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LETTERE&OPINIONI/ MAIOLATI, SUCCESSO DELL’AMATRICIANA SOLIDALE AL COLLE CELESTE

MAIOLATI SPONTINI, 23 agosto 2017 – Grande risposta da parte del pubblico per l’“Amatriciana solidale” organizzata nei giorni scorsi al parco Colle Celeste dalla Fondazione Gaspare Spontini e dall’Amministrazione comunale. Un’iniziativa a favore della Casa di riposo del capoluogo collinare, resa inagibile dopo la scossa di terremoto del 30 ottobre 2016 e trasferita alla Casa Paolo VI. L’iniziativa è stata un successo non solo per la grande affluenza di cittadini ma anche per il clima di partecipazione emotiva che l’ha caratterizzata. Il tutto è stato possibile grazie all’opera del presidente della Fondazione Gaspare Spontini, Paolo Perticaroli, di alcuni volontari e di diversi cittadini maiolatesi che si sono adoperati per la riuscita della serata gastronomica a base di Amatriciana e di cous cous preparato da Fatiha (vincitrice del miglior piatto straniero del Comune e residente a Maiolati).

La serata è stata arricchita e allietata da momenti di intrattenimento e spaccati di vita quotidiana del paese. Molto apprezzata la proiezione a cura del tecnico Rai Sandro Borgiani che ha passato in rassegna vecchi filmati della vita maiolatese di un tempo, come pure la musica dell’orchestra Riciclato Band, diretta dal maestro Gianpiero Ruggeri. Ospiti della serata anche i cinque ragazzi di Arquata Scrivia (AL) dell’associazione culturale “Il Germoglio” che hanno fatto tappa a Cupramontana nel percorso a piedi che li porterà ad Arquata del Tronto, oltre ad una delegazione della Pro loco di Arquata del Tronto.

“La serata è stata l’occasione – commenta il vicesindaco Silvia Badiali – per rendere la cittadinanza e anche i turisti, soprattutto romani, che in questi giorni popolano il centro collinare, consapevoli e partecipi dei progetti innovativi che la Fondazione è in procinto di attuare nel settore dell’ospitalità della terza età. La Fondazione può ben costituire un volano per la crescita del capoluogo collinare, sia per ciò che rappresenta dal punto di vista economico-occupazionale che da quello appunto delle proposte sociali che ci permettono di offrire servizi che non perdano mai di vista la dignità, il valore e la bellezza della persona a qualsiasi età”.

L’Amministrazione comunale

LETTERE&OPINIONI / FEDERCACCIA ANCONA: “CHI HA SPARATO ALL’AQUILOTTO È RANCOROSO IMBECILLE CONTRO MADRE NATURA”

FABRIANO, 22 agosto 2017 – Cari Presidente di WWF Marche e Direttore del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, ho letto con grande sconforto e rammarico del riprovevole e insano gesto contro l’aquilotto, affascinante creatura che, grazie all’area protetta, assieme ad altri rari rapaci, è tornata ad arricchire il patrimonio di biodiversità delle nostre colline e a solcarne maestosamente i cieli.

Conoscete il personale impegno nel richiamare il nostro mondo venatorio al rispetto delle regole di civiltà, all’etica venatoria e alla coscienza di uomini prima che cacciatori.

L’episodio, purtroppo, mi riporta a quello di mesi addietro contro il rarissimo ibis eremita, condannato dalla totalità di quanti amano la caccia. Comprendo, ma per niente condivido, il dito puntato d’istinto contro il/i cacciatori.

Chi si abbassa al vigliacco gesto è, semmai, ignorante possessore di fucile e magari titolare di porto d’armi e forse licenza di caccia, nel qual caso però è solo rancoroso imbecille verso madre natura o stolto bracconiere, mai cacciatore. Non è difesa d’ufficio di una categoria troppo spesso, e a torto, bistrattata.

È, nell’attesa che si individui e sanzioni com’è doveroso il colpevole del crudele gesto, una chiamata di sana riflessione. Ciascuno alle proprie responsabilità. Nella circostanza, per doverosa informazione, mi corre l’obbligo rammentare che i CRAS (centri di recupero animali selvatici) fruiscono, per la loro encomiabile esistenza ed operatività, di parte dei fondi versati dai cacciatori per l’esecizio dell’attività venatoria.

Non vuole essere questo, palliativo alla coscienza, ma convinta espressione di civile partecipazione che, più volte sollecitata a tutti (cacciatori o meno), mi permetto di offrire a chi rispetta gli animali e vive il comune ambiente. Con la disponibilità di tutti gli associati per ogni informazione e supporto.

Ivo AmicoFedercaccia Provinciale Ancona

LETTERE&OPINIONI / VICENDA ATA: JESI IN COMUNE PER LA GESTIONE PUBBLICA DEL SERVIZIO RIFIUTI

JESI, 21 agosto 2017 – La vicenda ATA, legata alla gestione provinciale dei rifiuti, ha un rilievo politico importante, dato il territorio coinvolto, le ingenti risorse pubbliche impiegate e, soprattutto, data la materia trattata.

Jesi in Comune è, senza dubbio alcuno, perchè la gestione di servizi così rilevanti e strategici per la vita e la salute dei cittadini, rimanga affidata al pubblico e mai privatizzata. Quindi siamo favorevoli ad oggi, date le normative vigenti, all’affidamento in house del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti.

Detto questo però, la questione appare un po’ più complessa da un punto di vista procedurale. In particolare, riteniamo che sarebbe stato opportuno, prima di procedere all’affidamento, che vi fosse stato un Piano d’ambito Provinciale che definisse il fabbisogno complessivo dei servizi dell’area di pertinenza, nonché specifiche soluzioni tecnico-gestionali e finanziarie connesse. Viceversa, invece, si rischia di sovvertire il rapporto tra lo strumento di programmazione ed il modello di gestione, con la illogica conseguenza di appiattire il primo sul secondo e di rendere quasi inutile il PEF (piano economico finanziario) allegato alla proposta che dovrà, successivamente, adeguarsi al futuro Piano.

La gestione pubblica, per noi essenziale, deve però necessariamente farsi carico della valutazione della efficienza, efficacia ed economicità della scelta. E questo sia da un punto di vista strettamente politico dell’agire amministrativo, a tutela degli interessi dei cittadini e delle cittadine, cercando di esercitare al meglio anche il c.d. controllo analogo, che da un punto di vista giuridico. Infatti, la normativa vigente impone all’ente pubblico un onere di motivazione rafforzato ed analitico laddove opti per una gestione in house e, date le circostanze, appare difficile ipotizzare che l’ATA sia in grado, in assenza di un PdA appunto, di spiegare le ragioni e le finalità che giustificano tale scelta, anche sul piano della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria e, di scongiurare, quindi, possibili ricorsi giudiziari. Avremmo dunque preferito maggior cautela, proprio al fine di poter addivenire ad una gestione pubblica, messa al riparo da tutte le incertezze suddette.

Jesi in Comune

LETTERE&OPINIONI / DISCARICA SOGENUS, MAIOLATI: “IL RICORSO DI CASTELBELLINO E MONTE ROBERTO ALLONTANA ANCORA DI PIÙ I NOSTRI COMUNI”

MAIOLATI, 12 agosto 2017 – L’Amministrazione comunale di Maiolati prende atto della volontà dei Comuni di Castelbellino e Monte Roberto di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro l’autorizzazione che la Provincia di Ancona ha rilasciato al progetto delle due varianti presentate dal Comune di Maiolati Spontini.

“Accogliamo con dispiacere questa decisione che allontana ancora di più i nostri Comuni così vicini territorialmente. Speravamo che – dopo un tentativo di mediazione proposto dal nostro Comune – si sarebbe potuto evitare questo ricorso, ma evidentemente ci sbagliavamo. Abbiamo “messo nero su bianco” che non sarebbero stati avanzati ulteriori progetti di interventi che prevedevano la costruzione di nuove vasche per l’interramento di rifiuti, ma non è stato sufficiente. Abbiamo specificato che il comune di Maiolati Spontini è interessato solo ed esclusivamente ad appurare la fattibilità tecnica di un intervento di manutenzione straordinaria sulla copertura della parte di discarica chiusa con le modalità precedenti il Decreto 36/2003, ma non è bastato. L’intervento, se autorizzato dagli Enti competenti, sarebbe quanto mai opportuno per porre un termine alla produzione del percolato che cesserebbe una volta arrivati all’inertizzazione dei rifiuti a patto che venga realizzata una copertura impermeabilizzata alle acque piovane. Ciò consentirebbe, da un lato, benefici ambientali legati alla fine della produzione del percolato, la cui durata a causa delle infiltrazione di acque superficiali sarebbe illimitata, e, dall’altro, benefici economici legati al risparmio dei costi di smaltimento dello stesso. Oltretutto tale intervento, al momento solo ipotizzato, si esaurirebbe in un arco di tempo limitato al massimo di due anni.

La sentenza del TAR MARCHE dello scorso gennaio ha confermato il diniego da parte della Provincia di Ancona al progetto di ampliamento presentato nel 2013 dal Comune di Maiolati Spontini. Nonostante i molti dubbi, soprattutto in merito all’applicabilità della norma sulle distanze, l’Amministrazione Comunale ha comunque rinunciato oggi ad ogni proseguimento dell’iter giudiziario.

Questa decisione, pur avendo l’Amministrazione il diritto di appurare fino in fondo la correttezza o meno del progetto presentato, è stata presa con senso di responsabilità e anche per non esasperare ulteriormente le lacerazioni e le polemiche createsi nel territorio.

Vogliamo ripartire da questa scelta e per farlo abbiamo deciso, come primo passo, di dedicare i fondi accantonati per il ricorso al Consiglio di Stato, pari a circa 10.000 euro, a progetti rivolti alla scuola e ai servizi sociali, due settori cruciali e delicatissimi intorno ai quali dolorosi sono stati i tagli previsti dall’ultimo bilancio”.

L’Amministrazione comunale di Maiolati

LETTERE&OPINIONI / “FINE VITA DELLA DISCARICA: HA ANCORA PREVALSO L’AVVENTURA E L’ARROCCAMENTO!”

MAIOLATI, 12 agosto 2017 – Dopo la ineccepibile bocciatura dell’  ampliamento/completamento da parte del TAR, per evitare un impatto traumatico sul bilancio comunale e sull’occupazione nella SOGENUS, abbiamo appoggiato l’ approvazione del progetto di riprofilatura del IV stralcio che portava, a fronte di un modesto aumento di cubatura, ad  una chiusura meno affannosa dell’ impianto, concretizzando soprattutto una  possibilità  storica: chiudere definitivamente lo scontro distruttivo fra  Maiolati e diversi  comuni della Vallesina sulla durata della discarica.

Nell’incontro fra Sindaci   del 12 Luglio u.s., è stato chiarito infatti, che se il nostro Consiglio avesse deliberato che questo era l’ultimo atto dell’ attività della discarica, i comuni  limitrofi non avrebbero presentato  ricorsi giurisdizionali, consolidando così le Autorizzazioni.

I partiti che sostengono la Giunta, ad eccezione di Sinistra Italiana,  hanno buttato a mare questa possibilità perché vogliono continuare ad interrare, delegando  così la scelta alle aule dei tribunali, gettando nuovamente e senza pudore, nell’incertezza il bilancio e la SOGENUS.

Il tutto, con ogni probabilità, suggellato  da un bell’ accordo spartitorio di poltrone nel rinnovo degli organismi direttivi  della società. 

Se questo accadrà le responsabilità saranno ben chiare!

Noi, capendo le ragioni di chi lecitamente si opporrà al TAR, proseguiremo la nostra opposizione costruttiva nell’ interesse dei cittadini, ricercando  un’ alternativa unitaria, seria e credibile a questo modo maldestro di amministrare.

DUE PAROLE INFINE SULL’ OPERAZIONE RIMPASTO!

Nel 2014  non c’è  stato ricambio nella Giunta e ciò ha spinto  alcuni di noi ad uscire dal PD e contribuire alla formazione di questa lista civica.

Nella Giunta quindi, se c’è rinnovamento ben venga. In questi mesi si è però evidenziato a livello nazionale con Renzi, che un ricambio generazionale senza vera innovazione politica e qualitativa, ha perso e sta favorendo la rinascita del centro destra di vecchio stampo  con  personaggi già abbandonati dagli elettori.

Se a Maiolati  il rinnovamento significa, come pare, disinteresse alla collaborazione intercomunale e continuità della vecchia politica sui rifiuti, sarà un’ ennesima  bolla di sapone.

Aldo Cursi, capogruppo consiliare “Innovazione e Responsabilità”

LETTERE&OPINIONI / RIFONDAZIONE COMUNISTA: FLOP QUADRILATERO

JESI, 10 agosto 2017 – Torna di nuovo al centro dell’ attenzione la Quadrilatero.

La denuncia di Legambiente Marche, la richiesta di sospendere l’intervento della “bretella” di collegamento tra Fabriano e la statale 77, riapre la riflessione, temiamo purtroppo tardiva, su un’ opera di grande impatto ambientale, di enorme impegno finanziario, di scarsa , anzi scarsissima utilità, prova ne sia il fallimento totale delle cosiddette, “aree leaders”, cioè quei terreni che le nuove arterie avrebbero dovuto valorizzare e che si sarebbero dovute riempire di fabbriche e di attività economiche, così appetibili da finanziare per intero l’opera.

È evidente così non è stato, tanto che il costo ha pesato tutto sull’ erario pubblico e i danni ambientali e anche economici, vista che la nuova arteria ha tagliato fuori decine di località e il piccolo commercio che vi insisteva , resteranno irreversibili. Senza dire di quanto e come quelle risorse sprecate nella “Quadrilatero” avrebbero potuto essere volano per opere, pensiamo al mai finito raddoppio della linea ferroviaria Orte Falconara, alla riapertura della Fano Urbino, alla risistemazione ed ammodernamento delle strade Provinciali, oggi per altro in gravissimo dissesto, che meglio avrebbero corrisposto e che, purtuttavia restano indispensabili,  ad una logistica utile per l’economia regionale fatta di distretti, e con grandi potenzialità nell’ artigianato, nell’ agricoltura di qualità , nel turismo, come, paradossalmente, la grande sventura del terremoto ha dimostrato quando azioni intelligenti come “risorgimarche” hanno saputo coniugare cultura, voglia di riscatto dal basso, economie del territorio.

Fin dall’ inizio abbiamo denunciato, spesso soli,  la sciocchezza , l’inutilità e le caratteristiche speculative della Quadrilatero,  fu una battaglia generosa ma furono troppi i distratti, i titubanti, i miopi, oggi forse, è possibile fermare l’ultimo scempio e indicare una nuova destinazione per quelle, comunque, ingenti risorse.

Le emergenze e i ritardi della ricostruzione post terremoto ce li indicano, inidispensabile però sarà una mobilitazione diffusa e convinta e la determinazione a far si che siano le comunità e le istituzioni locali a gestire e controllarne il percorso.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

LETTERE&OPINIONI / CASTELBELLINO E MONTE ROBERTO RICORRONO AL TAR CONTRO AMPLIAMENTO DISCARICA

VALLESINA, 10 agosto 2017 – Il Comune di Castelbellino ed il Comune di Monte Roberto, hanno impugnato la determinazione della Provincia di Ancona con la quale è stata autorizzata la richiesta di ampliamento della discarica Cornacchia di Maiolati Spontini basata sulla richiesta di innalzamento delle quote di abbancamento nel rispetto dei profili autorizzati e la contemporanea variazione del pacchetto di copertura superficiale finale e l’innalzamento temporaneo delle quote di abbancamento di progetto; tale autorizzazione, che ha come effetto pratico l’ampliamento della capacità di smaltimento della discarica per ulteriori 180 mila mc, pari a circa due anni di attività di smaltimento, è stata impugnata dai due Comuni con una istanza depositata venerdì 4 agosto presso il Tar di Ancona che ha come oggetto  “annullamento, previa sospensione dell’efficacia, con richiesta di misura cautelare monocratica ex art. 56 cpa”.

I motivi di diritto principali che hanno condotto alla decisione sono fondati su “illegittimità consequenziale dell’Aia per vizi in relazione al procedimento sulla Via, per la violazione e la falsa applicazione del Piano Regionale dei Rifiuti 2015 e per la violazione della Direttiva Comunitaria art.13 dir. 1999/31CE, violazione e falsa applicazione del principio di Precauzione, la presenza di varie illegittimità procedurali e di istruttoria per la Via e l’Aia.

Il ricorso dei due Comuni si è reso necessario in quanto, nelle varie occasioni di incontro e nella discussione pubblica nei vari consessi, il Comune di Maiolati ha sempre manifestato l’obiettivo di procedere ad ulteriori nuovi ampliamenti utilizzando le ultime deliberazioni della Provincia di Ancona; il prolungamento dell’attività di smaltimento per altri due anni, è stata considerata funzionale soltanto al mantenimento dell’attività stessa, senza la presentazione di alcuna iniziativa di riconversione del sito e dell’attività svolta dalla Sogenus, in attesa di procedere verso nuovi ampliamenti utilizzando come riferimento normativo alla base dei progetti le stesse risultanze normative con le quali è stata emessa l’ultima autorizzazione in oggetto del ricorso.

I richiami alla disponibilità delle Amministrazioni ricorrenti a valutare un accordo per un fine vita della discarica entro il 2019, volontà manifestata anche in occasione degli incontri con le rappresentanze provinciali delle varie sigle sindacali, non è stata minimamente presa in considerazione del proponente degli ampliamenti Comune di Maiolati che in tutta risposta ha confermato la volontà di procedere addirittura al disinterramento della copertura delle vasche già chiuse da anni richiedendo nuovamente una riprofilatura ed un nuovo profilo di abbancamento che avrebbe comportato un nuovo ampliamento fino alla capacità considerata possibile in riferimento alla propria interpretazione normativa.

Alla luce dei fatti, delle scelte amministrative, dei vizi e delle violazioni normative espresse nei motivi di diritto risultanti alla base del ricorso, i Comuni di Castelbellino e Monte Roberto hanno considerato ineludibile la richiesta di un pronunciamento della Giustizia Amministrativa in relazione all’ampliamento deliberato dalla Provincia di Ancona il 7 giugno u.s.

 

Massimo Costarelli, vice sindaco Comune di Castelbellino

per conto dell’Amministrazione comunale di Castelbellino

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LETTERE&OPINIONI / M5S: “LUCIFERO” METTE A DURA PROVA IL PRONTO SOCCORSO DI JESI

JESI, 9 agosto 2017 – Il caldo asfissiante di questi giorni ha causato in Vallesina un aumento esponenziale dei malori legati alle alte temperature ed uno scompenso delle condizioni cliniche delle persone anziane pluripatologiche che  come conseguenza hanno portato ad un iperafflusso presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino.

I numeri sono eloquenti : alle 20 circa di lunedì 07/08/2017 si registrava presso il reparto di emergenza il tutto esaurito,o per meglio dire, eravamo in presenza di un “sold out” dei posti in barella.

In attesa vi erano 30 persone di cui 14 codici gialli e 16 codici verdi, mentre tra i pazienti già in presi in carico si annoveravano 11 persone di cui 2 in codice rosso e 9 in codice giallo.

Tale situazione si trascinava dalla serata precedente ma purtroppo l’impegno encomiabile degli operatori sanitari nulla ha potuto per arginare la maxi richiesta di cure.

In tutto questo caos ci  chiediamo: che risposte ha dato la Direzione Ospedaliera? Ha cercato di favorire le richieste dei sanitari impegnati a prestare le necessarie cure alle persone? Come viene tutelata la privacy dei i pazienti che sostano per numerose ore nei corridoi del pronto soccorso cittadino? Ma soprattutto: chi si occupa dei pazienti barellati in attesa della visita o del proseguimento degli accertamenti?

Si vedono sfrecciare infermieri e medici da una stanza ad un’altra ma non c’è una figura dedicata che risponda ai bisogni anche più semplici di chi è in attesa. L’umanizzazione dell’accoglienza nel Pronto soccorso è un percorso relativamente nuovo, ma nondimeno necessario. Le figure di nuovi professionisti sanitari, quali gli “Assistenti di Sala”, potrebbero dare una risposta ad una esigenza di compartecipazione sempre più richiesta dagli utenti.

A seguito della raccolta firme, per una discussione sul Pronto Soccorso, effettuata dal Movimento5stelle Jesino, si era arrivati a convocare un’assemblea straordinaria il 26 aprile 2017 durante la quale tutto il Consiglio Comunale si era impegnato ed aveva impegnato il Sindaco ad una presa di posizione nei confronti dell’Area Vasta 2 firmando all’unanimità un documento redatto dal movimento5stelle per cercare di dare un indirizzo nuovo alla situazione di difficoltà che da lunghi mesi si protrae.

I fatti parlano chiaro ed i numeri non si smentiscono, Jesi ed il suo Ospedale soffrono di carenze organiche e strutturali. La situazione è insostenibile e la fuga dei camici bianchi dal pronto soccorso Jesino sono il sintomo di una situazione di abbandono.

Non di minor importanza è la situazione della Broncopneumologia che in questi mesi estivi ha tirato un sospiro di sollievo solo grazie alla chiusura temporanea del medesimo reparto presso il nosocomio di Osimo. Ricordiamo che questa boccata d’ossigeno però è a tempo determinato, in quanto dal 18 di settembre 2017 si ritornerà alla situazione di emergenza del personale medico perché riaprirà i battenti la Pneumologia di Osimo e quindi i medici qui dirottati temporaneamente faranno ritorno al reparto di loro assegnazione.

Come movimento5stelle nella figura della Ns Consigliera Regionale Romina Pergolesi, abbiamo fatto un accesso agli atti presso la Direzione di Area Vasta 2 per capire come intenda procedere con le assunzioni di Dirigenti Medici specializzati in Malattie dell’apparato respiratorio avendo redatto a seguito di concorso una graduatoria di merito, come si evidenzia dalla determina n.471 del 29/03/2017.

Come Movimento5stelle chiediamo che la Dirigenza prenda in mano le redini al più presto per cercare di incrementare il personale e le infrastrutture da mettere a disposizione del pronto Soccorso e della Broncopneumologia e ci auguriamo che il Sindaco Bacci rivendichi tale necessità con i vertici regionali. Non può più essere tollerata ulteriormente una tale situazione e siamo stanchi di balletti di incontri e lettere varie che sortiscono solo l’effetto di far finta che si faccia qualcosa. Ormai esistono reali possibilità di rischi per i cittadini per cui è ora che si agisca con azioni pressanti.

Claudia Lancioni, consigliera comunale Movimento5stelle Jesi

LETTERE&OPINIONI / CLAUDIA LANCIONI (M5S): DISABILITA’ PATRIMONIO DELLA COMUNITA’

JESI, 7 agosto 2017 – Lo scorso venerdì 4 agosto al palazzetto dello sport si è tenuta la conferenza stampa sul progetto European Games of Integrated Fancing (EU.GIF) alla presenza del sindaco, dell’assessore Ugo Coltorti e del progettista Marco Cardinaletti.

Claudia Lancioni

Questo progetto prevede l’organizzazione di un evento di scherma internazionale a Jesi di persone con diverse abilità, un momento di inclusione sociale sportiva e culturale importante per la nostra città e argomento che sta molto a cuore a noi del MoVimento 5 Stelle.

Le Disabilità sono un grande patrimonio di questa comunità (anche se questo concetto non è ancora ben compreso nella nostra città) come lo sono le grandi campionesse ed i grandi campioni espressi dal nostro club scherma, a sua volta generato dall’illustre Maestro Ezio Triccoli.

La partenza non è stata delle più partecipate; ad onorare questo momento mi sarebbe piaciuto che ci fossero stati altri consiglieri comunali o in particolare l’assessore ai servizi sociali perché il tema è importante, JESI ha bisogno di questo passaggio culturale e noi come rappresentanti delle istituzioni dovremmo essere d’esempio.

Ringrazio tutti i partecipanti, Mario Sperandini dell ‘Anffas nazionale, Antonio Massacci dell’ Anffas di Jesi, il FIS, Alberto Proietti Mosca presidente del club scherma di Jesi e Marco Cardinaletti che con il suo staff e il suo impegno darà a Jesi questa opportunità di crescita umana e culturale.

Mi piace precisare che il progettista prende spunto per questo progetto dalla sua vicinanza all’Anffas di JESI e qui voglio ribadire l’importanza della collaborazione tra associazioni e comune.

Spero che questa iniziativa non rimanga isolata e che ad essa seguano altri eventi e delle azioni concrete per una JESI sempre più attenta alle esigenze delle persone con disabilità, visto che nei 5 anni passati troppo spesso ai tanti annunci ed alle tante promesse sono seguiti pochi fatti…

 

 

CLAUDIA LANCIONI – Portavoce Consigliere Comunale M5S Jesi

 

LETTERE&OPINIONI / TORRE ERAP, MEETUP SPAZIO LIBERO: “PRONTI A RICORRERE ALLE VIE LEGALI”

JESI, 5 agosto 2017 – Finalmente – inaspettatamente – gira gira, una verità è saltata fuori.

Durante il Consiglio comunale del 28 luglio scorso, il Sindaco Bacci, parlando della Torre Erap, conferma le tesi che il Meetup sostiene da oltre un anno con le tre diffide e i tanti comunicati e volantini.

Tra le sue tante interessanti dichiarazioni in Aula, ci soffermiamo su alcune:

 “Il terreno edificabile (si parla naturalmente di via Tessitori) – dice il sindaco – è stato venduto in modo tale che la STU  potesse andare avanti. Quando si è capito che la STU  non aveva equilibri finanziari (in parole povere – aggiungiamo noi – spendeva ma non incassava niente), il Comune ha conferito l’immobile nella STU  e il terreno edificabile è stato venduto ….. con la finalità di poter tenere in piedi la STU , sennò non aveva senso venderlo in quel periodo.”

Non solo. Dopo questa ammissione, ha aggiunto “Dunque, abbiamo fatto questo passaggio, abbiamo venduto l’immobile, poi il Comune all’ERAP gli ha pure detto questo: partecipa per cortesia a un bando, che era provinciale, per un contributo di 1 milione e 8. “ … “Gli abbiamo chiesto nel 2010 2008? non ricordo,  di partecipare a quel bando, che tra l’altro ha vinto.”

L’affermazione è vera solo in parte: il Comune ha chiesto all’ERAP di partecipare al bando (comunale, non provinciale), ma l’invito lo ha  rivolto  prima della vendita del  terreno edificabile. Non dopo.

O meglio, l’ERAP ha accolto l’invito del Comune di Jesi ma ha posto quale condizione per l’acquisto del terreno il fatto che l’ERAP stesso risultasse vincitore  del contributo regionale di circa 2 milioni, di cui il Comune avrebbe dovuto gestire imparzialmente la procedura di gara. L’aggiudicazione del contributo è avvenuta ad agosto 2010 e l’acquisto del terreno a dicembre dello stesso anno. Parliamo di un  bando di concorso su ambito comunale per la concessione di contributi di edilizia agevolata finalizzati non solo ad interventi di nuova costruzione, ma anche di  recupero, di acquisto con recupero di alloggi da parte di operatori non solo pubblici, ma anche privati (Cooperative di abitazione, le Imprese di costruzione, i Consorzi o le persone giuridiche da questi costituiti).

Qui sta l’inghippo.

Nelle nostre DIFFIDE sono elencate altre irregolarità gravi che successivamente si sono praticate anche sotto l’Amministrazione Bacci, tutte finalizzate a conservare il contributo regionale in capo all’ERAP e non rimettere in discussione l’incasso di 850 mila euro della vendita del terreno.

Ci piace sottolineare che abbiamo rivolto tali DIFFIDE per sollecitare l’adozione di provvedimenti correttivi, in sede di autotutela, da parte degli organi tecnici e politici comunali,  non per fare la battaglia di un partito che non siamo o per denigrare qualcuno.

Se però ci si costringe ad andare fino in fondo, non ci tireremo indietro, né sul piano politico, né su quello legale.

Meetup Spazio Libero Jesi