Jesi

JUDO SAMURAI / CLUB DI JESI CHIARAVALLE CAMPIONE D’ITALIA 2018

JESI, 25 maggio 2018 – Il Judo Samurai Club di Jesi-Chiaravalle ha vinto i campionati nazionali 2018 Uisp di Judo che si sono svolti lo scorso fine settimana a Reggio Emilia.

La società jesina si è classificata prima fra i 70 team partecipanti ottenendo 98 punti con cinque ori, due argenti e sei bronzi.

Al secondo posto si è piazzata il Judo Club Mantova con 87 punti e al terzo la Polisportiva Castelverde di Roma con 85 punti.

La società jesina era la società campione d’Italia in carica, avendo già vinto lo scorso anno i campionati Uisp 2017 che si erano svolti a Torino.

I judoka del Samurai Club che hanno vinto le rispettive categorie sono: Riccardo Coppari (Seniores 73), Nicolò Mariotti (esordiente 45 kg), Dylan Todaro (esordiente 81 kg), Edoardo Clementi (esordiente 81 kg) ed Enrico Giorgini (cadetti 90 kg).

Al secondo posto nelle proprie categorie si sono piazzati Alice Piangerelli e Francesco Piergirolami, al terzo posto Leonardo Basili, Zenel Bitri, Annarita Stefania, Federico Flavianelli, Giovanni Cusenza e Gianmarco Coppari.

La maggior parte degli incontri degli atleti jesini sono stati vinti per ippon, vale a dire ko tecnico.

 

Il Judo Samurai Club di Jesi-Chiaravalle, fondato nel 1983 da Claudio Coppari, attuale responsabile tecnico, raccoglie circa 120 atleti, divisi fra la palestra di Jesi, circa 80, e i rimanenti a Chiaravalle.

 

di VENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

MANCIO, ATTO SECONDO

Il Comune ha deciso di celebrare in grande stile la prima uscita da Commissario Tecnico di Roberto Mancini.

Roberto Mancini

Lunedì 28 Maggio infatti, verrà aperto a tutti i cittadini il Teatro Pergolesi, dove verrà montato un bel maxi schermo, per gustarsi al meglio la succulenta amichevole tra gli Azzurri e l’Arabia Saudita. Tranquilli, avete letto bene, non è uno scherzo. Immagino il gran numero di Jesini che si metteranno in fila per non mancare all’appuntamento, con la Signora Ubalda che i vanterà di lunghe ciarle con Roby dal parrucchiere, mentre Gaudenzio detto “il menzogna”, in coda al gruppo perche non ha trovato parcheggio, racconterà che anche lui da ragazzino doveva andare al Bologna con il Mancio, ma una maledetta pellicina spuntata sul pollice del piede destro fece saltare il trasferimento. Non potrà mancare il Sindaco, con tutti gli assessori e famiglie annesse, perché è fondamentale dare il buon esempio, e la classica giustificazione del parto improvviso della coniglietta nana di casa, non sarà accettata. Sono sicuro che in un palcoscenico così maestoso, anche un “passami la palla, pirla” esclamato da Balotelli, e l’immancabile tackle di Chiellini a far saltare in aria tibia e perone di un malcapitato Arabetto, riusciranno a cogliere accezioni patriottiche e finanche educative. Davvero un bel quadretto ad omaggiare l’illustre concittadino. Ma quanto costa questo evento luccicoso ? Quante persone saranno impegnate a garantire che il tutto si svolga in sicurezza ? Soprattutto: Se un piccolo manipolo di volonterosi attori amatoriali Jesini, chiede la possibilità di esibirsi nel prestigioso teatro, cosa rispondono Istituzioni e Fondazione ?  Ma Roberto Mancini è alla guida della Nazionale di calcio… e vissero tutti felici e contenti.

 

PIAZZA NUOVA

Cartolina da Jesi.

Piazza Nuova, nel cuore del Centro Storico, dove ogni Sampietrino poggiato a terra ne ha viste di cotte e di crude, e ogni angolo avrebbe innumerevoli vicende da raccontare. Un spazio con delle aiuole chiamate a dare vivacità cromatica, ma curate alla bell’e meglio, una fontanella che trasuda tutto il suo splendido vissuto, ma che spesso fa le bizze, e una breve scalinata che cade a pezzi. Un fazzoletto di Città tenuto come un libro polveroso nell’armadio di una soffitta, un gioiello che non viene mai indossato con il vestito delle feste.  Federico II è nato qualche metro più in altro, e sembrerebbe non ci siano bandi Regionali, Europei, dell’Uefa o dell’Onu, per reperire le risorse utili al necessario restyling. Eppure, basterebbero piccoli interventi e buona volontà per restituire la giusta dignità a tutto il quartiere, partendo dagli abitanti, che dovrebbero essere coinvolti e responsabilizzati nella gestione dell’arredo e nella creazioni di mini eventi.  Quei meravigliosi vicoli meritano e hanno il diritto di entrare negli itinerari turistici di chi ci viene a trovare. Chi ha il compito di disegnare la Città di domani è chiamato ad una scelta senza ritorno: O si accendono le luci su sulla “Jesi che fu”, attirando anche le nuove generazioni a conoscerla e viverla, oppure resteranno luoghi con l’anima spezzata, utili soltanto a far scrivere qualche riga agli stupidi nostalgici come me.

 

GLI ESAMI

In questo periodo, una delle domande più frequenti è la seguente: “Come hai passato le ore precedenti all’esame di maturità ?” Bene, io non me lo ricordo.

Certo, non sarò romantico come Venditti, che andava in giro per Roma con un pianoforte sulle spalle, e trovava ogni scusa per palpare le tette alla sua Claudia, ma all’epoca avevo altri pensieri per la testa, e pensavo persino di poter cambiare il mondo. Ma se potessi tornare indietro, da buon Gucciniano, in fondo farei lo stesso. Alle ragazze e ai ragazzi che si apprestano agli esami scolastici, dico di vivere il momento con serenità, perché il raccolto andrà certamente di pari passo a quanto seminato, e non sarà mai un qualunque voto a facilitare l’andature nelle asperità della vita. Invito le Mamme a non stirare la camicia di cotone bianca e la giacca principe di Galles, perche non aiuteranno i figlioli nella loro prova.

Ricordo ai Babbi, impegnati tra una pagina della Gazzetta e l’altra, di dare una carezza al proprio figlio; assicuro che vale più di mille inutili raccomandazioni.

 

24 MAGGIO

Può una canzone che narra vicende di guerra, di combattimenti, di soldati e di ritirate, usare termini delicati, soavi, persino malinconici ? Ebbene sì.

Ecco perché la “Canzone del Piave” l’ho imparata da bambino, e continuo a canticchiarla con dolcezza ogni benedetto 24 maggio. Niente rivendicazioni politiche, solo poesia in musica.

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l’esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S’udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: “Non passa lo straniero!”
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto,
per l’onta consumata a Caporetto.
Profughi ovunque dai lontani monti,
venivano a gremir tutti i ponti.
S’udiva allor dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio de l’onde.
Come un singhiozzo in quell’autunno nero
il Piave mormorò: “Ritorna lo straniero!”
E ritornò il nemico per l’orgoglio e per la fame
voleva sfogar tutte le sue brame,
vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no, dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan l’onde.
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò: “Indietro va’, straniero!”
Indietreggiò il nemico fino a Trieste fino a Trento
e la Vittoria sciolse l’ali al vento!
Fu sacro il patto antico, tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore!
Sicure l’Alpi, libere le sponde,
e tacque il Piave, si placaron l’onde.
Sul patrio suol vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!

 

Marco Pigliapoco

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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LETTERE & OPINIONI / TENUTE PIERALISI: MEDAGLIA D’ORO PER IL VILLAIA!!

JESI, 25 maggio 2018 – Con grande orgoglio annunciamo che il nostro Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore VILLAIA, nel suo primo anno di produzione, ha già ottenuto la medaglia d’ORO al Decanter World Wine Award 2018, uno dei concorsi enologici più autorevoli al mondo.

Più di 270 i giudici, tra cui numerosi Masters of Wines, che hanno assaggiato i quasi 17.000 vini in gara.

Il Villaia ha conquistato tutti perché è davvero un vino che sa regalare emozioni. E’ frutto di un progetto molto ambizioso che coinvolge l’intera azienda e la sua filosofia di produzione: processi produttivi orientati al profondo rispetto del territorio e dei naturali cicli della vite, tecniche rispettose degli standard vegani e biologici, pratiche enologiche semplici e mai invasive per valorizzare la tipicità delle uve prodotte nei propri vigneti. Il Villaia è un Verdicchio realizzato con uve Verdicchio in purezza provenienti da un singolo vigneto, raccolte perfettamente mature e vinificate naturalmente, senza l’aggiunta di lieviti selezionati. Al naso il vino è delicatamente aromatico con note di erbe selvatiche e frutta. In bocca è fine e penetrante. “Splendidamente bilanciato da una vibrante acidità, vanta una consistenza vellutata che rende estremamente difficile non berlo. Il mio consiglio: fatelo!” Questo è l’entusiasmante commento del Masters of Wine Nicholas Belfrage a proposito del Villaia, e il suo sincero consiglio, che vorremmo ora riproporre a tutti, non ve ne pentirete!

Tenute Pieralisi

JESI / OSPEDALE, PARCHEGGI: INTERVENTO DEL COORDINATORE DELL’AVIS BRUNO DOTTORI

JESI, 25 maggio 2018 – Le Avis Comunali della Vallesina, tramite il coordinatore Bruno Dottori, dal giorno dell’inaugurazione dell’ospedale Carlo Urbani pongono il problema dei parcheggi riservati ai donatori.

“I posti riservati a turnisti e donatori, situati tra l’ingresso 3 e l’ingresso 4, – scrivono – sono sempre occupati da altri e questo alla luce del fatto che il parcheggio del Carlo Urbani è totalmente insufficiente per l’utenza e per chi in ospedale ci lavora. In altri ospedali della Regione i posti riservati sono un fatto concreto. Molti visitatori, donatori e dipendenti sono costretti a parcheggiare in Piazza Vesalio o al parcheggio del bocciodromo. Auspichiamo al più presto una soluzione poiché è inconcepibile che un volontario donatore che si reca a donare il sangue, svolgendo un’azione importantissima per la collettività, prenda una multa come purtroppo accade di frequente. Vogliamo ricordare che i donatori vengono da tutta la Vallesina, comprese Cingoli e Apiro”.

JESI / ASSUME UN COCKTAIL DI FARMICI E ALCOL, POI CHIAMA I CARABINIERI: “STO DANDO DA MATTO, PENSATECI VOI”

Il 35enne, separato da due anni, determinato a suicidarsi con un coltello

 

Il maresciallo Roberto Scarpone

JESI, 25 maggio 2018 – Erano circa le 02.45 del 23 maggio, quando la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Jesi riceveva la telefonata di un uomo, il quale, senza identificarsi e con tono molto alterato, affermava testualmente “sto dando da matto, pensateci voi”, fornendo indicazioni sulla dislocazione della propria abitazione.

Immediatamente sul posto veniva inviato l’equipaggio del radiomobile, composto dal Maresciallo  Roberto Scarpone e Appuntato Luciano Fabbri, i quali giunti sul posto, trovavano sull’uscio di casa un 35enne, palesemente disorientato ed in forte stato di alterazione psicofisica,  che brandiva un grosso coltello in mano determinato a suicidarsi. I militari instauravano immediatamente un dialogo ma, ad ogni tentativo di avvicinarsi, il 35 enne si faceva avanti con fare minaccioso, istigando gli stessi militari a sparargli, altrimenti avrebbe fatto di peggio.

Al fine di evitare serie conseguenze e tutelare l’incolumità della sorella e della madre presenti in casa, i carabinieri iniziavano  una serrata negoziazione che andava avanti  per oltre mezz’ora, durante la quale l’uomo, oltre ad  istigare ripetutamente i militari a sparargli, faceva sempre riferimento a qualcosa di peggio che avrebbe potuto commettere.

I militari dell’Arma, quindi,  mantenendo sempre la calma ed instaurando un rapporto di fiducia, alla fine convincevano il 35 enne a deporre il coltello ed a farsi visitare da personale del 118 intervenuto, che lo conduceva successivamente al Pronto Soccorso di Jesi per la valutazione sanitaria.

Una volta bloccato l’uomo riferiva di aver assunto un cocktail di farmaci ed alcol con il preciso intento di suicidarsi, aggiungendo che il suo stato era determinato dalla separazione coniugale avvenuta circa due anni oro sono.

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JESI / CASA DELLE DONNE: IMMENSO LAVORO DI TRASFORMAZIONE CULTURALE E SOCIALE

JESI, 24 maggio 2018 – Casa delle Donne di Jesi, Sportello antiviolenza, progetto Prime Donne, raccolta firme per l’applicazione della 194, queste solo alcune delle attività che il centro sta portando avanti in questo anno 2018.

Da pochi mesi poi il cambio della presidenza che passa da Maria Tracló a Paola Moreschi che dichiara “Senza educazione, prevenzione, informazione, formazione e sensibilizzazione, non potremo sgretolare i modelli stereotipati, sessisti e patriarcali imperanti nella nostra cultura che sono alla base di discriminazione, subordinazione sulle donne e della violenza di genere. Noi operatrici di casa delle donne siamo da anni parte attiva di questo immenso e difficile lavoro di trasformazione culturale e sociale.” continua “Dominante è ancora il controllo, il potere di decidere della volontà, della vita  e del corpo delle donne del “pater familias”, sia esso il padre o il marito, la Chiesa o lo Stato.”

Da dove nasce la violenza , fenomeno dilagante anche tra i più giovani?

“La violenza trae origine da dilaganti modelli ed esempi culturali, verbali e comportamentali devianti. Non possiamo certamente immaginare un cambiamento significativo senza lavorare con le generazioni future di uomini e di donne, in un percorso di autoconsapevolezza, di autodeterminazione e valorizzazione di sé. Stiamo infatti proseguendo quanto avviato da anni, nelle scuole di ogni ordine e grado con i progetti “Non Sono Indifferente” e “P.R.I.M.E Donne”, quest’ultimo finanziato da un bando ministeriale, realizzato in alcuni istituti della provincia insieme al CAV Donne e Giustizia di Ancona e gli Sportelli di Senigallia e Fabriano”.

Che tipo di progetti sono, ce li spiega?  A chi sono rivolti?
“Sono progetti di contrasto agli stereotipi, alle discriminazioni e alla violenza di genere,  per diffondere una cultura della parità e del rispetto nelle relazioni,  per l’affermazione delle diversità in quanto specificità, singolarità, originalità e autenticità. Per  una comunità umana libera da gabbie culturali, che incatenano le nostre libere ed emancipate identità, la nostra espressività. Dobbiamo aiutare i giovani a vivere una storia diversa, costruire una società che permetta di sperimentare pienamente se stessi/e e le proprie potenzialità. Sono progetti indirizzati alle scuole, entrare nelle classi è sempre un tempo prezioso e i giovani fanno sentire la loro “voce”, il loro bisogno di essere ascoltati. Entusiasmante vedere il loro valore, afferrare il loro sentire, confrontarsi, il loro rivelarsi quando sono coinvolti. Ogni volta è sorprendente. Incoraggiante poi è trovare dirigenti scolastici, insegnati e genitori che supportano questo nostro impegno e ci affiancano. Garantire lo Sportello AntiViolenza, i suoi servizi di ascolto, di sostegno psicologico, assistenza legale, l’educazione nelle scuole, la difesa della legge 194/78 per la sua piena applicazione insieme al coordinamento 194 SenzaObiezione, la lotta contro una cultura e una politica sessista che determinano una società discriminante e prigioniera, le campagne per i diritti di tutti e tutte, in opposizione ad ogni sopruso e a quanto negato e molto molto di più è per Casa delle Donne una sfida difficile, fatta di continue intimidazioni,responsabilità, carichi. Questi pesi non ci fanno barcollare, anzi ci rafforzano e noi dritte andiamo avanti per la libertà femminile e seguiteremo ad agire con determinazione.”

Cristina Amici Degli Elci

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JESI / IL ROTARY CLUB A SOSTEGNO DELLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI E DELLE LORO FAMIGLIE

JESI, 24 maggio 2018 – Martedì 22 maggio  si è svolta la conviviale del Rotary Club Jesi e gli ospiti del campus, persone diversamente abili e le loro famiglie.

Il campus si svolgerà a Porto Potenza Picena presso il Nuovo Natural Village da sabato 27 giugno a sabato 2 luglio e per una intera settimana i ragazzi saranno assistiti in tutto e per tutto da operatori qualificati così da dare un pò di sostegno alle famiglie.

Alla serata ha partecipato Antonio Massacci lo storico  presidente dell ‘Anffas locale che si occupa di tutte le iscrizioni e di trovare persone da coinvolgere al campus.

Presenti  anche  il governatore Valerio Borzacchini il presidente Giorgio Galeazzi e il futuro governatore Gabrio Filonzi.

Durante la  serata si è ricordato l ‘enorme lavoro fatto dal Rotary di Jesi per il sociale e il presidente Antonio Massacci ha ricordato l’importanza dell’ inclusione sociale delle persone disabili troppo spesso dimenticate da chi per eventi della vita,  non ne ha una in casa.

c.ade.

JESI / FABRIZI FAMILY, QUANDO LA QUALITA’ E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA

JESI, 24 maggio 2018 – Metti un giovane con una buona cultura, tanta voglia di fare e il rispetto per le proprie tradizioni e la propria famiglia, ed ecco la Fabrizi Family, un’azienda dove “La qualità è un affare di famiglia”.

Presso l’enoteca Rossointenso a Jesi, Fabrizi Family ha presentato i propri prodotti di pregio e i progetti ambiziosi.

Fabrizi Family è una realtà che valorizza e promuove il vero “made in Italy” a tavola, proponendo una collezione variegata di prodotti, di sapori, specialità, peculiarità del territorio marchigiano.

Nata nel 2014, fondata da Nicola Fabrizi tramite il prestito d’onore regionale, Fabrizi Family è presente ad oggi  su una buona fetta del mercato italiano e internazionale, in Paesi come Francia, Gran Bretagna, Giappone, Corea del Sud, Australia.

Tutto nasce dall’idea e dall’intraprendenza di Nicola Fabrizi laureato nel 2010 in Scienze Politiche all’Università di Perugia e a Londra, città in cui ha vissuto due anni, e dove ha conseguito il Master in International Management a fine 2012. Nel 2013 è rientrato in Italia con l’obiettivo di perfezionare e migliorare l’attività del padre, proseguendo una tradizione familiare fortunata e felice.

“L’esperienza della mia famiglia, prima dei miei nonni agricoltori e pescatori e poi dei miei genitori, che hanno sempre lavorato nel campo alimentare, unita alla mia passione per questo settore in cui giorno dopo giorno ho vissuto – dice Nicola Fabrizi – mi hanno portato a creare la Fabrizi Family. La mia attività non si pone solo come anello di congiunzione tra il produttore marchigiano e il consumatore ma soprattutto è in grado di poter garantire la qualità del prodotto grazie alla proprie conoscenze nel campo del food & beverage. La continua, capillare ricerca e la minuziosa analisi del mercato hanno portato alla creazione di nuovi prodotti da noi ideati e poi realizzati in collaborazione con laboratori solo ed esclusivamente marchigiani: confetture biologiche, mieli, vino e altro ancora”.

c.ade.

JESI / CHIUDA LA STRADA DI ACCESSO AL CIMITERO IN VIA SANTA LUCIA PER IL TAGLIO DI RAMI PERICOLANTI

JESI, 24 maggio 2018 – I vigili del Fuoco sono intervenuti questo pomeriggio per tagliare dei rami pericolanti sulla strada di accesso al cimitero in via Santa Lucia.
La squadra dei pompieri, intervenuta anche con l’autoscala, ha rimosso i rami immediatamente pericolanti in attesa della rimozione completa da parte del personale comunale.
La strada è stata chiusa per circa un’ora e mezza.
Come si ricorderà nei giorni scorsi un albero si era abbattuto poco prima del passaggio di un auto e per una intera mattinata, permettendo i lavori di sgombero della sede stradale, aveva costretto anche allora la polizia locale intervenuta a chiudere la strada.

JESINA CALCIO / LA PAROLA AI TIFOSI: “ORA TUTTI VIA”

JESI, 24 maggio 2018 – Il 1 giugno è vicino, ma anche tanto lontano.

Il presidente Marco Polita mentre si confronta con alcuni tifosi che contestano

Il giorno dell’assemblea dei soci che, a quanto è dato sapere, dovrebbe essere quello giusto per l’entrata di nuovi soci che sottoscriveranno totalmente l’intero capitale sociale, prendendo di fatto in mano la gestione del club leoncello, si avvicina.

In queste ore le voci si accavallano e sono tante quelle che vorrebbero alcuni degli attuali soci pronti ad esercitare il diritto di prelazione e continuare la loro esperienza nella stanza dei bottoni della Jesina calcio.

Questo non sarebbe gradito alla tifoseria, agli sportivi in generale, ed in particolare agli ultras che hanno diffuso il seguente comunicato dal titolo: ED ORA VIA TUTTI!!!

All’indomani della retocessione possiamo dire di essere stati gli spettatori di una situazione RIDICOLA. In questa ultima stagione si è verificato l’apoteosi di anni di NON SOCIETA. Una squadra costruita  da chi alla vigilia del campionato non era più presente come non lo sono mai stati i soci né in trasferta né quando ci si doveva mettere la faccia. Nei posti nevralgici si sono susseguite persone non all’altezza. Un settore tecnico incompetente, nessun addetto stampa, personaggi entrati e usciti nel giro di pochi mesi senza giustificazione e mai rimpiazzati. Una gestione dello stadio con affitti senza rispetto. I stessi locali adibiti  a sala stampa usati comne circolo ricreativo per anziani sono stati un modo per mettere in piazza tutti le vicissitudini interne: notizie di giocatori senza stipendio (anche di stagioni passate), iva non pagata, debiti pluriennali, un pullman che dopo l’acquisato non può circolare…Non vogliamo dimenticare l’episodio di un tesserato  messo fuori rosa per il tempo che serviva per i propri comodi e non per rispetto di chi la maglia la onora e la onorava in passato. Questa estate era chiaro che avremmo dovuto trobolare ma qui si è toccato il fondo. Una trasparenza tanto svemtolata ma mai dimostrata  da un presidente lasciato solo, che ha avuto la funzione unica di dissuasore dei veri problemi. Abbiamo assistito ad una conferenza stampa di presentazione di una nuova proprietà tanto pubblicizzata ma mai concretizzata con modalità serie. Tutti questi episodi hanno portato a galla l’effettivo carattere di una società che non ha nulla di dilettantistico ma tanto meno di professionistico. Ora ci auspichiamo un  CAMBIAMENTO COMPLETO. NESSUNO dell’attuale compagine societaria può portare a niente di buono e futuribile. Chiunque prenda a carico il futuro della nostra maglia onori la storia  con progetti concreti e persone di livello…EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA…

evasio santoni