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GENGA / DEMOLITO LO SPERONE DI ROCCIA, CAMBIA IL VOLTO DEL TERRITORIO

GENGA, 22 aprile 2018 – I vigili del fuoco sono intervenuti nella giornata di oggi (22 aprile) nel comune di Genga in località Pontechiaradovo per assistenza e ricognizione con droni alla demolizione di uno sperone di roccia instabile.

Le operazioni di verifica sono iniziate ieri (21 aprile) con il monitoraggio della parete di roccia e dell’area limitrofa con il personale S.A.P.R. (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) dei vigili del fuoco che sono servite nella pianificazione e sicurezza dell’intervento.

Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Ancona e ha visto partecipe la Regione Marche, Gruppo Ferrovie dello Stato e tutte le forze dell’ordine e di Protezione Civile.

Per la demolizione della roccia sono state usate delle cariche esplosive a cura di una ditta specializzata a cui sono seguite verifiche su tutta l’area sia da terra che dai droni VVF al fine di verificare lo stato dei luoghi e delle infrastrutture presenti a fine operazioni. La linea ferroviaria sottostante della tratta Ancona – Roma è stata chiusa per tutta la durata dell’intervento.

Piccolo inciso: oggi è la Giornata della Terra. Si dovrebbe festeggiare la salvaguardia dell’ambiente.

LETTERE & OPINIONI / RISERVE RIPA BIANCA: GIORNATA DI STUDIO PER UNA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE AREE FLUVIALI

JESI, 19 aprile 2018 – Sabato 21 aprile a Jesi, la Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi in collaborazione con Centro Studi Alto Scuola, il Comune di Jesi, la Regione Marche, il Tavolo Nazional dei Contratti di fiume e il Contratto di fiume dell’Esino organizza una giornata intera di studio ed esperienze dal titolo “Ambiente, Sicurezza, Partecipazione e Contratti di fiume” articolata in un convegno al mattino (Sala Ex II Circoscrizione) e una visita tecnica e una tavola rotonda nel pomeriggio (Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi).

La giornata ha ottenuto il riconoscimento dei crediti formativi A.P.C. da parte dell’ordine dei geologi, ingegneri, agronomi e architetti.

La gestione dei fiume negli ultimi decenni è stata quasi totalmente finalizzata a soddisfare l’unica esigenza di sicurezza idraulica, realizzata essenzialmente con l’allontanare l’acqua il più in fretta possibile per mezzo degli interventi di arginatura, di c.d. polizia idraulica, taglio della vegetazione, rimozione dei sedimenti. Interventi che nel medio-lungo periodo non hanno sempre garantito il raggiungimento dell’obiettivo prefissato, peggiorando in alcuni casi la situazione.

È necessario avviare strategie sostenibili per la gestione dei bacini idrografici, superando il concetto di fiume/canale arginato e separato dal contesto territoriale per arrivare al fiume/ecosistema dinamicamente connesso con le aree perifluviali.

Risulta quindi necessario restituire spazio ai fiumi e recuperarne la naturalità, affrontare esplicitamente la problematica dei conflitti nell’uso delle aree perifluviali, attivare forme di finanziamento-gestione dei terreni interessati dalla dinamica fluviale.

Una strategia per la gestione delle aree fluviali che coniughi la valorizzazione ecologica e la mitigazione del rischio idraulico è possibile ed auspicabile e la giornata di studio ed esperienza “Ambiente, Sicurezza, Partecipazione, Contratti di fiume” consentirà di analizzarne i punti di forza e criticità.

La giornata di studio ed esperienze si articola nella mattinata in un convegno per la divulgazione di analisi scientifiche ed esperienze concrete di attuazione di una strategia che coniughi aspetti di valorizzazione ecologica e mitigazione del rischio idraulico, una seconda parte, nel primo pomeriggio, di visita tecnica dimostrativa di interventi già realizzati di unione tra ambiente e sicurezza nella Riserva Regionale Ripa Bianca di Jesi e, a seguire, una tavola rotonda di discussione e confronto del ruolo della società civile per l’implementazione di tale strategia nei contratti di fiume delle Marche.

Il convegno si prefigge lo scopo di affrontare, con una formula di rapida ed efficace comunicazione, i principi generali sulla gestione sostenibile delle politiche di sicurezza e qualità ambientale delle aree fluviali.

Allo stesso tempo l’evento darà la possibilità di conoscere le esperienze realizzate per indirizzare e promuovere localmente le nuove politiche di governo dei bacini idrografici.

Gli interventi, dopo i saluti istituzionali, si articoleranno in un intervento introduttivo di inquadramento del contesto al quale seguiranno contributi di strategie politiche e contributi scientifici per concludere con una serie di relazioni illustrative di interventi realizzati.

Il convegno vedrà la partecipazione di Massimo Bastiani, Coordinatore del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, Endro Martini del Tavolo Regionale dei Contatti di fiume delle Marche, Andrea Agapito Ludovici, responsabile nazionale acque del WWF Italia, dei professori Fabio Taffetani e Vincenzo Barucchi Caputo dell’università Politecnica delle Marche, del Prof. Riccardo dell’Università Carlo Bo di Urbino, di Mario Clerici, funzionario della Regione Lombardia esperto di Riqualificazione Ambientale, di Francesco Occhiuto, Direttore del Parco Naturale del Lura, Paolo Giacchini dell’AIPIN Marche e Andrea Dignani, tecnico della Riserva Ripa Bianca.

Concluderà il convegno le considerazione dell’Assessore Regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti.

Nel primo pomeriggio, la visita tecnica sarà effettuata presso la Riserva Naturale Ripa Bianca dove sono stati realizzati soluzioni di consolidamento spondale e ricreazione di habitat tramite interventi di ingegneria naturalistica e di riqualificazione ecologica di aree degradate ed agricole.

La visita sarà condotta dal direttore della Riserva David Belfiori e dal progettista di alcuni degli interventi realizzati, Andrea Dignani.

L’escursione tecnica sarà seguita da una tavola rotonda che consentirà a numerose realtà della società civile, che stanno contribuendo realizzazione dei contratti di fiume dell’Esino, del Musone, del Misa, del Foglia, e del Biscubio, Bosso, Burano e Candigliano, di confrontarsi portando le proprie esperienze e individuando azioni sinergiche e virtuose.

David Belfiori www.riservaripabianca.it 

JESI / LE BUONE PRATICHE DELL’AGRICOLTURA NELLA RASSEGNA “ASCOLTO…STORIE, PROFUMI E SAPORI”

JESI, 19 aprile 2018 – Giunge al termine questa settimana, con gli ultimi due appuntamenti in programma, l’edizione 2018 della rassegna “Ascolto…storie, profumi e sapori”, l’iniziativa promossa dal Centro Turistico Giovanile “Vallesina” in collaborazione con la Condotta Slow Food “Castelli di Jesi”, che quest’anno ha curato il calendario degli incontri.

Venerdì prossimo (20 aprile), alle ore 21.15, presso la sala convegni dell’ex –Seconda Circoscrizione in via San Francesco, si parlerà de “Il progetto ARCA – Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente nella valle dell’Esino”. Interverrà Bruno Garbini, ideatore del progetto ARCA, che ripercorrerà i momenti salienti dell’idea nata nell’ottobre 1988 e della sua ripartenza nel maggio 2016 insieme a Enrico Loccioni e Giovanni Fileni.

Obiettivo, rigenerare il territorio e il capitale naturale, favorendo il mantenimento e l’aumento della sostanza organica nei suoli agricoli ottenuti attraverso buone pratiche agronomiche e di allevamento. L’ispirazione operativa dell’ARCA nasce dall’osservazione di quanto avveniva nella tradizionale casa colonica marchigiana prima dell’industrializzazione dell’agricoltura. Tutto era allora inserito in un micro sistema circolare di riutilizzo e visto in funzione della perpetuazione della fertilità dei suoli.

Il progetto riguarda alcuni bacini idrografici delle Marche, tra cui quello dell’Esino, e mira a mettere a punto un’agricoltura di tipo rigenerativo-conservativa ma adattata ai difficili suoli marchigiani (Arca’s Regenerative Soil System), reinserendo pratiche agronomiche quasi completamente desuete dopo l’avvento dell’agricoltura industriale e misurandone costantemente il beneficio apportato all’ambiente.

Si stanno già portando avanti ricerche sullo stato dei suoli analizzandoli dal punto di vista strutturale, del contenuto di sostanza organica e della vitalità. Il tema è quello della sicurezza idro-geologica e dell’analisi della fertilità dei suoli, partendo dal presupposto che una corretta gestione dei campi e delle colture porta ad una maggiore sicurezza sia sul fronte ambientale che su quello alimentare. Un laboratorio per l’agricoltura del futuro dunque, per sperimentare concretamente i principi dell’economia circolare e dimostrare come sia possibile mettere in equilibrio uomo e natura, tradizione e innovazione.

La rassegna si concluderà sabato (21 aprile), con una visita culturale e una cena di beneficenza. Appuntamento alle ore 18.30 presso l’Abbazia di Sant’Urbano di Apiro per la visita guidata e, a seguire, la cena alla Locanda dell’Abbazia.

Una parte del ricavato sarà donato al progetto “La Valigetta Viaggiante”, iniziativa di solidarietà promossa dal Centro Turistico Giovanile “Vallesina” che da un anno ha deciso di dare il via alla raccolta fondi destinati alla ricostruzione e riapertura del cinema teatro San Paolo di San Severino Marche danneggiato dall’ultimo sisma. Viaggiare insieme verso il sogno della ricostruzione, con una valigia piena di speranza.

Il Ctg e Slow Food invitano tutta la cittadinanza a partecipare agli incontri ad ingresso libero.

CHIARAVALLE / STUDENTI, DOCENTI E POLITICI IN BICI PER ASSAPORARE L’ESINO E STUDIARE L’AMBIENTE

CHIARAVALLE, 18 aprile 2018 –  Sarà un giorno dedicato all’ambiente, alla sensibilizzazione dei giovani ai temi legati alla natura ed al territorio ma sarà anche una giornata piacevole, divertente e sportiva.

Martedì 24 aprile studenti, docenti ed anche alcuni esponenti dell’amministrazione comunale, tra cui l’assessore allo sport Eleonora Chiappa, inforcheranno biciclette e caschetto protettivo per percorrere tutti insieme la pista ciclabile che offre un suggestivo scenario lungo le sponde del fiume Esino per arrivare a Falconara in piazza Mazzini.

“Scuola in movimento” è l’iniziativa promossa dall’istituto Podesti Calzecchi Onesti di Chiaravalle in collaborazione con i comuni di Chiaravalle e Falconara, con gli operatori di Legambiente e del centro CEA di Falconara, che rientra nel programma “No Impacts Days 2018”.

Sarà una giornata di festa e di impegno che coinvolgerà studenti, insegnanti, tecnici, politici di entrambi i comuni e che servirà anche a fra conoscere meglio ed apprezzare la pista ciclabile che collega i due comuni limitrofi e che si conclude col nuovo tratto fino alla falconarese piazza Mazzini.

Parteciperanno anche alcuni alunni disabili che raggiungeranno i loro compagni con il pulmino messo a disposizione dalle amministrazioni comunali di Chiaravalle e Falconara Marittima.

Prosegue così l’opera di sensibilizzazione alle problematiche ambientali messa in atto già da diversi anni dall’istituto Podesti Calzecchi Onesti, unica scuola superiore di Chiaravalle.

Lo scorso anno ebbe grande successo l’appuntamento con l’operazione Nontiscordardimè con due giornate dedicate a mantenere pulito l’ambiente scolastico ed anche alla ritinteggiatura di alcune pareti dell’edificio che ospita l’istituto Podesti.

Più di 200 ragazzi, abbandonati per un po’ i banchi di scuola e armati di guanti, pinze, sacchi, rastrelli, rulli per pitturare, raschietti e pennelli, si erano dedicati con entusiasmo alla pulizia, recuperando i vetri deturpati da scritte e realizzando coloratissimi murales sui muri esterni e alla piantumazione di numerosi ortaggi, piante aromatiche e alberi nelle varie aree verdi antistanti la scuola.

 

Gianluca Fenucci

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SERRA SAN QUIRICO / GLI ANIMALI CONTINUANO A MORIRE AFFOGATI, NESSUNO INTERVIENE PER PREVENIRE

SERRA SAN QUIRICO, 18 aprile 2018 – Ancora un capriolo morto affogato nel canale superiore di Sant’Elena proprio domenica scorsa.

Alcuni abitanti hanno udito i bramiti di aiuto della bestiola che stava annegando e sono corsi sul canale per vedere e qui hanno trovato l’animale che stava annaspando nell’acqua del canale ed hanno chiamato i Vigili del Fuoco, ma quando questi sono arrivati la bestiola era annegata.

L’animale probabilmente era caduto in acqua molto più a monte del punto dove è stato avvistato dai residenti e per rimanere a galla ha dato fondo a tutte le sue energie, tanto che alla fine è annegato a causa dello sfinimento.

Diamo notizia di questo ennesimo annegamento di un cerbiatto, e lo diamo con la sensibilità che merita, facendo appello, se ciò fosse necessario, a coloro che hanno potere di obbligare chi gestisce il canale affinché provveda a mettere la necessaria recinzione dove questa è inesistente e dove è stata divelta dalla caduta di grossi rami dalle piante che costeggiano il corso d’acqua.

Lo stesso tenore di queste righe lo avrete già letto nei precedenti articoli, in qualche occasione anche più accorato, ed allora conveniamo sul fatto che menefreghismo e vago senso d’impunità, non possono proteggere nessuno, almeno in un Paese dove esistono leggi specifiche e non consuetudini.

Basterebbe un po’ di sensibilità in più per capire la necessità di un intervento risolutore …… e magari un po’ di rete dove occorre!

 

oddino giampaoletti

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JESI / LA PAZZA PRIMAVERA, RONDINI ED API ASSENTI

JESI, 17 aprile 2018 – “San Benedetto, ogni rondine al tetto” si diceva un tempo per dire del ritorno della bella stagione.

Oggi le rondini forse  causa dell’inquinamento e dei diserbanti che hanno rarefatto gli insetti che costituiscono il loro cibo tornano in numero sempre minore, il che dovrebbe far riflettere.

San Benedetto ricordiamo  si festeggia  21 marzo e convenzionalmente è il primo giorno di primavera, dove dovrebbe coincidere la data con l’equinozio primaverile.

Niente rondini quindi, almeno per ora, ma lo stesso discorso vale per le api che abbiamo notato in minima quantità in città e campagna.

Abbiamo chiesto quindi di questa apparente assenza di api ad un professionista del settore Luigi Palmieri,  consulente e formatore qualificato, esperto in apicoltura, dottore in Scienze e Tecnologie Agrarie,  Agrotecnico Laureato e  Perito Agrario.

Da anni Palmieri collabora con la Confederazione dei Produttori Agricoli  e con le principali associazioni di categoria, Ordini e Collegi Professionali, professionisti di settore ed organismi di formazione.

Dottor Palmieri ci spiega perchè  vediamo poche  api in giro nonostante sia la fine di aprile?
“Sicuramente quest’anno la stagione “è partita in ritardo” a causa del freddo, della neve e delle piogge che hanno attanagliato la nostra regione fino a due, tre settimane fa, notiamo per esempio come anche piante arboree ed erbacee come  ciliegi albicocchi che appartengono al gruppo della rosacee, non sono ancora fiorite  o sono fiorite in ritardo. Ritengo quindi di poter dire che siamo indietro di almeno 15/20 giorni  rispetto ad altre annate  e quindi anche le api, risentendo di questo clima stanno iniziando ora a svilupparsi in famiglia, dovremo attendere.”

C’entra nulla l’inquinamento con questo ritardo?
“Sono una serie di cause e concause che determinano questo fatto. Sicuramente la monocoltura non aiuta ad offrire a vari animali ed insetti un habitat troppo favorevole, l’uso di fitofarmaci , i pesticidi e la riduzioni di aree verdi e siepi naturali anche ma io non punterei troppo su questo. Ripeto, il  grande freddo, quindi magari il fattore climatico ha giocato un brutto scherzo quest’anno ma nulla di irrimediabile o allarmistico,  dovremo solo aver pazienza ed attendere che la natura faccia il suo regolare corso.”

Primavera quindi un pò a rilento ma nessuna preoccupazione da parte degli addetti ai lavori e poi si sà come recita un vecchio adagio, una rondine non fa primavera.

cristina amici degli elci

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GENGA / SMALTITI ILLECITAMENTE FUSTI METALLICI CON SOSTANZE PERICOLOSE, INDAGINI DEI CARABINIERI FORESTALI

GENGA, 7 aprile 2018 – Nei giorni scorsi i carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Ancona e della Stazione CC Forestale di Genga Frasassi hanno sequestrato un’area di circa 1000 metri quadrati, nella quale durante i lavori di rifacimento del viadotto della Strada Provinciale vecchia, in località Valtreara in Comune di Genga, sono stati rinvenuti 5 fusti metallici contenenti sostanze pericolose, tra cui alta percentuale di Cromo esavalente.

Sono in corso gli accertamenti per verificare i responsabili dello smaltimento illecito, la presenza di ulteriori contenitori interrati. In corso anche i lavori di messa in sicurezza dell’area da parte della ditta Astaldi, con la supervisione dei tecnici del Dipartimento Provinciale dell’ARPAM di Ancona.

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CINGOLI / POLPETTE AVVELENATE NEL CENTRO STORICO, MORTA UNA CAGNOLINA: SDEGNO SUI SOCIAL

Al loro interno contengono una sostanza simile a esche o piastrine per topi

 

 

CINGOLI, 31 marzo 2018 – Il Balcone delle Marche è da sempre amico degli animali e dei cani in particolare. Cingoli, infatti, ospita annualmente l’Esposizione Nazionale Canina, organizzata dal Gruppo Cinofilo Cingolano, affiliato all’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). Nell’ultimo mese, tuttavia, sui social network si sono scatenate delle discussioni e delle testimonianze contrastanti sul migliore amico dell’uomo.

Da una parte, circolano in giro per il centro storico delle particolari polpette per animali, le quali, tuttavia, sembrerebbero nocive; infatti al loro interno contengono una sostanza velenosa, simile a esche o piastrine per topi. Queste “trappole” sono di piccole dimensioni e provocano gravi dolori all’animale, che possono portare anche alla morte, come capitato ad una cagnolina proprio in questi giorni. Il 12 marzo sono state rinvenute in zona Trentavisi, mentre nelle scorse ore sono state rinvenute in pieno centro storico, in Via Cavour. Grande sdegno tra i frequentatori dei social network, che condannano all’unanimità l’accaduto. Catia Pigliapoco, presidente del Gruppo Cinofilo Cingolano, ha commentato il fatto. “Queste polpette, oltre ad essere pericolose per gli animali, mettono a rischio anche l’incolumità dei bambini piccoli, i quali possono entrare in contatto con queste trappole. Infatti, contengono dei pesticidi che possono dare effetti mortali. Vengono utilizzate soprattutto per eliminare topi e pantegane, ma non dovrebbero essere posizionate in luoghi pubblici frequentati da tutti. Non serve farsi giustizia da soli.”

Domenica scorsa un’altra denuncia ha scatenato l’opinione pubblica cingolana. Ermanno Frontaloni, noto ingegnere cingolano, ha pubblicato su Facebook alcune foto che mostravano lo stato dei basamenti degli alberi di Viale Valentini, letteralmente invasi di deiezioni canine. Il viale è frequentato assiduamente da tutte le fasce d’età: proprio domenica Cingoli ha ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù diocesana, di certo la notizia non è stata una buona pubblicità. Le immagini hanno diviso la popolazione: sono da punire i padroni, i cani od entrambi? I più radicali propongono l’esclusione dall’area sia di padroni che di animali, poiché anche i bambini possono andare a contatto con gli escrementi, rendendo l’ambiente altamente anti-igienico. “Avere un cane significa accettare anche di raccogliergli i bisogni” commenta Carla. In altri commenti, sembra preponderante scaricare la colpa sui proprietari degli animali, per una questione di rispetto e senso civico. “Occorre multare chi non raccoglie le deiezioni, con una punizione esemplare” è il commento più frequente. “Devono aumentare i controlli delle istituzioni”, commenta Mirco. I più negativi vedono l’accaduto come un segno della poca sensibilità della società sull’argomento e sulle azioni da intraprendere. “Il fatto è stato segnalato alla Polizia Municipale già da un anno, ma ancora non sono stati presi provvedimenti”, commenta Fabrizio. “Ormai i padroni usano portare i propri cani fuori casa per farli defecare, anche vicino ai parcheggi delle macchine”, riferisce Matteo. Altri punti di vista sottolineano la presenza di padroni educati, che raccolgono le deiezioni: non è giusto quindi non permettere di passeggiare con il proprio amico a quattro zampe all’interno del Viale. Catia Pigliapoco sul tema è abbastanza sicura: “Non è solo un problema igienico, ma anche di educazione e di senso civico. Come Gruppo Cinofilo abbiamo più volte distribuito i sacchetti per la raccolta delle deiezioni, ma questo non basta. I vigili urbani dovrebbero monitorare maggiormente i luoghi più esposti a questo rischio. Quando organizziamo l’Esposizione Canina, proprio ai Viali Valentini, lasciamo l’area sempre pulita: in questo siamo aiutati da padroni responsabili. Mi auspico una maggiore sensibilizzazione sull’argomento per scuotere le coscienze di ognuno.”

Di certo si continuerà a discutere su questi temi. “I due fatti sono collegati tra loro: – continua la Pigliapoco – una maggiore pulizia nei luoghi pubblici e una maggiore educazione civica sono necessarie per evitare pericoli per l’animale ed anche per la popolazione”.

 

Giacomo Grasselli

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JESI / PISTA CICLABILE E PARCHEGGIO DI VIA PALADINI: RISPOSTE CHIARE AD UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE

JESI, 30 marzo 2018 – “Il progetto di mobilità sostenibile per il tragitto casa-scuola coordinato da Jesi e che coinvolge altri sei Comuni della media Vallesina, è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente, ponendosi in graduatoria davanti ad analoghi progetti presentati da città del calibro di Roma, Firenze, Genova, Treviso, Bologna, Perugia, Palermo, tanto per citarne alcune. Spiace che il Pd locale lo liquidi con tanta sufficienza, al contrario dei tecnici dello stesso Ministero dell’Ambiente che lo hanno invece considerato di alto profilo e meritevole di essere sostenuto con quasi un milione di euro”.

Così l’assessore all’ambiente Cinzia Napolitano che continua: “Ad ogni modo riteniamo la mobilità sostenibile un punto di non ritorno. E, relativamente alla nuova area sosta prevista in Via Paladini oggetto di una polemica francamente incomprensibile, penso che prevedere 40 posti auto in una zona dove la sosta è caotica sia all’entrata e all’uscita da scuola, sia per la presenza di attività commerciali sia una buona soluzione. Ovviamente – aggiunge la Napolitano – non è un parcheggio scambiatore, ed è fin troppo evidente che non lo sia, bensì un parcheggio compensatore: vale a dire che verrà realizzato per garantire quei posti auto che saranno eliminati per lasciar posto alla pista ciclabile di viale Martin Luter King. Ed è la prima volta che si prevedono infrastrutture per non creare disagi all’introduzione di una pista ciclabile in una parte importante della città. Partirà ora la progettazione dell’area di sosta e della pista ciclabile che andrà a servire una scuola dell’infanzia, due primarie e un istituto superiore come il Liceo Scientifico. Sarà condivisa con i residenti e con il mondo della scuola, stimolando un’ampia partecipazione e maturando la consapevolezza che favorire l’utilizzo della bicicletta in luogo dell’auto, e più in generale sviluppare una piena mobilità sostenibile, sarà un punto cardine dell’azione amministrativa anche di questa legislatura”.

JESI / INCIVILTA’, MALEDUCAZIONE E MANCANZA DI SENSO CIVICO NON CONOSCONO CONFINI

Da Gangalia a Piandelmedico per arrivare fino alla Zipa, ecco la mappa dei cassonetti-discarica

 

 

JESI, 29 marzo 2018 – L’inciviltà, la maleducazione, la mancanza di senso civico non conoscono confini; nella nostra Jesi queste pessime caratteristiche sono diffuse dalla periferia urbana di sud-ovest a quella di nord-est.

Nei giorni scorsi documentammo le situazioni di scempio ambientali persistenti sia nei pressi del cimitero della Gangalia, così come in via Piandelmedico. In merito di quest’ultimo sito facemmo presente che il degrado ambientale provocato dall’uomo avveniva sotto gli obiettivi della telecamera che pensavamo fosse fissa, considerato il cartello d’avvertimento; quella telecamera annunciata, ci hanno detto al “palazzo”, non è fissa, è una di quelle che periodicamente vengono poste a controllo dei vari siti di raccolta esistenti nelle periferie.

Più che un avvertimento, dunque, quei cartelli indicanti che la zona è video sorvegliata li possiamo definire deterrenti, spauracchi per i cittadini.

Cambiamo quartiere, dal Piandelmedico passiamo alla Zipa dove abbiamo scoperto che anche qui si aggirano personaggi che non hanno rispetto dell’ambiente e delle regole di comportamento civile.

In via Novella c’è un cassonetto “accerchiato” di ogni tipo di rifiuto solido urbano e non; il contenitore era completamente ricolmo di sacchi di spazzatura neri, pezzi di elettrodomestici e, ironia della sorte, anche qui un piccolo materasso, ad imitazione di quelli rinvenuti nella parte sud/ovest della città.

Oltre al cassonetto, però, nella zona circostante facevano bella mostra di se quattro bei pneumatici per auto, una carcassa di televisore vicina al tubo catodico, scatole ed immondizia varia.

Un quadro, come documentato dalle foto, non certo esaltante e quasi simile a quello degli altri due siti dove purtroppo si evidenzia la villania dei responsabili; l’unica differenza è che in questo caso non c’è la presenza di un cartello indicatore la presenza di telecamere.

Chissà in quali altre parti della città si ripropongono situazione di scempio dell’ambiente simili, aspettiamo le vostre segnalazioni.

 

Sedulio Brazzini

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