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Cronaca

FABRIANO L’ALLARME DELLA FIOM: “A RISCHIO LA COESIONE SOCIALE”

FABRIANO, 5 novembre 2017 – Continua a scuotere la città la drammatica situazione industriale ed occupazionale del comprensorio, il responsabile della FIOM CGIL Pierpaolo Pullini ed il Segretario Generale della FIOM di Ancona Tiziano Beldomenico, lanciano un triplo allarme: J&P Industries, Whirlpool e Tecnowind.

Questa l’analisi della FIOM che, attraverso una nota stampa, “mette in fila” le tre grandi criticità del territorio fabrianese.

Questione J&P, nuovo incontro previsto per il 13 novembre: “Per quella data ci attendiamo che arrivi definitivamente ad una risposta sulla certificazione del piano industriale. Entro la fine di ottobre si attendeva infatti il documento definitivo di una apposita societa di verifica – spiegano Pullini e Beldomenico – Se cosi dovesse essere, sarebbe irresponsabile da parte del sistema bancario non finanziare un progetto industriale che puo garantire centinaia di posti di lavoro su uno dei territorio piu colpiti in assoluto dalla crisi. L’allungamento della possibilita di utilizzo della CIGS fino al 31/12/2018 e uno strumento indispensabile per una eventuale start up che comunque non puo piu essere rimandata”.

“Caso” Whirpool. A mettere in allarme la FIOM la deludente chiusura della trimestrale di bilancio: “Come appreso da autorevoli fonti – spiegano – ha causato perdite importanti del titolo sul mercato azionario e che ha portato la Dirigenza della Multinazionale a dichiarare l’adozione di misure forti per garantire il raggiungimento degli obiettivi fino a qui mancati; misure che riguarderebbero l’ aumento dei prezzi e una riduzione di 150 milioni di dollari di costi fissi, probabilmente incentrati su area EMEA, dove si registra una perdita sul venduto. Esiste quindi una forte sofferenza sulle vendite, a fronte di perdite di quote di mercato, e sugli utili. Le dichiarazioni della Multinazionale destano molta preoccupazione in quanto intervenire sui prezzi significa di solito abbandonare alcune produzioni a bassa marginalità, mentre quando si parla di riduzione di costi fissi, troppo spesso si è inteso tagliare posti di lavoro: non è detto che sia questo che Whirlpool abbia in mente, ma ad oggi non conosciamo le strategie che l’Azienda intende perseguire”.  Ecco quindi la richiesta: la convocazione del tavolo al MISE per verificare “Cosa ancora non si e completato e cosa non ha funzionato nell’integrazione, fermo restando che il tavolo territoriale convocato il giorno 08/11/2017 diventa un momento di confronto importantissimo”. concludono.

Vertenza Tecnowind, forte il richiamo all’azienda ed ancora una volta richiesto il ritiro della procedura di mobilità. “In questi giorni e prevista la presentazione del piano concordatario preceduto dall’apertura di una procedura di mobilità coatta che taglia fuori dalla fabbrica il 60% dei dipendenti. Abbiamo già dichiarato di non essere disponibili a firmare un accordo che preveda licenziamenti forzosi – incalzano Pullini e Beldomenico – ma siamo pronti confrontarci per valutare tutte le strade da perseguire per ridurre il numero di esuberi e di conseguenza salvare il maggior numero di posti di lavoro possibile”. Necessario quindi secondo la FIOM conoscere “Cosa Tecnowind è disposta a metterci per gestire l’esubero, che non puo essere quello annunciato, in maniera volontaria e non unilaterale. In attesa di essere convocati per avere informazioni riguardanti gli incontri del 30-31 ottobre con i possibili acquirenti, chiediamo ancora una volta il ritiro della procedura di mobilità apertà lo scorso 26 ottobre. Auspicando che gli intendimenti raggiunti con le Istituzioni al tavolo del MISE riguardanti ulteriori ammortizzatori sociali, possano concretizzarsi nel piu breve tempo possibile. Si resta quindi in attesa di convocazione per un incontro in sede territoriale e di una convocazione presso il MISE, cosi come da impegni presi”.  Il tempo è fondamentale, conclude nell’analisi della vertenza la FIOM, in quanto “Questa drammatica vertenza rischia di causare un vero e proprio problema di tenuta sociale per i dipendenti diretti, per i fornitori, per l’indotto e per tutto il territorio. Per una volta che in Tecnowind c’e una risposta positiva dal sistema bancario, ricordiamo i 3,8 milioni di euro di finanziamento ricevuto da appositi istituti di credito, è indispensabile un’azione sinergica da parte di tutti evitando di lasciare soli i dipendenti che ormai pagano da anni con grandi sacrifici e che rischiano il disastro industriale”.

“A fronte di queste tre grandi vertenze esiste un vero e proprio problema – concludono Pullini e Beldomenico –  che riguarda Fabriano e non solo, in merito alla scadenza ormai prossima degli ammortizzatori sociali per le aziende in crisi che li hanno usato in maniera continuativa e per le piccole aziende vista la quasi attuale impossibilita di accesso agli ammortizzatori in deroga. E’ necessario che questo diventi un problema di carattere generale che rischia di compromettere la tenuta complessiva del sistema industriale del Paese, compreso il territorio di Fabriano, e sul quale come FIOM ci stiamo battendo a tutti i livelli organizzativi ed istituzionali affinche si intervenga per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro a cui deve seguire il rilancio complessivo dell’occupazione”.

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