Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

ROYAL LOVE IS ALL WE NEED

Harry e Meghan si sono detti sì. Non ci sono andata al mare per guardarlo in diretta tv, no, tanto per dire. Non che me ne fregasse qualcosa, ma lui è il roscio più carino sulla faccia della terra, mi è sempre piaciuto, fin da ragazzino quando si ubriacava alle feste e ne combinava di tutti i colori, con quell’aria ribelle, tanto diversa da quella di quel cetriolo del fratello. E poi mi sono detta: posso perdermi qualcosa di succulento di cui sparlare nella mia rubrica? Non sia mai. Quindi, se ve li siete persi, ecco a voi i punti salienti delle nozze del secolo.

L’arcivescovo di Canterbury. Ma allora esiste veramente? E io che pensavo fosse solo un nome inventato nel bel mezzo di una filastrocca. Aspe’, quello era l’arcivescovo di Costantinopoli. Azz…cominciamo bene.

I cappelli. In queste cerimonie se ne vedono di tutti i tipi. Certo il cappello bisogna saperlo portare, altrimenti sembri una contadina e, sai com’è, fare la figura della contadina a un matrimonio reale, non è il massimo. Molto carino lo sbaruffo color cipria di Serena Williams, peccato che lei, in quanto a grazia, sembri sempre sul punto di tirarti una mina delle sue. La classe non è acqua.

Camilla. La giraffona s’è presentata con un abitino rosa pallido e un copricapo a forma di crisantemo largo un metro quadro, abbinato ai soliti denti da castoro e a una gran faccia tosta. Sì perché lei non c’azzecca una cippa con quella famiglia, dopo tutto è stata per secoli l’amante di Carlo, lo sa solo la pòra Diana i magoni che ha mandato giù. Eppure, zitta zitta, una sgomitata dopo l’altra, s’è presa il suo posto a Windsor. Quando dici la tigna.

Carlo. Non sa mai dov’è, come si chiama, cosa ci fa nei posti, che deve dire. Con quella faccia da elefantino smarrito, tipo Dumbo (ma con le orecchie più grosse). Un uomo perennemente sbagliato nel posto sbagliato. Ma siamo sicuri che sia un principe?

Regina. La numero uno col suo immancabile completino giallo. Aho, a lei il giallo piace un sacco, che le vuoi dire? Con quel muso anonimo e ignorante che tutto sembra tranne una regina. Se non lo sapessi che è Elisabetta II e le infilassi una parnanzina da casa, la scambieresti per una fruttivendola delle Moie. Non per vantarmi, ma mia nonna le dava quattro giri.

George e Amal. Ma che cazzo c’entravano? Lui con la cravattina senape, lei con quel suo culo insopportabilmente secco. E quell’aria da salvatori buoni del pianeta sempre in posa per la stampa. Ma i gemelli? Dove li hanno lasciati? Ma esistono davvero ‘ste creature? Boh.

La chiesa con le abat-jour. Gli inglesi sono avanti, non c’è un cazzo da fare. La cappella dove hanno celebrato la funzione aveva gli scranni per gli invitati con le lucine ad ogni postazione. Sembravano il pubblico di Avanti Tutta di Renzo Arbore. Ma vuoi mettere la comodità? Se ti devi rifare il trucco o trovare un kleenex in borsa, clicchi il bottoncino e il gioco è fatto. E noi che già passare dai moccoli alle candele elettroniche ci pareva una genialata.

Il vescovo. Mica pizza e fichi. Si sono scelti l’officiante di colore di Chicago che sembrava appena uscito da un film con Whoopi Goldberg. Una specie di James Brown in miniatura che ha improvvisato un sermone di mezzora sull’amore che Via col vento levati. “Dobbiamo scoprire il potere redentivo dell’amore. Quando lo avremo scoperto, saremo capaci di costruire un mondo nuovo. L’amore è l’unica via”. Love is the answer, capito? Altro che Don Nazzarè quando ce faceva ndormì a tutti. A me ‘ste americanate me fanno impazzì.

Il coro gospel. Stand by me intonato da una ventina di fuori classe di colore con atmosfera da ghetto. E  la direttrice del coro che pareva la versione moderna di Aretha Franklin. Io speravo che da un momento all’altro partisse a bomba Respect e invece niente. Peccato.

David Beckham. Bono e ricco da paura. Chissà che gli avrà regalato ad Harry. Già: cosa regala un miliardario ad un membro della famiglia reale? Una porche? Un maniero? Una fetta di culo tempestata di diamanti? Pensa se sapessero che noi, ai matrimoni, facciamo le buste coi cento euro dentro. Questi con 100 euro ci accendono il fornello della cucina. Tacci loro.

Il giuramento. Sguardi languidi, sorrisi innamorati, Harry e la sfondata (nel senso di fortuna) si sono giurati amore eterno davanti a Dio e poi via…in carrozza al castello tra voli di colombe e applausi scroscianti. Almeno credo. Perché, come lei gli ha infilato l’anello al dito, mi sono addormentata. L’ultima cosa che ricordo è che hanno inquadrato la Middleton e ho pensato: “Aho, se s’è sposata una che si chiama Pippa, c’è speranza per tutte”. God save the Queen. Hasta la vista. Olè.

 

Gioia Morici

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COTTO & MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

LA ISLA BOLLITA

Esistono donne provviste congenitamente di fighitudine imperitura. Che non è solo bellezza, è quello stato di purezza, grazia, sex appeal, carisma, eleganza, fascino che ti accompagna finché campi, qualunque età tu abbia. Un nome su tutte? Virna Lisi. Una donna dallo splendore abbagliante, che abbiamo ammirato estasiati fino alla fine. Questo per far capire che la fighitudine maxima è un dono divino talmente raro che non si compra né si vende: o ce l’hai oppure t’attacchi. Io, tanto per dire, non ce l’ho. Vi faccio qualche esempio. Sono dotate di fighitudine eccelsa quelle che si alzano la mattina e sembrano appena uscite dal parrucchiere. Io scendo dal letto e sembro Cugino It con le madonne di traverso. Sono dotate di fighitudine imperitura quelle che si mettono una gonnetta sbrindellata e una camicia sdrusa dai colori improbabili e sembrano saltate fuori dall’ultima pubblicità di Dolce e Gabbana. Tant’è che, come ne vedi una così, chiedi prontamente: “Ma dove le hai comprate ‘ste robe? Stai benissimo!”. E lei: “Queste?? Capirai…al mercato: cinque euro”. Minchia che nervoso che mi sale su. Io mi metto la giacca del tailleur del negozio e sembro la zia in menopausa di Mara Venier. In sostanza le fighe fotoniche sono quelle che, qualunque cosa facciano, sono sempre in ordine, sempre piene di energia, sempre super fashion. Non usano creme né vanno dall’estetista eppure hanno una pelle di porcellana. Sono nel pieno del ciclo mestruale e fanno arrampicata libera. Hanno appena partorito e pesano 45 chili col bambino in braccio incluso. Sono quelle alte un metro e ottanta con le Converse, quelle acqua e sapone ma perfette anche senza trucco, quelle che si fanno il cipollotto disordinato in testa e sono gnocche da paura. Io, se esco col cipollotto disordinato in testa, sembro un incrocio tra nonna Papera e la madre di Psycho e allora sì che faccio paura. Che poi a un certo punto la butti a ridere, perché non è che puoi passare tutta la vita a rosicare: “Suvvia, sono già bella dentro, mica posso strafare pure col fuori!”. Ma in realtà c’hai le palle che ti girano a turbina. Quindi io Madonna un po’ la capisco. Madonna, sì, la cantante. Voglio dire, se girano i coglioni a me perché devo farmi largo in un mondo di giovani bonazze patinate, pensa come deve sentirsi lei, che una volta era la Material Girl più desiderata al mondo e oggi va botulinamente per i 60. Non ce la fa proprio a rassegnarsi all’idea che il tempo passa e la carne sfrolla, allora reagisce nel modo peggiore: esagera. L’avete vista al Met-Gala di New York? Tutta bardata di nero con la corona d’oro in testa…ma per piacere. Che fossi stata amica sua e l’avessi beccata mentre usciva di casa agghindata così, io gliel’avrei detto papale: “Ah Luì (diminutivo di Luisa Veronica)…MA NDO CAZZO VAI??”. Voglio dire, ti sei bombata Jean Penn, Prince, Warren Beatty, Lenny Kravitz, Antonio Banderas, Kevin Costner e un centinaio tra cestisti, ballerini, guardie del corpo, registi e fotomodelli. Dopo tutta ‘sta fatica, chiudi la saracinesca, ritirati serenamente in pensione e chi s’è visto, s’è visto. Altrimenti, se ti conci come l’erede di Moira Orfei, una che si ricorda com’eri negli anni ’90, poi non può che esclamare: “Madonna…come s’è ridotta!”. Perché, d’accordo che quando vuoi fa’ la pista e non c’hai più il maiale è dura, però, per il bene tuo e di tutti noi fans…dattela ‘na regolata, Ciccò! Te lo chiediamo come una preghiera. Like a prayer, insomma.

Gioia Morici

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COTTOEMANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

OGNI PAZIENZA HA IL SUO LIMITE

 

A me va bene tutto, ma le ballerine da uomo no. Negli anni ho assistito al lento declino estetico del maschio in stoico mutismo per non urtare la sua virile sensibilità. Ma adesso lui, santa pazienza, se ne sta approfittando. E dire che mi era già passata davanti qualunque atrocità: dai camperos coi graffi laterali alla John Wayne de noialtri, alla scarpa con la punta affilata per acciaccà le formiche negli spigoli…dai mocassini marroni col calzetto corto bianco alla Billie Jean, ai sandali francescani a strappo con l’unghia incarnita in bella vista. Ho sopportato la pantofolina con le iniziali ricamate sopra, lo zoccolo del dottor Scholls che rimbomba sui corridoi, l’imitazione della Timberland color senape bruciata, la Converse con le borchiette, le Hogan peffà il fighetto, la ciabatta fashion col pelo de struzzo e persino le Crocs col calzino de spugna. Ho mandato giù l’estinzione della cravatta, i jeans a cacarella, la mutanda griffata che esce dal pantalone e, schifis in fundo, il risvoltino alla pescatora. Adesso basta, c’è un limite a tutto, qua si rischia il blocco mestruale: le ballerine da uomo NO. Mi rifiuto categoricamente. Se non ve ne siete ancora accorti, anche l’occhio femminile vuole la sua parte. Quindi basta co’ ste stronzate modaiole, ma anche con la sciatteria da pensionati rassegnati e con certi inqualificabili orpelli anti-sesso. Via la canottiera da muratore con la bretellina scesa, via i colletti delle polo all’insù stile Dracula e via gli slip da bancarella “Kevin Klin” 3 paia 10 euro. È ora di finirla con quelle mortifere tute da ginnastica a rigoni bianchi con cui giocate tristemente ai videogames dal tabaccaro. Vogliamo l’uomo che non deve chiedere mai e, visti gli interessi accumulati, anche quello che non deve chiedere dove, come, quando e perché. Insomma: ari-datece qualcosa per cui valga la pena sognare! Qui stiamo raschiando il fondo del barile e non possiamo nemmeno consolarci coi divi dello spettacolo. So’ finiti i tempi in cui i Vip erano fonti di erotismo inossidabile come l’acciaio inox. Kim Rossi Stuart è diventato padre, a Bruce Springsteen gli si è ostruita la prostata, Rupert Everett è gay dichiarato e Enrique Iglesias ce l’ha piccolo. Volete che le eterosessuali si estinguano in massa?? Capirai…io è dai tempi del coming out di Ricky Martin e dei rumors su Keanu Reeves che ho preso in considerazione l’idea di farmi chiudere le tube. Certo, però, non potevo immaginare che oggi saremmo giunte a questo tracollo planetario. Aho, i mejo pennelloni so’ andati giù uno ad uno come birilli. Ma l’avete visto l’ultimo video che circola in rete di Russell Crowe, in cui lui si pettina barba e capelli? Io c’ho pianto mezzora. Weh, sembra il nonno de Heidi! Padre Altissimo lassù, perché ci hai fatto questo?? Un tempo Decimo Massimo Meridio con un’alzata di sopracciglio te seccava tutti i leoni del Colosseo e poi scatenava l’inferno. Adesso, con quel look da Babbo Natale featuring Mastro Don Gesualdo, te secca tutti i dotti vaginali e al massimo te scatena un rantolo de catarro. Visto come stanno le cose, io stabilirei in via ufficiale che nel mondo vige la legge dello zozzone e che, a partire da adesso, ognuno di noi può andare in giro come minchia gli pare. Pertanto, se è universalmente accettato il look maschile alla “Lassame perde”, per noi femmine saranno tollerati i tacchi bassi, la cellulite à pois e il pelo anarchico a mo’ di gramigna nei campi. Se poi volete che azzeriamo qualunque provocazione, anche virtuale, la smetteremo addirittura di postarci le poppe dal cesso di casa sottotitolandole con gli aforismi di Fabio Volo. E quando non ci selferemo più le poppe…che ne sarà di noi? Che cosa faremo?? Indove finiremo??! Quindi, amici del sesso opposto, compagnoni di Sherwood, care metà della mela dove c’è il vermino, per scongiurare questi tempi di vacche magrissime taglia 38, cercate finalmente di capire cosa vogliamo dire col nostro silenzio attonito quando la sera, per andare a letto, vi presentate col pigiamino attillato dell’Ipersimply. Che poi, per dormire, altro che le pecore, ci tocca contare i “ma chi me l’ha fatto fare”. E chi cazzo dorme più…

Gioia Morici

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

MALEDETTA PRIMAVERA

È ufficialmente iniziata la stagione delle vesciche sui calcagni, delle sdraio in terrazzo, del gomito fuori dal finestrino della macchina. Voglia di stringersi e poi, vino bianco, fiori e vecchie canzoni. Che fretta c’era, maledetta primavera? Beh, c’era fretta sì, dopo tutto quel popò di neve. E quindi, orsù, senza indugi, nell’orizzonte tiepido della sera, buttiamola sul bere. Senza manie di grandezza, però, che mica siamo come quei modaioli che vanno al Vinitaly. L’altro giorno su facebook ho visto la foto di uno delle mie parti che faceva il fighetto alla fiera del vino di Verona col calice da sommelier in mano: ma se fino all’altro ieri andavi in coma etilico alla Sagra dell’Uva?? Ti hanno persino recuperato un paio di volte a Ponte Magno in un greppo di rovi! Ma perché le persone non rimangono umili e alcolizzate? Mi ricordo che una volta la gente mangiava e beveva a casaccio qualunque ben di Dio trovasse sulla tavola senza farsi i selfie e senza rompere i coglioni. Cosa diavolo ci è successo? Siamo diventati un mix irriducibile dell’imbecillità della tv, unita alla follia dilagante del web. Nell’era moderna, se non sai distinguere un Traminer da uno Chardonnay, sei l’ultimo degli stronzi. Sul fronte alimentare, poi, al genere umano ha fatto più danni Masterchef che il disastro di Chernobyl. Dopo l’avvento mediatico di Cracco, tutti fanatici di cucina a impiattare col coppapasta ‘sti quattro boccolotti de carbonara vegana, col sugo schizzato sul piatto stile quadro di Pollock: fortuna che la pòra nonna è morta e ‘ste cazzate non le vede. La cara, vecchia “normalità”? Scordiamocela. Vai a cena fuori per gozzovigliare in leggerezza e ti ritrovi accanto il gastro-talebano-etico, massimo luminare di quinoa, che spende dai 150 ai 300 euro a settimana negli spacci bio-crudisti all’ultima moda in campo culinario e parla solo di gemme di soia, alghe kombu e centrifughe allo zenzero. Se gli dici che compri il pollo del supermercato chiama l’esorcista. Poi c’è l’intollerante universale. La sua dieta si basa principalmente su quelle rarissime sostanze che il suo cervello ha deciso essere digeribili. Che sono tre in tutto perché, a detta sua, non può ingerire: latticini, frutta secca, alimenti prodotti da grano che non sia rigorosamente saraceno macinato a pietra, uova, pesce, banane, avocado, castagne, meloni, kiwi, fragole e l’insalata che era nell’orto di Maramao. I camerieri prima di prendere l’ordine da lui si grattano le palle. Poi c’è il personal trainer mancato: quello che non tralascia mai le grammature, gli orari in cui deve pranzare e quanti carboidrati inserire nell’apparato digerente. Salutista convinto, va in palestra 5 volte a settimana e l’unico libro che ha letto in vita sua è Il manuale del giovane Schwarzenegger. Il suo apporto calorico giornaliero è talmente organizzato, che la Nasa lo sta studiando per il razionamento mondiale di cibo in vista di un trasferimento terrestre su Marte. La leggenda narra che non mangi una merendina dalla Prima Comunione e che non tocchi alcol dalla Cresima. Ma se può campa’ cuscì?? Dove diamine sono finiti i maschi che si ubriacavano? Gli uomini che volevano la vita esagerata di Steve Macqueen? Quelli che “un panì co’ la porchetta, mezzo litro de roscio” e via? È proprio vero: il mondo va alla rovescia. Oggi, come arriva l’aria buona, tutti a correre dall’estetista per farci massaggiare le chiappe, per incastonarci i diamantini nelle unghie dei piedi e per disegnarci le sopracciglia ad ali di gabbiano. Nel resto del tempo seguiamo su instagram Chiara Ferragni, ci ammazziamo di serie tv su Netflix e apriamo canali di tendenza su YouTube. Ogni tanto, se la luna è in trigono con Plutone ed è già andata in onda la puntata del Grande Fratello, trombiamo. Vale a dire così di rado che, dopo aver fatto sesso, al posto della sigaretta, accendiamo un bel cero alla Madonna. Non so voi, ma io me butterei a destra.

Gioia Morici

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

COME EVITARE I LITIGI DI COPPIA

L’amore non è bello se non è litigarello. Sarà pure vero, però, dopo una giornata di sbattimenti, tornare a casa e azzuffarsi col partner non è proprio il massimo. Certo, dopo un tot di anni che stai con la stessa persona, è difficile non sbroccare. Come comportarsi, allora, per evitare di fare la fine di Michael Douglas e Kathleen Turner ne La guerra dei Roses? Facile: basta seguire questi pratici consigli, ispirati da un articolo su Oltreuomo e avvallati da un botto di cagnare accumulate sul groppone.

# CASO 1: lei becca lui a guardare il culo di un’altra

Non guardare il culo alle altre per un maschio è impossibile: appoggiare gli occhi sulle chiappe di una femmina per l’uomo è un riflesso incondizionato come quello di schiacciare un brufolo per una donna. Per scongiurare il più classico dei cazziatoni, caro marito, puoi utilizzare queste due tattiche: 1) strategia Esperto di tendenze: ogni volta che guardi il culo di un’altra, dille “Amore, sai che staresti proprio bene con quel paio di jeans?”; 2) strategia Romanticismo distrattivo: portala subito a cena fuori in un bel ristorante e, mentre è chiusa in bagno, abbuffati dei culi di cameriere, clienti, chef e direttrici di sala, così per un po’ sarai sazio.

# CASO 2: lui chiede a lei se per caso è agitata a causa del ciclo

La madre di tutte le domande ad minchiam che un uomo può fare a una donna nervosa è: “Ma per caso hai il ciclo?”. Anche fosse vero, caro maschio, cosa pensi di ottenere facendoglielo ammettere? Che si calmi? O piuttosto che ti tiri un ferro da stiro in fronte? L’unica cosa da fare quando la tua lei è particolarmente nevrotica è farla sentire importante e desiderata. Impara a memoria questa formuletta magica: “Amore mio, per me tu sei la donna più bella del mondo, la mia vita ha davvero senso solo da quando ti conosco, sei la cosa più bella che mi sia mai capitata, sarai la mia pussi-pussi-paperotti…per sempre”.

# CASO 3: lei chiede a lui se ha lasciato alzata la tavoletta del cesso

Cara donna, per un uomo lasciare alzata la tavoletta del water è sinonimo di libertà, di supremazia del territorio e di virilità. Ogni volta che lo rimproveri per questa disattenzione è come se gli ricordassi che è tuo prigioniero e che in casa non conta praticamente un cazzo. Per fargli abbassare la tavoletta, devi creare un contesto erotico con un quantitativo di baffona tale da ottenebrargli completamente le facoltà mentali.

Strategia 50 sfumature: fatti trovare bendata e ammanettata al bidet, con una valigetta piena zeppa di giochini scopaioli del sexy shop appoggiata sulla tavoletta del viccì: vedrai come la tiene abbassata.

# CASO 4: lei chiede a lui come le sta il vestito e lui risponde sinceramente

Caro maschio, se tua moglie avesse realmente voluto un parere tecnico, lo avrebbe chiesto al suo miglior amico omosessuale. Le donne vogliono solo la conferma di essere meravigliose e insostituibili. Ma ormai le hai detto che ha il culo grosso come una caldaia Junkers e per rimediare puoi fare solo una cosa, ovvero mettere in atto la Strategia All-Inclusive: accompagnala a fare shopping e paga fino a quando la tua carta di credito si piegherà disperata implorando “bastaaa!” in un angolo del portafoglio.

# CASO 5: lui chiede a lei dei suoi ex e lei risponde sinceramente

Razionalmente il tuo fidanzato lo capisce che hai il battistrada leggermente consumato, ma in cuor suo ti immagina come un angelo che è stato creato solo per lui. Donna, se parlando di partner sessuali pregressi ti è scappato qualche dettaglio di troppo, applica subito la sopracitata strategia 50 sfumature. Quando avrete finito di fare l’amore, mentre sei teneramente accoccolata a lui, ripetigli suadente che è l’unico vero maschio della tua vita e che non avrai altro Dio al di fuori di lui.

#6 IN OGNI CASO

Donna, scolpisci nella mente la regola aurea: per ottenere qualsiasi cosa, non serve dare ragione a un uomo, basta dargli la passera.

Uomo, qualunque aria tiri nella coppia, il comandamento per te è uno e uno solo: ricordati di eliminare le chat.

La rubrica è finita, andate e fornicate in pace.

 

Gioia Morici

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

L’IMPORTANTE È AVERE LE ALI

Il ciclo lo sa quando si avvicinano le scadenze più importanti. Il ciclo lo sa quando hai prenotato la vacanza alle Eolie. Il ciclo lo sa quando hai fissato il massaggio himalayano. Il ciclo è perfido, è infido, è come la sfiga: sa perfettamente quando, come e con quanta intensità colpirti. Il ciclo conosce benissimo gli eventi astronomici e le mutazioni geofisiche planetarie, pertanto sarà in grado di prevedere, senza alcun margine di errore, quando cadrà il fine settimana più caldo dell’estate. Calcolerà con un anno di anticipo i movimenti dell’anticiclone delle Azzorre e il tasso di umidità nell’aria, quindi si regolerà durante il corso dell’anno anticipando di 8 giorni, posticipando di 10 o addirittura saltando del tutto, in modo da presentarsi con puntualità nell’ultimo fine settimana di luglio quando faranno esattamente 48 gradi all’ombra. Il ciclo lo sa che ti piace quel moretto che, dopo secoli di titubanza e ritrosie, finalmente ti ha invitata a uscire a bere una cosina. Riesce persino a captare le probabilità con cui concluderete promiscuamente la serata e puoi star sicura che, se è una fava che vuoi cuocere, “l’ospite mensile” giungerà baldanzoso e con simpatiche fitte ai reni che misconoscevi dal 1994. Siccome è malvagio, mefistofelico e molto sadico, quando tu lo aspetterai con trepidazione (v. fava di cui sopra) il ciclo invece non arriverà. No no no. Tu andrai a controllare il tuo bel calendarietto ormonale, conterai un botto di giorni di ritardo, e, tra attacchi di panico e sudori freddi, invocherai disperata lo spirito di Gabriele Falloppio, mentre cerchi su internet il Centro Prevenzione Suicidi più vicino. Ma lui niente, imperturbabile, ti farà aspettare ancora e ancora e ancora. Naturalmente in questo periodo di straziante attesa, tu incontrerai solo donne incinte, gemelli multipli in passeggino e zie pettegole che ti chiedono a quando la sospirata prole. Apro una parentesi sul parentame che non si fa i cazzi suoi. Vorrei dire una parolina a mia zia, la quale, quando non ero né carne né pesce sulla via dello sviluppo e mi vergognavo come una ladra anche dell’ombra mia, di fronte a tutta la famiglia mi ha chiesto: “Allora, sei diventata signorina?”…Carissima zia, a passi lunghi e ben distesi: vaffanculo. E visto che siamo in tema di fardelli psico-uterini dell’adolescenza, come non citare gli assorbenti degli anni ’80? Ma ve li ricordate?? Vere e proprie suolette di cartongesso lunghe 1 metro e larghe 3, rigorosamente senza ali adesive (per cui non c’era verso di farle aderire alle mutande) che non assorbivano manco l’anima de li mortacci nostri. Tu facevi due passi, quelli si accartocciavano su se stessi come origami e praticamente camminavi a giaguara sgabbiata. Motivo per il quale ti toccava girare con 122 assorbenti nello zainetto e ogni 3 minuti, per sicurezza, correvi in bagno a fare il cambio gomme. Risultato? Una settimana al cardiopalma, col maglione nero rigorosamente legato in vita a coprire in via precauzionale le vergogne e l’amica fidata sempre accanto a controllare la situazione. Ma che ne sapete, voi nate nel 2.000, di che razza di traumi abbiamo subito noi piccole fiammiferaie della guerra fredda? Voi oggi c’avete “Lines è”…l’assorbente in lactifless che lo indossi e non ti accorgi neanche di averlo. Avete visto la pubblicità, no? Lei tutta figa sui tacchi a spillo, che si libra leggiadra nella stanza, felice come una Pasqua perché le sono venute le mestruazioni. Ecco, noi della vecchia guardia siamo l’esatto opposto e ci riconosci subito: nel pre-ciclo ci girano i coglioni, durante il ciclo ci girano i coglioni e dopo il ciclo ci girano i coglioni. Noi abbiamo un rapporto talmente conflittuale con la bernarda che, in quel periodo lì, diciamo “ho le mie cose”. Le “mie cose”, capite? Perché la passera per noi è come la mafia: è “Cosa Nostra”. Per cui statev’ accort’, guagliò, che al primo sgarro alla Cupolotta, CE RIPIGLIAMM’ TUTT’ CHELL CHE È ‘O NUOST.

Gioia Morici

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

THE FINAL COUNTDOWN

Abbiamo avuto Pasquetta con il sole. Il sole, capite?? Era dai tempi di Nefertiti che non succedeva una cosa simile. Il cielo azzurro a Pasquetta non s’era mai visto, sempre e solo pioggia. Il giorno prima potevano fare 40 gradi all’ombra, ma tanto allo scoccare della mezzanotte un groviglio di venti gelidi dal Polo Nord veniva a piazzare le sue nuvole grigie piene d’acqua, fulmini e saette sopra le nostre teste e non c’era scampo: la gita fuori porta era rovinata. E invece quest’anno ci siamo rosolati al caldo come bistecche. Una rivoluzione meteorologica troooppo grossa, raga’. Io ve lo dico, sono preoccupata. Secondo me questo è un chiaro segno dell’inizio della fine. L’apocalisse è vicina, c’è poco da scherzare. Io già me li vedo, come in un gigantesco effetto domino, tutti gli sconvolgimenti planetari che di qui a breve travolgeranno le nostre vite lasciandoci letteralmente a bocca aperta:

  • La mattina appena svegli faremo regolarmente la cacca
  • Ci ricorderemo di prendere le sporte di plastica per fare la spesa
  • Il venerdì sera gli amici faranno a gara per offrirci da bere
  • Nessuno ci inviterà più ai matrimoni a metà estate
  • I maschi non lasceranno alzata la tavoletta del cesso
  • Ritroveremo tutti i calzini spaiati andati perduti in lavatrice
  • Al cinema davanti a noi prima che inizi il film si siederà un nano
  • Vedremo subito il tempo di cottura sulle confezioni della pasta
  • Ai latino-americani verrà proibito di scrivere tormentoni del cazzo
  • Capiremo che madonna ha scritto il medico sulla ricetta per il farmacista
  • Ci restituiranno tutti gli ombrelli e gli accendini che ci hanno inculato
  • Quando avremo urgenza di appuntare qualcosa, pescheremo una penna che scrive
  • Non saremo più aggiunti alle chat di gruppo su whatsapp
  • In banca col pienone saranno aperti tutti gli sportelli
  • Il carrello dell’aeroporto avrà le ruote dritte
  • Il parrucchiere a cui verrà detto “Taglia poco”, taglierà effettivamente poco
  • Gireremo in solitudine e indisturbati all’Ikea
  • Il vicino di casa non userà il trapano alle due di domenica pomeriggio
  • Trenitalia viaggerà in perfetto orario
  • Gli operatori telefonici non romperanno più le palle
  • Il corriere della pizza arriverà 3 minuti dopo che lo abbiamo chiamato
  • I bambini non correranno come indemoniati al ristorante
  • I soldi prelevati al bancomat dureranno più di 4 giorni
  • Non metteranno più i canditi nei panettoni
  • Tromberemo tutto l’anno
  • La gente si farà i cazzi propri

Ho addirittura immaginato un mondo pre-apocalittico in cui tutti sanno cosa fare a Capodanno, non esiste più la prova costume, le donne non rompono i coglioni e gli uomini capiscono. Ma questa rubrica, anche se è piena di effetti speciali e colori ultra vivaci, è scienza, non fantascienza. Stàmoce co’ la zocca, suvvia.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

MISTERI DELLA FEDEZ

Ho una marcia in più ma non entra. In che senso? Nel senso che ci sono cose che proprio non capisco, per cui dovete aiutarmi voi altrimenti vado via di testa. Le pubblicità, ad esempio. Per vendere ad ogni costo un prodotto, dipingono mondi paralleli e surreali nei quali nessuno di noi può effettivamente riconoscersi. Prendi lo spot di Clear Blue. Ma tu te lo immagini uno che, nel bel mezzo di una cena al ristorante, ti si inginocchia davanti con una scatola da gioielleria in mano, tu la apri e dentro c’è IL TEST DI GRAVIDANZA?? Ma io, se sono una donna normale, non solo ti mollo in tronco con un vaffanculo con l’eco, ma ti prendo pure a randellate fino a ferragosto. La tipa di fronte a lui invece che fa? Gli urletti di gioia, come una cretina in preda agli effetti dell’LSD. E perché, la pubblicità dei Teneroni l’avete vista? Sì, dai, quella con la bambina che pittura serafica sui muri di casa coi pennarelli (ma, aho, non è che fa due scarabocchi, praticamente disegna un murales sull’intera parete del salotto), e, beccata in piena flagranza di reato dalla madre, mica corre a nascondersi sotto il letto per paura di prenderle, nooo…lei snocciola una lamentosa tiritera imparata a memoria, simpatica quanto la sabbia nelle mutande: «Mamma, volevo disegnarti tutto il bene che ti voglio ma su un foglio non ci stavaaa…». E la madre come reagisce? Per caso le urla: «Cazzo hai combinato, piccola nana, me li dai te duemila euro per rimbianca’ la stanza?!»…o magari: «Come ti ho generato, ti distruggo, quant’è vero Iddio tu a fa’ la cresima non ce arrivi!»…oppure: «Questa è l’ultima sera che dormi sotto questo tetto, domani chiamo i servizi sociali e te do in adozione!»? Nooo. La genitrice le cucina gli hamburger di prosciutto cotto. Ma, secondo voi, è credibile tutto ciò? Ma ‘sti pubblicitari ci hanno presi per un branco di imbecilli?? Dice, vabè, ma questo è solo il mondo virtuale della tv. È vero. Quello reale è molto peggio. Prendi quei poveretti che giorni fa si sono imbarcati sul volo Milano-Roma e si sono ritrovati a bordo la Pausini che gli ha intonato tutto il nuovo album. Già, perché Lauretta nazionale, per pubblicizzare il Cd in uscita, si è affittata un aereo Alitalia. Quando ho letto la notizia mi ha preso un colpo. Mi sono immaginata i passeggeri, tutti felici perché magari andavano a fare una vacanza agognata da mesi, che si sono visti sbucare dalla tendina dell’equipaggio la cantante romagnola. «Siòre e siòri, buonziorno. Sch-ono Laura Pausini e ozzi sch-ono la vostra resch-ponsabile di cabina. L’ussita di sicuressa è quella là e ze n’è pure una lazziù…Ricordatevi che Marco se n’è andato e non ritorna più…la solitudinee tra noooi, questo silenzio dentro meee…». Che io, fossi stata lì, ve lo giuro, mi sarei slacciata immediatamente la cintura e sarei scesa al volo, anche se l’aereo era in fase di decollo. Aho: meglio una morte secca che una lenta agonia. «Buongiorno signora, corridoio o finestrino?». «Guardi, mi butto direttamente di sotto e vado a Los Angeles a nuoto». Perché Los Angeles? Così conosco Leone Lucia. Dice «e chi è?». Come chi è?? È il figlio appena nato di Fedez e Chiara Ferragni. Voi direte: «E quindi?». Ah, la notizia è stata data anche al telegiornale, fate un po’ voi. Io stavo a fa’ la scarpetta nel sugo, quando sento: «Con quasi tre settimane di anticipo rispetto al previsto, al Cedars-Sinai di Los Angeles è nato il figlio della coppia formata dalla influencer Chiara Ferragni e dal rapper Fedez». Che lì per lì, a bocca piena, di getto m’è uscito un lapidario “sti cazzi”. Poi hanno detto che l’annuncio su Instagram ha raccolto più di 5 milioni di like e allora mi sono resa conto che questi due co’ ‘na foto online fanno i miliardi, mentre io magno pa’ e salsiccia. Come la volemo mette? Eh niente, la mettemo che siccome andavo già a fanculo quando molti de voi non erano manco nati, io adesso me avvio, che tanto la strada la conosco.

Gioia Morici

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

MEGLIO SÒLA CHE MALE ACCOMPAGNATA

Riassunto del venerdì: entro in ascensore e un tanfo di ascella rancida mi ributta fuori togliendomi la voglia di vivere. Quindi fila in banca per svenamenti vari dal conto corrente, di corsa in ufficio dove c’è già il codazzo di persone stressate ad attendermi, e-mail con rogne affastellate da risolvere, la pioggia e l’uggia, l’uggia e la pioggia, costellazioni di coglioni multipli sparsi qua e là, spesa concitata al centro commerciale (e fila babilonica alla cassa), ingorgo in via Gallodoro con processione diocesana, parcheggio acrobatico con bestemmia, il buio e l’uggia, l’uggia e il buio, finalmente a casa…apro whatsapp e leggo “esci stasera”?? E-sco-sta-se-ra-aaa? No che non esco…nooo…ma come ce pensi?? Però, certo, non posso dirlo così. Non posso confessare a brutto muso che, se fuori non mi si prospetta un festino con Brad Pitt, preferisco l’isolamento ascetico. Che l’energia vitale scarseggia e la papera, al calar del sole, galleggia solo sul divano. Che seguo il principio di Archimede: datemi un punto di appoggio e mi ci addormenterò sopra. Naturalmente le scuse “classiche” per non uscire le ho usate tutte: “Ho preso già un altro impegno, grazie”, “Devo passare dai miei, è una vita che non li vedo”, “Mi viene a trovare un’amica dell’università, non posso proprio darle buca”. Poi col tempo ho affinato la tecnica e, modestamente, adesso posso vantare un listino di sòle di un certo calibro per tutti i gusti e per tutte le occasioni. Volete attingere? Eccole qua.

1) Sòla cinefila: “Stasera in tv c’è un bellissimo film cecoslovacco del ’75, non posso assolutamente perderlo”;

2) sòla mistica: “Sto pensando di entrare in una comunità di Mormoni e ritirarmi a vita in un villaggio del Wyoming”;

3) sòla bulimica: “Vado a dormire presto, domattina devo fare colazione”;

4) sòla bancaria: “Ho pagato il dentista, devo cambiare il semiasse della macchina e mi si è rotta la caldaia: praticamente sono sul lastrico”;

5) sòla cerimoniale: “Devo riposarmi, domani ho la comunione di mia nipote” (la comunione può essere sostituita da qualunque evento sacro o profano: compleanno, battesimo, matrimonio, divorzio etc);

6) sòla metereologica: “Piove” (da alternare con “fa troppo freddo” “fa troppo caldo” “c’è troppo vento” “è troppo grigio” “non si capisce se migliora o no” “non ci sono più le mezze stagioni” “che tempo del cazzo”);

7) sòla sanitaria generica: “Scusa ma sto poco bene”;

8) sòla sanitaria circostanziata: “Ho la febbre, i brividi, le ossa rotte…mi pare di aver visto pure la Madonna”;

9) sòla sanitaria last-minute: “Mi sa che ho beccato un virus intestinale” (molto gettonata, come il nero la metti su tutto);

10) sòla social: “Ho ricevuto pochi like all’ultimo post e ho bisogno di stare sola a riflettere”;

11) sòla sportiva: “Sto a casa perché c’è la partita dell’Italia ai Mondiali” (st’anno questa non se può usa’);

12) sòla alcolista: “Mi sono già sbronzata ieri…due sere su due non posso” (solo per ultra 40enni col fegato definitivamente spappolato);

13) sòla coniugale: “Guarda, io e lo stronzo abbiamo litigato, non è aria” (qui si possono aggiungere quei dettagli decorativi che fanno sempre presa, tipo: “Non mi capisce” “Gli uomini sono tutti egoisti” “Quasi quasi la do al primo che passa”);

14) sòla da single: “Sono depressa, me vojo ‘mazzà” ;

15) sòla scoop: “Ho scoperto di essere incinta” (pochi mesi dopo ci si può abbinare: “Abbi pazienza, ma devo andare ad abortire”);

16) sòla sensitiva: “Vedo la gente morta”;

17) sòla delle sòle: “Forse stasera trombo”. Ma questa se capisce che è una cazzata.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

TRIPPA DVISOR

L’ultima immagine di me con gli addominali risale al 1988. Avevo 15 anni e non capivo una beneamata minchia. Andavo in giro con una gonna color magenta e una t-shirt con Topolino disegnato sopra. Capite bene dal mio dubbio gusto nel vestire non solo che non avevo la minima idea del fantasmagorico potere della gnocca, ma che ero assolutamente ignara che quello era il mio momento, che allora (e mai più) avrei potuto permettermi una tutina aderente in lattex da lasciare tutti senza fiato. Quindi il risultato è stato che ho passato gli anni più magri della mia vita nella totale incoscienza estetica, senza approfittare affatto di quel privilegio. Quando un giorno di botto mi sono svegliata, era già troppo tardi: avevo una cariolata de tette e zone lardellate bastardamente concentrate in punti ben precisi. Di qui, ovvero dalla presa di coscienza dell’inespugnabilità di certi agglomerati adiposi, sono iniziati i miei tentativi di contrastare la panza. Tutti falliti, naturalmente. Ma non ho ancora mollato e oggi, “illuminata” da un articolo di Dorotea Manco, li ho affinati uno ad uno per condividerli con voi. Occhio: sono a prova di bomba (e bombolone).

1) Non respirare. Stai per uscire e mentre ti vesti noti che sul petto la camicia è vuota mentre sulla pancia sta per esplodere? Niente panico. Basta trattenere il fiato per tutto il tempo delle tue relazioni sociali. Se i morsi della fame si fanno sentire, un bel Negroni a secco e passa la paura. Questo esercizio a lungo andare, oltre a dissimulare la panza, servirà a farti diventare alcolizzata.

2) Tirare i collant fino alle ascelle. Compra una calzamaglia, prendi i lembi e vai su, ancora più su, fino a sposare il blu. Se ti dovesse capitare un incontro galante in cui ti devi spogliare, puoi dire che la sera ti esibisci come étoile alla Scala di Milano e ti vieni preparando per tempo. Per inciso: i collant devono essere almeno da 70 denari per creare l’effetto pancera. Quindi non prenderli sottili perché rischi la “rinsega”, che sarebbe quell’abominevole riga nella pelle dove non circola il sangue, per cui al di sopra e al di sotto di essa si crea uno spiacevole sblusamento della sugna.

3) Camminare a 170 gradi. Hai presente la posa di Raffaella Carrà quando fa il casquè all’indietro piegando le ginocchia? Ecco, quella. Perché se ti allunghi completamente a tergo fino a toccare il pavimento, la trippa non si nota più di tanto. Certo, non è comodissimo, ma puoi sempre fingere di soffrire di una strana forma di sciatalgia che ti costringe a rastrellare le piastrelle.

4) Girare con una maxi borsa a tracolla. Utilissima per coprire l’addome e creare l’effetto mistero: la panza c’è o non c’è? Certo, se opti per un marsupio della Champions o un borsello stile Testimone di Geova, il look complessivo ne risente, specie il sabato sera, quando vuoi tirarti a lucido per fare la figa. È pur vero però che tra sembrare magre e non trombare, vince a tavolino la prima.

5) Indossare capi larghi e svolazzanti. Il movimento crea un’illusione ottica di disturbo, un’onda d’urto sulla percezione esterna della panza per cui questa passa in secondo piano rispetto a ciò che la copre. Chi dovesse scorgere qualcosa al di sotto dell’ondulazione avrà sempre il dubbio: è la maglia o sono rotoli della ciccia? Visto che ci vogliono tre indizi per fare una prova, sei a cavallo.

6) Depistare l’attenzione con accessori grandi e sgargianti. Orecchini fucsia XXL se sei una donna, cravatta senape anni ’50 se sei un uomo…e poi occhiali, orologi, borse, scarpe e chi più ne ha, più ne metta. Tutto vale pur di spostare lo sguardo dal problema adiposo: “Ti piace il mio nuovo cellulare?” “Che ne pensi della mia protesi dentale?” “Vuoi vedere il mio alluce valgo?”. Naturalmente agisci senza aspettare la risposta.

7) Farsi crescere a dismisura anche il culo. Per effetto compensativo se il grasso ce l’hai anche dietro, la panza sembrerà bilanciata e, pur assomigliando a una gigantesca anfora romana, apparirai molto più armonica. Col passare del tempo diventerai una cicciabomba, sì, ma in cambio dimenticherai che il peso è un problema e ti dedicherai definitivamente ai piaceri della tavola, felice de magna’ come non ci fosse un domani.

Finché c’è panza c’è speranza. Oste portace da beve. Zanzà.

 

Gioia Morici

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