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LETTERE&OPINIONI / MUSEO SPONTINI, STABILITO UN CALENDARIO DI APERTURE DA GIUGNO A SETTEMBRE

MAIOLATI, 24 giugno 2017 – Un calendario di aperture da giugno a settembre, per aprire le porte della Casa Museo Gaspare Spontini ai turisti e ai cultori della grande musica, ma anche ai cittadini della Vallesina che vogliano approfondire la vita e le opere del compositore maiolatese, uno dei più grandi geni musicali dell’Ottocento. La struttura museale, gestita dal Comune in collaborazione con la Fondazione Gaspare Spontini e la Conservatoria museale, sarà aperta quasi tutti i fine settimana d’estate e per quattro giorni consecutivi in occasione del Ferragosto. Un ampliamento dell’offerta che vuole essere un elemento di attrazione e di valorizzazione del capoluogo collinare, dove sorge anche il parco Colle Celeste, voluto da Spontini e intitolato all’amata moglie, frequentato nella bella stagione da chi cerca fresco e serenità ma anche stimoli dal punto di vista culturale. Ecco allora, oltre al verde, al panorama e agli scorci dello splendido borgo medievale, la possibilità di immergersi nei cimeli e nelle testimonianze della grandezza di Spontini. La prossima apertura programmata del museo sarà domenica 25 giugno.  Il Museo sarà fruibile, nei giorni delle visite, a partire dalle ore 15,45. L’ultimo ingresso del giorno potrà iniziare alle ore 19,30. Richieste di visite in altri orari e in altri giorni potranno essere prenotate telefonando al numero 3336688998. Da luglio il Museo, che sorge nel cuore del capoluogo, sarà aperto tutte le domeniche e sabato 29 luglio. Per agosto, le aperture previste sono quelle di sabato 5 e domenica 6, tutti i giorni da sabato 12 a martedì 15, sabato 19 e domenica 20 e domenica 27 agosto. A settembre, il museo sarà visitabile domenica 3 e domenica 10.

Il Museo, infatti, è tornato ad essere visitabile nel 2016 dopo lavori di manutenzione e restauro durati quasi cinque anni. C’è anche un nuovo allestimento, curato dal conservatore museale Marco Palmolella. Il nuovo percorso si snoda all’interno della casa dove Spontini è vissuto e dove si è spento nel 1851. Sono state definite anche le tariffe per la visita al Museo. Il prezzo intero è di 4 euro, ridotto 3 euro, per gruppi composti da almeno 6 unità e per persone con età superiore a 65 anni. Gratuito per bambini minori di 11 anni al seguito di un accompagnatore adulto.

L’Amministrazione comunale

JESI / PARTITURA DI GASPARE SPONTINI RITROVATA IN BELGIO MESSA IN SCENA ALLA FENICE DI VENEZIA

JESI, 20 giugno 2017 – Le metamorfosi di Pasquale, una delle quattro partiture di Gaspare Spontini ritrovate in Belgio nel 2016, in prima esecuzione in tempi moderni nella Stagione della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini.

La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia metterà in scena Le metamorfosi di Pasquale o sia Tutto è illusione nel mondo di Gaspare Spontini, in un nuovo allestimento con la regia di Bepi Morassi e la direzione musicale di Gianluca Capuano, realizzato in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Dopo le date veneziane, il 19, 21, 23, 25, 27 gennaio 2018 al Teatro Malibran, la farsa giocosa per musica in un atto, su libretto di Giuseppe Foppa, sarà allestita a Jesi nel Festival Pergolesi Spontini 2018.

Si tratta della prima esecuzione in tempi moderni di una delle quattro partiture spontiniane ritenute scomparse, ritrovate nel giugno 2016 Biblioteca del Castello d’Ursel in Hingene (Belgio), ed affidate al “Centro studi per la musica fiamminga” operante nel Conservatorio Reale di Anversa. Insieme con Le metamorfosi di Pasquale – che debuttò a Venezia, al Teatro Giustiniani in San Moisè, nel carnevale del 1802 – sono il melodramma buffo Il quadro parlante del 1800 (Palermo), il dramma giocoso Il Geloso e l’audace del 1801 (Roma), e la cantata L’Eccelsa gara del 1806 (Parigi).

Un accordo tra “Centro studi per la musica fiamminga” e Fondazione Pergolesi Spontini prevede lo studio, la revisione critica e la valorizzazione dei manoscritti; la Fondazione Pergolesi Spontini ha affidato la revisione critica del Le metamorfosi di Pasquale a Federico Agostinelli.

 

MOIE DI MAIOLATI / LA BANDA L’ESINA AL MUSEO ARCHEOLOGICO

MOIE DI MAIOLATI, 20 giugno 2017 –  In occasione della Festa della Musica, mercoledì 21 giugno 2017 alle ore 21.30, il Museo Archeologico Nazionale delle Marche rinnova l’appuntamento con la Banda Musicale L’Esina di Moie con lo scopo di trasmettere un messaggio di integrazione culturale e sociale che solo la musica è capace di dare. Quest’anno l’orchestra si esibirà in un concerto di musica leggera, con pezzi classici, medley anni ’60, successi e tormentoni delle ultime estati, che coinvolgeranno calorosamente tutti gli spettatori. La terrazza di Palazzo Ferretti farà da palcoscenico allo spettacolo musicale, da cui a suon di melodie si potrà ammirare il magnifico tramonto sul mare del solstizio d’estate.

JESI BAROCCA / AMORI SEGRETI E MUSICA RARA NEI PALAZZI DEL ‘700

JESI, 19 giugno 2017 – Promosso dalla Fondazione “Alessandro Lanari” in collaborazione con vari partner istituzionali tra cui Comune di Jesi e Regione Marche, con la direzione artistica di Gianni Gualdoni, il Festival JESI BAROCCA arriva alla sua quarta settimana di programmazione, delle sette di cui si compone il suo articolato Cartellone che termina il 15 luglio.

Sempre nei magnifici saloni settecenteschi di Palazzo Honorati, sede di tutti gli appuntamenti del Festival, giovedì 22 giugno, con inizio alle ore 21, la ricercatrice e storica dell’arte Maria Cristina Zanotti trasporta il pubblico all’interno di una bellissima storia privata, attraverso le stanze e i corridoi dei palazzi aristocratici di due dei principali casati jesini del ‘700: con il titolo “Susanna e Cardolo: amori segreti e rivoluzionari tra i casati Mannelli e Pianetti”, la relatrice schiude all’oggi i segreti di una coppia importante dell’epoca, attraverso la ricostruzione delle vicende direttamente dalle carte private dei due. Tra i rigidi obblighi dinastici e le regole indiscusse della società dell’epoca, tra i due giovani nasce un amore segreto che sfida le consuetudini e si afferma con incredibile modernità: con l’ausilio di un ricco apparato immagini, la serata presenta un racconto originale degli eventi frutto di approfonditi e appassionati studi d’archivio della ricercatrice e studiosa Zanotti, che ne scopre e ripercorre gli sviluppi pubblici e privati e ne delinea una storia molto coinvolgente, per certi aspetti di una modernità sconcertante.

Sabato 24 giugno, alle ore 21 torna invece l’appuntamento con musica e spettacolo: in programma la seconda parte del raro viaggio nel genere storico della sonata per violino e basso che il Festival propone al pubblico come un unicum e che ha visto eseguiti il 10 giugno scorso lavori a confronto di Arcangelo Corelli e di Antonio Vivaldi. Questa volta, in programma l’incontro tra l’arte dello stesso Corelli –gigante del violino e capostipite dello sviluppo del suo linguaggio espressivo- e quella di un colosso della scuola musicale napoletana, Nicola Porpora. Proprio con il titolo “La sonata per violino: Porpora e Corelli”, di scena

L’Ensemble “Alla Maniera Italiana”, con Giacomo Coletti al violino barocco, Andrea Lattarulo al violoncello e Giulio Fratini al clavicembalo, che suonano secondo prassi esecutiva dell’epoca.

Porpora è musicista di grande scuola (Napoli, 1686-1768)  e a sua volta poi rinomato didatta di composizione e canto di allievi futuri divi come Hubert, detto Porporino dal nome del maestro, Caffarelli e anche Farinelli. La sua attività artistica si articola tra Napoli, Venezia, Londra, Dresda, Vienna; famoso per la produzione operistica, è importante anche per la sacra e la musica da camera. In Italia è il musicologo Francesco Degrada a rilanciare nella modernità l’attenzione sulla sua musica strumentale, di cui nota la perfezione di scrittura e il peculiare carattere di stile. Nel 1754 Porpora pubblica a Vienna Sonate XII di violino e basso; il programma della serata ne propone all’ascolto quattro: n° 1, 5, 6, 12. Completano la scaletta le sonate n° 1 e 6 dall’Op. 5 di Arcangelo Corelli. Un appuntamento d’eccezione, per l’incontro ritrovato con musica tanto raffinata e di qualità, quanto di rara esecuzione.

 

JESI / SCUOLA MUSICALE PERGOLESI: FESTIVAL DI MINI CONCERTI A SAN NICOLO’

JESI, 18 giugno 2107 – “Dal 1976, 40 anni in musica: 26 concerti per programmare il futuro”. E’ con questo titolo che la Scuola Musicale G.B.Pergolesi lancia una nuova iniziativa, abbracciata dalla Festa Europea della Musica e da La città Risuona: un festival di mini concerti alla chiesa di San Nicolò, in piazza Pergolesi, tutti rigorosamente gratuiti. Un dono per la città, un modo per far conoscere i molteplici indirizzi musicali dell’Istituto e un piacevole accompagnamento alla conclusione dell’anno scolastico con il mega concerto del 1 luglio 2017.

La rassegna, al via dal 19 al 25 giugno vedrà gli allievi e i professori esibirsi in due mini concerti al giorno, alle ore 18 e alle 21,15 per un totale di 26 appuntamenti imperdibili.

“Appunto 26 concerti non per tracciare il bilancio di questi primi quarant’anni ma anzi per guardare con ottimismo al futuro della nostra scuola – spiega il direttore della G.B.Pergolesi Sergio Cardinali – per ripartire da quanto è stato fatto, per migliorare e aggiugere novità alla nostra (già ampia e articolata) offerta formativa. Tutti i mini concerti si terranno nella chiesa di San Nicolò e saranno a ingresso libero.

Uno sforzo importante, nonostante le difficoltà organizzative ed economiche, ma siamo ancora qui a riprogrammare il futuro della Scuola e lo facciamo regalando alla città questi 26 mini concerti in due distinti orari pomeridiani, alle 18 e alle 21.

JESI / MARINO CAROTTI, MUSICISTA E CANTASTORIE

JESI, 15 giugno 2017 “Galantòmo fu mio padre!”. Un compact disc di canti della cultura orale marchigiana ideato, raccontato e cantato da Marino Carotti.

Jesino purosangue, Carotti ha fatto parte per diversi anni del gruppo di ricerca e canto popolare La Macina per poi iniziare una sua personale ricerca su canti e tradizioni popolari della cultura contadina in tutte le province del territorio marchigiano.

“Ho percorso campagne, città, paesi – è il suo racconto – alla ricerca di informatori, persone anziane, disponibili a ricordare e a trasmettere quelle canzoni antiche e suggestive che intonavano mentre lavoravano sui campi. Ho utilizzato un registratore per archiviare la loro viva voce. Alla fine del lungo lavoro ho ottenuto più di mille canti che successivamente ho trascritto di nuovo realizzando una raccolta di ballate, canti narrativi, di cantastorie, di lavoro e sul lavoro, sull’emigrazione, di guerra, rituali di questua, scioglilingua, fiabe a formula, filastrocche, giochi e conte infantili, giochi motori, ninne-nanne, serenate, poesia religiosa, satirica e d’improvvisazione, stornelli d’amore, licenziosi, dispetti e narrazioni degli stessi informatori.

Il tutto a riguardo di tradizioni, usanze e canti trasmessi oralmente fino alla metà del secolo scorso, che sono rimasti solo nella memoria di poche persone anziane ancora viventi. Quando tornavo a casa ci lavoravo sopra al computer con grande passione cercando di sistemare ad esempio la fonia: certe lettere non sono ben definite, da zona a zona. La lettera ‘T’ spesso diventa una ‘D’. In seguito, ci sto davvero lavorando, uscirò anche con una pubblicazione cartacea fedele alla trascrizione ma in italiano e lasciando le parti proprio particolari che è bello mettere in dialetto”.

Dopo anni di sola ricerca, Carotti ha iniziato a riproporre alcuni di questi preziosi brani nei suoi spettacoli accompagnandosi con la chitarra classica o l’organetto, a volte insieme a un fisarmonicista, rispettando sia la melodia che il linguaggio degli informatori.

Ma come è nato il tutto, come è nata questa passione per la musica? “Ho iniziato con la musica a 9 anni – continua l’esposizione del musicista cantastorie – e sono andato a scuola da Giovanni Bigi, uno jesino come me. Per lo strumento della chitarra, comunque, sono autodidatta ed a 13 anni già facevo parte di gruppi musicali . La passione per il canto popolare è stata sempre mia, alimentata con il tempo.  Pensavo di conoscere l’età contadina ma non è così. In questo disco ‘Galantòmo fu mio padre!’ ho messo una parte di questi brani che ho raccolto e ho chiamato degli amici per ogni pezzo: Giuseppe Ospici, Fefo Catani, Corale Brunella Maggiore. Ad esempio per le ninne nanne ho raccolto tanti frammenti e poi ho fatto arrangiamenti particolari e legati tutti insieme aiutandomi con la chitarra. Stesso discorso con le tiritere dove ho chiesto e ricevuto la collaborazione della Scuola Media Savoia di Jesi. L’album è del 2016: la gestazione è stata particolare. L’ho presentato in due spettacoli a Polverigi e Morro D’Alba ma nella mia avventura ho fatto spettacoli in tutta Italia, ad esempio sul Lago Maggiore,  mandando delle proposte agli assessori alla cultura dei vari Comuni.  Di questo disco ho anche realizzato un album di partiture musicali. La prefazione dell’album è opera di Gastone  Pietrucci. Dare il titolo è stato un piacere in ricordo di mio padre Nello ma il titolo stesso è anche una frase di una canzone che sta all’interno delle musiche. Sul libretto, su ogni canto, c’è scritto dove è stato raccolto, quando, e i nomi degli informatori che hanno partecipato”.

Nella prefazione il leader della Macina scrive di Carotti: “Marino è interprete sicuro, appassionato, ma quello che mi ha sempre colpito di lui è la forza della sua chitarra, veramente straordinaria, accattivante, a tratti travolgente. Si sente una grande maestria, un grande tocco, una grande bravura ed una grande invidiabile tecnica”.

Insomma nel lavoro di Marino Carotti oltre alla passione per la propria terra, per il proprio lavoro di ricercatore musicale e culturale, per la tradizione, c’è la passione per il canto come forma di comunicazione. E’ proprio vero che la cultura, soprattutto quella popolare,  è comunicazione e la cultura non muore mai se ci sono attori che la comunicano e la tramandano nel tempo.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

JESI / LA CITTA’ RISUONA: FESTIVAL DELLA MUSICA, APPUNTAMENTI PER TUTTI I GUSTI

JESI, 15 giugno 2017 – La manifestazione musicale “La città risuona” prosegue a pieno ritmo negli spazi aperti preferiti dagli jesini in queste giornate torride, così come nei luoghi di culto o di divertimento. Per gli appassionati delle sette note la prossima fine settimana  sarà ricca di appuntamenti (ben 6), preceduti dal concerto in programma venerdì 16, a partire dalle ore 22,00 ai Giardini Pubblici di viale Cavallotti. Qui lo Chalet Lo Sbarello propone “CLINT con il Seattle grunge.

Arriviamo a sabato 17; una giornata che si aprirà alle ore 18 nella chiesa di San Giovanni Battista  con la Rassegna “Musica Precentio” che vedrà impegnato il coro “Cardinal Petrucci” diretto dal M° Marialle Martelli- “Inter Natus Mulierum” è il titolo dato a questo primo appuntamento. Sempre sabato, ma a Palazzo Honorati Carotti, nuovo appuntamento con il Festival Barocco organizzato dalla Fondazione Lanari; nella sala di Palazzo Honorati Carotti “Splendori e virtuosismi della Primadonna”. Di tutt’altro genere l’evento in programma nel cuore del centro storico, al “Jack Rabbit” di via Federico Conti dove, per la rassegna Mezcal Viaggi sonori in città, sarà proposto “The Blues Against Youth” (Roma/Torino country blues one man band).

Chiusura della serata prefestiva all’insegna della Fanfara dei Bersaglieri, a Jesi in occasione del raduno regionale dell’Arma, in piazza della Repubblica, con inizio alle ore 21,45, concerto della Fanfara dei Bersaglieri.

Arriviamo a domenica e alla prima edizione di “Banda in Festa”.

In occasione di queste giornate dedicate alla musica nelle sua varie espressioni, i responsabili della Banda Musicale “G. B. Pergolesi” hanno voluto organizzare la Prima edizione di “Banda in festa” che non si limiterà a proporre e far ascoltare musica bandistica, ma completerà l’offerta con spazi ed iniziative rivolte ai bambini. Nel dettaglio del programma troviamo che al mattino, a partire dalle ore 11, nei giardini di viale Cavallotti la banda arriverà accompagnata da una formazione ospite; alle ore 11,30 si attiverà il laboratorio “Coloriamo la musica” rivolto sia ai bambini ed ai ragazzi, così come agli adulti. Sarà possibile giocare con le installazioni gonfiabili posizionate per l’occasione ed ammirare la mostra fotografica “Ritagli di storia: la Banda G.B. Pergolesi” Alle ore 13 un veloce “Pranzo con banda”  e, dopo un po’ di riposo “Mini – Concert”, saggio musicale degli allievi della scuola bandistica. Alle 17,30 “Junior band concert” esibizione della banda ospite. Alle ore 19 ancora un concerto, questa volta della banda cittadina. Alle ore 20 il direttore della banda, i suonatori, gli ospiti e gli amici consumeranno una cena all’insegna della modernità, vale a dire consumando i cibi della gioventù.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

JESI / SERATA IN RICORDO DI VALERIA MORICONI

JESI, 13 giugno 2017 – Giovedì prossimo Jesi ricorda il dodicesimo anniversario della scomparsa di Valeria Moriconi.

Luigi di Maio

Nella sua città natale, alle ore 21,30 presso l’Hemingway Cafè, il Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi e Magazzino d’Arte, in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini, organizzano un incontro con il noto “Musicattore” Luigi Maio, che interpreterà qualche estratto dalla Commedia di Dante e dai monologhi di Petrolini in ricordo della grande attrice jesina, a cui era legato da una bella amicizia. In esposizione le opere di Mario Molinari e di Enrico Colombotto Rosso.

Opere d’arte e un ospite d’eccezione, per ricordare a Jesi la scomparsa, 12 anni fa, di Valeria Moriconi. È la proposta del Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi e Magazzino d’Arte, in collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini.

La serata, dal titolo “Per Valeria Moriconi”, sarà un’iniziativa nel nome di una delle più grandi attrici della scena italiana, con l’intervento del noto “Musicattore” Luigi Maio e l’esposizione di alcune pregiate opere d’arte che riconducono all’effervescente ambiente artistico vissuto negli anni ’70 da Valeria Moriconi e da Franco Enriquez.

Musicattore per sua scherzosa definizione, Luigi Maio, artista molto affezionato alle Marche, è attore e musicista, autore e regista. Con il suo straordinario trasformismo vocale e scenico interpreterà alcuni estratti dall’Inferno di Dante (la cui interpretazione gli ha valso la definizione di “Primo Dante in 3D” dell’illustre medievalista Francesco Mosetti Casaretto) e dai monologhi di Petrolini, con brevi estratti da due suoi spettacoli di grande successo, “Inferno da camera” e “Vespe d’artificio – Il Futurismo da Stravinsky a Petrolini”, alternati alla narrazione e al ricordo del suo primo incontro con Valeria Moriconi. Dal Piccolo di Milano all’Argentina di Roma, dal Teatro alla Scala al Petruzzelli di Bari, collaborando con I Solisti della Scala o con l’Orchestra del Regio di Parma, con la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana o con la Roma Sinfonietta, accanto a solisti e direttori come Donato Renzetti, Bruno Canino, Marcello Panni, Mario Ancillotti, Francesco D’Orazio, Mario Brunello, Massimiliano Caldi, Alessandro Ferrari, Michele Mariotti, Alberto Martini, Kasper De Roo, Francesco Lanzillotta ed altri ancora, impegnato in tournée nazionali ed estere, ospite a Uno Mattina e Striscia la Notizia, Luigi Maio ha ricevuto il “Premio dei Critici di Teatro 2004/2005” quale innovatore del Teatro da Camera e originale codificatore del “Teatro Sinfonico”©, e il “Premio Arte e Cultura Ettore Petrolini” proprio per lo spettacolo “Vespe d’Artificio – il Futurismo da Stravinsky a Petrolini”, divenendo Testimonial dell’UNICEF per aver avvicinato al Teatro e alla Musica anche i giovanissimi!

All’interno dell’Hemingway Cafè si tiene inoltre l’esposizione di tre opere di Mario Molinari (1930-2001) e di un’opera di Enrico Colombotto Rosso (1925-2013) gentilmente concesse da collezionisti privati: lavori d’arte che ci riportano alla Torino degli anni ’70 quando Valeria e Franco Enriquez conobbero e frequentarono gli artisti del gruppo Surfanta protagonisti di spicco dell’ambiente pittorico torinese ed esponenti di una corrente artistica che si opponeva alle neoavanguardie unendo fantasia e surrealismo. Del gruppo facevano parte Lorenzo Alessandri, Abacuc (Silvano Gilardi), Lamberto Camerini, Enrico Colombotto Rosso, Giovanni Macciotta, Mario Molinari e Raffaele Ponte Corvo.  In particolare, ai tempi della direzione artistica al Teatro Carignano (1971/72), tra Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Mario Molinari e Colombotto Rosso ci fu una frequentazione artistica per via di alcune scenografie, come pure una solida amicizia culminata con l’acquisizione di opere.

Nel nome di Valeria Moriconi, inoltre, il Centro Studi a Lei intitolato e la Fondazione Pergolesi Spontini hanno avviato una collaborazione con la scrittrice anconetana Chiara Giacobelli per un focus dedicato alla grande attrice su Huffington Post del gruppo L’Espresso, racconto che uscirà anche in un libro di prossima pubblicazione.

 

 

JESI / IL CRITICO MUSICALE GABRIELE CESARETTI A PALAZZO HONORATI PER ‘JESI BAROCCA’

JESI, 13 giugno 2017- Con un grande successo e apprezzamento da parte del pubblico, il Festival JESI BAROCCA arriva alla terza settimana di appuntamenti, delle sette previste dal suo ricco Cartellone che arriva al 15 luglio: anche in questa settimana, due eventi di grande rilievo, uno di carattere convegni stico e uno musicale ad esso riferito, entrambi nella sale magnifiche del settecentesco Palazzo Honorati.

Il direttore artistico Gianni Gualdoni della Fondazione “Alessandro Lanari”

Il Festival è promosso dalla Fondazione “Alessandro Lanari” in collaborazione con vari partner istituzionali tra cui Comune di Jesi e Regione Marche, con la direzione artistica di Gianni Gualdoni.

Giovedì 15 giugno, con ingresso libero, di scena un critico musicale di alto rilievo specialista del mondo dell’Opera, Gabriele Cesaretti, che propone un interessante e intrigante incontro dal titolo “Andare a teatro tra ‘600 e ‘700”: un’immersione profonda e scanzonata nella storia e nel costume teatrale dell’epoca, tra contenuti artistici e culturali e divertenti curiosità.

Come nasce l’abitudine dell’andare a teatro? Come vi si stava nell’epoca barocca? Quali i suoi rituali, le abitudini, la socialità, le modalità di fruizione? La conferenza-spettacolo delinea e racconta lunga rincorsa dell’affermarsi dell’Opera, dall’originaria cornice nei palazzi nobili per pochi, attraverso la pratica dell’oratorio in chiesa per tutti, fino all’appuntamento con il teatro pubblico posticcio in sale arrangiate per l’occasione, per giungere a quello appositamente costruito per la destinazione d’uso: un viaggio affascinante, con un narratore d’eccezione che si avvale anche di ascolti musicali, videoproiezioni e immagini descrittive.

Sabato 17 giugno, con biglietto d’ingresso di € 12, arriva invece nel teatro privato di Palazzo Honorati un originale concerto-spettacolo dal titolo “Splendori e virtuosismi della primadonna”:

alla ribalta il soprano Loredana Chiappini, con Clementina Perozzi al clavicembalo, in scena in costume e ambientazione d’epoca.  Se la voce “artificiale” dei castrati e la tecnica straordinaria che essi sviluppano li rende stelle del firmamento operistico internazionale dell’epoca, non da meno è il fascino delle “virtuose di canto”, cioè le cantanti donne, il cui splendore d’arte -e di femmina- tra genio, vezzi e capricci crea il mito della primadonna. Rievocando atmosfere d’arte e di socialità dell’epoca, le due “virtuose” dei nostri giorni, artiste di talento apprezzate in teatri e sale da concerto in tutta Italia, attraversano il ricco repertorio operistico italiano del secolo XVIII: dagli inizi con Sellitti e Pergolesi fino ai suoi esiti ultimi con Paisiello, Piccinni, Cimarosa e Mozart italiano.  Con uno sguardo ai primi anni 1730, quando nonostante il divieto di esibizione nei teatri dello Stato Pontificio, al Teatro del Leone di Jesi –la prima struttura stabile della Città- cantano artiste provenienti da Venezia…

Il Festival è promosso dalla Fondazione “Alessandro Lanari” in collaborazione con vari partner istituzionali tra cui Comune di Jesi e Regione Marche, con la direzione artistica di Gianni Gualdoni.

JESI / SERATA DI SUCCESSO AL TEATRO MORICONI PER I 40 ANNI DELLA SCUOLA MUSICALE PERGOLESI

JESI, 11 giugno 2017 – Il teatro studio “Valeria Moriconi” di Jesi, gremito di pubblico, ha applaudito i ragazzi della sezione teatro e della sezione classica della Scuola Musicale “G.B.Pergolesi” di Jesi per lo spettacolo “Il Bambino dimenticato” liberamente tratto da “Il Cerchio di gesso del Caucaso” di Bertold Brecht, andato in scena sabato sera nell’ambito delle iniziative del quarantennale di fondazione della Scuola.

L’iniziativa, realizzata col patrocinio del Comune di Jesi e la collaborazione della Fondazione Pergolesi Spontini, ha visto gli allievi della sezione teatro portare in scena la rielaborazione di un’antica leggenda orientale che viene ripresa e ambientata in Georgia, nel Caucaso, con la vicenda del piccolo Michele, figlio legittimo del Governatore, abbandonato durante una rivolta dalla madre che preferisce salvare il suo prezioso guardaroba. Il piccolo principe viene salvato e accudito con amore da una sguattera, ma dopo due anni la situazione politica si calma e la madre torna a riprendere il bambino. Uno strampalato giudice dovrà stabilire l’affidamento di Michele, perché entrambe le donne reclamano il bambino come proprio…

Le parti recitate sono state inframmezzate da performance live degli allievi musicisti Serena Stronati, Elisa Ciriacò, Riccardo Stronati, Chiara Santinelli, Sara Bonci, Virginia Barchiesi, Riccardo Bongiovanni, Alessandro Iencinella, Andrea Paladini, Tommaso Scarponi. Lo spettacolo, a chiusura dell’anno scolastico della Scuola Pergolesi, ha ottenuto il consenso del pubblico. Applauditissimi gli attori Andrea Anderlucci, Stefano Ballarini, Eleonora Dellabella, Rita De Rosa, Marta Dottori, Enrico Duca, Giada Lancioni, Maria Luce Merli, Cecilia Palombini, Stefano Piergigli coordinati alla regia da Michele Ceppi. Da sottolinare la collaborazione tecnica a cura di Stefano Squadroni, Marco Santarelli, Michele Scaloni su progetto grafico di Stefano Ballarini.

Lo spettacolo teatrale di fine anno è ormai un appuntamento fisso nel calendario della Scuoladice il direttore della Scuola Musicale G.B.Pergolesi di Jesi Sergio Cardinalie ‘Il Bambino dimenticato’, liberamente tratto da ‘Il Cerchio di Gesso del Caucaso’ portato in scena quest’anno, si inserisce nelle iniziative con cui celebriamo i nostri 40 anni e ripartiamo guardando al futuro con nuovi progetti e collaborazioni. In programma anche una settimana di concerti alla Chiesa di San Nicolò (al via dal 19 giugno) e il saggio musicale di chiusura, il 1 luglio in piazza della Repubblica, inseriti nel cartellone di eventi de La Città Risuona”.