Le nostre firme

CUORE ROSSOBLÙ / I CUPRENSI CONSOLIDANO IL TERZO POSTO IN CLASSIFICA

CUPRAMONTANA – VICTORIA STRADA 1- 0

CUPRAMONTANA: Galeazzi, Pigliapoco, Santoni, Galuppa, Musciano, Zenobi, Spugni (59′ Campanelli), Brunelli, Romaldi, Ortolani (72′ Carnali), Priori (64′ Cimarelli). All. Scortichini.

VICTORIA STRADA: Spurio, Simonetti, Stocchi, Flamini, Penna, Del Bianco, Gagliardini R., Gagliardini S., Catalano, Lillini, Fortunato. All. Assente perché esonerato.

ARBITRO: Stroppa di Jesi.

RETI: 68′ Zenobi.

CUPRA MONTANASeconda vittoria consecutiva per il Cupra. Questa volta sul proprio campo ai danni di un volenteroso Victoria Strada che nonostante fosso ultimo in classifica generale da ‘filo da torcere’ ai più quotati padroni di casa. Comunque l’importante era conquistare il bottino pieno e così è stato. Sono tre punti veramente d’oro per il team rossoblù che permette loro di tenere il passo delle altre ed anzi di consolidare la terza posizione classifica generale vista la ‘scrematura’ che i risultati degli altri campi hanno effettuato. Infatti se prima di questo turno ad occupare la terza piazza c’erano ben 5 squadre in coabitazione, dopo i risultati di oggi sono rimaste soltanto il Cupra ed il Chiaravalle ad inseguire il Montoro ad un solo punto e la capolista Staffolo a quattro punti. Tutte le vittorie sono importanti, ma quella di oggi ha un valore particolare perché ottenuta in un momento non facile per i rossoblù visti i vari ‘acciacchi’ ed altro che hanno condizionato i vari allenamenti infrasettimanali ; ha un valore particolare perché ha visto il rientro, dopo una lunga assenza per infortunio accaduto addirittura la scorsa stagione, di capitan Cimarelli. Con lui in campo, anche se subentrato soltanto negli ultimi 26 minuti di gara, la squadra cambia volto e dimostra più personalità ed esperienza. La gara inizia con un Cupra contratto, che non riesce ad imporre il proprio il gioco anzi sono i più ‘modesti’ avversari che prendono l’iniziativa e costringono i locali ad arretrare il baricentro. La gara ‘scivola’ via senza emozioni, non ci sono azioni pericolose su entrambi i fronti con i portieri quasi inoperosi. Il Cupra non riesce a concentrarsi, a sviluppare almeno qualche bella trama ,ma evidenzia gioco confuso per lo più individuale con lunghi lanci che finiscono in ‘pasto’ all’accorta difesa ospite. Così il primo tempo finisce senza nulla da segnalare, senza neanche un tiro in porta per colori rossoblù. Nella ripresa scendono in campo più determinati. Cercano di aggredire gli avversari senza però riuscire a finalizzare le loro velleità anche perché gli avamposti sono troppo statici e prevedibili. Passano i minuti ed il risultato non si sblocca. Bisogna arrivare al minuto 64 per la svolta della gara e cioè quando finalmente ritorna in campo ‘el chino‘ Cimarelli. La squadra cambia volto, dimostra più sicurezza e meglio organizzata nel gioco. Passano soltanto quattro minuti ed arriva il tanto sospirato goal. Calcio d’angolo dal vertice sinistro, l’espertissimo Cimarelli si incarica del tiro e cross calibrato per l’accorrente capitan Zenobi che di testa non perdona. Il Cupra è in vantaggio, ritrova sé stesso ed ha le idee chiare. Al 74’ su punizione dalla lunga distanza Cimarelli mette la palla sui piedi di Galuppa che ben appostato in area si gira e tira al volo ma la palla sfiora la traversa. Ora la manovra rossoblù è più fluida. Il subentrato Carnali ha una ghiotta occasione quando recupera solo davanti al portiere ospite una palla alta ma è fermato dall’arbitro per carica allo stesso senza però averlo toccato. In pieno recupero l’arbitro ferma per fuorigioco, del tutto inesistente, ben due giocatori cuprensi Cimarelli e Campanelli che avrebbero avuto veramente una grossa opportunità. Poi il triplice fischio che sancisce la vittoria del Cupra tutto sommato meritata e di buon auspicio per la prossima trasferta di Polverigi. Appuntamento a tutti i fans rossoblù per mercoledì prossimo al comunale cuprense quando il Cupra alle ore 14,30 scenderà in campo contro il Monserra per il secondo turno di Coppa Marche.

(Fabio Venanzoni)

SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, LA RUBRICA DI FABIO VENANZONI

La quinta giornata di campionato è stata una di quelle dove è su di tutto e di più: risultati non previsti, risultati sorpresa ma soprattutto la giornata delle ‘goleade‘. In sette gare, quella tra Agugliano e Labor rinviata per impraticabilità del campo, sono state messe a segno ben 23 reti: record assoluto del girone D. Solo il Cupra ne rimedia ben quattro in quel di San Paolo. Ma è un risultato che non rispecchia certamente le forze viste in campo e che non rende l’idea di come si è svolta la gara. Una gara dove le squadre si affrontano a viso aperto, anzi con il Cupra che dimostra una certa supremazia territoriale e prende spesso l’iniziativa controllando agevolmente nella fase difensiva l’avversario. Infatti il primo tempo finisce in assoluta parità con all’attivo un ‘legno’ per ciascuna squadra. Nella ripresa il tema tattico non cambia e la gara ‘scivola’ via senza emozioni anche perché il campo è reso difficile da una pioggia battente dall’inizio gara. Poi il ‘colpo di scena’. Su un corner a favore dei rossoblù, l’attaccante cuprense colpisce il palo pieno, anzi fa gridare al goal; goal che avrebbe sicuramente cambiato il volto della gara. I locali invece ripartono, sfruttano al meglio una azione propizia che nasce sulla fascia sinistra, convergono verso l’area mentre il portiere rossoblù avventatamente esce dai pali, esce dall’area nel tentativo di anticipare l’attaccante locale che invece ha la meglio, lo scavalca e segna a porta vuota. Questo goal cambierà la partita perché i cuprensi perdono completamente la testa, non ragionano più ed in 15 minuti completano la ‘frittata’. Un black- out quello della squadra rossoblù che non deve assolutamente preoccupare ed allarmare perché nel calcio ci sta che non in una in una intera gara ma in una sola frazione di essa accadano situazioni avverse. Il secondo poker della giornata porta la firma della Falconarese ottenuto sul campo del fanalino di coda Casebruciate. Sorpresa anche per il terzo poker fatto dalla matricola Morro d’ Alba ad un Palombina che ha retto bene nel primo tempo poi nella ripresa ha subito i locali grazie anche ai due rigori a loro concessi. Risultato ‘normale’ invece quello tra Apiro e Chiaravalle che si dividono la posta in una gara sbloccata dai locali su calcio di rigore e pareggiata dagli ospiti a tempo scaduto. Anche il Castelbellino divide la posta con l’ostico Argigano. In vantaggio di due reti la squadra di casa si fa raggiungere proprio sul finire dai cartai. Un punto per uno tra Victoria Strada e Montoro con gli ospiti in vantaggio per tutta la gara e raggiunti sul finire dai locali con un goal contestato perché sembra che non abbia oltrepassato la linea di porta. Infine il blitz dello Staffolo sul campo del Borgo Minonna che conferma il buono stato di forma e senz’altro il buon collettivo che la squadra del “colle del verdicchio” sta dimostrando con la conquista del primo posto in classifica generale. Ora fari puntati sulla prossima di campionato con l’atteso match tra Cupramontana e quell’Apiro guidato dall’ex Mencarelli e che ha nel suo organico ben 4 giocatori ex cuprensi della scorsa stagione. Dopo due trasferte consecutive i rossoblù torneranno a giocare con l pubblico amico e certamente scenderanno in campo n quella determinazione e convinzione di disputare una bella gara.
La classifica generale: Staffolo punti 12; Castelbellino 11; Sampaolese Morro d’Alba 9; Cupramontana Borgo Minonna 8; Labor e Argignano 7; Falconarese, Palombina 6; Apiro, Agugliano 5; Chiaravalle, Victoria Strada 2; Casebruciate 1.
(Fabio Venanzoni)

COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

VIVA LA RAI…QUANTI GENI LAVORANO SOLO PER NOI!

gioia1Io i bambini di Junior Masterchef li gambizzerei tutti. Avete presente quando il tipo che si atteggia ad astrofisico nucleare ma in realtà è un cuoco assaggia la carne che ha spadellato il moccioso con la maestria di Carlo Cracco e dopo alcuni secondi di suspance sentenzia: “E’ cotta alla perfezione…si scioglie in bocca”. E il piccoletto, che se partecipa alla versione australiana viene pure doppiato con la voce distorta di Topo Gigio, fa dei risolini isterici a intermittenza come gli avessero detto che è finita la scuola. Ecco, in questo momento esatto io aprirei il fuoco. Ma forse è lo spettro della menopausa che mi rende crudele. Che poi gambizzerei anche i bambini che fanno la gare di canto con Jerry Scotti e impostano la voce come Pavarotti, ma anche quelli che intonano le canzoncine natalizie nel coro dello Zecchino d’Oro e si lanciano in smorfiette insopportabilmente leziose appena si accorgono di essere in primo piano. Diooo, quelli li prenderei a schiaffoni. Io gambizzerei tutti i bambini che vanno alla tv e si atteggiano a grandi. Ma come ti viene in mente, a dieci anni, di passare la meravigliosa inconsistenza del tuo tempo a preparare un filet mignon?? Ma vai a giocare col trenino…dai quattro calci a un pallone…rotolati nel fango…come tutte le creature normali! Che poi, a pensarci bene, i programmi in tv sono quasi tutti irritanti insulti all’intelligenza…chissà, forse quando li progettano credono che davanti la tele ci sia un pubblico interamente composto di cerebrolesi. Ne vogliamo citare altre di cosine che passano per il piccolo schermo? Ok, citiamole.

Uomini e donne, versione geriatrica. Già è terrificante pensare di dover andare in televisione per rimorchiare, ma farlo a 60 anni suonati lo trovo a dir poco umiliante. Sì, perché questo manipolo di gallastroni/tardonazze in età da ricovero, ringalluzziti dalla telecamere tanto da mettersi in ghingheri come nelle peggiori balere di Caracas, si aggirano negli studi di Canale 5 alla ricerca disperata di un’anima pia con cui dividere una mazurca, poi escono a cena, si scambiano messaggi che vengono letti pubblicamente dalla signora De Filippi con gli zigomi rifatti, fanno anche capire piuttosto esplicitamente di aver consumato qualcosa, e, inevitabilmente, finiscono a litigare davanti a tutta Italia scambiandosi i peggiori insulti pecorecci. Ecco, una volta viste due puntate de ‘sta roba, io ho chiamato mia madre e le ho detto senza mezzi termini che se un giorno mai accendendo la televisione dovessi ritrovarmela a Uomini e donne, versione over-rinco, io prima le metto le mani addosso, poi vado all’anagrafe, cambio cognome dalla vergogna ed emigro in Australia.

Alta infedeltà, Real Time. Cito subito il canale perché Real Time è garanzia di puttanate. Sforna trasmissioni che scavalcano il trash e per me è una vera sicurezza la sera tornare a casa e sintonizzarmi sul 31: so che una risata prima o poi me la faccio. Insomma, ora di pranzo, sono ai fornelli che mi preparo qualcosa e, sapete com’è in questi frangenti, la tv è accesa ma non è che uno ascolta veramente. Le voci vanno in sottofondo e ti arriva una parola sì e venti no ma va bene così perché l’obiettivo primario è far bollire l’acqua per la pasta. Beh, sono lì, tra un’oliva e un cappero salato, e mi giunge a intermittenza: “quello stronzo di mio marito” … “niente male il suo nuovo capufficio” … “ci siamo dati appuntamento in albergo” … “mi ha appesa con le manette al lampadario” … Comprensibilmente confusa, anche dalla fame, mi avvicino allo schermo per capire su che razza di roba sono sintonizzata e scopro queste interviste triple in cui marito, moglie e amante raccontano tutti i dettagli di come si sono conosciuti, cornificati, ammazzati di botte e poi mandati a fanculo definitivamente. Storie al limite del ridicolo ma affrontate con una seriosità e una dovizia di particolari che manco Piero Angela a Super Quark. L’obiettivo? La glorificazione catodica delle corna. Allucinante. La versione hard, se vi interessa, va in onda su LA7 in seconda serata con La Mala Educaxxxion: gente che spiattella le più disparate, bizzarre nonché perverse abitudini sessuali con la disinvoltura di Anna Moroni che elenca le dosi per fare il crescione con la mortadella. Fantascienza allo stato puro.

Don Matteo. Sono andata su wikipedia per vedere da quanti anni ci sorbettiamo il prete detective. Beh, la prima puntata di questa minchiata cosmica è andata in onda il 7 gennaio d-u-e-m-i-l-a! …cioè sono 15 anni che vogliono farci credere che in Italia i peggiori omicidi non te li risolve il Ris ma il 76enne Terence-Lo chiamavano Trinità-Hill che si fionda per le stradine umbre in bicicletta rischiando tutte le volte il femore e che con l’abito talare è tanto credibile quanto Rocco Siffredi che gorgheggia Addio lupetto ad un raduno scout. Che poi ‘ste cagate poliziesche alla tv italiana vanno alla grande: Carabinieri, Scuola di Polizia, Squadra Speciale Cbroa, Squadra Antimafia, Delitti Imperfetti, Donna Detective, L’ispettore Coliandro, Il Commissario Manara…e non mancano addirittura le PROFESSORESSE anti-crimine (vedi Luciana Littizzetto o Veronica Pivetti: mooolto credibili…) o – udite udite – le SUORE investigatrici alias Angela Finocchiaro o Elena Sofia Ricci: ma daaai…per piacere! Il tutto sbobinato ad oltranza per decenni proponendo vicissitudini che se fossero vere (cioè se veramente la monaca bonazza di un convento del modenese scoprisse la verità sul delitto di Cogne) sarebbe da emigrare non in Australia ma direttamente su un altro pianeta!… Così, tra l’altro, non dovremmo più accettare che come protagonisti di queste abominevoli fiction scelgano artisti del calibro di Manuela Arcuri, che ha la stessa versatilità recitativa del cofano della mia macchina. Complimentoni a tutti.

Il Segreto. Beh, qui siamo all’apoteosi del nulla quantico. Trama: ambientato nella Spagna rurale dei primi del ‘900, Il Segreto racconta le gesta della giovane Pepa, cacciata di casa per aver avuto un inciucio trombereccio col suo padrone Carlos, da cui ha il figlio del peccato Martín che le viene strappato appena nato. Ma Pepa non si perde d’animo e, nella dimora della ricca nobildonna Francisca, incontra Tristán, aitante figaccione di cui s’innamora, che è però sposato con Angustias, femmina dai chiari segni di squilibrio mentale. Da qui in poi non è dato sapere gli sviluppi della vicenda perché la storia diventa incomprensibile come il testo di una tavola sumera. Domandina: ma nell’era del digitale terrestre, che ha portato a casa nostra 1.800 canali tra cui BBC, CNN e Al Jazeera, in mezzo ad antenne paraboliche che a tutta caldara si dispiegano sui tetti, tra un canone sul groppone e altri 25 canali a pagamento, nel paese di Pasolini, De Sica e Fellini, il meglio che sapete mandarci in onda IN PRIMA SERATA è… P-e-p-a??? Voi non ci crederete, ma ho saputo che in Kansas hanno iniziato a sperimentare la visione de Il Segreto per infliggere la pena di morte. Solo che il livello interpretativo degli attori, la profondità dei dialoghi, l’intensità narrativa, il ritmo incalzante dei fatti porta ad un’agonia talmente lenta e straziante che, ovviamente, tale metodo letale viene riservato esclusivamente ai serial killer più feroci.

Ma un normalissimo film DECENTE ogni tanto proprio no, eeh??

UNA SCONFITTA CHE NON PESA: JESINA FUORI DAL PANTANO DELLA RETROCESSIONE

La Jesina esce sconfitta dal Carotti nel derby contro il Fano nell’anticipo del campionato di giovedì sera. Gara equilibrata nel primo tempo, a senso unico nella ripresa con i leoncelli a subire la superiorità tattica e tecnica degli avversari. Anche le motivazioni erano decisamente diverse tra i due schieramenti ed alla fine il passivo di 1-4 ci sta tutto considerato l’andamento complessivo della gara. In classifica generale il Fano resta al secondo posto a quattro lunghezze di distacco dalla capolista Maceratese che ha vinto a Matelica. La Jesina è posizionata a metà classifica completamente fuori dai giochi della retrocessione. Al termine della stagione restano cinque partite. Due le note importanti della serata per la squadra di Bacci. I rientri in campo di Trudo e Strappini che sembrano aver superato i loro infortuni: Trudo fermo da oltre due mesi e mezzo per problemi muscolari, Strappini da sette mesi per il problema al ginocchio. Per il capitano il messaggio di saluto della curva è stato eloquente: “attaccamento, volontà e cuore, bentornato gladiatore“.

(Evasio Santoni)

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foto di Stefano Binci