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JESI / CONGRESSO CITTADINO DEL PD, ULTIME ORE PER LE CANDIDATURE: PRESSING SU BORNIGIA

I componenti della segreteria cittadina del Pd

JESI, 16 ottobre 2017 – Ultime ore alla Casa del Popolo per presentare le candidature alla segreteria cittadina. In vista del congresso jesino del Pd che si terrà domenica prossima, entro domani (martedì 17 ottobre) dovranno giungere i nomi di coloro che intendono assumere la guida democrat in città.

L’aria che tira però dalle parti di via 24 Maggio è che sotto sotto si stia lavorando ad una lista unitaria e quindi un unico candidato. Di nomi ne circolano diversi ma più che altro sembra un tentativo di mascherare quello vero sul quale si sta costruendo il Partito democratico dopo la recente disfatta elettorale alle amministrative.

Stefano Bornigia

Tra gli iscritti c’è ovviamente il gioco del rimando, cioè bypassare la domanda a qualcun altro anche perché oltre alla lista della segreteria cittadina si dovranno eleggere i delegati per il congresso provinciale. Ma torniamo alla questione centrale, ovvero il successore di Stefano Bornigia, attuale segretario cittadino a tempo determinato, come lui stesso ha sempre sostenuto.

C’è però da dire che in questi mesi durante i quali Bornigia ha ridato aria alle stanze della Casa del Popolo, qualcuno – o meglio, più di qualcuno – ha iniziato a farci un pensierino sull’affidare a Stefano il Cireneo, un mandato pieno. Intendiamoci, sono voci di corridoio che come avviene in casi del genere danno adito nel disegnare i futuri scenari di politica locale.

Il countdown è iniziato e con esso la macchina elettorale cittadina. Non resta altro che attendere le proposte di lista, con su scritto il nome del candidato alla segreteria cittadina.

(redazione)

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CUPRA MONTANA / MORTE MARIYA: SI CERCA DI CAPIRE IL PERCHE’ MA INTERROGATIVI ED IPOTESI ASSILLANO TUTTI

CUPRA MONTANA, 16 ottobre 2017  – La morte di Mariya Iskra sta sollecitando a più riprese i dubbi sul quel disgraziato gesto e si sta impregnando di interrogativi che non porteranno né pietà né silenzio sulla triste vicenda.

Oggi pomeriggio la popolare trasmissione “La vita in diretta” ha parlato ancora della tragica fine della giovane studentessa, partendo con un’intervista al fidanzato Francesco che ha esposto molto chiaramente i sui dubbi sul suicidio della fidanzata:” Non crede al suicidio di Mariya lei voleva vedere la nipotina che nascerà a metà Novembre in Ucraina, la figlia della sorella. Mariya era felice e sorridente fino alla sera prima della sua scomparsa. Sono dell’idea che qualcuno l’aveva plagiata. Tutti noi ora vogliamo la verità”.

Poi dallo studio della trasmissione i conduttori fanno passare le foto inviate (una M incisa su di una parte del corpo- la ragazza di spalle che è distesa in un letto – un oggetto (lo spolverino??) che pare fosse proprio quello di Mariya).

Dopo le foto diversi interventi di professionisti che hanno evidenziato alcuni particolari: “Quando i familiari si trovano davanti al suicidio di una persona cara rifiutano tale eventualità”; e ancora “E’ necessario capire il ruolo del giovane che Mariya ha conosciuto in quello studio dove era stata accompagnata per curare quella depressione che l’aveva colpita. La dinamica del suicidio mi pare molto plausibile. L’interrogativo più pressante è però quello di capire se “Martiya è salita o no su di un’automobile”.

Dopo questi due interventi il corrispondete da Cupra Montana ha brevemente ricordato alcuni passaggi noti della vicenda, sottolineando che i cani molecolari si erano arrestati senza traccia davanti il Consorzio Agrario Provinciale di Ancona, tra via Mario Ridolfi e via Giacomo Matteotti e che la giovane correva verso via Eremo della Romita, circa 400 metri a valle dal Consorzio dove poi è stata rinvenuta; le immagini visionate sono quelle delle telecamere dell’Ufficio Postale di via Giacomo Matteotti e Don Luigi Sturzo.

Lo stesso giornalista ha ricordato che le indagini si sono arrestate per un giorno e mezzo.

o.g.

 

JESI / SUCCESSO DELLA GIORNATA FAI D’AUTUNNO

JESI, 16 ottobre 2017 – Tantissimi visitatori, forse oltre ogni previsione della vigilia, hanno accolto l’invito della delegazione del Fai di Jesi per la prima ‘’Giornata Fai d’autunno – Ricordiamoci di salvare l’Italia’’ che ha fatto scoprire tesori nascosti ed ai più sconosciuti come Villa Collebellombra sul Colle Onorato alla periferia Nord di Jesi.

Una villa in stile palladiano edificata nel 1790 dalla famiglia Honorati che comprende le scuderie, la chiesa, la limonaia e la casa del custode immersa in un parco.

Agli inizi degli anni 900, precisamente nel 1908, la villa fu acquistata dalla famiglia Gambelli, una famiglia di commercianti che gestivano un emporio nella zona, ed a tutt’oggi è di proprietà privata.

Dicevamo di una partecipazione e di una presenta oltre le aspettative.

L’ingresso era a contributo libero da parte dei visitatori e, per l’occasione, per chi era interessato, si poteva sottoscrivere l’adesione al Fai con uno sconto notevole.

Ovviamente tutti soddisfatti alla fine della visita per una meraviglia che in tanti non hanno voluto perdersi.

 

e.s.

 

 

SECONDA CATEGORIA GIRONE D / FOTOFINISH, NUMERI E COMMENTI DELLA GIORNATA DI CAMPIONATO

Importante vittoria esterna del Cupramontana  di mister Marincioni che permette ai rossoblù di attestarsi al primo posto in classifica generale in perfetta solitudine. Infatti le altre due squadre che erano appaiate al Cupra, Sampaolese e San Marcello, cadono entrambe proprio tra le mura amiche con lo stesso risultato 1-2 e rispettivamente con la sorprendente Argignano la prima e con la matricola Castelfidardo la seconda.  Oltre che per il Cupra, Argignano e Castelfidardo anche il Palombina Vecchia che espugna il difficile campo della Falconarese.  Vincono invece in casa l’Usap 1 a 0 con il fanalino di coda Apiro  ancora a digiuno di punti e vince l’Aurora Jesi  per 1 a 0 nel derby tra matricole con il Pianello Vallesina; poi la Labor con un difficile 3 a 2 liquida la Cameratese. Unico pareggio della giornata il rocambolesco 3 a 3 tra Osimo 2011 e Castelbellino.

Il Cupramontana ad inizio gara chiede un minuto di raccoglimento per Mariya, la giovane studentessa di 19 anni trovata senza vita venerdì scorso. Si inizia con il Cupra che cerca di prendere in mano le redini del gioco ma l’azione non è fluida, qualche meccanismo non funziona per cui diventa difficile proporsi nell’area avversaria per offendere. La difesa rossoblù comunque fa buona guardia e spegne sul nascere ogni rimessa locale. I portieri anche se molto attenti sono quasi inoperosi e così scivola via il primo tempo. Nella ripresa il Cupra cambia completamente registro . Torna al suo gioco più congeniale e tutto funziona bene. I padroni di casa si chiudono, si difendono ed anche se il campo è piccolo per loro non c’è scampo. La rete del vantaggio rossoblù arriva al minuto 62. Capitan Cimarelli ben appostato al limite dell’area gira al volo un gran tiro che carambola sui piedi del difensore e si insacca all’incrocio dei pali. Passano soltanto sette minuti ed arriva il raddoppio. Rossini palla al piede entra il area, pallonetto a scavalcare il marcatore, riprende la palla ed ancora pallonetto per il portiere  in uscita con la palla che entra nel sacco. Al minuto 85  altra grossa opportunità per i cuprensi. Su punizione dalla 3/4 Brunelli mette magistralmente in area una gran bella palla per l’accorrente Rossini che proprio sulla line di porta riesce a sfiorarla senza deviarla però a rete. Minuti finali con i cingolani alla ricerca del goal ma l’arbitro chiude le ostilità. Applausi per i rossoblù che guadagnano la vetta più alta della classifica.

La classifica generale:   Cupramontana punti 10; Argignano punti 8; Castelbellino, Sampaolese, San Marcello, Labor punti 7; Palombina vecchia, Falconarese, Osimo 2011, Victoria Strada punti 6; Aurora Jesi e Castelfidardo punti 5; Usap punti 4; Cameratese punti 2; Pianello Vallesina punti 1; Apiro punti 0.

(Fabio Venanzoni)

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JESI / TALITA FREZZI SCRITTRICE: LIBRO DI FAVOLE ILLUSTRATE ISPIRATO ALL’INFANZIA DI FEDERICO II

JESI, 16 ottobre 207 – Una presentazione a misura di bambino quella di ieri al museo Federico II Stupor Mundi di Jesi che ha accolto la presentazione del primo libro di favole interamente ispirato all’infanzia di Federico II di Hohenstaufen, re di Germania, di Sicilia, di Gerusalemme e Imperatore del Sacro Romano Impero, nato a Jesi nel  1194.

Il libro, intitolato “Chiamatemi Federichino”, è firmato da Talita Frezzi, scrittrice e giornalista jesina, ed é stato  presentato alla presenza dell’autrice e  di Martina Meta Molinari che ne ha curato le illustrazioni originali.

Hanno partecipato all’incontro il sindaco di Jesi, Massimo Bacci,  William Graziosi segretario generale della Fondazione Federico II Stupor Mundi, Franca Tacconi vice presidente della Fondazione Federico II Hohenstaufen di Jesi; il tutto coordinato dalla maestria della  giornalista Simona Marini.

“Chiamatemi…Federichino!” , di Talita Frezzi, illustrazioni di Martina Meta Molinari, con prefazione di Pippo Franco, realizzazione grafica di Doriano Grilli, stampa Tecnoprint New di Ancona, è un libro di favole illustrate (sono 8 come il numero che più volte ricorre nella costruzione fortificata di Castel del Monte) elaborate tra mito/storia e fantasia per raccontare ai bambini chi era l’imperatore Federico II di Svevia, dalla nascita ai primi anni di vita.

Un libro inedito, un progetto editoriale e didattico senza precedenti, già in vendita con successo presso il bookshop del Museo Federico II Stupor Mundi e presso le librerie Kiriku e Libreria dei Ragazzi.

Il testo è redatto in italiano e in tedesco, proprio per valorizzare le radici dell’imperatore che apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen (traduzioni  cura di Klaus-Wilhelm Gérard).

“Con la realizzazione di questo libro ho realizzato un sogno ” ha detto visibilmente emozionata l’ autrice Talita Frezzi “in questa piazza cosi particolare dove é nato Federico II , sono nata anche io, mi sono scoperta giornalista, ho percorso questa via per quasi 20 anni, sono cresciuta qua come donna come professionista ed ho un rapporto particolare con questi luoghi, ne ho subìto il fascino” continua “ho deciso di scrivere questo libro dedicato ai piccoli di oggi pionieri del domani, che, a differenza di noi adulti e piu simili a Federico II , non hanno sovrastrutture, sono propensi ad aprirsi all’ altro, sono curiosi, amano senza neanche saperlo, la multiculturalità.”

Sono seguiti  ringraziamenti di rito e la dedica più importante , quella al padre che dice la Frezzi “Spero mi guardi dall’ alto , é la stella che illumina i miei passi”.

Cristina Amici degli Elci

JESI / PASQUALE LIGUORI CONFERMATO COORDINATORE DEL TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO

JESI, 16 ottobre 2017 – Con l’intento di “aiutare il cittadino che soffre, quel cittadino che sempre più ha bisogno di punti di riferimento in una realtà sanitaria che non lascia intravedere spiragli positivi”, il dottor Pasquale Liguori riprende la sua funzione di Coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato di Jesi dopo il momentaneo periodo di sospensione (formale) legato all’avventura politico/amministrativa delle elezioni per il rinnovo degli organismi cittadini.

“Ho deciso di ritornare nel mio mondo – scrive Liguori in un comunicato – quello del volontariato, quello che veramente ti fa dono di una soddisfazione senza limiti”.

E perseguendo questa convinzione il Coordinatore del TDM continua a mettere il dito su ciò che non va nella nostra sanità. E comincia dallo ”inarrestabile allungamento delle liste di attesa per accertamenti sanitari o di quella degli interventi chirurgici che spesso costringe il malato a rivolgersi a strutture fuori regione o al privato”.

La decisione di Liguori di riprendere quel ruolo assunto fino a qualche mese fa è stata ratificata venerdì scorso, 13 ottobre, nel corso dell’Assemblea di Cittadinanza svoltasi ad Ancona; in quell’occasione il Segretario regionale del Movimento di Cittadinanza Attiva ha ratificato la decisione di Liguori che ha ribadito la precisa volontà di mettere ancora una volta il suo tempo, con la stessa passione di sempre, al servizio del cittadino malato.

Concludendo il suo Messaggio Liguori ha ritenuto doveroso rivolgere “un sentito ringraziamento a Franco Rettaroli che- leggiamo nella nota – mi ha sostituito in questa delicata funzione, dimostrando grande impegno, passione e senso di responsabilità che peraltro ha confermato di voler ancora dare al mio fianco”.

Pasquale Liguori torna dunque in trincea per ribadire la sua scelta di stare accanto al malato ed al cittadino.

(s.b.)

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COTTO E MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL LUPO, IL PELO E IL VIZIO

Oggi parleremo di una cosa fondamentale per il bene dell’umanità…ma che dico fondamentale, indispensabile…ma che dico indispensabile, vi-ta-le: LE CIABATTE. Siòre e siòri, le ciabatte non sono scarpette di serie B….noooo siòre e siòri.…non sono neanche banali accessori di servizio con cui si fa avantendrè per casa e nemmeno appendici scadenti indegne di attenzione…no-no-no. Chiamatele  babbucce, chiamatele pantofole, chiamatele pianelle oppure ciòce, ma loro, siòre e siòri, loro sono il ricovero per eccellenza dei nostri piedi, sono l’ostello sicuro cui affidiamo le fette dopo una lunga giornata di porche nonché madosche, sono la dimora cinigliosa dei nostri ditini (plurale maschile) sfiniti dalla quantità di chilometri fatti coi coglioni a strascigòne. Le ciabatte, siòre e siòri, ci accolgono, esse ci accarezzano, ci abbracciano, ci coccolano dopo ore di fregnacce del capufficio, dopo il muso indisponente della moglie cui niente batte paro, dopo le insofferenze dell’amante che, perdinda madòra, non se sa che madonna vòle. Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando torni la sera stracco morto, de cavatte le calzature costrittive dove hai incamerato tutte le bastigne diurne e infilatte finalmente nella morbidezza suprema?? Vuoi mettere il gusto che ti straborda dalle viscere a strascinare stancamente le estremità per i corridoi della dimora?? Vuoi mettere la goduria orgiastica non appena che (“che” rafforzativo del concetto) il ditone nudo ti sfiora quel tripudio de bambagia? Che il còre te sospira “aaaah” e d’incanto il mondo attorno se cancella? Per non parlare, siòre e siòri, dei molteplici usi “esterni” al piede che ti può offrire una pantofola: 1) ci puoi acciaccare qualsivoglia insetto che ti importuna tra le mura domestiche 2) le puoi far rosicchiare al cane così che lui si trastulla e tu puoi guardare indisturbato la partita 3) ci puoi sculacciare a tempo il figlio piccolo per insegnargli la divisione in sillabe:  DE-VI-FA-BA-STA-SEN-NO-TE-MAZ-ZO. No, dico, adesso vi rendete conto della capitale importanza di questa calzatura chiamata volgarmente “ciabatta”?? Ecco quindi spiegato il motivo per cui, siòre e siòri, la babbuccia casalinga, nel 2017 dopo Cristo, costa un patrimonio. Una volta con 5 euro te ne accattavi due paia e ricevevi pure il commesso in omaggio. Adesso al supermercato (no, dico, al supermercato) 15 euro ti bastano a malapena per quella più economica. Se poi la vuoi chiccosetta, che so, con un boccò de tacco, un nastrino, ‘na perlina de lato, allora de euri gliene devi lascia’ almeno ‘na venticinquina. La salute ti fa difetto e ti serve la ciabatta sanitaria? Prepara il libretto degli assegni perché quella la mettono 100 euro all’etto come il tartufo. Brutta come la fame, tu la guardi e ti chiedi: ma potrà un sandalo ortopedico da donna con gli strappi modello San Francesco costare 90 euro? Ce sarà compresa la fisioterapia pe’ raddrizzatte i piedi, sennò non se spiega.  Beh, insomma, a capì che con la ciabatta ce se poteva fa ‘na barca de soldi non so’ stata solo io: dopo Fly Flot, Birkenstock, il dottor Scholl e mister Crocs, il signor Gucci una mattina s’è svegliato e ha esclamato: “Aho, ma io che so’ il più fregnone??”. E s’è inventato la zandulona fashion a 1.000 e rotti euro per tutte le occasioni: lavoro, seratina romantica, appuntamento mondano. Tratto distintivo della ciocia che non deve chiedere mai: IL PELO. Sì-sì, avete capito benissimo: Guccio Gucci ha messo pelo ovunque, a sbluso, a go-go, a catinelle, perché lui sa molto bene che tira più un pelo de marmotta che cento da pecora. Quindi ecco qua – per la donna “à la page”, la donna in carriera, la donna che fa tendenza – la pantofolona de zibellina! Ma ci pensi a quanto puoi sentirti figa ad andare a teatro con l’abito di gala e la babbuccetta de cricetona?? Se invece sei nana, hai bisogno di centimetri e non disdegni il look filo-olandese, allora puoi buttarti dritta-dritta sullo zoccolo. Sempre col pelo. Eh beh, una finezza. E che dire al donnino easy, il tipetto sciuè sciuè che si sente a suo agio solo co’ “nu ginz e ‘na magliett”? Beh, per lei c’è la ciabattona classica, bassa, tutto pelo e niente vizio. Per carità, a me sta bene tutto, se siete felici così, fate pure. Ma toglietemi una curiosità: che pelo ve mettete sui piedi? De lontra, de faina, de castoro? Perché il proverbio parla chiaro: fìdate della volpe e del tasso, ma non te fida’ della donna col procione basso.

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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MOIE / LA BOCCIOFILA “E. CAMPANELLI” PROMUOVE UN CORSO PER GIOVANI

MOIE, 14 ottobre 2017 – Ha preso il via presso il Bocciodromo Comunale un nuovo corso di avviamento al gioco delle bocce per giovani. Il corso che si terrà tutti i lunedì dalle ore 15:30 alle ore 16:30 sino a fine marzo è gratuito, ed è promosso dall’associazione Bocciofila moiarola denominata Ermanno Campanelli. Il responsabile dell’attività giovanile sarà ancora Tonino Nicolini, che è anche vice presidente, aiutato dai soci Ivano Bontempi, Gildo Ciaffoni e da Fernando Febi.

Questo gioco oltre ad avere la funzione importantissima di essere socializzante, è anche una disciplina sportiva a tutti gli effetti. La destrezza è l’abilità motoria indispensabile, ma per eccellere sono necessarie anche altre qualità motorie, come forza e resistenza. Uno sport che produce benefici sia fisici, sia psicologici. Inoltre migliora la concentrazione, lo stato di equilibrio psichico e fisico, le capacità decisionali e di sincronizzazione psicomotoria.

La Bocciofila Ermanno Campanelli intende promuovere per il quarto anno consecutivo un nuovo corso e possibilmente coinvolgere altri giovani. L’intenzione della società è anche quella di far disputare delle gare a coloro che sufficientemente preparati, lo vorranno. I giovani a partire dai 14 anni che intendono aderire possono chiamare al numero di cell: 339-7439592.

JESI / ADDIO BANCA MARCHE, AL VIA L’ERA DELLA BANCA ADRIATICA

JESI, 14 ottobre 2017 – Ancora un decina di giorni e Banca Marche scomparirà dagli elenchi telefonici, il vecchio marchio sarà sostituito dal nuovo, alcuni degli sportelli attualmente operativi in città e nella Vallesina saranno destinati alla chiusura.

Dal 23 ottobre prossimo dovremo abituarci a trattare con BANCA ADRIATICA SpA, l’istituto di credito nato dalla fusione della ex Cassa di Risparmio di Jesi, dalla ex Banca Popolare di Ancona e da CariRieti.

L’annuncio ufficiale (la voce del nuovo soggetto bancario circolava ormai da mesi, da quando, a causa della cattiva gestione di pochi soggetti, la Banca Marche ha dovuto dichiarare fallimento) è stato dato dal Presidente del nuovo soggetto, Osvaldo Ranica, membro del consiglio direttivo Ubi, nel corso di una conferenza stampa convocata nel complesso di via Ghislieri.

Tanti i punti “caldi” affrontati dal gruppo dirigente presente all’incontro (oltre a Ranica c’erano: Alberto Pedroli, A.D., e Nunzio Tartaglia, responsabile Ubi Banca per Marche e Abruzzo) dall’evolversi delle trattative che hanno portato alla realizzazione di Banca Adriatica, alla questione del personale, dalla chiusura di alcuni sportelli al concentramento della direzione. Per quanto riguarda il personale, “le 22.518 unità del personale Ubi si ridurranno a 19.505 entro il 2020 – è stato detto – comprese le tre banche nuove (Teatina, Adriatica e Tirrenica) che assorbiranno ‘metà’ delle uscite: 1.300 su 3mila unità del vecchio perimetro Ubi individuato”. Nessun licenziamento, dunque, ma inevitabilmente non mancheranno trasferimenti anche se non “drammatici” e chiusure di sportelli troppo ravvicinati gli uni agli altri.

I vertici della nuova banca, a cominciare da Ranica, hanno condiviso la certezza che in questo momento l’economia sta riprendendo ed anche la Banca Marche sta dando indicazioni positive, “dallo scorso giugno – è stato detto – sono stati accesi 8mila nuovi conti correnti, 6mila da privati e 2mila dalle aziende. Un primo tassello della fiducia che sta tornando”, ha concluso Ranica che ha continuato a sfornare dati numerici relativi sempre allo stesso periodo; “le erogazioni alle famiglie sono state pari a 120 ,ilioni di euro (+ 40%), alle imprese sono andati oltre 100 milioni di euro, 26 ,milioni di euro i prestiti personali, + 100% rispetto al periodo precedente”. Tutto questo ha contribuito a collocare Ubi banca tra le prime 19 in Europa in base allo stress test della Banca Centrale Europea.

Parlando in generale i tre responsabili della nuova banca hanno concordato che il nuovo soggetto bancario si troverà ad operare in un territorio ricco di imprese che, seppur non di grandissime dimensioni, corpono un mercato importante.

s.b

diVENERDÌ / PENSIERI E PAROLE IN PILLOLE

COMPLIMENTI EVA !

Tutti noi, romanticamente amanti della buona scrittura, possiamo esultare.

Nel tempo degli sms e delle brutture linguistiche, la giovane Jesina Eva Simonetti, studentessa del Liceo Scientifico “Leonardo da vinci”, si è aggiudicata il prestigioso concorso letterario “Scintille di Minerva”, organizzato dalla nota casa editrice Minerva Edizioni.

Eva, con già alle spalle altre esperienze da scrittrice, ha presentato il suo ultimo lavoro “Fili di pensieri”, che ora verrà pubblicato gratuitamente.

Una bella dimostrazione di come a Jesi si possa primeggiare indifferentemente con una punta di fioretto o di penna, con un pallone al piede o un libro sotto braccio.

Aspettiamo di leggere curiosi il suo racconto, con il desiderio di veder crescere tante piccole Eva.

A NATALE PUOI

L’aria del Natale è inebriante, e contagia grandi, piccini e Sindaci. Per i bilanci comunali, le vacche magre sono diventate proprio smilze, ma Valeria Mancinelli ha deciso che nel periodo natalizio in Piazza Cavour, nel centro di Ancona, sarà allestita una mastodontica ruota panoramica.

Costo complessivo per il Comune trentamila euro, mentre la nota fiumana di turisti che si riverserà ai piedi del Conero, sborserà cinque euro ad ogni magnifico giro di giostra.

Nel complesso un vero e proprio sproposito, oltre che un pugno in faccia alle arti visive.

Anche la sovrintendenza ai beni culturali, solitamente sollecita ad emettere sonore bocciature, per l’occasione ha dato il via libera all’iniziativa sulle note di “Jingle Bell”.

Noi Jesini vorremo essere da meno ai nostri cugini Anconetani ? Per una volta, spero proprio di sì.

GRANDE FRATELLO

Il “simpatico” vandalo che ha iniziato l’opera di imbrattamento del sottopasso della stazione, non solo ci ha fatto sapere che ama la sua loca, ma a sua insaputa ci ha portato a conoscenza di utili notizie. Il “grande fratello” non è presente soltanto sulle reti Mediaset, ma anche a Jesi è vivo e vegeto.

Le tante telecamere sparse per la Città sono perfettamente funzionanti, ma è importante tranquillizzare le Signore. Non serve che aumentino i loro passaggi dal parrucchiere, perché un addetto alla visione delle immagini, non c’è.

Dal comando dei Vigili Urbani possono vedere i filmati, soltanto se viene sporta una rapida denuncia; infatti, dopo sette giorni le riprese vengono perse.

Quindi, se la logica non provoca inganno, graffitari, usurpatori di spazi pubblici e bulletti di periferia, possono continuare a dormire sonni tranquilli.

Lasciando ad altri le discussioni sociologiche sull’utilizzo della telecamera come dissuasore di reati, direi che qualcosa nel nostro sistema di videosorveglianza andrebbe rivisto.

VIALE CAVALLOTTI

Proseguendo dall’Arco intitolato a Papa Clemente VII, si imbocca Viale Felice Cavallotti, uno spazio di Città che ho sempre adorato. Non so quanti chilometri ho macinato su quel cemento, ma dolci ricordi sono bene impressi nella mia mente.

I grandi alberi posti tra la strada e il marciapiede, scortavano il mio passeggio, e anche le automobili che sfrecciavano, sembravano poco rumorose. Da ragazzino “mangiavo” quel Viale che mi conduceva allo stadio, con la l’ansia e la speranza di veder vincere la mia Jesina. Invece dopo novanta minuti di passione, ha spesso raccolto le mie delusioni mescolate ad ira. Ci ho camminato mano nella mano con gli amori della mia adolescenza, quando progettare il futuro è un gioco, e un semplice bacio ti resta impresso sulla pelle per giorni interi. Guardavo quelle splendide ville antiche che si affacciano dalle alte ringhiere, e mi dicevo che un giorno avrei abitato lì.

Anche Best, il mio bulldog, perdendo il suo classico aplomb inglese, ha imparato ad apprezzarlo, e si diverte felice nelle aiuole, mentre saluta il passaggio degli altri cagnoloni. Gli anni passano, e decine di sogni sono svaniti in aria, ma il fascino di Viale Felice Cavallotti resta intatto.

SENZA VELI

La notizia di una mostra fotografica che ha come tema centrale “il nudo” , ha subito colpito l’attenzione generale.

Forse, molti cittadini non sanno nemmeno dove sia ubicato Palazzo Santoni, e l’ultimo quadro l’hanno acquistato  su Telemarket. Ma se poi si annuncia che ci sarà anche uno spazio espositivo vietato ai minori di 18 anni, ecco che gli uomini nostrani sono già con la lingua di fuori, come in una pellicola anni ottanta di Lino Banfi, pronti a sfoderare la cara e sempre ben nascosta, passione per l’arte contemporanea.

Altri stanno già cercando di costituire una cordata per riaprire il vecchio cinema Astra.

Cari Jesini, ricordiamoci che siamo quasi nel 2018, e soprattutto come cantava il Maestro Guccini: “ Tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’anni fa”.

 

 

marco.pigliapoco@qdmnotizie.it

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