviso, sono pronti a ripetere la scena. Cari miei piccoli dinamitardi contemporanei, se davvero non avete meglio da fare, almeno usate un po’ di stile. Grazie.

 

IL GUARDAROBA

Ogni anno è sempre la stessa storia; mettere mano al guardaroba per il cambio di stagione a casa Pigliapoco è un vero rompicapo.

Immancabili i trentasette sacchetti alla lavanda, con il profumo che dopo due ora passa a miglior vita, e quell’imperativo che mi fisso bene in testa: “via tutti gli indumenti che non si utilizzano più”. Per prima cosa prendo tutte le polo estive, e le butto alla rinfusa nello spazio dell’armadio più lontano, praticamente in un’altra stanza; a loro penserò nella prossima primavera.

Poi passo all’analisi degli abiti invernali, con le buste pronte per la raccolta. Con quel maglione la mia squadra del cuore non ha mai perso, non si tocca. Questa camicia è veramente brutta, ma chissà, può tornare di moda. A quel gilet manca una x, ma un giorno potrei dimagrire. Il cardigan me lo ha regalato la mia amica Mafalda, troppi ricordi. La felpa nera, dopo duecentodiciotto lavaggi è diventata grigio pallido, ma è comoda. Gli attaccapanni iniziano a cadere, mentre ritrovo la cuffia col pon pon della vacanza in montagna del 1990. Dopo due ore, pur di far spazio ai nuovi arrivi, mi travesto da ministro Padoan mentre prepara una finanziaria qualunque, e mi impongo dei tagli strutturali. Bene, i malcapitati sono sempre i pigiami. Dovrò dormire qualche giorno in mutande, ma non appena la mia cara mamma si accorgerà del danno, provvederà a comprarne almeno dodici nuovi, pronti ad essere archiviati l’anno successivo.

 

PRECISAZIONI DOVEROSE

Un amico mi ha chiesto un parere sulla situazione della Fondazione Pergolesi.

Tranquillo, non ho competenze in merito, quindi non mi esprimo.

Altre persone mi fanno sapere che attendono un mio pensiero sulla questione “Jesi Città regia”. Passo volentieri la mano, questo dibattito non mi affascina. Per alcuni nei mie scritti del Venerdì emerge la mia anima “sinistra”, per altri sono evidenti le sbandate a destra.

Ringrazio davvero tutti per le immeritate attenzioni, ma vorrei chiarire alcune cose. Scrivo questa rubrica con grande piacere, senza dover rispondere a nessuno, e sarà così finche “l’editore”, ovvero QdM, mi concederà questa straordinaria libertà. Con l’ironia di cui dispongo provo a raccontarvi ciò che vedo intorno a me, descrivo qualche mio tormento, provo ad esaltare le bellezze della mia terra, e sottolineo ciò che non mi piace. Odio i tuttologi, e i dispensatori di verità ad ogni ora. Non voglio creare opinione, ma soltanto suscitare un pensiero mescolato ad un sorriso. Così è se vi pare … poi se apprezzate la mia scrittura, evviva.

 

ANDREA CAMILLERI CI RACCONTA: “IL GIORNO DEI MORTI!”

 

“Fino al 1943, nella nottata che passava tra il primo e il due di novembre, ogni casa siciliana dove c’era un picciliddro si popolava di morti a lui familiari. Non fantasmi col linzòlo bianco e con lo scrùscio di catene, si badi bene, non quelli che fanno spavento, ma tali e quali si vedevano nelle fotografie esposte in salotto, consunti, il mezzo sorriso d’occasione stampato sulla faccia, il vestito buono stirato a regola d’arte, non facevano nessuna differenza coi vivi. Noi nicareddri, prima di andarci a coricare, mettevamo sotto il letto un cesto di vimini (la grandezza variava a seconda dei soldi che c’erano in famiglia) che nottetempo i cari morti avrebbero riempito di dolci e di regali che avremmo trovato il 2 mattina, al risveglio.

Eccitati, sudatizzi, faticavamo a pigliare sonno: volevamo vederli, i nostri morti, mentre con passo leggero venivano al letto, ci facevano una carezza, si calavano a pigliare il cesto. Dopo un sonno agitato ci svegliavamo all’alba per andare alla cerca. Perché i morti avevano voglia di giocare con noi, di darci spasso, e perciò il cesto non lo rimettevano dove l’avevano trovato, ma andavano a nasconderlo accuratamente, bisognava cercarlo casa casa. Mai più riproverò il batticuore della trovatura quando sopra un armadio o darrè una porta scoprivo il cesto stracolmo. I giocattoli erano trenini di latta, automobiline di legno, bambole di pezza, cubi di legno che formavano paesaggi. Avevo 8 anni quando nonno Giuseppe, lungamente supplicato nelle mie preghiere, mi portò dall’aldilà il mitico Meccano e per la felicità mi scoppiò qualche linea di febbre.

I dolci erano quelli rituali, detti “dei morti”: marzapane modellato e dipinto da sembrare frutta, “rami di meli” fatti di farina e miele, “mustazzola” di vino cotto e altre delizie come viscotti regina, tetù, carcagnette. Non mancava mai il “pupo di zucchero” che in genere raffigurava un bersagliere e con la tromba in bocca o una coloratissima ballerina in un passo di danza. A un certo momento della matinata, pettinati e col vestito in ordine, andavamo con la famiglia al camposanto a salutare e a ringraziare i morti. Per noi picciliddri era una festa, sciamavamo lungo i viottoli per incontrarci con gli amici, i compagni di scuola: «Che ti portarono quest’anno i morti?». Domanda che non facemmo a Tatuzzo Prestìa, che aveva la nostra età precisa, quel 2 novembre quando lo vedemmo ritto e composto davanti alla tomba di suo padre, scomparso l’anno prima, mentre reggeva il manubrio di uno sparluccicante triciclo.

Insomma il 2 di novembre ricambiavamo la visita che i morti ci avevano fatto il giorno avanti: non era un rito, ma un’affettuosa consuetudine.

Poi, nel 1943, con i soldati americani arrivò macari l’albero di Natale e lentamente, anno appresso anno, i morti persero la strada che li portava nelle case dove li aspettavano, felici e svegli fino allo spàsimo, i figli o i figli dei figli. Peccato. Avevamo perduto la possibilità di toccare con mano, materialmente, quel filo che lega la nostra storia personale a quella di chi ci aveva preceduto e “stampato”, come in questi ultimi anni ci hanno spiegato gli scienziati. Mentre oggi quel filo lo si può indovinare solo attraverso un microscopio fantascientifico. E così diventiamo più poveri: Montaigne ha scritto che la meditazione sulla morte è meditazione sulla libertà, perché chi ha appreso a morire ha disimparato a servire.”

Bei ricordi di bambino… per questo motivo le scuole chiudevano…

perché la visita ai nostri morti era sacra!

(marco.pigliapoco@qdmnotizie.it)

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FABRIANO / LE IMPRONTE DIGITALI TRADISCONO, IN DUE DENUNCIATI PER FURTO AGGRAVATO

FABRIANO, 3 novembre 2017 – Le impronte digitali tradiscono due italiani di etnia Rom residenti fuori regione. Le indagini delle Polizia di Fabriano sono scattate dopo le segnalazioni dei fabrianesi, a seguito di alcuni furti avvenuti nei pressi dei cimiteri cittadini. Importante il contributo della Polizia Scientifica che ha portato al riconoscimento dei due uomini (uno del 1965 e l’altro del 1971).

Le indagini hanno subito una accelerazione dopo che gli investigatori sono riusciti ad isolare dei frammenti di impronta che erano rimasti all’interno di una sostanza vegetale presente sul finestrino di una autovettura . Dalla stessa era stata rubata una borsa contenente documenti, bancomat, denaro e chiavi.

Concluse le indagini scientifiche, ecco che i risultati comparati con la banca dati interforze non lasciavano dubbi, identificando i due già noti alle Forze dell’Ordine e con numerosi precedenti. I due sono stati deferiti davanti all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato in concorso.

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FABRIANO / RESTYLING DEL “GIARDINO NUOVO”, CILIEGI PER UN PARCO “ZEN”

FABRIANO, 3 novembre 2017 –  Inizia oggi il restyling del Giardino “Unità d’Italia”, da tutti conosciuto come “Giardino Nuovo”, dove sono stati piantati 8 ciliegi da fiore per una nuova veste ad uno degli spazi verdi cittadini.

Il progetto,  ideato dal Rotaract Club di Fabriano (Distretto 2090)è stato presentato in Comune da Lorenzo Carloni ( Presidente ) , Alessandro Ferretti ( VicePresidente ) e Francesco Teodori (Segretario)  ed è stato da subito accolto favorevolmente dal Sindaco e dall’Amministrazione. Obbiettivo: riqualificare il giardino nuovo che negli anni è diventato un luogo di aggregazione per le ultime generazioni .

l’idea è quindi quella di provare a costrurire un “giardino  zen” dove oltre ai ciliegi possa essere creata un’area con un nuovo piccolo ponte che faccia da trait  d’union e renda gradevole anche esteticamente la zona.

Iniziamo il nostro progetto – sottolinea il Presidente Carloni – con l’innesto dei ciliegi , vorremmo poi nel breve periodo arrivare alla costruzione del  nuovo ponte per poi proseguire con un’attività di controllo e pulizia costante di tutta l’area. In futuro, quindi,  speriamo di trovare altre risorse economiche per poter acquistare dei nuovi giochi anche per bambini disabili.

Il pieno appoggio e la collaborazione dell’Amministrazione – spiega il Sindaco Santarelli – nascono dalla totale condivisione della mission dei giovani del Rotaract : fare in modo che tutti i ragazzi fabrianesi possano sentire il nuovo giardino, rinnovato e curato, come un loro spazio da vivere e da amare; l’esempio di una città che si riappropria dei suoi spazi per prendersene cura.

JESI / ENNESIMO INVESTIMENTO: DONNA PRESA SOTTO DA UN AUTO, INTERVENTO DELL’ELIAMBULANZA

JESI, 3 novembre 2017 – Investimento poco fa in via Papa Giovanni XXIII nei pressi di piazza Bramante e via Rossini.

Una donna, E.C. 57 anni rumena, sarebbe stata messa sotto da un auto, una Fiat Panda condotta da G.T. 64 anni, mentre attraversava la strada, sembra sulle strisce pedonali.

Sul posto 118 e Croce Verde ma è stato necessario l’intervento dell’eliambulanza partita da Torrette.

Sul posto per i rilievi la polizia municipale.

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JESI / SAGRAMOLA (PD) CONVOCA I DELEGATI PROVINCIALI, IL SEGRETARIO BORNIGIA HA RIUNITO LA DIREZIONE

JESI, 3 novembre 2017 – Domani 4 novembre, a partire dalle ore 15,30 fino alle 19,30, presso la Casa del Popolo di  Jesi primo incontro convocato dal neo eletto segretario Giancarlo Sagramola.

Stefano Bornigia

 

Giancarlo Sagramola

Sono convocati i 150 delegati provinciali del PD, che provvederanno all’insediamento ufficiale della nuova segreteria. Saranno quindi indicate le linee programmatiche per il prossimo triennio, come tracciate dalla mozione Sagramola.

Ieri sera invece sempre alla Casa del Popolo si è provveduto all’insediamento del segretario cittadino Stefano Bornigia e all’elezione dei dieci componenti della nuova direzione del PD Jesi, organismi determinati dalla nuova Unione Comunale(40 componenti), a sua volta eletta durante il congresso dello scorso 21 ottobre.

Ecco la lista dei nomi: Vacca Gabriele, Francesco Nicoletti, Giuseppe Luciano Landi, Marta Santoni, Massimiliano Giorgi, Matteo Bitti, Daniele Olivi, Ero Giuliodori, Rosa Meloni e Silvia Rosati.

(Cristina Amici degli Elci)

cristina.ade@qdmnotizie.it

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FABRIANO / ARTI GRAFICHE GENTILE, DONAZIONE AL MUSEO DELLA CARTA

FABRIANO, 3 novembre 2017 – Un pezzo di storia della città della carta entrerà a far parte della sezione “Civiltà della Scrittura” del Museo della Carta e della Filigrana. Arti Grafiche Gentile, ha infatti donato a fini conservativi macchinari tipografici e molte opere a stampa realizzate negli oltre duecento anni di vita della più antica officina tipografica fabrianese. Un dialogo partito lo scorso 2 ottobre e poi concretizzato il 25 dello stesso mese, con l’accettazione da parte dell’Amministrazione della donazione. Una donazione consistente, che racconta una storia che affonda le radici nel 1780, con lo stampatore fabrianese chiamato Pannelli.

Con l’avvento del nuovo proprietario, Giovanni Crocetti di Matelica, la tipografia mutò divenne florida e nel 1878 iniziò a chiamarsi con il nome del grande artista fabrianese “Gentile”. La “stamperia” opererà anche dopo la morte del Crocetti, per tutto il sec. XIX, fino a quando l’attività venne assunta in proprio dall’ing. Domenico Rossi. Nuovo cambio di denominazione in “Premiato Stabilimento Tipografico Gentile” raccogliendo attestati e medaglie d’oro conseguite alle Mostre Internazionali Industriali di Marsiglia nel 1905 e a quella di Vienna del 1906. Senza dimenticare mostre nazionali e regionali.

Tra i clienti più illustri del passato si può annoverare fra gli altri Bruno da Osimo, incisore di fama mondiale che, per la stampa delle sue xilografie, si affidava esclusivamente alla Tipografia “Gentile”. Nel tempo, fino ad oggi, lo Stabilimento tipografico è noto sotto il titolo di Arti Grafiche “Gentile” o solamente Tipografia “Gentile”. Nel 1952 ebbe termine la gestione “Rossi” e si formò una Società (in nome collettivo). Dal 1989 si è ufficialmente costituita, con la partecipazione di tutti i dipendenti, una cooperativa cui è stato dato il termine di “artigiana” a significare lo stretto contatto che si voleva mantenere con la tradizione artigianale della stampa tipografica.

Tante innovazioni nel corso del tempo una lynotipe prima, poi una seconda nel 1972 e 12 mesi dopo un impianto offset. Il processo di modernizzazione alla “Gentile” oggi  continua con attrezzature all’avanguardia, adeguate alla domanda e alla necessità della clientela, anche se tutto questo fa parte della naturale evoluzione di ogni tipo di attività.

Una donazione con molti macchinari lasciati in donazione: un Torchio in legno, una perforatrice in legno con pedale marca Berger e Wirth, una pedalina del 1937, una macchina compositrice IBM, una cassettiera con cassetti con all’interno caratteri di piombo, un lampadario in ferro battuto, due mobili in legno con ripiani e cassetti in fondo con selezione di libri antichi e nuovi ed una insegna in legno recante la scritta “Premiato stabilimento Tipografico Gentile”.

E poi le tante opere d’arte stampata nella storia della tipografia. 20 e più quadri con stampe di pregio, da segnalare uno contenente un foglio stampato nel 1835 sonetto dalla Tipografia Crocetti ed un uno del 1860 al Conte Cesare Pallotta, stampato da Crocetti. Presenti nelle donazione i fondamentali cliché incisi e matrici in legno.

(s.s.)

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MONSANO / AUTO SI RIBALTA, DONNA TRASPORTATA AL PRONTO SOCCORSO DI JESI

MONSANO, 3 novembre 2017 – Nella prima mattina della giornata odierna, i vigili del fuoco sono intervenuti a Monsano in via S. Antonio per incidente stradale.
Per cause in fase di accertamento una vettura Skoda condotta da una giovane donna di 44 anni, perdeva il controllo rovesciandosi diverse volte.
I vigili del fuoco hanno soccorso ed estratto dall’abitacolo la malcapitata, dopo le preme cure sul posto veniva trasportata dal personale del 118 e dall’equipaggio della croce verde al pronto soccorso di Jesi.
Successivamente i vigili del fuoco hanno messo in sicurezza il veicolo alimentato a GPL, il traffico per circa sessanta minuti ha subito dei rallentamenti.

CUPRA MONTANA / INAUGURATO IL NUOVO CAMPO DA CALCIO IN ERBA SINTETICA

CUPRA MONTANA, 3 novembre 2017 – E’ stato inaugurato ieri 2 novembre dal Sindaco, Luigi Cerioni, con la benedizione di don Giovanni Rossi, il nuovo manto dello Stadio Comunale “Sauro Ippoliti”.

Alla semplice cerimonia hanno aderito alcuni dirigenti della FIGC Marche Sig. Panichi (Vice Presidente), Saccinto Nicola (Consigliere Federale), Capogrossi Terzo (Presidente ASD Calcio “Giancarlo Ippoliti”), e tutta la Società calcistica cuprense, una parte di tifoseria, un nutrito numero di calciatori delle squadre giovanili (pulcini-ragazzi).

Si potrebbe dire che il lavoro svolto, “necessario a ridurre i costi di gestione …”, alla fine abbia messo tutti d’accordo rispetto alle velate polemiche suscitate dalla spesa per la realizzazione che secondo alcuni “avrebbe potuto servire per realizzare strutture più urgenti”.

Dunque, la benedizione e le parole del primo cittadino come quelle del Vice Presidente della FIGC Marche Panichi, sono servite a legittimare una scelta che in un primo momento aveva sollevato non poche contrarietà.

E’ pur vero che il lavoro svolto da questa storica Associazione calcistica è indirizzato verso i molti giovanissimi appartenenti (oltre 100) al vivaio della società calcistica e alle diverse squadre militanti nei diversi campionati.

Ovviamente, al di la del rapporto che si instaura con la disciplina sportiva specifica, “a livelli così diretti tra tecnici e calciatori, dai pulcini ai ragazzi, vengono impartiti anche altri valori che esulano dal gioco in sé e appartengono invece alla vita di tutti i giorni”; insegnamenti difficili da mettere in campo specie in quelle società calcistiche dove a parlare è solo il mercato e il denaro.

o.g.