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JESI / HANNO SCRITTO AL COMUNE E ALL’ASUR, LA PROTESTA DI VIA ROMA CORRE SUI SOCIAL: “BASTA CON RATTI, SERPENTI E NUTRIE”

JESI, 29 giugno 2017 – La protesta in via Roma corre veloce sui social. Topi, serpenti e nutrie sembra proprio che siano di casa nella zona in cui il Vallato (piccolo corso d’acqua che attraversa la città) è contrassegnato soltanto da sponde aperte. In realtà nel passato quel tratto fungeva da lavatoio ma ormai nessuno si reca più nella parte bassa di via Roma a strizzare i panni. In compenso però lo stato di abbandono è diventato una specie di rifugio per alcune varietà di animali e allora gli abitanti hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere al Comune e all’Asur, ovvero all’Area Vasta, chiedendo che quella situazione deve essere assolutamente sanata.

Ad attrarre gli animali è in particolare una zona a ridosso dell’ultimo tratto di via Roma (quella per intenderci che si trova alle porte della città); ebbene terreni incolti stanno facendo da richiamo per i topi e quindi i serpenti e quindi le nutrie. D’accordo, è il ciclo vitale della natura: la preda attira il cacciatore che a sua volta richiama altri animali. Ma le famiglie che vi abitano non fanno di certo salti di gioia nel vedersi a pochi metri dalle proprie abitazioni quello spettacolo.

E allora hanno preso carta e penna e scritto al Comune per denunciare lo stato d’abbandono: “Con questo stato raccogliamo ratti, zanzare, serpenti e nutrie in quanto oltretutto il canale (detto vallado) è aperto soltanto qui di tutta Jesi! Ora basta! Non ne possiamo più già comunicato al Comune e alla Asur cosa si deve fare di più?”

JESI/ BAGNI PUBBLICI: POCHI, SPORCHI, NON SEGNALATI

JESI, 27 giugno 2017 –  Jesi sta cercando soluzioni importanti per attrarre turisti.

via Nazario Sauro

L’amministrazione Bacci, che si sta insediando, con ogni probabilità confermerà la figura del consigliere comunale con delega al turismo o al limite la delega sarà data in carica ad uno degli assessori nominati.

Le bellezze attrattive di Jesi, e non ultimo, la inaugurazione di sabato prossimo del museo intermediale ‘Stupor Mundi’ contribuirà ulteriormente affinché i turisti valutino sempre di più l’offerta che Jesi propone.

viale della Vittoria, discesa via Chiappetti

In  tutto questo contesto l’accoglienza ed il decoro urbano diventano fondamentali. Al contrario il degrado potrebbe dare l’idea che il rischio dell’abbandono e dell’inerzia è forte. Allora è necessario fare di tutto per superare le situazioni difficile.

Una di queste sono le condizioni dei bagni pubblici in giro per la città dove lo stato delle cose e la manutenzione non sembrano proprio delle migliori. Chi deve intervenire? Ci sono arrivate proteste e segnalazioni sulla indecenza dei servizi igienici, per giunta pochissimi, in giro per le vie cittadine.

Le immagini (foto) testimoniano l’effettivo stato di salute di questi. Servizi anche poco segnalati alla vista dei turisti che ne potrebbero usufruire; servizi poco frequentati o addirittura ignorati dagli jesini stessi perché davvero con l’igiene ha poco a che fare.

Ce ne sono pochi ed alcuni addirittura rivoltanti.

Il Comune deve assolutamente intervenire anche per troncare quello che oramai è diventato di dominio pubblico e cioè rivolgersi, per le esigenze se si sta  nel centro cittadino, alle strutture private come il bagno all’interno del Santuario della Chiesa delle Grazie o ai bagni privati degli studi medici lungo Corso Matteotti.

I turisti queste locazioni non le conoscono e neanche è cosa buona e giusta continuare con questo trend.

viale della Vittoria, sotto il Cavalcavia

Insomma a Jesi quelli che nel gergo comune chiamiamo latrina, vespasiano, cesso, gabinetto, orinatoio, pisciatoio, toilette,wc, – tutti sinonimi di bagni pubblici – hanno bisogno e necessità di essere ristrutturati e ammodernizzati. Servono anche cartelli con precise indicazioni, magari tradotti in più lingue, per informare gli jesini stessi, in casi di emergenza o in presenza di particolari patologie e fisiologie, dove poterle soddisfare. Pochissimi tra questi, per non dire quasi nessuno, sono al corrente di dove si trovino i bagni pubblici disponibili e forse sono pure scettici sulla possibilità di adoperarli, temendo che siano di fatto tanto sporchi da essere impraticabili.

Proviamo a descrivere, dopo una ricognizione incompleta e con gli occhi del cittadino comune, la situazione attuale dei bagni pubblici della nostra città. Ne abbiamo individuati quattro attivi: via Nazario Sauro, viale della Vittoria sotto il Cavalcavia, viale della Vittoria a ridosso della salita di via Chiappetti, giardini pubblici lato monumento. All’interno, almeno in larga parte, sporcizia, cattivi odori, usura degli accessori esistenti.

Una pessima carta di presentazione per la città. Si tratta quasi sempre di luoghi praticabili solo con maschere o solo dopo aver respirato a fondo e trattenuto il respiro per tutto il periodo dell’esigenza fisiologica: ovviamente per chi ne è in grado. Cosa chiediamo? Garanzia di una adeguata pulizia e disinfettazione periodica se non addirittura gioernaliera, manutenzione, interventi strutturali magari a carico, come avviene già per le rotatorie ed aiuole pubbliche, del privato.

evasio.santoni@qdmnotizie.it

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VALLESINA / MALTEMPO DOPO L’AFA, GRANDINE IN COLLINA: COLPITI I VIGNETI IN AVANZATA CRESCITA

VALLESINA, 25 giugno 2017 – Un temporale di notevole consistenza si è abbattuto nel tardo pomeriggio di oggi (25 giugno) lungo la Vallesina e nella zona collinare. A Cupra Montana, così come tra Mergo, Rosora e Montecarotto, lampi, acqua a catinelle e grandine grande quanto basta per rovinare i grappoli d’uva che fanno bella mostra di sé lungo i filari dei vigneti.

Un temporale estivo che nell’arco di un’ora ha esaurito la sua forza ma che comunque ha fatto temere proprio il peggio specie per le colture in atto e le uve in stato avanzato di crescita. In realtà quando avvengono questi temporali così forti e di breve durata, c’è sempre il rischio che possano provocare disastri gravi legati alla precedente siccità della terra che non riesce ad assorbire tutta la quantità d’acqua riversata che scorrendo via violentemente. Questo consistente temporale, finito nell’arco di un’ora, un effetto positivo l’ha ottenuto, ha portato via quella cappa afosa che da alcuni giorni ci ha fatto sudare più del dovuto, anche dopo le 22.00, quando a Cupra Montana si leva il “solito” salutare venticello.

(o. g.)

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JESI / MATURITA’, PRIMA PROVA: LA PAROLA AGLI STUDENTI

JESI 21 giugno 2017 -La Maturità 2017 è ufficialmente iniziata. Stamane più di 500.000 studenti in Italia hanno affrontato la cosiddetta “prima prova”, ovvero quella di Italiano.

6 ore di tempo ai ragazzi per realizzare il tema più importante della loro vita. Tra le tracce proposte, molte hanno toccato argomenti di attualità: dal recente terremoto alla robotica, dalle nuove tecnologie al miracolo economico italiano, fino ad arrivare all’analisi di un testo di Giorgio Caproni, poeta livornese poco noto e raramente inserito nei programmi di studio, intitolato “Versicoli quasi ecologici”. Insomma, un ventaglio di scelte, quello proposto, sicuramente vario ed eterogeneo, probabilmente creduto dal Ministero capace di stimolare l’ingegno di tutti i candidati. Nonostante l’ironia che già da stamattina imperversava sulle piattaforme sociali, specialmente riguardo all’autore scelto per l’analisi del testo – troppo poco noto e desueto – chi meglio dei maturandi può dirci se veramente le tracce hanno fornito loro uno spunto florido e prolifico?

Avviciniamo allora alcuni studenti del Liceo di Jesi, appena usciti dalle classi. I visi stanchi ma nel complesso soddisfatti, chiediamo loro cosa pensano della loro Prima Prova. ‹‹Personalmente ho scelto l’analisi del testo –  ci dice Nicolaperché, anche se non avevo mai studiato Caproni, bastava avere un quadro d’insieme del contesto storico e letterario e l’analisi poteva essere svolta tranquillamente. Non ho guardato per niente quello di ambito tecnico-scientifico sulla robotica››.

Scambiando due chiacchiere anche con gli altri ragazzi, sembra che il saggio breve di ambito artistico-letterario sia andato per la maggiore: gran parte delle fonti infatti, ci riferiscono gli studenti, erano state studiate in classe. Alcuni però si sono cimentati anche in quello di ambito tecnico-scientifico. Tra i grandi assenti: la Brexit, con tutto ciò che essa ha comportato. Prevedibile invece una traccia sul sisma del Centro Italia. Ma il gioco non finisce qui: si continua domani con la seconda prova, ovvero quella specifica dell’indirizzo di studi: versione di Latino al Classico, compito di Matematica allo Scientifico. Nel frattempo, un grande in bocca al lupo a tutti!

(alessandro.bonvini@qdmnotizie.it)

LETTERE&OPINIONI / CASTELBELLINO, AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA ‘CORNACCHIA’: IL COMUNE RICORRE AL TAR

CASTELBELLINO, 21 giugno 2017 – Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Castelbellino hanno deciso: ricorreranno avverso l’autorizzazione provinciale all’ampliamento della discarica Cornacchia contenuta nelle due minivarianti di copertura delle vasche appena approvate dallo stesso ente competente al rilascio, cioè la Provincia di Ancona. Il Sindaco convocherà al più presto un Consiglio Comunale finalizzato all’ottenimento, da parte dell’intero consesso, dell’unanimità auspicabile in relazione al mandato a procedere con i propri legali in sede di Tribunale Amministrativo Regionale.

Nel corso degli ultimi mesi, nel suo operare, il Comune di Castelbellino, in ogni sede, ha cercato di metter via le tensioni dei mesi scorsi che hanno condotto lo stesso Comune dapprima ad una lotta serrata in Conferenza dei Servizi in Provincia, poi al Tar contro il ricorso alla bocciatura dell’ampliamento di 900 mila mc della discarica Cornacchia proposto dal Comune di Maiolati.

La prima battaglia sul mega ampliamento è stata vinta.

Nell’ottica di un percorso orientato volto alla chiusura del sito entro un paio d’anni, in corrispondenza all’esaurimento della capacità di smaltimento nelle vasche attuali, ancorché modificate nelle coperture, ed alla riconversione del sito della Cornacchia in un impianto ambientalmente e socialmente accettabile il Comune di Castelbellino si è sempre reso disponibile.

L’obiettivo da perseguire per il sito della Cornacchia è un modello gestionale di businnes economico in grado di tutelare le maestranze e le comunità locali, proprio mentre le politiche di Ambito dei rifiuti necessitano di nuove strutture operative.

Ma alla luce delle nuove autorizzazioni sono emersi fattori inaccettabili da parte del Comune di Castelbellino: le disposizioni attuali, infatti, aprono il varco, dal punto di vista normativo, secondo noi in maniera impropria e giuridicamente non ammissibile, non soltanto ai 180 mila mc dell’ampliamento appena autorizzato, ma addirittura alla possibilità di applicare tale disposizione normativa, fino al raggiungimento del 30% dell’attuale capacità di smaltimento dell’ultimo ampliamento autorizzato, cioè circa 570 mila mc. Peraltro, tale autorizzazione si fonda su osservazioni emerse in Conferenza dei Servizi addirittura di carattere opposto da parte degli enti interessati, basate su un parere tecnico regionale che sostanzialmente sconfessa le disposizioni presenti all’interno del Piano Regionale dei Rifiuti. Per fare due esempi, il limite di tolleranza della popolazione, che è in calce al verbale di bocciatura del mega ampliamento e la distanza minima dai centri abitati di 2000 metri improvvisamente scompaiono, così come scompare la distinzione tra Rsu e rifiuti speciali nell’ultima autorizzazione quando la precedente discarica era autorizzata per entrambi. Insieme a queste, ci sono altre decine di contraddizioni normative e non che approfondiremo al Tar.

Nel frattempo, la Sogenus, in assemblea dei lavoratori ed in altre sedi, ha confermato la possibilità di usufruire di tali possibilità di ampliamento e, anche se, non ci è dato sapere su cosa si stia lavorando, sarebbe già in fase di progettazione un ampliamento che prevede la realizzazione di una nuova piccola vasca di smaltimento. Ancor più grave è l’inaccettabile comunicazione pervenuta dalla Sogenus, con tanto di parere legale all’uopo allegato, in cui sostanzialmente si intima ai Comuni a fermarsi e non operare, in veste di soci, in maniera contraria e dannosa nei confronti della società stessa. Certe iniziative, il Direttore della Sogenus, farebbe bene a risparmiarsele, ricordandosi che si tratta soltanto di una società pubblica che gestisce un impianto del Comune di Maiolati Spontini, e che tali condotte ai limiti dell’intimidazione, non fanno altro che irrigidire sempre più i Sindaci della vallata eletti dai loro cittadini.

Dovrebbe essere il Comune di Maiolati, eventualmente, a cercare una soluzione politica ed amministrativa accettabile; invece, il Sindaco di Maiolati ci ha già preventivamente scritto che “è prospettata l’ipotesi di prolungare con ulteriore mini ampliamento l’attività di smaltimento” e quanto affermato non lascia adito ad interpretazioni.

Detto ciò, il Comune di Castelbellino, alla luce dei fatti emersi, se nessuno degli scenari auspicati saranno presi in considerazione, e nessuna iniziativa alternativa sarà posta in essere dal Comune di Maiolati, entro i 60 giorni consentiti dalla legge, opporrà ricorso al provvedimento autorizzativo appena rilasciato, convinto di interpretare le ragioni della tutela del territorio e delle popolazioni residenti ormai provate dalla convivenza con l’impianto. Popolazione che non può accettare il prolungamento dell’attività di smaltimento, ormai trentennale, in nome di un businnes economico che non fonda più la sua ragione politica nel pubblico interesse. Peraltro, come ben confermato dal Piano Regionale dei Rifiuti che definiva la discarica Cornacchia in esaurimento. Saranno coinvolti altri Comuni della Vallesina nella nostra rivendicazione, convinti delle ragioni che hanno contraddistinto finora il nostro operato.

L’Amministrazione comunale

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JESI / RICORDATO L’ECCIDIO DI VIA MONTECAPPONE

Riccardo Ciampichetti

JESI, 20 giugno 2017 – Erano tantissimi, nel tardo pomeriggio di oggi, i cittadini, le autorità, i rappresentanti della forze dell’ordine e delle Associazioni combattentistiche e d’arma, oltre ai vertici dell’Anpi, coloro che hanno voluto assistere alla cerimonia di ricordo del 73° anniversario dell’eccidio di via Montecappone che costò la vita a cinque giovani jesini e a due loro coetanei carabinieri per mano dei nazifascisti.

Puntuali come da programma i partecipanti, preceduti dal Sindaco, Massimo Bacci, dal Gonfalone e dai rappresentanti della polizia locale ha percorso la breve discesa che porta alla rustica scalinata al termine della quale si trova lo slargo dove, anni addietro, fu realizzato un monumento a ricordo dei caduti nel luogo dove avvenne l’eccidio. Due giovani donne appartenenti all’Anpi hanno sistemato una corona d’alloro davanti al cippo che ricorda la tragedia, corona che poi è stata ufficialmente posata dal Primo Cittadino.

 

 

Molto breve il discorso di Bacci che ha ringraziato l’Anpi per l’organizzazione ed i presenti per la partecipazione, passando poi il microfono a Riccardo Ciampichetti, uno studente liceale che ha portato le conoscenze sui fatti accaduti apprese negli ultimi tempi.

Ciampichetti ha raccontato per sommi capi l’evento accaduto il 20 giugno del 1944, di come quei sette giovani siano stati scelti tra la trentina di fermati dalle truppe di occupazione tedesca e dai fascisti. Un intervento ricco di emozione, quello di Ciampichetti, che ha suscitato un caloroso applauso da parte dei presenti.

E’ stato ancora lo stesso Sindaco a presentare il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti; questi, in un certo senso, ha completato il racconto del liceale facendo nome e cognome della presunta spia che avrebbe condizionato la scelta delle vittime tra il gruppo di arrestati. Secondo Manconi si tratterebbe di tale Adriana Barocci, fabrianese con sospetti trascorsi di donna facile. Il Senatore ha anche ringraziato il Sindaco e l’Anpi per l’invito giustificando la sua presenza con la volontà di “onorare i familiari delle vittime”. Ad un certo punto , secondo molti, il Senatore è uscito fuori dal tema della serata incamminandosi in un discorso mirato più al politico che alla realtà dei fatti accaduti 73 anni or sono; ha parlato a lungo, infatti, sul caso Reggeni, il giovane italiano trucidato in Egitto, collegandolo al fatto che il Governo Italiano, pur avendo ratificato il trattato internazionale sulla tortura già fin dal 1988, a tutt’oggi non comprende nel suo regolamento legislativo questo obbrobrio. “Sul caso Reggeni – ha detto Manconi – lo Stato non si è dimostrato all’altezza; siamo stati deboli con l’Egitto perché ancora non è stata varata la legge sulla tortura”. Alla fine dell’intervento è ritornato a richiamare l’attenzione dei presenti sulle famiglie degli jesini Armando e Luigi Angeloni (25 e 18 anni), Francesco Cecchi  e Alfredo Santinelli (entrambi 18 anni), Mario saveri di 23 anni e sui due carabinieri siciliani Enzo carboni e Calogero Grasceffo, entrambi ventenni.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

CHIARAVALLE / RECISE RADICI DI PINI MARITTIMI PROTETTI: POLEMICA TRA L’AGRONOMO CONSIGLIERE E IL SINDACO

CHIARAVALLE, 20 giugno 2017 –  I lavori di riqualificazione del primo tratto di via S.Andrea di fronte allo stadio comunale stanno facendo discutere soprattutto perché sono state recise moltissime radici dei pini marittimi che sono posizionati nell’area e che avevano dissetato parte dell’asfalto.

“Le radici degli alberi cercano in tutti i modi di accaparrarsi l’acqua, le sostanze nutritive e l’ossigeno, di cui hanno bisogno per le proprie funzioni vitali – dice Giovanni Spinsanti, agronomo e consigliere comunale di minoranza della lista Siamo Chiaravalle – e così accade che per fare ciò, provino a spingersi con più forza possibile in superficie cercando di scalzare tutti gli ostacoli che glielo impediscano, asfalto compreso. È questo il motivo per cui ci troviamo marciapiedi e strade dissestate dal lavoro delle radici. Quelle radici hanno una funzione fondamentale per la pianta: tenerla in vita perché solo le radici superficiali hanno funzione nutritiva e assorbente”.

Spinsanti protesta e anche sul web alcuni cittadini richiamano l’attenzione sulla questione. “Con stupore ho constatato che le ruspe in prossimità del campo sportivo hanno reciso e asportato montagne di radici alla fila di pini marittimi prospicienti lo stadio per una profondità di circa 40 cm: delle radici superficiali non è rimasto praticamente nulla, dato che gli operai della ditta per il rifacimento del selciato non si sono fatte troppe domande, né questo era il loro compito, tra l’altro nel periodo più critico per la pianta che è l’estate. La forestale ha solo potuto constatare l’accaduto: radici sfibrate e vulnerabili a qualunque attacco parassitario. Temo che entro pochi mesi si potranno cogliere i frutti di questo scempio effettuato su piante protette, quando le vedremo morire con disseccamenti via via più vasti della chioma”

Per Spinsanti sarà compromessa anche la stabilità degli alberi. “Abbiamo trasformato degli alberi imponenti in colossi di Rodi, con i piedi d’argilla, o se preferite in alberi di Damocle che incombono sulle nostre teste: un po’ di vento magari della neve sopra e qualche pino può cadere di sicuro. Mi sento di dire che i lavori, seguiti dall’assessore all’ambiente e  dal sindaco, sono stati eseguiti con leggerezza e superficialità e dimostrano anche la scarsa sensibilità all’ambiente in particolare alle specie protette. Il sindaco salvaguarda aree verdi grosse quanto un francobollo all’interno del tessuto cittadino, ma poi se ne infischia di tutelare il verde pubblico storico e protetto”.

Costantini replica con fermezza alle accuse. “Le radici principali non sono state toccate. Il Corpo Forestale dello Stato, da me chiamato ad intervenire in loco, ha confermato proprio questo concetto che non mette a rischi né i pini né l’area. L’unico attentato, reiterato per oltre un decennio, è stato quello di evitare la riqualificazione della zona”.

 

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

JESI / PERSONA SCOMPARSA NELLE CAMPAGNE DI APIRO, RICERCHE IN CORSO

JESI, 13 giugno 2017 – Vigili del Fuoco di Jesi in azione da questa mattina (8.30 circa) nei dintorni di Apiro alla ricerca di una persona scomparsa.

Sul posto, oltre al personale di Jesi, anche l’elicottero Bravo 52 da Pescara (che sta operando anche in zona Serra San Quirico) e gli uomini della protezione civile.

IN AGGIORNAMENTO

JESI / RAGAZZINO CON ARMA GIOCATTOLO, INTERVENGONO I CARABINIERI

JESI, 12 giugno 2017 – Momenti di apprensione questa mattina nel quartiere San Giuseppe, erano circa le 12, conclusasi con una grossa lavata di capo.

Un ragazzino straniero, 14 anni, stava giocando sul balcone di una casa al secondo piano con un qualcosa nelle mani che per i passanti assomigliava molto ad un’arma visto anche l’atteggiamento del ragazzo.

Spaventati, pensando al peggio, hanno subito allertato i carabinieri che immediatamente sono intervenuti sul posto con due pattuglie.

I militari hanno subito capito che fortunatamente si trattava di un’arma giocattolo e non ci hanno messo tanto a far capire al ragazzino di smetterla nella sua bravata.

 

(e.s.)

JESI / RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA COLOCCI, ALLA RICERCA DELL’ANTICA TOMBA: CANCELLATI I PRIMI 13 POSTI AUTO

JESI, 11 giugno 2017 – Iniziati lunedì scorso (5 giugno) con la sistemazione del cantiere, la delimitazione dell’area sulla quale sarà effettuato il primo intervento e con la transennatura di sicurezza,  entrano nel vivo i lavori di “Riqualificazione di Piazza Colocci” che saranno terminati entro 120 giorni, vale a dire entro la prima metà del mese di ottobre. L’ammontare complessivo del costo è di poco superiore ai 151mila euro e ad aggiudicarsi l’appalto è stata una impresa cuprense, la “Duca Amedeo & C. s.n.c”.

Stando ad un comunicato emesso dal Comune, “il cantiere interesserà, almeno nel primo mese, solo la porzione di Piazza di fronte al Palazzo della Signoria, dovendosi eseguire i saggi archeologici previsti per legge; pertanto, durante questo periodo, saranno soppressi solo i 13 posti auto dislocati di fronte al medesimo Palazzo e saranno invece utilizzabili i restanti 22 presenti nella Piazza”. Il comunicato, come si può giudicare, parla di saggi archeologici perché l’area interessata dai lavori, a quanto si sa, è ricca di storia ed è quindi possibile che possa  nascondere qualche piccolo tesoro. Due, come minimo, le cose nascoste sotto Piazza Colocci: l’anfiteatro romano, i cui resti sono ben visibili in via Ripanti e, particolare noto solo a pochi, la tomba di una coppia (uomo – donna) situata in prossimità dello spigolo sud di Palazzo della Signoria. Se il primo reperto storico, risalente al 2°o 3° secolo dopo Cristo, sarà di difficile recupero si spera che dalla tomba, ricoperta solo qualche anno fa con una lastra in calcestruzzo, vengano recuperati  i due corpi per poi trasferirli in un sito più degno.

(s. b.)

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