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FABRIANO / TECNOWIND: SI ATTENDE LA LEGGE DI STABILITÀ PER NON LICENZIARE NEL 2018

FABRIANO, 15 dicembre 2017Nuovo incontro in Regione tra le parti per cercare di venire a capo della complessa vertenza Tecnowind. In seguito a verifiche ed approfondimenti richiesti dal tavolo istituzionale, continua l’esplorazione di possibilità di utilizzo di strumenti per dare la copertura completa a tutti i dipendenti  fino al 31 dicembre.

Scade domani infatti la cassa integrazione e nel mentre si cercherà di verificare se esistono ulteriori strumenti da mettere in campo da qui a fine anno. Un totale di 8 giorni lavorativi. Ulteriori verifiche ed approfondimenti sono quindi in corso.

Continua nel frattempo l’attesa per la legge di stabilità, su cui dovrebbe essere posta la fiducia il 22 dicembre. Attesa per verificare la possibilità di utilizzo di ulteriori strumenti conservativi nel 2018. E qui arriva forte la richiesta di Regione ed Organizzazioni Sindacali: “Non procedere con licenziamenti”,  ma se nuovi strumenti dovessero essere trovati nell’imminente documento per il sostegno di Tecnowind  e dei suoi lavoratori, si dovrebbe considerare la possibilità di ritiro della procedura. “Come da impegni verbalizzati nei tavoli ministeriali”.

(s.s.)

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FABRIANO / VERTENZA TECNOWIND: VENERDÌ NUOVO INCONTRO IN REGIONE

FABRIANO, 13 dicembre 2017 – Tempi strettissimi per Tecnowind: venerdì si svolgerà un nuovo incontro in Regione tra le parti. Dopo il primo confronto avvenuto nella giornata di lunedì, due sono state le urgenze indicate dai sindacati da risolvere con estrema urgenza: la riduzione del numero degli esuberi (140, ovvero più del 50% della forza lavoro) e la verifica della possibilità di individuare strumenti atti a garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza dell’azienda. Questo alla luce di quanto dovrebbe trovarsi  all’interno legge di stabilità.

Urgenza confermata anche dalla Regione Marche: “Un proprio percorso a doppio binario per ridurre gli esuberi  e garantire altri mesi di attività in vista di una ristrutturazione o vendita programmabile sulla base di un solido piano industriale”. Questo con il necessario impegno  delle istituzioni, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali.

Urgenza che nasce dall’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali: data cerchiata con il rosso sul calendario il 17 dicembre. Venerdì sarà quindi una nuova giornata per cercare di trovare una quadra alla spinosa situazione dell’azienda produttrice di cappe aspiranti. In attesa della legge di stabilità.

Appuntamento tra le parti a palazzo Raffaello.

(s.s.)

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FABRIANO / JP INDUSTRIES, INCONTRO SINDACATI-PROPRIETÀ SLITTA DI UNA SETTIMANA

FABRIANO, 12 dicembre 2017 – Dal 14 al 21 dicembre. Dovrebbe essere questa la nuova data nella quale ci sarà un nuovo confronto in merito alla vertenza JP Industries. Ancora un giovedì quindi, che dovrebbe  mettere a confronto il proprietario Giovanni Porcarelli ed rappresentati sindacali (umbri e marchigiani) per cercare di avere certezze in merito al nuovo piano industriale.

Nell’incontro in programma si dovrebbe cercare di comprendere l’evoluzione degli incontri che la proprietà ha avuto con il Ministero e con la banche per ottenere le linee credito per l’implementazione del piano industriale.  La vertenza JP Industries (realtà produttiva nata dall’acquisto del comparto bianco della ex Antonio Merloni) coinvolge circa  700 dipendenti, equamente distribuiti fra Marche e Umbria

Uno slittamento puramente tecnico, per permettere a tutte le realtà coinvolte di partecipare al tavolo. L’incontro si dovrebbe svolgere all’interno della sede dalla JP stessa.

(s.s.)

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FABRIANO / TECNOWIND, PARTITO IL CONFRONTO IN SEDE ISTITUZIONALE

FABRIANO, 11 dicembre 2017 – Nel primo pomeriggio di oggi è andato in scena in Regione un nuovo incontro tra Sindacati e proprietà Tecnowind, primo tavolo a svolgersi in sede istituzionale dopo la fine dei 45 giorni (previsti dalla normativa) di trattativa in sede sindacale. il primo incontro relativo alla procedura di mobilità.

Ecco i primi passi in vista di un percorso che dovrebbe muoversi verso due destinazioni ben precise: riduzione del numero degli esuberi (140, ovvero più del 50% della forza lavoro) e la verifica della possibilità di individuare strumenti atti a garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza dell’azienda, anche alla luce delle previsioni che potrebbero risultare nella legge di stabilità. Punto marcato anche dalla Regione MarcheUn percorso a doppio binario – scrivono in un comunicato stampa – che veda l’impegno delle istituzioni, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali per ridurre gli esuberi alla Tecnowind e garantire altri mesi di attività in vista di una ristrutturazione o vendita programmabile sulla base di un solido piano industriale”.

“Il tavolo sarà convocato nuovamente entro pochissimi giorni – scrivono i sindacati in una nota – per dare modo a tutti i soggetti presenti, iniziando principalmente dalla Tecnowind stessa, di approfondire le strade percorribili, iniziando dalla possibilità di ricorso alla cassa integrazione in deroga in quanto l’attuale ammortizzatore sociale e in scadenza il 17 dicembre”.

Le Organizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito la necessità di una nuova convocazione romana al Ministero del lavoro con allargamento a quello competente in merito agli ammortizzatori sociali, vista la rilevanza della vertenza. “Indispensabile – concludono così la nota unitaria le sigle sindacali – che le Istituzioni tutte mettano in campo un monitoraggio costante sullo stato di eventuali trattative in essere per la vendita della società”.  Nella giornata di domani si svolgerà l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori.

(s.s.)

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FABRIANO / VERTENZA TECNOWIND: OGGI POMERIGGIO INCONTRO IN REGIONE

FABRIANO, 11 dicembre 2017 – Si svolgerà oggi pomeriggio, alle ore 14.45, un nuovo summit per cercare di trovare una soluzione alla vertenza dell’azienda fabrianese.

Nuovo capitolo di una vicenda che ha visto scattare la procedura di mobilità (aperta dall’azienda lo scorso 26 ottobre) per circa 140 dipendenti, equivalenti a più della metà della forza lavoro. Nel frattempo  si svolti altri incontri tra le parti, ma management e parti sociali non sono riusciti a trovare la quadra. Ecco quindi che terminati  i 45 giorni (previsti dalla normativa) di trattativa in sede sindacale si passa al confronto istituzionale.

Data cruciale il 17 dicembre: giornata nella quale è fissata la scadenza degli ammortizzatori sociali. Ecco quindi l’esigenza di capire se c’è la possibilità di applicare con urgenza un nuovo tipo di ammortizzatore.

(s.s.)

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VALLESINA / NEL CRATERE DEL SISMA IL GIORNO DELL’IMMACOLATA, OPERAI CUPRENSI REALIZZANO NUOVE ABITAZIONI

VALLESINA, 8 dicembre 2017 – C’è chi la Festa dell’Immacolata l’ha trascorsa lavorando al freddo e con la neve per dare una casa a coloro che l’hanno persa per colpa del sisma.

Lontano dalle famiglie, operai di una ditta di Cupra Montana hanno trascorso l’8 dicembre nel cratere del terremoto per completare la realizzazione delle nuove abitazioni. Un lavoro duro e massacrante ma che è anche una lotta contro il tempo per dare alle famiglie un luogo un po’ più confortevole.

Sono proprio queste immagini a farci ricordare che poco più di un anno fa un potente movimento tellurico tra la provincia di Ascoli Piceno e Macerata, a più riprese, portò morte e distruzione.

Da allora, migliaia di famiglie attendono di poter tornare nei propri borghi montani, tra i propri affetti.

CHIARAVALLE / GIANCARLI (PD) INTERROGA IL PRESIDENTE CERISCIOLI PER TUTELARE I LAVORATORI DELLA MANIFATTURA

CHIARAVALLE, 2 dicembre 2017 – Il consigliere regionale Enzo Giancarli (Pd) ha presentato un’interrogazione dopo la revoca da parte del Tribunale di Ancona del concordato preventivo concesso all’azienda. “È giusto che gli organi preposti facciano le loro verifiche, ma nel rispetto di ruoli e funzioni chiedo alle istituzioni di non lasciare sole le 60 famiglie che vivono grazie alla Manifattura”.

Il consigliere regionale Enzo Giancarli (Pd)

In seguito alla crisi della Manifattura Tabacchi di Chiaravalle Giancarli chiede al presidente Ceriscioli ed alla giunta un intervento tempestivo, anche in accordo con le organizzazioni sindacali, con le istituzioni locali (in particolare i Comuni di Chiaravalle, Monte San Vito, Falconara Marittima, Montemarciano e Camerata Picena) e con i ministeri competenti, per mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare e garantire i lavoratori e mantenere in vita l’attività produttiva.

In gioco c’è il futuro di più di 60 persone impiegate attualmente nello stabilimento di Chiaravalle della Manifattura Italiana Tabacco S.p.A., oltre ai lavoratori dell’indotto. “In base alle dichiarazioni dell’amministratore unico sottolinea Giancarlila società ha commesse in corso di definizione che garantirebbero all’attività produttiva di proseguire per diverso tempo. La Manifattura Tabacchi ha rappresentato, e rappresenta tuttora, per Chiaravalle e per larga parte del territorio della provincia di Ancona un importante sito produttivo fin dalla metà del diciottesimo secolo. È vero che alla fine degli anni ’90 si è assistito ad un progressivo declino dell’attività, passata poi da una proprietà straniera ad un’altra senza risolvere mai completamente i suoi problemi produttivi e finanziari. Nel 2016 peròprosegue il consigliere l’impresa ha ottenuto una procedura di concordato preventivo ed ha avviato un processo di ristrutturazione con la ripresa della produzione che ha portato anche l’interruzione dell’uso degli ammortizzatori sociali all’inizio del 2017. Ora la revoca del concordato arriva a seguito di un utilizzo anomalo della disponibilità finanziaria in contanti e di adozione di iniziative gestionali che non sono state sottoposte al dovuto controllo da parte degli organi della procedura. Senza intralciare le verifiche necessarie ed opportune, che dovranno far luce su quanto avvenuto e nel rispetto di ruoli e funzioni, mi pare però doveroso che la Regione Marche sia parte attiva della vicenda, come del resto è già stata. Lo scorso annoinfattiaggiunge ancora Giancarli – prima dell’ammissione al concordato, la Regione ha incontrato i rappresentanti sindacali ed esaminato la situazione aziendale, impegnandosi a valutare i possibili percorsi che avrebbero potuto tutelare i lavoratori. Chiedo così che anche ora il personale della Manifattura possa contare sulle istituzioni”.

JESI / PROGETTO POLICORO, UNA GENERAZIONE IN PANCHINA

JESI, 1 dicembre 2017 – L’acronimo NEET (Not in Education, Employment or Training) è stato coniato nel Regno Unito verso la fine del secolo scorso.

L’utilizzo diffuso inizia dal 2010 quando l’UE adotta il tasso di NEET come indicatore di riferimento sulla condizione delle nuove generazioni. Rispetto all’usuale tasso di disoccupazione giovanile, nell’indicatore sono compresi tutti i giovani inattivi, non solo i disoccupati in senso stretto. Si stima che in Italia siano più di 2,2 milioni i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in alcun percorso di formazione.

Queste sono le premesse da cui parte il desiderio da parte dell’equipe del Progetto Policoro della diocesi di Jesi di approfondire l’argomento NEET attraverso un incontro di formazione organizzato per mercoledì 13 dicembre presso il Centro Pastorale diocesano di via L. Lotto n.14 per far conoscere a tutti gli interessati tale problematica emergente e ormai presente anche nel nostro territorio.

L’incontro vedrà la presenza di un docente di Demografia e Statistica Sociale, Emiliano Sironi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che presenterà la sua ricerca svolta su contesto nazionale “Una generazione in panchina: da NEET a risorsa per il paese”; e il Dott. Stefano Mastrovincenzo direttore IAL nazionale (Innovazione Apprendimento Lavoro) che illustrerà strumenti pratici e proposte concrete per affrontare il disagio generato da questa problematica. Sono invitati a partecipare tutti coloro che a vario titolo si occupano dei giovani.

 

JESI / PNEUMOLOGIA AL “CARLO URBANI”, SE TUTTO VA BENE SOLO 8 POSTI LETTO: ALLARME PER LA CARENZA DI PERSONALE

JESI, 1 dicembre 2017 – Nuovi problemi all’ospedale Carlo Urbani, dove si sta infatti valutando la chiusura o in alternativa l’accorpamento di Pneumologia  con Cardiologia e Medicina.

In questo caso, resterebbero solo 8  posti letto per la Pneumologia. Allo stato attuale  l’impegno e la volontà da parte delle dirigenze ospedaliere per assumere sono  nulle.

Il CUP  unico regionale non assicura la presa in incarico di pazienti  non solo cronici  che andrebbero  seguiti sul territorio locale,  ma con questa deficienza di personale, non si riescono ad aprire le agende per le prenotazioni visite,  con una serie di prestazioni  adeguate.

Il pronto soccorso si intasa al collasso anche per codici che non avrebbero bisogno  di tale servizio se ci fossero ambulatori  dei medici di base attrezzati al monitoraggio degli stessi.

(c. ade.)

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JESI / REDDITO DI INCLUSIONE, SI PUÒ CHIEDERE IL SUSSIDIO: POVERTÀ IN AUMENTO NELLA VALLESINA

JESI, 1 dicembre 2017 – Giornata importante, quella di oggi, 1° dicembre, per i tanti cittadini che si trovano in particolari difficoltà economiche e che potrebbero chiedere il sostegno della comunità; prende il via, infatti, il “Reddito di inclusione sociale (REI)”. Coloro che credono di poter  accedere a questa sorta di sussidio temporaneo si dovranno recare  nell’Ufficio di Promozione Sociale dell’ASP Ambito 9 del proprio comune di residenza .

I contenuti di questo nuovo strumento di vicinanza ai più deboli è stato presentato ieri mattina nella sede dell’ASP9 di Jesi dal Presidente, Sergio Mosconi, dal Direttore, Franco Pesaresi e dalla funzionaria delegata, Nora Bianchi. Mosconi ha messo in evidenza che l’Italia è l’ultimo, tra i Paesi europei, a dotarsi di un progetto a favore delle classi più deboli per il contrasto della povertà. In Vallesina più di 8 mila persone sono nella fascia della povertà; uomini e donne tra i 19 e 59 anni. Certo, è stato detto, il finanziamento stabilito non consentirà di erogare grosse cifre, ma aiuterà persone singole e famiglia ad arrivare a fine mese con un po’ meno pensieri. In effetti il beneficio previsto è di €. 187,5 al mese per chi non ha famiglia, 294,38 € per famiglie con 2 componenti, €. 382,5 in caso di 3 componenti, €. 461,23 per famiglie con 4 componenti e €. 485,411 in caso che il nucleo sia composto da 5 unità. Il contributo sarà erogato a tutti coloro che, avendone i titoli, ne faranno domanda; cittadini che a loro volta, però, dovranno adoperarsi nella ricerca di un lavoro. Quel contributo economico non durerà in eterno; la disposizione prevede solo per un periodo di 18 mesi al termine del quale sarà interrotto per 6 mesi e ripreso poi per un anno ancora. Tale beneficio economico sarà erogato attraverso le carte REI emesse dall’Inps attraverso le Poste.

Per accedere al beneficio occorre possedere determinati requisiti economici quali: una ISEE inferiore o uguale a €. 6,000,00, l’ISRE non superiore a 3.000,00 euro, il valore del patrimoni immobiliare (diverso dalla casa di abitazione) non superiore a €. 20.000, il valore del patrimonio mobiliare non superiore a €. 6.000. Quest’ultimo limite è aumentato di €. 2.000 per ogni componente del nucleo successivo al primo, fino ad un valore massimo di €. 10.000,00

Il Reddito di inclusione sociale sarà erogato a partire dal 1° gennaio 2018, obbligando il soggetto beneficiario a sottoscrivere gli impegni previsti. “Potranno accedere al Rei anche i beneficiari del SIA che ne hanno terminato la fruizione nel 2017 e che hanno requisiti per accedere al REI – leggiamo in una nota dell’ASP9 – I percettori del SIA che non ne hanno invece terminato il godimento nel 2017, potranno richiedere la trasformazione del SIA in REI, fatta salva la fruizione del beneficio maggiore”.

(Sedulio Brazzini)

sedulio.brazzini@qdmnotizie.it

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