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FABRIANO / UN LIBRO PER L’AMBIENTE

Ieri la premiazione

 

FABRIANO, 25 maggio 2018 – “No Surrender. Da un’amicizia in rete un’avventura mozzafiato”, di Carl Hiaasen, (Edizioni Giunti) per la sezione narrativa e “Terra pianeta inquieto”, di Dino Ticli, ill. Enrico Macchiavello, (Coccole Books) per la divulgazione scientifica. Sono questi i due vincitori della XX edizione del Premio nazionale “Un Libro per l’Ambiente”, il concorso di editoria ambientale promosso da Legambiente e La Nuova Ecologia e realizzato in stretta collaborazione con il Parco Naturale Gola della Rossa e di Frasassi e con il comune di Pedaso.

Presenti ieri all’oratorio della carità 50 studenti della Scuola Giulio Cesare di Falconara, in rappresentanza della giuria di 550 ragazzi che in questi mesi ha valutato un totale di circa 40 testi candidati, hanno partecipato con entusiasmo alla proclamazione dei vincitori assieme agli autori dei testi finalisti che hanno letto e valutato durante l’anno scolastico.

Eventi anche nel pomeriggio di oggi

Ma la tre giorni dedicata al Parco della Gola della Rossa ed alla Giornata Europea dei Parchi proseguirà anche nel pomeriggio di oggi perché dalle ore 16.30, presso il Loggiato di S. Francesco, i festeggiamenti proseguiranno con i laboratori sulla carta realizzati dal circolo Legambiente “Il Pettirosso” di Tolentino.

“In questi vent’anni il concorso Un Libro per l’Ambiente è diventato un laboratorio di osservazione e crescita della cultura scientifica ambientale dei ragazzi e ha assunto sempre più importanza nella diffusione delle tematiche legate all’ambiente hanno dichiarato Vanessa Pallucchi e Marcella Cuomo, rispettivamente Vicepresidente Nazionale di Legambiente e coordinatrice del progetto nelle MarcheL’evento finale, inoltre, proprio perché inserito all’interno dei festeggiamenti del ventennale del Parco e della Giornata Europea dei Parchi, ha assunto quest’anno ancora più significato, sottolineando il valore dell’educazione ambientale e dell’investimento sulla costruzione di una nuova consapevolezza a partire dei più giovani.”

SERRA SAN QUIRICO / IL CANALE-TRAPPOLA, LEGAMBIENTE: “BASTA CON LA STRAGE DI ANIMALI”

SERRA SAN QUIRICO, 24 maggio 2018 – Un altro capriolo è caduto nel canale artificiale dell’impianto idroelettrico dell’Enel in località Sant’Elena di Serra San Quirico. Mercoledì 23 maggio 2018 il povero animale, un capriolo maschio, è stato avvistato che giaceva sul fondo del canale di scolo e prontamente sono stati allertati i carabinieri forestali di Genga, i quali, a loro volta, hanno richiesto l’intervento della Polizia Provinciale e dei Vigili del Fuoco di Jesi. Il capriolo è stato sollevato, bendato, e appoggiato su un prato adiacente l’impianto, ma, purtroppo, non si è prontamente rialzato come si sperava, e pare non riuscisse a muovere le zampe posteriori. Così è stato chiamato il CRAS Enpa di Genga, il quale ha provveduto al recupero e al trasporto presso le proprie strutture per le cure del caso. Sul posto alcuni cittadini residenti in zona, i quali per l’ennesima volta si sono trovati spettatori di uno scenario ormai consueto che, forse, si poteva evitare.

Il canale è molto lungo e presenta argini ripidi in cemento, la rete non protegge le sponde per tutta la lunghezza, e dove la rete è presente è spesso malridotta o abbassata, così, ogni primavera, numerosi animali,  fra cui caprioli, istrici, cinghiali, tassi, finiscono in acqua e non riescono ad uscire. Sembra che anche dei cani abbiano fatto la stessa fine, i resti di uno sono stati rinvenuti proprio la settimana scorsa. Se gli animali non muoiono affogati prima, una volta che arrivano vicino alla centrale elettrica, finiscono nella camera di carico e vengono sollevati da una sorta di griglia che pulisce il fondo di questo piccolo bacino, la quale griglia li scaraventa nel canale di scolo, sempre con mura di cemento alte, da cui non riescono ad uscire. Comunque, patiscono sofferenze atroci.

Per diversi chilometri lungo il canale non esiste la rete di protezione

Anche questo ultimo capriolo difficilmente riuscirà a sopravvivere, a causa delle ferite, sembra infatti che abbia le zampe posteriori paralizzate, ma soprattutto dello stress, in quanto questi animali sono molto delicati e mal sopportano anche il solo contatto con gli umani.

A questo episodio ha assistito anche una guardia zoofila di Legambiente, referente della zona di Jesi e Fabriano, ma già l’anno scorso Legambiente aveva denunciato la situazione, così come ogni volta le forze che intervengono stilano rapporti, e i cittadini denunciano e scrivono ai giornali. Eppure la situazione rimane immutata: gli animali soffrono, muoiono, le forze di polizia e i vigili del fuoco intervengono, i CRAS cercano di curare, i cittadini segnalano ed aiutano, ma nessuno provvede a mettere in sicurezza quel maledetto canale.

Anche non volendo considerare la sofferenza e la morte di poveri animali, si deve almeno valutare l’enorme dispiego di mezzi, uomini e risorse economiche pubbliche che ogni intervento richiede, a fronte di una spesa che si può calcolare sicuramente inferiore per la messa in sicurezza degli argini. Inoltre, la zona è molto frequentata, trovandosi a pochi metri dall’Abazia di Sant’Elena e da una strada che porta all’impianto di Gorgovivo, molto amato da ciclisti e podisti, per cui il rischio è che anche qualche persona possa finire nel canale, da cui, senza aiuto, non si riesce ad uscire.

È giunto il momento che le autorità competenti e chi ha responsabilità intervenga, già troppi animali sono morti o sono rimasti feriti, non si può aspettare oltre.

Lara SecchiaroliGuardia Zoofila Volontaria Legambiente  Marche

SERRA SAN QUIRICO / RETI BUCATE, UN ALTRO CAPRIOLO AFFOGATO NEL CANALE

SERRA SAN QUIRICO, 22 maggio 2018 – Ogni qual volta ci accingiamo a scrivere un articolo sull’annegamento di qualche cervide in questo canale, speriamo in cuor nostro che sia l’ultimo e che i dirigenti dell’Azienda che usa il manufatto di Sant’Elena prendano provvedimenti atti ad evitare tutto ciò.

Scriviamo questo perché sono due anni che trattiamo l’increscioso argomento ma nessuno ha voluto o potuto aggiungere la parola fine, neppure i soggetti preposti alla applicazione della legge in cui crediamo vivamente. Tuttavia, crediamo che anche queste bestiole, tra l’altro rilasciate a spese di tutti i cittadini, meritano una semplice considerazione, anche e solo lunga poche centinaia di metri come la rete metallica sufficientemente alta sui bordi del canale, dove questa non c’è o dove è stata divelta dalla caduta di rami.

Alcune settimane fa un abitante della zona ha allertato i Vigili del Fuoco per il salvataggio di un capriolo adulto che stava annegando (QdMnotizie ha pubblicato il triste video dell’annegamento), purtroppo ogni tentativo di salvare l’animale è stato vano tanto che alla fine è affogato.

L’ultimo episodio domenica scorsa (20 maggio) con un povero capriolo affogato sempre nello stesso luogo e sinceramente tale sequenza indispone non solo chi scrive ma anche moltissimi cittadini, perché sembrerebbe proprio che nulla si possa fare per evitare la morte di questi animali.

I residenti hanno a più riprese spedito articoli, foto e video, delle morti di questi animali senza avere alcun riscontro, neppure da certi “paladini” notoriamente impegnati ad alleviare certe sofferenze sotto le luci dei riflettori; parrebbe cioè che nessun provvedimento si possa prendere per evitare che i cervidi affoghino in questo canale.

(o. g.)

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MOIE / “COME GOVERNARE I FLUSSI MIGRATORI”, DOPPIO INCONTRO PER ILLUSTRARE IL PROGETTO SPRAR

MOIE, 21 maggio 2018 – L’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’Asp – Ambito 9, organizza due incontri, nella frazione di Moie e nel capoluogo, per presentare il progetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cui Maiolati Spontini ha aderito insieme ad altri 21 Comuni del territorio. Un progetto gestito a livello territoriale dall’Asp 9 e che vede Jesi come Comune capofila. “Come governare i flussi migratori” è il tema degli incontri, rivolti alla cittadinanza, previsti per lunedì 21 maggio, alle ore 21,15, nella Sala comunale 6001 a Moie e per mercoledì 23 maggio, alla stessa ora, nei locali dell’ex palestra nel capoluogo. Saranno presenti il sindaco Umberto Domizioli, la Giunta comunale, il direttore dell’Asp 9 – Jesi Franco Pesaresi, Sascha Smerzini della cooperativa CoosMarche e Marco Galeazzi della cooperativa Vivere Verde.

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che prevedendo anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

“I progetti territoriali dello Sprar vedono la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio, a partire dai Comuni – sottolinea l’assessore comunale ai Servizi sociali Irene Bini – e hanno l’obiettivo di costruire e rafforzare una cultura dell’accoglienza presso le comunità, oltre che favorire la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari”.  Il progetto prevede un tetto massimo di arrivi, che per il territorio del comune di Maiolati Spontini è di 21, di migranti richiedenti asilo e rifugiati. Una cifra, questa, calibrata sul numero della popolazione residente e finalizzata a realizzare al meglio progetti di integrazione e di accoglienza. “Sono già stati individuati ed autorizzati due appartamenti – spiega l’assessore Bini – per consentire l’accoglienza, al momento, di un massimo di dieci richiedenti asilo. Saranno distribuiti in un’abitazione a Moie e in un’altra nel capoluogo. A coordinare il progetto sarà l’Asp 9 mentre a gestire i diversi aspetti dell’accoglienza, che prevede anche inserimenti lavorativi e tirocini formativi, sarà la rete di cooperative che ha vinto l’appalto”.

L’Amministrazione sta intanto valutando alcune possibilità di inserimento “ad esempio in attività pratiche legate all’organizzazione del Comune – spiega sempre l’assessore Bini – come le piccole manutenzioni e il mantenimento dell’igiene urbana e del verde. Ciò non toglie che sarà valutato caso per caso a seconda delle competenze che i migranti richiedenti asilo possiedono. Siamo certi che questo percorso aiuterà loro ad integrarsi e la cittadinanza ad accoglierli in maniera positiva e senza pregiudizi”.

Nel corso del periodo di accoglienza le persone vengono sostenute anche nell’apprendimento della lingua italiana, nell’accesso al sistema sanitario nazionale e appunto nell’inserimento al lavoro attraverso tirocini formativi e supporto alla ricerca di un’occupazione, con inserimenti in laboratori che permettono la socializzazione e un’apertura verso il contesto esterno.

JESI / ALLA RISERVA DI RIPA BIANCA SI CELEBRA LA GIORNATA DELLE OASI WWF

Rangers, Archeologi, Entomologi e Apicoltori per un giorno nell’area naturale protetta

 

JESI, 19 maggio 2018 – La Riserva Naturale Ripa Bianca, il 20 maggio, in occasione della Giornata delle Oasi 2018, propone un nutrito programma per grandi, bambini e famiglie, dove si ha la possibilità di diventare per un giorno Rangers, Archeologi, Entomologi e Apicoltori, partecipare alle visite guidate, percorrere il sentiero a piedi nudi e partecipare alla campagna solidale del WWF Italia “S.O.S. Natura in trappola” per di no al bracconaggio e ai crimini di natura.

Il tema centrale dell’evento nazionale del WWF Italia è la lotta al bracconaggio, attività illegale che ogni anno in Asia uccide 100 tigri mentre in Italia oltre 300 lupi e 6 milioni di uccelli.

Inoltre, il commercio illegale di specie selvatiche o di loro parti rappresenta il quarto mercato criminale (dopo droga, armi e esseri umani) con un giro di affari annuo di centinaia di milioni di dollari. In questa lotta quotidiana in difesa della biodiversità il WWF è da sempre in prima linea e per sostenere la sua azione dal 6 maggio ha lanciato una gara di solidarietà per aiutare le specie più a rischio e chi le difende: con la Campagna “SOS Animali in trappola” chiede una donazione attraverso la numerazione solidale 45590 al quale inviare un SMS o fare una chiamata da rete fissa. Per sostenere la Campagna “SOS Animali in trappola” e informare il pubblico il 20 maggio la riserva allestirà uno spazio comunicativo e dimostrativo inerente le attività di contrasto al bracconaggio e ai “Crimini di natura” presidiato dalle guardie ecologiche del WWF, dai Carabinieri Forestali, dalla Polizia Provinciale di Ancona e dall’Avvocato Tommaso Rossi, collaboratore del WWF Italia nel contrasto ai crimini di natura.

In aggiunta alle oramai tradizionali attività della Riserva quali le visite guidate, le attività di birdwatching e il sentiero sensoriale da percorrere interamente a piedi nudi al motto “Tutti Scalzi”, il 20 maggio sarà inaugurata l’area didattica “Archeologi nell’Oasi” dove i bambini potranno diventare per un giorno piccoli Indiana Jones partecipando alla simulazione di uno scavo archeologico. Con pennelli e scopette andranno alla ricerca dei reperti dei nostri antenati che vivevano lungo il corso del fiume Esino.

Il 20 maggio sarà anche la giornata mondiale delle api. La Riserva per celebrare tale occasione coinvolgerà i bambini nel laboratorio ludico-creativo “Un insetto per amico” per conoscere i nostri amici insetti e aiutare api ed impollinatori a costruire la propria casa mentre gli adulti e famiglie potranno partecipare alle 17.00 all’incontro “Il fantastico mondo del miele” dove l’Apicoltore Adelmo Calamante ci racconterà il meraviglioso mondo della società delle api e il loro prezioso miele, come produrlo e assaggiarlo.

LETTERE&OPINIONI / DISCARICA “LA CORNACCHIA”, LE PREOCCUPAZIONI DEL COMITATO

MAIOLATI, 12 maggio 2018 – Ill.mo Sindaco, il suo ultimo comunicato stampa, non risponde nel merito a nessuna delle osservazioni e obiezioni che legittimamente le sono state mosse, sia cioè sul tema dello spreco di risorse pubbliche ne su quello  della tutela della salute, ma si lascia andare ad apprezzamenti e insulti verso chi la pensa diversamente da lei e da anni si batte per mettere al primo posto la tutela della salute dei cittadini.

A tale proposito  vogliamo pacatamente ricordarle che:

  • Ancora una volta, si dimentica di un principio tanto importante quanto semplice, il “Principio di Precauzione” Art. 15 Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Earth Summit) di Rio de Janeiro del 1992:

“Al fine di proteggere l’ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”. Il rispetto di tale principio e soprattutto dimostrare che le emissioni della discarica, seppure nei termini di legge, non generano danni alla salute dei suoi cittadini, non è un compito di questo Comitato ma di colui che la legge investe di questa autorità, cioè Lei sig. Sindaco.

 

  • Noi non abbiamo mai parlato di terra dei fuochi, ma le abbiamo piu’ volte ricordato che numerosi studi scientici rilevano anche intorno alle discariche controllate eccessi di morbosita’ e mortalita’ per numerose gravi patologie.
  • Il documento ISDE (International Society of Doctors  For Environment) del 12 Agosto 2015 al punto 5.1 dice testualmente:

 

“Considerando soltanto le discariche per RSU ben gestite, uno studio osservazionale condotto in Italia, per un periodo di nove anni e in un’area che comprendeva otto Comuni (oltre 11.000 residenti) limitrofi a una discarica, ha mostrato eccessi di mortalità anche per malattie non neoplastiche (cardiovascolari, respiratorie, dell’apparato digerente e del sistema nervoso).

Un altro studio condotto tra il 1995 e il 2000 su una vasta area della Toscana (sei discariche localizzate in cinque diverse province) ha rilevato eccessi di mortalità per malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, per tumori maligni del sistema ematolinfopoietico, del fegato e della vescica.

E’ stato inoltre riportato un aumentato rischio di malformazioni congenite in popolazioni residenti in prossimità di discariche. Una revisione della letteratura ha segnalato un incremento di rischio pari al 2% per l’insorgenza di anomalie congenite e del 6% per basso peso alla nascita nella popolazione residente entro due chilometri di distanza da discariche di rifiuti. L’incremento del rischio è risultato essere maggiore nel caso di discariche di rifiuti tossici …”.

 

Questo solo per ricordarne alcuni, del resto non passa giorno che non vengano pubblicati nuovi studi sulla correlazione strettissima tra agenti inquinanti e impatto negativo sulla salute umana.

  • Le ricordiamo inoltre che alcune sentenze della Corte Costituzionale hanno sancito il cosiddetto “Effetto Cumulo” con il quale si riconosce che si deve considerare l’effetto cumulativo delle emissioni provenienti da diversi impianti insistenti nello stesso territorio. La presenza di numerosi impianti di varia natura determinano l’infrazione delle norme antinquinamento,  questo riteniamo il nostro caso.
  • Lei non ha mai prodotto nessun documento degli organi preposti ARPAM e ASUR che attesti quanto da Lei asserito cioè che le emissioni della discarica non impattino negativamente sulla popolazione del territorio.
  • A tale proposito anzi le ricordiamo che nel documento congiunto ARPAM e ASUR (prot. 37630 del 22/02/2016) prodotto  in occasione della bocciatura da parte della Provincia del famoso “Progetto di ampliamento in orizzontale”  viene detto:

“……..Per quanto di competenza epidemiologica dall’analisi dei dati disponibili (cfr report epidemiologico ARPAM SEA del 16.02.2016) con specifico riferimento alle patologie che sono state riportate in letteratura come potenzialmente associabili all’esposizione alle discariche e all’amianto e al livello di evidenza epidemiologica che risulta sufficiente solo per i tumori della pleura, si rileva a Castelbellino un eccesso di mortalità, nel periodo analizzato per tumore maligno dell’ovaio, con numeri estremamente ridotti, e per tumore maligno alla prostata.

Sempre per i decessi a Maiolati Spontini si riscontrano eccessi di mortalità per tumore della trachea, bronchi e polmoni nelle femmine, per melanoma nei maschi e per tumori emolinfopoietici in entrambi i sessi.

La situazione dei ricoveri ospedalieri è più articolata e si rilevano eccessi di ricoveri dei residenti a Castelbellino per tumori maligni del colon-retto-ano e del pancreas nelle femmine e dell’apparato respiratorio e digerente anche nei maschi.

Si riscontrano eccessi di ricoveri ospedalieri dei residenti a Maiolati Spontini in particolare nel genere femminile per tumori maligni del colon retto, per tumori maligni del tessuto connettivo e di altri tessuti molli, per tumore maligno della pleura e per le malattie dell’apparato respiratorio specie nei maschi.

Le presenti osservazioni non possono ne vogliono ipotizzare un nesso di causalità tra la residenza nei due comuni e l’eventuale vicinanza/ricaduta dell’impianto in oggetto.

Limitatamente agli eventi indagati lo stato di salute che scaturisce da questi risultati porta a ritenere necessaria una particolare attenzione e il controllo di eventuali nuovi e aggiuntivi contributi alle pressioni ambientali nell’area.

Si evidenzia pertanto l’opportunità di programmare approfondimenti su alcune problematiche sanitarie quali i tumori maligni della pleura per escluderne le cause ambientali, di verificare la fattibilità di una indagine su piccola area e della necessità di mantenere attive adeguate azioni di monitoraggio definite dagli Enti titolari dell’ attività indagine in materia……”

Lei, quindi anziché programmare con gli altri Sindaci del territorio gli approfondimenti suggeriti sopra, relativamente alle problematiche sanitarie degli abitanti del territorio, cosa fa?

Lavora ad uno studio di fattibilità per rimuovere la copertura della vecchia discarica oramai “tombata” per inserirci altri metri cubi di rifiuti speciali.

Sig. Sindaco ci permettiamo ancora una volta di dirle che farebbe meglio, a cimentarsi, in qualità di autorità sanitaria in continui solleciti presso le  autorità competenti unitamente agli altri sindaci della zona, affinché  questi   effettuino  uno studio epidemiologico e una valutazione di impatto sanitario della discarica “La Cornacchia”, nonché una ripresa dei lavori del registro tumori che stranamente si sono bloccati, piuttosto che in reiterati comunicati che non dimostrano assolutamente nulla se non la sua incapacità di far fronte alle richieste della popolazione del territorio su cui insiste la discarica.

L’attività della discarica ha esaurito la sua originaria funzione di raccolta dei rifiuti del nostro territorio e ha oramai esclusivamente uno scopo speculativo, anche per questo il comitato chiede che venga rispettata la chiusura prevista entro il prossimo anno  e coglie questa occasione per  esprimere la totale solidarietà a Claudio Conti per gli attacchi immotivati da lei fatti.

Comitato Difesa Diritti Civici e Beni Comuni

 

INFORMAZIONI COMMERCIALI / OLEIFICIO CHIODI, PIAZZA D’ONORE ALLA RASSEGNA NAZIONALE OLI AL FICO DI BOLOGNA

VALLESINA, 11 maggio 2018 – Medaglia d’argento all’olio extravergine dell’oleificio Chiodi di Castelplanio, alla 15° Rassegna Nazionale Oli mono varietali, domenica scorsa (6 maggio), svoltasi al Fico Italy World di Bologna, il più grande parco agroalimentare del mondo.

L’olio Chiodi, classificato come Olio di Eccellenza – Tipologie mono varietali, si è imposto per la qualità del suo prodotto, interamente Made in Marche ed estratto dalla sua Oliva Tenera.

Un successo che bissa quello di Parigi, a fine aprile, che ha visto l’olio Chiodi imporsi per la sua qualità al 16° concorso “Les Huiles du Monde” Avpa Paris 2018.

Questa volta il premio è stato assegnato per la sezione Gourmet Argent con l’extravergine “Il prezioso”.

Due vittorie importanti che classificano quest’olio tra i migliori della nostra Regione.

L’extravergine Chiodi è ottenuto dalla prima spremitura da olive sane raccolte e selezionate esclusivamente a mano, che ne garantiscono il sapore fruttato e soprattutto un condimento genuino e salutare.

“È una grande soddisfazione per noi ricevere questa onorificenza e ci rende fieri del nostro lavoro giunto ormai alla terza generazione”, così commenta Gianni Chiodi, titolare dell’omonimo oleificio insieme a Romina Pierelli.

Il Frantoio Chiodi ha iniziato la sua attività nei primi anni ‘50 del secolo scorso, quando Giovanni Chiodi, padre di Nicola, acquistò il vecchio casale ottocentesco che ancora oggi ospita la tradizione che arriva fino a noi.

Il Frantoio Chiodi produce infatti un olio di qualità ottenuto dalla spremitura a freddo e raccolto a mano, rendendo possibile che il prodotto mantenga tutte le qualità organolettiche dell’oliva.

Dal 2006 poi l’azienda Chiodi offre anche ospitalità presso l’agriturismo Tenuta Belvedere in via Ronco 2 a Belvedere Ostrense per una vacanza rilassante, immersi nella natura.

Ospitalità cordiale, relax al centro benessere interno e buon cibo come da tradizione di famiglia.

JESI / GUERRA ALLE PROCESSIONARIE, AL VIA LA DISINFETTAZIONE DEI NIDI

JESI, 9 maggio 2018 – Allarme processionaria in alcune zone della città ed allora si passa alla disinfestazione.

Nei pressi di alcuni parchi cittadini, in prossimità di abitazioni e aree giochi per bambini si  è proceduto oggi all’affissione sui tronchi dei pini di buste contenenti larve.

Sulle buste, posizionate a tre metri da terra lontano dalla portata del pubblico si legge  “Attenzione pericolo! Sacchetti contenenti bruchi di processionarie, molto urticanti, possono provocare lesioni cutanee e/o oculari agli essere umani e agli animali. Non aprire”.

È importantissimo infatti non entrare in contatto con questi bruchi e lasciare i sacchetti al loro posto senza cercare di aprirli per vederne il contenuto e magari evitare che i bambini stazionino sotto i pini dove sono posizionate le buste.

c.ade.

SERRA SAN QUIRICO / MENEFREGHISMO TOTALE ED I CERVI CONTINUANO A MORIRE AFFOGATI NEL CANALE

SERRA SAN QUIRICO, 26 aprile 2018 – Ancora due cervi affogati nel canale superiore di Sant’Elena!

Come se a nulla sono serviti gli articoli di denuncia, le foto scattate dall’estate scorsa ad oggi; da quando abbiamo iniziato a parlare di questo spiacevole fenomeno, nessun intervento risolutore ci è parso di scorgere in questa direzione.

Anzi no! Qualche intervento c’è stato ma solo per rimuovere gli animali affogati che in qualche occasione sono stati fatti scivolare altrove attraverso il canale si scolmo ed altre tirati all’asciutto e finiti chissà dove!

Non ci pare che questo “fastidioso” problema a qualcuno possa creare disturbo o impegno di denaro per aggiustare le reti rotte o per montarne in quei punti del canale dove non ci sono proprio.

Considerato che queste bestiole vengono rilasciate in natura per ripopolare le riserve, le oasi, a spese dei cittadini, quanto meno sarebbe opportuno che si provvedesse ad una certa salvaguardia e nel modo più semplice possibile.

E’ pur vero che chi governa ci ha abituato a decisioni talmente strane che possiamo arrivare a dubitare del senso più logico.

I residenti intorno a questo canale, ormai famigerato, ci avvertono puntuali ogni qual volta dentro cade qualche animale (cervi – caprioli – tassi –ecc) ma non è così che si arriva ad una soluzione; crediamo sia giunta l’ora di porre fine a quel lieve menefreghismo al quale abbiamo assistito sino a oggi, perché non sarà questo che ci farà assuefare al malcostume.

Oddino Giampaoletti

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CINGOLI / 15 MLN DI EURO AL GAL COLLI ESINI, MA SUI PROGETTI È BUIO PESTO

CINGOLI, 26 aprile 2018 – La Regione assegna fondi aggiuntivi al Gal Colli Esini. Infatti, con la delibera della Giunta Regionale del 26 marzo scorso, sono stati assegnati circa 15 milioni di euro al Gruppo di Azione Locale con sede ad Apiro per i 6 comuni del cratere del terremoto del 2016, ovvero Cingoli, Poggio San Vicino, Matelica, Apiro, Fabriano e Cerreto d’Esi, che avranno quindi circa 2 milioni a testa. Lunedì scorso (23 aprile), presso l’Auditorium Santo Spirito di Cingoli, i rappresentati dei comuni e i rappresentanti del Gal Colli Esini hanno indetto una conferenza stampa pubblica per proporre i progetti legati a queste risorse aggiuntive ed eventualmente ascoltare nuove proposte.

Il Gal Colli Esini nasce nel 1991 da una convergenza di interessi tra la Comunità Montana e l’ASSIVIP (Associazione Interprovinciale Produttori di Vini Pregiati); si occupa principalmente dell’attuazione del programma LEADER dell’Unione Europea, per quello che riguarda il sostegno e la promozione dello sviluppo del territorio delle valli del Monte San Vicino. I fondi assegnati dalla Giunta Regionale vanno a implementare l’azione del Gal ordinario per la creazione di un Piano Integrato Locale a sostegno delle cooperative e delle associazioni del territorio.

La Regione, tuttavia, ha fissato dei vincoli. “Per accedere ai finanziamenti – ha spiegato il presidente del Gal Riccardo Maderloni – occorre creare occupazione e migliorare i servizi alla popolazione. Nella precedente riunione di Matelica tra gli amministratori, sono già emerse delle proposte.” “Bisogna capire come allocare queste risorse aggiuntive – prosegue il direttore del Gal ing. Luca Piermattei – con una programmazione dal basso, ovvero coinvolgendo la popolazione. In tal senso, potrebbero essere utili misure poco costose ma ad alto significato sociale, come ad esempio attività culturali finalizzati alla ricostruzione di un senso di comunità.”

L’Ingegnere sposta poi l’attenzione sulle proposte concrete pervenute. “Si pensava ad iniziative legate alla gestione del patrimonio cultura, all’attivazione dei servizi, ed altre legate all’impresa, come la gestione del coworking e di altre tecnologie a disposizione delle piccole aziende.”

A questo punto sono proseguiti gli interventi degli amministratori dei 6 comuni. “Il terremoto ha provocato un danno d’immagine economico – sostiene Filippo Mosciatti, consigliere comunale di Matelica – quindi credo che occorra mettere in risalto il turismo e la cultura, perché dalle nostre parti non siamo capaci di promuoverli e di fare rete tra comuni.”

Anche il vice-sindaco di Cingoli, Luigi Ippoliti, è della stessa idea. “Si potrebbe creare una cooperativa, composta da giovani imprenditori, per la promozione del turismo e dei prodotti dei 6 comuni, attraverso un filo diretto con le imprese. In alternativa, si può mettere a disposizione una parte di quella cifra come fondo aggiuntivo alle nuove imprese sul mercato”.

“Un’idea potrebbe essere l’ideazione di un progetto comune di comunicazione e marketing per la promozione del territorio – ribadisce Stefano Filonzi, assessore comunale di Cingoli – creando un vero e proprio brand per far conoscere le nostre terre, la qualità della vita, i beni culturali, i musei.”

Quest’ultima proposta ha visto la reazione contrastante della rappresentante di Apiro, la consigliera comunale Nadia Sparapani. “Secondo me è inutile investire nella comunicazione se nemmeno la Regione riesce a far promozione – puntualizza – il nostro turismo è essenzialmente estivo e non ha grandi città per attrarre gli stranieri. Spero che la futura cooperativa possa vivere anche d’inverso non solo per il turismo, ma anche per attività adatte a tutte le stagioni.”

La sindaca di Poggio San Vicino, Sara Simoncini, resta abbastanza scettica. “E’ difficile creare un percorso condiviso con le aziende – sostiene – perché gli imprenditori sono interessati prevalentemente al modo per ottenere i fondi per il loro rendiconto. La crisi la vivevamo già prima del terremoto con il calo del popolamento e del turismo. Personalmente, credo siano più adatti interventi atti alla sicurezza del territorio per le singole entità comunali”.

Per Gabriele Santarelli, sindaco di Fabriano, “dobbiamo puntare a investire nell’occupazione e nelle realtà che già funzionano; secondo me è inutile creare strutture che non siano poi continuative nel tempo.”

La discussione è poi proseguita in un acceso dibattito tra i rappresentanti del Gal e delle amministrazioni comunali. Le riunioni continueranno nel corso delle settimane presso gli altri comuni interessati.

Giacomo Grasselli

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