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JESI / MUSICA IN FILODIFFUSIONE AL CIMITERO

JESI, 31 ottobre 2017 – Si rinnova anche quest’anno, in occasione della commemorazione dei defunti, la trasmissione in filodiffusione di brani di musica classica al cimitero principale di via Santa Lucia.

L’iniziativa dal titolo “L’anima e la memoria” è ormai un appuntamento fisso promosso dalla cooperativa Futura che ha in gestione i servizi cimiteriali e vuole contribuire a favorire il giusto clima per accompagnare i cittadini alla visita dei propri cari.

A tal fine si ricorda che il cimitero resta aperto tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 17.

L’Amministrazione comunale raccomanda di osservare la segnaletica stradale ed evitare la sosta laddove vietato, al fine di evitare ingorghi.

Anche la Chiesa ha predisposto una serie di momenti particolari per ricordare le anime dei defunti; a tal proposito è stato reso noto un calendario dei momenti più importanti che saranno vissuti nella chiesetta interna al cimitero.

Domani, mercoledì 1° novembre, festa di tutti i Santi, una prima messa è prevista alle ore 10,30 alla quale farà seguito, alle 15,30, analogo rito presieduto dal Vescovo, Monsignor Gerardo Rocconi.

Stessi orari per le due S. Messe del 2 novembre, giornata di commemorazione dei defunti.

Da venerdì 3 a mercoledì 8 novembre, sempre alle ore 15,30 (domenica 5 anche alle ore 10,30) si susseguiranno celebrazioni liturgiche alle quali sono state invitate le comunità parrocchiali cittadine; si inizia con i fedeli delle parrocchie di San Giuseppe, Santa Lucia e Sacro Cuore (Coppetella) e si chiude con i fedeli della Cattedrale di San Settimio, S. Pietro Apostolo e San Francesco di Paola.

(s.b.)

 

 

JESI / IL SORRISO DEGLI ORTAGGI A KM ZERO, NASCE UN ORTO SOCIALE MESSO A DISPOSIZIONE DALLA DIOCESI

JESI, 30 ottobre 2017 – L’Orto del sorriso ha aperto le porte ai rappresentanti della stampa locale che hanno così avuto l’opportunità di illustrare le finalità che la stessa struttura si prefigge. Per chi non conoscesse l’iniziativa diciamo che l’Orto del Sorriso si trova al numero 47 di via Calabria, proprio nella periferia; è costituito da una struttura muraria che funge da casa, scuola, ed altro ancora, e da un appezzamento di terreno di circa 2 ettari di superficie messo a disposizione dalla Diocesi di Jesi e in comodato d’uso gratuito da alcuni proprietari. L’Orto è stato ideato tre anni or sono con la finalità di “favorire l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o in difficoltà economiche”; in questo lasso di tempo, ha detto Matteo Donati del gruppo tecnico di lavoro, “nel primo anno il progetto è stato avviato, nel secondo gli incassi sono stati il triplo del primo e nei primi se mesi del terzo anno si era già incassato l’importo dell’anno precedente”. Una crescita graduale, dunque, com’era logico che fosse, considerato che il progetto è partito da zero. Già, perché quando i responsabili della Caritas diocesana, quelli della cooperativa Odòs e del gruppo tecnico di lavoro sono arrivati in via Calabria 47 hanno trovato un terreno pieno di sterpi e siepi che sono stati sradicati per poter ottenere una superficie lavorabile. “Da ‘grasciaro’ è diventato un orto” ha detto Donati. Oggi che getta lo sguardo su quel terreno si accorge delle varie colture in atto; dai cavolfiori ai peperoni, dalle melanzane ad altri ortaggi di stagione; tali prodotti sono coltivati con cura da un gruppo di persone coinvolte a vario titolo: c’è un agricoltore con contratto annuale, 2 con contratto a chiamata, 4 tirocinanti di inclusione sociale (2 in corso e 2 che hanno trovato occupazione presso aziende del settore agricolo). Ci sono poi 6 lavori socialmente utili e 4 percorsi educativi con minori. Nell’orto didattico si sono alternati 181 ragazzi appartenenti a 7 classi scolastiche, 3 gruppi scout, 2 centri estivi ed un campo di lavoro. Oltre a questo sono stati avviati 4 percorsi educativi con minori.

Al di là di queste finalità sociali l’Orto del Sorriso produce ortaggi di stagione che molti cittadini, specialmente quelli che abitano nei paraggi, sono pronti ad acquistare perché sanno che sono coltivati senza utilizzo di prodotti invasivi per le colture.

Come si diceva all’inizio nel progetto sono coinvolti soggetti diversi come la Caritas il rappresentante della quale, Marco D’Aurizio ha tenuto a sottolineare il fatto che il progetto di coltivare un orto non è finalizzato a far denaro, ma offrire una speranza alla gente del posto e a chi, dopo un passato non proprio tranquillo, cerca di rivalutarsi. Per il futuro D’Aurizio auspica la nascita di una cooperativa sociale e auspica una crescita del progetto in modo che il tutto cominci a dare frutti anche economici.  Carlo Bellocchi, della cooperativa  Odòs, ha spiegato che l’Orto serve per far lavorare le persone, specie quelle in difficoltà, poi ha mosso alcune critiche alla normativa sulle cooperati ove sociali, necessarie per ottenere finanziamenti pubblici.

Tutti i protagonisti dell’incontro hanno tenuto a sottolineare il fatto che “l’idea (dell’Orto ndr) è nata in seno alla Parrocchia di San Giuseppe, la cui titolarità è passata a Caritas Diocesana e Fondazione Padre Oscar, anche grazie ai Fondi dell’8×1000. Nell’ultimo anno, l’ingresso della cooperativa Odòs ha permesso di chiudere il cerchio dal punto di vista amministrativo, ma con l’idea di mantenere sempre l’anima sociale del progetto”.

Per coloro che fossero interessati a fare acquisti a Km. Zero nell’Orto del Sorriso, diciamo che ciò è possibile principalmente al mattino, dalle ore 9 alle 12, e, occasionalmente,  in due pomeriggi.

(Sedulio Brazzini)

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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JESI / CONSACRAZIONE DELLA DIOCESI A MARIA, CERIMONIA IN CATTEDRALE

JESI, 12 ottobre 2017 – In questo anno centenario delle apparizioni di Fatima, un bel numero di parrocchie e tante famiglie hanno accolto l’immagine della Madonna di Fatima e al culmine di questo percorso della Peregrinatio Mariae, venerdì 13 ottobre in Duomo è prevista la Consacrazione della Diocesi a Maria Santissima.

Alle 20,45 la recita del Rosario e alle 21.30 la solenne concelebrazione eucaristica e la preghiera di Consacrazione della Diocesi.

«Il 12 e 13 maggio scorso il Papa è stato in pellegrinaggio a Fatima, nel centenario dell’inizio della apparizioni – ha scritto il vescovo Rocconi nel messaggio di invito. – Il pellegrinaggio del Papa è stato un invito a guardare là, a Fatima, per accoglierne il grande messaggio di consapevolezza e di speranza. Nel discorso nella cappella della apparizioni il Papa aveva detto: “Pellegrini con Maria… Quale Maria? Una Maestra di vita spirituale, la prima che ha seguito Cristo lungo la “via stretta” della croce donandoci l’esempio… La “Benedetta per avere creduto” sempre e in ogni circostanza alle parole divine… La Vergine Maria del Vangelo, venerata dalla Chiesa orante…” Se Maria a Fatima ha richiamato gli uomini alla gravità del peccato, è perché ha voluto ricordarci che lontano da Dio l’uomo non può che distruggersi.  (…) Nel messaggio di Fatima, Maria invita i bambini a crescere nel desiderio di “salvare le anime”. Nella terza parte, quella tenuta nascosta per tanto tempo, viene indicata la via: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”. Ci ritorna alla mente l’inizio del Vangelo: «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1, 15).

Le immagini che i bambini hanno visto sono terrificanti e questo ha fatto sì che attorno al messaggio di Fatima si instaurasse la paura. Ma onestamente dobbiamo riconoscere che la realtà in cui viviamo ha un potere distruttivo ben superiore a quello che i bambini hanno potuto sperimentare. La prospettiva che il mondo possa essere incenerito oggi non appare assolutamente più come pura fantasia.

Ma il messaggio di Fatima resta fondamentalmente di speranza: infatti la visione che i bambini hanno avuto mostra la forza che si contrappone al potere della distruzione, cioè lo splendore della Madre di Dio, la quale rivolge il suo appello alla conversione. In tal modo viene sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo. La parola consacrazione contiene in sé anche il concetto di appartenenza. Consacrarsi a Maria vuol dire essere completamente di Maria per essere completamente del Signore Gesù. È quanto San Giovanni Paolo II aveva indicato nel suo motto: Totus tuus. Totalmente di Maria per essere totalmente di Gesù. Gesù è l’unico mediatore, ma Gesù associa a se “facilitatori” per raggiungere ogni uomo. Del resto quando diciamo che la Chiesa è associata a Cristo, cosa intendiamo dire se non che è la via per arrivare a Gesù, l’unico salvatore e mediatore? E se ciò che è la Chiesa vale in particolare per ogni cristiano, perché dovremmo meravigliarci che questo ruolo in maniera eccellente venga svolto da Maria, la parte eletta della Chiesa? Del resto Gesù stesso dalla croce ha donato Maria agli uomini. Per questo Lei, che è stata la via che ha condotto il Signore a venire fra gli uomini, oggi può essere la via degli uomini per arrivare al Signore Gesù. È con questo spirito che consacriamo la Diocesi a Maria Santissima. Non è un gesto autonomo rispetto al Battesimo. È riscoprire il Battesimo, è ringraziare per il Battesimo, è rinnovare la volontà di vivere la vita nuova che nel Battesimo trova la sua sorgente, è guardare a Maria come modello di vita, Lei che è la vergine fedele, la vergine orante, la vergine del silenzio e della carità, la vergine schiava del suo Signore. Carissimi, vi invito a vivere con intensità questo momento della Consacrazione a Maria della Diocesi. Non si tratta di una semplice preghiera. È un modo di vivere, è un professare con la vita la propria fede, presi per mano da Maria, dono di Gesù. Tutti affido alla premura di Maria SS e su tutti invoco ogni Benedizione».

JESI / SUCCESSO OLTRE MISURA DEL CENTRO ESTIVO PER RAGAZZI NELLA PARROCCHIA DEL QUARTIERE MINONNA

JESI, 8 luglio 2017 – Dopo quattro settimane di attività il “Centro estivo” per ragazzi/e negli spazi della Parrocchia di Sant’Antonio Abate ha chiuso i battenti. E lo ha fatto in grande stile, coinvolgendo gran parte dei genitori degli oltre 90 frequentatori (37 ragazzine, 56 maschietti, tutti di età compresa tra i 7 ed i 14 anni). Non tutti, a dire il vero, hanno trascorso l’intero periodo che va dal 12 giugno a ieri, alcuni, infatti, sono arrivati al Centro dopo aver sostenuto gli esami per la licenza della Terza Media.

Nel corso del loro soggiorno nella zona di Minonna gli ospiti sono stati seguiti da oltre 15 assistenti, pronti a soddisfare le richieste (lecite) dei ragazzi, ma soprattutto a vivacizzare la loro permanenza al Centro, inventando nuove iniziative da aggiungere a quelle già favorevolmente sperimentate negli anni passati o in altri Campi simili. Ecco allora che in queste quattro settimane i maschietti hanno dato sfogo alla loro voglia di correre, magari dietro ad un pallone, o ad improvvisarsi ricercatori singoli o in gruppo attivando laboratori o praticando la manualità, la loro coetanee hanno dato sfogo al loro estro creativo realizzando ricami anche di un certo pregio, pupazzi di pezza o in cartone, piccole “sculture” in creta ed altro ancora, senza tralasciare momenti di gioco. Non sono mancate le cosi dette “uscite”, vale a dire due giornate trascorse non nell’ampio ed attrezzato parco parrocchiale, bensì lungo le sponde del fiume Esino che scorre poco lontano dal Centro.

Insomma, nel loro soggiorno al Centro Estivo gli ospiti non si sono certamente annoiati, ma hanno messo a dura prova altre capacità: innanzi tutto quella manuale realizzando piccoli ricordi più o meno artistici, in secondo luogo (ma il traguardo è stato di quelli che tutti, ogni tanto, dovrebbero tagliare) per tutte le mattinate di frequenza del Centro ragazzine e ragazzi hanno messo da parte tutte le tecnologie che normalmente utilizzano anche per rapportarsi tra loro interfacciandosi faccia a faccia, senza l’uso di Pc, tablet e diavolerie varie.

Venerdì sera c’è stata la manifestazione di chiusura con l’esposizione di tutti i “lavori” realizzati nelle quattro settimane di Centro, particolarmente apprezzati dai tanti genitori accorsi alla festa; genitori che non provenivano solamente dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate, e dunque dal quartiere Minonna, ma da tutta la città compresa la zona del Palazzetto dello sport dove abita la famiglia Rocca, conosciuta dagli appassionati di basket, che a scelto questo Centro Estivo per far divertire i loro figli. Prima della festa sul prato antistante la chiesa bambini, genitori e assistenti hanno preso parte alla S. Messa celebrata dal parroco, Mons. Giuseppe Quagliani che ha avuto parole di compiacimento per tutti, a cominciare dagli animatori.

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

JESI / SAN MASSIMILIANO KOLBE: COMUNITA’ IN FESTA PER I 50 ANNI DI SACERDOZIO DI DON FRANCO

JESI, 4 luglio 2017La comunità di San Massimilano Kolbe  ha festeggiato nei giorni scorsi i 50 anni di sacerdozio del proprio parroco don Franco Rossetti.

Una cerimonia

Don Luca, Don Franco, Don Gerardo

suggestiva, semplice nello stesso tempo, sobria, una cerimonia di ringraziamento con i parrocchiani e fedeli giunti anche da altre parrocchie della Diocesi di Jesi dove don Franco ha svolto in passato il suo servizio sacerdotale.

Tutti hanno voluto stare vicino al sacerdote, 74 anni, che il 29 giugno 1967, nella chiesa di Santa Maria del Piano, parroco don Ezio Balestra, aveva detto la sua prima messa dopo essere stato consacrato sacerdote dall’allora vescovo di Jesi mons. Giovanni Battista Pardini.

In precedenza don Franco è stato vice parroco a San Filippo di Jesi, poi parroco a Montecarotto e Collina di Santa Maria Nuova dove ha lasciato ricordi indelebili.

Con don Franco hanno concelebrato una ventina di sacerdoti tra i quali Don Luca Giuliani e Don Gerardo Diglio suoi collaboratori, passato e presente, a San Massimiliano Kolbe.

fedeli a San Massimiliano Kolbe

Oltre a loro anche don Emanule Olusula e don Emanule Contadini hanno collaborato in precedenza nella parrocchia con il festeggiato.

C’era tanta gente, tantissimi giovani.

Don Franco nella sua attività di guida spirituale e non solo a San Massimiliano Kolbe, attualmente la parrocchia più grande di Jesi, ha contribuito con le sue intuizioni e con la sua concretezza a far crescere ogni attività, – per ragazzi, giovani ed adulti – dimostrando giorno dopo giorno di essere ancora quel giovane prete generoso e instancabile di cui le comunità hanno tanto bisogno.

Dopo la cerimonia religiosa tutti a festeggiare e brindare al di fuori della chiesa nell’ampio spazio ricreativo di cui che la comunità può godere e sfruttare dove don Franco ha ricevuto gli auguri e gli auspici da parte di tutti i presenti per continuare nel proficuo lavoro quotidiano.

(evasio.santoni@qdmnotizie.it)

le foto sono state gentilmente messe a disposizione da Gino Goroni al quale va i ringraziamenti di Qdmnotizie

CUPRA MONTANA / INFIORATA DEL CORPUS DOMINI, DELICATI RICAMI FLOREALI ESALTANO FEDE E TRADIZIONE (FOTOGALLERY )

CUPRA MONTANA, 17 giugno 2017 – Riecco l’Infiorata del Corpus Domini. La fede e la tradizione si fondono ancora una volta insieme tra i colori dei lunghi tappeti di fiori che i volontari residenti delle varie vie del Centro Storico, gli aderenti alle Associazioni e semplici cittadini, la domenica di ogni anno in cui ricorre l’evento religioso, compongono dietro una regia artistica e con la spinta che procura sempre nuove emozioni.

La festa del Corpus Domini ha radici antiche come la chiesa e l’Infiorata esalta il momento di preghiera che oggi, domenica 18 giugno, si è concretizzata con la Santa Messa in Piazza Cavour, dove è già stato allestito un palco sul quale è stato predisposto un piccolo altare e tutt’intorno tappeti di fiori in rappresentanza delle numerose Associazioni. “Una messa all’aperto – diceva un’anziana signora residente in Piazza IV Novembre, proprio di fianco alla chiesa di San Leonardo – arriva prima a nostro Signore così come le preghiere!”

Sarà così? Noi possiamo dire che  il Corpus Domini ogni anno richiama migliaia di cittadini devoti ed altrettanti curiosi che visitano Cupra Montana per ammirare e fotografare i lunghi tappeti floreali che si snodano da via Giacomo Matteotti (126 metri), via Roma (74 metri), via Don Francesco Menicucci (195 metri), via Don Minzoni (96 metri). La tradizione dell’Infiorata, esportata anche nella Città del Vaticano e in altri siti da mastri infioratori, ha superato il mezzo secolo di vita esprimendosi nei colori dei fiori e dei disegni realizzati ma anche in quel senso tacito o sottinteso della fede che ognuno nutre.

(o. g.)

JESI / LA LUNGA NOTTE DELLA CAROVANA DEI PELLEGRINI, STAMANE L’ARRIVO A LORETO

JESI, 18 giugno 2017 – Mancavano pochi minuti alle 21,15 quando la croce sorretta dal Vescovo di Jesi, Monsignor Gerardo Rocconi, è uscita dalla chiesa di Sant’Antonio Abate per iniziare il lungo pellegrinaggio fino alla città Mariana. È cominciata così la 39ma edizione del “Pellegrinaggio a piedi  Jesi – Loreto” che anche quest’anno ha richiamato circa 200 persone, tra pellegrini, accompagnatori, addetti alla sicurezza. Il programma ha ricalcato quelli delle passate edizioni e si può sintetizzare in ….. punti: il ritrovo dei partecipanti, l’ascolto delle testimonianza, la partecipazione alla Santa Messa, il cammino, la preghiera lungo la strada e l’arrivo nella Basilica della Santa Casa attorno alle ore 7,30 di questa mattina, domenica 18 giugno.

Per motivi religiosi il programma stilato ha dovuto subire un cambiamento iniziale; era infatti previsto un intervento della giornalista e poeta siriana Asmae Dachan che però, volendo ottemperare agli obblighi della propria religione, che in questo periodo ricorda il Ramadan, ha rimandato il suo intervento ad un altro momento della notte. Al posto della Dachan e dopo il breve intervento di don Giuliano Fiorentini, Presidente dell’Oikos, alcuni rappresentanti dell’Associazione “Io non crollo” di Camerino hanno portato le loro testimonianze  sui recenti fatti legati al terremoto che ha colpito una larga parte della nostra regione.

Poco prima dell’inizio della S. Messa il coordinatore del pellegrinaggio, P. Giancarlo Quaresima, ha invitato il sindaco, Massimo Bacci, che, dopo aver salutato tutti ha rivolto parole di plauso e di compiacimento a tutti coloro che si sono adoperati per l’organizzazione e a quanti continueranno a farlo per tutta la nottata.

La Messa celebrata dal Vescovo ha ricordato la Festa della Santissima Eucarestia (un tempo nota come Corpus Domini) e dal Vangelo festivo Monsignor Rocconi ha preso ispirazione per esaltare coloro che si accingevano al lungo cammino, confidando sia nell’energia fisica, così come in quella spirituale. Ha poi invitato tutti i pellegrini a pregare per tutte le intenzioni, prima fra tutte la pace. In conclusione il Vescovo ha augurato un “Buon viaggio gioioso”.

Dopo la partenza del corteo, scortato nel tratto jesino dalla Polizia Locale, via Minonna si è colorata di giallo, il caratteristico colore rifrangente per avvertire gli automobilisti della presenza di pedoni lungo la strada.

La prossima edizione del Pellegrinaggio avverrà il 16 giugno 2018 e sarà la numero 40.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

foto Enrico Spinaci

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JESI / LA CAROVANA DEI PELLEGRINI IN MARCIA VERSO LORETO (FOTO E VIDEO)

JESI 17 giugno 2017 – In tanti sono accorsi al quartiere Minonna questa sera (17 giugno), per partecipare al tradizionale pellegrinaggio che da Jesi, si conclude a Loreto. Prima della partenza il Vescovo Don Gerardo Rocconi, ha celebrato la Messa nella chiesa di Borgo Minonna, e alla fine della celebrazione, si è incamminato con i fedeli, per un tratto di strada.

foto e video di Enrico Spinaci

JESI / “FESTA DELLA COMUNITÀ” A SAN PIETRO MARTIRE, MANIFESTAZIONI E MOMENTI DI PREGHIERA

JESI, 7 giugno 2017 – Iniziata domenica scorsa (4 giugno), si concluderà l’11 giugno l’annuale “Festa della Comunità” di San Pietro Martire. In questi otto giorni nei locali di via San Pietro Martire è stato un susseguirsi di appuntamenti, incontri, momenti di preghiera e di adorazione eucaristica. Stasera (7 giugno), con inizio alle ore 21, la comunità è chiamata a partecipare alla processione di Sant’Antonio che percorrere le via del quartiere. Giovedì (8 giugno) doppio appuntamento; alle ore 18,30 nel curatissimo campetto di calcio interno al perimetro del convento si disputerà un quadrangolare di calcio organizzato dal settore giovanile della Jesina Calcio; alle ore 21, invece, all’interno della chiesa, concerto di coro “Federico II” diretto dal M° Paolo Devito intervallato da letture sulla vita di Fra Serafino da Pietrarubbia, un Santo frate particolarmente apprezzato dalla comunità jesina del dopoguerra. Al termine del concerto è prevista la cerimonia di premiazione del concorso sulla vita del Santo e la proiezione del cortometraggio “La santità dell’umiltà”. Realizzato dal gruppo giovani. Il venerdì di Festa della Comunità si apre con la partita di calcio per bambini e ragazzi (ore 17,30) per proseguire con la finale del quadrangolare (ore 18,30). Alle ore 20,00 Samp Rock Fest, Cena comunitaria (su prenotazione) organizzata dal gruppo giovani alla quale seguiranno momenti di musica con i gruppi Ticket for the Resurrection, Timber e Droplets and beer. Si preannuncia quanto mai curiosa e simpatica l’iniziativa che aprirà il pomeriggio del sabato 10 giugno; alle ore 18, infatti, inizierà il torneo di calcio balilla umano aperto ad atleti di tutte le età. Serata all’insegna del teatro dialettale; la compagnia di Pianello Vallesina “La Mistiganza” presenterà l’esilarante commedia “E’ bella ma non balla”.

Domenica 11 giugno giornata di chiusura  della “Festa” con una prima funzione religiosa alle ore 10,30 officiata da Fra Francesco Mengoni; alla funzione domenicale delle ore 11,30 sarà il momento per festeggiare gli anniversari particolari dei matrimoni (5, 10, 15, … 25, 50 anni e più), poi,tutti al pranzo comunitario per ricordare il traguardo raggiunto. Alle 20,45 tutti davanti al maxischermo per seguire in compagnia la partita di calcio Italia – Liechtenstein mentre da un’altra parte gli appassionati di canzoni potranno seguire il concerto del gruppo “Concertino Burro e Salvia”.

Una settimana ancora tutta da vivere, tante serate all’aria aperta in buona compagnia.

(s. b.)

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JESI / DIOCESI, SCUOLA E IMPRESA PER FAR DECOLLARE IL “PROGETTO POLICORO”: PERCORSI FORMATIVI ALLA RICERCA DEL LAVORO

JESI, 3 giugno 2017 – Avviato dalla Diocesi di Jesi il “Progetto Policoro, segnale concreto di rinnovamento e di esperienze che ha per protagonisti i giovani”. I particolari del “Progetto Policoro” sul territorio diocesano sono stati illustrati questa mattina (3 giugno) nei locali dell’ex seminario di via Lotto dal Vescovo, Monsignor Gerardo Rocconi, da Marta Santoni della Commissione Diocesana Sociale  e del Lavoro, nonché tutor referente diocesano del progetto, dalla prima Animatrice di Comunità della Diocesi, Letizia Taccaliti, e dal Direttore della Caritas Diocesana, Marco D’Aurizio.

Si tratta di una iniziativa ecclesiale già diffusamente collaudata nelle regioni del sud (è nata nel 1995 a Policoro, in Basilicata, espandendosi poi in quasi tutte le regioni del Sud e del Centro Italia) e fatta propria dalla Conferenza Episcopale Italiana. Volendo sintetizzare le finalità di questo progetto diremo che “è un modo di stare della Chiesa dentro un territorio, con un progetto di evangelizzazione concreto che non sia pura teoria e soprattutto risponda alle esigenze lavorative dei giovani; attraverso percorsi formativi si accompagnano i giovani nella ricerca attiva del lavoro e, laddove è possibile, nella creazione d’impresa”. Per non illudere i giovani che aderiranno al Progetto Policoro è bene precisare che questa “ricerca attiva del lavoro” non deve essere confusa con un singolare ufficio di collocamento.

Tre i soggetti coinvolti direttamente nel progetto: la Caritas Diocesana, l’ITIS Marconi e l’azienda Paradisi srl; tre realtà ognuna delle quali metterà a disposizione dei giovani le proprie personalità, conoscenze e potenzialità. A  questi si affiancheranno parrocchie, sindacati, patronati ed altri soggetti che hanno a cuore la crescita dei giovani della Vallesina. Un ruolo importante lo avranno le parrocchie che rimarranno “il punto di riferimento per entrare in contatto con il progetto in quanto luogo in cui i giovani trovano chi è disposto ad ascoltarli, accompagnarli ed orientarli”.

Le esperienze vissute dal Progetto nelle altre regioni hanno dimostrato che “Policoro è stato capace di innestare nella vita dei giovani un percorso virtuoso che passa attraverso un impegno di formazione culturale che culmina nella realizzazione di gesti concreti di solidarietà e di rapporto di reciprocità. Esprime impresa si rivela una caratteristica specifica del Progetto”.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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