L’opinione di Evasio Santoni

CALCIO & BASKET / LA RUBRICA “L’OPINIONE” DI EVASIO SANTONI

Domenica avara di risultati. Un sol punto su otto a disposizione.

A muovere la classifica è stata la Jesina calcio femminile. Un pareggio che allontana sempre di più l’undici di Giovanni Trillini dalle speranze di salvezza.

Sconfitte Termoforgia, a Bologna, e Jesina ad Agnone.

La Jesina in questo periodo sembra inchiodata sui pedali. Ferma al successo nel derby contro Pesaro e da quel momento in poi, quando si era equidistanti sia dalla zona play off che play out, il bilancio è desolante: un punto un quattro partite. Un rendiconto che di certo aprirà una riflessione ad ampio raggio. Oltre a questioni tecniche ci sarà pure un problema di natura psicologica ed una ricetta sicura per guarire va trovata. Le assenze pesano ma non possono diventare un alibi. Le difficoltà di potersi allenare nelle ultime settimane nel terreno dello stadio possono essere una causa ma non può diventare una giustificazione. Bugari deve lavorare sodo ed avere più coraggio nelle scelte per cercare di rilanciare la squadra attesa ora da due turni casalinghi consecutivi: Sanmaurese (miglior difesa del campionato) e Castefidardo. Ci vuole più concretezza cercando intanto di non prenderle proteggendo meglio la difesa e magari ritrovare più equilibrio e sostanza a centrocampo per puntare anche a quelle giocate offensive senza sbilanciare troppo la squadra. Con la speranza poi che la squadra sul piano fisico abbia tutte le energie necessarie per poter competere nel finale di stagione. Insomma nessuno può più scherzare o inventarsi soluzioni perché se dalla due giorni casalinga non arrivano almeno quattro punti, il finale di stagione potrebbe riservare sgradite sorprese di non facile e certa soluzione.

Sul fronte pallacanestro onorevole la prestazione della Termoforgia a Bologna. Un terzo periodo che ha compromesso la corsa al successo finale ma una squadra che non si è persa mai dimostrando il solito carattere ed anche qualche qualità se è vero, come è vero, che, canestro dopo canestro, Bowers e compagni erano riusciti a riportarsi con le triple di Davis a ridosso di Bologna e palla in mano. Il tiro da tre di Benevelli, che poteva significare il pareggio, è purtroppo terminato sul ferro come le speranze del colpaccio a quel punto si sono tutte perse. Insomma poteva essere tutt’altra partita e tutt’altro finale. Qualche certezza anche in uno dei tempi del basket nazionale è emersa, anzi è stata confermata. Il quintetto di Cagnazzo non dovrebbe sudare più di tanto per conquistare la salvezza e, di più, potrebbe ambire a lottare fino all’ultimo tiro dell’ultima giornata di stagione ad accedere nella griglia dei play off. Perché conclusa la doppia sfida contro le bolognesi, lunedì prossimo la Termoforgia sarà a Casalecchio ospite della Virtus, il calendario, dopo la sosta, sembra fatto di proposito per poter puntare veramente a qualcosa che all’inizio di stagione sembrava solo un sogno. Attualmente l’ottava pozione in classifica generale, in coabitazione con Verona e, forse, Piacenza se vincerà il recupero contro Forlì, è molto ambiziosa. Mantova è sopra di solo due lunghezze ma ha gli scontri diretti a favore. Quattro turni casalinghi contro Ravenna, Forlì, Roseto e Trieste potrebbe consentire il pieno di successi ed anche le altrettante trasferte a Ferrara, Udine e Verona, tutte già battute al Palatriccoli dovrebbero portare quei punti in più come valore aggiunto per conquistare la post season.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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L’ultimo turno di campionato ha detto: Termoforgia sugli scudi, Jesina in evidente affanno.

Il basket sta riconquistando la passione e l’entusiasmo di una intera città, il calcio si interroga sul suo futuro. Si nota dalle presenze sempre più crescenti al Palatriccoli, dagli spazi vuoti del Carotti.

Per il basket tutto viene confermato dal fatto che i tifosi incominciano di nuovo ad organizzare le trasferte in maniera collettiva, è attestato dall’interesse che diversi sponsor importanti, e del territorio, hanno di nuovo manifestato interesse nei confronti del club aurorino investendo la propria immagine. A monte di tutto i risultati del campo, generosi di soddisfazioni, e non solo, da una parte, di delusione d’altra. In qualsiasi sport, quando i risultati arrivano con continuità e quando i protagonisti in campo dimostrano di giocare con tanto impegno, quando anche la società dopo mesi e mesi di sofferenze manifesta comunque di lavorare per un obiettivo ben preciso, in primo luogo riuscire a mantenere la propria squadra ai vertici del panorama nazionale, tutto il resto vien da se.

Non ci è voluto molto per l’Aurora rianimare la scintilla.

L’ambizione di voler ritornare a certi livelli era stata solo parcheggiata. La consapevolezza di aver lavorato bene ed anche la fortuna di aver trovato dei giocatori validi, che si adattano alla perfezione al credo di un coach competente fatto e cresciuto in casa, anch’esso all’altezza della situazione, sta riportando l’Aurora nel basket che conta.

Contro il Piacenza si era davanti ad un bivio. Vincere voleva significare cambiare in corsa l’obiettivo e cercare fino alla fine di puntare ad un posto play off. Si è vinto ed adesso tutti ci sperano e, soprattutto, ci credono. Perché la squadra in campo gioca anche bene, i singoli a volte fanno la differenza, nessun avversario sembra poter predominare, al contrario vengono spesso sottomessi, contro questa Termoforgia.

Ora, dopo tre successi consecutivi, il calendario prevede due trasferte a Bologna prima contro la Fortitudo e poi la Virtus. Sulla carta il pronostico potrebbe essere considerato chiuso. All’atto pratico Bowers, Davis e compagni sapranno ancora una volta vender cara la pelle e sognare è lecito.

Di tutt’altro umore l’ambiente della Jesina. Un punto nelle ultime tre gare, e per giunta contro avversari che ancora in classifica generale la inseguono, è un risultato amaro e le prospettive poco promettenti.

Dire che l’ambiente è deluso è un eufemismo. Domenica al Carotti sono stati rilasciati solo 234 biglietti. Un dato che parla da se!

Contro Romagna Centro più che una squadra con ambizioni di voler dare un segnale forte e significativo l’undici di Bugari è sembrato una sorta di armata Brancaleone: senza idee, senza organizzazione, con troppi elementi lontano da una condizione e mentalità accettabile.

Dove si vuol arrivare con questa squadra? Da nessuna parte se non puntare a mettere in cassaforte la salvezza il prima possibile. Perché potrebbero presentarsi delle sorprese insperate e poco gradite. Speriamo assolutamente di no! Chi si era illuso dovrà fare i conti con la realtà e, magari, ricredersi di e su tante cose. Nel calcio odierno, anche in serie D, non si inventa nulla. I risultati sono il termometro di ogni programmazione e l’asticella si alza solo quando la domenica in campo si gioca bene e si vince, non nelle intenzioni e nei pronostici della vigilia.

L’ultima sconfitta in ordine di tempo ha purtroppo anche confermato che chi non sa leggere le partite difficilmente riesce a modificare le carenze che esistevano, esistono e sono evidenti sul rettangolo verde di gioco per gli interi novanta minuti. Poi è ora di smetterla di cercare alibi, giustificazioni,scappatoie o scorciatoie.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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Exploit della Termoforgia in un tempio storico della pallacanestro italiana, pareggio quasi annunciato della Jesina a Pineto.

I leoncelli muovono la classifica ed ora puntano al bis mercoledì nel recupero di Campobasso. Niente di nuovo sotto il sole a livello di rettangolo verde da gioco. Con il punto preso, insomma, la famosa asticella, sempre al centro delle attenzioni, non ha fatto nessun passo in avanti. Al contrario di quello che si sta muovendo attorno alla società con richieste sempre più pressanti di personaggi che comunque chiedono informazioni su possibilità o meno di avviare trattative per rilevare o collaborare a livello societario.

A fronte di ciò la presenza di Ermanno Pieroni in tribuna a Pineto va letta in questa ottica. Pieroni è originario di Jesi e da noi contattato nei giorni scorsi ha ribadito quello che nel giugno scorso in occasione della terza rimpatriata della “Jesina Calcio Amarcord”  aveva avuto modo di sostenere: “Sarei felice che al club leoncello si avvicinassero personaggi ed imprenditori di Jesi. Al tempo stesso sono disposto, se mi venisse chiesto, di dare una mano presentando anche persone serie in grado di poter contribuire a rilanciare sul piano sportivo la squadra della mia città. Lo farei per passione e per amore dei colori della Jesina”.

Parole ed intenzioni da non sottovalutare, con il presidente Polita come obbligato a verificarne la consistenza,  che gli sportivi tutti avrebbero piacere vedere realizzate per coltivare una speranza per obiettivi molto più consistenti di quelli attuali.

Il presidente Polita al tempo stesso dovrebbe chiarire l’equivoco: in ottobre aveva dichiarato la disponibilità di cedere le quote di maggioranza, in questi giorni ha invece sostenuto che le quote a disposizione sono solo quelle di minoranza, almeno fino a giugno. Cosa si vuol fare davvero?

In casa Aurora basket si festeggia alla grande ed a ragione.

A Treviso si è maturata una vittoria che lancia la Termoforgia verso la medio alta classifica, sicuramente la mette al riparo da possibili coinvolgimenti per la lotta alla retrocessione. Insomma la salvezza sembra alla portata: una tranquillissima salvezza. Quello che si voleva prima di incominciare. Ma, come spesso accade, gli obiettivi possono anche mutare in corsa e questo fa al caso del quintetto di Cagnazzo.

Della serie: la qualità fa la differenza. I vari Davis, Bowers ma anche Maganza e Benevelli stanno emergendo gara dopo gara ed i risultati arrivano.

Cagnazzo è sorridente e ne ha da vendere di motivi per esserlo. Quando si vince in un Palas dove sono state scritte pagine importanti della storia del basket in Italia il momento è stupendo ed è importante cavalcarlo. In quintetto ci sono giocatori di assoluta qualità che garantiscono continuità e che fanno sognare i tifosi.

L’amministratore unico Altero Lardinelli in un post sul suo profilo facebook ha  lanciato l’appello: “Domenica (al Palatriccoli sarà di scena Piacenza; ndr) riempiamo il palazzetto!! Basta poco. Contro Chieti eravamo più di 2000. Basta che ognuno porti con se una persona ed il gioco è fatto! Questi ragazzi meritano il palazzetto pieno, questa società che è composta da soci appassionati, da tantissimi sponsor ma anche di tante persone che lavorano dietro le quinte per mandare in onda questo spettacolo, si meritano di vedere un palazzetto pieno. Siamo in 40.000 a Jesi, basta il 10% degli jesini !! Vi aspettiamo!!!”.

Comprensibilissimo l’invito a stare al fianco della propria squadra .

Lo scorso anno, dopo la fase dei play out vinta contro Omegna, che è valsa la permanenza in A2, si era detto che da li si sarebbe ripartito garantendo ai tifosi e, soprattutto ad una città intera, una continuità e, se possibile, qualcosa di più e di meglio.

Ora dopo l’exploit di Treviso ed i 20 punti in classifica gli sportivi di certo risponderanno. Tutti dovranno metterci del loro sostenendo ogni sforzo per ottenere un risultato sportivo di prestigio che manca da troppo, tanto tempo.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

 

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Domenica alla grande, sul piano dei risultati maturati in campo, per Jesina calcio e Termoforgia mentre le ragazze di Trillini sono ritornate da Verona dopo aver raccolto nove palloni dentro la propria porta. Partiamo proprio da questa sonora sconfitta segnalando lo sfogo del presidente Massimo Coltorti: “L’episodio del rigore, il primo gol del Verona, ha cambiato la partita: non è possibile regalare un rigore così inesistente ad una grande squadra come il Verona. Ultimamente gli arbitri stanno facendo diverse scelte sbagliate a nostro danno; è vero che siamo attualmente ultimi in classifica e una neopromossa ma esigo il massimo rispetto per questa società e per queste ragazze che fanno tanti sacrifici come tutti e per le quali è doveroso lo stesso trattamento”.

Sicuramente il rigore avrà influito ma non può aver modificato totalmente l’andamento della gara perché subire nove reti va ascritto al generale demerito dell’undici leoncello che adesso, per reagire, lo dovrà fare al cospetto della prima in classifica, la Fiorentina, che domenica sarà a Jesi. I play out sono sempre a poche lunghezze ma è necessario far punti e presto per agganciare quelle avversarie – San Zaccaria, Como e San Bernardo – che precede Jesi.

Nella sponda maschile del calcio la vittoria del derby ha posizionato i leoncelli a metà classifica, equidistanti dalla zona play out eplay off. Una vittoria sofferta e per questo ancor più bella. Sul piano del gioco c’è molto da migliorare ma le caratteristiche dei giocatori e la mentalità dell’allenatore non apre a prospettive più vantaggiose.

Va bene così?

Dipende dalla visuale nella quale ci si pone e dall’obiettivo di riferimento. Se ci si confronta con le finalità manifestate dal presidente Polita ad inizio stagione ancora non ci siamo. Se invece il traguardo deve essere la salvezza i risultati sono in linea con le attese, soddisfatti perché i numeri sono ampiamente al di sopra di quello che la classifica presenta. Giustissimo far quadrare i conti ma nello sport contano anche e soprattutto i risultati del campo e la classifica.

Nell’anno della ricorrenza dei novanta anni dalla nascita del club non è difficile scoprire che l’ultimo campionato vinto dalla Jesina risale alla stagione 1993-1994. Questo non rappresenta il blasone del club e non da il giusto merito alla città ed ai tifosi. Il segnale che qualcosa di nuovo deve essere fatto viene dalle presenze: contro Pesaro circa 700 sono stati i tifosi di marca leoncella sugli spalti. Davvero poco. Serve cambiare rotta, creare nuovi stimoli. La ricerca di risorse economiche per garantire solidità e disegnare maggiori ambizioni può rappresentare una soluzione ma va fatta in maniera più capillare, più aperta, più trasparente, con meno pregiudizi, maggior convinzione, diversa mentalità.

Nel basket, al contrario del calcio, le soddisfazioni in questo momento sono di ben altra natura. I risultati che maturano sulle tavole da gioco, l’entusiasmo, il coinvolgimento e la passione stanno riportando tanta gente al Palatriccoli. Contro Chieti oltre 2000 presenze. Dopo quattro giornate del girone di ritorno la Termoforgia ha due punti in più rispetto alla fine del campionato scorso.

Salvezza raggiunta? Ci siamo vicini.

Se la squadra continua su questi standard, se i due americani, straordinariamente capaci, confermano ancora il loro talento, se Alessandri e Maganza giocano come contro Chieti, sognare di poter lottare per un posto play off non è utopistico. Non sarà facile, nelle prossime quattro gare l’Aurora giocherà tre volte in trasferta a Treviso ed in casa delle due Bolognesi oltre alla partita interna contro Casalpusterlengo, ma provarci non costerà davvero nulla. Però un risultato è già stato centrato.

Jesi è ritornata a parlare di basket in positivo, andare la domenica al Palatriccoli è un divertimento perché alla fine, quando si esce, al di là del risultato del tabellone, si è consapevoli di aver tifato per una squadra che da tutto, gioca anche bene, rappresenta quello che ogni tifoso vorrebbe dai suoi beniamini.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

 

 

 

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Anche il basket, come la domenica precedente avevano fatto quelli del calcio, vince in casa di Recanati.

Purtroppo la Jesina ha perso per l’ennesima volta contro il Matelica.

E’ stata invece una settimana piena di soddisfazioni per il club aurorino: l’annuncio e la firma del primo sponsor, tanto cercato e voluto quanto gradito visto che si tratta di un marchio del territorio, due punti nel derby.

E’ evidente che l’entusiasmo cresce in maniera spontanea e la squadra continua a mettere a frutto tutto quello che di buono prepara durante la settimana sotto la regia di coach Cagnazzo. La vittoria sul Recanati serve per il morale e soprattutto per la classifica che si sta facendo di settimana in settimana sempre più interessante. Gli attuali sedici punti corrispondono a quelli dello scorso campionato dopo l’ultima gara della stagione regolare. Adesso di partite ne mancano ancora tredici e forse l’asticella delle ambizioni potrebbe alzarsi. Senza tanti voli pindarici ma con la consapevolezza che continuando a lavorare di questa lena sotto il traguardo finale ci potrebbe essere davvero qualcosa di speciale. Il basket a Jesi non sta facendo bene solo sulle tavole da gioco ma è riuscito a riconquistare credibilità e a coinvolgere di nuovo tantissimi sportivi. L’esempio delle presenze al PalaRossini di Ancona è significativo. Certo centrare la post season dopo tanti campionati, l’ultima volta nel 2008-2009, sarebbe come coronare un sogno quasi impossibile viste le premesse e le tante difficoltà degli ultimi anni. Adesso per la Termoforgia il prossimo appuntamento sarà ancora in trasferta a Imola in casa del quintetto dove gioca Michele Maggioli. Poi la prossima davanti al pubblico amico contro Chieti il 29 gennaio.

La Jesina ha perso ma le recriminazioni sono davvero tante. Al di là del ricorso che la società presenterà per una probabile posizione irregolare del giocatore Titone, vanno considerate alcune situazioni in campo che alla fine hanno premiato gli avversari. Ci si interroga soprattutto sul fatto se l’atteggiamento dei leoncelli sia stato davvero quello giusto per affrontare un avversario che ha dato l’idea di non essere squadra ma una messa insieme di tanti ottimi giocatori sul piano individuale. Affrontarli con uno schieramento guardingo, 4-1-4-1,  non ha contribuito a metterli in difficoltà. E’ vero che l’undici di Bugari ha coperto bene il campo subendo la prima rete su palla inattiva e la seconda su una deviazione sfortunata di Tafani ma è altrettanto vero che non è riuscita, fino a quanto in campo non sono entrati prima Shiba e poi Pierandrei, a dare velocità e a costruire una fase offensiva di possesso palla e di lavoro soprattutto sulle corsie esterne. Il Matelica, come sostenuto anche a fine gara dal loro mister Mecomonaco, non è al momento assemblato come dovrebbe: rispetto alla gara d’andata ben sette giocatori erano nuovi. Dunque, le partite per vincerle bisogna giocarsele per novanta minuti anche contro avversari più forti. Questo la Jesina non l’ha fatto.

Infine la questione Shiba.

Sono due domeniche che non gioca titolare, la terza volta nelle ultime quattro partite di cui due in casa.

Per caratteristica questa Jesina non può essere schierata ad una punta. Ci è stato sempre detto che Shiba rende al massimo se si sente un giocatore considerato. Così non lo è di certo.

E poi, detta fino in fondo, perché Pierandrei viene utilizzato con il contagocce?

Va sempre ricordato che l’obiettivo dichiarato dei leoncelli è centrare i play off e che Bugari al suo ritorno a Jesi ha sostenuto a voce alta che l’attuale rosa è qualitativamente più forte di quella che allenava la scorsa stagione. Di conseguenza qualcosa non quadra ed è necessario riequilibrare il tutto il prima possibile. Di conseguenza diventa un obbligo giocare sempre e comunque per vincere non per non perdere.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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La Jesina ha espugnato Recanati, l’Aurora basket ha perso in casa contro Mantova, il calcio femminile è stato fermato dalla neve in quel di Chieti.

Il successo dei leoncelli è di sostanza in chiave classifica ed ora sarà subito necessario confermare questo ottimo inizio del girone di ritorno già domenica prossima in casa contro il Matelica. Un derby che potrebbe segnare una svolta in tutti i sensi. A Recanati la squadra ha quasi dominato meritando ampiamente. Ha mostrato personalità ed anche l’undici iniziale scelto da Bugari, dopo le critiche sulla formazione sia contro il Monticelli che a Fermo, aveva un senso logico e tattico che il campo ha confermato.

L’Aurora invece recrimina.

Se c’è una cosa che nello sport il giorno dopo ti lascia imbufalito ed allo stesso tempo amareggiato è il fatto di dover commentare, digerire, giustificare una sconfitta e capire che gli episodi o le decisioni avverse non hanno permesso di festeggiare.

Un indizio non fa una prova, due fanno riflettere, il terzo fa sorgere un legittimo sospetto.

Quando l’elenco si allunga con regolare, quasi scientifica, cadenza i timori diventano terribilmente reali e fanno urlare, di rabbia, chiunque.

Contro Mantova un evidente errore della terna arbitrale, il fallo fischiato contro Benevelli su Amici, la sanzione doveva essere praticamente contraria, l’ennesimo di questa stagione, ha messo il bastone tra le ruote del quintetto di Cagnazzo fermandolo nella corsa verso il successo.

Episodio chiaro, lampante, oggettivo che con il supporto delle immagini televisive è risultato addirittura incredibilmente chiarissimo.

Il detto dice che torti e favori alla fine si compensano ma al momento il saldo aurorino è pesantemente negativo. Domenica in Ancona il derby contro Recanati.

C’è ancora tutto un girone di ritorno per far punti pesanti a patto che da superare ci siano solo avversari.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

 

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Il calcio femminile esulta, l’Aurora basket festeggia, la Jesina piange.

E’ stato un week end sportivo estremamente positivo se si escludono i leoncelli che hanno preso tre gol a Fermo confermando in lungo ed in largo le tante perplessità tattiche e tecniche maturate sette giorni prima dopo il pareggio interno contro il Monticelli.

L’undici femminile ha conquistato la prima storica vittoria in serie A. Erano diverse domeniche che la squadra di Giovanni Trillini ci provava senza peraltro mai riuscirci. Contro il Como c’è stata anche la prestazione e questa ha aperto spiragli di speranza che lasciano intravedere come ancora si possa puntare alla salvezza. La classifica in questo momento parla chiaro. Detto che al comando c’è la Fiorentina con 26 punti, in coda appaiate a quota 3 ci sono Jesina e San Bernardo. Tre punti nel gradino superiore a quota 6 San Zaccaria e Como. A quota 7 il Chieti che alla ripresa ospiterà proprio le leoncelle. Salvarsi sarebbe fondamentale per dare consistenza e continuità al movimento jesino che dalla sua ha il gran vantaggio di avere una rosa composta da atlete giovanissime molte delle quali solo sedicenni che garantirebbero un futuro certo.

La vittoria dell’Aurora ha il sapore di aver centrato il primo step della stagione. Era assolutamente vero, e non retorica, che il campionato del quintetto di Cagnazzo, dopo le prime tre vittorie in altrettante gare ad inizio stagione, sarebbe iniziato dopo il tour de force contro le avversarie più forti del girone: le due bolognesi e Treviso. All’atto pratico così è stato e contro Udine, oltre ai due punti, la squadra è riuscita a coinvolgere tutti i suoi sostenitori non solo applicando al meglio il piano partita ma giocando con carattere e determinazione appassionando tutti i presenti. Il popolo arancio blu ora si sente rappresentato da questo team nella convinzione che fino alla fine si possa ancora raccogliere punti e soddisfazioni.

Giornata nera invece per la Jesina. Ci sembra essere ritornati ai periodi più difficile dello scorso campionato. Nelle ultime due partite, un punto, si è sbagliato troppo ad iniziare dalle scelte. Contro una squadra che di recente ha dimostrato di saper anche perdere, il Monticelli in casa contro la Sanmaurese, la Jesina era stata schierata volutamente, perché ammesso dallo stesso allenatore, per non perdere. Ed allora in campo tanti centrocampisti ed un sol attaccante. A Fermo, contro la prima della classe, la Jesina è stata impostata con pochi centrocampisti, e quelli mandati in campo con poche caratteristiche di fisicità e di contenimento, e tanti attaccanti. Considerato che il campo alla fine restituisce sempre la verità a Fermo si è perso con tre gol nel sacco.

Così non va: così non può andare.

Quando Bugari è stato richiamato a Jesi a sostituire Vagnoni aveva dichiarato che questa Jesina qualitativamente è valida, un po’ meno quantitativamente. In campo non lo dimostra, lo dicono i risultati. Inoltre ci piacerebbe conoscere il motivo perché Pierandrei non viene mai utilizzato e quale sarebbe l’undici titolare che Bugari ha in mente visto che tanti giocatori vengono schierati, una domenica si l’altra no, specialmente gli under, in ruoli o con funzioni tattiche diverse.

Da anni i leoncelli non vincono niente.

Nel 2008-09 hanno conquistato la Coppa Marche d’Eccellenza. La stagione successiva la Jesina ha perso la finale play off nazionale contro il Kras ed è stata ammessa comunque in serie D. Nel 2010-2011 ha centrato i play off e poi nulla più.

Non ci sembrano gran risultati e, continuando di questo passo, anche se le aspettative iniziali prevedevano i play off, anche per questa stagione ci si dovrà accontentare, almeno questo lo auspichiamo e speriamo che si verifichi, della salvezza senza patemi d’animo.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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Due punti persi o un punto guadagnato? E’ questo l’interrogativo dopo il pareggio interno della Jesina contro il Monticelli. Il dibattito è aperto. Ciò che mette tutti d’accordo è il fatto che per i leoncelli si tratta del settimo risultato utile consecutivo e che la gestione Bugari non ha mai perso. Contro gli ascolani la squadra ha giocato come il tecnico di casa voleva e come al termine della partita ha commentato: non si doveva rischiare nulla, non ha rischiato; l’importante era non perdere, ha pareggiato. Si potrebbe banalizzare così l’andamento del match ma il fatto che non si giochi per vincere lascia l’amaro in bocca. Anche e soprattutto agli sportivi che sempre in numero minore si presentano al Carotti: nella giornata del leoncello contro la Civitanovese i biglietti venduti non hanno superato le 500 unità, contro il Monticelli solo 250. Vero che il turno infrasettimanale, che poi ha visto in campo tutte le squadre del girone, potrebbe aver lasciato qualche segno sul piano fisico atletico ma è pur vero che la Jesina ha affrontato un avversario che fino ad oggi ha subito bel 44 reti (una media di quasi tre reti a partita) alla quale la Jesina non è riuscita a fargliene più di una. Dunque sul banco degli imputati la mentalità. L’organico della Jesina è stato costruito per vincere, per raggiungere i play off, questo non va mai dimenticato perché programmato e dichiarato, utilizzando anche i giovani under per vincere l’altra classifica, quella dei ‘Giovani D Valore’. Se così non fosse non si capisce perché Vagnoni è stato esonerato ed al suo posto ripreso Bugari. Di conseguenza essendoci mezzi e uomini per ottenere questi traguardi è cosa buona e giusta sfruttarli. All’atto pratico l’undici anti Monticelli doveva essere scelto con il classico modulo a due punte. Se Shiba doveva rifiatare perché non è stato utilizzato Pierandrei? Altrimenti l’impressione è che quello che era una promessa sta per essere definitivamente dimenticato. Poi l’esclusione di Cameruccio: non ci convince il fatto che nelle precedenti uscite aveva speso tanto. Oltre alla posizione tattica, almeno nel primo tempo, di Serantoni e Sassaroli, mai visti nella metà campo avversaria. Insomma un punto studiato a tavolino prima di giocare non porta benefici. Sapendo benissimo infine che l’utilizzo degli under deve essere più convincente e decisivo visto che la Jesina sta scivolando indietro dalle posizione utili del podio, quelle che alla fine portano ossigeno alla società. Certo non discutiamo la scelta tecnica di utilizzare Niosi tra i pali anche perché se al suo posto giocava Tavoni poco o nulla sarebbe cambiato. Questo però contrasta con la scelta estiva di riconfermare Tavoni.

L’Aurora basket dopo aver vinto a Forlì nel turno infrasettimanale ha perso malamente a Roseto. Nella giornata in cui uno dei due americani ha avuto una prestazione sotto tono la squadra si è sfaldata, merito degli abruzzesi che hanno giocato con grande intensità dimostrando voglia di vincere.  Questo passo falso ci poteva e ci può stare. L’obiettivo della salvezza è ancora tutto concreto ed ora sarà necessario ritornare al successo domenica prossima in casa contro Udine dove coach Cagnazzo dovrebbe anche riavere a disposizione Battisti oramai pronto al rientro dopo l’infortunio. A questo punto della stagione dieci punti in classifica generale non sono tanti ma neanche pochi. Gli stessi del girone d’andata dello scorso campionato. Ora, per completare la prima fase, di gare a disposizione per far altri punti ce ne sono tre di cui due a Jesi (Udine e Verona) ed una in trasferta a Trieste. Con l’aggiunta della prima di ritorno ancora al Palatriccoli contro Mantova. Un percorso che potrebbe o dovrebbe segnare una dimensione precisa di quello che l’Aurora si potrà o dovrà attendere per capire con quale finale di stagione sarà chiamata a confrontarsi.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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evasio.santonijesi


 

La Jesina muove ancora la classifica; il calcio femminile fa registrare il settimo ko consecutivo con mister Giugliano che viene esonerato ed al suo posto è stato chiamato Giovanni Trillini; il basket gioca in posticipo martedì 29 novembre a Ravenna alla ricerca di un successo dopo cinque sconfitte consecutive. Per i leoncelli si tratta del quarto risultato utile uno di seguito all’altro. In sostanza da quando mister Bugari è stato richiamato a guidare la Jesina questa non ha mai perso. Anche se la posizione in classifica generale non lascia dormire sonni tranquilli, a soli due punti al di sopra della zona play out. Sicuramente lontanissimi dall’obiettivo dichiarato ad inizio stagione, otto punti,  dei play off. L’ultimo risultato positivo è maturato sul campo di San Marino. Un pareggio sostanzialmente giusto con recriminazione. I leoncelli ad inizio gara hanno sbagliato un calcio di rigore che poteva cambiare le sorti dell’incontro e, di conseguenza, il risultato finale. Di positivo il fatto che, come era successo la domenica precedente contro il San Nicolò, la squadra è riuscita per bene due volte a recuperare lo svantaggio. Poi i giovani. L’esperimento Compagnucci difensore centrale è riuscito bene. Sarebbe a questo punto il caso di insistere per riconsegnare Cardinali al suo ruolo naturale di centrocampo ma è quasi certo che nelle prossime ore la società darà il placet per tesserare un difensore centrale di esperienza. Negli ultimi giorni si sono fatti tanti nomi tra i quali Capparuccia (Sangiustese), Labriola (Montegiorgio), Belelli (Chisanuova). Dopo l’ultimo turno di campionato è emerso anche quello di Enow Solomon attualmente in forza alla Civitanovese, che domenica sarà a Jesi per un derby sempre sentito, reduce da campionati di C1 e C2 a La Spezia e Lecco oltre a tre stagioni a buoni livelli nella serie A Slovena. Ritornando all’ultimo impegno di San Marino la Jesina ha ancora una volta dimostrato carattere. L’undici titolare pur privo di alcuni titolari si è comportato molto bene e chi è entrato in corsa, come Bontà, ha subito inciso andando addirittura in rete per il gol del primo pareggio. Come l’innesto di Rossini, così era stato anche contro il San Nicolò, ha cambiato ritmo e scompigliato tattico eludendo le contromosse dei padroni di casa, incidendo sul pareggio definitivo realizzato da Censori. E’ necessario comunque guardare avanti. Ora, oltre a non perdere, serve vincere. La prossima settimana si registreranno tre partite: in casa contro la Civitanovese, in trasferta giovedì 8 dicembre a Chieti fanalino di coda con un sol punto, ancora in casa per l’altro derby contro il Monticelli.  Poi, prima della fine del girone d’andata ci sarà la trasferta di Fermo. Dodici punti a disposizione pesanti per la corsa verso un posto di medio alta classifica. Insomma, vietato farsi staccare dalla corsa play off e coinvolgere in tutto e per tutto alla lotta per la conquista di un posto importante fuori dalle posizioni per la salvezza. Il derby contro i rivieraschi rossoblu a Jesi, ma anche in riva all’Adriatico, è sempre atteso e sentito dalle due tifoserie . A Civitanova la situazione è pesante. Domenica dopo il successo sull’Alfonsine mister Caneo ha addirittura invitato i suoi dirigenti ad esonerarlo. Sulla carta sembrerebbe che Negro e compagni saliranno a Jesi per onor di firma ma non sarà assolutamente così. Vietato pensare che non sarà un derby come sempre negli anni lo è stato dove agonismo, rivalità ed entusiasmo prevarranno su  tutto.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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evasio.santonijesi


Ancora una domenica di campionato dove le nostre, Aurora basket, Jesina e Jesina femminile portano a casa un sol punto. A farlo, ancora una volta, la Jesina. Il quintetto aurorino è stato sconfitto in casa dalla Virtus Bologna, le donne del calcio hanno perso, e restano ultime in classifica generale con zero punti, a Ravenna, i leoncelli pareggiano davanti al proprio pubblico, con poche presenze sugli spalti, ma questo sembra diventare purtroppo una costante, contro il San Nicolò. La squadra di Bugari sta dando continuità ai risultati, il terzo consecutivo su tre gare a guida dell’allenatore anconetano, pur se in fatto di gioco e di schieramento tattico sembra scendere in campo con il freno a mano tirato. Il problema è il centrocampo dove non sembrano esserci giocatori di qualità in grado di cambiare passo e ritmo e di creare manovre efficaci ed efficienti per sfruttare le doti e le qualità dei due attaccanti, Trudo e Shiba, sicuramente non inferiori ad altre coppie di punteros del campionato. Recuperare per ben tre volte lo svantaggio contro gli abruzzesi non è stato facile e dunque va sicuramente sottolineata la prova di carattere e la giusta mentalità. Come è d’obbligo sottolineare alcune decisioni arbitrali che hanno dato l’impressione di penalizzare fin troppo l’undici jesino. Come si fa a non dire che Tafani e compagni sono stati sfavoriti? Portare fuori area la rimessa con palla inattiva un fallo sanzionato e commesso chiaramente in area è sinonimo di penalizzazione. Dal momento che il direttore di gara ha fischiato dimostra aver preso la decisione che la penalità c’era. E se punizione c’era il direttore di gara doveva solo ed esclusivamente indicare il dischetto del rigore. Si era sul 2-2. Evidente che la partita avrebbe preso tutt’altra piega! Al tempo stesso va evidenziato che la Jesina, nel primo tempo, ha sofferto a centrocampo e sulla sua fascia destra. Poi nella ripresa Bugari ha letto bene la partita con gli innesti di Cameruccio e Rossini ed i leoncelli hanno allargato il campo e chiuso gli avversari nella loro metà campo. Sul finale è emersa anche una certa superiorità sul piano fisico. Sarà demerito degli abruzzesi, che a detta del loro allenatore erano stanchi per le tante partite giocate in pochi giorni. Sarà pure merito della Jesina che da questo punto di vista sembrano al top soprattutto dopo che Bugari, dal suo arrivo, ha deciso di avvalersi quotidianamente del preparatore atletico, Glauco Simonetti, ed è giusto che questo tipo di lavoro, oggi indispensabile, giustamente, viene messo in evidenza. Un altro aspetto da migliorare è la posizione in campo di Shiba. Le sue caratteristiche lo portano a giocare troppe volte fuori area accentrando su di se tanti palloni. Questo oscura un po’ Trudo considerato poi che la squadra non possiede un giocatore di centrocampo avanzato, che gioca tra le linee dei due, pronto a raccordare le loro giocate o creare la situazione di uomo in più. Allora diventa fondamentale il gioco sugli esterni ed appunto Rossini e Cameruccio hanno saputo evidenziare e svolgere alla perfezione. Infine due parole vanno spese per Sassaroli. Un ragazzo che si sta rivelando, anche lo scorso campionato era stato così, quasi indispensabile. Duttile e capace di occupare più ruoli è sempre pronto e presente. Contro il San Nicolò si è messo in evidenza anche per le due reti realizzate ma il suo gioco ed il tanto lavoro che riesce a fare, con concretezza, lo esalta e lo rende non indispensabile ma utile alla causa. L’Aurora basket dal canto suo ha perso la sua quinta partita consecutiva. La Virtus Bologna in questo momento non è alla portata degli jesini ma la recriminazione ed il ritornello è sempre lo stesso: il roster a disposizione di coach Cagnazzo è corto. Alla fine lo scotto viene sempre pagato. L’amministratore unico Lardinelli, sul suo profilo face book, ha scritto: “Abbiamo fatto il massimo come squadra e come società. Abbiamo sfiorato l’impresa giocando anche un bel basket, abbiano portato oltre 2600 persone al palazzetto di domenica alle 14.00 con altri appuntamenti a Jesi come la Vallesina Marathon e la Jesina calcio. Abbiamo lottato fino alla fine per l’ennesima volta, ma contro queste corazzate non era possibile fare di più, anche perché un po’ di sudditanza psicologica c’è e ci sta. Inoltre ricordo a tutti che questa squadra è stata costruita per salvarsi ed a oggi abbiamo incontrato tutte avversarie costruite per vincere: Mantova, Treviso, Piacenza, Fortitudo e Virtus Bologna. Adesso inizia il nostro campionato”. Tutto vero e giusto! Come è vero e giusto che la salvezza non la si conquista solo sulle tavole da gioco ma anche in tutto quello che circonda squadra e società. Una volta si diceva, ma vale anche adesso, che per raggiungere l’obiettivo servono tante componenti: squadra, società, pubblico, stampa. Ad ognuno il proprio ruolo. Il principale ovvio è quello della squadra che dovrà misurarsi contro avversarie che sulla carta sono considerate alla pari. Sarà importante sperare, soprattutto, che Bowers e Davis continuino su questi standard.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)