JESI / UBI BANCA HA CHIUSO IL 2017 CON UN UTILE DI 690 MILIONI DI EURO, FUTURO ROSEO

JESI, 9 febbraio 2018 – Dopo il “profondo rosso” fatto registrare nel bilancio 2016, con una perdita superiore agli 830 milioni di euro, UbiBanca ha chiuso il 2017 con un utile di 690,6 milioni di euro.

Il più grande Istituto di credito marchigiano, con i suoi 245 sportelli aperti sul territorio dopo la fusione tra Banca Popolare di Ancona, Banca Marche e Banca Etruria ed un quota di mercato che sfiora il 30% comincia dunque la sua nuova marcia verso nuovi traguardi.

I dati economici riportati in apertura dell’articolo debbono ritenersi “al netto delle componenti non ricorrenti – che beneficiano di 640 milioni di badwill per l’acquisto delle tre good bank – l’utile è stato di 188,7 milioni (474,4 milioni il rosso del 2016). Ai soci – leggiamo in una nota dell’Istituto di credito – sarà proposto un dividendo di 0,11 euro, in linea con lo scorso esercizio, per un monte dividendi di 125,5 milioni (107,1 milioni nel 2016) La banca – prosegue la nota – ha deciso la vendita nel corso dei prossimi 3 anni di un pacchetto significativo di crediti deteriorati per ridurre, tra il 2019 ed il 2020, sotto il 10% il rapporto tra crediti lordi e totale dei crediti”.

“Il 2018 ci dovrebbe portare un incremento estremamente significativo della redditività e quindi un’ulteriore realizzazione del pano industriale che abbiamo presentato” ha dichiarato in una nota il Consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah che, sempre per quest’anno, si attende “una crescita di tutte le variabili più importanti”, dal margine di interesse alle commissioni, all’asset management alle assicurazioni ed una “ulteriore riduzione dei costi”, grazie alla realizzazione degli accordi sindacali. “Infine – si legge nella nota – dalle azioni sul credito è atteso un costo del rischio più basso, con una conseguente riduzione delle rettifiche sui crediti, grazie alle azioni adottate sia nel 2017 che con il principio contabile Ifrs9”.

Altro obiettivo da centrare nel corso di quest’anno è quello “di seguire una via blindata sugli npi, da un lato rispondendo alla pressione della BCE per ridurre i crediti deteriorati, dall’altro evitando svendite di questi asset. E’ evidente che il busillis della gestione degli npi si risolve attraverso un opportuno bilanciamento tra due componenti. Da un lato c’è un mercato che chiede di accelerare l’alleggerimento dello stock degli npi. Il mercato, e ancora più le autorità di vigilanza; dall’altro lato c’è da seguire un passo che non metta nelle mani dei compratori”, ha spiegato il Consigliere delegato Massiah.

Un anno decisamente positivo che però potrebbe essere superato in questo 2018 e, ancora di più, l’anno successivo “se il contesto di mercato” consentirà a UbiBanca alcune operazioni in cantiere.

Sedulio Brazzini

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