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VALLESINA / CAPTAZIONI IRREGOLARI, CONTROLLI DEI CARABINIERI FORESTALI: MULTE SALATE AI TRASGRESSORI

VALLESINA, 22 agosto 2017 – Da alcune settimane i Carabinieri Forestali della Provincia di Ancona sono impegnati in una campagna di controllo finalizzata alla verifica del corretto uso delle acque pubbliche, motivata dalla prolungata siccità che sta determinando un rischio per la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali e lacustri.

In particolare i controlli hanno riguardato le captazioni di acque pubbliche per scopi idroelettrici e per irrigazione, per le quali deve essere rilasciato il minimo deflusso vitale, cioè la quantità di acqua necessaria per garantire la sopravvivenza della flora e fauna del fiume.

Nel complesso sono stati contestati 5 illeciti amministrativi, dei quali, due dalla Stazione Carabinieri Forestale di Jesi – San Marcello, rispettivamente ad una centrale idroelettrica e ad una società di irrigazione in località “Chiusa” di Maiolati Spontini.

Gli altri tre illeciti sono stati contestati dalla Stazione Carabinieri Forestale di Genga Frasassi, i cui militari, in Comune di Serra San Quirico hanno sanzionato un’azienda agricola che irrigava i campi, prelevando acqua da un pozzo senza la prescritta concessione idrica, e due privati, rispettivamente nei Comuni di Serra San Quirico e Genga, i quali abusivamente prelevavano acqua da due canali per scopi domestici.

La normativa prevede sanzioni fino a 30.000 euro in caso di aziende, e fino a 1.500 euro in caso di privati, i cui importi devono essere stabiliti, anche sulla base della gravità della condotta, dal Genio Civile della Regione Marche, in qualità di Autorità Amministrativa. Le attività di controllo proseguiranno fino al perdurare dell’emergenza idrica in corso.

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JESI / PARCHI E GIARDINI: PULIZIA E CONTROLLI

JESI, 22 agosto 2017 – E’ stata una coincidenza oppure questa mattina la macchina comunale ha messo in atto la sua efficacia ed organizzazione mandando i propri uomini, ognuno per i vari settori specifici,  a controllare e a pulire alcuni parchi e giardini pubblici della città.

personale di Jesi Servizi intenti a pulire ai giardini pubblici di viale Cavallotti

Al Parco del Vallato attorno alle ore 11,30 sono stati notati i Vigili Urbani muoversi all’interno di esso mentre ai giardini pubblici gli uomini di Jesi Servizi provvedevano alla pulizia attorno alla fontana davanti lo stadio comunale Pacifico Carotti.

Ieri avevamo segnalato alcune difficoltà, su segnalazione dei cittadini, al Parco del Vallato, molte causate dalla maleducazione e dallo scarso senso civico. Avevamo invocato la presenza più continua e costante dei Vigili Urbani. Oggi siamo stati testimoni diretti della loro presenza. Non sappiamo se è tutta una coincidenza oppure una attenta valutazione di chi di dovere a far scattare subito la presenza degli uomini in divisa che a volte risulta essenziale.

vigili urbani all’interno del Parco del Vallato

I controlli dei Vigili Urbani nei parchi cittadini per far rispettare le norme deve essere una costante come la loro presenza lungo le vie cittadine per far rispettare il codice della strada.

L’attenzione dei Vigili deve essere concentrata su tutto per cercare di evitare, se fosse possibile anche nelle ore notturne, atti vandalici o individuarne eventuali responsabili e far, al tempo stesso, rispettare le regole.

Con l’auspicio, dopo le numerose segnalazioni, che i controlli proseguano anche nei giorni a venire.

(e.s.)

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LETTERE&OPINIONI / FEDERCACCIA ANCONA: “CHI HA SPARATO ALL’AQUILOTTO È RANCOROSO IMBECILLE CONTRO MADRE NATURA”

FABRIANO, 22 agosto 2017 – Cari Presidente di WWF Marche e Direttore del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, ho letto con grande sconforto e rammarico del riprovevole e insano gesto contro l’aquilotto, affascinante creatura che, grazie all’area protetta, assieme ad altri rari rapaci, è tornata ad arricchire il patrimonio di biodiversità delle nostre colline e a solcarne maestosamente i cieli.

Conoscete il personale impegno nel richiamare il nostro mondo venatorio al rispetto delle regole di civiltà, all’etica venatoria e alla coscienza di uomini prima che cacciatori.

L’episodio, purtroppo, mi riporta a quello di mesi addietro contro il rarissimo ibis eremita, condannato dalla totalità di quanti amano la caccia. Comprendo, ma per niente condivido, il dito puntato d’istinto contro il/i cacciatori.

Chi si abbassa al vigliacco gesto è, semmai, ignorante possessore di fucile e magari titolare di porto d’armi e forse licenza di caccia, nel qual caso però è solo rancoroso imbecille verso madre natura o stolto bracconiere, mai cacciatore. Non è difesa d’ufficio di una categoria troppo spesso, e a torto, bistrattata.

È, nell’attesa che si individui e sanzioni com’è doveroso il colpevole del crudele gesto, una chiamata di sana riflessione. Ciascuno alle proprie responsabilità. Nella circostanza, per doverosa informazione, mi corre l’obbligo rammentare che i CRAS (centri di recupero animali selvatici) fruiscono, per la loro encomiabile esistenza ed operatività, di parte dei fondi versati dai cacciatori per l’esecizio dell’attività venatoria.

Non vuole essere questo, palliativo alla coscienza, ma convinta espressione di civile partecipazione che, più volte sollecitata a tutti (cacciatori o meno), mi permetto di offrire a chi rispetta gli animali e vive il comune ambiente. Con la disponibilità di tutti gli associati per ogni informazione e supporto.

Ivo AmicoFedercaccia Provinciale Ancona

ANCONA / UOVA CONTAMINATE DALL’INSETTICIDA FIPRONIL , COLDIRETTI: “FARE I NOMI DELLE AZIENDE COINVOLTE”

ANCONA, 22 agosto 2017 – La Coldiretti chiede chiarezza; così come avvenuto in Francia occorre “fare i nomi delle aziende coinvolte” nello scandalo delle uova contaminate. Non solo, il consumatore deve conoscere “l’elenco dei prodotti  interessati e togliere il segreto sulla destinazione finale di tutti i prodotti alimentari importati, rendendo finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero”.

La richiesta di Coldiretti Marche è chiara ed è finalizzata alla salvaguardia della salute dei consumatori e alla difesa del prodotto nazionale. Una richiesta ancor più pressante per il fatto che le analisi richieste dal Ministero della Salute hanno riscontrato la presenza di Fipronil (l’insetticida infestante) proprio in provincia di Ancona.

“Di fronte alle emergenze sanitarie provenienti dall’estero che si ripetono nell’alimentare – scrive Coldiretti Marche in un comunicato – occorre intervenire subito con la trasparenza dell’informazione per evitare allarmismi che danneggiano imprese e consumatori”.

Nella nota diffusa, la Coldiretti precisa  che “lo scandalo delle uova contaminate con l’insetticida Fipronil e commercializzate in Europa riguarda esclusivamente quelle importate dall’estero, ma le uova italiane possono essere riconosciute poiché è presente l’indicazione di origine su ogni guscio, anche se è necessario migliorarne la visibilità scrivendo chiaramente per esteso, anche sulle confezioni e sui cartoni, da dove arrivano”.

In effetti  non tutti gli acquirenti di uova fanno caso a queste scritte, spesso nascoste dalla confezione, né tutti sono in grado di decifrare il codice riportato sui gusci. Coldiretti ci spiega il significato di quella serie alfanumerica. “Il primo numero consente di risalire al tipo di allevamento (0/ per biologico, 1 all’aperto, 2 a terra, 3 nelle gabbie), la seconda sigla indica lo Stato in cui è stato deposto (es. IT), seguono le indicazioni relative al codice ISTAT del Comune, alla sigla della Provincia e, infine, il codice distintivo dell’allevatore. A queste informazioni – conclude la nota di Coldiretti – si aggiungono quelle relative alle differenti categorie (A e B a seconda che siano per il consumo umano o per quello industriale) per indicare il livello qualitativo e di freschezza e le diverse classificazioni in base al peso (XL, L, M, S)”.

La battaglia di Coldiretti a favore dei consumatori  è cominciata, ora tocca agli organi preposti alla sorveglianza ed alla garanzia della salute fare il proprio compito.

(s. b.)

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FABRIANO / AQUILA COLPITA DAI BRACCONIERI, C’È LA TAGLIA

FABRIANO, 22 agosto 2017 – Ancora fiato sospeso per le condizioni della giovane aquila colpita da un bracconiere nei giorni scorsi e salvata nei pressi di Albacina. Fiato sospeso per le conseguenze del colpo, con le radiografie che hanno evidenziato nel cranio e nel corpo numerosi pallini di piombo che potrebbero portare a conseguenze neurologiche e da avvelenamento da piombo. Con conseguenze fatali: il rischio della morte del giovane esemplare.

Jacopo Angelini, delegato WWF Italia per la regione Marche, annuncia una ricompensa di 500 euro per chi fornirà informazioni utili all’identificazione del bracconiere che nei giorni scorsi ha colpito una giovane aquila reale.

“Per questo grave atto di bracconaggio deve essere rapidamente trovato il colpevole – incalza Angelini – chiediamo quindi ai Carabinieri Forestali e alla Polizia Provinciale di Ancona di effettuare indagini incisive, al fine di rintracciare il bracconiere”.

“Vogliamo nome e cognome di chi distrugge il nostro patrimonio faunistico e vogliamo trascinarlo in tribunale e chiedergli i danni”.

(s.s.)

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PIAN DELL’ELMO SAN VICINO / IL FERRAGOSTO PORTA CON SE’ IL DEGRADO, LA MALEDUCAZIONE DEI VACANZIERI

PIAN DELL’ELMO (Monte San Vicino) 21 agosto 2017 – Abbiamo fatto un sopralluogo nei siti prediletti dai vacanzieri del Ferragosto, sabato 19 agosto, a distanza di alcuni giorni dal maggior afflusso di turisti e abbiamo rinvenuto numerosi sacchi di immondizia, in parte ancora chiusi ed altri aperti dagli animali notturni attratti dall’odore degli alimenti..

Chi pulirà così tanta immondizia lasciata dai vacanzieri domenicali e del Ferragosto e quanto costerà all’Ente proprietario tale operazione?

Ogni anno ci poniamo queste domande, prima con parole di speranza e dopo Ferragosto con quelli della rassegnazione.

Sabato 19 appunto, verso ore 7.30, compiendo la solita passeggiata tra le splendide macchie di Pian dell’Elmo, oltre ad un’aria fresca e pura, abbiamo trovato lungo i pendii della pineta numerosi sacchi di immondizia lasciata qua e là dagli improvvisati campeggiatori del Ferragosto, qualche giorno prima e un paio dopo.

Ora, notando quei sacchi contenenti rifiuti di ogni genere  sparsi in ogni dove dal vento e dagli animali selvatici notturni, ci siamo domandati “Perché quei sacchi così bel sistemati sono stati lasciati nella pineta quando potevano essere chiudi dentro i circa 20 cassonetti per la raccolta differenziata che l’Ente proprietario ha posizionati in quattro diversi punti di Pian dell’Elmo?”  Abbiamo pensato che trasportare i sacchi a trenta metri di distanza, ognuno i propri, per sistemarli come si deve in quei cassonetti sarebbe stata troppa fatica ed allora la soluzione migliore è stata quella di abbandonarli sul luogo del bivacco. Anche questo modo di agire che rovina la Cosa Pubblica si chiama indifferenza colorita da maleducazione.

E pensare che per Pian dell’Elmo c’erano anche un paio di uomini in divisa a vigilare che non si accendessero fuochi (abbiamo contato i resti di almeno  67 fuochi) e non si buttasse immondizia ovunque; gli stessi che sono stati intervistati dal network locale presente a Pian dell’Elmo il giorno del Ferragosto. Senza andare oltre ci pare che questi luoghi meritino di essere salvaguardati da tali disoneste azioni, e i contravventori sanzionati pesantemente, perché se l’Ente proprietario fa pagare il biglietto per parcheggiare auto, caravan, e altri mezzi, in quella spesa non è compreso il diritto di inquinare, sporcare, rovinare la natura.

E’ andata decisamente meglio per i boschi di Canfaito dove abbiamo trovato pochi sacchi ben chiusi e colmi di rifiuti che sono stati però abbandonati intorno ad un faggio secolare piuttosto che messi in auto e scaricati dentro i primi cassonetti utili che si possono incontrare scendendo a valle, visto che gli Enti gestori del parco hanno preferito responsabilizzare i turisti evitando di collocare cassonetti.  Dobbiamo anche dire che la società incaricata della raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani, durante la giornata di sabato 19 Agosto ha provveduto allo svuotamento dei cassonetti in questione e raccolto anche molta immondizia sparsa dal vento e dagli animali intorno ai contenitori stessi e nelle vicinanze. Le foto che pubblichiamo parlano da sole del grado di indifferenza nei riguardi della natura..

Oddino Giampaoletti

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JESI / PARCO DEL VALLATO: UN MIX DI INCURIA, MALEDUCAZIONE, SCARSO SENSO CIVICO, VANDALISMO, NEGLIGENZA

JESI, 21 agosto 2017 – E’ il biglietto da visita per chi viene da fuori città, sia da nord che da sud, e vuole recarsi al centro della città.

panchina rotta

gioco rotto

In quella zona, stiamo ovviamente parlando del Parco del Vallato, esiste anche un ampio parcheggio per la sosta delle auto e dei camper, oltre ad un impianto di risalita funzionale.

Il Parco è frequentatissimo, in qualsiasi ora del giorno. Ci sono giochi per bambini, stradine per le passeggiate, panchine per riposarsi e fare delle chiacchiere.

Purtroppo ci viene da dire che l’incuria regna sovrana, insomma il Parco non è curato a dovere e poco sorvegliato.

I camperisti, quelli che hanno in gestione il casolare all’interno del Parco, ad esempio, non ne possono più. Tutto quello che mettono al di fuori della casetta viene distrutto. Di recente hanno dovuto togliere le bacheche dove posizionavano gli avvisi per i soci perché sistematicamente venivano distrutte ogni volta che venivano rimesse a nuovo e in funzione. Hanno dovuto anche installare le inferiate alle porte d’ingresso ed a qualche finestra per evitare che ladruncoli, come è spesso accaduto, tentino l’accesso all’interno.

angolo del parco inguardabile

Poi ci sono dei cartelli, anche nella rete di recinzione che separa il Parco con un lotto di terreno dove vive un capriolo, che indicano la presenza di telecamere di sorveglianza mai installate. Solo un deterrente visivo e non si sa a quale e per quale vantaggio erano stati montati.

Quello che si nota attraversando il Parco è a volte vergognoso: giochi per bambini rotti o malfunzionanti, vegetazione secca perché mai nessuno ha fatto manutenzione, alberi ed ulivi che stanno cedendo, monnezza in vari angoli, scritte e sudiciume per terra e nei muri, raccoglitori di rifiuti rotti grazie alla mano di azioni di vandali, panchine rotte.

Un mix di negligenza e vandalismo ma anche tanta incuria e maleducazione.

Non vediamo mai addetti ai lavori ed alla manutenzione intervenire in questa zona se non il personale di Jesi Servizi che a giorni alterni, di mattina presto, scaricano i cassonetti dell’immondizia.

Nella zona, nel quartiere Prato, un giorno la settimana, notiamo la sosta di un pulmino dei Vigili Urbani che dovrebbero verificare e controllare, vigilare,  l’andamento della situazione nel quartiere. Purtroppo, sarà una coincidenza, non vediamo la presenza costante dei Vigili all’interno del Parco del Vallato.

vegetazione secca

Vigili che ad esempio dovrebbero anche controllare se l’utilizzo dei giochi pubblici è corretto mentre sempre più spesso notiamo ragazzi, non più adolescenti, fare e disfare il proprio volere su questi giochi. Al limite, se i Vigili frequentano il Parco, non lo fanno a sufficienza.

rifiuti abbandonati

Insomma servirebbe più controllo e rigore.

Servirebbe anche far funzionare gli impianti che a suo tempo sono stati installati con costi a carico della comunità come ad esempio gli irrigatori automatici che ci sono ed anche in abbondanza: mai visti all’opera.

Poi molta vegetazione secca che con il passare del tempo va persa come le tante rose anche queste tutte secche ed appassite perché mai hanno avuto il piacere di ricevere acqua.

Anche il parcheggio Zannoni ha necessità di manutenzone. A parte le tante buche in questo periodo le foglie secche cadute dagli alberi la fanno da padrone intasando anche le caditoie. In altre vie della città è stata fatta pulizia on un apposito mezzo, in questa zona della città no.

Una nota positiva c’è.

parcheggio zannoni

Negli ultimi anni, a differenza dei primi quando il Parco è stato costruito, il taglio dell’erba è costante e sempre puntuale.

Alcuni cittadini nei giorni scorsi hanno voluto far presente la situazione.

“Scrivetelo sul giornale, vedrai che farà effetto”.

Accontentati!

Sperando che i risultati si vedano davvero e presto!

 

e.s.  

MOIE / IL “BIKE TOUR DELLA DECRESCITA” FA TAPPA IN VALLESINA, VISITA ALL’OASI DELLA DISCARICA

MOIE, 19 agosto 2017 – Fa tappa nel paese di Gaspare Spontini il “Bike tour della decrescita”. Un viaggio in bici da costa a costa, da Ancona a Siena, per “conoscere persone e luoghi del cambiamento e parlare di decrescita”. È questo lo scopo dell’iniziativa promossa dal “Movimento per la decrescita felice” che ha scelto il Comune della Vallesina come seconda tappa del tour 2017. Lunedì 21 agosto chiunque ami le due ruote e interpreti “il viaggio in bici come sinonimo – spiegano gli organizzatori – di lentezza e condivisione”, può partecipare in prima persona al tour e seguire le iniziative in programma a Moie, alla biblioteca La Fornace, e alla discarica Cornacchia.

Una scelta non casuale quella di fare tappa a Maiolati. Il bike tour, il secondo dopo quello del 2016 nel sud Italia, si propone di visitare le realtà virtuose che si impegnano nel cambiamento, lungo un percorso che congiunge le due coste, Adriatica e Torrenica, dal 19 agosto al 3 settembre. Maiolati Spontini è presentato, nel programma dell’evento, come una realtà che “fa parte dell’Associazione Comuni Virtuosi, nata con l’intento di valorizzare e mettere in Rete le Amministrazioni che si contraddistinguono per aver realizzato politiche realmente virtuose”. Ma non solo. “Maiolati Spontini è stato scelto perché ai vertici dei Comuni che producono energia elettrica da fonti rinnovabili oltre il proprio fabbisogno. Il mix energetico fatto di pannelli solari fotovoltaici, un impianto mini idroelettrico ed un impianto a biogas, ha reso Maiolati Spontini uno dei pochi comuni ‘100 per cento elettrici’. Notevole è stato il contributo – spiegano gli organizzatori del bike tour – fornito dall’energia elettrica prodotta con il biogas della discarica. Un processo che ha garantito la costante bonifica e l’assenza di problematiche ambientali. Gran parte della discarica esaurita nell’ambito del ripristino ambientale è stata convertita in oasi della biodiversità, realizzando un progetto dell’Università Politecnica delle Marche, uno dei più importanti progetti italiani di riqualificazione ambientale in zone in precedenza usate per lo smaltimento dei rifiuti”.

Nel tardo pomeriggio di lunedì 21 agosto il corteo di bici arriverà nel territorio del comune di Maiolati Spontini da Ancona. L’appuntamento è alle 16 e 45 davanti alla palestra delle ex scuole medie, in via Gramsci a Moie. “Ci rimettiamo in sella  – spiegano sempre i promotori dell’iniziativa – e, assieme a chiunque voglia pedalare con noi, raggiungiamo, a circa 4 chilometri di distanza dall’abitato di Moie, un centro di sperimentazione botanico realizzato su una discarica stabilizzata”. Qui, nella discarica Cornacchia, alle ore 17, ci sarà un incontro con il professor Edoardo Biondi, uno dei coordinatori del nucleo di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche per la realizzazione dell’Oasi della biodiversità presso le aree dismesse della discarica. La giornata si chiuderà a Moie dove, alle ore 21,15, alla biblioteca La Fornace, ci sarà un incontro pubblico con presentazioni, performance di Altri Mondi Bike Tour e l’intervento del sindaco Umberto Domizioli e di altri rappresentanti dell’Amministrazione per raccontare i progetti realizzati e quelli previsti per il futuro di Maiolati Spontini.

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SERRA SAN QUIRICO / DISASTRO AMBIENTALE, A VUOTO GLI APPELLI E LE DENUNCE: I PESCI SONO TUTTI MORTI (FOTOGALLERY)

SERRA SAN QUIRICO, 11 agosto 2017 – Se quei quintali di pesci lasciati in una pozza d’acqua lungo il canale superiore di Sant’Elena (Cavedani, Trote Fario, Barbi, Anguille, pesci di taglia e avanotti) ieri potevano essere salvati in quantità e da morte sicura, con un travaso nei corsi d’acqua sottostanti, grazie al disinteresse e all’inesorabile deflusso dell’acqua non è stato possibile.

Questo è quello che ieri (10 agosto fino alle ore 17.00) abbiamo potuto verificare con foto e video, perché poi, probabilmente, nella tarda serata di ieri o al più tardi all’alba di quest’oggi nel suddetto manufatto è stata riammessa l’acqua, e i pesci morti sono finiti nel canale di scolo adiacente a quello principale e da li nel corso d’acqua più a valle.

Ieri, vedendo tale situazione, avevamo avvertito le Istituzioni preposte, non espressamente ma fortuitamente, in quanto la nostra denuncia pubblica era già in rete.

Sono stati interessati ed  informati personalmente chi di dovere, quasi implorando una soluzione per evitare l’ultimo affronto, ricevendo assicurazioni.

Invece quei quintali di pesce sono stati lasciati morire in una pozza d’acqua bollente, oggi sparita del tutto, lasciando il rammarico e le deduzioni che ognuno vorrà trarne.

La legge prevede per estreme necessità il prosciugamento di parte di un corso d’acqua naturale o manufatto, con ordinanze specifiche; in questi casi la fauna ittica, dopo essere stata raccolta in un punto favorevole alla cattura, deve essere prelevata e subito riversata nel primo corso d’acqua utile, e ciò alla presenza di rappresentanti di provincia o regione e di altre istituzioni competenti.

Ci dispiace dover costatare che nulla si è potuto fare per salvare quei pesci.

Avevamo erroneamente pensato di aver percorso la strada giusta per poter mettere una “pezza” in questa vicenda, iniziata con la morte per annegamento di caprioli e cervi, invece oggi dobbiamo registrare anche la moria di quintali di pesce lasciati a secco.

Sulla questione dei cervidi affogati si è attivata ufficialmente anche l’Associazione Nazionale Protezione Animali di Roma e il circolo “Azzaruolo” di Legambiente.

Ma Legambiente si è anche attivata non appena i responsabili sono venuti a conoscenza della moria di pesci. “Ieri mattina – ci dice Leonello Negozi -, in qualità di rappresentante del Circolo LegambienteAzzaruolo” di Jesi, che segue per questa Associazione le questioni relative a corsi d’acqua, sono stato informato che il canale superiore, che corre parallelo alla frazione di Sant’Elena (Serra San Quirico), si stava prosciugando, mettendo a rischio la sopravvivenza della fauna ittica presente. Del fatto, ho immediatamente messo a conoscenza il responsabile Enel, che gestisce il canale e la relativa centrale idroelettrica, il quale mi assicurava che ne avrebbe preso visione e nel caso avrebbe preso provvedimenti. Evidentemente, tutto, troppo tardi, visto il filmato pubblicato da questo stesso giornale online nella stessa giornata di ieri”.

Aggiunge Negozi: “Oggi, venerdì 11 agosto, avendone la possibilità mi sono recato a visionare il canale superiore dove ora l’acqua scorre seppure la portata è ridotta. Ma i pesci? Come questo possa continuare a succedere è inspiegabile. Superficialità? Sicurezza di restare impuniti? O quant’altro…? Eppure i mezzi per poter intervenire li abbiamo”.

Conclude il rappresentante del circolo Azzaruolo: “La quasi assenza di precipitazioni di quest’estate, che ha ridotto di molto la portata dei nostri corsi d’acqua, se non il loro prosciugamento ha fatto si che la Regione Marche nella figura della dirigente del settore Caccia e Pesca: dott.ssa Loredana Borraccini abbia dovuto chiedere, molto opportunamente, alle Associazioni Pescatorie Regionali: “di monitorare lo stato di salute della fauna ittica e di conseguenza evidenziare a questa PF eventuali criticità”. Questo attenzione alla fauna ittica ha anche portato ad interventi di salvaguardia. Ultimo, l’intervento fatto dalle Guardie Ittiche Volontarie della FIPSAS coordinate dal responsabile Adriano Togni, le quali hanno prelevato per trasferirli in acque più sicure quintali di pesci dalle pozze, che si stavano prosciugando, del Fiume Cesano”.

(oddino.giampaoletti@qdmnotizie.it)

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JESI / SICCITA’: A RISCHIO LA PRODUZIONE DI MIELE, ALTRA BATOSTA PER L’ECONOMIA AGRICOLA

JESI, 11 agosto 2017 – Il forte caldo e, soprattutto, la mancanza di precipitazioni piovose ormai da lungo tempo mettono a rischio anche la produzione di miele; secondo Coldiretti Marche il raccolto potrebbe diminuire fino al 40% rispetto a quello delle passate stagioni. “la situazione peggiore – leggiamo in una nota – si registra  sulle essenze spontanee, a partire dal Millefiori, dove la produzione è stata di fatto cancellata dalla siccità”.

Non meglio va la raccolta di miele d’acacia mentre va un po’ meglio per il miele da girasole.

Questa “batosta” nella produzione del miele non può che favorire l’importazione di prodotti di qualità decisamente inferiore provenienti dall’estero  “che hanno già raggiunto a livello nazionale – ricorda ancora Coldiretti – oltre 7.000 tonnellate nei primi quattro mesi del 2017”.

Di fronte ad una situazione del genere gli appassionati dovranno stare attenti nell’acquisto di miele controllando bene le scritte riportate sui vasetti perché sugli scaffali dei supermercati due di questi proverranno dall’estero e solo uno sarà confezionato con miele prodotto in Italia.

Quest’ultimo “è riconoscibile attraverso l’etichettatura  di origine obbligatoria”.

Nelle Marche l’apicoltura viene effettuata con circa 36mila arnie gestite da 1.400 apicoltori; “di questi, però, appena il 2% lo fa in maniera professionale, anche se è da loro che viene quasi la metà del prodotto regionale. Il resto è rappresentato da apicoltori semiprofessionisti (20%) e hobbysti (78%). Il valore della produzione si aggira sui 2,4 milioni di euro”.

Dopo la mancanza di raccolti, la riduzione della produzione lattiero/casearia, il calo del frumento ed altre stangate, l’economia agricola subisce l’ennesima batosta.

(s.b.)

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