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LETTERE & OPINIONI / FORZA NUOVA: “PRONTI AD APRIRE UNA SEDE A JESI”

JESI, 16 ottobre 2017 – Approda anche a Jesi  la raccolta firme dei militanti marchigiani  di Forza Nuova contro l’approvazione della proposta di legge sullo Ius Soli.

Nella mattinata di domenica 15 ottobre un gruppo di militanti del movimento nazionalista ha incontrato i residenti del comune marchigiano dove, in poco più di due ore, hanno raccolto un centinaio di firme.

“Un successo per il nostro movimento, che registra in ogni città una grande partecipazione da parte della cittadinanza – ha fatto sapere il coordinatore regionale di Forza Nuova Andrea Tarsi – Anche a Jesi  i cittadini si sono dimostrati interessati ad ascoltare le nostre istanze ed a partecipare attivamente firmando la petizione.  Forza Nuova rimarrà saldamente in opposizione alla proposta di legge sullo Ius Soli, in base al cui principio si riconoscerà la cittadinanza italiana a chi è ‘nato nel territorio della repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia residente legalmente in Italia’ permettendo, di fatto la cittadinanza anche se uno dei due genitori dovesse essere clandestino. Una vergogna!”.

“La presenza attiva di tutti i cittadini che si sono fermati con noi – continua Tarsi – ci da forza e ci fa capire che stiamo procedendo nella direzione giusta. Entro dicembre apriremo anche a Jesi una nuova sede di Forza Nuova – conclude il Forzanovista – convinti che possa diventare un punto di riferimento per chi è disposto a scendere in strada con noi per difendere la nostra Patria da questa invasione programmata”.

Ufficio stampa Forza Nuova Marche

LETTERE & OPINIONI / OSPEDALE CARLO URBANI: LA TESTIMONIANZA DIRETTA DI GIAMPAOLETTI (INSIEME CIVICO)

JESI 16 ottobre 2017 – Negli ultimi mesi si parla molto dell’ospedale Carlo Urbani con varie problematiche che affronterò in seguito, ma visto che il 19 settembre ho avuto un grave infortunio sul lavoro ad un piede che mi obbliga a stare a casa credo che sia opportuno che vivendo in prima persona la situazione posso fare un quadro della situazione, partendo dall’arrivo in codice rosso al pronto soccorso ricevuto dalla dottoressa, persona qualificata e anche dai suoi eccellenti collaboratori che hanno cercato di darmi informazione della mia situazione.

Marco Giampaoletti

Dopo raggi tac ecc mi sono trovato alla sala gessi ortopedia dove ho trovato il dott. Alessandroni e Pacetti che visto la situazione hanno deciso di operarmi perciò ricovero e operazione dal dott. Carloni.

Nei 5 giorni che sono stato in ortopedia ho trovato un eccellente reparto con infermieri e dottori sempre disponibili a qualsiasi  chiarimento.

Ancora la guarigione sarà lunga ma credo che devo ringraziare a tutti queste persone personale , infermieri, dottori, personale sala operatoria che mi hanno dimostrato una professionalità notevole.

Sicuramente come cittadino e come consigliere comunale sono soddisfatto che a Jesi abbiamo questa professionalità sia in questo reparto ma anche altri come Neurologia ecc.

In questo periodo ho potuto ascoltare anche delle lamentele del personale ho visto anche problematiche di tutti i giorni che ora vi elenco.

Percorrendo con la barella ho visto molti controsoffitti rovinati finestre e muri sporchi da perdite di acqua, porte che non rimango aperte perché le calamite non funzionano, poi il servizio mensa lascia molto a desiderare dove i pasti sono insapore, scotti  e con poca fantasia.

Già le persone che si trovano in ospedale soffrono magari con un pasto più appetitoso hanno la possibilità di passare almeno 10 minuti con soddisfazione del palato.

Altre problematiche: se devo fare una medicazione non posso andare al CUP per fare la richiesta visto che nel mio caso le medicazioni sono due a settimana basta che il dottore di turno mandi il modello compilato della medicazione effettuate e le successive con la data e ora al CUP in modalità informatica in modo che a video dell’operatore del CUP già e visibile per concedere altri appuntamenti.

Anche al pronto soccorso varie problematiche con barelle nei corridoi, perciò poco spazio, inoltre anche in una sala raggi molto piccola dove l’operatore non riesce a sfruttare la potenzialità del macchinario.

Le zanzare. Nella mia camera ne ho contate una quindicina mentre poi si fanno le medicazioni; problema vecchio non risolto ma molte proposte e niente fatti.

Questione parcheggio. Dove i parcheggi dei disabili sono occupati da dipendenti e totalmente disorganizzata la viabilità, dove non si riesce a capire dove andare; di questa problematica nella precedente legislatura ne avevo parlato con ex ass. Bucci e il TDM con un nuovo progetto ma il muro della direzione Asur non si riesce a trovare una soluzione.

Chiedo perciò ai dirigenti di prendere da subito in carico questa problematica che a mio avviso è molto semplice basta mettersi 10 minuti nel parcheggio e vedere il flusso e il comportamento dei cittadini, basta fare una rotatoria naturale in modo che puoi girare tutto il parcheggio senza uscire. Ricordo che non solo solo i cittadini jesini che usufruiscono di questa struttura ma tutta la Vallesina e anche Chiaravalle ecc.

Non si devono fare nuovi parcheggi ma ottimizzare lo spazio presente magari dove il personale potrebbero parcheggiare nelle vie vicino all’ ospedale visto che il vecchio ospedale al viale non aveva un parcheggio come questo ma aveva vie nelle vicinanze.

Inoltre il reparto Ortopedia e situato nella parte sinistra dell’immobile e la sala gessi e medicazioni all’opposto perciò non vicino e una perdita di tempo per trasportare i malati. Veramente assurdo il modo di ottimizzare gli spazi e tempi di lavoro che sono la base di partenza per un risparmio di denaro.

Altra problematica è l’uscita dei pazienti per la conclusione della degenza che in alcuni reparti nonostante il preavviso dell’uscita il paziente deve aspettare circa 90 minuti.

Questa è la situazione che ho vissuto ma che sto vivendo usufruendo di questa struttura vecchia visto che i bagni sono fuori dalle camere basta solamente cambiare l’entrate per averlo in camera in alcune situazione. Mi fa arrabbiare che abbiamo delle eccellenze dal punto di vista medico e per una mancanza di organizzazione per problematiche risolvibili a costo zero si perde credibilità di questa struttura. Ho letto degli incontri del Sindaco, Assessore con la  Dirigenza per affrontare anche altre problematiche questo è positivo e ringrazio di questo ma  visto che il Comune non ha molta responsabilità  puoi veramente incidere solamente con la Conferenza di tutti i Sindaci che potrebbero risolvere le problematiche a livello politico senza pero fare muri per gli schieramenti politici. La salute non si risolve con il colore politico ma con i fatti e a mio avviso è passato troppo tempo e troppe bla bla bla,  è scaduto il tempo non si può più rimandare.

Marco Giampaoletti Consigliere Movimento Politico Insieme Civico

LETTERE & OPINIONI / AVIS JESI: 70 ANNI DI ATTIVITA’, LA GIORNATA DEL DONATORE FA IL PIENO AL TEATRO PERGOLESI

JESI, 16 ottobre 2017  – Un successo la Giornata del Donatore organizzata dall’Avis di Jesi.

Una giornata intensa quella di ieri per l’associazione dei donatori di sangue jesini che quest’anno festeggiano il 70esimo dalla donazione.

Dopo il corteo fino al Municipio per la deposizione della corona d’alloro ai caduti, la banda cittadina ha accompagnato il corteo fino al Teatro Pergolesi.

Presenti tantissimi donatori, il presidente dell’Avis di Jesi Bruno Dottori, il sindaco Massimo Bacci, Daniela Spadini la responsabile dei centri trasfusionali dell’Area Vasta 2, Massimo Lauri presidente di Avis Marche, Romano Zenobi presidente Avis Provinciale, il consigliere regionale Enzo Giancarli e l’assessore jesino Paola Lenti.

«Nell’ambito delle celebrazioni del 90° di Avis Nazionale, dell’80° del provinciale di Ancona la Comunale di Jesi celebra il suo 70° dalla fondazione ha evidenziato Dottori, che non è riuscito a trattenere l’emozione – Ci teniamo a ricordare che comunque il primo gruppo di donatori di Sangue in Italia nacque ad Ancona 90 anni fa comprendendo donatori che venivano da tutta la provincia ed oltre. Oggi la comunale di Jesi conta oltre 1630 donatori e dal suo primo anno di fondazione risultano effettuate oltre 120mila donazioni di sangue e plasma. Quest’anno c’è stato un gran bisogno di sangue per coprire le richieste che venivano dalle strutture Ospedaliere della Regione dall’Ospedale Carlo Urbani ma anche per la compensazione verso le altre regioni come Sardegna e Sicilia per gli ammalati di Talassemia e i derivati di Plasma verso la Puglia. Nelle scorse settimane siamo stati chiamati, con centinaia di sacche anche in soccorso ad una zona di Roma di circa un milione e duecentomila abitanti, dove si è creata una notevole carenza di sangue per colpa di una terribile zanzara, in quanto i donatori di quelle zone non potevano donare». «L’emozione che trapela significa che lavorate con il cuore – le parole del sindaco Bacci – Dobbiamo creare una rete vera tra le associazioni del territorio».

Il presidente Avis, Bruno Dottori

L’occasione anche per presentare il calendario avisino 2018, in dieci lingue, realizzato con i disegni degli studenti delle scuole medie jesine.

Ai più meritevoli, selezionati dai ragazzi del Liceo Artistico “Mannuzzi” coordinati dal professor Massimo Ippoliti, l’Avis di Jesi nell’ambito di “Dono anch’io Alessandro Federici” ha consegnato 600 euro la scuola Leopardi, 500 euro al Savoia, pari merito per Lorenzini e Federico II alle quali sono andati 350 euro ciascuna.

«Il medico trasfusionale è garante della salute del donatore e del paziente» ha evidenziato la Spadini annunciando l’impegno preso per aumentare le donazioni di plasma.

Un plauso all’attività jesina da parte di Zenobi e di Lauri che hanno invitato i giovani a donare sangue.

Presenti al Pergolesi anche la famiglia di Andrea Pisana che lo scorso gennaio raccolse il palloncino Avis lanciato da Jesi per la Giornata della Pace, il presidente dell’Avis di Modica Franco Tona e il vice sindaco Giorgio Linguanti.

Uno scambio di doni tra le autorità e la consegna della borsa di studio intitolata a Malvina Pastorini Ciardi (due gli studenti premiati con 1500 euro e mille euro), ha anticipato la consegna delle cittadinanze benemerite ai donatori che hanno raggiunto le cento donazioni.

La medaglia oro con smeraldo e la cittadinanza sono state conferite a Stefano Barigelli, Mauro Bicchieri, Bruno Dottori, Luca Ferretti, Giorgio Fiordelmondo e Riccardo Saturni.

Sul palco anche i donatori con 75 donazioni: Alberto Anconetani, Paolo Bellagamba, Paolo Carnali, Gianluca Catani, Emanuele Corinaldesi, Luigi David, Andrea Lancioni, Gianluca Mastri, Alfio Paoloni, Paolo Passarelli, Sergio Piccini, Dorotea Ragni, Massimo Rango, Maurizio Ridolfi, Antonio Santoni, Valentino Scuppa e Massimiliano Zenobi.

Altre onorificenze per un minor numero di donazioni sono state consegnate nel foyer del Teatro Pergolesi dopo l’esilarante spettacolo del comico Gabriele Cirilli.

Le celebrazioni per il 70 di Avis Jesi continueranno da mercoledì 18 ottobre fino a domenica 22 nella Galleria del Palazzo dei Convegni con la mostra fotografica “Mille volti Appesi” dove saranno esposte le foto dei donatori.

Avis Jesi

LETTERE&OPINIONI / IL SINDACO SANTARELLI “COMMISSIONE STRAORDINARIA A FABRIANO ED INSERIMENTO IN AREA DI CRISI COMPLESSA. REGIONE DIMOSTRI DI NON VOLER ISOLARE IL TERRITORIO”

FABRIANO, 16 ottobre 2017Come molti ricorderanno nel mese di febbraio il Movimento 5 Stelle protocollò una richiesta per far riunire la commissione lavoro della regione in seduta straordinaria a Fabriano per poter affrontare insieme ai cittadini, alle sigle sindacali, alle associazioni di categoria e agli imprenditori,  la difficile situazione occupazionale del nostro comprensorio. Non avendo mai ricevuto alcuna risposta a tale richiesta approfittammo della presenza dell’Assessore Bora a Fabriano in occasione della presentazione dell’ITI, nel mese di aprile, per consegnargliela a mano. Anche in questo caso però non abbiamo mai ricevuto alcun riscontro.

Sono passati diversi mesi , nel frattempo è scaduta la mobilità per centinaia di ex lavoratori Ardo e la situazione della tenuta del comparto industriale segna il passo con ulteriori segnali preoccupanti, che potrebbero andare a peggiorare una situazione già insostenibile, caratterizzata da una disoccupazione che è stata registrata al 23%. Alla crisi del bianco si sta sommando quella del settore delle cappe, e non solo sul lato della vertenza Tecnowind per la quale si paventa la messa in mobilità per 140 dei 252 lavoratori attualmente sotto contratto, e quello della carta con la diminuzione delle commesse, da poco annunciate, per le locali Cartiere del gruppo Fedrigoni.

A questo si sommano le minacce che incombono sui locali uffici della Camera di Commercio di Ancona che stanno funzionando a singhiozzo e per il futuro dei quali ci sarà un appuntamento importante il 18 ottobre, la sospensione dell’accreditamento per il centro per l’impiego che non potrà più organizzare corsi di formazione a causa di una decisione formalizzata con delibera di giunta regionale a fine agosto e non ultimo il fallimento ormai concretizzato dell’accordo di programma che a fronte di un impegno di diverse decine di milioni non porterà a una ripresa del livello occupazionale sensibile come ci si aspettava.

Per questo motivo durante il prossimo consiglio comunale, in sede di comunicazioni, annuncerò la volontà di presentare un ordine del giorno, che chiederò di sottoscrivere a tutti i consiglieri, per rinnovare la richiesta di indire a Fabriano una seduta straordinaria della seconda commissione regionale. Il documento sarà sottoposto anche alle sigle sindacali e alle associazioni di categoria per un eventuale loro sottoscrizione.  L’obiettivo della commissione sarà quello di analizzare la situazione, capire quali politiche la regione abbia intenzione di mettere in atto per il territorio e valutare la possibilità di chiedere con forza e in maniera unitaria l’inserimento di Fabriano nell’area di crisi complessa. Non c’è più tempo da perdere e la regione deve dimostrare di non voler isolare il nostro territorio come invece alcuni segnali che arrivano da Palazzo Raffaello fanno pensare. Nel caso in cui questo segnale non dovesse arrivare ci riterremmo liberi di intraprendere qualsiasi altro tipo di percorso, senza tralasciare alcuna ipotesi.

 

Gabriele Santarelli – Sindaco di Fabriano

LETTERE&OPINIONI / LA REPLICA, “IMPEGNO CIVILE E POLEMICHE PRIVE DI SENSO”

JESI, 15 ottobre 2017 – Se la patente di antifascismo ad una Amministrazione Comunale viene data dall’adesione o  meno alla pur meritoria attività dell’Istituto Cervi, significa che la quasi totalità dei Comuni italiani sono amministrati da nostalgici del ventennio.

Questa la conclusione a cui porta l’analisi del Pd secondo il quale Resistenza ed Antifascismo non sarebbero congeniali all’Amministrazione di Jesi semplicemente perché la Giunta ha deciso di non rinnovare la quota associativa all’Istituto Cervi, così come a tante altre associazioni delle più disparate finalità a cui il nostro Comune era legato, senza peraltro ricevere alcun ritorno in termini di beni o servizi al territorio ed ai cittadini.

In realtà la scelta ha molto senso pratico e poco senso ideologico.

Molto senso pratico perché le 700 euro di quota annuale del Comune di Jesi – che certamente non scalfiscono il bilancio dell’Istituto Cervi – andranno alla Consulta della Pace, impegnata sul territorio comunale, con scarsissime risorse a disposizione, per azioni di promozione dei valori della solidarietà, della tolleranza, della democrazia, della memoria.

Poco senso ideologico perché quei valori richiamati dal Pd non solo sono forti ed intrisi nella cultura democratica della nostra città, ma sono stati ulteriormente valorizzati in questi ultimi cinque anni in cui si è registrato un rinnovamento culturale e generazionale attorno alle celebrazioni commemorative con una straordinaria e mai vista partecipazione di giovani alla festa del 25 Aprile e al ricordo dei martiri di Montecappone il 20 Giugno, con l’altrettanta significativa partecipazione di nuovi cittadini delle più diverse etnie alla festa della Liberazione di Jesi il 20 Luglio agli Orti Pace.

Questi sono i fatti, evitiamo polemiche e strumentalizzazioni che davvero sono prive di senso.

Comune di Jesi

LETTERE&OPINIONI / DISCARICA, IL COMITATO ACU RISPONDE AL SINDACO DI MAIOLATI

MAIOLATI, 16 ottobre 2017 – Caro Sindaco, chiedere la Valutazione d’Impatto Sanitario della discarica “La Cornacchia” di Moie è un sacrosanto diritto dei cittadini che da anni convivono loro malgrado con questo impianto. Altro che calunnie e illazioni!
La legislazione italiana ed europea ha ormai da anni fatto del principio di precauzione un suo cardine, per cui nel dubbio che un impianto possa arrecare danno alla salute umana occorre fermarsi o quanto meno accertarsi che non dia problemi sul piano sanitario. Nel comune di Maiolati Spontini si registra un eccesso di ricoveri e mortalità per varie patologie tumorali (Documento congiunto Asur-Arpam del 22 febbraio 2016). Si è mai chiesto il perché? Quali provvedimenti intende prendere per chiarire questo problema?
Nel 2011 quando l’Asur evidenziava già qualche criticità e suggeriva di approfondire il problema con uno studio ad hoc su un’area sub-comunale coinvolgendo i pediatri e i medici di base, perché, Lei, che era vicesindaco, non l’ha commissionato visto tra l’altro che all’epoca, al Comune, non mancavano certo le risorse per finanziarlo?
Ci dica piuttosto se è vero che vuole riaprire la vecchia discarica per caricarla di altre centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti con tutti i rischi che ciò comporterebbe sia sul piano ambientale che per la salute della popolazione residente e proseguire, per non si sa quanti anni ancora, a sversare rifiuti nel nostro territorio!
Lei dice nel territorio ci sono altri impianti inquinanti, e allora che cosa aspetta ad intervenire?
Lei, in qualità di pubblico ufficiale, ha l’obbligo di denunciare e di prendere tutti i provvedimenti idonei per sanare queste situazioni, invece di investire ancora soldi pubblici per fare ricorsi, progetti e studi di fattibilità per poter in qualche modo continuare a stipare rifiuti in vasche progettate anni fa per una quantità di rifiuti molto minore.
Sindaco, a chiederle il rispetto del più elementare principio di precauzione e anche di buon senso ci sono solo padri, madri, nonni e tanti cittadini preoccupati per la loro salute e quella dei loro cari.
Siamo disponibili ad un incontro sia con Lei che con la presidente della commissione Ambiente del suo comune.

Comitato cittadini Acu

LETTERE & OPINIONI / CHIARAVALLE, LA PIAZZA E LA DEMOCRAZIA

CHIARAVALLE, 14 ottobre 2017 – La sistemazione di Piazza Mazzini oltre che una necessità è diventata l’occasione per un confronto, seppur parziale e frammentario, per riflettere ed agire sul centro della città, sulla sua organizzazione non solo architettonica ma pure sociale ed economica al cospetto ai tanti cambiamenti cha in questi anni hanno modificato il ruolo e le possibilità di Chiaravalle.

Per questo avevamo salutato con favore l’iniziativa dell’ Amministrazione Comunale di confrontarsi ed ascoltare i cittadini, le associazioni, i soggetti politici.

Con questo spirito abbiamo partecipato all’ assemblea pubblica organizzata alla fine di agosto dalla Giunta e, successivamente, come richiesto, inviato le nostre osservazioni e le nostre proposte ,avanzate tenendo conto, pur criticando alcune scelte (come la viabilità di Viale Rinascita), delle indicazioni del progetto e, quindi, modulandole sullo “stato di cose presenti”.

Purtroppo, da allora nulla è più accaduto,non sono seguite altre assemblee, non è stata attivata nessuna Commissione Consiliare per valutare le nostre, e crediamo altre, proposte, non abbiamo ricevuto comunicazioni che ci “persuadessero dei nostri errori”.

Intanto, come è apparso chiaro dall’ ultimo consiglio comunale, a breve inizieranno i lavori. Meglio poco che nulla si dirà ma il problema si sposta oltre che sull’ educazione ( istituzionale) sulla democrazia e sul modo di renderla effettiva.

La partecipazione, tante volte nominata, è vera se produce confronto, se viene valorizzata, se ha l’opportunità di contribuire alla decisione, altrimenti, al contrario, trasforma i cittadini in spettatori e atomizza la società civile.

RIFONDAZIONE COMUNISTA  Chiaravalle

LETTERE&OPINIONI / “JESI CITTÀ REGIA? MEGLIO CITTÀ IMPERIALE”

JESI, 13 ottobre 2017 – A proposito del levarsi di alcune voci, anche istituzionali, circa il tentativo di assegnare alla nostra città l’appellativo di “regia”, lo storico locale Marco Torcoletti ha già provveduto brillantemente a dimostrare l’inesistenza di documenti  che possano avvalorare il riconoscimento di quel titolo. Del resto i documenti presenti nell’Archivio comunale, e come ampiamente argomentato in un suo scritto anche dal professor Raffaele Molinellli, parlano chiaro. Le due istanze avanzate nel 1939 dall’allora podestà Amadori (la seconda chiedendo l’intercessione dello stesso Mussolini) furono respinte dalla Consulta araldica per ragioni insormontabili: intanto per mancanza di fondamenti storici e poi perché il titolo di “regia” non esiste nella gerarchia araldica. Ora se si vuol contrapporre ai fatti una valutazione socio-politica circa il sentimento di una parte della città, occorre riconoscere che Jesi ha un patrimonio di cultura e di tradizione repubblicana e laica che dal dopoguerra in poi si sono prevalentemente e costantemente manifestate.

Davvero qualcuno pensa, inoltre, che una “autarchica” delibera di Giunta, priva di  qualsiasi fondamento storico e di valore araldico, possa incrementare il flusso turistico in città?

O non è più probabile che ci esponga a facili ironie?

E poi ironia per ironia. Che Jesi sia stata fondata da Re Esio è una leggenda, che l’Imperatore Federico II sia nato qui è storia. Allora perché limitarci? Bando alla modestia, altro che regia! Jesi “città imperiale”.

Gabriele Fava

Ero Giuliodori

LETTERE&OPINIONI / MAIOLATI, IL SINDACO RISPONDE ALL’ACU MARCHE: “SUPERATO OGNI LIMITE DI CORRETTEZZA, INSULTI E ILLAZIONI NON PIÙ SOPPORTABILI”

MAIOLATI, 12 ottobre 2017 – Dichiarazioni strumentali, dettate solo dalla ricerca di visibilità, capaci di superare ogni limite di correttezza e rispetto. È ferma la replica del sindaco Umberto Domizioli di fronte all’attacco del comitato Acu Marche sulla discarica Cornacchia di Moie. Un attacco pretestuoso, che fa riferimento alle ultime decisioni della Provincia che riguardano due interventi di ottimizzazione dello sfruttamento di un comparto della discarica il cui progetto, votato all’unanimità, era stato iniziato dall’Amministrazione che ha preceduto quelle di Domizioli e Carbini.

“Ci chiediamo come amministratori se i rappresentati dell’Acu Marche – scrive il primo cittadino – abbiano mai avuto un elemento concreto, scientifico, provato, documentato che la discarica Cornacchia abbia negli anni creato o attualmente crei problemi per la salute o per l’ambiente. La ricerca di visibilità e di protagonismo portano a strumentalizzare situazioni che nulla hanno a che vedere con i valori di verità e trasparenza che dovrebbero essere alla base di ogni agire, portando il Comitato a superare ogni limite di correttezza e rispetto anche nei confronti di quei cittadini che dice di voler rappresentare”.

Se veramente la battaglia promossa dal Comitato fosse per la salute e per l’ambiente “ci domandiamo perché nel nostro territorio – continua il sindaco Domizioli – vengono sollevati problemi solo per la discarica Cornacchia e non si prende in considerazione nessun’altra situazione da analizzare, verificare, controllare, sempre con l’obiettivo di salvaguardare la salute e l’ambiente? Non è un po’ strano?  Non c’è qualche contraddizione? E perché tutto questo arrovellarsi per le ultime decisioni della Provincia che riguardano due interventi di ottimizzazione dello sfruttamento di un comparto della discarica che esiste da quasi quindici anni, il cui progetto è stato iniziato dall’Amministrazione che ha preceduto quelle di Domizioli e Carbini e che votato all’unanimità aveva trovato tutti d’accordo”.

Il sindaco in un recente tavolo istituzionale con i rappresentanti delegati della Regione Marche ha stabilito una tabella di marcia per rendere operativa la richiesta di approfondimenti sanitari e ambientali nei nostri territori.

“Nonostante tutto, con tutta la nostra serenità, ma con altrettanta fermezza – conclude Domizioli – siamo a invitare per l’ennesima volta i rappresenti a un confronto pacato sui fatti concreti, sui riscontri scientifici, sui dati oggettivi e con ulteriore fermezza e convinzione vogliamo sottolineare che non tollereremo più che le nostre persone, la nostra attività di amministratori, il nostro Comune e i suoi dipendenti, la SOGENUS e i suoi dipendenti siano bersaglio di affermazioni, accuse, insulti e illazioni come è stato fino ad oggi anche da parte dei rappresentanti del Comitato Acu Marche”.

Il sindaco

Umberto Domizioli

LETTERE & OPINIONI / MASSACCESI SCRIVE A CASINI: “CERCARE LA VERITA’ E FARE CHIAREZZA SUL DISSESTO DI BANCA MARCHE”

JESI, 10 ottobre 2017 – Quale Presidente del Consiglio Comunale di Jesi ho ritenuto doveroso scrivere una lettera al Sen. Pierferdinando Casini – Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario – per chiedere attenzione e considerazione sulle questioni contenute nella Relazione Finale approvata dal Consiglio Comunale di Jesi in data 21 Settembre 2016, frutto di mesi di lavoro e di incontri, di audizioni e di raccolta di documenti, che gli ho inviato.

Il tutto fiducioso che possa costituire un valido contributo ai lavori che, più autorevolmente di noi, e sicuramente con maggiori mezzi e capacità, tutti i componenti della Commissione Parlamentare si accingono a fare, e ciò anche dopo essere stato contattato a suo tempo dal Direttivo dell’Associazione Vittime del Salva-Banche, che raggruppa i risparmiatori che si sono uniti dopo l’azzeramento per D.Lgs. 180/2015 (Decreto Salva-Banche) dei propri risparmi investiti in obbligazioni subordinate ed azioni di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti.

Dopo mesi di attesa, avendo appreso della recente istituzione di una Commissione Parlamentare di Inchiesta sul sistema bancario, come da legge 12/07/2017, n. 107, è peraltro sorprendente vedere come la politica, dopo aver detto e ribadito, per mesi, il suo impegno per una Commissione di Inchiesta che avrebbe dovuto fare chiarezza su quello che è successo ai 4 Istituti creditizi finiti in ginocchio, e poi risolti, dei nostri territori, sia riuscita ad istituirla solamente a pochi mesi dalla fine della legislatura, e dopo un anno di rinvii.

Nell’interesse dei nostri territori e praticamente degli unici (o quasi) risparmiatori azzerati e sacrificati di tutta la storia della Repubblica Italiana, c’è l’auspicio che la Commissione, pur nella ristrettezza dei tempi, possa farsi carico ed assumere l’onere di cercare almeno la verità, e non solo i responsabili, materia peraltro di competenza di altre Istituzioni, e di fare chiarezza soprattutto sul dissesto di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e Carichieti.

Il Consiglio Comunale di Jesi, probabilmente l’unico a farlo in Italia, aveva istituito una apposita Commissione di Studio su “Banca delle Marche” il 15 Dicembre 2015.

 

Daniele Massaccesi Presidente del Consiglio Comunale di Jesi