Politica

FABRIANO / RINASCE FORZA ITALIA: OLINDO STROPPA COSTITUIRÀ GRUPPO CONSILIARE

FABRIANO, 10 dicembre 2017 – Dopo le divisioni e le lotte intestine che hanno impedito a Forza Italia di presentare alle ultime elezioni una propria lista, il partito cerca di rinascere. Lo scorso giovedì, alla presenza dal coordinatore regionale, Il Senatore Remigio Ceroni, del coordinatore provinciale Daniele Belardinelli e della vice Barbara Cacciolari si è infatti svolta l’assemblea degli iscritti.

“Necessario ricostruire in città una presenza politica che possa assumere il ruolo di punto di riferimento per tanti cittadini delusi, scoraggiati, sfiduciati che non si riconoscono né nel Movimento5Stelle né tanto meno nelle forze di sinistra”, spiegano in una nota.

Al termine dell’assemblea degli iscritti è stata accettata all’unanimità la proposta del Senatore Ceroni, che ha proposto di affidare l’incarico di coordinatrice cittadina a Lucia Caporali, che si è inoltre assunta l’impegno di costruire un coordinamento locale in tempi brevi. Secondo passo la costituzione del gruppo consiliare “Forza Italia” da parte del consigliere Olindo Stroppa. Tutto questo “In accordo con le forze politiche che avevano sostenuto la candidatura a sindaco di Vincenzo Scattolini, nelle cui liste Stroppa è stato eletto”.

Soddisfazione per il ritorno di Forza Italia espressa da Fratelli d’Italia, che in una nota ha sottolineato “Ci felicitiamo con Lucia Caporali per la nomina a coordinatrice cittadina di Forza Italia. Forza Italia, che ricordiamo nelle ultime elezioni comunali ha fatto mancare, per dissidi interni il simbolo nella coalizione a supporto di Vincenzo Scattolini, è un importante tessera nel panorama politico cittadino ed auspichiamo che, finalmente, possa essere serenamente rappresentata. Auguriamo infine buon lavoro al nuovo gruppo consiliare, rappresentato da Olindo Stroppa”.

(s.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

FABRIANO / ENNIO MEZZOPERA NEL DIRETTIVO NAZIONALE DI FRATELLI D’ITALIA

FABRIANO, 7 dicembre 2017 – Fratelli d’Italia Fabriano sarà rappresentata nel direttivo nazionale. Sarà Ennio Mezzopera, già vice segretario del partito fabrianese, ad andare ad affiancare Carlo Ciccioli, attuale portavoce regionale del partito; l’Avv. Stefano Benvenuti Gostoli, anconetano, figura storica già con incarichi regionali e nazionali nel partito ed Angelo Eliantonio, dirigente nazionale del movimento giovanile “Gioventù Nazionale”.

Un passo che è stato definito durante il secondo congresso nazionale svoltosi lo scorso fine settimana Trieste. Piena soddisfazione è espressa dalla segreteria fabrianese, primo circolo a formarsi subito dopo la costituzione di quello provinciale:  “Riconosciuto l’impegno sinora profuso”, commentano con una nota.

“Il direttivo, dopo il grande impegno messo a disposizione di tutta la coalizione nelle ultime elezioni comunali – prosegue il documento – sta iniziando a valutare il lavoro sin qui svolto dall’attuale amministrazione comunale, che ricordiamo, si è fatta carico di portare avanti 6 punti proposti da Fratelli d’Italia Fabriano. Un altro mattoncino nella costruzione della destra fabrianese è stato messo, ora non ci resta che lavorare con l’obbiettivo di uscire da questo impasse che attanaglia la nostra città e che presto, vedrà un problema sociale molto serio profilarsi, figlio dell’immigrazione incontrollata e della mancanza di lavoro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

FABRIANO / ILLUMINAZIONE PUBBLICA: LAVORI PER 56.000 EURO

FABRIANO, 3 dicembre 2017 – “Nella Giunta del 17 novembre è stata votata la delibera per i lavori straordinari della pubblica illuminazione, con efficientamento, per sostituzione di pali e quadri elettrici abbattuti o danneggiati. Il valore complessivo dei lavori ammonta a 56.500€”. Parte così il post del primo cittadino di Fabriano Gabriele Santarelli, che illustra i nuovi provvedimenti in merito all’illuminazione pubblica.

29 interventi  tra sostizione di pali, punti luce e la sostituzione dei proiettori con nuovi proittori a led per il parco Regina Margherita. Tra i lavori presenti anche quelli per la rimozione dei semafori all’altezza degli incroci di via Serraloggia e viale Moccia, via Buozzi, Corsi e Di Vittorio  e quello tra viale Moccia, via Gramsci e XXIV luglio.

Lavori anche nelle frazioni. Grotte, Marischio, Albacina, San Michele, San Donato, Castelletta e Campodonico tra interramenti della linee aeree, sostizione punti luce e rifacimenti e messa a norma di quadri elettrici.

“Tra gli altri mi piace evidenziare – conclude il post il primo cittadino – il completamento dell’illuminazione lungo il percorso pedonale che porta a via Fagioli,  la sostituzione del palo a Grotte e l’interramento della linea elettrica a Campodonico. Un primo passo. Il prossimo sarà la sostituzione delle lampade con punti luce a led.

FABRIANO / L’INCONTRO A PORTE CHIUSE CON I VERTICI SANITARI SI TRASFORMA IN BAGARRE POLITICA

FABRIANO, 29 novembre 2017 – Si è trasformato in un vero e proprio match politico l’incontro sulla sanità richiesto dai sindacati e convocato per il 27 novembre scorso dal presidente del Comitato dei Sindaci dell’Ambito n.10 dell’Unione Montana (su spinta di CGIL, CISL e UIL), per cercare di comprendere ed analizzare la situazione dei servizi sanitari del territorio. Presenti  il Direttore dell’Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua e il Direttore del Distretto Sanitario Giuseppina Masotti. Incontro con una coda fortemente polemica dopo una serie di “non ammissioni” all’incontro,  tra cui quella del Coordinamento cittadino per il punto nascita.

Nella nota ufficiale una volta conclusa la riunione è stato osservato che durante la riunione “Un percorso concertativo è stato condiviso con il territorio all’interno del quale verranno istituiti dei tavoli in cui si tratteranno tematiche di natura socio-sanitaria inerenti l’area dell’Unione Montana. E’ stato valutato positivamente il completamento delle procedure per la copertura dei posti di primario di urologia e otorino nel presidio Ospedaliero di Fabriano ed inoltre l’indizione del bando per la copertura del posto di primario del pronto soccorso. Dalla riunione è emersa la volontà di sviluppare un costruttivo confronto  per ottimizzare i servizi delle strutture socio-sanitarie a favore dei cittadini della zona montana”.

Nota però preceduta da una protesta ufficiale del Coordinamento cittadino per il punto nascita e per l’ospedale Profili. “A seguito di impegni precedentemente assunti   dal sindaco Gabriele Santarelli,  siamo stati convocati a partecipare e ad istituire una commissione permanente in tema di sanità nell’ Area Vasta. Non è stato possibile poiché il presidente dell’Unione Montana e sindaco di Sassoferrato,  Ugo Pesciarelli, ci ha impedito di partecipare al tavolo. Anche se invitati siamo stati cacciati, insieme al presidente del tribunale diritti del malato. Ciò è avvenuto in malo modo ed a nulla è valso il tentativo del sindaco di Fabriano di allargare la nostra  partecipazione. La cittadinanza che deve essere informata sui temi trattati  in maniera collegiale e trasparente”.

A questa posizione ecco arrivare quella unitaria di Pd ed Associazione Fabriano Progressista, che non ha lesinato critiche anche nei confronti del primo cittadino: “Ci aspettavamo di poter partecipare. Il Presidente dell’Unione Pesciarelli ha sottolineato che si trattava di una riunione chiusa, con Sindacati e Amministratori e che, quindi, nessun altro avrebbe potuto essere presente”. Parlano di delusione per la mancata partecipazione Pd ed Associazione Fabriano Progressista. “Dopo l’invito a partecipare ad un tavolo che era evidentemente riservato – punzecchiano – senza l’accortezza né di accertarsi della possibilità di allargarlo anche agli altri presenti né comunicando alcunché in merito, ha liquidato tutti i presenti scusandosi dell’accaduto”.

In cauda venenum , il veleno è nella coda: “Una vicenda nata anche dalla mancata approvazione da parte della maggioranza della commissione sanità o comunque di un luogo istituzionale riconosciuto per affrontare con metodo partecipativo la materia della sanità.  Auspichiamo che, per il futuro, si facciano quindi comunicazioni formali, precise e dirette a chi può essere invitato nelle varie riunioni, evitando situazioni incresciose come quelle verificatesi ieri; anche perché su queste tematiche è fondamentale la trasparenza, ed escludere non è mai opportuno”.

Ricostruisce i fatti di lunedì il Sindaco Santarelli, a quasi due giorni di distanza:  “Quando sono arrivato all’assemblea ho saputo che i comitati erano stati esclusi e chiedendo informazioni a chi era già seduto intorno al tavolo mi sono stati esposti dei formalismi che a detta di qualcuno non erano stati rispettati in ambito di convocazione per cui, non essendo presenti questi soggetti nelle mail inviate per l’organizzazione dell’incontro, gli stessi non potevano essere accolti intorno al tavolo”. E poi affonda. “Capisco anche che il segretario del PD sia rimasto scottato perché per la prima volta è stato lasciato lui fuori della porta quando invece prima erano loro a farlo con gli altri. Come al solito c’è chi non perde occasione per tacere e mi riferisco soprattutto al segretario del PD locale che forse ha la memoria talmente corta da dimenticare il vergognoso incontro a porte chiuse avuto in campagna elettorale con il presidente Ceriscioli portato a Fabriano con lo scopo di fare uno spot. Riuscito malissimo.

Punta i diti contro i “formalismi” che hanno impedito la partecipazione dei cittadini Santarelli, e conclude “Noi stiamo chiedendo la piena partecipazione dei cittadini cosa che in passato non c’è mai stata. E pur tra mille difficoltà sono sicuro che arriveremo ad ottenerla perché non abbiamo niente da perdere e non abbiamo niente da chiedere in cambio a chi oggi guida la regione”.

 

 

FABRIANO / SICUREZZA: LA PROPOSTA DELLA LEGA NORD

FABRIANO, 26 novembre 2017 – Ritorna all’ordine del giorno il tema della sicurezza dopo la settimana terribile vissuta dai fabrianesi. A lanciare l’iniziativa la Lega Nord di Fabriano. “È da febbraio che parliamo di servizio di buon vicinato, ora dopo l’ultima ondata di furti chi prima ci chiamava sceriffi – spiegano – cerca di copiare e fare proprie cose che non sono nel suo dna”.

Ed ecco l’idea: “Con l’aiuto di persone di provata esperienza abbiamo pronto uno Statuto per fondare un’Associazione No Profit che si chiamerà Fabriano in Sicurezza”. Associazione che, spiegano gli uomini del Carroccio fabrianese, con un direttivo di persone non legate alla politica. “Abbiamo un consulente che opera nel settore della sicurezza disponibile a fare gratuitamente formazione. Ci sarà una pagina Facebook e per chi volesse è o possibile scrivere a fabrianosicura@outlook.it “.

E poi stoccata polemica: “Vediamo ora se alle tante voci e alzate di scudi dagli ultimi giorni corrisponde una reale volontà di fare. Tanto per ricordare ai non attenti, ad agosto con una interpellanza avevamo sollevato il problema sicurezza chiedendo il posizionamento di telecamere agli ingressi della città. Ci è stato risposto di non generare allarmismi e che si stava predisponendo un piano per le telecamere. Vanno fatte scelte politiche e date priorità. La sicurezza deve essere al primo posto”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

FABRIANO / CASAPOUND IN PIAZZA CON UN BANCHETTO, ESPLODONO LE POLEMICHE

FABRIANO, 25 novembre 2017 – CasaPound in piazza del Comune a Fabriano. Nella mattinata gli attivisti del movimento politico hanno allestito un banchetto per distribuire del materiale informativo e raccogliere firme.

Un banchetto che ha sopreso il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli che, attraverso i social, aveva espresso la propria sorpresa per la presenza degli attivisti affermando che in Comune nessuna richiesta era stata fatta per l’occupazione di suolo pubblico.

“Questa mattina- spiegano – i militanti di CasaPound sono scesi in piazza per portare avanti le proprie idee e il proprio progetto politico anche nel comune fabrianese. Appena prima del banchetto il sindaco, appartenente al Movimento 5 Stelle, in un post su facebook si è detto sorpreso della nostra presenza, nonostante l’autorizzazione e la marca da bollo perfettamente in regola. A quanto pare il sindaco di Fabriano deve essere l’ultimo a scoprire cosa succede nella sua città, preferendo i social alla vita reale”. La presenza delle Forze dell’Ordine, che non hanno impedito il banchetto, ha infatti confermato il punto espresso dai militanti.

“Nonostante questo futile tentativo di strumentalizzazione – conclude la nota – il banchetto si è svolto tranquillamente e ha visto la partecipazione e l’interesse attivo della cittadinanza”.

E poi l’esplosione delle proteste tramite social. In molti nei vari gruppi collegati alla quotidianità fabrianese hanno contestato la presenza di CasaPound. 

“Queste provocazioni hanno il solo scopo di fomentare odio, intolleranza e xenofobia all’interno di territori che attraversano una situazione di difficoltà economica – hanno scritto sui social network un gruppo di cittadini fabrianesi antifascisti ricordando il periodo della Resistenza in città –  speculando sul disagio sociale e incitando a una guerra tra poveri. La nostra collettività deve reagire al fine di non permettere più che un evento del genere possa ripetersi.”

“Invitiamo il Sindaco e l’amministrazione comunale a prendere una chiara e netta posizione di contrarietà rispetto ad una presenza pubblica in città di chi si dichiara apertamente fascista – hanno concluso –  Per noi è intollerabile pensare che i militanti di casapound, molti provenienti da altre realtà, possano avere una qualunque visibilità politica nella nostra città”.

LETTERE & OPINIONI / LEGA NORD: “UNA ZONA FRANCA PER FABRIANO”

FABRIANO, 25 novembre 2017 – Nella riunione tra i capigruppo, amministrazione e sigle sindacali come movimento ci siamo dichiarati pronti a sostenere qualsiasi iniziativa che affrontasse il problema del lavoro, abbiamo espresso dei dubbi sulla utilità di creare un tavolo sul tema e portare la commissione regionale a Fabriano. Tutto ciò premesso i nostri rappresentanti in Consiglio Comunale hanno sottoscritto il documento unitario dove tra le altre cose si parla di Area di crisi complessa.

In questo momento a Fabriano ci sono 5mila disoccupati accertati, se si considerano i lavoratori in mobilità si sfonda quota 6mila; questo dato confrontato con la popolazione attiva (14-65 anni) porta la percentuale di disoccupati residenti, o domiciliati nel Comune al 30%. Nei primi nove mesi del 2017 si è registrato un meno 19 tra imprese attive e chiusure, pari allo 0,8% in meno sull’anno precedente; un altro dato che deve far riflettere, perché allarmante, è la presenza di 2377 addetti familiari impiegati in un totale di 10481 addetti subordinati (dichiarati) per natura giuridica. Questi dati, forniti dalla CNA, fanno capire quanto sia a rischio il tessuto sociale di una zona che soffre la deindustrializzazione ormai da troppi anni. Le nostre priorità sono: lavoro, sociale e sicurezza

Questi tre temi sono interconnessi, se non c’è lavoro aumenta il disagio sociale e automaticamente cala la percezione di sicurezza. Come detto siamo disponibili ad ogni iniziativa che affronti il problema lavoro ed è per questo che non vorremmo correre il rischio di ottenere con l’Area di crisi complessa lo stesso contenitore vuoto che è stato l’accordo di programma. Abbiamo bisogno di qualcosa di più snello e che dia benefici subito.

Noi, come fatto in campagna elettorale, proponiamo di chiedere per Fabriano il riconoscimento di Zona Franca. La zona Franca è un area infra-comunale, di dimensione prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione e decontribuzione per imprese, attività commerciali, lavoro dipendente e autonomo esistenti e per attrarre nuovi investimenti con l’obbiettivo prioritario di favorire lo sviluppo economico e sociale di aree caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale e con potenzialità di sviluppo inespresse.

Da subito ci sarebbe: Esenzione delle imposte sui redditi-Esenzione IRAP-Esenzione dall’imposta regionale e comunale propria-Esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Da parte nostra il pressing sulla Regione è iniziato con la presentazione di una interpellanza che affronta la crisi delle Cartiere e stiamo mettendo a punto una mozione che impegni il Governo Regionale sulla Zona Franca. Ci piacerebbe, lo abbiamo chiesto, che anche gli altri partiti e movimenti con gruppi consigliari presenti in Regione facciano la stessa cosa.

Noi siamo e saremo attenti e vigili per monitorare tutte le crisi presenti ed aperti al confronto con tutti gli attori presenti sul territorio.

COMITATO LEGA NORD-FABRIANO

FABRIANO / SANTARELLI REPLICA A SAGRAMOLA

FABRIANO, 23 novembre 2017 – C’è subito la replica del primo cittadino fabrianese Gabriele Santarelli, che risponde su alcuni dei punti illustrati dal segretario provinciale Pd Giancarlo Sagramola in merito alla proposta di legge per separare la  gestione del Parco da quella della unione montana. Una serie di risposte nette a quanto affermato dell’ex primo cittadino fabrianese da quello attuale, partendo proprio dalle sue affermazioni.

1 – “Lettere che fanno il paio con le continue osservazioni e critiche del Comune di Genga a questa gestione tramite l’unione montana”. Proprio conoscendo i disagi e le recriminazioni dei due comuni citati, sto cercando di avviare un nuovo corso fatto di partecipazione e condivisione dei programmi che riguardano il Parco e che dovranno portare alla valorizzazione di tutto il territorio e delle attività a vocazione turistica che vi insistono. Se in passato la gestione è stata personalistica e incentrata sugli interessi di una sola parte di territorio o caratterizzata da una sorta di monopolio, non significa che il nuovo percorso non possa porre rimedio a queste storture. E’ anche particolare il fatto che coloro i quali hanno provocato tali disagi ora che non sono più a gestire il Parco si propongano di risolverli cercando di rientrare dalla finestra.

2 –“Vorrei inoltre ricordare che la proposta di cambiare lo statuto, portando a quattro i membri di giunta, è stata fatta dalla precedente amministrazione della unione montana da me presieduta, non attuata in attesa della risposta della regione ed in attesa delle elezioni a Fabriano”. Ma di cosa stiamo parlando? Sono 3 anni che il comune di Fabriano a guida PD ha monopolizzato la gestione dei due enti tenendosi  Presidente e vicepresidente dell’Unione Montana. Per cui dire che si attendevano le elezioni a Fabriano è ridicolo e palesemente strumentale. Il nuovo corso avviato a luglio con il mio insediamento e che ha portato all’allargamento a 4 componenti per la composizione della Giunta è stato osteggiato dall’assessore uscente, esponente del PD, ed è avvenuto senza che ci fosse bisogno della richiamata risposta della regione. Come è stato fatto ora poteva essere fatto prima. Il problema è che prima non si voleva fare perché faceva comodo avere a Fabriano il Presidente dell’Unione Montana e la delega al Parco attraverso il Vicepresidente dell’Unione

3 – “Comunque l’idea che le cose non filassero proprio lisce mi è venuta vedendo le celebrazioni del ventennale senza la presenza dei sindaci e del Presidente dell’unione, ma pensavo che queste assenze fossero dovute a concomitanze con altri eventi”. Il mese del ventennale del Parco è stato un successo di partecipazione. Il calendario prevedeva manifestazioni ed eventi in tutti i 5 comuni dell’Area Protetta. Tutti i partecipanti hanno testimoniato ed espresso opinioni positive ed entusiaste evidenziando il cambio di passo e una ventata di rinnovamento che era ritenuta necessaria. Per la prima volta in 20 anni si è parlato di Parco a Fabriano. In venti anni nessuno aveva portato il parco a Fabriano. All’evento di Fabriano era presente il Presidente dell’Unione Montana ed erano stati invitati tutti i sindaci. Sono stato accolto con sorpresa , perché non erano abituati alla presenza del rappresentante del Parco, agli eventi organizzati negli altri comuni.

4 – “il parco non è di un Sindaco perché assessore delegato ma della popolazione della regione e dei comuni su cui insisto”. Da quale pulpito ! Una amministrazione arroccata su se stessa e distante anni luce dal territorio e dai cittadini dovrebbe imparare a fare autocritica invece di sentenziare su chi sta mettendo insieme i cocci lasciati sul loro cammino.

5 – “Dopo i passi importanti fatti con il Consorzio Grotte Frasassi bisogna aiutare l’Amministrazione di Genga ad entrare nell’unione per entrare attivamente nella gestione del Parco e trovare un accordo comune di Arcevia”. Da quale pulpito n. 2. Di nuovo. Chi ha provocato il problema oggi propone le soluzioni. Durante la mia prima settimana dopo l’insediamento ho fatto visita al sindaco di Genga per proporre progetti che potessero essere utili a un loro ripensamento e non ho mai mancato di far sentire il mio appoggio e la mia presenza al territorio. A Genga tutti sanno quale è il mio attaccamento a quel comprensorio e conoscono l’amore che nutro nei confronti di quelle terre. Apprezzano la mia lealtà e il disinteresse con il quale mi muovo e faccio proposte.

“Comunque io sono più che sereno perché credo che qui qualcuno non abbia compreso che sta per andarsi a schiantare contro un muro”. Conclude il primo cittadino.

 

LETTERE & OPINIONI / SAGRAMOLA (PD) E LA LEGGE PER L’ISTITUZIONE DELL’ENTE PARCO GOLA DELLA ROSSA FRASASSI

FABRIANO, 23 novembre 2017 – In merito alla proposta di legge di separare la  gestione del Parco da quella della unione montana ed a tutte le ricostruzioni fatte cercando di addebitare colpe e tentativi di vendette al Partito Democratico, bisogna conoscere come può essere nata una proposta del genere. Tre sono le questioni che possono stare a supporto della proposta:  Genga ed Arcevia hanno oltre la metà della superficie del Parco sul loro territorio; l’Amministrazione di Genga, supportata da un referendum fatto al momento della costituzione del Parco, non ha condiviso la sua istituzione dall’origine rimanendo sempre ai margini della gestione;  Arcevia, facendo parte di un altro ambito sociale (Senigallia), non è entrata nella nuova unione montana (Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico e Cerreto d’Esi) costituita nel 2014 e fin da allora con lettere inviate alla unione ha chiesto di istituire l’Ente Parco.

Il parco e l’unione montana sono enti strumentali istituiti con legge regionale, finanziati dalla Regione Marche che ogni anno eroga, compatibilmente con i fondi di bilancio, le risorse necessarie al loro funzionamento ed e tutti e 4 hanno accolto favorevolmente la legge che ci ha consentito di istituire l’unione montana con soli 4 Comuni dei 10 precedenti, accordo così saldo che, Genga compresa, ci ha consentito di condividere la gestione dell’ambito sociale tramite l’unione. Vero avvio di un processo importante di condivisione dei servizi che rappresenta quasi il 50% del bilancio dell’unione.

La nuova unione montana nel fare lo statuto ha cercato di superare questi problemi dando proprio forza al comitato istituzionale citato dal Sindaco di Fabriano. La soluzione non ha incontrato il favore dei due comuni, tanto che il comune di Arcevia aveva inviato una lettera nel 2014, reiterata alla fine di marzo del corrente anno nella quale chiedeva l’istituzione dell’Ente parco. Lettere che fanno il paio con le continue osservazioni e critiche del Comune di Genga a questa gestione tramite l’unione montana. Tutte cose che dovrebbero essere conosciute dagli amministratori che partecipano al comitato istituzionale del Parco.

Io credo che la proposta di legge dei consiglieri regionali  per istituire l’ente parco nasca dalle premesse che ho sopra elencato.

Vorrei inoltre ricordare che la proposta di cambiare lo statuto, portando a quattro i membri di giunta, è stata fatta dalla precedente amministrazione della unione montana da me presieduta, non attuata in attesa della risposta della regione ed in attesa delle elezioni a Fabriano. Dovrebbe inoltre essere noto il lavoro fatto per aumentare le risorse per il Parco che hanno portato alla riedizione delle cartine, la manutenzione della sede del Parco ed alla ottimizzazione della spesa integrando sempre più Parco ed unione. Comunque l’idea che le cose non filassero proprio lisce mi è venuta vedendo le celebrazioni del ventennale senza la presenza dei sindaci e del Presidente dell’unione, ma pensavo che queste assenze fossero dovute a concomitanze con altri eventi.

Per essere costruttivi faccio alcune considerazioni e proposte:

1 La proposta di legge è ancora una proposta e deve fare il suo iter.

2 la proposta andrà in commissione per un dibattito e come prassi saranno sentiti tutti i Sindaci interessati, non su facebook ma personalmente.

3 il parco non è di un Sindaco perché assessore delegato ma della popolazione della regione e dei comuni su cui insiste.

4 Unione montana e Parco, avviando un nuovo percorso, hanno lavorato bene ottimizzando le risorse, in particolare quelle del personale, prima di cambiare bisognerà valutare con attenzione.

5 Dopo i passi importanti fatti con il Consorzio Grotte Frasassi bisogna aiutare l’Amministrazione di Genga ad entrare nell’unione per entrare attivamente nella gestione del Parco e trovare un accordo comune di Arcevia.

6 Da nuovo segretario provinciale del Partito Democratico ho chiesto dai consiglieri regionali, estensori della proposta di fare l’ente parco, di convocare i sindaci quanto prima.

7  Ci sarà una legge di riforma dei parchi regionali. Da tempo si è avviato un dibattito che ha coinciso anche con il non rinnovo dell’ente parco del Conero.

8 Il Partito Democratico in preparazione della nuova legge vuole assumere una posizione sentiti i territori ed ha in programma due incontri di ascolto. Uno a Genga e l’altro a Sirolo.

Giancarlo Sagramola –  segretario provinciale Pd Ancona

FABRIANO / TAVOLO PERMANENTE SUL LAVORO, LA SODDISFAZIONE DELLE MINORANZE

FABRIANO, 22 novembre 2017 – Il documento condiviso ieri da tutto il consiglio comunale su lavoro ed area di crisi industriale complessa, raccoglie il plauso delle minoranze.

“Esprimiamo grande soddisfazione per la conclusione del Consiglio Comunale sul lavoro dove la proposta congiunta della minoranza è stata accolta con le integrazioni dei sindacati e della maggioranza – scrivono – un risultato che ci eravamo prefissi, una soluzione condivisa da parte di tutto il Consiglio che aprirà una fase nuova e fondamentale per la soluzione della crisi lavorativa che ci ha colpito”.

“Il tavolo regionale sul lavoro è lo strumento giusto per centrare gli interventi da attuarsi sul territorio sia di breve che di medio termine, sia di carattere locale che regionale e nazionale, anche per ottenere i primi risultati in attesa di avere riscontri sullo status di area di crisi industriale complessa”. E poi l’impegno: “Proseguire questo percorso unitario, perché sul lavoro non esistono bandiere o colori politici”.