JESI / “SENZA FLAVIO”, IL RICORDO DI GIANLUCA FENUCCI DOPO CINQUE ANNI DALLA SUA SCOMPARSA

JESI, 13 marzo 2018 – Flavio Falzetti era forte, atleticamente era una roccia. Era un mediano, non un piedi buoni ma un cuore generoso e due gambe possenti.

Falzetti, Damiano Tommasi

Da 5 anni, dall’11 marzo 2013, siamo i “senza Flavio”: lui che se ne è andato dopo aver lottato a lungo contro una “bestia” che a un certo punto sembrava sconfitta e che invece, alla fine, lo ha battuto.

Lo allenavo alla Monturanese quando nel gennaio 1999 nell’intervallo della partita a Riccione chiese il cambio, lui che non voleva uscire neppure nelle amichevoli del giovedì.

Era una squadra di bravi ragazzi quella e lui ne era un simbolo. Da lì in poi fu una lotta col male e un continuo donarsi agli altri, andando in ogni dove a parlare della difesa della salute degli atleti troppo spesso messa a repentaglio da chi non ha tanti scrupoli e li reputa solo viziati e fortunati.

Grazie a Flavio oggi c’è una legge regionale presentata da Francesco Massi sul passaporto ematico che aiuta la prevenzione.

Grazie a Flavio siamo tutti diventati, se non migliori, certamente più consapevoli e maturi.

E spesso, grazie a lui, con gli “Amici di Flavio” ci incontriamo e giochiamo a calcio con Fabrizio Castori e Marco Baroni.

Siamo i “senza Flavio” e il dolore ci prende alla gola e non ci lascia più.

Perché Flavio Falzetti è morto a 41 anni dopo 35 cicli di chemioterapia, dopo aver lottato 15 anni contro un male malvagio.

Lo ha raggiunto pochi giorni fa Davide Astori e il mondo del calcio è in lutto.

Mi piace pensare che Flavio, Davide e tanti altri corrano in cielo tra le nuvole e giochino ancora a pallone che era la passione della loro vita.

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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