Serra San Quirico

CASTELLARO / “SCORCI E SAPORI DELL’ENTROTERRA”, AMBIENTE ED ENOGASTRONOMIA PER UN WEEK END ALL’INSEGNA DEL RELAX

Il castello di Rotoscio

CASTELLARO (Serra San Quirico), 3 ottobre 2017 – Ancora una iniziativa dei  Circolo Acli di Castellaro che prenderà il via nei giorni 7 e 8 ottobre e chiamata “Scorci e sapori dell’entroterra” e questa volta sponsorizzata da soggetti diversi come il Touring Club che promuove “Aggiungi un borgo a tavola”, ed altri consapevoli dell’importanza di questo appuntamento (Comune di Serra San Quirico Bandiera Arancione – Cantina Accadia – Fattoria Fontegeloni – Azienda Agricola Arpini ).

La due giorni partirà sabato 7 ottobre, alle ore 14.30, con ritrovo presso la Cantina “Accadia” a Castellaro in via Ammorto n°19 da dove si partirà per la Scampagnata dal vigneto fino alla Chiesetta di Fontegeloni del XVIII sec. (percorso di 1.200 mt. circa) con guida turistica del luogo; al ritorno merenda e visita presso la Cantina “Accadia” ,  degustazione di vini pregiati, del prodotto tipico porchetta del contadino, formaggi, ricotte fresche, dolci caratteristici e confetture di frutta bio. Esposizione di olii essenziali di lavande e timo. L’escursione di domenica 8 ottobre comincerà sempre alle ore 14.30 con ritrovo presso la sede del Circolo Acli di Castellaro e passeggiata guidata alle rovine del Castello di Rotoscio per ripercorrere la storia e le tradizioni; al ritorno la parte che tocca direttamente il palato, cioè una buona merenda nel centro di Castellaro accompagnata da pregiati vin locali, il prodotto tipico porchetta del contadino, formaggi, ricotte fresche, dolci caratteristici.

Durante le due giornate saranno organizzati giochi popolari, proiezione del video “dal maiale al piatto”, esposizioni, musica della cultura contadina e tanto altro (in caso di maltempo il programma potrà subire delle variazioni). Non c’è dubbio che i nostri borghi possano raccontare storia antica proveniente anche prima del periodo Medioevale e Castellaro è uno di questi. Intorno alla rocca o Castello di Rotorscio, proprietà dei Conti Revelloni, sono sorti racconti e ma anche indagini e studi (vedere la ricerca di Cristiana Simoncini) di fatti precisi legati all’addivenire di questo “fortilizio”del 1.400, costruito in una posizione di invidiabile preminenza. Dunque non solo buoni cibi e Verdicchio di qualità, ma anche tanta storia, diluita nel bel mezzo della campagna, dei vigneti e di tanta tradizione. Le degustazioni saranno a pagamento. È gradita la prenotazione al 3334657240.

(o. g.)

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SERRA SAN QUIRICO / 21ENNE PERDE IL CONTROLLO E FINISCE NELLA SCARPATA

SERRA SAN QUIRICO, 17 settembre 2017 –  Attorno alle 20,30 allo svincolo della vecchia statale 76 che sale verso il paese, in via Clementina, due vetture di cui una polo bianca si sono scontrate. Una, la Polo, guidata da un ragazzo di 21 anni, è uscita di strada rovesciandosi finendo nella scarpata in uno scivolo di una abitazione considerato che il conducente ha perso il controllo del mezzo forse per la velocità.

Sembra addirittura che l’urto con il muro della casa abbia fatto cadere un termosifone al suo interno.

Subito soccorso  sembra aver riportato delle ferite non gravi e comunque lamentava dei dolori all’anca sinistra.

Sul posto è intervenuta l’ambulanza della locale sezione di Serra San Quirico ed il 118 partito da Jesi.

Sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Jesi che hanno prima estratto il ferito al mezzo e poi messo in sicurezza la Wolksvagen Polo.

Il ferito è stato trasportato al Carlo Urbani di Jesi per gli accertamenti del caso.

 

(e.s.)

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FABRIANO / 20 ANNI DI PARCO GOLA DELLA ROSSA E FRASASSI, BIODIVERSITÀ ED ACCOGLIENZA

FABRIANO, 29 agosto 2017 – 20 anni di parco della Gola della Rossa e Frasassi,  due decenni che saranno celebrati a partire dal 2 settembre (giorno del “compleanno” del parco) fino alla fine del mese.

I 5 comuni del parco saranno protagonisti di una serie di eventi (anche in collaborazione con “Lo Spirito E La Terra”) per “raccontare” il parco e tutte le sue meraviglie. Naturali e non. Proprio sabato si partirà con una passeggiata che porterà da Pierosara a Vallemania, attraversando i territorio della comunanza agraria delle tre parrocchie (Genga, Rosenga e Monticelli).

Fabriano protagonista il 23 settembre, con un evento a Palazzo del Podestà (quasi ultimati i lavori, ha svelato il primo cittadino) che vedrà come ospite d’onore Franco Arminio, poeta, scrittore e regista. Sarà anche svelata la nuova e rinnovata carta dei sentieri che comprenderà anche degli intinerari divisi in tappe che permetteranno di conoscere il territorio a livello spirituale e naturalistico. Anche “allargando” il territorio del parco a quello circostante.

“Settembre sarà un mese importante su più fronti  – ha commentato il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli– festeggeremo  i 20 anni del Parco e la ricorrenza del terremoto del 1997. Il parco è cresciuto, ed ora è decisivo fare uno scatto: oltre alla biodiversità si deve potenziare l’accoglienza”.  Cambiare pelle quindi, come ha spiegato il Sindaco, per far crescere le bellezze del parco.

Una serie di appuntamenti per capire a fondo il turismo sostenibile e “dolce”,  come ha spiegato Paolo Piacentini presidente di Federtrek ed ideatore dell’Università del camminare. “Un turismo diffuso sul territorio, che permetterà di conoscere meglio le aree”. Osserva potenzialità enormi per i cammini, portando l’esempio del cammino della via clementina. E poi l’annuncio di un nuovo cammino ideato insieme a Jacopo Angelini del WWF, da Fabriano ad Assisi sulle orme di San Francesco. “L’appennino può tornare forte se tutte le divisioni tra le amministrazioni saranno superate. Un esempio di questo superamento la recente collaborazione tra Museo della Carta e Grotte di Frasassi”.

Il futuro è nell’acqua, ha spiegato il delagato del WWF Italia per le Mache Jacopo Angelini che ha lanciato l’idea di una campagna a sostegno del recupero e del riciclo. “I parchi danno il 90% dell’acqua potabile della regione Marche. Preziosissima risorsa visto che i nostri fiumi sono al minimo della portata. Fabriano per assurdo si trova in una situazione di privilegio visto che è in una zona ricchissima d’acqua. Non si dovrebbe sprecare l’acqua, ma lavorare ad un programma che preveda acquedotti industriali ed un massiccio riciclo delle acque”.

“Sono un naturalista  e l’idea del cambiare pelle mi piace – ha commentato il direttore del parco Massimiliano Scotti – perché quando si cambia pelle si cresce e questa cosa mi piace”. Impossibile però per Scotti crescere da soli, ed ecco l’idea di un “sistema di parchi” che possa avvicinare quello della Gola della Rossa e Frasassi a quelli presenti sul territorio. Ecco quindi le porte aperte per quello del Catria, del San Vicino, del Cucco ed il parco archeominerario di Cabernardi, descritti come risorsa di tutto il territorio.

“Non dobbiamo essere esclusivi – ha concluso Scotti – non dobbiamo permettere che i confini del parco siano anche i nostri confini. Confini che non devono più esistere e che devono essere superati”.

Questo il calendario completo degli appuntamenti

(s.s.)

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SERRA SAN QUIRICO / DOMATO L’INCENDIO IN CONTRADA FORCHIUSA

SERRA SAN QUIRICO, 29 agosto 2017 – L’incedio in contrada Forchiusa è stato domato. Le operazioni, comprese quelle di bonifica, si sono concluse intorno le ore 23 di ieri.

Sul posto sono intervenute 3 squadre, provenienti da da Fabriano, Arcevia e Jesi.

Circa 1.500 / 2.000 mq di area boscata sono andate bruciate. Le fiamme non hanno arrecato ulteriori danni a persone o cose.

 

SERRA SAN QUIRICO / BRUCIA IL BOSCO, SUL POSTO I VIGILI DEL FUOCO

SERRA SAN QUIRICO, 28 agosto 2017 – Allarme in contrada Forchiusa, frazione di Serra San Quirico, per un incendio di bosco. 

Sul posto 3 squadre da Fabriano, Arcevia e Jesi. La chiamata è scattata intorno le 18.50. Sul posto anche il D.o.s.

Ancora ignote le dimensioni dell’area coinvolta dalle fiamme. Intense le operazioni per limitare la penetrazione delle fiamme.

 

 

 

 

LETTERE&OPINIONI / SENTIERI D’ORO: SUL MONTE MURANO CON IL CAJ DOVE IL SENSO DELL’ARMONIA NON HA CONFINI

SERRA SAN QUIRICO, 23 agosto 2017 – I volontari del CAI Jesi avevano in mente un evento particolare che potesse avvicinare alla montagna tutti, ma proprio tutti, anche le persone con minorazioni psicosensoriali che fanno riferimento ai servizi della Lega del Filo d’Oro: arrivare in vetta al bellissimo Monte Murano ed assistere ad un concerto all’aperto in uno scenario ambientale di grande fascino che è anche prezioso spazio acustico, dove le note risuonano verso l’alto e si espandono tutt’intorno arricchendosi di sfumature e inflessioni espressive inedite, con un panorama da mozzafiato che va dalla Vallesina fino al mare, in mezzo a profumi e sensazioni regalati dalla natura.

Il progetto si è concretizzato grazie alla collaborazione del Comune di Serra San Quirico, del CAI di Jesi, della Lega del Filo d’Oro, del Conservatorio B. Maderna di Cesena e di CNA.

Allora che succederà domenica 3 settembre?  Il ritrovo sarà alle ore 9.00 in piazza della Libertà a Serra San Quirico. Chi potrà e vorrà scarpinare per due  ore arriverà agevolmente sul Monte lungo un percorso di categoria T (turistica) che il CAI ha già provveduto a ripulire e rendere accessibile. Altri potranno posteggiare a metà percorso della “strada del Monte”, per poi proseguire a piedi per circa 45 min., oppure raggiungere la mèta in auto ma solo con mezzi autorizzati.  Il Comune di Serra metterà a disposizione dei bus navetta ma, ricordiamo, lo scopo è quello di passeggiare in mezzo alla natura,  TUTTI INSIEME,  con i volontari del CAI che  arricchiranno il percorso con informazioni di interesse naturalistico, paesaggistico ed ambientale.

Insieme cammineranno anche i musicisti, allievi e maestri, del Conservatorio, che una volta arrivati  inizieranno la loro performance artistica tra brani rinascimentali fino alle colonne sonore dei film di oggi. I nostri amici della Lega del Filo d’Oro avranno l’opportunità di conoscere l’ambiente montano attraverso l’uso di tutti i sensi; potranno trascorrere una giornata all’aperto sperimentando direttamente cosa significhi camminare in un territorio diverso da quello quotidiano; avranno l’occasione di incontrare persone che per passione e con continuità praticano l’escursionismo e, se per la prima volta si approcciano a questa attività, potranno sperimentarsi in qualcosa di nuovo; “ascolteranno” della buona musica in un ambiente insolito, eseguita dal vivo da autentici maestri che, con i loro strumenti,  offriranno l’opportunità di provare, toccare, conoscere anche attraverso il tatto.

I consigli sono: abbigliamento e calzature adatte, telo per distendersi al sole e ombrello, pranzo al sacco ed acqua. E’ possibile portare bimbi di età superiore ai 6 anni  e anche cagnolini ma solamente al guinzaglio.  È  prevista per i non soci CAI  che prenderanno parte all’escursione una quota assicurativa di €. 3,00.

E se piovesse? Niente paura,  gli organizzatori hanno pensato proprio a tutto: durante la mattinata sarà possibile fare una visita guidata nel centro storico di Serra San Quirico e vedere la chiesa di Santa Lucia, la cartoteca storica delle Marche, le Copertelle, ecc.  Poi pranzare (al sacco) sotto Le Logge Manin e aspettare il concerto che si terrà alle ore 13.00 nella chiesa di San Filippo .

Caj Jesi

SERRA SAN QUIRICO / DISASTRO AMBIENTALE, A VUOTO GLI APPELLI E LE DENUNCE: I PESCI SONO TUTTI MORTI (FOTOGALLERY)

SERRA SAN QUIRICO, 11 agosto 2017 – Se quei quintali di pesci lasciati in una pozza d’acqua lungo il canale superiore di Sant’Elena (Cavedani, Trote Fario, Barbi, Anguille, pesci di taglia e avanotti) ieri potevano essere salvati in quantità e da morte sicura, con un travaso nei corsi d’acqua sottostanti, grazie al disinteresse e all’inesorabile deflusso dell’acqua non è stato possibile.

Questo è quello che ieri (10 agosto fino alle ore 17.00) abbiamo potuto verificare con foto e video, perché poi, probabilmente, nella tarda serata di ieri o al più tardi all’alba di quest’oggi nel suddetto manufatto è stata riammessa l’acqua, e i pesci morti sono finiti nel canale di scolo adiacente a quello principale e da li nel corso d’acqua più a valle.

Ieri, vedendo tale situazione, avevamo avvertito le Istituzioni preposte, non espressamente ma fortuitamente, in quanto la nostra denuncia pubblica era già in rete.

Sono stati interessati ed  informati personalmente chi di dovere, quasi implorando una soluzione per evitare l’ultimo affronto, ricevendo assicurazioni.

Invece quei quintali di pesce sono stati lasciati morire in una pozza d’acqua bollente, oggi sparita del tutto, lasciando il rammarico e le deduzioni che ognuno vorrà trarne.

La legge prevede per estreme necessità il prosciugamento di parte di un corso d’acqua naturale o manufatto, con ordinanze specifiche; in questi casi la fauna ittica, dopo essere stata raccolta in un punto favorevole alla cattura, deve essere prelevata e subito riversata nel primo corso d’acqua utile, e ciò alla presenza di rappresentanti di provincia o regione e di altre istituzioni competenti.

Ci dispiace dover costatare che nulla si è potuto fare per salvare quei pesci.

Avevamo erroneamente pensato di aver percorso la strada giusta per poter mettere una “pezza” in questa vicenda, iniziata con la morte per annegamento di caprioli e cervi, invece oggi dobbiamo registrare anche la moria di quintali di pesce lasciati a secco.

Sulla questione dei cervidi affogati si è attivata ufficialmente anche l’Associazione Nazionale Protezione Animali di Roma e il circolo “Azzaruolo” di Legambiente.

Ma Legambiente si è anche attivata non appena i responsabili sono venuti a conoscenza della moria di pesci. “Ieri mattina – ci dice Leonello Negozi -, in qualità di rappresentante del Circolo LegambienteAzzaruolo” di Jesi, che segue per questa Associazione le questioni relative a corsi d’acqua, sono stato informato che il canale superiore, che corre parallelo alla frazione di Sant’Elena (Serra San Quirico), si stava prosciugando, mettendo a rischio la sopravvivenza della fauna ittica presente. Del fatto, ho immediatamente messo a conoscenza il responsabile Enel, che gestisce il canale e la relativa centrale idroelettrica, il quale mi assicurava che ne avrebbe preso visione e nel caso avrebbe preso provvedimenti. Evidentemente, tutto, troppo tardi, visto il filmato pubblicato da questo stesso giornale online nella stessa giornata di ieri”.

Aggiunge Negozi: “Oggi, venerdì 11 agosto, avendone la possibilità mi sono recato a visionare il canale superiore dove ora l’acqua scorre seppure la portata è ridotta. Ma i pesci? Come questo possa continuare a succedere è inspiegabile. Superficialità? Sicurezza di restare impuniti? O quant’altro…? Eppure i mezzi per poter intervenire li abbiamo”.

Conclude il rappresentante del circolo Azzaruolo: “La quasi assenza di precipitazioni di quest’estate, che ha ridotto di molto la portata dei nostri corsi d’acqua, se non il loro prosciugamento ha fatto si che la Regione Marche nella figura della dirigente del settore Caccia e Pesca: dott.ssa Loredana Borraccini abbia dovuto chiedere, molto opportunamente, alle Associazioni Pescatorie Regionali: “di monitorare lo stato di salute della fauna ittica e di conseguenza evidenziare a questa PF eventuali criticità”. Questo attenzione alla fauna ittica ha anche portato ad interventi di salvaguardia. Ultimo, l’intervento fatto dalle Guardie Ittiche Volontarie della FIPSAS coordinate dal responsabile Adriano Togni, le quali hanno prelevato per trasferirli in acque più sicure quintali di pesci dalle pozze, che si stavano prosciugando, del Fiume Cesano”.

(oddino.giampaoletti@qdmnotizie.it)

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SERRA SAN QUIRICO / UNA TRAGEDIA SENZA FINE: DOPO I CERVIDI ORA A MORIRE PER MANCANZA D’ACQUA SONO QUINTALI DI PESCI (VIDEO ALLEGATO)

SERRA SAN QUIRICO, 10 agosto 2017 – E’ di questa mattina la notizia della lenta agonia di fauna ittica che sta avvenendo nel canale superiore di Sant’Elena, quello che corre parallelo alla strada che collega la l’antica Abazia al borgo omonimo.

Gli abitanti della zona ci hanno contattato trasmettendoci foto e video sullo stato del canale, dove nelle settimane scorse morirono affogati almeno 15/18 cervidi e un maschio di tasso adulto, fauna protetta e rilasciata a costo dei contribuenti.

  1. La tragedia dei cervidi morti affogati ora ha cambiato protagonisti e a morire per mancanza d’acqua sono almeno 10 quintali di pesci ( Trote Fario – Trote Iridea- Cavedani –Barbi – Anguille – pesci di taglia e avanotti) se non verranno prelevati e rilasciati dove l’acqua ancora corre.

Ci hanno contattato per renderci partecipi della tragedia che si sta consumando in barba ad ogni regola: il canale è stato prosciugato, non si sa se per un’ordinanza di Enti superiori relativa alla siccità oppure perché l’Ente gestore ha deciso di mettere in sicurezza quei tratti di canale senza rete.

Se ben ricordo quando avvenivano queste operazioni di prosciugamento ad assistere e controllare c’erano le Guardie venatorie o i Guardia pesca provinciali/regionali e la fauna ittica veniva trasferita nel primo corso d’acqua utile o nel fiume Esino.

E’ inverosimile che si prosciughi un canale lasciando che i pesci scorrano con l’acqua fino ai rastrelli e rimangano a morire in una pozza d’acqua bollente. Ci pare un’azione estremamente scorretta lasciar morire 10 quintali di pesci che una volta trasportati sul fiume Esino avrebbero ripopolato ed anche reso felice qualche appassionato pescatore! Speriamo che il buon senso e il rispetto delle regole prevalga su così tanta indipendente libertà!

Dopo l’allarme lanciato da alcuni abitanti della zona, anche Legambiente di Jesi questa mattina (10 agosto) si è immediatamente messa in contatto con i responsabili del canale per scongiurare la gravissima moria.

(oddino.giampaoletti@qdmnotizie.it)

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SERRA SAN QUIRICO / UN QUESTIONARIO PER IL TURISMO, L’IDEA DEL CONSORZIO TURISTICO ESINO-FRASASSI

SERRA SAN QUIRICO, 8 Agosto 2017 – Il Consorzio Turistico Esino Frasassi lancia l’”Analisi Turismo”, un questionario per rilevare dati qualitativi per il settore turistico. Idea lanciata dal Consiglio d’Amministrazione del Consorzio in preparazione dei bandi per il turismo.

Idea che nasce anche per iniziare a predisporre dei progetti da realizzare sul territorio consortile, invita i propri associati e quanti riceveranno questo questionario alla sua compilazione.

Un questionario che, oltre a raccogliere i dati anagrafici dell’azienda/attività, cerca di analizzare con precisone quali siano le esigenze per far funzionare l’attività. E quindi formazione, web marketing e sinergia con operatori pubblici e privati.

Anche il mercato ha il suo peso, e quindi ecco perché conoscere da dove provengono i turisti ed i “target” che gli associati al Consorzio vogliono raggiungere. Così come importanti sono anche le osservazioni fatte dagli ospiti, con i pro ed i contro di ogni realtà appartenente al tessuto del Consorzio.

Canali promozionali, strumenti web e lingue conosciute: altri interrogativi per cercare di capire il modo di “agire” degli operatori nei confronti dei potenziali turisti. Ecco quindi che proprio gli strumenti web diventano fondamentali per riuscire ad attrarre turisti e “turismi”. Importante anche conoscere il livello di collaborazione con gli altri operatori del settore e con gli enti locali.

Sviluppo: ecco quindi la domanda del Consorzio per capire quale “brand” del territorio sia vincente e quali siano anche le criticità del settore. Così come i punti di forza e le risorse (enogastronomia, artigianato, ambiente, cultura, ecc.) che offrono un valore aggiunto per ogni attività e quali servizi in più da sviluppare.

I dati raccolti serviranno per lanciare eventuali nuove strategie turistiche.

(s.s.)

SERRA SAN QUIRICO / MORIA DI CERVIDI: ANCORA CASI DI AFFOGAMENTO NEL CANALE INCUSTODITO

SERRA SAN QUIRICO, 7 agosto 2017 – Pensavamo che dopo le foto, gli articoli, i filmati, la denuncia giornalistica sulla moria di cervidi nel canale superiore in località Sant’Elena, a due passi dalla stupenda abazia, qualcuno avesse messo in moto la macchina che in queste occasioni serve per evitare quanto di atroce è successo e succede ancora.

Invece in questi giorni, a distanza di poco più di un mese dal nostro interessamento, queste povere bestiole continuano a morire affogate in questo canale dove in qualche breve tratto, manca del tutto la rete metallica di recinzione mentre in altri tratti ci sarebbe da sistemarla perché rovinata dalla caduta di rami.

In questo manufatto i cervidi possono cadere di notte, magari quando saltano, oppure per bere in questi giorni di siccità ed ogni volta che veniamo chiamati per scattare foto, torniamo con il dispiacere nel cuore.

Questi annegamenti di cervidi potrebbero essere evitati mettendo mano sulle recinzioni che hanno bisogno di manutenzione.

Ci avrebbe fatto piacere in questa triste storia poter vedere una volta tanto snellita la burocrazia e obbligare l’ente gestore a procedere alla istallazione di tratti di rete di protezione dove mancano e magari appena più alta di quella esistente.

Ritorniamo con rammarico sulla questione perché ci pare che non siano molti coloro che si sono fatti avanti per ovviare a questa moria di cervidi, ripopolati nelle nostre zone e riserve protette a spese dei contribuenti.

Poniamo fine a questi annegamenti, non giovano all’immagine della nostra terra e tanto meno alle coscienze.

(oddino.giampaoletti@qdmnotizie.it)

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