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JESI / TEMPERATURE RECORD, ONDATE DI CALORE FINO A DOMENICA

JESI, 24 giugno 2017 – Il Servizio di Protezione Civile della Regione Marche ha emesso un avviso relativo ad ondate di calore fino a domenica prossima che interessano  anche la città di Jesi.

In particolare sono attese temperature fino a 37 gradi e condizioni meteo a rischio per i soggetti più deboli (bambini, anziani, cardiopatici, malati, ecc.). Valgono per tutti le raccomandazioni del Ministero della Salute:  non uscire nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua, indossare abiti leggeri, preferire verdura e frutta nei pasti, evitare l’uso di alcolici, bevande molto fredde o gassate, non compiere sforzi fisici, ventilare la casa solo nelle ore serali e l’auto prima di mettersi in viaggio se rimasta esposta a lungo al sole. In caso di necessità, se ci si trova fuori casa, recarsi in luoghi ventilati o provvisti di condizionatori (negozi o supermercati). È opportuno restare frequentemente in contatto con congiunti che vivono soli, specie se anziani o malati.

CUPRA MONTANA / PATTUMIERE A CIELO APERTO, SACCHETTI D’IMMONDIZIA LASCIATI PER STRADA: IMPERVERSA IL MALCOSTUME

CUPRA MONTANA, 23 giugno 2017 – Il punto di raccolta di viale Castelletto è diventato un angolo dove certi concittadini riversano di tutto e di più infischiandosene della raccolta differenziata. In particolare c’è un residente che ha preso l’abitudine di gettare a terra i propri sacchetti dell’immondizia tralasciando di metterli nei rispettivi raccoglitori, e non si tratta solo di rifiuti solidi ma anche di organico. Qualcun’altro, invece, da questa mattina, ha pensato bene di lasciare vecchi oggetti di un bagno in terra tra i cassonetti e con loro una rimanenza di una tenda ed altri materiali che possono essere consegnati presso il centro di raccolta di San Marco il sabato mattina. Ricordiamo a questi indifferenti che sporcano il suolo pubblico, ignorando precise normative, che al costo dell’immondizia si aggiunge la mancata differenziazione che è pagata anche da chi differenzia.

(o. g.)

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JESI / NESSUNA EMERGENZA IDRICA MA IL CONSUMO DELL’ACQUA VA CONTROLLATO

JESI, 23 giugno 2017 – Jesi e la Vallesina senza piogge come gran parte delle regioni italiane. E’ difficoltà con i campi, gli allevamenti ma anche con la vita quotidiana delle persone.

Insomma la situazione è critica ma non allarmante.

 

Sono diversi mesi che non piove e la conseguenze della siccità sono molte e varie. Un clima così secco in questo mese di giugno è anomalo e, come scrive Multiservizi, “la situazione va affrontata senza allarmismi ma con senso di responsabilità. I consumi di acqua sono alti, ben al di sopra della media del periodo. Gli impianti idrici e il personale addetto stanno lavorando a pieno ritmo per garantire un livello costante di acqua nei serbatoi che alimentano la rete  idrica.  Ad oggi – prosegue la nota – l’erogazione dell’acqua è regolare. Il prelievo dalle  sorgenti Gorgovivo, che riforniscono gran parte  dei 43 Comuni gestiti da Multiservizi e dunque anche Jesi  e rappresentano la struttura  portante del rifornimento idrico, è in linea con gli anni precedenti.  Se il caldo continua con temperature costantemente  sopra i 30 gradi, occorrerà mantenere alta l’attenzione ai prelievi di acqua per non superare il limite massimo di 1400/1500 litri al secondo, stabilito per Gorgovivo”.

L’invito è perentorio: evitare gli sprechi.

 

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

JESI / TEMPERATURE RECORD, COLDIRETTI: “AGRICOLTORI COSTRETTI AD IRRIGAZIONI DI SOCCORSO”

JESI, 22 giugno 2017 – Ad inizio di questo mese di giugno nelle Marche si sono registrate temperature massime “superiori di 4,6 gradi alla media del periodo” e come se ciò non bastasse abbiamo assistito alla pressoché scomparsa delle precipitazioni piovose. Nei primi 10 giorni di giugno “la temperatura media massima ha raggiunto il record di 28,1 gradi, contro i 23.5 del periodo, ma – fa notare Coldiretti – anche le minime si sono alzate considerevolmente (+2,8 gradi)”.

Tutto questo caldo non può non incidere sull’andamento delle coltivazioni agricole e sui comportamenti degli addetti ai campi costretti a ricorrere ad irrigazioni di soccorso che non potranno non incidere sui costi. Conseguenza di questa situazione l’aumento dei prezzi alla produzione che si ripercuoterà su quelli al  consumo. Non solo, in assenza di pioggia aumenta il rischio di incendi. È  questa la conclusione alla quale giunge Coldiretti Marche dopo aver analizzato i dati meteorologici di questo primo scorcio del 2017 diffusi dal Ministero per le politiche Agricole.

Tutto questo stravolgimento dell’equilibrio naturale non è certo casuale; per anni sono rimasti inascoltati gli appelli a prendere in cura l’ambiente, limitando, anzi, riducendo al massimo l’inquinamento globale. Parole al vento, a quanto pare, basta vedere il comportamento dei vertici di un continente che dovrebbe essere il primo ad avere a cuore il futuro del globo.

(s. b.)

LETTERE&OPINIONI / CASTELBELLINO, AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA ‘CORNACCHIA’: IL COMUNE RICORRE AL TAR

CASTELBELLINO, 21 giugno 2017 – Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Castelbellino hanno deciso: ricorreranno avverso l’autorizzazione provinciale all’ampliamento della discarica Cornacchia contenuta nelle due minivarianti di copertura delle vasche appena approvate dallo stesso ente competente al rilascio, cioè la Provincia di Ancona. Il Sindaco convocherà al più presto un Consiglio Comunale finalizzato all’ottenimento, da parte dell’intero consesso, dell’unanimità auspicabile in relazione al mandato a procedere con i propri legali in sede di Tribunale Amministrativo Regionale.

Nel corso degli ultimi mesi, nel suo operare, il Comune di Castelbellino, in ogni sede, ha cercato di metter via le tensioni dei mesi scorsi che hanno condotto lo stesso Comune dapprima ad una lotta serrata in Conferenza dei Servizi in Provincia, poi al Tar contro il ricorso alla bocciatura dell’ampliamento di 900 mila mc della discarica Cornacchia proposto dal Comune di Maiolati.

La prima battaglia sul mega ampliamento è stata vinta.

Nell’ottica di un percorso orientato volto alla chiusura del sito entro un paio d’anni, in corrispondenza all’esaurimento della capacità di smaltimento nelle vasche attuali, ancorché modificate nelle coperture, ed alla riconversione del sito della Cornacchia in un impianto ambientalmente e socialmente accettabile il Comune di Castelbellino si è sempre reso disponibile.

L’obiettivo da perseguire per il sito della Cornacchia è un modello gestionale di businnes economico in grado di tutelare le maestranze e le comunità locali, proprio mentre le politiche di Ambito dei rifiuti necessitano di nuove strutture operative.

Ma alla luce delle nuove autorizzazioni sono emersi fattori inaccettabili da parte del Comune di Castelbellino: le disposizioni attuali, infatti, aprono il varco, dal punto di vista normativo, secondo noi in maniera impropria e giuridicamente non ammissibile, non soltanto ai 180 mila mc dell’ampliamento appena autorizzato, ma addirittura alla possibilità di applicare tale disposizione normativa, fino al raggiungimento del 30% dell’attuale capacità di smaltimento dell’ultimo ampliamento autorizzato, cioè circa 570 mila mc. Peraltro, tale autorizzazione si fonda su osservazioni emerse in Conferenza dei Servizi addirittura di carattere opposto da parte degli enti interessati, basate su un parere tecnico regionale che sostanzialmente sconfessa le disposizioni presenti all’interno del Piano Regionale dei Rifiuti. Per fare due esempi, il limite di tolleranza della popolazione, che è in calce al verbale di bocciatura del mega ampliamento e la distanza minima dai centri abitati di 2000 metri improvvisamente scompaiono, così come scompare la distinzione tra Rsu e rifiuti speciali nell’ultima autorizzazione quando la precedente discarica era autorizzata per entrambi. Insieme a queste, ci sono altre decine di contraddizioni normative e non che approfondiremo al Tar.

Nel frattempo, la Sogenus, in assemblea dei lavoratori ed in altre sedi, ha confermato la possibilità di usufruire di tali possibilità di ampliamento e, anche se, non ci è dato sapere su cosa si stia lavorando, sarebbe già in fase di progettazione un ampliamento che prevede la realizzazione di una nuova piccola vasca di smaltimento. Ancor più grave è l’inaccettabile comunicazione pervenuta dalla Sogenus, con tanto di parere legale all’uopo allegato, in cui sostanzialmente si intima ai Comuni a fermarsi e non operare, in veste di soci, in maniera contraria e dannosa nei confronti della società stessa. Certe iniziative, il Direttore della Sogenus, farebbe bene a risparmiarsele, ricordandosi che si tratta soltanto di una società pubblica che gestisce un impianto del Comune di Maiolati Spontini, e che tali condotte ai limiti dell’intimidazione, non fanno altro che irrigidire sempre più i Sindaci della vallata eletti dai loro cittadini.

Dovrebbe essere il Comune di Maiolati, eventualmente, a cercare una soluzione politica ed amministrativa accettabile; invece, il Sindaco di Maiolati ci ha già preventivamente scritto che “è prospettata l’ipotesi di prolungare con ulteriore mini ampliamento l’attività di smaltimento” e quanto affermato non lascia adito ad interpretazioni.

Detto ciò, il Comune di Castelbellino, alla luce dei fatti emersi, se nessuno degli scenari auspicati saranno presi in considerazione, e nessuna iniziativa alternativa sarà posta in essere dal Comune di Maiolati, entro i 60 giorni consentiti dalla legge, opporrà ricorso al provvedimento autorizzativo appena rilasciato, convinto di interpretare le ragioni della tutela del territorio e delle popolazioni residenti ormai provate dalla convivenza con l’impianto. Popolazione che non può accettare il prolungamento dell’attività di smaltimento, ormai trentennale, in nome di un businnes economico che non fonda più la sua ragione politica nel pubblico interesse. Peraltro, come ben confermato dal Piano Regionale dei Rifiuti che definiva la discarica Cornacchia in esaurimento. Saranno coinvolti altri Comuni della Vallesina nella nostra rivendicazione, convinti delle ragioni che hanno contraddistinto finora il nostro operato.

L’Amministrazione comunale

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CHIARAVALLE / RECISE RADICI DI PINI MARITTIMI PROTETTI: POLEMICA TRA L’AGRONOMO CONSIGLIERE E IL SINDACO

CHIARAVALLE, 20 giugno 2017 –  I lavori di riqualificazione del primo tratto di via S.Andrea di fronte allo stadio comunale stanno facendo discutere soprattutto perché sono state recise moltissime radici dei pini marittimi che sono posizionati nell’area e che avevano dissetato parte dell’asfalto.

“Le radici degli alberi cercano in tutti i modi di accaparrarsi l’acqua, le sostanze nutritive e l’ossigeno, di cui hanno bisogno per le proprie funzioni vitali – dice Giovanni Spinsanti, agronomo e consigliere comunale di minoranza della lista Siamo Chiaravalle – e così accade che per fare ciò, provino a spingersi con più forza possibile in superficie cercando di scalzare tutti gli ostacoli che glielo impediscano, asfalto compreso. È questo il motivo per cui ci troviamo marciapiedi e strade dissestate dal lavoro delle radici. Quelle radici hanno una funzione fondamentale per la pianta: tenerla in vita perché solo le radici superficiali hanno funzione nutritiva e assorbente”.

Spinsanti protesta e anche sul web alcuni cittadini richiamano l’attenzione sulla questione. “Con stupore ho constatato che le ruspe in prossimità del campo sportivo hanno reciso e asportato montagne di radici alla fila di pini marittimi prospicienti lo stadio per una profondità di circa 40 cm: delle radici superficiali non è rimasto praticamente nulla, dato che gli operai della ditta per il rifacimento del selciato non si sono fatte troppe domande, né questo era il loro compito, tra l’altro nel periodo più critico per la pianta che è l’estate. La forestale ha solo potuto constatare l’accaduto: radici sfibrate e vulnerabili a qualunque attacco parassitario. Temo che entro pochi mesi si potranno cogliere i frutti di questo scempio effettuato su piante protette, quando le vedremo morire con disseccamenti via via più vasti della chioma”

Per Spinsanti sarà compromessa anche la stabilità degli alberi. “Abbiamo trasformato degli alberi imponenti in colossi di Rodi, con i piedi d’argilla, o se preferite in alberi di Damocle che incombono sulle nostre teste: un po’ di vento magari della neve sopra e qualche pino può cadere di sicuro. Mi sento di dire che i lavori, seguiti dall’assessore all’ambiente e  dal sindaco, sono stati eseguiti con leggerezza e superficialità e dimostrano anche la scarsa sensibilità all’ambiente in particolare alle specie protette. Il sindaco salvaguarda aree verdi grosse quanto un francobollo all’interno del tessuto cittadino, ma poi se ne infischia di tutelare il verde pubblico storico e protetto”.

Costantini replica con fermezza alle accuse. “Le radici principali non sono state toccate. Il Corpo Forestale dello Stato, da me chiamato ad intervenire in loco, ha confermato proprio questo concetto che non mette a rischi né i pini né l’area. L’unico attentato, reiterato per oltre un decennio, è stato quello di evitare la riqualificazione della zona”.

 

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

SERRA SAN QUIRICO / GOLA DELLA ROSSA, VIDEO ED IMMAGINI DELL’INCENDIO AL PARCO REGIONALE

SERRA SAN QUIRICO, 17 giugno 2017 – Ecco le foto ed il video dei Vigili del Fuoco mentre stanno spegnendo un incendio di vaste proporzioni che si è sviluppato all’interno del territorio del comune di Serra San Quirico.

La zona è parte del parco regionale naturale della Gola della Rossa e Frasassi.

Sul posto sono entrate in azione squadre di vigili provenienti da Jesi, Fabriano ed Arcevia supportate da 2 mezzi del distaccamento di Vigili del Fuoco volontari di Apiro per un totale di 20 uomini e 5 automezzi antincendio. Sul posto anche un elicottore del reparto volo di Pescara. Mobilitata anche la protezione civile di Fabriano.

Dopo alcune ora di intervento, l’incendio è stato domato anche grazie al supporto aereo dell’elicottero, che ha effettuato 10 lanci. Operazioni rese complicate dalla zona impervia.

Circa 4 gli ettari bruciati nel rogo.

SERRA SAN QUIRICO / A FUOCO IL BOSCO, SQUADRE DI POMPIERI A LAVORO

SERRA SAN QUIRICO, 17 giugno 2017 – E’ scoppiato – nelle prime ore del pomeriggio – un incendio di proporzioni considerevoli  in  zona  cava della Gola della Rossa, sul territorio di Serra San Quirico.

La zona è parte del parco regionale naturale della Gola della Rossa e Frasassi.

Sul posto sono in azioni squadre di vigili provenienti da Jesi, Fabriano ed Arcevia supportate da 2 mezzi del distaccamento di Vigili del Fuoco volontari di Apiro per un totale di 20 uomini e 5 automezzi antincendio. Sul posto anche un elicottore del reparto volo di Pescara. Mobilitata anche la protezione civile di Fabriano.

(s.s.)

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CASTELPLANIO / TROMBA D’ARIA, QUERCE ABBATTUTE A PIAGGE OSTRUISCONO LA STRADA

CASTELPLANIO, 17 giugno 2017 – Notte di vento e maltempo in Vallesina. A Castelplanio, nei pressi di via San Filippo e in località Piagge una tromba d’aria ha colpito la zona abbattendo alcune querce, finite sulla sede stradale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Jesi, che hanno liberato la strada (privata) dalla mezzanotte fino a circa le 2.30.

(s.s.)
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VALLESINA / SALVATI DAI CARABINIERI FORESTALI DUE CAPRIOLI CADUTI IN UNA TRAPPOLA: HANNO RISCHIATO DI MORIRE SOFFOCATI

I caprioli imprigionati nella trappola

VALLESINA, 16 giugno 2017 Nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali della Stazione di Cingoli, durante un servizio di controllo del territorio, all’interno di una zona boscata in località Avenella dello stesso Comune, al confine con il Parco Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito si sono imbattuti in due esemplari di capriolo Capreolus capreolus,  rimasti intrappolati ad un arbusto con i palchi completamente avvolti da un groviglio di lacci in nylon.

Uno dei due caprioli, in particolare, versava in gravi condizioni a causa del laccio di nylon stretto attorno al collo che rendeva difficile la respirazione. Solo l’intervento dei militari, coordinati dal Comandate, Maresciallo Claudio Forconi,  ha potuto salvare da morte certa i due splendidi esemplari di capriolo,  liberandoli velocemente dopo averli immobilizzati e tagliato i cappi che li imprigionavano.

Il tutto era stato architettato da un bracconiere in un bivacco ben mimetizzato, al fine di catturare illecitamente i poveri selvatici; il filo di nylon aggrovigliato avrebbe attirato i selvatici che incuriositi avrebbero iniziato istintivamente a strofinare gli stessi con i palchi, rimanendovi intrappolati.

L’operazione è riuscita per la grande rapidità dell’intervento che ha potuto ridare la libertà ai caprioli limitandone le conseguenze fisiche per il forte stress subìto.

I militari hanno provveduto a notiziare l’Autorità Giudiziaria per il reato di  Maltrattamento di animali (Art. 544 ter C.P) e il responsabile del fatto rischia la reclusione da tre mesi sino a diciotto mesi. Sono in corso le attività di indagine.

Purtroppo il fenomeno del bracconaggio è ancora diffuso in zona e mette a rischio le specie faunistiche che rappresentano l’identità stessa del territorio. I Carabinieri Forestali costantemente svolgono un minuzioso controllo del territorio al fine di scongiurare condotte illecite contro la fauna selvatica e per la difesa e la salvaguardia della natura in tutte le sue matrici ambientali.