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AURORA BASKET / PRIMA FIRMA UFFICIALE ALLA TERMOFORGIA: MATTEO SANTUCCI

JESI, 21 giugno 2018 –  Come anticipato nei giorni scorsi da questa testa, QDM, Matteo Santucci è un volto nuovo della Termoforgia per il prossimo campionato.

L’Aurora Basket infatti ha comunicato di aver sottoscritto un contratto di durata biennale con l’atleta Matteo Santucci.

Nato a Roma il 10 aprile 1998, Matteo è una guardia/ala di 193 cm cresciuto nel vivaio della Tiber Roma, uno dei settori giovanili più importanti della Capitale, debuttando in un campionato senior già all’età di 16 anni. Proprio con la maglia arancioblu romana, gli stessi colori che indosserà per i prossimi due anni, lo scorso anno si è messo in luce come uno dei giovani più promettenti del panorama cestistico italiano, segnando 14.3 punti in soli 23.3 minuti di impiego, tirando con un ottimo 36.4% da 3 punti e conquistando 4.2 rimbalzi a partita. Un agonista che fa del tiro da 3 la specialità della casa, ma anche un abile difensore in grado di portare tanta energia dalla panchina, Santucci è il primo volto nuovo del roster 2018/2019, che si unisce alla conferma di Rinaldi e dà il via alla composizione del nuovo gruppo che verrà affidato a coach Damiano Cagnazzo e al suo staff.

Queste le prime dichiarazioni di Matteo Santucci come nuovo giocatore della Termoforgia Jesi: “Per prima cosa ringrazio la mia famiglia che mi ma sempre supportato in questo cammino. Già ho avuto modo di conoscere l’ambiente con un paio di allenamenti e l’aria che si respira è di una piazza calorosa che crede molto nel basket, non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura e di lottare con questa società. Infine ringrazio la famiglia Tiber che mi ha fatto crescere sia come giocatore che come uomo”.

Santucci vestirà la maglia numero 14.

AURORA BASKET / LORENZO BALDASSO NEL MIRINO DELLA TERMOFORGIA

JESI, 20 giugno 2018 – Potrebbe essere Lorenzo Baldasso il giocatore chiamato a sostituire Pierpaolo Marini in casa Aurora.

Radio mercato racconta di come i radar del D.S. Federico Ligi si stiano concentrando proprio sull’atleta nativo di Venaria Reale, ed il profilo sembra essere quello giusto. Classe 1995, 192 cm per 89 kg, Baldasso è una guardia tiratrice, e nell’ultima stagione ha contribuito alla cavalcata vincente di Trieste, chiudendo la stagione regolare con 7,4 punti di media, in quasi 18 minuti di utilizzo. La specialità della casa è rappresentata dal tiro dalla lunga, e proprio il 45% da tre con cui ha salutato il campionato, è un più che decorato biglietto da visita. La giovane età mescolata però a belle esperienze già maturate, e la voglia di ritagliarsi uno spazio da vero protagonista, fanno pensare che quello di Baldasso potrebbe essere un acquisto ottimale per la Termoforgia che verrà. La concorrenza non manca, a partire da Mantova, e dall’ambiziosa neopromossa Cento (che starebbe sondando anche l’ex Kenny Hasbrouk), ma Jesi sembra aver effettuato il sorpasso.

Se l’arrivo di Baldasso verrà concretizzato, a quel punto gli stranieri verranno sistemati nei ruoli di Playmaker e Ala piccola.

Da completare anche il reparto lunghi, con due giocatori italiani che dovranno andare integrarsi con Capitan Rinaldi. Su questo fronte, resta vivo l’interesse per Michele Serpilli, anche se in primis vanno capite le intenzioni della VL Pesaro, che del ragazzo detiene il cartellino. Data per molto probabile la riedizione della rotazione a 8, l’ex Tiber Roma Matteo Santucci resta in lizza per occupare uno dei posti disponibili.

Marco Pigliapoco

AURORA BASKET / ANCHE PICCOLI E IHEDIOHA AI SALUTI: CI ERAVAMO TANTO AMATI!

JESI, 16 giugno 2018 – Il mercato di serie A2 di basket è già entrato nel vivo e ovviamente anche l’Aurora inizia il valzer dei movimenti, seppur ancora sotto traccia.

Ancora nessun acquisto ufficiale per la Termoforgia, ma anzi le prime decisioni sono state prese sulle uscite.

Per la verità anche qui manca l’appoggio di comunicati societari, ma può esser dato per certo che non sarà esercitata l’opzione contrattuale di rinnovo per la stagione 2018/19 nei confronti di Matteo Piccoli e Francesco Ihedioha.

Una scelta presa in anticipo rispetto all’ultimo giorno utile, ovvero il 30 Giugno, ma che era nell’aria. Piccoli infatti era stato lasciato libero di fare allenamenti con altre società, mentre “Ike” si era già lasciato andare ai saluti su Fb. Da notare come nel ringraziare tutti per la stagione trascorsa, Ihedioha ha tranquillamente ammesso i suoi alti e bassi, dovuti anche a qualche infortunio di troppo, e raccontato che “siamo venuti quasi alle mani”, ad incrinare quella certezza di un gruppo granitico.

Quindi si riparte dal solo Capitan Tommy Rinaldi, con Marini che si è accasato a Forlì , insieme alla comodità di un ricco biennale, e Marques Green praticamente in trattativa con mezza serie A.

Sembra essere stato molto positivo il provino con Matteo Santucci, esterno classe 98 proveniente dalla Tiber Roma. Il giocatore infatti, venuto a Jesi in prova insieme ad altri atleti, ha convinto lo staff tecnico, e ora sono partiti i lavori per gli accordi contrattuali. Altro nome caldo è quello di Michele Serpilli, ala grande di 200 cm, Anconetano e anch’esso giovanissimo con i suoi 19 anni, la scorsa stagione poco impegnato alla VL Pesaro in A1.

Intanto tra gli ex, Marco Santiangeli ha firmato con l’ambiziosa Virtus Roma, Andrea Benevelli è stato liberato da Udine, e per quanto concerne le panchine, Andrea Mazzon è il nuovo allenatore di Ravenna.

Ma. Pig.

AURORA BASKET / LA TERMOFORGIA DEFINISCE IL BUDGET E VALUTA ALCUNI GIOCATORI

JESI, 6 giugno 2018 – Giorni intensi per l’Aurora Basket, impegnata nel gettare le basi per la stagione che verrà.

Dietro la scrivania si lavora per definire il budget a disposizione, con soci e sponsor che hanno confermato in larghissima parte la loro presenza, anche se c’è da registrare il probabile disimpegno di Ubi Banca.

Alla luce di ciò, è presumibile pensare che le risorse potrebbero essere minori rispetto allo scorso anno, ma il tempo della “raccolta” è ancora aperto, e quindi il bilancio preventivo è ancora in via di definizione.

Primi movimenti anche nell’ottica di costruzione della squadra, con il mercato che ha già acceso i suoi motori. Lo staff tecnico in questi giorni sta allenando e valutando ben 5 giocatori provenienti dalle minors; un casting non definitivo, ma utile nella ricerca di elementi che possano allungare le rotazioni con qualità.

Gli atleti in questione sono i seguenti: Vittorio Provenzani, Play di 19 anni, lo scorso anno a Scauri, dove ha totalizzato una media di 12,1 punti di media. Guglielmo Sodero, guardia venticinquenne proveniente da Valsesia, con 14,2 punti a gara. Alessandro Potì, guardia-ala con in tasca 16,3 punti a Nardò. Matteo Santucci, 20 anni, dalla Tiber Roma, con le statistiche che dicono di quasi 14 punti e 4 rimbalzi di media. Simone Aromando, direttamente da Faenza.

Guardando al roster, l’unica certezza al momento è rappresentata da Capitan Tommaso Rinaldi, mentre sono ancora sotto la lente di ingrandimento le situazioni di Matteo Piccoli e Francesco Ihedioha, con la possibilità per la Società di far valere l’opzione contrattuale valida per il 2018/19, entro il 30 Giugno. Proprio Matteo Piccoli intanto sta svolgendo un provino con la Pallacanestro Varese, per giocarsi tutte le chances di trovare un ingaggio in serie A, perlopiù a casa sua.

Ai saluti Pierpaolo Marini, che ha accettato la ricca offerta proveniente da Forlì.

Proprio dal suo sostituto ruota tutta l’alchimia con cui si comporrà la nuova squadra, con la consapevolezza che trovare un giocatore Italiano dal rapporto qualità/prezzo del talento Abruzzese sarà cosa tutt’altro che semplice.

Sondaggi iniziati anche per i due tesserati stranieri, dove piace il profilo di Aaron Thomas, ala classe 1991,di 196 cm per 88 kg, visto nell’anno passato alla virtus Roma, dove ha fatto registrare una media di 20 punti, diventati 23 nei Play Out, con oltre 5 rimblazi. Mentre il D.S. Federico Ligi smentisce categoricamente l’interesse per i nomi circolati ieri, ovvero l’ex Roseto Matt Carlino, e Darryl Briant, combo guard con un passato a Siena, e nel 2017/18 al Levky Sofia.

 

Marco Pigliapoco

AURORA BASKET / TORNEO GIOVANILE ‘CAROLINA PAESANI’ PER UNDER 15

JESI, 1 giugno 2018 – Da 18 anni, un must dell’estate jesina, il trofeo Carolina Paesani si appresta a ripartire anche quest’anno. Il suo esordio fu nell’estate del 2000 a Monsano.

L’Aurora Basket ha organizzato, per il primo weekend di giugno, il classico torneo di inizio estate, coinvolgendo le squadre Under 15 Eccellenza del territorio marchigiano: dall’1 al 3 giugno, 6 squadre giovanili di società di A, A2 e B si sfideranno sullo storico parquet della palestra “Primo Novelli“, per chiudere la stagione 2017/2018 al meglio e nel pieno spirito della pallacanestro giovanile.

Aurora Basket Jesi, Victoria Libertas Pesaro, USB Recanati, Poderosa Montegranaro, Sporting Porto S. Elpidio e Janus Basket Fabriano saranno le squadre a darsi battaglia per aggiudicarsi questo intramontabile trofeo, che negli anni ha assunto sempre più importanza anche a livello nazionale e, nonostante un ridimensionamento e qualche piccolo cambiamento, l’Aurora Basket Jesi non vuole per nulla al mondo rinunciare all’opportunità di giocare alla memoria dell’indimenticata Carolina Paesani.

Un sentito ringraziamento a Roberto Stronati, socio Aurora Basket che ogni anno si adopera per far si che il trofeo vada per il meglio, e a tutto lo staff logistico della società arancioblu, che permette il miglior svolgimento possibile della manifestazione.

AURORA BASKET / 28 MAGGIO 2004, GIGIO GRESTA RACCONTA LA STORICA PROMOZIONE DELLA SICC IN SERIE A1

JESI, 28 maggio 2018 – Il 28 maggio 2004 l’Aurora Basket, allora targata Sicc, vince gara 3 in casa della Virtus Bologna e conquista la storica promozione in serie A1.

Riviviamo quella magica stagione nelle parole e negli aneddoti di Coach Gigio Gresta.

Estate 2003. Come avvenne la tua promozione da vice a Capo Allenatore ?

Ero impegnato nella costruzione del roster, anche perché da contratto svolgevo anche la funzione di direttore Sportivo. Proprio mentre ero alla Sicc con il Patron Latini, per proporre l’acquisto di Blizzard, mi arriva la telefonata di Virginio Bernardi, che non era il mio procuratore, per chiedermi chi avrebbe allenato la squadra. Gli dissi che doveva chiedere ai dirigenti, non a me. Io sarei stato felice se fosse rimasto Andrea Zanchi, e in ogni caso non mi piaceva l’idea di scegliere colui che doveva essere il mio Capo, al massimo potevo dare un consiglio, nulla di più. Poi, dopo tre giorni, mi chiamò Mario Talacchia e mi disse: “Faresti l’allenatore della squadra ?”. Risposi che, a differenza degli anni precedenti, se mi fosse stato chiesto avrei accettato. Dopo pochi minuti, Alfiero Latini mi comunicò che ero ufficialmente il nuovo allenatore.

Con quali criteri hai costruito la squadra ?

Avevo appena trentadue anni ed ero alla prima esperienza da Capo Allenatore tra i professionisti, quindi volevo una squadra che fosse “facilmente” allenabile. Lupo Rossini unico Italiano del gruppo, perche agli stranieri non interessa il curriculum del Coach. Decisi che Rocca per la prima volta sarebbe partito in quintetto. Presi Robinson che avevo già avuto ad Avellino, spinsi molto per Blizzard, un giovanotto che mi piaceva molto. Su Singleton fu una vera e propria scommessa vinta; ricordo ancora i commenti di tanti illustri colleghi che mi davano del pazzo e dicevano che James da numero 4 avrebbe giocato fuori ruolo, io invece ero sicuro della bontà della scelta.

Primo giorno di preparazione. Cosa hai detto nel classico “discorso” ai giocatori ?

Una marea di cazzate. Ripresi un discorso di Luca Dalmonte, che era stato il mio capo ad Avellino. Lo stimavo, posso dire che era il mio idolo, e la verità è che lo scimmiottavo. Mi ero reso poco credibile e oggi me ne vergogno ancora. Anche gli allenamenti, li preparavo uguali ai suoi. Non capivo che Rocca non era Maggioli, e Lupo era diverso da Mastroianni. Per fortuna dopo poco, ci pensò Gianluca Petronio a farmi ragionare.

Le sensazioni sono state positive fin da subito ?

No. Dopo qualche giorno di lavoro, vado ad assistere ad una parte di allenamento in tribuna, vicino al Presidente Gallucci, e nell’esecuzione dei giochi la palla finisce puntualmente in tribuna. Andiamo a giocare una partita amichevole ad Ancona, e la squadra allenata da Piero Coen ci infligge una severa lezione, con Alfiero Latini che abbandona prima della fine, incazzato nero. Da lì però, è stato un crescendo.

Ti passava per la testa l’idea che quella squadra potesse fare qualcosa di grandioso ?

Racconto un episodio. Prima che iniziasse il campionato io, Stefano Cioppi che allenava a Fabriano, e il compianto Alessio Baldinelli Coach di Osimo, eravamo insieme per rilasciare un’intervista congiunta ad un giornale locale. Ci chiesero quale fosse l’obbiettivo delle nostre squadra. Io dissi: “Vincere il campionato”. Cioppi non esitò a darmi dello scemo, e forse non aveva tutti i torti, ma all’Aurora volevano tenere un profili alto. Mi mancava un giocatore come Gigena, ma la squadra nel complesso mi piaceva tanto, e questa cosa della serie A1 mi ronzava per la testa.

Come è nato il gioco offensivo con la “doppia uscita”, che ha fatto impazzire le difese avversarie ?

Chiamavamo quel gioco con il numero 1. In quel modo riuscivamo a coinvolgere tutto il quintetto, e chi usciva dalla doppia poteva penetrare al centro, sul fondo, o dare palla dentro. Anche questa soluzione è stata condivisa con Dalmonte ad Avellino, ma questa volta c’era anche del mio. Ho passato tante ore a studiare le spaziature migliori per l’esecuzione dello schema.

La squadra è sempre stata in lotta per le primissime posizioni. Come vedevano gli altri allenatori un giovane, debuttante e vincente, come te ?

Mi guardavano con simpatia, e la cosa mi faceva piacere. Forse do la sensazione di essere estremamente sicuro di me stesso, ma oggi come allora, ho sempre molti dubbio in ciò che faccio. Solo poi, mi accorsi che c’era tanta finzione dietro ai sorrisi.

A Reggio Emilia l’infortunio di Trent Whiting. Cosa hai detto a Blizzard, che si apprestava a diventare la guardia titolare ?

Mancavano pochissime partite alla fine della stagione regolare, e Reggio era già promossa. Noi avevamo già firmato con DeSean Hadley, come Americano di “scorta”, perché volevamo essere pronti in caso di qualche infortunio degli esterni, e in ottica di un possibile incrocio con la Virtus, cercavo un altro giocatore che potesse difendere su Smith. Tengo a sottolineare come, oggi l’acquistare Americani di riserva sia una pratica diffusa, ma quattordici anni fa eravamo stati dei precursori. Brett non voleva più giocare, a causa di una botta presa allo scafoide. Andai a cena con lui, e fui molto chiaro: “Abbiamo preso Gordan Firic. Ora, se vuoi essere protagonista, sappi che la mai prima scelta sei tu, altrimenti se per un banale infortunio vuoi comportarti da codardo, fai come vuoi. Hai tempo fino a domani per decidere.” Rimase stupito, quasi incredulo. La storia ci racconta cosa scelse di fare.

Come fu l’approccio verso i play off ?

Buono. I ragazzi avevano attutito bene il fatto di non aver centrato la promozione diretta. Ero convinto che potevamo raggiungere la finale. Vincerla, era tutto un altro discorso.

Quarti di finale. Jesi vince le prime due partite in casa contro Scafati. Poi in trasferta arrivano due sconfitte. La leggenda narra che nello spogliatoio, dopo gara 4, ci sia stato un po’ di “movimento”. Ci racconti come andò ?

Ero solito entrare per ultimo nello spogliatoio. Petronio aprì la porta e vidi Rocca dirigersi minaccioso verso Singleton. Urlai a Gianluca di chiudere immediatamente, perché in fondo stava accadendo ciò che volevo. James era giovanissimo, e doveva dimostrare agli osservatori NBA che poteva giocare anche da numero 3, ma sbagliò di tutto, e fui costretto a tenerlo in panchina a lungo, prendendomi non pochi rimbrotti dall’ambiente Jesino. Lui sapeva di averla combinata “grossa” e nel viaggio di ritorno cercava di avvicinarsi a me e ai compagni con fare benevolo e sorridente, ma quella sera si beccò solo dei vaffa. Poi, durante la riunione video, ero solito non accettare i ritardi di nessuno e solo giocatori e staff potevano partecipare. Quella volta invece chiesi ad Alfiero Latini di entrare in ritardo, sedersi, stare in silenzio qualche minuto e poi uscire. Dovevo dare un segnale, ristabilire le gerarchie, ed in effetti il clima cambiò. Vincemmo agevolmente gara 5, e poi sperammo brillantemente la semifinale contro una squadra davvero forte come Montecatini.

 

Finale Jesi – Virtus Bologna. Hai qualche aneddoto da raccontarci ?

Poco prima di gara 1, parlando con Talacchia, gli dissi: “Compriamo 3000 fischietti per i nostri tifosi. Il Palas deve essere una bolgia. Ci faranno una multa, ma mica possono darci partita persa.” Lui si convinse che era una buona idea, e quei fischi assordanti ci aiutarono parecchio, con buona pace di Sabbatini che si arrabbiò parecchio. In gara 2 invece, eravamo in una fase della partita in cui la squadra e il pubblico avevano bisogno di una scossa. A quel punto, alla prima occasione in cui mi si avvicina Rick Brunson, apostrofo la mamma in modo “affettuoso”. Lui si infuria, protesta. Io dico agli arbitri di non capire che cosa volesse da me. Obiettivo raggiunto, il pubblico si accese e ci trascinò. La cosa buffa è che poi incontrai casualmente proprio Brunson alla Summer league, e ovviamente mi restituì la “cortesia”.

In gara2 la tripla di Smith sembrava aver consegnato la partita alla Virtus, invece Lupo vola in contropiede e regala l’assist del successo a Rocca. Tutto preparato ?

Eravamo pronti alle situazioni in cui dovevamo prendere un tiro veloce, utilizzando quello schema, che chiamavamo “flash”, con un blocco a scendere verso il centro, per poi rollare e puntare il canestro.

In gara 3 tutto è sembrato molto facile. Come l’avevi preparata ?

I giocatori erano convinti di farcela, io invece pensavo che saremmo arrivati a gara 5. Tatticamente ci conoscevamo alla perfezione, quindi dovevo inventarmi qualcosa. Utilizzammo la difesa 1-3-1 con il numero 2, come facevamo con la zona 3-2. Anche se non l’avevamo mai fatta durante l’anno, recuperammo diversi palloni , aprendo il solco decisivo. Prima della partita invece, avevo appeso negli spogliatoi, il manifesto con le dichiarazioni del loro Presidente, il quale sosteneva che tra la Virtus e Jesi ci fossero almeno venti punti di differenza, a loro favore. E anche un volantino della Virtus, che recitava “Vogliamo tornare a Jesi”. Aggiunsi con il pennarello: “Anche noi. Questa sera”.

Fosse stato possibile confermare tutti i giocatori, quella squadra si sarebbe salvata anche l’anno successivo in A1 ?

Si. Magari con qualcosa in più, ma credo proprio di si.

Sei riuscito a seguire il gran bel campionato che ha disputato l’Aurora quest’anno ?

Certo, Quando ho potuto l’ho guardata sempre. Sono felice per Altero, per tutto l’ambiente, e per Damiano Cagnazzo che ancora una volta si è dimostrato un grande. Verso Jesi continuo a nutrire un grande affetto. Il mio amore è andato oltre allo scetticismo. Mentre a poco più di trent’anni stavo guidando una squadra verso traguardi incredibili, qualche “leone da testiera” si divertiva ad insultarmi. Certe parole mi hanno fatto davvero male. Ma ho imparato una cosa: Non seguo più i forum degli pseudo tifosi.

Ora alleni con successo il BC Vienna. Suggerisci all’Aurora un giocatore del Campionato Austriaco.

Brian Oliver di Kapfenberg. Un Jamal Robinson con ancor più tiro dalla lunga distanza. In semifinale…. ci ha distrutto !!!!

 

Marco Pigliapoco

AURORA BASKET / TERMOFORGIA, PRONTI PER RICOMINCIARE

JESI, 7 maggio 2018  – “Da Martedì inizieremo il lavoro per la prossima stagione, chi si ferma è perduto”.

Dopo le emozioni, gli abbracci e gli applausi con cui Sabato si è chiusa la stagione, sono queste le parole dell’ Aamministratore Unico Altero Lardinelli, in perfetto stile Aurora.

Un risultato sportivo soltanto cullato in Agosto, con l’accesso ai play off dopo nove anni di astinenza, che per le condizioni date rasenta il miracoloso. Infortuni in serie, partenze improvvise, e una concorrenza di livello stellare non sono riuscite a spezzare le ali al sogno arancioblu. Sia chiaro, niente casualità in tutto ciò, ma sacrifici, passione e programmazione, quindi, insieme ai meritati brindisi, non si stacca la spina e si guarda avanti in ottica 2018/19. Si inizierà e ragionare fin da subito sulle risorse economiche a disposizione, con la consapevolezza che l’encomiabile sforzo di tutti i soci e sponsor andrà integrato con nuove liquidità.

Le ambizioni e i nuovi traguardi da raggiungere non potranno prescinedere dall’aumento di un budget complessivo che ad oggi, è tra i più magri di tutta la serie A.

Il clima di festa che si è respirato al Palas, con intere famiglie protagoniste di un tifo coinvolgente e corretto ai limiti dell’inverosimile, sarà una carta da giocare verso l’imprenditoria locale, chiamata a cogliere l’opportunità di un investimento virtuoso. Ma in ogni caso, le fondamenta sono solide e lasciano dormire sonni tranquilli, a partire dalla struttura societaria, con Tiziana Fenucci, Silvia D’Alessio, Emanuela Coacci, Barbara Archetti, Paolo Rosati, Eugenio Agostinelli e Riccardo Giuliani a comporre un laborioso “dietro le quinte” tra i più efficienti di tutto il panorama cestistico nazionale.

Si riparte da Federico Ligi, Direttore Sportivo dai pochi sorrisi, ma che ha dimostrato ancora una volta di essere un sopraffino assemblatore di squadre, con prodigiosa prontezza di riflessi nelle emergenze.

Fondamentale la conferma di Coach Damiano Cagnazzo.

I risultati ottenuti, mescolati alla sua cultura del lavoro quotidiano, con dei bei calci a tutti i tipi di inutili fronzoli, gli hanno consegnato la stima degli appassionati Jesini e le attenzioni di Club importanti, ma per fortuna le sue orecchie sembrano insensibili al suono delle sirene altrui. Con lui i preziosissimi Assistenti, Giorgio Contigiani e Maurizio Rossetti, che quest’anno ha potuto coltivare con continuità la sua passione per i sigari cubani post vittoria.

Ci sarà ancora anche Capitan Tommaso Rinaldi, ultimo leone ad arrendersi. Carisma, doti balistiche,esperienza e centimetri che saranno utilissimi nella costruzione del roster che verrà.

 

Marco Pigliapoco

AURORA BASKET / LA TERMOFORGIA CEDE A CASALE E VIENE ELIMINATA, LA STAGIONE TERMINA QUI

Termoforgia Jesi   –   Casale Monferrato     75-82

 

JESI, 5 maggio 2018 – Non riesce alla Termoforgia l’impresa di rimediare alle due sconfitte nelle due gare a Casale Monferrato per prolungare la serie di questi play off. La squadra di Cagnazzo ci ha provato ma senza ombra di dubbio va riconosciuto al quintetto di Marco Ramondino tutte le proprie doti e capacità. Il pubblico del Palatriccoli saluta i propri beniamini perché al di là di tutto è stata una stagione positiva, da ricordare.

Primo parziale tutto il contrario di quelli di gara1 e gara2 con Casale Monferrato subito in partita. Impatta male infatti  gara3 la Termoforgia subito sotto di 0-7 con due falli spesi da Rinaldi e Marini nel breve di 90 secondi. Come nelle precedenti gare in piemonte è il tiro da tre l’arma mortifera della squadra di Ramondino. Casale difende bene e Jesi soffre nelle penetrazioni. Dopo 5′ di gioco: 4-12. Continuano a macinare punti i giocatori di Monferrato mentre la squadra di casa riesce a muovere il punteggio solo dalla lunetta dove sono anche imprecisi. A 3’15” dal primo intervallo corto, 7-16. Ancora un 1/2 di Rinaldi mentre Ihdioha da sotto canestro non trova la retina per tre volte consecutive nella stessa azione. Fasi concitate e molto fallose sui due fronti d’attacco, poi Martinoni con un 1/2 dalla lunetta porta il punteggio sul + 9: 8-17. E suona la sirena dei primi dieci minuti con Jesi palla in mano.

Altro piglio la squadra di casa all’inizio del secondo quarto ma la difficoltà di trovare punti dal campo resta. Difficoltà anche per i tiratori ospiti e quando Green, finalmente per Jesi, trova la tripla il tabellone segna 20-24 (4’15”) con Ramondino che ferma il gioco per un time out. Chiede ai suoi di giocare di squadra. In campo continua una partita fisica, aggressiva, magari con una qualità ad alternanza. Casale è in un momento di difficoltà e Jesi si porta per la prima volta in vantaggio. A 2′ 13” dal riposo lungo 27-26. Blizzart da tre non sbaglia, replica Marini. A 1′: 30-29. L’ultimo tiro prima della sirena di Martinoni non va.

 

Ramondino insiste con Blizzard sperando nei punti dalla lunga distanza dell’ex Jesi. Punti che arrivano invece da Martinoni mentre sull’altra sponda il capitano di Jesi Rinaldi sembra aver trovato la mira giusta. Aveva ragione Ramondino perchè proprio Blizzard trova dalla lunga distanza il pareggio e poi Martinoni ritrova il vantaggio. A 5’47” dall’ultimo intervallo corto: 36-38. La partita è nelle mani delle difese e Jesi allunga. A 4’31”: 43-38. Sander fa tutto da solo e riporta la partita in parità: 43-43 (3’09”). La partita è bella, intensa, le due squadre rispondono colpo su colpo alle giocate dei rispettivi avversari. Sulla sirena la difesa di casale si perde Rinaldi che realizza la tripla e fa chiudere Jesi in vantaggio: 55-54.

 

Si riprende con una tripla di Hasbrouck e con Casale in confusione nel far girare palla. 5-0 il parziale interno. Denegri e Blizzart rimediano tutto. A 7’35”: 60-60. Poi ci pensa Blizzart a far capire e ricordare al popolo del Palatriccoli l’importanza di avere un tiro micidiale e preciso, quando serve, con due triple consecutive che riportano Casale in avanti di 4: 62-66 (6’02”).  Jesi sembra cedere, Ihdioha dopo uno 0/10, che la dice lunga  e tutta, in penetrazione trova il suo primo canestro e tiro aggiuntivo che comunque non realizza. A 5′ dalla fine: 64-70. Casale capisce che questo è il momento buono per il ko e prova a prendere le misure per colpire. A 2’06”: 71-76. A 1′: 73-78. Casale palla in mano. E quando Tomassini dalla lunetta fa 2/2 partono i titoli di coda. Casale passa ai quarti, la Termoforgia saluta il suo pubblico e va in vacanza. Si chiude una stagione importante dove certamente si sono gettate quelle basi per ripartire con slancio e convinzione.

 

evasio santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Termoforgia Jesi – Rinaldi 20, Green 12, Fontecchio 10, Marini 17, Hasbrouck 12, Massone, Valentini, Kouyate, Piccoli 2, Bordoni, Ihdioha 2. All. Cagnazzo

Casale Monferrato – Martinoni 14, Sanders 14, Bellan 5, Tomassini 15, Cattapan 2, Severini 7, Ielmini, Blizzard 22, Valentini 3, Denegri 9, Marcius. All. Ramondino

Arbitri – Masi, Caruso, Buttinelli

Note – spettatori 1718; parziali: 8-17, 22-12, 25-25. Usciti per cinque falli: Marini

AURORA BASKET / TERMOFORGIA, O BATTE CASALE O VA IN VACANZA

JESI, 5 maggio 2018 – Gara da ultima spiaggia per la Termoforgia.

Dopo il 2-0 subito in casa del Casale Monferrato questa sera, inizio ore 20,45, il quintetto di Cagnazzo è chiamato a vincere gara3 e cercare di allungare la serie play off. Se così non sarà arriveranno i saluti ai tifosi e l’arrivederci alla prossima stagione.

Ci si aspetta una partita tutto cuore e grinta e, soprattutto, una prestazione da parte dei due americani, Green e Hasbrouck, sicuramente migliore di quello che hanno prodotto nelle prime due uscite in terra di Piemonte.

Intanto la società ha comunicato che si è chiusa ieri sera la prevendita presso la sede arancioblu per il match di oggi: i biglietti già staccati sono oltre 700. La biglietteria del palas in via Tabano, sarà aperta questa mattina, sabato 5 maggio, dalle ore 10 alle ore 12,30. L’apertura dei botteghini per la partita invece, è prevista per le ore 17 del pomeriggio così da assicurare in anticipo a tutti i tifosi il ticket d’ingresso. La società, inoltre, invita tutti i tifosi a recarsi al Palatriccoli con largo anticipo rispetto all’inizio del match per evitare le code agli ingressi e per non perdere l’atmosfera pre-partita.

e.s.

AURORA BASKET / PLAY OFF: TERMOFORGIA-CASALE 0-2, DA SABATO LA SERIE SI TRASFERISCE A JESI

Casale Monferrato   –   Termoforgia Jesi   79-58

 

JESI, 2 maggio 2018 – La Termoforgia perde a Casale Monferrato anche gara2 ed ora il passaggio al turno successivo diventa complicato ma non impossibile.

Da sabato prossimo 5 maggio la serie si trasferisce al Palatriccoli e al quintetto di Cagnazzo serve l’impresa. Dovrà vincere  le prossime due gare a Jesi e poi andarsi a giocare la bella salendo ancora a Casale Monferrato.

La serata è stata abbastanza negativa con percentuali in attacco tutte da dimenticare soprattutto quelle dalla lunga distanza: 15/29 da due (51%), 5/24 da tre (21%), 13/16 ai liberi (81%).

Come in gara1 Jesi parte di slancio portandosi al 5′ sul 9-18 grazie ad un Rinaldi quasi incontenibile. Poi la Termoforgia quasi si perde subendo la rimonta totale dei padroni di casa, soprattutto le giocate di Blizzart e Severini, che chiudono sul -3: 19-22.

La squadra di Ramondino continua a macinare gioco e punti ma la Termoforgia riesce a contenere bene. A 5′ dal riposo: 31-29. Poi è la squadra di casa ad allungare e per Jesi, oltre alla pessima serata al tiro di Hasbrouck (1/3 da due e 1/5 da tre), da registrare una difesa poco attenta che consente ai padroni di casa di chiudere alla sirena sul +8, 44-36.

Nel terzo quarto la Termoforgia gioca alla pari contro il suo avversario ma continua a difettare al tiro e soprattutto al quintetto di Jesi mancano i punti di Hasbrouck che tira solo una volta da tre non bucando la retina. Casale invece aumenta il ritmo in attacco e mantiene un +10 di vantaggio: 61-51.

Ora il compito di Rinaldi e compagni è di cercare di mettere in discussione punteggio e partita per dare un senso alla serata. La reazione non c’è anche perché il continuo perder palla non contribuisce a cercare quella continuità necessaria alla ricerca dell’episodio che possa dare la svolta. 11-3 di parziale in 5′ ed i punti di Jesi sono solo dalla lunetta. Casale è padrona del parquet ed allunga, Cagnazzo inserisce Valentini e Kouyate, la Termoforgia è già mentalmente sulla strada del ritorno per Jesi.

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Casale Monferrato – Martinoni 20, Sanders 7, Bellan 2, Tomassini 15, Cattapan 2, Severini 7, Ielmini, Blizzard 13, Valentini, Denegri 8, Lazzeri, Marcius. All. Ramondino

Termoforgia Jesi – Rinaldi 22, Green 8, Fontecchio 9, Marini 5, Hasbrouck 12, Montanari, Massone, Valentini, Kouyate, Piccoli 6, Ihdioha 8. All. Cagnazzo

Arbitri –  Dori, Tallon, Martellosio

Note – parziali: 19-22, 25-14, 17-15. Usciti per cinque falli: Cattapan