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JESI / VIA MARCONI: CASA ABBANDONATA E DETERIORATA DAL TEMPO, NECESSARIO INTERVENIRE

JESI, 20 agosto 2017 – Le casse pubbliche sono sempre più in rosso al punto tale che il debito pubblico aumenta mese dopo mese; nonostante ciò, nessuno fa nulla per ridurre questo fenomeno abbandonando la cura delle proprietà statali.

Lavori iniziati e mai completati, opere pubbliche inaugurate più volte in occasione di qualche evento elettorale e poi dimenticate.

Di situazioni di questo genere ne esistono a migliaia in tutta Italia e la nostra città non è certo esclusa dall’elenco.

I nostri lettori ricorderanno la vicenda delle “carcerette”, vale a dire la ristrutturazione del vecchio complesso per ricavarne 8 alloggi di edilizia residenziale pubblica, oltre a locali per uso di diverso; lavori appaltati il 24 luglio 2012 e ancora con le quattro frecce accese perché mai terminati. Un bene immobile che potrebbe consentire di introitare qualche euro di affitto nelle casse pubbliche che però non produce alcun reddito. Ma il bene delle carcerette non è certo l’unico; almeno in altri due casi il cittadino si sente frodato perché  altrettanti fabbricati non solo non sono utilizzati in qualche modo (appartamenti, garage, magazzini, ecc.) ma addirittura rischiano di crollare.

Di uno di questi beni ne abbiamo parlato più volte nel corso degli anni; ci riferiamo allo stabile di via del Verziere dove un tempo era operativo un reparto dell’aeronautica militare che vi aveva installato un centro di ricezione e trasmissione per aerei. Quello stabile, con tutta l’area circostante, alcuni decenni or sono, fu venduto al Comune in cambio di appartamenti da destinare al personale dell’aereonautica. Gli amministratori pubblici dell’epoca ( e quelli che si sono succeduti fino ai giorni nostri) hanno fantasticato sull’utilizzo di quel bene, ma col passare del tempo non fu mai presa alcuna decisione se non quella – visto che nel frattempo i capannoni erano crollati e il fabbricato era diventato ricettacolo di senza dimora – di transennare la casetta e mettere il parco a disposizione della gente del Verziere, quartiere dove insiste la struttura. Anche in questo caso non si è voluto far si che da quel bene si potesse trarre qualche beneficio, diretto o indiretto. Già, perché all’epoca si parlava di concedere quello stabile alla popolazione per farne un punto di ritrovo per  la gente del quartiere.

Arriviamo a quello che, al momento, è l’ultimo esempio di abbandono di un bene pubblico che, se recuperato, potrebbe fruttare qualche soldo. Ci riferiamo a quel fabbricato di via Marconi dove un tempo vivevano due famiglie di dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Anche in questo caso, stando alle testimonianze degli abitanti della via, quella casa risulta abbandonata da decenni ed il fatto e ben deducibile dalle condizioni generali.

Visto il graduale e costante deterioramento della struttura i proprietari (le ferrovie dello stato?) hanno nel tempo adottato alcuni provvedimenti quali murare le porte d’accesso e poco altro ancora. Sta di fatto, però, che il fabbricato è andato via via deteriorandosi al punto tale che in molte parti il tetto non esiste più e là dove ancora sembra esserci risulta seriamente danneggiato e, cosa ancor più grave, pericoloso. Già, perché se su quella copertura dovesse abbattersi un forte vento niente di più facile è vedere volare pannelli di legno e tegole. Guardando all’interno dalle finestre danneggiate è facile vedere il cielo e guardando il cornicione si possono notare le condizioni del rivestimento esterno.

Parlando con alcuni degli abitanti della zona è stato fatto notare che se quegli stabili fossero stati oggetto di manutenzioni avrebbero potuto dare risposte concrete a chi è in cerca di un tetto dove vivere, ma chi a ha il governo della cosa pubblica queste cose  non passano nemmeno per la mente. E allora…

(s.b.)

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LETTERE&OPINIONI / “FINE VITA DELLA DISCARICA: HA ANCORA PREVALSO L’AVVENTURA E L’ARROCCAMENTO!”

MAIOLATI, 12 agosto 2017 – Dopo la ineccepibile bocciatura dell’  ampliamento/completamento da parte del TAR, per evitare un impatto traumatico sul bilancio comunale e sull’occupazione nella SOGENUS, abbiamo appoggiato l’ approvazione del progetto di riprofilatura del IV stralcio che portava, a fronte di un modesto aumento di cubatura, ad  una chiusura meno affannosa dell’ impianto, concretizzando soprattutto una  possibilità  storica: chiudere definitivamente lo scontro distruttivo fra  Maiolati e diversi  comuni della Vallesina sulla durata della discarica.

Nell’incontro fra Sindaci   del 12 Luglio u.s., è stato chiarito infatti, che se il nostro Consiglio avesse deliberato che questo era l’ultimo atto dell’ attività della discarica, i comuni  limitrofi non avrebbero presentato  ricorsi giurisdizionali, consolidando così le Autorizzazioni.

I partiti che sostengono la Giunta, ad eccezione di Sinistra Italiana,  hanno buttato a mare questa possibilità perché vogliono continuare ad interrare, delegando  così la scelta alle aule dei tribunali, gettando nuovamente e senza pudore, nell’incertezza il bilancio e la SOGENUS.

Il tutto, con ogni probabilità, suggellato  da un bell’ accordo spartitorio di poltrone nel rinnovo degli organismi direttivi  della società. 

Se questo accadrà le responsabilità saranno ben chiare!

Noi, capendo le ragioni di chi lecitamente si opporrà al TAR, proseguiremo la nostra opposizione costruttiva nell’ interesse dei cittadini, ricercando  un’ alternativa unitaria, seria e credibile a questo modo maldestro di amministrare.

DUE PAROLE INFINE SULL’ OPERAZIONE RIMPASTO!

Nel 2014  non c’è  stato ricambio nella Giunta e ciò ha spinto  alcuni di noi ad uscire dal PD e contribuire alla formazione di questa lista civica.

Nella Giunta quindi, se c’è rinnovamento ben venga. In questi mesi si è però evidenziato a livello nazionale con Renzi, che un ricambio generazionale senza vera innovazione politica e qualitativa, ha perso e sta favorendo la rinascita del centro destra di vecchio stampo  con  personaggi già abbandonati dagli elettori.

Se a Maiolati  il rinnovamento significa, come pare, disinteresse alla collaborazione intercomunale e continuità della vecchia politica sui rifiuti, sarà un’ ennesima  bolla di sapone.

Aldo Cursi, capogruppo consiliare “Innovazione e Responsabilità”

LETTERE&OPINIONI / M5S: “LUCIFERO” METTE A DURA PROVA IL PRONTO SOCCORSO DI JESI

JESI, 9 agosto 2017 – Il caldo asfissiante di questi giorni ha causato in Vallesina un aumento esponenziale dei malori legati alle alte temperature ed uno scompenso delle condizioni cliniche delle persone anziane pluripatologiche che  come conseguenza hanno portato ad un iperafflusso presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino.

I numeri sono eloquenti : alle 20 circa di lunedì 07/08/2017 si registrava presso il reparto di emergenza il tutto esaurito,o per meglio dire, eravamo in presenza di un “sold out” dei posti in barella.

In attesa vi erano 30 persone di cui 14 codici gialli e 16 codici verdi, mentre tra i pazienti già in presi in carico si annoveravano 11 persone di cui 2 in codice rosso e 9 in codice giallo.

Tale situazione si trascinava dalla serata precedente ma purtroppo l’impegno encomiabile degli operatori sanitari nulla ha potuto per arginare la maxi richiesta di cure.

In tutto questo caos ci  chiediamo: che risposte ha dato la Direzione Ospedaliera? Ha cercato di favorire le richieste dei sanitari impegnati a prestare le necessarie cure alle persone? Come viene tutelata la privacy dei i pazienti che sostano per numerose ore nei corridoi del pronto soccorso cittadino? Ma soprattutto: chi si occupa dei pazienti barellati in attesa della visita o del proseguimento degli accertamenti?

Si vedono sfrecciare infermieri e medici da una stanza ad un’altra ma non c’è una figura dedicata che risponda ai bisogni anche più semplici di chi è in attesa. L’umanizzazione dell’accoglienza nel Pronto soccorso è un percorso relativamente nuovo, ma nondimeno necessario. Le figure di nuovi professionisti sanitari, quali gli “Assistenti di Sala”, potrebbero dare una risposta ad una esigenza di compartecipazione sempre più richiesta dagli utenti.

A seguito della raccolta firme, per una discussione sul Pronto Soccorso, effettuata dal Movimento5stelle Jesino, si era arrivati a convocare un’assemblea straordinaria il 26 aprile 2017 durante la quale tutto il Consiglio Comunale si era impegnato ed aveva impegnato il Sindaco ad una presa di posizione nei confronti dell’Area Vasta 2 firmando all’unanimità un documento redatto dal movimento5stelle per cercare di dare un indirizzo nuovo alla situazione di difficoltà che da lunghi mesi si protrae.

I fatti parlano chiaro ed i numeri non si smentiscono, Jesi ed il suo Ospedale soffrono di carenze organiche e strutturali. La situazione è insostenibile e la fuga dei camici bianchi dal pronto soccorso Jesino sono il sintomo di una situazione di abbandono.

Non di minor importanza è la situazione della Broncopneumologia che in questi mesi estivi ha tirato un sospiro di sollievo solo grazie alla chiusura temporanea del medesimo reparto presso il nosocomio di Osimo. Ricordiamo che questa boccata d’ossigeno però è a tempo determinato, in quanto dal 18 di settembre 2017 si ritornerà alla situazione di emergenza del personale medico perché riaprirà i battenti la Pneumologia di Osimo e quindi i medici qui dirottati temporaneamente faranno ritorno al reparto di loro assegnazione.

Come movimento5stelle nella figura della Ns Consigliera Regionale Romina Pergolesi, abbiamo fatto un accesso agli atti presso la Direzione di Area Vasta 2 per capire come intenda procedere con le assunzioni di Dirigenti Medici specializzati in Malattie dell’apparato respiratorio avendo redatto a seguito di concorso una graduatoria di merito, come si evidenzia dalla determina n.471 del 29/03/2017.

Come Movimento5stelle chiediamo che la Dirigenza prenda in mano le redini al più presto per cercare di incrementare il personale e le infrastrutture da mettere a disposizione del pronto Soccorso e della Broncopneumologia e ci auguriamo che il Sindaco Bacci rivendichi tale necessità con i vertici regionali. Non può più essere tollerata ulteriormente una tale situazione e siamo stanchi di balletti di incontri e lettere varie che sortiscono solo l’effetto di far finta che si faccia qualcosa. Ormai esistono reali possibilità di rischi per i cittadini per cui è ora che si agisca con azioni pressanti.

Claudia Lancioni, consigliera comunale Movimento5stelle Jesi

JESI / I NODI DEL “CARLO URBANI”, SUMMIT FERRAGOSTANO TRA COMUNE E AREA VASTA: «VISITE PERIODICHE IN OSPEDALE»

JESI, 8 agosto 2017 – Ennesimo incontro tra gli amministratori locali ed i vertici della sanità; ancora una volta i temi trattati hanno riguardato problematiche mai risolte.

Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, e l’assessore alla sanità, Marisa Quaglieri, questa mattina (8 agosto) hanno incontrato: il Direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini, e quello dell’Area Vasta 2, Maurizio Bevilacqua, ai quali hanno ricordato ancora una volta le problematiche legate al Pronto Soccorso, la carenza medica nel reparto di pneumologia ed altri aspetti. Dal comunicato emesso al termine dell’incontro non è dato sapere tra le criticità affrontate ci sono state anche quelle “stagionali” della presenza di zanzare e carenza nell’impianto di condizionamento dell’aria.

Ma ritorniamo all’incontro odierno, conclusosi, a quanto pare, con ulteriori rinvii. In relazione alla questione del reparto di  “Pneumologia, che da tempo evidenzia una presenza ridotta di medici”, i due amministratori civici avrebbero ricevuto dall’Ing. Bevilacqua la comunicazione “che a settembre sarà inserita una nuova unità medica a cui ne seguirà successivamente una seconda”. Anche in questo caso i tempi sono incerti. “Relativamente al Pronto Soccorso – si legge nella nota – è stata evidenziata la grande difficoltà ad oggi presente nel reparto che è il primo punto di arrivo e che richiede interventi efficaci e

Tra gli altri punti trattati dagli amministratori “si è parlato anche del centro Azzaruolo per l’autismo i cui lavori, a carico del Comune, sono stati realizzati e rispetto al quale si attendono le determinazioni regionali per la messa in funzione”.

Al termine del confronto, “Sindaco ed Assessore hanno espresso la volontà di effettuare, a partire da settembre, insieme ai rappresentanti dell’Asur, visite periodiche e sistematiche in ospedale per aver modo di parlare con i medici e condividere le problematiche presenti”.

È quello che si augurano i cittadini, non solo di Jesi, ma dell’intera Vallesina.

(s. b.)

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JESI / IL SOGNO SETTEMBRINO DELLA CASA DEL POPOLO, STEFANO BORNIGIA: “UNA FESTA DELL’UNITÀ AL CAMPO BOARIO”

JESI, 7 agosto 2017 – Il progetto c’è, il contenuto pure, il luogo anche. Il progetto è ridare vita alla Festa dell’Unità, il contenuto è ritornare protagonisti sulla scena politica jesina, il luogo è il Campo Boario. Manca solo la data che più o meno dovrebbe essere verso la metà di settembre. Una “tre giorni” che alla Casa del Popolo stanno pianificando in ogni dettaglio.

Stefano Bornigia

Tutto è nato, neanche a dirlo, da una idea di Stefano Bornigia, segretario cittadino a tempo determinato ma con le idee molto chiare e concrete. D’altra parte il portavoce Pd gli antichi fasti della Festa dell’Unità jesina li ha ancora vivi davanti agli occhi. Dai battesimi  nella sezione di via Roma quando l’allora gruppo dirigente metteva sulla graticola bistecche e salsicce, al Campo Boario dove il segretario Massimo Fiordelmondo era costretto a passare le notti in bianco dopo i turni in ferrovia, per arrivare a Porta Valle, culmine delle Feste dell’Unità.

“Quanti ricordi a Porta Valle”, sussurra Bornigia. Già, davvero quanti ricordi. Per l’allora Pds e poi Ds la kermesse politica jesina aveva assunto l’alone dell’evento: dieci giorni di cucina, musica, dibattiti. Arrivavano tutti, ma proprio tutti. Un parterre di prima importanza regionale che vedeva la presenza di figure di primo piano: dai deputati ai consiglieri regionali. Fino ai portaborse e qualche trombato in cerca di incarichi.

Poi il declino. Dalla Festa dell’Unità alla Festa Democratica al Parco del Ventaglio. Ma era già tutta un’altra cosa. Però si parlava del nuovo ospedale che stava prendendo il posto di quello di viale della Vittoria. Una meraviglia, un progetto da favola. La realtà, purtroppo, alla fine ci ha raccontato che la storia non era esattamente quella.

La Casa del Popolo, sede storica del Pd jesino

Alla fine la festa si è dissolta. Le bistecche non tiravano più e nemmeno i dibattiti. È calato il silenzio alla Casa del Popolo. “Adesso basta” ha tuonato pochi giorni fa Bornigia. “La festa dell’Unità la dobbiamo fare, il partito c’è e si deve vedere”.

La chiamata alle armi sembra che abbia funzionato ma il portavoce democrat non vuol mettere il carro davanti ai buoi: “Ci stiamo ragionando, anzi ci stiamo lavorando”. Il che è tutto dire se lo dice un signore che si chiama Stefano Bornigia.

E gli spazi come detto saranno quelli del Boario, dove la Festa dell’Unità è nata e dove aveva un senso. Già, la macchina della festa, un po’ imballata ma non bloccata, si rimette in moto tra un sussulto d’orgoglio e un sospiro di sollievo. Ecco il sogno settembrino della Casa del Popolo…

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LETTERE&OPINIONI / TORRE ERAP, MEETUP SPAZIO LIBERO: “PRONTI A RICORRERE ALLE VIE LEGALI”

JESI, 5 agosto 2017 – Finalmente – inaspettatamente – gira gira, una verità è saltata fuori.

Durante il Consiglio comunale del 28 luglio scorso, il Sindaco Bacci, parlando della Torre Erap, conferma le tesi che il Meetup sostiene da oltre un anno con le tre diffide e i tanti comunicati e volantini.

Tra le sue tante interessanti dichiarazioni in Aula, ci soffermiamo su alcune:

 “Il terreno edificabile (si parla naturalmente di via Tessitori) – dice il sindaco – è stato venduto in modo tale che la STU  potesse andare avanti. Quando si è capito che la STU  non aveva equilibri finanziari (in parole povere – aggiungiamo noi – spendeva ma non incassava niente), il Comune ha conferito l’immobile nella STU  e il terreno edificabile è stato venduto ….. con la finalità di poter tenere in piedi la STU , sennò non aveva senso venderlo in quel periodo.”

Non solo. Dopo questa ammissione, ha aggiunto “Dunque, abbiamo fatto questo passaggio, abbiamo venduto l’immobile, poi il Comune all’ERAP gli ha pure detto questo: partecipa per cortesia a un bando, che era provinciale, per un contributo di 1 milione e 8. “ … “Gli abbiamo chiesto nel 2010 2008? non ricordo,  di partecipare a quel bando, che tra l’altro ha vinto.”

L’affermazione è vera solo in parte: il Comune ha chiesto all’ERAP di partecipare al bando (comunale, non provinciale), ma l’invito lo ha  rivolto  prima della vendita del  terreno edificabile. Non dopo.

O meglio, l’ERAP ha accolto l’invito del Comune di Jesi ma ha posto quale condizione per l’acquisto del terreno il fatto che l’ERAP stesso risultasse vincitore  del contributo regionale di circa 2 milioni, di cui il Comune avrebbe dovuto gestire imparzialmente la procedura di gara. L’aggiudicazione del contributo è avvenuta ad agosto 2010 e l’acquisto del terreno a dicembre dello stesso anno. Parliamo di un  bando di concorso su ambito comunale per la concessione di contributi di edilizia agevolata finalizzati non solo ad interventi di nuova costruzione, ma anche di  recupero, di acquisto con recupero di alloggi da parte di operatori non solo pubblici, ma anche privati (Cooperative di abitazione, le Imprese di costruzione, i Consorzi o le persone giuridiche da questi costituiti).

Qui sta l’inghippo.

Nelle nostre DIFFIDE sono elencate altre irregolarità gravi che successivamente si sono praticate anche sotto l’Amministrazione Bacci, tutte finalizzate a conservare il contributo regionale in capo all’ERAP e non rimettere in discussione l’incasso di 850 mila euro della vendita del terreno.

Ci piace sottolineare che abbiamo rivolto tali DIFFIDE per sollecitare l’adozione di provvedimenti correttivi, in sede di autotutela, da parte degli organi tecnici e politici comunali,  non per fare la battaglia di un partito che non siamo o per denigrare qualcuno.

Se però ci si costringe ad andare fino in fondo, non ci tireremo indietro, né sul piano politico, né su quello legale.

Meetup Spazio Libero Jesi

JESI / IL PARTITO DEMOCRATICO E’ FAVOREVOLE ALLA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA MOSCHEA

JESI, 3 agosto 2017 -Domenica scorsa al termine della festa della comunità bengalese presente in città il consigliere comunale straniero Islam Kazi Fokhrul aveva annunciato, alla presenza del Sindaco Bacci, il progetto di costruzione di una moschea di circa 600 metri quadrati nella zona dell’ex Cascamificio a Jesi.

Stefano Bornigia

Il partito democratico, tramite il segretario Stefano Bornigia, si dichiara favorevole.

“Il centro culturale – si legge in una nota – già esiste e verrebbe trasferito da Via Erbarella, sede con alcune criticità oggettive  ( attraversamenti pedonali pericolosi ) ad un’altra zona della città.

Le libertà di culto vanno tutte rispettate. La questione dovrà essere affrontata in Consiglio Comunale e lì faremo gli approfondimenti necessari in relazione all’eventuale nuova sede. Pensiamo che sarebbe opportuno un confronto con i cittadini residenti nella zona sede della nuova moschea e riteniamo inoltre che le dichiarazioni del Consigliere straniero aggiunto siano improntate al buon senso ed a un giusto equilibrio”.

 

e.s.

JESI / RITORNA IL DIFENSORE CIVICO: SARA’ LO STESSO DI CUI SI AVVALE LA REGIONE MARCHE

JESI, 01 agosto 2017 – Una volta, nella pubblica amministrazione locale, esisteva la figura del “Difensore Civico”, un professionista della Legge che all’occorrenza tutelava i diritti dei cittadini nell controversie con la pubblica amministrazione. Inspiegabilmente, però, dopo alcuni anni di esercizio, quella figura fu abolita a livello locale, mentre rimase nell’istituzione regionale.

Ora il Comune di Jesi intende avvalersi di quella figura professionale e, “al fine di garantire ulteriori strumenti di tutela dei cittadini nei rapporti con la pubblica amministrazione …  ha predisposto una apposita convenzione con il Difensore Civico regionale che, una volta sottoscritta, assumerà le funzioni di difesa civica locale diventando un punto di riferimento a garanzia della legalità, della trasparenza, dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa”.

Dopo la sottoscrizione della convenzione, questa avrà una durata iniziale di sei mesi, con la possibilità di rinnovi di validità. Il Difensore civico regionale avrà la facoltà di intervenire d’ufficio o su richiesta di cittadini o soggetto della collettività che denuncino presunti o reali inadempimenti da parte della pubblica amministrazione locale; questa figura, una volta aperta una pratica, potrà confrontarsi con i dirigenti delle strutture locali che avranno l’obbligo di collaborare appieno. “Sarà facoltà del Difensore civico richiedere notizie sullo stato delle procedure sottoposte alla sua attenzione, consultare ed ottenere copia di atti e documenti amministrativi, sollecitare i componenti uffici a porvi rimedio e ad adottare gli opportuni provvedimenti”.

Per il Primo cittadino, che ha dato la notizia a mezzo comunicato stampa, il provvedimento che sarà adottato rappresenta “una ulteriore scelta di trasparenza che conferma l’impegno che ci siamo dati nell’agire con rigore e imparzialità a servizio dell’intera comunità”.

Ora non ci resta altro che conoscere la data di inizio della collaborazione.

s.b.

LETTERE&OPINIONI / CONTINUEREMO ‘SPREZZANTI’ A PORTARE AVANTI CON SERIETA’ IL NOSTRO LAVORO

JESI, 31 luglio 2017 – Apprezziamo con molto piacere le parole apparse sulla stampa provenienti da una parte della minoranza, le apprezziamo perché ci danno ancora una volta la possibilità di rimarcare con quale impegno, questa Amministrazione, stia affrontando il tema del lavoro in generale, incluso quello generato dagli appalti pubblici, senza dimenticare il difficile periodo storico che stiamo affrontando.

Non ricordiamo una sola iniziativa che abbia riguardato la riallocazione delle risorse umane in cui le stesse non siano state ascoltate e messe nella migliore condizione possibile cercando, come nell’appalto delle pulizie citato nell’ultimo Consiglio Comunale, di migliorarne anche la retribuzione economica.

La nostra Amministrazione si è da sempre preoccupata di porre la continuità lavorativa come condizione primaria per la concessione della gara, garantendone al tempo stesso la legalità.

La politica e l’amministrazione pubblica ci offrono spesso esempi negativi in questi settori e sono questi i comportamenti sprezzanti che molte volte pongono in ombra coloro che, con senso di responsabilità, lavorano in maniera trasparente. Non ne facciamo una bandiera, ne tanto meno chiediamo apprezzamenti, è solo il nostro compito che da buoni amministratori continueremo “sprezzanti” a portare avanti con serietà.

 

Gruppo Consiliare Jesiamo e Jesinsieme

JESI / PER IL PARTITO DEMOCRATICO QUELLO DEL SINDACO BACCI E’ UN LIBRO DEI SOGNI CHE ALIMENTA FALSE SPERANZE

JESI, 29 luglio 2017 – Il Partito Democratico di Jesi accusa il Sindaco Bacci di scrivere soltanto un libro dei sogni alimentando false speranze nei cittadini.

La sede del Pd di Jesi

E’ quanto scrivono quelli della casa del Popolo jesina sostenendo che “naufraga il piano degli investimenti del Comune di Jesi”.

“Incalzato dalle nostre richieste di chiarimento – ribadiscono quelli del gruppo consiliare democratico – lo stesso Sindaco ha dovuto ammettere che dei 5,8 mln di alienazioni previste per quest’anno a malapena se ne realizzerà forse 1 mln. Di conseguenza calano drasticamente le fonti di finanziamento per realizzare gli investimenti previsti.

Gli stessi revisori dei conti – precisano -, in sede di bilancio di previsione, erano stati facili profeti evidenziando forti perplessità sulla fattibilità dell’operazione visto la situazione di crisi, specie del settore immobiliare. Dopo sette mesi il Sindaco è costretto ad arrivare alle stesse conclusioni”.

E concludono: “Va bene che c’è stata la campagna elettorale, ma forse a partire dal prossimo bilancio sarebbe opportuno contare su risorse per investimenti ragionevolmente certe, altrimenti si rischia di scrivere soltanto un libro di sogni, alimentando false speranze nei cittadini.

e.s.