FABRIANO / PEDIATRIA: LA PREOCCUPAZIONE DEL COMITATO E DEL SINDACO

“Reparto in sofferenza”

 

FABRIANO, 16 maggio 2018 – C’è preoccupazione per il futuro del reparto di pediatria del “Profili” di Fabriano, da tempo sofferente dal punto di vista di specialisti presenti in reparto “Il coordinamento per la salvaguardia dell’ospedale mostra la sua profonda preoccupazione sull’imminente futuro del reparto di pediatria. Chiediamo quindi chiarimenti e rassicurazioni da parte di chi di competenza”.

Durante il consiglio comunale dello scorso Aprile, anche il Sindaco Santarelli aveva espresso i propri timori , osservando che “Pediatria soffre perché non riesce a sostenere le attività che arrivano da Ostetricia”.  Sempre il primo cittadino aveva osservato che delle due nuove figure inserite all’interno del reparto una aveva chiesto il congedo familiare e l’altra il trasferimento presso altra sede lavorativa.

“Le varie parti politiche – proseguono dal comitato – hanno promesso impegno e dedizione per la salvaguardia della struttura fabrianese come ospedale di riferimento per l’entroterra. Ci sembra che stiamo ben lontani dal vedere tali promesse mantenute e per questo ci adopereremo per fare iniziative per contrastare un possibile smembramento di questo come di altri reparti”.

Sempre a mezzo sociale network la risposta del primo cittadino

“Condivido le preoccupazioni e non a caso dopo il mio sopralluogo al Profili avevo denunciato la carenza di personale generalizzata ma che si concentra su due settori specifici: pediatria ed ortopedia. La carenza di personale sembra sia dovuta da una oggettiva difficoltà a reperire personale piuttosto che a una mancanza di interesse”.

“Contro la mancanza di volontà – prosegue – i possono prevedere azioni e iniziative, più difficile è intervenire per convincere gli operatori a venire a lavorare a Fabriano anziché in altre strutture. La carenza di personale è un problema che stanno vivendo molti ospedali anche fuori regione e tutto parte dalla politica del numero chiuso per le iscrizioni alle Università che non consente di avere ogni anno la formazione di personale per garantire la copertura del turnover.
Questo non significa deporre le armi e arrendersi all’evidenza ma è oggettivo che la capacità di intervento è di molto limitata”.

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