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JESI / VISITE GUIDATE AGLI SCAVI DI PIAZZA COLOCCI, LA CITTÀ ANTICA AFFASCINA I VISITATORI

JESI, 16 agosto 2017 – Successo pieno per l’iniziativa che da oggi e fino al 1° settembre garantisce  una visita guidata agli scavi di piazza Colocci; il gruppo dei visitatori doveva essere composto da una ventina di elementi, ma alla fine se ne sono contati molti di più. Erano infatti oltre trenta quelli che si sono raccolti attorno alla guida, Alessandro Biagioni, che con dovizia di particolari storici, architettonici e riferimenti alla popolazione jesina nei secoli ha illustrato le trasformazioni che, secondo gli studi, avrebbe subito quella piazza che un tempo si è chiamata anche di San Luca.

Una piazza dove convivono reperti risalenti al 1° secolo avanti Cristo con altri di epoca tardo medioevale o ancora di epoca moderna o contemporanea.

L’iniziativa di “visitare” quella parte antica della città è stata accolta con interesse dai cittadini, specialmente quelli non più giovani, che si sono trovati di fronte ad un caso insolito, come ha detto Biagioni. Solitamente, infatti, le Soprintendenze vietano l’accesso agli scavi archeologici per paura, crediamo, di possibili furti di reperti; in questo caso, a parte la vecchia moneta rinvenuta ad inizio lavori, non è emerso alcunché. La guida ha parlato dell’evolversi della vita a Jesi, della sua iniziale crescita anche demografica al punto tale che quella piazza (oggi Colocci) era al centro della città per diventarne poi, a distanza di secoli, una periferia. Questa evoluzione è documentata dal ritrovamento, nel 2000, di un bellissimo mosaico a circa 2,5-3 metri di profondità dall’attuale piano; un mosaico dove successivamente fu infilato un palo e dove è stata trovata anche una tomba con due soggetti (un maschio ed una femmina). “Era il periodo del riutilizzo dei materiali – ha detto Biagioni – e per questa ragione i vani che un tempo erano abitati sono stati destinati a far da granai o riempiti di scarti”. Non solo. A giudicare da alcune strutture murarie è possibile che molti secoli fa, su quella piazza, esisteva anche una struttura con tanto di colonne.

La guida, seguita con attenzione dai presenti, ha poi parlato dell’evoluzione complessiva del sito storico fino alla costruzione di quello che ancora oggi è il palazzo per eccellenza che si affaccia sia sulla piazza che su via Pergolesi (o degli Orefici), l’antico Cardo romano; ci riferiamo al Palazzo della Signoria progettato dall’architetto Francesco Di Giorgio Martini. Un fabbricato che oltre alla bellezza intrinseca, gode anche di un riconoscimento storico; è l’unico edificio progettato dal celebre senese, specializzato nel progettare fortezze.

Le visite guidate, come detto, proseguiranno per tutto il mese nelle giornate di mercoledì e venerdì a partire dalle ore 18,00. Per jesini e turisti una ulteriore occasione per conoscere questa città ai più sconosciuta.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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JESI / NUOVA VITA ALLA FONTANA ‘LA NOSTRA BARCACCIA’, CI PENSANO I RESIDENTI DI BORGO MINONNA: RIPRENDE IL GETTO D’ACQUA

JESI, 10 agosto 2017 – Il 1° agosto del 2008 il popolo del Borgo Minonna assisteva all’inaugurazione della fontana realizzata dall’artista jesino Sauro Ciuffolotti; fu battezzata come “La nostra Barcaccia” quasi a ricordare la più conosciuta fontana che domina piazza di Spagna, a Roma.

Oltre alla fontana, in quell’occasione il piccolo parco fu arricchito da alcuni giochi per i bambini del quartiere che ancora oggi sono in ottime condizioni.

Non altrettanto si può dire della fontana che dopo tanti anni cominciava a denunciare qualche piccolo problema che nei mesi passati gli abitanti della zona segnalarono ai responsabili del Comune.

Vuoi per la carenza di personale, vuoi perché quello rimasto è stato impegnato in altri servizi (montaggio dei tabelloni elettorali, allestimento dei seggi e la normale manutenzione della città) sta di fatto che la fontana di Borgo Minonna rischiava di rimanere ancora nelle condizioni dei mesi scorsi.

E’ a questo punto che alcuni soggetti che fanno parte di quel  “Comitato di quartiere Minonna & Dintorni” che circa dieci anni or sono decisero di realizzare la fontana investendo denari raccolti grazie all’organizzazione di feste, partecipazione al Palio di San Floriano ed altro, si sono – come si suol dire – rimboccati le maniche e lunedì scorso hanno iniziato il lavoro di restauro dell’opera di Ciuffolotti, cominciando col mettere mano all’impermeabilizzazione del fondo vasca per poi passare alla pulizia dell’intero complesso.

Ci sono voluti tre giorni di lavoro da parte del gruppo di “minonnari”, tre giorni non certo ideali per un lavoro sotto il calore del sole, tre giorni che però hanno restituito al quartiere la bella fontana che per i prossimi due giorni rimarrà comunque all’asciutto per consentire al preparato impermeabilizzante di essere assorbito dalla struttura.

Entro domenica, però,  da “La nostra Barcacciariprenderà la fuoriuscita del getto d’acqua caratteristico per la gioia dei bambini e non solo.

Ancora complimenti alla gente di Borgo Minonna che non ci pensa due volte a risolvere i problemi del quartiere che altri dovrebbero affrontare.

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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CUPRA MONTANA / VOLONTARI “21QUATTRO”, RESTYLING PER LE FONTI DELLA ROMITA: UN GIOIELLO RECUPERATO

CUPRA MONTANA, 3 agosto 2017 – L’area verde del complesso di San Giacomo della Romita ripulita dai volontari dell’Associazione “21quattro”. Domenica 3 settembre, poi, giornata di festa per grandi e piccoli per “riappropriarsi di un luogo scolpito nei ricordi e nel cuore di generazioni di cuprensi”.

Romita anni ’80

Rendere di nuovo fruibile, almeno per un po’, un luogo stupendo che, tra spiritualità e svago, è stato per decenni un punto di ritrovo insostituibile per generazioni di cuprensi e non solo. E’ quanto si propone l’associazione culturale “21quattro” di Cupra Montana che sabato prossimo (5 agosto) libererà dalle imponenti sterpaglie e dalle piccole frane che l’hanno invasa, rendendola di fatto impraticabile ormai da anni, l’area verde a valle del Monastero di San Giacomo, ovvero le un tempo celeberrime Fonti della Romita.

Un luogo immerso nel verde dove fino ai primi anni Novanta furono attivissime attività turistiche, ricettive e di svago, con fruitori da ogni dove che vi si recavano per una giornata in allegria e per le pregiate acque che vi sgorgavano. Senza dimenticare l’aspetto religioso giacché in loco si trova l’amatissima e tutt’ora molto frequentata chiesa francescana, nonché la grotta dove era uso raccogliersi in ascesi il Beato Giovanni Righi, un anfratto scavato nel tufo che si conta di poter rendere di nuovo raggiungibile per l’occasione.

“Si tratta di un lavoro imponente, visto lo stato del luogo, ma per la sua bellezza e soprattutto per quello che rappresenta per Cupramontana ne vale certamente la pena – spiegano all’Associazione 21quattro -. Sabato provvederemo alla ripulitura massiccia dell’area, con altri interventi a fine mese per i quali informeremo i cittadini che vorranno partecipare. Poi, domenica 3 settembre, vi sarà una bella giornata di festa per i cuprensi di tutte le età per quale stiamo già lavorando in collaborazione con altre benemerite associazioni cittadine, in contatto con l’Amministrazione Comunale e pensando ad attrattive sicuramente piacevoli. Ringraziamo sin d’ora coloro che hanno sposato il nostro intento, i Frati Minori cui l’area appartiene e l’azienda edile Torelli&Dottori la cui sensibilità sarà fondamentale per mettere in piedi la prima fase dell’intervento”.

Da poco creatasi l’Associazione culturale “21quattro” si propone appunto di svolgere un ruolo di volano e stimolo del tessuto sociale ed economico di Cupramontana, e prospetticamente della Vallesina, attraverso l’imprescindibile dialogo con tutti gli attori sul territorio (siano essi istituzionali, associazioni o privati) attraverso iniziative concrete e condivise in grado di esprimere le potenzialità del territorio e del ‘saper fare’ locale sia nei confronti degli abitanti del comprensorio che del resto del comprensorio marchigiano e dei flussi turistici.

L’Eremo di San Giacomo della Romita era un Priorato Monastico Camaldolese, cui nel 1452 subentrarono i Francescani, anteriore al secolo XIII. La chiesa si trova all’interno del convento dei Frati Minori, del secolo XII, intitolato al Beato Giovanni Righi del quale vi si conserva il corpo. Nel complesso religioso soggiornò, nel Quattrocento, anche San Giacomo della Marca attivo nella predicazione contro la setta dei Fraticelli fortemente presenti a Massaccio e nei paesi vicini.

Nell’area verde a poche centinaia di metri dal convento sgorgano, appunto, le Fonti della Romita (anche conosciute come del Coppo) intorno alle quali si svilupparono per decenni fiorenti attività ricreative e turistiche.

JESI / PIAZZA COLOCCI, ALTRI DUE SAGGI DI SCAVO: AD AGOSTO VISITE GUIDATE AL CANTIERE

JESI, 26 luglio 2017 – Saranno realizzati di fronte a palazzo Colocci e di fronte alla chiesa di Sant’Agostino i nuovi saggi di scavo concordati da Soprintendenza e Amministrazione comunale con l’obiettivo di ampliare l’area oggetto dei ritrovamenti e avere una visione ancora più organica delle strutture murarie emerse e delle interconnessioni tra le varie fasi storiche.

L’area coinvolta sarà limitrofa a quella degli scavi attuali, restando dunque all’interno dell’attuale perimetro del cantiere, senza intaccare il passaggio stradale addossato ai due edifici. Si procederà con due distinti interventi, l’uno in linea con Palazzo Colocci e l’altro davanti alla chiesa di Sant’Agostino, da cui potranno aversi altri utili elementi per una lettura più accurata di come poteva essere Jesi ai tempi di Federico II.

Nel frattempo, anche in considerazione dell’interesse che gli scavi hanno suscitato tra i cittadini, l’Amministrazione comunale si sta organizzando per permettere, durante il fermo dei lavori nelle settimane a cavallo di Ferragosto, visite guidate al cantiere. Dalla viva voce di esperti in materia, i visitatori potranno conoscere cosa poteva esserci sotto la piazza prima che l’autorità del tempo decise di creare uno spazio aperto per esaltare meglio il futuro Palazzo della Signoria.

JESI / PIAZZA COLOCCI: RICOSTRUZIONE DIGITALE PER SCOPRIRE COSA C’ERA NEI PRIMI SECOLI DEL MILLE

JESI, 19 luglio 2017 – Ulteriori saggi di scavo in Piazza Colocci, localizzati in punti precisi dell’area, per scoprire come era la Jesi ai tempi di Federico II. E la possibilità di una futura ricostruzione digitale per creare una speciale sezione virtuale, magari da allestire nel nuovo museo archeologico.

Lo hanno concordato il soprintendente delle Marche, arch. Carlo Birrozzi, ed il sindaco Massimo Bacci al termine di un approfondito sopralluogo alla presenza degli assessori ai lavori pubblici Roberto Renzi e alla cultura Luca Butini, e dei tecnici che seguono il cantiere.

“Dagli attuali scavi che evidenziano come siano stati rasi al suolo degli edifici per permettere la realizzazione di Palazzo della Signoria – ha spiegato il Soprintendente – ben emerge la volontà della Jesi del ‘400 di rinnovarsi profondamente per rafforzare quel ruolo di città leader. Ora abbiamo la possibilità di conoscere cosa c’era prima, dunque nei primi secoli del Mille: l’età appunto dell’imperatore svevo”.

Per questo saranno effettuati ulteriori scavi sia all’interno delle strutture murarie già emerse, sia nella parte della piazza ancora non interessata ai lavori. Punti precisi e strategici – dunque non scavi generalizzati – che potrebbero raccontare ulteriori aspetti interessanti della Jesi di allora.

“L’importante – ha infatti aggiunto il Soprintendente – è che capiamo bene quello che abbiamo davanti. Poi decideremo insieme cosa fare. Di certo la gestione degli scavi in un centro storico è molto complessa e generalmente è meglio mantenere integra la fase attuale della città. Magari si potrebbe ricostruire in forma virtuale quello che c’è sotto, così da permettere a tutti di conoscere la storia della città anche di questo periodo”.

Intanto, su proposta del sindaco Bacci, al termine dei saggi di scavo che si dovrebbero protrarre per tutto il mese di luglio, saranno organizzate visite guidate al cantiere, così da permettere ai cittadini di conoscere meglio quest’area e le strutture murarie affiorate. “Noto che c’è tanto interesse attorno a tale cantiere – ha affermato il sindaco – ed è un bel segnale. Dimostra amore per la nostra storia e forte senso di appartenenza”.

Prevedibile, in considerazione degli ulteriori interventi concordati con la Soprintendenza, un ritardo nel completamento dell’intervento di riqualificazione della piazza.

JESI / INCONTRO PUBBLICO SULLA TORRE ERAP, VERIFICA DELLE PROPOSTE ALTERNATIVE

JESI, 12 luglio 2017 – Dando seguito agli impegni assunti dal Presidente del Consiglio comunale Daniele Massaccesi nella seduta che ha aperto la nuova legislatura, l’Amministrazione ha fissato per martedì prossimo (18 luglio) a Palazzo dei Convegni, con inizio alle ore 21, una nuova assemblea pubblica sul progetto di insediamento residenziale previsto in via Tessitori che va sotto il nome di “torre Erap”.

All’incontro interverranno il sindaco Massimo Bacci, gli assessori, il direttore dell’Erap di Ancona, Maurizio Urbinati, i rappresentanti dei Comitati cittadini. L’occasione permetterà di ricostruire l’iter amministrativo che ha portato all’individuazione dell’area oggetto dell’intervento edilizio, lo stato del progetto e la fattibilità di proposte alternative.

“Ritengo questa assemblea pubblica un’importante occasione di confronto – ha sottolineato il sindaco Massimo Bacci – ed io stesso ne avevo auspicato l’organizzazione durante la campagna elettorale. Ho chiesto che siano invitati anche gli amministratori ed i consiglieri comunali che nel decennio precedente hanno approvato una lunga serie di atti volti a questa costruzione: ritengo infatti che quando si fanno scelte politiche, le stesse siano comunque sempre ponderate e sono convinto che, attraverso la loro testimonianza, si riuscirà a capire le reali motivazioni che hanno portato a questa soluzione urbanistica”.

JESI / APPALTO PULIZIE IN MUNICIPIO: TENTATIVO DI ACCORDO, SCIOPERO POSTICIPATO DI DUE MESI

JESI, 11 luglio 2017 – La Filcams Cgil ha deciso di posticipare lo sciopero previsto per il 12-13-14 luglio delle pulizie all’interno del comune di Jesi al 20-21-22 settembre prossimo dopo l’accordo dei giorni scorsi in base al quale l’azienda restituisce ai lavoratori una parte delle ore da lavorare: 24 ore su 45.

Gli 11 lavoratori (ora rimasti in 10) della ditta incaricata di pulire i locali del Comune di Jesi avevano deciso di scendere in piazza dopo la riduzione degli orari da parte della Cm Service. Una riduzione effettuata nonostante i locali da pulire fossero aumentati. In altre parole, il sindacato dà alla ditta il tempo e il modo d’ integrare ulteriormente le ore da lavorare.

Su questa partita, sindacato e lavoratori hanno già effettuato due giorni di sciopero: il 16 e il 17 maggio scorsi.

Occorre ricordare che la gara di appalto delle pulizie dei locali del Comune di Jesi era per 165 ore settimanali mentre, oggi, ne vengono effettuate circa 120.

JESI / PIAZZA COLOCCI: PIU’ SI SCAVA PIU’ EMERGONO RICCHEZZE DI INTERESSE STORICO

JESI, 11 luglio 2017 – Più si scava più emergono ricchezze di alto interesse storico. Piazza Colocci è una palestra di strutture medioevali e l’ampliamento dei saggi di scavo sta facendo proprio emergere situazioni particolari alle quali Soprintendenza e Comune hanno condiviso l’idea di ulteriori approfondimenti stratigrafici e planimetrici – che saranno effettuati nell’immediato – al fine di stabilirne l’esatta datazione.

Ieri, lunedì, è stato effettuato un sopralluogo dall’ispettore di Jesi della Soprintendenza delle Marche Maria Raffaella Ciuccarelli e dagli assessori ai lavori pubblici Roberto Renzi e alla cultura Luca Butini.

“Già da ora è possibile rilevare due distinte fasi storiche nelle opere murarie emerse – si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio stampa del comune di Jesi –  e il taglio netto a livello della base della piazza che testimonia una chiara e decisa volontà del potere municipale di allora di ricavare uno spazio aperto davanti al futuro palazzo della Signoria che si stava per realizzare. È significativo evidenziare – si continua a leggere –  che ad oggi non ci sono chiare testimonianze di questo periodo storico di Jesi e dunque l’area diventa un caso studio importante per ricostruire l’assetto urbanistico del tempo e, più in generale, la storia della città. Tra l’altro le dimensioni delle murature emerse stanno a testimoniare l’importanza degli edifici che non erano sicuramente di abitazioni povere o comuni. Di modesto rilievo, invece, gli altri reperti ritrovati, riconducibili per lo più a frammenti di utensili da cucina“.

evasio.santoni@qdmnotizie.it

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JESI / ENNESIMA INCOMPIUTA: SCADUTO L’APPALTO ALLE ‘CARCERETTE’ TUTTO E’ ANCORA IN ALTO MARE

JESI, 7 luglio 2017 – Domani, 8 luglio, l’impresa che si è aggiudicata l’appalto dei “lavori di recupero di n. 8 alloggi di E.R.P. e Locali ad uso  diverso in Comune di Jesi – Palazzo Pianetti – C.Q.2 ….. Circolare Ministero LL.PP. del 1° giugno 1990 …” ecc. dovrebbe consegnare i lavori all’ente appaltante.

Dovrebbe, abbiamo scritto, perché ancora una volta l’impresa incaricata di effettuare quell’intervento è ben lontana dall’aver completato i lavori; i 570 giorni lavorativi previsti dal contratto d’appalto non sono stati sufficienti. E non è la prima volta che ciò accade. Lo sanno bene coloro che abitano in prossimità del cantiere.

Vediamo di ripercorrere l’ennesima storia di incompiute italiane.

Il bando d’asta prevedeva una spesa di 1.451.306,32 euro; le imprese interessate a quei lavori dovevano presentare la loro offerta entro  il 15 aprile del 2008. La gara d’appalto fu aggiudicata ad una Impresa di Senigallia che offrì un ribasso del 24,248% (quasi un quarto del totale) impegnandosi contrattualmente a completare i lavori con una spesa, per l’ERAP, di poco superiore ad 1,1 milione di euro, per l’esattezza €. 1.159.509,67. La data di consegna dei lavori risalirebbe ai giorni successivi l’aggiudicazione dell’appalto, ma allo scadere del termine previsto degli appartamenti che dovevano essere ricavati dalle “Carcerette” (così sono conosciuti quei locali del centro storico) neanche l’ombra.

Successivamente il tabellone posto a ridosso dell’impalcatura presentava delle correzioni; innanzi tutto la data di consegna dei lavori risultava essere quella del 24 gennaio 2013 e quella dell’ultimazione degli stessi il 17 agosto 2014. La durata dei lavori prevista era dunque di 570 giornate. Siamo arrivati all’agosto del 2014, ma ancora degli otto appartamenti dell’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica non s’è vista traccia. Cosa è successo? Si domandava la gente. Non lo sappiamo. Quello che possiamo ipotizzare e che i cittadini sospettano è che chi aveva il compito di controllare che tutto venisse eseguito secondo i contratti d’appalto sottoscritti svolgesse il suo ruolo di controllore e di funzionario incaricato di spendere il denaro della collettività.

E non è finita. Passata quella data del 2014 e rimasti invariati i soggetti, con l’eccezione del “Direttore Operativo”, che in un primo momento risultava essere l’Ing. Caterina Panichi per poi diventare Ing. Roberto Papa, la stessa Panichi, “coordinatrice per l’esecuzione fu sostituita dall’Arch. Emanuela Angeli, ecco che sul tabellone troviamo altre correzioni; nell’ultimo di questi troviamo scritto che la consegna dei lavori è avvenuta il 28 gennaio 2016 e che la conclusione doveva avvenire entro domani, 8 luglio 2017, anche in questo caso dopo 570 giornate lavorative.  Tutte le altre notizie riportate nel cartellone dei lavori sono rimaste invariate: importo dei lavori, ribasso d’asta, le altre “correzioni” riguardano l’impresa esecutrice dei lavori, inizialmente identificata nella Co.Pro.L.A (Consorzio di Produzione Lavoro Artigiano)  aggiudicataria dell’appalto che fece eseguire i lavori all’Impresa Edile ProgEdil Srl di Jesi e poi la “Costruzioni Future srl” di Castelraimondo.

C’è qualcosa che non va in questo appalto, qualcosa che al cittadino proprio non va giù per una serie di motivi. A cominciare dal fatto che da anni i giardini Sacco e Vanzetti, occupati in parte dal cantiere edile e da una “stazione” di arrivo di un impianto di risalita (ascensore) mai entrato in servizio, sono diventati impossibili da raggiungere da parte dei turisti che da quel “torrione nord” realizzato sulle mura del XIII secolo potrebbero ammirare la vallata.

I cittadini se la prendono con chi ha appaltato i lavori e non li ha seguiti, ma anche con gli amministratori cittadini che, almeno ufficialmente, non sarebbero mai intervenuti per sollecitare la conclusione dei lavori.

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

CHIARAVALLE / IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA MAZZINI ALL’INSEGNA DELLA SOCIALITÀ, STANZIATI 400 MILA EURO

Il plastico di piazza Mazzini

CHIARAVALLE, 4 luglio 2017 –  Riqualificare piazza Mazzini all’insegna della socialità. E’ quanto si prefigge il sindaco Damiano Costantini che ha presentato il progetto di restyling. “L’idea progettuale che presentiamo alla cittadinanza non punta solo al recupero della piazza in sé – dice Costantini – ma ambisce ad unire e raccordare quattro snodi cardine della città: il viale delle Sigaraie, il corso, la biblioteca comunale, che diventerà la sede di esposizione dei reperti archeologici dell’età del Bronzo Recente e, appunto, piazza Mazzini. Nella nostra idea di una Chiaravalle più bella, più interattiva e più sociale, non si può prescindere dal dare omogeneità e connessione a quelli che sono quattro simboli del ritrovo e dell’interazione”.

Il sindaco Damiano Costantini

Il progetto, sviluppato dall’architetto chiaravallese Gianni Raffaeli nel rispetto delle direttive della Soprintendenza dei Beni Culturali, è di mantenere la linea e l’immagine della piazza. Verrà conservata l’accezione di monumento di inizio ‘900 inserito all’interno di un giardino all’italiana, con le quattro aiuole centrali di poco ridimensionate su cui continueranno a spiccare le grandi magnolie. “Il nucleo della piazza attorno al monumento verrà mantenuto, compreso il caratteristico ghiaino che attualmente ricopre l’intera superficie, mentre il resto della pavimentazione sarà effettuato con travertino o pietra di Trani. Maggiore spazio sarà dato al verde, con la creazione di ulteriori aiuole chiuse. Questi spazi verranno delimitati con muretti in pietra che avranno anche la funzione di sedute, rendendo l’area intera più accogliente ed invitante alla sosta”.

Via Rinascita e l’innesto di corso Matteotti saranno messi in collegamento da una pista ciclabile che correrà lungo il semiperimetro della piazza, prolungandosi oltre l’attraversamento carrabile, mentre sul lato opposto i confini saranno delimitati da una lunga aiuola di cipressi piramidali che ben si confanno allo stile commemorativo della piazza e che avranno anche il compito di demarcare il percorso pedonale separandolo da quello carrabile. Lo storico monumento ai caduti, segnato dalle intemperie e dall’inquinamento, verrà pulito e restaurato da restauratori che lo riporteranno all’iniziale splendore, mantenendone integre tutte le caratteristiche. Anche l’illuminazione si vestirà di nuovo, con apparecchiature a luce diretta nelle grandi aiuole centrali e con numerosi pali con fonte a led. “Questo primo grande stralcio dell’intervento di riqualificazione costa circa 414.000 euro, è interamente finanziato con risorse proprie grazie ai risparmi effettuati nella gestione del comune e punta ad allargare l’area di fruizione per i pedoni. La viabilità attuale verrà mantenuta e resteranno garantiti i parcheggi”.

Il comitato “Camminare. Una rivoluzione” intanto sottolinea la positività del progetto ma chiede un maggior coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni. “Nessuno ha potuto vedere né avanzare proposte sul progetto e le opere a stralci rischiano di rimanere ibridi annosi che creano più problemi di quelli che vorrebbero risolvere”.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)