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SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, NUMERI E COMMENTI DELLA GIORNATA DI CAMPIONATO

Importante vittoria esterna del Cupramontana  di mister Marincioni che permette ai rossoblù di attestarsi al primo posto in classifica generale in perfetta solitudine. Infatti le altre due squadre che erano appaiate al Cupra, Sampaolese e San Marcello, cadono entrambe proprio tra le mura amiche con lo stesso risultato 1-2 e rispettivamente con la sorprendente Argignano la prima e con la matricola Castelfidardo la seconda.  Oltre che per il Cupra, Argignano e Castelfidardo anche il Palombina Vecchia che espugna il difficile campo della Falconarese.  Vincono invece in casa l’Usap 1 a 0 con il fanalino di coda Apiro  ancora a digiuno di punti e vince l’Aurora Jesi  per 1 a 0 nel derby tra matricole con il Pianello Vallesina; poi la Labor con un difficile 3 a 2 liquida la Cameratese. Unico pareggio della giornata il rocambolesco 3 a 3 tra Osimo 2011 e Castelbellino.

Il Cupramontana ad inizio gara chiede un minuto di raccoglimento per Mariya, la giovane studentessa di 19 anni trovata senza vita venerdì scorso. Si inizia con il Cupra che cerca di prendere in mano le redini del gioco ma l’azione non è fluida, qualche meccanismo non funziona per cui diventa difficile proporsi nell’area avversaria per offendere. La difesa rossoblù comunque fa buona guardia e spegne sul nascere ogni rimessa locale. I portieri anche se molto attenti sono quasi inoperosi e così scivola via il primo tempo. Nella ripresa il Cupra cambia completamente registro . Torna al suo gioco più congeniale e tutto funziona bene. I padroni di casa si chiudono, si difendono ed anche se il campo è piccolo per loro non c’è scampo. La rete del vantaggio rossoblù arriva al minuto 62. Capitan Cimarelli ben appostato al limite dell’area gira al volo un gran tiro che carambola sui piedi del difensore e si insacca all’incrocio dei pali. Passano soltanto sette minuti ed arriva il raddoppio. Rossini palla al piede entra il area, pallonetto a scavalcare il marcatore, riprende la palla ed ancora pallonetto per il portiere  in uscita con la palla che entra nel sacco. Al minuto 85  altra grossa opportunità per i cuprensi. Su punizione dalla 3/4 Brunelli mette magistralmente in area una gran bella palla per l’accorrente Rossini che proprio sulla line di porta riesce a sfiorarla senza deviarla però a rete. Minuti finali con i cingolani alla ricerca del goal ma l’arbitro chiude le ostilità. Applausi per i rossoblù che guadagnano la vetta più alta della classifica.

La classifica generale:   Cupramontana punti 10; Argignano punti 8; Castelbellino, Sampaolese, San Marcello, Labor punti 7; Palombina vecchia, Falconarese, Osimo 2011, Victoria Strada punti 6; Aurora Jesi e Castelfidardo punti 5; Usap punti 4; Cameratese punti 2; Pianello Vallesina punti 1; Apiro punti 0.

(Fabio Venanzoni)

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL LUPO, IL PELO E IL VIZIO

Oggi parleremo di una cosa fondamentale per il bene dell’umanità…ma che dico fondamentale, indispensabile…ma che dico indispensabile, vi-ta-le: LE CIABATTE. Siòre e siòri, le ciabatte non sono scarpette di serie B….noooo siòre e siòri.…non sono neanche banali accessori di servizio con cui si fa avantendrè per casa e nemmeno appendici scadenti indegne di attenzione…no-no-no. Chiamatele  babbucce, chiamatele pantofole, chiamatele pianelle oppure ciòce, ma loro, siòre e siòri, loro sono il ricovero per eccellenza dei nostri piedi, sono l’ostello sicuro cui affidiamo le fette dopo una lunga giornata di porche nonché madosche, sono la dimora cinigliosa dei nostri ditini (plurale maschile) sfiniti dalla quantità di chilometri fatti coi coglioni a strascigòne. Le ciabatte, siòre e siòri, ci accolgono, esse ci accarezzano, ci abbracciano, ci coccolano dopo ore di fregnacce del capufficio, dopo il muso indisponente della moglie cui niente batte paro, dopo le insofferenze dell’amante che, perdinda madòra, non se sa che madonna vòle. Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando torni la sera stracco morto, de cavatte le calzature costrittive dove hai incamerato tutte le bastigne diurne e infilatte finalmente nella morbidezza suprema?? Vuoi mettere il gusto che ti straborda dalle viscere a strascinare stancamente le estremità per i corridoi della dimora?? Vuoi mettere la goduria orgiastica non appena che (“che” rafforzativo del concetto) il ditone nudo ti sfiora quel tripudio de bambagia? Che il còre te sospira “aaaah” e d’incanto il mondo attorno se cancella? Per non parlare, siòre e siòri, dei molteplici usi “esterni” al piede che ti può offrire una pantofola: 1) ci puoi acciaccare qualsivoglia insetto che ti importuna tra le mura domestiche 2) le puoi far rosicchiare al cane così che lui si trastulla e tu puoi guardare indisturbato la partita 3) ci puoi sculacciare a tempo il figlio piccolo per insegnargli la divisione in sillabe:  DE-VI-FA-BA-STA-SEN-NO-TE-MAZ-ZO. No, dico, adesso vi rendete conto della capitale importanza di questa calzatura chiamata volgarmente “ciabatta”?? Ecco quindi spiegato il motivo per cui, siòre e siòri, la babbuccia casalinga, nel 2017 dopo Cristo, costa un patrimonio. Una volta con 5 euro te ne accattavi due paia e ricevevi pure il commesso in omaggio. Adesso al supermercato (no, dico, al supermercato) 15 euro ti bastano a malapena per quella più economica. Se poi la vuoi chiccosetta, che so, con un boccò de tacco, un nastrino, ‘na perlina de lato, allora de euri gliene devi lascia’ almeno ‘na venticinquina. La salute ti fa difetto e ti serve la ciabatta sanitaria? Prepara il libretto degli assegni perché quella la mettono 100 euro all’etto come il tartufo. Brutta come la fame, tu la guardi e ti chiedi: ma potrà un sandalo ortopedico da donna con gli strappi modello San Francesco costare 90 euro? Ce sarà compresa la fisioterapia pe’ raddrizzatte i piedi, sennò non se spiega.  Beh, insomma, a capì che con la ciabatta ce se poteva fa ‘na barca de soldi non so’ stata solo io: dopo Fly Flot, Birkenstock, il dottor Scholl e mister Crocs, il signor Gucci una mattina s’è svegliato e ha esclamato: “Aho, ma io che so’ il più fregnone??”. E s’è inventato la zandulona fashion a 1.000 e rotti euro per tutte le occasioni: lavoro, seratina romantica, appuntamento mondano. Tratto distintivo della ciocia che non deve chiedere mai: IL PELO. Sì-sì, avete capito benissimo: Guccio Gucci ha messo pelo ovunque, a sbluso, a go-go, a catinelle, perché lui sa molto bene che tira più un pelo de marmotta che cento da pecora. Quindi ecco qua – per la donna “à la page”, la donna in carriera, la donna che fa tendenza – la pantofolona de zibellina! Ma ci pensi a quanto puoi sentirti figa ad andare a teatro con l’abito di gala e la babbuccetta de cricetona?? Se invece sei nana, hai bisogno di centimetri e non disdegni il look filo-olandese, allora puoi buttarti dritta-dritta sullo zoccolo. Sempre col pelo. Eh beh, una finezza. E che dire al donnino easy, il tipetto sciuè sciuè che si sente a suo agio solo co’ “nu ginz e ‘na magliett”? Beh, per lei c’è la ciabattona classica, bassa, tutto pelo e niente vizio. Per carità, a me sta bene tutto, se siete felici così, fate pure. Ma toglietemi una curiosità: che pelo ve mettete sui piedi? De lontra, de faina, de castoro? Perché il proverbio parla chiaro: fìdate della volpe e del tasso, ma non te fida’ della donna col procione basso.

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

COMPLIMENTI EVA !

Tutti noi, romanticamente amanti della buona scrittura, possiamo esultare.

Nel tempo degli sms e delle brutture linguistiche, la giovane Jesina Eva Simonetti, studentessa del Liceo Scientifico “Leonardo da vinci”, si è aggiudicata il prestigioso concorso letterario “Scintille di Minerva”, organizzato dalla nota casa editrice Minerva Edizioni.

Eva, con già alle spalle altre esperienze da scrittrice, ha presentato il suo ultimo lavoro “Fili di pensieri”, che ora verrà pubblicato gratuitamente.

Una bella dimostrazione di come a Jesi si possa primeggiare indifferentemente con una punta di fioretto o di penna, con un pallone al piede o un libro sotto braccio.

Aspettiamo di leggere curiosi il suo racconto, con il desiderio di veder crescere tante piccole Eva.

A NATALE PUOI

L’aria del Natale è inebriante, e contagia grandi, piccini e Sindaci. Per i bilanci comunali, le vacche magre sono diventate proprio smilze, ma Valeria Mancinelli ha deciso che nel periodo natalizio in Piazza Cavour, nel centro di Ancona, sarà allestita una mastodontica ruota panoramica.

Costo complessivo per il Comune trentamila euro, mentre la nota fiumana di turisti che si riverserà ai piedi del Conero, sborserà cinque euro ad ogni magnifico giro di giostra.

Nel complesso un vero e proprio sproposito, oltre che un pugno in faccia alle arti visive.

Anche la sovrintendenza ai beni culturali, solitamente sollecita ad emettere sonore bocciature, per l’occasione ha dato il via libera all’iniziativa sulle note di “Jingle Bell”.

Noi Jesini vorremo essere da meno ai nostri cugini Anconetani ? Per una volta, spero proprio di sì.

GRANDE FRATELLO

Il “simpatico” vandalo che ha iniziato l’opera di imbrattamento del sottopasso della stazione, non solo ci ha fatto sapere che ama la sua loca, ma a sua insaputa ci ha portato a conoscenza di utili notizie. Il “grande fratello” non è presente soltanto sulle reti Mediaset, ma anche a Jesi è vivo e vegeto.

Le tante telecamere sparse per la Città sono perfettamente funzionanti, ma è importante tranquillizzare le Signore. Non serve che aumentino i loro passaggi dal parrucchiere, perché un addetto alla visione delle immagini, non c’è.

Dal comando dei Vigili Urbani possono vedere i filmati, soltanto se viene sporta una rapida denuncia; infatti, dopo sette giorni le riprese vengono perse.

Quindi, se la logica non provoca inganno, graffitari, usurpatori di spazi pubblici e bulletti di periferia, possono continuare a dormire sonni tranquilli.

Lasciando ad altri le discussioni sociologiche sull’utilizzo della telecamera come dissuasore di reati, direi che qualcosa nel nostro sistema di videosorveglianza andrebbe rivisto.

VIALE CAVALLOTTI

Proseguendo dall’Arco intitolato a Papa Clemente VII, si imbocca Viale Felice Cavallotti, uno spazio di Città che ho sempre adorato. Non so quanti chilometri ho macinato su quel cemento, ma dolci ricordi sono bene impressi nella mia mente.

I grandi alberi posti tra la strada e il marciapiede, scortavano il mio passeggio, e anche le automobili che sfrecciavano, sembravano poco rumorose. Da ragazzino “mangiavo” quel Viale che mi conduceva allo stadio, con la l’ansia e la speranza di veder vincere la mia Jesina. Invece dopo novanta minuti di passione, ha spesso raccolto le mie delusioni mescolate ad ira. Ci ho camminato mano nella mano con gli amori della mia adolescenza, quando progettare il futuro è un gioco, e un semplice bacio ti resta impresso sulla pelle per giorni interi. Guardavo quelle splendide ville antiche che si affacciano dalle alte ringhiere, e mi dicevo che un giorno avrei abitato lì.

Anche Best, il mio bulldog, perdendo il suo classico aplomb inglese, ha imparato ad apprezzarlo, e si diverte felice nelle aiuole, mentre saluta il passaggio degli altri cagnoloni. Gli anni passano, e decine di sogni sono svaniti in aria, ma il fascino di Viale Felice Cavallotti resta intatto.

SENZA VELI

La notizia di una mostra fotografica che ha come tema centrale “il nudo” , ha subito colpito l’attenzione generale.

Forse, molti cittadini non sanno nemmeno dove sia ubicato Palazzo Santoni, e l’ultimo quadro l’hanno acquistato  su Telemarket. Ma se poi si annuncia che ci sarà anche uno spazio espositivo vietato ai minori di 18 anni, ecco che gli uomini nostrani sono già con la lingua di fuori, come in una pellicola anni ottanta di Lino Banfi, pronti a sfoderare la cara e sempre ben nascosta, passione per l’arte contemporanea.

Altri stanno già cercando di costituire una cordata per riaprire il vecchio cinema Astra.

Cari Jesini, ricordiamoci che siamo quasi nel 2018, e soprattutto come cantava il Maestro Guccini: “ Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’anni fa”.

 

 

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

DOVE C’È CASINO C’È CASA

Avrei voluto scrivere qualcosa per voi. Avrei tanto voluto. Ma sono stata posseduta dal demone della pulizia. Che magò: finiti i tempi in cui Mastrolindo era in carne e ossa. Beh, insomma, m’è partito l’embolo della signora Luisa (che comincia presto, finisce presto e di solito ava-come lava) e…niente…non me so’ più fermata. Ogni singolo istante degli ultimi sette giorni l’ho speso a riassettare, aggiustare, sbarazzare, schiumare, asciugare, spazzare, sistemare. Dagli abissi del garage alle sommità del terrazzo e ritorno. Quindi il tempo per voi eccolo: 10 minuti di conto dopo una doccia purificatrice dalla sugna domestica, all’undicesimo minuto riparto di slancio perché non je la fo più a fermamme…perciò quel che esce-esce, piàte su brodo e acini. Perché, quando la casalinga disperata che alberga in me dice “basta”, non ce n’è più per nessuno e qualunque sostanza di forma solida, liquida, gassosa, animale o aliena risieda sotto il mio tetto viene rimessa a lucido. C’è stato un momento –  sommersa da grascia, scopettoni, strofinacci e prodotti disinfettanti di ogni tipo – in cui volevo scrivere a quelli di Real Time per invitarli da me a registrare una puntata sui matti delle pulizie, quelli che sterilizzano anche il culo delle formiche volanti. L’avete mai visti? Praticamente mandano ‘sti nazisti dell’igiene a pulire nelle case degli accumulatori seriali di immondizia…quelli che non buttano niente, manco la carta della caramella scartata nel 1982, e nel tempo hanno trasformato la loro abitazione in una autentica discarica dove non riescono più nemmeno a trovare la tazza del cesso. Ecco, in una puntata così, io da che parte starei? Da quella dei luridi zozzoni o quella degli odiosi perfettini? Perché la verità è che alterno periodi di inettitudine totale in cui qualunque oggetto finisca sotto il divano è perso per sempre, ad altri in cui mi sento la reincarnazione di mia nonna che lavava e rilavava persino gli straccetti di plastica della cucina. Casa sua era sempre immacolata, tende lavate, finestre lucide, pavimenti brillanti. Tutti i cassetti perfettamente assettati. Ogni ninnolo nel suo sacchettino profumato col fiocchetto. Mai visto neanche un fazzoletto fuori posto a casa di mia nonna. Ecco, forse è questo che inconsciamente vorrei: avere il serafico, soave, istintivo senso di armonia  di mia nonna, la sua composta leggerezza, quella capacità di planare piano sulle cose e sistemarle con candore, grazia e semplicità. Mia nonna si districava coi fatti della vita con la stessa naturale familiarità con cui appendeva gli strofinacci alle persiane. Sapeva tenere in ordine il mondo fuori e il mondo dentro di lei. Io invece quando pulisco ho la foga di chi è colto da un raptus isterico e deve ribaltare l’intero universo per sovvertirne lo stato precostituito. Giù…fino all’ultima galassia conosciuta rivoluziono qualsiasi roba…e, se comincio, dopo un po’ non so più distinguere dove sia la fine e l’inizio…anzi, a un certo punto mi perdo proprio e non ricordo neanche chi sono, come mi chiamo, che diavolo sto facendo. Perché finisco anche io tra le eliche dell’aspirapolvere, risucchiata, tritata, decomposta, sigillata, sfarinata. Ecco, vedete, anche adesso, io non lo so dove andrò a parare…sto andando a ruota libera…nel frullatore delle idee…e c’è un Folletto immaginario all’orizzonte che tra poco mi farà evaporare da questa pagina. E allora…che volete che vi dica? Adesso faccio la lavatrice, stendo i panni, tolgo i piatti dalla lavastoviglie, sbatto il materasso…sì…insomma…finisco di sbrigare quelle due/tremila faccende che mi rimangono da sistemare nella mia santissima vita e vediamo che succede. Ah, s’intende: se volete venire a farmi compagnia, io sono contenta. Portate uno sgrassatore universale e vi sarà aperto. E, naturalmente, anche un cd di bella musica. Perché nel marasma generale  –  almeno di questo sono incrollabilmente certa –  la cosa migliore che si possa fare è…mettersi a ballare.

“Così come laviamo il nostro corpo dovremmo lavare il destino,  per quell’estraneo rispetto per noi stessi che giustamente si chiama pulizia” (Fernando Pessoa).

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

BUS
Sarò sfortunato, ma alla mia vista gli autobus urbani sono sempre desolatanente vuoti. In larga parte sono mezzi di nuova generazione, di un bel verde speranza, non inquinanti, ma proprio non attirano il nostro popolo, cosi legato alle usanze di suonare il clacson e spingere il piedone sul pedale.

La pensa come me anche lo scrittore Paolo Giordano, che sembra stia per scrivere “la solitudine degli autisti dei bus Jesini”. Per invertire questa tendenza che ci vede travestiti quotidianamente da novelli Alain Prost e futuri Sebastian Vette,  la Giunta Comunale ha deciso di dimezzare il costo dell’abbonamento all’autostrada urbano, portandolo a soli 17,50 Euro mensili, facendosi carico di pagare la differenza. Iniziativa lodevole, e buon esempio di come spendere il denaro pubblico.

Adesso, bisognerebbe svegliare dal torpore il gestore del servizio, rivedendo le linee di tragitto con la collaborazione dei potenziali fruitori, visto che oggi in troppi casi, sono inutili e snervanti giri panoramici della città.

 

JIMMY
All’ingresso di un noto supermercato è solito stanziare Jimmy. Non so nemmeno se sia il suo vero nome di battesimo, ma le tante clienti lo adorano, così lo chiamano.

È un ragazzo di colore esile, con lo sguardo da buono e un sorriso che ispira simpatia. Sta seduto con il cappellino in mano in attesa di qualche spicciolo, e ogni volta si sincera delle tue condizioni di salute. Nessuna richiesta molesta, ma anzi, se stai entrando con qualcuno che non conosce, si fa ancora più piccolo per non arrecare disturbo. Su richiesta, aiuta le anziane a caricare la spesa, custodisce gli ombrelli in caso di pioggia, e da qualche giorno, tiene a bada anche i cani mentre i proprietari comprano la cena. Chissà dove dorme Jimmy, chissà se avrà una famiglia da mantenere, e quali sogni gli passeranno per la testa.

Mi piace tenermi il dubbio e la sua gentilezza, e ogni volta che passo, le monetine dentro le mie tasche diventano sue.

 

VIALE DELLA…VITTORIA ?
Quando transito per Viale della Vittoria, non ho mai ben preciso in mente se mi trovo ad attraversare New York, se sto’ in Viale Monza a Milano o in Via Stalingrado a Bologna. Poi sento gridare un “muntobe’” e capisco subito che non mi sono mosso da Jesi, ma la scena è sempre la stessa: macchine in ottava fila, camion di varie dimensioni con le quattro freccia accese letteralmente in mezzo alla strada, e la diffusa abitudine generale di partecipare al gioco “colpisci un ignaro ciclista”.

Il problema ciclicamente riemerge, e anche stavolta si cercherà di mettere una toppa colorando dei parcheggi in blu. Stupisce come la politica abbia smesso di provare a pensare ad un restyling completo del nostro Viale principale.

Un progetto a lungo termine, che possa dar luogo ad idee e nuovi sviluppi per l’arteria viaria principale della Città, in una visione ampia di movimento, provando a guardare al futuro. In fondo non ci sono nemmeno statue da spostare a complicare le cose.

 

QUA LA ZAMPA
Il Comune ha scelto di usare il pugno duro verso coloro che portano a spasso i propri amici a quattro zampe senza guinzaglio, e non rispettano l’apposito regolamento. Oltre ai Vigili, pronto con blocchetto e penna in mano ad elargire la simpatica multina, ha schierato in campi anche le “forze speciali”, ovvero i Carabinieri in pensione.

Da Piazza Indipendenza hanno l’obbligo morale e civico di far rispettare le regole, ma devono anche porre le condizioni affinché ciò avvenga. Voglio essere certe che entro breve tempo, verranno allestite delle aree attrezzate per far correre e giocare i cagnolini, e aumenterà il numero dei distributori di sacchetti per raccogliere i fisiologici “bisogni”.

Come pure si sanzioneranno i portatori sani di sporcizia negli spazi pubblici, e si metterà una museruola agli amanti degli schiamazzi notturni. E vissuto tutti felici e contenti; Amministratori, cittadini, controllori…e i nostri fratelli pelosi.

 

POESIA
Un ragazzo di seconda media,  Nicolò Mengucci, giovane promessa della pallanuoto, scrive una poesia che pubblico con grande piacere. Per sorridere e prendere la vita nel modo giusto.

SO’ JESINO DE ANCONA.
So’ nato a Jesi e me piace muntobe’,
ma n’tel core mio pure il posto per Ancona c’è.
Lo so è na cosa strana, ma metà della famiglia mia è tutta anconetana.
Vagliato a spiega’ a qualche persona,
che fo’ le vasche pel corso de Jesi con la maglia dell’ Ancona.
Me piace magna’ i moscioli, le vongole e pure il baccala’…
ma pure a Jesi non se rimane a dietro col magna’.
Se magna i maritozzi, le meringhe e la pizza de grascelli,
che piace a me, a quelli grandi e a tutti i monelli.
D’estate mi padre me porta a Portonovo,
per fa’ i tuffi giù dal molo.
Pure a Jesi non sai n’do guarda’,
tutto è bello se te giri de qua e de la’.
C’avemo il Teatro, l’Arco Clementino e Federico II l’imperatore,
che a me solo a nominallo me fa’ pia’ un tuffo al core.
Gente mia la distanza non è tanta,
ma nisciu’ accetta sta condanna.
So de Jesi tifo l’Ancona,
e per me non c’è differenza,
ma per tutti l’altri è fantascienza.

 

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL PISELLO NON È UNA VERDURA

Maschi, drizzate le orecchie, la notizia riguarda proprio voi. Il fagiolo nell’orto non vi cresce di un centimetro? L’usignolo canta sempre più svogliatamente? Il capitone delle feste è diventato un polipetto bollito? Niente paura: da oggi è disponibile in commercio la caramella per prestazioni ornitologiche marmoree. Eh già, il Viagra è storia vecchia. Adesso c’è la pasticchetta discreta nella sua pratica confezione mignon da portare comodamente in taschino. Pare una Zigulì, invece, all’occorrenza, te la ciucci e ti risveglia tutto il reparto ortofrutta dei piani bassi. Quale sarebbe la grande novità? Mentre con le vecchie pastiglie l’effetto Braccio di Ferro si faceva attendere anche una quarantina di minuti (col rischio che nel frattempo lei si era data alla macchia), questa “mentina dell’amore”, così l’hanno soprannominata, si scioglie subito in bocca e passa rapidamente all’azione. Praticamente dopo appena dieci minuti puoi darci dentro come un mandrillo in calore e, se ti avanza tempo, ci acciacchi pure qualche mandorlina. Inutile negarlo: i maschi ce l’hanno questa paura che le turbine restino ferme. Basta una piccola défaillance e rimangono svegli tutta la notte a pensare a come mai non gli funziona l’arnese: sarà stata la cena pesante? Il film dell’orrore? Il cane che ha pisciato sui gerani? Figuriamoci quando arriva l’inverno perenne con l’estinzione definitiva del tirannosauro. Certo che pensare a quanto ci tenete voi uomini a Jurassic Pork fa tanta tenerezza. Voglio dire: l’andropausa è una brutta bestia, lo capisco, e la affrontate come potete. C’è quello con più spirito di adattamento che il bigolo moscio lo usa come panno Swiffer per la macchina, quello che, invece, per distrarsi dal problema, si dà a uno sport di gruppo tipo il ciclismo domenicale su strada…e, sacrosantamente, quello che non si rassegna, l’Artù della marmottona che vuole infilare per sempre la spada nella roccia. Ecco, io questo cavaliere della foresta nera me lo immagino in una scena precisa: è al ristorante con una lei molto più giovane, quando, poco dopo l’ammazzacaffé, con nonchalance inizia a emettere ripetuti, forzati, spernacchianti colpi di tosse. “Uuuh…mamma mia bella…che brutta raucedine…fammi prendere una caramellina”. Quindi sfila dalla saccoccia quella che sembra una Ricola e invece è lei: la Golia del rondinotto. L’unico rischio è che la partner gli chieda: “Me ne dai una?”…perché lui sarebbe costretto a rispondere: “Eh no, minchia, non te la do, mangiati le tue!”, lei ci rimarrebbe di merda e addio esperanza d’escobar. Comunque c’è da starci attenti co’ ‘sta roba, non ci si può far trascinare dall’euforia suina, perché, come tutti i farmaci, ci sono effetti collaterali da non sottovalutare: intanto la mentina non va presa in piena estate perché la vasodilatazione si somma al caldo, si diventa paonazzi come un semaforo e si sfiora l’ebollizione. Traduzione: se ciufola solo d’inverno e a ferragosto tutti al mare. Poi bisogna evitare di mangiarci sopra cibi grassi perché riducono le potenzialità del medicinale del 30%. Traduzione: o te sbafi ‘na bella frittura mista de pesce o giochi a rubamazzo col missile. Per nessuna ragione al mondo vi venisse poi in mente di combinare le caramelle coi cerotti per il trattamento dell’angina, perché in quel caso si rischia addirittura il collasso. Traduzione: oltre al lampascione ti si irrigidisce tutto il resto e……FRAN, mòri, stecchito, caput. Ti infilano in una bella cassa di mogano e il ciupa-dance lo balli nell’aldilà. Capito? Ti si solleva l’ambaradan ma diventi una statua di gesso. Una ceramica di Capodimonte. Un Pinocchio a naso basso. Per carità, muori contento, però trapassare per un pelo di gnocca mi pare eccessivo. A questo punto la domanda nasce spontanea: io, femmina, morirei per la causa volatile? Voglio dire: la ingoierei una pasticca rosa per rinvigorire la cinciallegra? Tenterei il tutto per tutto anche in età avanzata pur di dar fiato alle trombe? Tra l’altro: cosa diavolo succederebbe se il Viagra lo assumessi io? Sì, insomma: se, domani, io, donna, mi piglio la “mentina dell’amore”, che effetto scateno? Mi si allungano i baffi della gattona? Comincio a parlare di Donnarumma e Buffon? La mattina c’ho l’alzabandiera delle tette? Beh, pensarmi “maschia” non è difficile: eccomi mentre non distinguo i vari usi degli asciugamani, mentre adopero il balsamo per capelli come bagnoschiuma, mentre non trovo i calzini se non chiedo dieci volte a chi vive con me, mentre chiamo il prete per l’estrema unzione se ho beccato l’influenza. Per carità, nulla di male, mi ci vedo alla grande con giacca e cravatta. Eppure non posso sfuggire da questa riflessione: se gli scienziati dedicassero la metà delle energie spese per la disfunzione del peperone allo studio del malfunzionamento cerebrale, non potrebbero inventare una pillola che il maschio la prende e per due ore ragiona con la testa anziché col pisello? Così tanto per provare.

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

 

A.A.A. CERCASI VOLONTARI

I giardinetti delle ex carceri sono ben conosciuti e leggendari per tante generazioni di Jesini. Sulle panchine si consumavano le prime innocenti e goffe effusioni amorose. Ora quelle panchine sono vuote, e guardano sconsolate le impalcature montate nei palazzi adiacenti. Vi ricordate di quell’ impianto di risalita che doveva collegare le ex carceri appunto, con via Bersaglieri ? Ecco, l’opera è completata da anni, pur restando ben sigillata. Adesso si sta lavorando al contorno, mentre il parcheggio pubblico, anche se previsto dal progetto iniziale, è svanito nell’aria. Sull’ inutilità di questo ascensore, dubbi non sussistono, e il fatto che sia stato finanziato da un bando Regionale, non addolcisce la pillola. Massimo Bacci ha già dichiarato che non parteciperà all’inaugurazione. Neanche gli operai sembrano convinti, e si adoperano con la modalità moviola accesa, ma in tempo di VAR, ben presto dovranno cambiare passo, e tra qualche mese tutto sarà pronto.

Ma una domanda sorge spontanea: Chi taglierà il nastro, illustrando alla Città la magnificenza di questo ascensore ? Il casting è aperto.

 

SUCCESSO O FLOP ?

L’Amministrazione Comunale dà fiato alle trombe, e afferma soddisfatta che l’edizione 2017 delle fiere di San Settimio è stata un vero e proprio trionfo. Dall’altra parte, tutte le opposizioni parlano di tragedie sfiorate, disorganizzazione, e portano a galla lo scottante caso della porchetta rubata.

Ma nessuno si occupa dei veri problemi.

La grande maggioranza dei visitatori ha dovuto prenotare una visita urgente dal dentista, a causa di zuccheri, glasse e nocciole, che si sono accampate con zaino e tenda nei propri palati. Le piccole tartarughe d’acqua che i nonni hanno regalato ai nipotini, sono già diventate Ninja. I jeans blu accesi comprati dalle teenagers, dopo il primo lavaggio hanno assunto un colore azzurrino, e sono diventati a dimensione Barbie.

Per parlare di lotta all’abusivismo, primo soccorso e vie di fuga, l’appuntamento è al prossimo anno.

 

OFFERTISSIME

Il Comune ha deciso di snellire e modernizzare alcune norme tecniche di attuazione del piano regolatore, per favorire “ l’apertura e l’ampliamento di esercizi commerciali a servizio dei residenti, nonché la possibilità di realizzare piccoli supermercati di quartiere”. Nulla da eccepire da un punto di vista procedurale, ma la finalità lascia più di un dubbio. Certo, la nostalgia per i “Leoncini 1,2,9,15…”, o per le Cooper Risparmio può anche affiorare, ma va tenuto presente che nel frattempo sono prolificati i mercati super, iper,maxi, mega e via dicendo. Senza considerare che il numero dei volantini con offerte da leccarsi i baffi aumenterebbe a dismisura, creando code notevoli nei pressi dei contenitori per la raccolta della carta. Nel mio mondo ideale, avrei aggiunto questa postilla. “ I nuovi esercizi commerciali dovranno vendere esclusivamente prodotti lavorati in Italia, e valorizzare al meglio le eccellenze del nostro territorio. Se, a guidare l’impresa saranno ragazzi al di sotto dei 35 anni, il Comune provvederà nei limiti delle proprie competenze, ad abbassare al minimo la tassazione. Sarà severamente vietato l’uso di volantini a scopi pubblicitari “. Appunto, il mio mondo.

 

CIAO NELLO

Nei primi giorni di Luglio 2009, veniva a mancare Leonello Rocchetti. Un uomo che ha scritto pagine importanti nella storia di Jesi.

Agricoltore e sindacalista, da sempre orgogliosamente Socialista, viene eletto per la prima volta in Consiglio Comunale nel 1964. Sindaco ufficioso della “Coppetella”, diventa Assessore nel 1970, e manterrò la carica per ben 24 anni, Occupandosi di sanità, di commercio, di servizi sociali. Ma il segno veramente indelebile lo ha lasciato nel mondo dello sport. Sua l’idea di riunire tutte le società nella consulta. Sotto la sua guida, nel 1981 è stato installato l’impianto di illuminazione allo Stadio, e tre anni dopo fece costruire la nuova grande tribuna, a tempo di record; 78 giorni lavorativi, compreso il periodo di ferragosto.

Nel 1992 inaugurò il Palasport, che nonostante l’età, resta un gioiello. Tornò alla politica attiva e alla sua stanza da Assessore nel 2002, ma la sua lungimiranza andò a sbattere con i bilanci, così il suo sogno di realizzare una piscina Olimpica rimase nel cassetto.

A lui è intitolato il bocciodromo cittadino, ma la “ Città Europea dell Sport “ non dovrebbe mai stancarsi di ricordarlo, con gratitudine e affetto.

 

DUBBI

Consumare una sigaretta nel balcone di casa, non ha prezzo. Mi godo gli ultimi sprazzi di vita dei miei Hibiscus, e osservo con curiosità quello accade sotto. Alcuni passeggiano con il cagnolino, altri con le buste della spesa, e altri ancora … con la moglie. L’altro giorno, si sono fermati due giovanotti, appena maggiorenni credo. Occhiali da sole e barba incolta, chiacchierano qualche minuto e si salutano. Uno esclama: “ Bella Stè “, e l’altro: “ Ce beccamo domà “.

Sono rientrato in casa, e non appena ho visto mia madre le dico con voce squillante: “ Bella Mà “. Lei, per tutta risposta, ha telefonato al 118.

Sarà lei che non capisce il linguaggio dei giovani, oppure io non sono più credibile ?

 

 

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, NUMERI E COMMENTI DELLA GIORNATA DI CAMPIONATO

Prima giornata del campionato di Seconda Categoria girone D. Parte con il piede giusto il Cupramontana che in trasferta batte il Castelbellino per 3 a 2; bene l’inizio del Victoria Strada che coglie la vittoria sul campo della USAP per 2 a 0, così come quella del San Marcello, nuovo nel girone, che vince ad Apiro per 2 a 1. L’Argignano regola 2 a 1 l’inedita prima con la  Falconarese. Spartizione della posta di per tre nuove neopromosse: Il Pianello Vallesina impone un 2 a 2 alla Labor, la Cameratese 1 a 1 con l’Osimo 2011 ed un sorprendente Castelfidardo che costringe la Sampaolese ad un risultato ad occhiali. Infine ancora una neopromossa l’Aurora Jesi cade a Palombina Vecchia per 2 a 1.

Per tornare al Cupramontana, squadra accreditata tra quelle in corsa per la promozione, i rossoblù hanno colto una bella vittoria nel derby con il Castelbellino, inaugurando al meglio la nuova stagione sportiva. E’ stata una gran bella gara, dominata per lo più dai rossoblù di mister Marincioni che specie nella ripresa prendono il mano il pallino del gioco e dettano le loro regole. Agonismo, determinazione, con  buone trame di intesa e meccanismi che funzionano bene  sono gli ingredienti  vincenti di questa importantissima prima vittoria. Il primo tempo finisce a reti inviolate. Anche se gli attaccanti rossoblù sono molto attivi, centrocampo e difesa dimostrano grande intesa e non corrono mai seri rischi. Rossini, molto attivo nella fase conclusiva, ci prova diverse volte ma il portiere locale nega al bomber rossoblù la gioia del goal. Ci prova anche Meroueh e sul finire del prmo tempo Altini ma anche loro non hanno fortuna.  Nella ripresa cambia la partita. Il Cupra spinge forte e vuole fare il bottino pieno anche se il gioco dei locali si fa duro e falloso con l’arbitro avaro di cartellini gialli od addirittura rossi.  La partita si sblocca al minuto 53 quando capitan Salvoni converge in area, entra ed è steso. Sacrosanto rigore che trasforma. Il bis appena due minuti dopo. Spugni entra in area, supera il difensore, servizio per  l’accorrente Meroueh che insacca. Il tris al 79 con Altini che serve Rossini e finalmente il bomber rossoblù gonfia la rete. Le reti dei padroni di casa al 76′ su corner ed al 95 su punizione, entrambi di testa.

La classifica generale: Cupramontana, Victoria Strada, San Marcello, Argignano, Palombina Vecchia punti 3; Labor, Pianello Vallesina, Osimo 2011, Cameratese, Sampaolese, Castelfidardo punti 1; Castelbellino, Aurora Jesi, Falconarese, Apiro, Usap  punti 0.

(fabio.venanzoni@qdmnotizie.it)

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

DI SAN SETTIMIO E ALTRE PICCOLE COSE

A mio modesto parere, che peraltro condivido, c’è sempre un dirompente risvolto collaterale nelle cose che capitano e su quello bisogna puntare. Il bicchiere è mezzo vuoto? Accanto ci dev’essere la bottiglia. Ferie-mare-sole addio? Prova costume rimandata all’anno prossimo. L’estate è finita? Ci siamo tolti Despacito dalle palle. Quindi, dai, convinciamoci che tutto sommato l’autunno non è così male. Oggi è il 24 settembre e a Jesi camminiamo per le bancarelle della festa patronale: tra ombrelli, asciugamani e padelline antiaderenti, ecco i primi calzetti lunghi dopo mesi di zandule aperte. Apro una parentesi per un’urgente comunicazione di servizio: carissimi maschi dominanti, Adami senza costola, artigiani della qualità, sappiate che quando una donna vede un uomo con il fantasmino, il suo punto G emigra sotto i calcagni. Se poi, togliendovi i calzetti, avete dei piedi da cinghiale della Sila, allora il punto G diventa Z e tutto l’ecosistema ovarico interno si ricalibra su un alfabeto morse sottotitolato per i non udenti alla pagina 777 del televideo. Aho, i piedi so’ importanti anche per noi, mica solo per voi. Ci siete mai andati dall’estetista a farvi un pediluvio, una pedicure, un trattamento rigenerante alle ogne delle zampe posteriori?? Alzi la mano il maschio che con costanza e perizia si cura le fette da un professionista del settore. Ecco, nessuno, lo immaginavo. Cioè: noi…smalto ciliegia semipermanente su tacco dodici e voi…sandalo a strappo con micosi incarnita?? Poi dice che una se dà alla macchia! Comunque, su, non me fate incazza’ dopo dieci righe, che poi chi me legge dice che so’ la solita femminuccia esaurita, isterica e lamentosa…no no…per carità. Torniamo alle fiere (sì, a Jesi non è “la fiera” è “le fiere”, plurale, perché c’avemo l’imperatore e capimo un bel po’). Ahhh…San Settimio. La tradizione. Le fiere. La tombola. Eh già…la tombola. (Minuto di riflessione). Oh, a me la tombola m’ha proprio rotto i cojoni. Sì, lo so, non ho resistito, abbiate pazienza. Ma quella marsumaglia de gente che spigne…s’accalca…urla….oggettivamente: non se tollera più, dai. Come non bastasse, dopo n’ora che aspetti schiacciato come ‘na sardina, non fanno in tempo a sgaggià quei quattro numeri, che il solito culor…che il solito “fortunello” ha vinto. Aho: anni e anni, sempre lo stesso copione. Ma basta, cambiamo!…famo un rave, ‘na festa afro, chiamamo ‘na trentina de percussionisti brasiliani e scatenamo un mega carnevale del verdicchio dei castelli. Questa, sì, sarebbe una santificazione della festa come Dio comanda! Hai presente il sambodromo de Rio? Carri, chiappe nude, musica per strada per tre giorni de fila! Svecchiamo ‘sto mortorio! Damo aria al circondario! Coloriamo tutti i muri, case, vicoli e palazzi! Sempre a sta’ aggrappati come le scimmie alle stesse corde! E che madonna è?? Novità! Mutamento! Viva l’equinozio! A proposito di equinozio: lo sapevate che si rimane più incinte in questo periodo? Lo dico alle portatrici di tube di Falloppio che vogliono moltiplicare i pani e i pesci: sguinzagliate la marmotta, lucidate l’argenteria e, se è il caso, passate l’antiruggine. Che poi è un attimo che arriva l’inverno della roditrice, il Natale siderale dei follicoli castorini e bom: la tombola è fatta. Uuuh mamma…la tombola…il Natale…“Hai comprato i regali? Che fai a Capodanno? Anche a te e famiglia!”…no, m’arrendo, non je la posso fa’. La svolta collaterale delle cose oggi non la trovo. Eppure non chiedo tanto. Mi basterebbe la risposta a quei pochi basilari quesiti della vita: perché il piccione caga sul cofano sempre dopo che hai lavato la macchina? perché a Pasquetta piove? perché il carrello del supermercato va dove cazzo gli pare? perché appena esci dal dottore non ti ricordi più la posologia delle medicine allora leggi sul foglietto ma ti inculi alla grande perché sembra scritto da un sensitivo in trance? Perché quando ti chiamano e stavi dormendo continui a ripetere “no no…non stavo dormendo”? Ma soprattutto: al casello fai-da-te dell’autostrada, quale strana forza misteriosa – sebbene siamo adulti, vaccinati e assolutamente sobri – ci spinge a rispondere “Ciao” alla vocina registrata che ci dice “Grazie e arrivederci”??

Chi vivrà, vedrà (e io so’ miope).

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

SQUIT !

Rudolph Giuliani, nel periodo in cui era Sindaco di New York, decise di lanciare una crociata contro i ratti che invadevano impropriamente la metropoli. Spese ingenti somme di denaro, e chiamò esperti da tutto il mondo, ma alla fine dovette alzare bianca. Nulla da fare, la guerra fu miseramente persa. Jesi non è New York, e non le assomiglia nemmeno, ma la notizia di una donna morsicata da un topolino, riporta in auge il problema anche nella nostra città. Girando per i vicoli del centro storico, si può notare la presenza di tanti “simpatici” roditori ad ogni ora del giorno, e sembrano anche in buona salute, considerate le loro dimensioni extra large. La questione va presa di petto, per tutelare la salute dei cittadini, oltre che l’igiene e il decoro urbano. I gatti domestici, dopo aver gustato delle prelibate crocchette e con la poltrona che li aspetta, rimandano puntualmente la caccia al giorno successivo. I randagi, riunitisi in assemblea, hanno optato all’unanimità per una resa incondizionata. Assodato quindi, che non ci si può avvalere dell’aiuto dei felini, la missione per debellare la presenza dei topi deve comunque partire. L’elmetto passa al Sindaco Massimo Bacci, sperando che abbia maggior fortuna rispetto a Giuliani.

 

TI AMO IN TUTTI I MURI DEL MONDO

Nonostante facebook, whatsapp e simili, la pratica di scrivere sui muri delle città resta sempre di moda. Al compositore armato di bomboletta spray, non interessa se sta imbrattando una facciata barocca o quella di un alloggio popolare. Il suo obiettivo è quello di trovare uno spazio libero per farci sapere quello che gli passa per la testa. Conosciamo cosa pensa di Renzi e Berlusconi, sappiamo che ama una certa Claudia di turno alla follia. Quando invece vuole dar sfogo alla creatività, si esprime in caratteri simili al cirillico, oppure partorisce degli scarabocchi ignobili. A lui, voglio lanciare un messaggio: fai attenzione a quella Claudia, perché è amata da almeno altri otto tuoi colleghi. Ma soprattutto, se non riesci a fermare il tuo istinto dI “scrittore da muro” prima che passi un vigile a multarti, o esca un proprietario di quel palazzo che hai preso di mira ad assestarti un paio di ceffoni, fai un bel corso di grafia e studia un pochino di educazione all’immagine. L’occhio vuole la sua parte.

 

CENNI STORICI

Gli infuocati derby calcistici tra Jesina e Ancona degli anni 60/70/80 restano indelebili nella memoria di chi li ha vissuti, e suscitano magiche fantasie tra i più giovani. Ma non tutti sanno che la rivalità tra le due città nasce ben prima, ed esula da motivi sportivi.  A raccontarlo, tra gli altri, è lo storico Carlo Vernelli. “Una Domenica di settecento anni fa, sulla piana di Camerata Picena, viene combattuta una feroce battaglia, esito finale di una annosa contesa tra Ancona e Jesi. Da una parte Ancona, di tradizione guelfa a capo di una lega di città formata anche da Ascoli, Senigallia e Umana (oggi Numana). Dall’altra parte Jesi, da sempre schierata contro Ancona, anch’essa in testa ad una lega di cui fanno parte Osimo, Macerata e San Severino. Della battaglia non si sa molto, ma deve essere stata sanguinosa come tutte le lotte fratricide, al punto, si disse, che a causa del sangue che scorreva lungo la valle (oggi la zona industriale di Camerata), l’erba divenne amara. L’esito? L’esercito anconetano viene distrutto, e la città dorica perde anche carroccio e vessilli, i prigionieri vengono condotti a lesi e costretti a sfilare sottoposti al pubblico ludibrio, mentre le teste degli uccisi vengono portate in corteo sulla punta delle lance.” Tranquillizzo gli amici Anconetani: non ho alcuna velleità bellica, e vi aspetto come sempre a braccia aperte. Ho solo sfoderato un po’ di orgoglio Jesino.

 

SCUOLA DI CAMPIONI

Elena Tangherlini

Mentre Elisa Di Francisca passeggia felice lungo Corso Matteotti con il piccolo Ettore, le altre giovanissime ragazze del Club Scherma Jesi continuano a mietere successi in giro per l’Europa. Bravissime, Serena Rossini ed Elisa Tangherlini, che sono salite sul podio in Coppa del Mondo under venti, a Londra. La semina portata avanti con amore dal presidente Alberto Proietti Mosca e dai suoi maestri continua a regalare frutti d’oro, e lascia fare dolci sogni in visto di Tokyo 2020. A conti fatti, dal lontano 1984, quando Stefano Cerioni si impose a Seul, Jesi grazie alla scherma è sempre stata presente ai giochi Olimpici, ed ha puntualmente trionfato, regalandoci emozioni uniche. Aspettando il prossimo capitolo della saga vincente, propongo ufficialmente all’ Unesco di inserire la palestra di Via Solazzi tra i suoi patrimoni.

 

 

SCENDE LA PIOGGIA

Dopo un lungo periodo di assenza, la pioggia ha fatto capolino anche dalle nostre parti. Il fiume Esino ha ripreso vigore, e gli agricoltori hanno tirato un sospiro di sollievo. I nostalgici della battigia iniziano di già a sbuffare, ma nel complesso la Città ha retto bene all’urto di qualche millimetro d’acqua. Io, ho distrutto il primo ombrellino della stagione. Uno di quelli piccolini, comodo da mettere in borsa, ma alla prima folata di vento, è rimasto soltanto lo scheletro. Per non farmi trovare impreparato, ne ho subito acquistato un altro, questa volta grande, di colore rosso acceso, in modo che possa catturare la mia attenzione. Lasciare gli ombrelli dove capita è una mia peculiarità da quando era alto, più o meno come un puffo. Sono anche stato medaglia d’argento di “scomparsa ombrellifera” agli Europei di Tontopoli, con un record personale aperto di 3568 smarrimenti. Ora, ho deciso di impegnarmi per lasciare il mio posto nel Club degli sbadati ad altri aspiranti portenti, e proverò con tutte le mie forze a completare un inverno intero con un solo ombrello, ma ho bisogno del vostro aiuto. Se ne vedete uno rosso, abbandonato a se stesso, contattatemi. Sarà certamente il mio.

 

(Rubrica a cura di Marco Pigliapoco)

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