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JESI / SOSTEGNO DA PARTE DEGLI JESINI ALL’INIZIATIVA DI BACCI CONTRO BANCA MARCHE

Bacci Massaccesi

JESI, 10 novembre 2017 – L’annuncio della costituzione di parte civile del Comune di Jesi nei confronti di Massimo Bianconi e degli altri personaggi ritenuti responsabili del default della Banca delle Marche ha riscosso immediato successo tra i cittadini, tra i quali il Presidente del Consiglio Comunale, avvocato Daniele Massaccesi.

Nel comunicato inviato alla stampa Massaccesi  esprime sorpresa  per il fatto che  “che non vi sono state domande di costituzione (di parte civile ndr) di altri Comuni o, comunque, di altri enti locali”. In relazione a ciò il Presidente del Consiglio comunale esprime “disappunto per il silenzio ed il disinteresse mostrati da tanti altri Sindaci, e non solo, in questa vicenda ed anche nell’occasione specifica”.

Dopo aver commentato negativamente il comportamento dei rappresentanti del popolo della Vallesina, Massaccesi sottolinea “con piacere ed un po’ di orgoglio, l’iniziativa del Sindaco delle nostra Città, Massimo Bacci, che è stato l’unico, purtroppo, ed ancora una volta a voler tutelare e rappresentare il territorio, anche a nome di tanti cittadini, investitori e risparmiatori, traditi e danneggiati da questa vicenda e da chi, a vario titolo, ha gestito Banca Marche, ed ha difendere la loro dignità, come intera comunità”.

(s. b.)

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JESI / BANCA MARCHE, IL COMUNE SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

Il sindaco Massimo Bacci

JESI, 10 novembre 2017 – Il Comune di Jesi, attraverso l’avv. Alessandro Sorana, ha depositato domanda di costituzione di parte civile avanti al Giudice dell’udienza preliminare di Ancona nel procedimento contro Bianconi ed altri in relazione al “default” della Banca delle Marche SpA.

Jesi è stato l’unico Comune che ha avviato una iniziativa del genere.

Si aggiunge ad analoghe richieste presentate da azionisti e obbligazionisti rappresentati da diverse associazioni, oltre che da alcune Fondazioni Cassa di Risparmio, nonché dalla Banca d’Italia.

Il Giudice dell’udienza preliminare ha rinviato l’udienza al 16 gennaio 2018 per consentire alle difese degli imputati di esaminare le costituzioni delle parti civili al fine di sollevare eventuali eccezioni.

JESI / VERSAMENTI ALLA TESORERIA COMUNALE, ECCO LE NUOVE COORDINATE BANCARIE

JESI, 6 novembre 2017 – Le recenti fusioni bancarie, avvenute in seguito a crisi sistemiche, hanno coinvolto diversi istituti di credito nati nella nostra città, e oltre a danni economici a tanti risparmiatori che hanno visto vanificare i loro capitali, hanno provocato anche tutta una serie di ripercussioni nei confronti dei correntisti che avevano aperto un conto corrente bancario.

Da questa piccola rivoluzione non si è potuto sottrarre neanche il Comune di Jesi che aveva scelto la Nuova Banca delle Marche quale sede della tesoreria comunale.

Oggi chi, per varie ragioni, avesse necessità di effettuare un versamento nella tesoreria comunale dovrà farlo presso “UBI Banca S,p,a.” utilizzando, logicamente, le nuove coordinate bancarie, riportate sul sito del Comune, che sono: “UBI Banca s.p.a.” filiale di Jesi in Corso Matteotti n. 8 – Jesi- Per il servizio di tesoreria: IBAN : IT52K0311121205000000016880 – ABI: 03111 – CAB: 21205 – Codice SWIFT: BLOPIT22 (per bonifici esteri. Per versamenti al Servizio economato del Comune. IBAN: IT19Z03111212050000000020494 – ABI 03111 – CAB: 21205 – Codice SWIFT: BLOPIT22 (per bonifici esteri).

LETTERE&OPINIONI / UBI BANCA SIGLA ACCORDO SINDACALE NELL’AMBITO DEL PIANO INDUSTRIALE AGGIORNATO DI GRUPPO

JESI, 27 ottobre 2017 – UBI Banca informa che in data odierna è stato siglato, con tutte le Rappresentanze Sindacali, l’Accordo Quadro che completa il percorso avviato il 15 giugno scorso con la procedura di legge e di contratto relativa all’aggiornamento del Piano Industriale, conseguente all’acquisizione e all’integrazione delle 3 Banche (Banca Adriatica, Banca Tirrenica e Banca Teatina) nell’ambito del nuovo assetto organizzativo del Gruppo.

L’Accordo, concluso in concomitanza con la prima[1] delle 3 migrazioni previste in UBI Banca, relativa a Banca Adriatica (ex Nuova Banca Marche) e alla controllata Carilo, contiene un “quadro” di regole da applicare nelle fasi di progressiva attuazione del Piano Industriale, volte ad accompagnare i processi riorganizzativi e di evoluzione strategica del Gruppo e gestire, nel contempo, le ricadute sulle condizioni di lavoro del Personale, secondo criteri di sostenibilità sociale ed economica, con attenzione all’occupazione e alla territorialità, pur nei necessari processi di ristrutturazione ed efficientamento complessivo del Gruppo, finalizzati al conseguimento degli obiettivi e delle sinergie definiti nell’ambito del Piano Industriale medesimo.

Gli aspetti salienti dell’intesa riguardano l’attivazione di un Piano di esodo anticipato e incentivato, che consente in questa prima fase a 400 risorse complessive nel Gruppo, che maturano i relativi requisiti previdenziali entro il 31.12.2024, l’accesso volontario al trattamento pensionistico ovvero alle prestazioni del Fondo di Solidarietà di Settore.

L’uscita di tali risorse è prevista già a partire dal mese di gennaio 2018. I costi di tutti gli esodi comporteranno ulteriori oneri nel conto economico dell’esercizio pari a circa 50 milioni lordi che saranno contabilizzati nei risultati nel quarto trimestre del 2017 a seguito degli accordi raggiunti. Le sinergie attese sono in linea con le previsioni di Piano Industriale;  la conferma e l’ampliamento, in tutte le realtà aziendali di nuova acquisizione, dell’istituto del part-time, il mantenimento delle flessibilità connesse anche a temporanea sospensione dell’attività lavorativa (misure di cd. “Solidarietà difensiva”) concordate presso le Bridge Banks, nonché la facoltà per tutte le Risorse del Gruppo di richiedere volontariamente per l’anno 2018 periodi di congedo straordinario, nell’ottica di conseguire sinergie di costo con forme compatibili di politiche sociali; soluzioni anche di tipo organizzativo, consistenti nella individuazione di poli e presidi operativi decentrati, volte alla tutela dell’occupazione e delle professionalità direttamente sui territori di riferimento delle Risorse interessate, anche supportate da idonei percorsi di riconversione, riqualificazione e formazione delle stesse.

Alle successive fasi di realizzazione del Piano strategico, seguiranno gli ulteriori processi e iniziative per la necessaria e complessiva razionalizzazione degli organici del Gruppo e il conseguente contenimento dei costi operativi. Infine, proseguirà il piano di ricambio generazionale secondo le entità già definite dal suddetto Piano Industriale, correlato principalmente all’iniziativa di esodo, prevedendo, a sostegno anche dell’occupazione giovanile, l’ingresso entro il 2018 di ca. 130 nuove risorse, prevalentemente di prima occupazione.

UBI Banca – Media Relations

JESI / AVVIATE LE VERTENZE PER DANNI MORALI E PATRIMONIALI CONTRO GLI AMMINISTRATORI DI BANCA MARCHE

JESI, 14 ottobre 2017 – Stanno oramai partendo le vertenze nei confronti degli amministratori delle 4 banche coinvolte nei ‘crac’ relativi ai provvedimenti del Novembre 2015 che hanno, di fatto, azzerato le azioni di migliaia di piccoli azionisti-risparmiatori certificando il default del nostro sistema bancario.

Mentre però per alcune situazioni ( vedi B.M.Paschi ) si è trovata una soluzione ‘nazionale ‘ per le piccole banche, Banca Marche compresa, il dramma continua.

Per i piccoli azionisti ( 44.000 solo della Banca Marche ) non ci sono stati e non ci sono provvedimenti legislativi in arrivo e oltre l’inizio dei lavori della Commissione d’Inchiesta parlamentare  centrale, nulla è emerso come nuovo.

Come è stato avviato per Banca Etruria, in questi  giorni anche per Banca Marche stanno iniziano  i ‘resoconti  giudiziari’ nei confronti degli allora Amministratori e organi di controllo  per le loro  negligenze e malefatte con richieste di danni morali e patrimoniali.

E’ iniziata infatti ( 5 ottobre 2017) la prima causa civile promossa a suo tempo avanti il Tribunale di Ancona dalla stessa Banca delle Marche in Amministrazione Straordinaria con richiesta danni nei confronti di 37 tra amministratori, sindaci revisori e società di revisione legale: in tale causa sono intervenuti (studio legale Catani-Ricci di Jesi. legali convenzionati con Cittadinanzaattiva Associazione Consumatori ) anche una parte degli azionisti che hanno visto perso l’intero valore delle loro azioni.

Il 7 novembre prossimo poi inizierà la causa penale (avanti il Tribunale penale di Ancona-Giudice Indagini Preliminari ) contro 16 amministratori per le violazioni di natura fallimentare-penale.

Tutti auspicano che si faccia luce dei gravi fatti che hanno portato ad uno dei più grandi disastri del sistema bancario italiano, come qualificato in varie  sedi.

e.s.

JESI / UBI BANCA: IL PRESIDENTE RANICA ASSICURA CHE NESSUN DIPENDENTE VERRA’ LICENZIATO IN MODO BRUTALE

JESI, 14 ottobre 2017 – Ancora pochi giorni e per la vecchia Cassa di Risparmio di Jesi, poi diventata Banca Marche in seguito a fusione con altri gruppi e successivamente denominata Banca Adriatica per le note vicende giudiziarie assumerà il definitivo nome di “UBI Banca”, unendosi a quella che un tempo era la Banca Popolare  e CariChieti.

Osvaldo Ranica presidente Ubi Banca

Per il nostro territorio e per l’intera regione Marche questa nuova realtà bancaria diventerà la numero uno nel campo del credito, una realtà che interessa circa mezzo milione di marchigiani.

Quando, alcuni mesi or sono, presero avvio le trattative per la creazione di questa banca, tra il personale della ex Banca Marche cominciò a diffondersi il timore sul futuro occupazionale; ieri mattina il Presidente di Ubi Banca, Osvaldo Ranica, ha assicurato tutti; “si andrà ad una definizione dell’uscita prevista organizzata, nessuno – ha rimarcato più volte – viene mandato a casa in modo brutale, ma ci sarà un coordinamento sulle famose 3.000 uscite di Gruppo”.

Come scrivevamo ieri, l’attuale consistenza di personale dell’intero gruppo è costituita da 22.518 soggetti che entro il 2020 si ridurranno a 19.505; “si tratta di 3.013 dipendenti – è stato detto – di cui 1.569 per efficientamenti Bridge Banks “. Nessuno però, sarà messo alla porta.

Nella sua lunga illustrazione del futuro societario il Presidente Ranica ha parlato anche di formazione e riconversione professionale, obiettivi che “UBI Banca  intende fornire ai dipendenti provenienti dalle nuove banche (Teatina, Adriatica e Tirrenica ndr)  acquisite tutte le conoscenze utili a garantire una corretta integrazione nel Gruppo. Saranno previsti programmi di formazione, qualificazione e riconversione volti a consolidare e sviluppare le qualità professionali presenti nel Gruppo”.

In attesa dell’arrivo del 23 ottobre, data d’inizio ufficiale del nuovo gruppo bancario, le sedi degli sportelli bancari che non saranno chiusi, la cartellonistica stradale e nella stessa struttura di via Fontedamo sono state sostituite le vecchie insegne con la nuova dicitura “Ubi Banca”.

s.b.

LETTERE & OPINIONI / MASSACCESI SCRIVE A CASINI: “CERCARE LA VERITA’ E FARE CHIAREZZA SUL DISSESTO DI BANCA MARCHE”

JESI, 10 ottobre 2017 – Quale Presidente del Consiglio Comunale di Jesi ho ritenuto doveroso scrivere una lettera al Sen. Pierferdinando Casini – Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario – per chiedere attenzione e considerazione sulle questioni contenute nella Relazione Finale approvata dal Consiglio Comunale di Jesi in data 21 Settembre 2016, frutto di mesi di lavoro e di incontri, di audizioni e di raccolta di documenti, che gli ho inviato.

Il tutto fiducioso che possa costituire un valido contributo ai lavori che, più autorevolmente di noi, e sicuramente con maggiori mezzi e capacità, tutti i componenti della Commissione Parlamentare si accingono a fare, e ciò anche dopo essere stato contattato a suo tempo dal Direttivo dell’Associazione Vittime del Salva-Banche, che raggruppa i risparmiatori che si sono uniti dopo l’azzeramento per D.Lgs. 180/2015 (Decreto Salva-Banche) dei propri risparmi investiti in obbligazioni subordinate ed azioni di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti.

Dopo mesi di attesa, avendo appreso della recente istituzione di una Commissione Parlamentare di Inchiesta sul sistema bancario, come da legge 12/07/2017, n. 107, è peraltro sorprendente vedere come la politica, dopo aver detto e ribadito, per mesi, il suo impegno per una Commissione di Inchiesta che avrebbe dovuto fare chiarezza su quello che è successo ai 4 Istituti creditizi finiti in ginocchio, e poi risolti, dei nostri territori, sia riuscita ad istituirla solamente a pochi mesi dalla fine della legislatura, e dopo un anno di rinvii.

Nell’interesse dei nostri territori e praticamente degli unici (o quasi) risparmiatori azzerati e sacrificati di tutta la storia della Repubblica Italiana, c’è l’auspicio che la Commissione, pur nella ristrettezza dei tempi, possa farsi carico ed assumere l’onere di cercare almeno la verità, e non solo i responsabili, materia peraltro di competenza di altre Istituzioni, e di fare chiarezza soprattutto sul dissesto di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e Carichieti.

Il Consiglio Comunale di Jesi, probabilmente l’unico a farlo in Italia, aveva istituito una apposita Commissione di Studio su “Banca delle Marche” il 15 Dicembre 2015.

 

Daniele Massaccesi Presidente del Consiglio Comunale di Jesi

JESI / BANCA MARCHE: MOZIONE DELLA MAGGIORANZA IN AIUTO DI CHI HA SUBITO DANNI

JESI, 24 luglio 2017 – Si ritorna a parlare di Banca Marche.

Lo farà il prossimo consiglio comunale convocato per il 28 luglio quando si discuterà e si voterà una mozione presentata dai Consiglieri Comunali Daniele Massaccesi, Nicola Filonzi e Matteo Baleani – Jesiamo; M. Chiara Garofoli, Tommaso Cioncolini, Sandro Angeletti e Maurizio Barchiesi – Jesinsieme -, Giancarlo Catani – Patto per Jesi.

Un documento contenente possibili soluzioni per alleggerire i danni provocati ai cittadini dalla insolvenza di Banca delle Marche, senza peraltro voler alimentare illusioni o speranze, con cui l’Amministrazione Comunale di Jesi è stata inviata.

Di seguito i punti salienti:

A) a farsi parte diligente e fautrice di una soluzione che possa coniugare la posizione – e gli interessi – di chi ha investito (per affari, business od altro), acquistando i crediti di Banca Marche, e la possibilità, pure altrettanto legittima, per molti debitori/investitori/azionisti di Banca Marche di ricomprarsi il proprio bene immobile a trattativa privata, e quindi scongiurando le aste, pagando alla Società che ha acquistato i crediti di Banca Marche una percentuale pari al 30 – 35% del rispettivo debito, stabilendo ovviamente modalità e condizioni anche per evitare possibili sperequazioni (ad es., limitando la fattibilità delle operazioni ad un solo bene immobile pro-capite).
La percentuale indicata sarebbe praticamente il doppio di quella indicata – 17% – in sede di risoluzione, e comunque “stimata” per il valore dei crediti di Banca delle Marche e, salvo errori, od accordi non conosciuti, anche del prezzo della relativa acquisizione da parte di Società Finanziaria, o di chi li ha comunque rilevati – e tale soluzione definirebbe in modo equo una triste vicenda, vissuta sulle spalle di tanti cittadini, e sarebbe possibile anche con il contributo, magari grazie ad affidamenti concessi, di UBI Banca, che dimostrerebbe così, in un momento particolarmente difficile per il territorio, di voler aiutare concretamente coloro che sono stati travolti da questa situazione, continuando la meritoria opera di vicinanza che è stata, a suo tempo, la caratteristica della prestigiosa Banca Popolare di Ancona;

B) a farsi promotrice di una iniziativa con UBI Banca volta a far ottenere un minimo ristoro agli azionisti di Banca delle Marche, anche permettendo loro di “usufruire” dell’azzeramento del valore delle azioni ( che non sono state annullate) per avere una qualche possibilità, grazie a strumenti tecnici e finanziari, e magari alle azioni UBI Banca, anche attraverso procedimenti di conversione, di ottenere per le loro vecchie azioni “Banca Marche” un valore sicuramente maggiore rispetto a quello attuale, pari a zero, ed ad intraprendere ogni possibile iniziativa anche a tutela dei tanti obbligazionisti subordinati di Banca delle Marche, pure depauperati per gli investimenti andati in fumo, come i tanti delle cd “Banche Venete”, nonché di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Il tutto sempre cercando di coinvolgere, per una più efficace azione, i Parlamentari eletti nelle Marche ed i Consiglieri della nostra Regione.

e.s.

JESI / TAGLI IN VISTA, VERSO LA CHIUSURA LA STORICA SEDE DI BANCA MARCHE DI CORSO MATTEOTTI

JESI, 19 giugno 2017 – Dovrebbero essere due le filiali di Banca Marche in città verso la chiusura: quella di Viale della Vittoria e quella storica di Corso Matteotti. Per loro , stando ai dettagli contenuti all’interno dell’informativa, la prospettiva di circa 80 sportelli complessivi da chiudere ed una riorganizzazione obbligata sia della rete sia delle direzioni. Le molte sovrapposizioni di sportelli, anche a Jesi, emblematica quella di corso Matteotti praticamente l’una davanti l’altra, a salire da piazza della repubblica verso l’arco Clementino sulla destra ex Banca Popolare e sulla sinistra Banca Marche, una volta le sedi storiche dei due istituti di credito, e la numerosità del personale di direzione rappresentano i due nodi da sciogliere che Ubi Banca annuncia di voler gestire.

 

Da un lato con una razionalizzazione della rete sulla base del nuovo modello distributivo adottato e dall’altro procedendo ad esternalizzazioni tramite il trasferimento del personale occupato nel settore leasing ad Ubi leasing (in una fase antecedente rispetto a quella dell’incorporazione di Nuova Banca Marche prevista per fine ottobre) e di quello che segue IT, logistica, tecnico, acquisti e back office alla società UBISS (dal mese successivo a quello di incorporazione).

Banca Marche corso Matteotti

Confermata una delle 7 MAT (Macro Aree territoriali) a Jesi , con 9 Direzioni Territoriali ed altrettanti Centri Imprese, anche se ora bisognerà vedere come avverrà l’integrazione del personale proveniente da Nuova Banca Marche, una parte del quale già in servizio all’Esagono  per far spazio ai dipendenti della TeamSystem che da settembre occuperanno un’intera ala di Fontedamo.

Le MAT sarebbero: Bergamo per Bergamo e Lombardia Ovest; Brescia per Brescia e Nord Est; Milano per Milano – Emilia Romagna; Torino per il Nord Ovest; Jesi per Marche – Abruzzo; Roma per Lazio Toscana e Umbria; Bari per il Sud.

Tutte le preoccupazioni emerse in questo periodo sono state fatte proprie dalla FABI,  sindacato maggioritario in Nuova Banca Marche , che ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta al Governatore della Regione Marche Ceriscioli e ai Sindaci di Macerata e Pesaro , oltre ad aver chiesto un incontro anche al primo cittadino di Jesi Massimo Bacci , appena rieletto per il secondo mandato da Sindaco nella città federiciana.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

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JESI / TUTTO EBBE INIZIO NEL 1844, ECCO LA STORIA DEL CREDITO IN VALLESINA

JESI, 9 giugno 2017 – Con la recente acquisizione da parte di UBI/banca della Nuova Banca Marche spa scompare un bel pezzo della storia economica di territori importanti come Macerata (cassa di risparmio di Macerata), Pesaro (cassa di risparmio di Pesaro), Jesi (cassa di risparmio di Jesi); tre istituzioni che sin dagli anni ’90 (Macerata e Pesaro) e dal 1995 (Jesi) si erano ritrovate in banca Marche spa.

La storia della cassa di risparmio di Jesi, soprattutto quella sociale e culturale, continua a vivere oggi attraverso la fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. E solo la recente ufficializzazione da parte di questa istituzione dell’archivio di quella che fu la “Cassa” nel rapporto economico con la popolazione, le aziende, gli artigiani, i commercianti colma in parte il vuoto che lascia l’ex istituto di credito.

Un istituto nato nel 1844, sia pure in mezzo a tante difficoltà, incomprensioni, antipatie, ma che subito ha dato l’esatta dimensione di quello che poteva rappresentare per il territorio. Anni difficili, ma importanti per l ‘economia della zona. Che sono diventati sempre più corposi quando la “Cassa” ha incominciato a gestire gli asili pubblici jesini, ad aiutare economicamente la casa di riposo, l’ospedale, ed altre organizzazioni. Che ha continuato questa attività anche durante il periodo fascista e durante la seconda guerra mondiale sostenendo i dopolavori, organizzando spettacoli per i militari di transito in città, facendo sempre beneficenza.

La cassa di risparmio di Jesi ha avuto un grande merito con il presidente avv. Cingolani investendo dopo la guerra milioni su milioni per aiutare le imprese a rimettersi in sesto e ripartire, gli artigiani, le famiglie; il comune a recuperare parte del territorio distrutto dalla guerra mettendo a disposizione dell’ente pubblico soldi a non finire per rifare le strade, ponti, scuole. Insomma l’istituzione creditizia ha acquisito nel tempo grandi meriti ed i suoi amministratori sono stati sempre all’altezza delle situazioni nell’affrontare le varie realtà cittadine.

Neppure i dipendenti sono stati dimenticati negli anni che vanno dal ’70 al ’90. Ed allora riconoscimenti agli impiegati con 25 anni di anzianità, e via via anche i più anziani venivano premiati. Per non parlare delle famose “befane” per i figli di dipendenti che ricevevano montagne di giocattoli, dolciumi quando era il sei di gennaio. E per non parlare delle iniziative nelle scuole al momento di celebrare la giornata del risparmio con distribuzione di centinaia di libretti al risparmio con un piccolo contributo ad ognuno.

Dagli anni ’30 la legge bancaria ha imposto che una istituzione creditizia locale non potesse sopravvivere disponendo di un solo sportello. Tutti i comuni della Vallesina e della Valmisa avevano invece una propria realtà territoriale economica per aiutare il commercio, l’imprenditoria, l’artigianato. A questo punto la Cassa incomincia l’acquisizione delle piccole banche territoriali; così Santa Maria Nuova, San Marcello, Belvedere Ostrense, Castelbellino, Maiolati Spontini, Castelplanio, Mergo, Poggio San Marcello, Montecarotto nella Vallesina ed Ostra, Ostra, Vetere, Senigallia, Falconara Marittima, Corinaldo, ed altre ancora nella Valmisa confluiscono in cassa di Risparmio di Jesi creando così una istituzione creditizia di grande respiro territoriale e di grande possibilità per l’economia delle due vallate.

Poi l’arrivo della banca Marche spa e la fine dopo appena 12 anni. Noi non ci sentiamo di alzare il dito contro questo o quell’amministratore (sarà la giustizia  degli uomini a decidere) ma nei confronti di una sola istituzione pubblica come la banca d’Italia si, alziamo il dito. Cosa abbiano fatto per cinque anni consecutivi gli ispettori della banca d’Italia all’interno della direzione della banca non si capisce se poi è arrivata come un fulmine a ciel sereno la notizia della crisi, della crisi profonda irreversibile che ha portato alla misera fine. Cinque anni durante i quali sarebbero dovute saltare evidenti le problematiche per porvi rimedio.

(redazione)