Rubriche

COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

PENSIERI SPARSI DI FINE ANNO

Panettone o pandoro? Questo è il problema. Se sia più nobile nella mente soffrire nausee e coliche d’oltraggiose abbuffate o prender armi e bagagli e, opponendosi ai parenti, porre fine alle feste? Morire, dormire…e in quell’oblio, digerire. Amle’, ma che ne sai te de che significa fa’ colaziò coi canditi e l’uvetta fino a marzo, perché tu’ moje continua a compra’ i Melegatti a 3 euro e 99?

Sono ufficialmente partiti i teatrini zodiacali 2018. Con solennità da astrofisici impiegati alla Nasa, gli astrologi asseriscono che se sei nato con Saturno contro e hai Marte trigono in Sagittario, grazie al transito di Mercurio in Venere e la quinta casa in Plutone, nella seconda metà dell’anno potrai avere maggiore consapevolezza della tua interiorità. Ma che vor di’?? Roba che se ce stanno a sentì l’alieni, s’ammazzano dalle risate. Oltre tutto per me ‘ste previsioni portano pure sfiga. Paolo Fox, per una volta nella vita: fatte i cazzi tua.

Non è Natale se Italia Uno non proietta “Una poltrona per due”. Una pellicola del 1983 che avremo visto 87 milioni di volte. E n’è manco ‘sto gran film. Ma possibile che ‘n c’avete niente de mejo? Mandate in onda qualcos’altro, Dio Santo, qualunque cosa…le repliche de Candy Candy, Un giorno in pretura col poro Pacciani, le diapositive de Berlusca diciottenne che faceva pianobar sulle navi da crociera. Ma Eddy Murphy e Dan Aykroyd baaasta!

Passi Jingle Bells, passi Tu scendi dalle stelle, passino Michael Bublè, Mariah Carey e il concertone al Vaticano, ma Last Christmas non je se fa più. È ovunque, a ripetizione, da anni e anni nei secoli dei secoli (amen) fino alla settima generazione, per strada, nei supermercati, a lavoro, in radio, nei parcheggi, al cesso negli autogrill. Pure George Michael nella tomba s’è frantumato le palle. Questa è tortura psicologica. Dovreste essere perseguiti penalmente.

Capodanno: che famo? Ndo ‘ndamo? Quanto spendemo? Che bevemo? Che magnamo? Quanno prenotamo? In quanti semo? Come ce chiamamo? Da ndo venimo? Ndo parcheggiamo? C’è vita oltre la morte? Siamo soli nell’Universo? Dio esiste? Ma soprattutto: donna che ride, figa je canta? Mah.

Buoni propositi per l’anno nuovo: non pervenuti.

I mejo musicisti, anche nel 2017, ce l’emo giocati praticamente tutti. Eppure Mick Jagger e i Rolling Stones resistono, meravigliosamente uguali a se stessi dal 1962. Liberi. Depravati. Alcolizzati. La prova vivente che sesso, droga e rock and roll fanno veramente bene. Raga’, noi non c’emo capito un cazzo nella vita.

Carosello: “Sono una modella e mi piace indossare abiti da sogno, sfilo con i grandi stilisti, lavoro con i migliori fotografi”. Grazie, Irina Shayk, di averci ricordato che sei una figa spaziale e guadagni un pacco de soldi e lavori (se fa per di’) al top del top alla faccia de noi comuni mortali. Come non bastasse, la sera, quando torni a casa, te bombi Bradley Cooper. Ma vaffanculo te e Intimissimi.

Un uomo buca la gomma della macchina nei pressi di un manicomio. Mentre sta mettendo la ruota di scorta, i quattro bulloni che gli servono a tenerla su gli vanno a finire in un tombino. È lì che impreca cercando di capire che fare, quando un tizio con la camicia di forza dalla finestra dell’ospedale psichiatrico gli dice serafico: “Guardi c’è poco da sbraitare, la soluzione è molto semplice. Io fossi in lei sfilerei un bullone alle tre gomme rimaste e con tre bulloni per ruota mi recherei dal primo meccanico che trovo sulla strada”. “Ma grazieee – ribatte l’uomo con riconoscenza, stupito da tanto acume –. Ma come diavolo ha fatto??”. “Oh ma io so’ matto, mica so’ stronzo”.

E con questa, vi saluto. Cotti e mangiati che non siete altro, la rubrica torna dopo la befana. Lo so, ve l’ho sparata a secco e fa male. Ma, aho, la guèra è guèra. Pace e bene agli uomini (alti) di buona volontà. Felice sarnamilagiotto a tutti, comefosseantani a voi e famiglia e a chi non clicca ‘mi piace’ je cascasse la passera (sua o acquisita per usufrutto). Sfumare in sottofondo “Er barcarolo va controcorente, e quanno canta l’eco s’arisente…”. To be continued. NERO.

(Gioia Morici)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

AGGIORNAMENTI NATALIZI

I grandi blocchi di cemento posti ad inizio Corso, di cui parlavo o neglio sparlavo, nella scorsa settimana, grazie alla buona volontà del Bar “Giù a l’angoletto”, sono stai pitturati, ed oggi sembrano degli enormi pacchi di Natale.

Ben fatto. Certo, restano ancora molti dubbi sulla loro reale utilità, ma almeno l’occhio ha avuto la sua parte.

Sono spuntate anche quattro panchine in Piazza della Repubblica. Non saranno di primo pelo, ma comunque utili per un riposino dopo lo shopping.

Dovrebbero però tornare in magazzino insieme all’albero e alle luminarie, quando l’Epifania dichiarerà la fine delle feste.  Nella Piazza dello Stupor Mundi, l’acqua è tornata a zampillare felice dalle bocche delle leonesse. In questo caso, speriamo almeno fino a Pasqua.

 

REGALI

Per una volta sono entrato dentro un centro commerciale, con tanti buoni propositi.

Volevo regalare un panettone al mio collega Eupremio. Con un bel gingle di sottofondo, mi stavo imbattendo nella difficile scelta tra le tante proposte offerte, da quello con i canditi del 1991, a quello con l’aggiunta di Prunella Ballor, tanto amato dal Ragionier Fantozzi. Quando mi è balenata in testa la solita domanda: Considerati i costi di lavoro e produzione, l’impacchetamento, il trasporto, il margine da lasciare per le spese all’ipermercato, come può costare due Euro il panettone ? Per non parlare del vino che ho pensato di donare al mio amicone Valdemaro. Confezione da tre bottiglie di vino, bianco, rosso e verdone, di origine prettamente non controllata, a poco più di tre Euro. Come sempre sono uscito a mani vuote. Ai miei amici, regalerò prodotti artigianali, possibilmente del nostro territorio. Spenderò qualche soldo in più, è vero, ma sarò fiero cone sempre, di difendere l’arte, la sapienza e la dignità di chi lavora.

 

SICUREZZA STRADALE

Gli incidenti stradali nella nostra città, non lasciano tregua alla cronaca, nemmeno in questo ultimo scorcio dell’anno.

Praticamente non passa giorno senza uno schianto nel maledetto incrocio di Via Ugo La Malfa. Al semaforo tra Puccini, Verdi e Gramsci, “ i botti” continuano in crescendo, e i flash di quelle corone di fiori ai bordi della strada, drammaticamente visti troppo volte, appaiono ai nostri occhi. Molto spesso gli automobilisti se ne fottono di regole e divieti, mentre sono impegnati a cercare il “giro veloce” prima del pit stop, ma investimenti, tamponamenti e feriti, non possono essere derubricati come una routine quotidiana. Insieme a QdM notizie, continuiamo la nostra battaglia affinchè il tema della sicurezza stradale venga inserito al primo posto nell’agenda dell’Amministrazione e di tutte le forze politiche. Le ristrettezze di bilancio, non possono valere la vita delle persone.

Cari lettori, prendiamoci un impegno per il 2018, tutti insieme: Noi non molliamo, voi ci date una mano. Ci state ?

 

IL PRESEPE

Il presepe a casa Pigliapoco è stato allestito.

Una passione che coltivo fin da bambino, quando passavo interi pomeriggi a dar vita al villaggio intorno alla capanna. Nel mio presepre Gesù ha sempre accolto tutti, bianchi e neri, ebrei e cristiani, eroi del wrestling e gnomi, Angeli e puffi. Il legnaio lavora senza l’assillo della partita iva, la massaia stira felice, il maniscalco non viene assunto tramite il job act, mentre gli animaletti razzolano senza recinzioni.

Niente statuine troppo costose, assolutamente fuori dal contesto, ma lasciar libera la fantasia.  In fondo, non è altro che una colorata idea di mondo e di integrazione. Ai genitori consiglio di far nascere la passione del presepe ai propri figli. Al netto di qualche polemica utile a raccattare un pugno di voti in più, si riparmieranno tante spiegazioni su ciò che ci circonda.

 

 

Marco Pigliapoco

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, NUMERI E COMMENTI DELLA GIORNATA DI CAMPIONATO

Tutto facile  per la Sampaolese che sul proprio campo rifila in secco 3 a 0 all’Aurora Jesi  che consolida il primato in classifica appaiata al Cupra, mentre perde terreno il Castelbellino che cade di misura 1 a 0 sul campo di Castelfidardo.  Paga cara la sconfitta subita per 2 a 0 sul campo di Usap, l’Osimo 2011 che perde così la posizione di leader. La Falconarese conferma il buon momento ed vince per 1 a 2 sul campo di Victoria Strada come il San Marcello che si impone per 2 a 0 sulla Labor. La matricola Pianello Vallesina non riesce a fare punti e cade anche se di musura sul campo di Palombina per 2 a 1. Unico pareggio della giornata quello tra .Argignano e Cameratese che finisce con 1 a 1.

Dodicesima giornata senz’altro positiva per il Cupramontana. Torna dal derby di Apiro con una importante vittoria che permette al team rossoblù di riattestarsi al comando della classifica generale anche se in coabitazione con la Sampaolese. È la prima volta che i cuprensi riescono ad espugnare il campo di Apiro e lo fanno grazie ad una condotta di gara intelligente, volitiva , giocando un buon calcio prendendo in mano la regia del gioco. Anche se ad inizio gara debbono fare i conti con qualche problemino di assestamento. Infatti passano poco più di 10 minuti che che vanno sotto subito di un goal preso inspiegabilmente per un grave errore difensivo. Ciò cambia le carte in tavola e mister Marincioni deve far riorganizzare le file e dettare una nuova strategia. Anche se fanalino di coda Apiro, galvanizzato dalla rete iniziale, oppone una buona resistenza. Infatti si va al riposo sotto di un goal. Nella ripresa però c’è subito il pareggio su autogoal di Federici. Il Cupra prende in mano la partita e cerca la vittoria. Il goal arriva al 75′ con un reattivo Rossini che raccoglie una respinta corta del portiere e mette nel sacco.

La classifica generale alla giornata n.12

Cupramontana e Sampaolese punti 25; Osimo 2011 punti 23; Castelbellino e Castelfidardo punti 22; Falconarese punti 20; San Marcello punti 18; Labor punti 17; Victoria Strada e Palombina punti 16; Usap punti 14; Cameratese punti 13; Aurora Jesi e Argignano punti 10; Pianello Vallesina punti 9; Apiro  punti 4.

(Fabio Venanzoni)

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

NOVE ROSARI E MEZZO

Nel 1986 Mickey Rourke te suonava a sorpresa el campanello de casa co’ la margheritina nte le ma’, po’, come aprivi la porta, te facea visita’ tutto il giardino pensile con il quale te intrecciava le Tube de Falloppio a doppio nodo scorsoio. Già, erano tempi ruggenti quelli di Nove settimane e mezzo…io ero entrata da poco nell’adolescenza, non sapevo manco se ero un maschio o una femmina, perché non avevo la minima idea di che diavolo significasse essere maschi o femmine, e loro, Kim Basinger e Mickey Rourke, me lo hanno spiegato a chiare lettere. Ricordo che, come un’apparizione mariana “al contrario”, con quella pellicola mi si schiuse un mondo attraversato da sguardi voluttuosi, tacchi a spillo e spogliarelli dietro le tendine. Un mondo in cui loro due, di una figaggine suprema, passavano le giornate a sciogliersi i ghiaccioli nella conchetta dell’ombelico e a infrattarsi in tutti i luoghi e in tutti i laghi…ma capite?? Era una roba che scardinava completamente i paesaggi cinematografici abitati fino a quel momento, dove al massimo avevo avuto a che fare con Giac e Gas Gas, i topini di Cenerentola. Cioè: io – grazie a Kim e Mickey – passavo dalle caprette di Heidi che mi facevano “ciao” alle giarrettiere lanciate a fionda sulla faccia, vi rendete conto della “sterzata” o no?? Nove settimane e mezzo non è stato solo un film, è stato una “porta” verso il mirabolante luna park del desiderio…e a “strappare il biglietto” erano ‘sti due esseri di una bellezza incommensurabile, irraggiungibile, talmente seducenti da sembrare quasi divinità mitologiche. E Rourke….oh Santa Maria di Leuca…cos’è stato Rourke?? È stato il protagonista segreto delle fantasie più indicibili, l’uomo che tutte noi (senza ammetterlo ad alta voce) avremmo voluto incontrare, è stato il bandito che ha spodestato definitivamente quella rottura di palle del principe azzurro…perché, altro che tutine celesti e bacetti a stampo, questo te cavava il reggipetto co’ n’alzata de sopracciglio!…mi sono spiegata?? Quindi, arrivando a bomba, perché scrivo tutto ciò? Perché l’altro giorno sfoglio il giornale e cosa vedono i miei occhi? La foto di Mickey Rourke inginocchiato di spalle in una chiesa a Roma intento a pregare. Che, per carità, se prega, me fa anche piacere…però, voi capite, l’immaginario erotico me se incrina anzichenò…poi, come non bastasse, arriva una seconda foto in cui lui è in piedi e je se vede la faccia e…porca zozza…pare un incrocio tra ‘na stufa elettrica e ‘na pantegana de mare! Gente mia, lo sapevo che aveva dato giù…però, cazzarola, ade’ sta a esagera’…roba che a guardallo te se blocca il ciclo mestruale! Ma se può? No, dico, può uno che te faceva zilla’ le ovaie come le ruote dei criceti trasformasse in uno che le ovaie te le fa entra’ in menopausa? C’è caso che, tipo Medusa, se lo guardi troppo a lungo, te se pietrifica la passera e amen, non la usi più manco per portalla a spasso! Daaai, ma è una cosa tristissima…questa è la rovinosa resa di un sogno erotico che non si è semplicemente dissolto, s’è proprio sfranto, sfracellato, spampanato. Qui siamo di fronte a una sconfitta, una disfatta, un lutto planetario. Per questo, donne all’ascolto che volete unirvi al cordoglio, io vi comunico che stasera alle 18 sarà solennemente celebrata a casa mia una Messa di suffragio per dare l’ultimo saluto a Nove Settimane e mezzo, il film che “è stato” e che “non sarà” MAI PIÙ. Mentre in  filodiffusione suoneranno le note di You can leave your hat on, assieme all’incenso bruceremo 10 chili de miele d’acacia, 14 frustini, 22 manette e ‘na cinquantina de perizomi de pizzo. Ciao Michele, ti ricorderemo sempre mentre, con le pupille dilatate dal selvatico, punti inesorabile la tua preda baffina…sono sempre i migliori che se ne vanno…la stoffa del matarazzo ti sia lieve…insegna agli angeli come ce se cava le mutande. Signore pietà. Cristo pietà. Una prece.

(Gioia Morici)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

LA GEOMETRIA

Le ruote panoramiche per fortuna le abbiamo lasciate ad altri, ma è bastato un semplice cartellone di eventi Natalizi, per far scattare le severe norme anti terrorismo. Ecco quindi, che all’imbocco di Corso Matteotti, nella parte cosidetta “nuova”, anche se in realtà è piuttosto sgarrupato e in attesa di un sospirato restyling, sono spuntati quattro enormi cubi di cemento. Niente palline colorate a corredo, ma solo una bizzarra segnaletica. Dal Comune, si sussurra avessero proposto di utilizzare i “panettoni” di Garofoliana memoria, oggi sparsi in Città senza un motivo apparente, ma il Questore è ststo irremovibile. Ora, quando arriverà la Befana a portar via le feste, e i maledetti portatori di terrore se la spasseranno in settimana bianca, dove saranno collocati questi “simpatici” elementi geometrici di color grigio topastro ? Si accettano suggerimenti.

BAFFINO

Davvero bella la mostra allestita a Palazzo Santoni, dove tanto artisti hanno dato sfogo alla loro creatività per celebrare al meglio la figura di Antonio Gramsci. L’istituto omonimo, che ha curato l’iniziativa, ha ben pensato di invitare all’inaugurazione un ospite illustre: Massimo D’Alema. Lo ammetto, non trovo il nesso tra i due personaggi, ma confido di trovare un giorno la risposta. All’arrivo dell’ex Presidente del Consiglio, un signore gli ha donato una piccola bandierina rossa, con tanto di falce e martello (episodio realmente accaduto). Baffino, che ricordo dal 1991 essere affetto da grave perdita di memoria, non è rimasto “indifferente”. Infatti, sta passando notti insonni alla ricerca del significato di quei due strumenti da lavoro incrociati tra loro.

 

JESINO DELL’ ANNO

In questo periodo, si è soliti partecipare al giochino per eleggere la personalita che più si è contraddistinta nell’anno che sta per volgere al termine. Per fortuna a Jesi e Vallesina abbiamo ampia scelta, in tanti campi, dallo sport alla cultura, fino all’industria. Ma se avete dei dubbi, mi permetto di suggerirvi il nome di Marco Pigliapoco. Un ex giovane, abituato a raccontare le storie “di tutti i giorni”. Scrive su “Qdmnotizie” la rubrica più seguita del mondo. Telecronista, radiocronista, ma non tronista. La sua crapa pelata gli impone di coprirsi dal freddo con un cappello, ma non lo toglie mai davanti a nessuno. Anche nel 2017 è riuscito a commettere i soliti sbagli. Ha preso botte, ma si è sempre rialzato a testa alta. Sbotta, si arrabbia, porta il muso, ma sa ancora cogliere il senso di una carezza. Ha certezze che si sgretolano ma un tatuaggio in più. L’autoreferenzialità…..la odiava. Vota Marco !!!

BANCHETTI

Il prossimo passaggio di Babbone Natale con le sue renne, non fa perdere ai soggetti politici la loro indole moderna di riuscire ad irritare la platea. Così, anche a Jesi, mentre tante famigliole allegre erano intente a comperare il regalo per Zia Clotilde, abbiamo assistito ad una commedia poco brillante, a colpi di volantini e “mocho Vileda”. Lungi da me sparare la predica, ma davvero non si riesce a trovare un momento in cui innescare il pulsante con la scritta “pausa”? A pochi chilometri da noi, tante, troppe persone, passeranno le feste in un container, con la stufetta accesa e un futuro da ricostruire. Forse, e ribsdisco forse, un pensiero e un gesto concreto per loro, ci risparmierebbe la lettura di comunicato inzuppati di rancore e falso sdegno.

rubrica a cura di Marco Pigliapoco

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

INDOVE GIMO A FINIRE?

 

Lustrissimo Direttore di Tiggì Comme,

ci ascrivo questa letterina riserbata perzonale colla preghiera di non pubbligalla perché ci sono delle confidenze alquanto scabbrose. Da un po’ di tempo sono stato ammalado, ovverosia sono andato dal dottore specialista per mezzo della Cassa Muta Maladie, che mi hanno riscontrato una specie di crostada nella bisciga dello rina col passaggio istruido ovverosia otturado, mi ascusi il vogabolo porcografigo, pela quale il medigo mi ha consigliado di andare a Fiuggi a bere l’acqua minerale sorciva in quel posto, che fanno bene pei disturbi analoghi maschili e femminili. Io ci sono andato co qualche sparagno mesto da parte e ci ho trovado giovamento nte la bisciga ma niente affatto inte la fregada che vado a spiegacci. Mentre che stavo affare la cura, mi è insorto il dubbio che mia moglie, la quale non ci era volzuta venire pervia (ha ditto lia) delle sue cose ginocchiologiche, mentre che stava accasa mi stava mettendo, ascusi sci me permetto, i corni co il maestro di zonca…zomba…zumma…inzomma, la ginnastiga che fa lì la palestra, che mi pare che ultimamente ci va un po’ troppe olte a zompare…ma che madonna ti zompi, eh? Ma non poi stare bona un attimo? In più ho sapudo che il medesimo maestro di zompi saria un gioinotto de Rio de Giannero di trentanni a mala pena. Ma io digo, signor Direttore, ci devi venire dall’altra parte del monno a fare i zompi nte le palestre co le mogli dell’altri? Non poi stare lì casa tua? Ecco, lei mi dirà di sci, che non ci si devono mannare nte le palestre dell’altri e, mi ascusi se ci ascrivo altercato, ma a forza di pensacci mi fanno venire le frescole. Allora lei mi dirà di rivare al dunque del discorzo e cià perfettamente ragiò per la quale ci rivo subbido. L’altra madina, propio quanno che ci avevo quessi dubbi di amore e gelosia, lei ci ha pubbligato un artigolo indocche aspiega come non farzi scoprire quanno che si piantano i corni, co tutte le regoline da seguire passo passo pe continuare a fasse i caolacci sua, tipo sgambiare i nomi nte la rubriga del telefono, ricordassi bene le fregnacce che si raccontano e, sci si viene scoperti, dirci sempre “non so stado io, lassami perde” eccedera eccedera.

Ecco, lustrissimo, io farò pure gli orori di grammadiga pevvia de la mia gnoranza grafiga culturale, dado che ho fatto le scole serali e, pure sci me sarebbe piaciudo de prende una laura, mi so dovudo contentare della struzione che ciò. Ma lei, anche si ha fatto le scole alte e magari si è preso tre laure e pure un maste, ascusi si ie lo digo, è un grandissimo gnorante di morale. Ma come si permette di scrive che a falle di tutti i colori va bene, l’importante è di non farsi scoprire imbecillamente? E si le mogli che vanno a zumma leggono? Penzano che si pole fare le porcarie mentre i maridi stanno a Fiuggi a giustassi la robba otturada? Ma avanti di questo passo indove gimo a finire, eh? Si rende conto che invece di dire che abbisogna volessi be’ drento le case e rispettà le perzone che si hanno detto scine sull’altare, che si sono fatti i figli inzieme, che tribbolano e fanno i sacrifigi pe la famiglia, lei ci dà pure il conzenzo a troarsi l’amante aumma aumma?? E, come sci non bastasse, ci suggerisce pure income fare pe non farzi beccare e gire avanti alluscì in questa maniera a dir pogo puzzonesca?

Ma io mi domando e digo: ma lei ci sta co la zocca o il cervello gli si è spostado fori il terazzo coi geragni e ci è passado il gatto co il quale se lo è magnado? Ho capido che le sporcizie sessuali adesso vanno di moda e se non ci è quelle la gioentù no li leggie i giornali, però, inzomma, mi pare il causo di falla finida co sto schifo, che io, al posto sua, mi vergogneria come un ladro, altro che fa i capiscioni mancipadi.

In attesa di una schiarida in merito a quanto sopra, siccome che ciavrò pure la bisciga struida ma sono una perzona dugada, ci faccio sapere che quessa è l’ultima olta che leggio il suo giornaletto on lain, che pare fatto co dottoranza e nteligenza, ma invece sotta sotta ascappa fori un brango de puzzonade cole quali la saludo senza ritorno.

Ècchese suo fezzionado,

Matteucci Settimio da Staffolo.

(Gioia Morici)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

CENTRO AZZERUOLO

L’Arco Clementino che con lo scender della sera si colora di blu, non è solo uno spettacolo per i nostri occhi, ma ci ricorda che a Jesi verrà aperto ufficialmente il centro Azzeruolo, prima ed unica struttura Regionale destinata a soggetti autistici.

Un traguardo raggiunto con caparbietà da tutta l’Amministrazione comunale, che dopo un lungo e fastidioso iter burocratico, è riuscita a convincere il Presidente Ceriscioli a dare l’ok definitivo.

Adesso, tutti noi abbiamo uno straordinario compito da portare a termine: fare in modo che gli ospiti del centro e loro famiglie non restino “invisibili” in via Roncaglia, ma diventino parte attiva e integrante della nostra comunità.

Solo in questo modo anche il nostro cielo, diventerebbe sempre più blu.

 

COMITATI

Il Parco del Vallato è tornato al centro delle cronache locali.

Le baby gang l’hanno eletto come proprio domicilio, e gli abitanti sono sull’orlo di una sacrosanta crisi di nervi.

Una Consigliera Comunale ha annunciato la nascita di un nuovo comitato, che va ad aggiungersi a quello già esistente. Anche i cagnolini abituati alla corsetta giornaliera sono finiti nel mirino, e starebbero pensando di costituire il movimento “ bau bau del Vallato”.

I vandali non risparmiano niente, e si divertono a rompere i giochi dei bambini; ecco quindi che potrebbe organizzarsi il gruppo “genitori incazzati”.

Si sussurra che anche gli amanti del passeggio, stanchi di camminare tra sporcizia e bottiglie rotte, hanno in mente di creare un associazione. Ma un Parco pubblico, è di tutti coloro che lo amano e lo vivono, senza padri, padroni o proprietari.  L’interesse comune deve prevalere su individualismi e speculazioni politiche. Solo usando la parola INSIEME, si riuscirà a difendere uno dei nostri gioielli, dall’invasione dei barbari.

 

LO SPAZZACAMINO

Se si pronuncia la parola spazzacamino, immediatamente nella nostra mente riecheggia una delle colonne meravigliose colonne sonore del film Mary Poppins. “Tu penserai che lo spazzacamin si trovi del mondo al più basso gradin..”.

Ed in effetti l’immaginario collettivo lo vede sporco con la sua immancabile scopetta, costretto a lavorare sui tetti e a respirare polvere, ma la realtà è ben diversa.

Capita che a Settembre vado in giro con le maniche corte, a Ottobre sono impegnato a scrivere rubriche, e solo quando il freddo coglie di sorpresa, mi accorgo che al caminetto serve una bella pulizia. Mi barcameno tra agende e rubriche, con imprecazioni annesse, per trovare il numero, mi affretto a chiamare, ma gentilmente mi fa capire che sono uno sbadato, e dovrò aspettare almeno quindici giorni per il suo provvidenziale intervento.

Arrivato il giorno giusto, si presenta un signore ben curato e pulito, senza scopa o scale di vario genere, bensì con aspiratori di ultima generazione.

Qualche giro di nastro isolante ben assestato, e in mezz’ora il lavoro è compiuto. Niente polvere, tutto in ordine come prima, e caminetto come nuovo. Non mi resta che pagare soddisfatto. I mestieri da riscoprire.

 

 

ALLA RICERCA DI PAROLE

Sono complessivamente ottomila le persone cha vivono sotto la soglia di povertà.

Donne e uomini trai i 19 e i 59 anni. Non è una serie tv o un romanzo ottocentesco, ma è la realtà di Jesi e della sua Valle.

Del benessere diffuso prodotto da industria e campagna, restano soltanto i fasti, e oggi siamo nostro malgrado costretti a fare i conti con questo “terribile intricato mondo”.

Dati che pesano come pietre, e risuonano come ceffoni per chi non vuol vedere e capire.

Numeri dietro ai quali si celano nomi, dignità e storie drammaticamente vere. Mi sento coinvolto e impotente. Cerco disperatamente risposte, che non riesco a trovare, e l’ultimo pezzo di questa rubrica, che doveva essere ironico e gioioso, lo rimando alla prossima settimana.

 

 

(Marco Pigliapoco)

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

AI CONFINI DELLA FLANELLA

 

Lo confesso: il momento più bello della giornata per me arriva la sera ed è racchiuso in un gesto ben preciso. Dura lo spazio di un sospiro, eppure è una vera epifania, una catarsi, una purificazione, una metamorfosi nella luce del Bene. È quando, prima di dormire, mi infilo il pigiama e, con moto liberatorio, rivoluzionario e definitivo, piglio il lembo del pantalone e lo tiro verso le ascelle. Quanti secondi saranno? Due? Tre? Afferro la stoffa, stringo, stendo e… (….) ….scialo. Non credo di dover specificare che la maglia del pigiama la incastro rigorosamente sotto al pantalone. Stile Fantozzi, insomma. Beh, si sa, la vita è tutta una questione di incastri: luce e ombra, amore e odio, coca e rhum. Quindi, pure in questo caso, c’è lo yin e lo yang: la maglia e il pantalone. E naturalmente il sopra va sotto al sotto. Solo così le due metà complementari si ricongiungono in un’unità perfetta. Certo, è un’unità dove l’erotismo diventa un concetto molto ma molto sfumato. Del resto ci sono delle priorità nell’ordine delle cose e il pigiama viene assolutamente, indiscutibilmente, categoricamente prima della patata. Perché stirarsi la flanella sopra l’ombelico non è solo scaldarsi la panza. È calare un sipario che, pur andando all’insù, cancella le magagne della giornata, è ritornare col pannolone nel fasciatoio e dimenticare tutto quello che è venuto dopo, è prendere possesso del territorio opaco della notte dove non esiste più “porca” né “madosca”. Mentre slungo il pantalone sull’addome, scavalco la riga immaginaria del cosmo che combacia con l’orizzonte dell’elastico, un’energia nuova s’impossessa di me e mi sento magicamente (nonché incredibilmente) in-vin-ci-bi-le. Provate e capirete: il pantalone del pigiama fino allo sterno è segno di dominio dell’universo. Girare per casa con il potere del pile sui lardelli ti fa acquistare proprio un’altra postura, tutt’altro atteggiamento di superiorità, supponenza, padronanza. Col pantalone del pigiama sopra la maglia sono una Highlander carica di reminiscenza suprema, sono la principessa dell’oscurità, nostra signora della ninna e della nanna (e ve pare poco??). Per non parlare di quando mi infilo sotto alle coperte…aaah, lì raggiungo proprio il nirvana, l’apoteosi del benessere, la felicità allo stato puro: con quel popò di piumone che ci avviluppa entrambi – me e il pigiama – in un unico bozzolone piumato, dimentico tutte le brutture della vita: la paura, la fame, l’egoismo, la cattiveria, le canzoni di Claudio Baglioni. Credetemi, la pace nel mondo è sotto al piumone. Se poi fuori piove, la pace si fa poesia. Tintiritittitì. L’acqua scende, acciuffo la trapunta e mi copro fino al naso. Tic tic toc tic toc taac. Distendo le gambe sotto quel mare morbido di coperte. Tic tac tic tac tin tin. Il pigiama, il pantalone del pigiama, la ciccia calda sparsa. Tic tac tin tintin. La palpebra cala, i suoni leggeri, inizio a volare. Tic tic tiritic…tiiiiiin…PLUF. “Oh, va’… Brad! È ‘n pezzo che non te se vede da ‘ste parti…”. “Eh, que vòi fa’, c’ho da fare e non pare”. “Cioè?”. “Mbe’, sai, ammò con tutto ‘sto casì de le molestie, tocca a stacci veramente attenti ancora a fiadàre…”. “Ce credo…”. “Beh, sai, da un verso ci sta come il cacio sui maccarù, basta che il cacio non sia fatto co le porcarie, perché le porcarie adesso vanno molto di moda, ma quando gli hai levàdo el grosso che cosa ci arimane?”. “Ma come cazzìga parli??”. “Beh, cocca mia, mi sono arpulìto dal dialetto in questo tempo che non ci siamo visti, mi tocca di parlare fino adesso, che ti credi? Che stero ancora alla Grancetta a sgrasciare, con rispetto parlanno, el berone al porco?”. “Sci ma bisogna che te spieghi mejo che non se capisce nie’…”. “Voléo dire che non mi sembra proprio il causo di darci seguito alle malelingue che parleno sui giornali dei quali ci interessano solo la pubblicità e anche si se mòstreno tutti dottori in realtà al massimo hanno fatto la scòla serale fino alla terza lementare”. “Lassa sta’ la scòla, che pure te non me pari messo tanto be’…Insomma, que me dici de ‘sto cinema?”. “Pe’ non falla tanto lunga ci digo che, ai tempi de mi nonno, il cinema era mudo col vantaggio che li artisti, si non sapéa recidàre, il pubbligo non se ne accorgevano e riguardo a la morale ci si abbadàva di più e non c’era bisogno di mette su i manifesti vietato ai minori di seddici anni, che, sci je diamo retta, ai nostro figli maschi e femmine di seddici anni al cinema non ce li dovemo mannare mai…E se non ci si devono mannare, indove li mannamo? La morale indove la mettemo? E la dugazione quanno gliela damo? Quando sono maggiori di età che dopo no li tienghi più??”. In quanto regina del buio, gli presi il viso tra le mani e gli tappai la bocca con un bacio a pomicioni. La pioggia ebbe un fremito, il piumone tremò e nessuno seppe più del pigiama quale fosse il sotto, il sopra, il dietro e lo sguincio.

(Gioia Morici)

gioia.morici@qdmnotizie.it

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

“LODO FAVA”

“Avere l’università a Jesi o non averla non è la stessa cosa; avere la stagione lirica a Jesi o non averla non è la stessa cosa; avere un’istituzione bancaria che rappresenti la nostra regione o non averla non è la stessa cosa”.

La nostra città, e più in generale la nostra Regione stanno perdendo tanto, troppo.” Così si è espresso l’ex Sindaco di Jesi, Gabriele Fava. Nel 2018, una parte dei parlamentari verrà scelta attraverso l’elezione in piccoli collegi uninominali. Avviso per i dirigenti di partito, di ogni ordine e grado: non saranno tollerati, almeno dal sottoscritto, candidati catapultati da “Roma”, che conoscono la situazione del nostro territorio per aver letto qualche riga su Wikipedia. Si parta fin da subito, dal “lodo Fava”, ampliandolo alla crisi che ha colpito le nostre imprese, e alle drammatiche forme di precarietà che colpiscono i giovani. Si accettano donne e uomini che avranno la capacità di prendere impegni concreti, e dare speranza alle “nostre” comunità.

Non sono graditi comizi sgugliati, accenti “stranieri”, e professionisti del nulla. Per quest’ultimi ho già pronto un bigletto ferroviario di terza classe, per il ritorno a casa, con pedate incorporate. Qualcuno mi accompagnerà in stazione ?

 

W L’OLIO D’OLIVA

La raccolta delle olive è finalmente giunta al termine, e ora via con l’imbottigliamento e la vendita libera di questo splendido frutto della terra.

Nel grande centro commerciale troverete delle offerte “imperdibili”. Per pochi spiccioli potrete acquistare un clamoroso olio di provenienza sconosciuta, lavorato con le migliori innovazioni chimiche e industriali.

Nelle monete spese, sono anche comprese le splendide pubblicità che passano in tv, dove allegre famiglie pranzano con fette di pane giganti, intrise di un liquido color verdolino.

Se invece sceglierete il contadino, o la piccola azienda locale, gusterete un prodotto autoctono a chilometro zero, premierete passione e tradizione, darete un colcio allo sfruttamento sul lavoro, e l’intestino vi ringrazierà. A voi la scelta.

 

REGALI

Il “Black Friday”, oltre a confermarci che gli Americani sono i migliori venditori del mondo, ci ricorda che è giunta l’ora di pensare ai regali per il Natale che bussa alle nostre porte.

Al fine di evitare inutili sprechi di denaro e spiacevoli imbarazzi, mi permetto di dare alcuni suggerimenti ad amici, colleghi e conoscenti che vorranno allietarmi con un piccolo dono. Nutro un odio viscerale nei confronti di tutti i tipi di guanti; preferisco l’iportermia alle mani. Mi piace scrivere, ma le penne griffate dall’autocarrozzeria, o quelle prese “in prestito” dagli Hotel, restano le migliori in circolazione. Il raccoglibriciole elettrico finirebbe ben nascosto in garage, e sappiate che l’ultimo libro di Bruno Vespa sarà utilizzato per far spianare il tavolino da campeggio. Sono palloso, ne sono consapevole, ma poi al momento della sorpresa non riesco a fingere. Mi piacciono piccoli oggetti originali. Vi segnalo che sto cercando disperatamente il nano da giardino “tavecchiolo”, e una sveglia con la voce di Belen che mi dia il buongiorno dicendo: “Marco, ti sto aspettando”.

Ma se volete andare sul sicuro, un abbraccio forte, un sorriso, e il cuore si riempirà di gioia.

 

I MIEI MONDIALI

Mi chiamo Marco come Van Basten. Sono figlio di Riccardo “freccia” Pigliapoco, che da ragazzo sciorniva talento dalle parti del Duomo, ma è rimasto un’eterna promessa.

Jeans o pantaloni corti, un pallone di cuoio o il “supertele”, scarpe da ginnastica o espadrilles, sole o vento. Il brecciolino che sbucciava gomiti e ginocchia, e il mercurio cromo come fedele alleato per rimarginare le ferite. Le rose della vicina di casa puntalmente decapitate, con imprecazione annesse.

Il “bum” della palla che batteva sui muri a far da colonna sonora nei pomeriggi Jesini. Il piede sinistro con cui non ho mai imparato a calciare. Le porte improvvisate con gli zaini. Le entrate “killer”sull’amico fenomeno. I raffreddori a concedermi qualche giorno di forzato riposo. E poi i sogni: nella mia testa ho vinto 23 palloni d’oro, e sono stato capocannoniere per 12 volte in fila.

Mi sono sentito Maradona e Matthaus, ma anche Baresi o lo Zio Bergomi. Io ai mondiali partecipavo sempre, ed ero felice.

 

SAN MARTINO

Sarà che la Maestra Marcella me la fece imparare a memoria, o forse perché è stata persino cantata da Fiorello, ma con le temperature che si abbassano, questa poesia ci vuole proprio, anche se il mosto è già diventato vino. Perché la pubblico ? Mi piace, e spero possiate riscoprirla anche voi.

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tin
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi[
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

GIOSUE’ CARDUCCI

 

(Marco Pigliapoco)

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, NUMERI E COMMENTI DELLA GIORNATA DI CAMPIONATO

La Sampaolese non va oltre un incolore 0 a 0 sul campo della Labor per cui lascia la leadership del girone D a Cupramontana ed Osimo 2011 che nel contesto rifila tra le mura amiche un bel 3 a 0 al San Marcello.  Continua la sua serie positiva il Castelbellino che con il classico 2 a 0 ha la meglio sul fanalino di coda Apiro e raggiunge la Sampaolese al secondo posto. Seconda vittoria stagionale per la matricola Pianello Vallesina che con un roboante 5 a 1 stende l’Argignano e vien fuori dalla bassa classifica. Anche la Cameratese ottiene la prima vittoria stagionale e si impone sul proprio campo per 2 a 0 sul Castelfidardo. Successo esterno del Victoria Strada che conferma il suo buon momento e cala in tris, terzo della giornata, sul campo di Palombina Vecchia. Infine la Falconarese, dopo la vittoria casalinga sul Cupra, va a Jesi e con l’Aurora divide la posta con il risultato di 2 a 2.

Intanto torna il sorriso in casa del Cupramontana. Con un secco 3 a 0 chiude la pratica Usap e può finalmente festeggiare  a brindare al nuovo magnifico tappeto verde in sintetico. La rete del vantaggio rossoblù arriva al minuto 40.  Grande giocata in area ospite di capitan Cimarelli, palla a Salvoni che arriva sulla linea di fondo, converge al centro e servizio per l’accorrente Meroueh che a mezza altezza mette nel sacco. Il raddoppio nella ripresa al minuto 75. Punizione dalla trequarti per il Cupra. Palla in area ma il difensore ospite sbaglia lo stop e Torricini che è lì si avventa sulla sfera, gran tiro e bis. Il tris all’80’. Questa volta è Carnali che crossa in area per il ben appostato Morici che in scivolata sorprende tutti e sigla la sua prima rete stagionale. Triplice fischio ed applausi.

La classifica generale alla giornata n.9 :

Cupramontana e Osimo 2011 punti 19; Castelbellino e Sampaolese punti 18; Falconarese e Labor punti 14; Victoria Strada e Castelfidardo punti 13; San Marcello punti 12; Palombina V. e  Usap punti 10; Pianello e Argignano punti 9; Aurora punti 7; Cameratese punti 6; Apiro punti  4.

(Fabio Venanzoni)

fabio.venanzoni@qdmnotizie.it

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