di VENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

PRONTI, VIA!
Il recupero del vecchio nosocomio Settecentesco che si affaccia su Corso Matteotti, ha fatto scattare la corsa Olimpica ad illustrare l’idea geniale da parte di Amministratori, Politici, e pseudo finanziatori di tutti i livelli. Dopo pochi metri, la gara è già entrata nel vivo e promette scintille. Sede per l’associazionismo, anzi no, meglio un grande centro per i convegni. Ma non scherziamo, è la sede ideale per il Liceo Artistico. Alla città servono parcheggi. Deve diventare un pronto soccorso per i codici di lieve entità. E il vecchio laboratorio analisi? Bisogna riconvertirlo. No, no, no, va demolito. La sfida tra i podisti di Comune e Regione sarà lunga e agguerrita, con i partiti pronti a giocare un ruolo da outsider, mentre ai cittadini, relegati al ruolo di spettatori, è stata consegnata una bandierina da sventolare al passaggio del progetto vincente. Intanto continua a restare in piedi l’edificio che tiene tristemente compagnia ai passanti di Viale della Vittoria, alla faccia delle annunciate tumulazioni. Ma forse quella corsa non interessa già più.

 

GIGETTO
L’alunno Gigetto che frequenta il primo anno di scuola superiore, ha ricevuto un voto insufficiente nel compito in classe, e questo gli pregiudicherà la gita scolastica. Incredulo, ha immediatamente esclamato verso il Prof: “Lei non sa cosa c’è dietro questo mio lavoro. Forse non era perfetto, ma non ho potuto studiare perché dovevo incontrare Ilaria, la mia nuova ragazza. Mi sono dovuto travestire da Batman per far svenire mia madre e uscire in tranquillità. Poi, arrivato a casa sua, mentre stavamo limonando, è apparso il fratello con una chiave inglese in mano, e ho dovuto passare diverse ore chiuso in bagno, finendo tutta la carta igienica a disposizione. Ma se lei non capisce queste cose, non può fare l’insegnante, ed è giusto che stia a casa a mangiare patatine e fruttini. Nel suo corpo non alberga un cuore, ma un cestino per la spazzatura”. Il padre del povero Gigetto ha subito inviato una lettera ufficiale di protesta verso quel pelato del Preside per l’assurda designazione dei Professori. Il Consiglio d’istituto ha affrontato il caso con celerità, mettendo in secondo piano tutti gli altri problemi della scuola, ma i convinti sostenitori del giovanotto, commossi dalla sua sincerità, e i moralisti di stagione, sono rimasti su posizioni opposte. Tragicomiche storie Italiche.

LE CERIMONIE
Con la Primavera arriva il tempo delle cerimonie. Battesimi, Prime Comunioni, Cresime, Matrimoni. Alzi la mano chi non dovrà partecipare ad almeno uno di questi eventi. In queste circostanze emergono le ultime tangibili differenze tra uomo e donna. Ecco a voi un elenco semi serio di comportamenti classici.
Uomo: Per vestirsi utilizza un budget di 28 Euro. Compra una giacca da utilizzare con qualunque condizione climatica. Da quella giacca si dimentica di staccare il cartellino. Pur di non esser presente alla funzione Religiosa, gira la Città per ben 12 volte, alla finta ricerca di un parcheggio. Arrivato al ristorante, ha la camicia azzurrina già ampiamente pezzata all’altezza delle ascelle. Dopo il tris di primi, le macchie di sugo marciano alla conquista di qualunque indumento. Al quarto brindisi la cravatta è legata in testa stile “ultimo dei mohicani”. Non resiste e fa partire un trenino, diventando il migliore amico di Charlie Brown. Si esibisce nella serie delle “osterie”, arrivando fino alla mille, quella con il suo pistolino che fa scintille. Nella foto di rito con il festeggiato e la torta, posa rigorosamente con la cintura allentata e l’elastico delle mutande a pois in bella vista. Il giorno dopo in ufficio, racconta di essere stato ad una festa, ma non ricorda bene di chi.
Donna: Per vestirsi chiede alla banca un finanziamento veloce veloce. Compra una canottierina, una sottogiacca, una magliettina, una maglia, una giacca, un foulard, da utilizzare a seconda delle condizioni climatiche. Stacca tutti i cartellini per dimenticare i prezzi. Partecipa alla sfilata per ricevere l’ostia in modalità “chiappa tonica 2018”. Salta il tris di primi per evitare le macchie di sugo. Al quarto brindisi millanta una simpatia nei suoi confronti da parte del Sultano del Bahrein. Le scarpe con tacco 18 fanno diventare i piedi delle mazzette da muratore, ma non si molla. Alla partenza del trenino sfodera lo sguardo incredulo e schifato. Sulle note delle “osterie” scrive un messaggio all’avvocato per chiedere informazioni sul divorzio. Prima della foto con festeggiato e torta, va in bagno e fa direttamente arrivare il parrucchiere di fiducia. Il giorno dopo in ufficio, criticherà tutte le altre signore presenti.
Tanti Auguri !

GIROTONDO
Un pensiero, una filastrocca, un’idea, un gioco, una canzone, una poesia,… per fermare i Signori della guerra.
Se verrà la guerra, Marcondiro’ndero
se verrà la guerra, Marcondiro’ndà
sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?
Ci salverà il soldato che non la vorrà
ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà.

L’aeroplano vola, Marcondiro’ndera
l’aeroplano vola, Marcondiro’ndà.

Se getterà la bomba, Marcondiro’ndero
se getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l’aviatore che non lo farà
ci salva l’aviatore che la bomba non getterà.

La bomba è già caduta, Marcondiro’ndero
la bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro’ndera
siam belli o siam brutti, Marcondiro’ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggerà
siam furbi o siam cretini li fulminerà.

Ci sono troppe buche, Marcondiro’ndera
ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro’ndera
non potremo più giocare al Marcondiro’ndà.

E voi a divertirvi andate un po’ più in là
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi e le stagioni con i mille colori.

Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più
viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà…

Fabrizio De Andrè

Marco Pigliapoco

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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