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JESI / CONGRESSO CITTADINO DEL PD, ULTIME ORE PER LE CANDIDATURE: PRESSING SU BORNIGIA

I componenti della segreteria cittadina del Pd

JESI, 16 ottobre 2017 – Ultime ore alla Casa del Popolo per presentare le candidature alla segreteria cittadina. In vista del congresso jesino del Pd che si terrà domenica prossima, entro domani (martedì 17 ottobre) dovranno giungere i nomi di coloro che intendono assumere la guida democrat in città.

L’aria che tira però dalle parti di via 24 Maggio è che sotto sotto si stia lavorando ad una lista unitaria e quindi un unico candidato. Di nomi ne circolano diversi ma più che altro sembra un tentativo di mascherare quello vero sul quale si sta costruendo il Partito democratico dopo la recente disfatta elettorale alle amministrative.

Stefano Bornigia

Tra gli iscritti c’è ovviamente il gioco del rimando, cioè bypassare la domanda a qualcun altro anche perché oltre alla lista della segreteria cittadina si dovranno eleggere i delegati per il congresso provinciale. Ma torniamo alla questione centrale, ovvero il successore di Stefano Bornigia, attuale segretario cittadino a tempo determinato, come lui stesso ha sempre sostenuto.

C’è però da dire che in questi mesi durante i quali Bornigia ha ridato aria alle stanze della Casa del Popolo, qualcuno – o meglio, più di qualcuno – ha iniziato a farci un pensierino sull’affidare a Stefano il Cireneo, un mandato pieno. Intendiamoci, sono voci di corridoio che come avviene in casi del genere danno adito nel disegnare i futuri scenari di politica locale.

Il countdown è iniziato e con esso la macchina elettorale cittadina. Non resta altro che attendere le proposte di lista, con su scritto il nome del candidato alla segreteria cittadina.

(redazione)

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LETTERE&OPINIONI / IL SINDACO SANTARELLI “COMMISSIONE STRAORDINARIA A FABRIANO ED INSERIMENTO IN AREA DI CRISI COMPLESSA. REGIONE DIMOSTRI DI NON VOLER ISOLARE IL TERRITORIO”

FABRIANO, 16 ottobre 2017Come molti ricorderanno nel mese di febbraio il Movimento 5 Stelle protocollò una richiesta per far riunire la commissione lavoro della regione in seduta straordinaria a Fabriano per poter affrontare insieme ai cittadini, alle sigle sindacali, alle associazioni di categoria e agli imprenditori,  la difficile situazione occupazionale del nostro comprensorio. Non avendo mai ricevuto alcuna risposta a tale richiesta approfittammo della presenza dell’Assessore Bora a Fabriano in occasione della presentazione dell’ITI, nel mese di aprile, per consegnargliela a mano. Anche in questo caso però non abbiamo mai ricevuto alcun riscontro.

Sono passati diversi mesi , nel frattempo è scaduta la mobilità per centinaia di ex lavoratori Ardo e la situazione della tenuta del comparto industriale segna il passo con ulteriori segnali preoccupanti, che potrebbero andare a peggiorare una situazione già insostenibile, caratterizzata da una disoccupazione che è stata registrata al 23%. Alla crisi del bianco si sta sommando quella del settore delle cappe, e non solo sul lato della vertenza Tecnowind per la quale si paventa la messa in mobilità per 140 dei 252 lavoratori attualmente sotto contratto, e quello della carta con la diminuzione delle commesse, da poco annunciate, per le locali Cartiere del gruppo Fedrigoni.

A questo si sommano le minacce che incombono sui locali uffici della Camera di Commercio di Ancona che stanno funzionando a singhiozzo e per il futuro dei quali ci sarà un appuntamento importante il 18 ottobre, la sospensione dell’accreditamento per il centro per l’impiego che non potrà più organizzare corsi di formazione a causa di una decisione formalizzata con delibera di giunta regionale a fine agosto e non ultimo il fallimento ormai concretizzato dell’accordo di programma che a fronte di un impegno di diverse decine di milioni non porterà a una ripresa del livello occupazionale sensibile come ci si aspettava.

Per questo motivo durante il prossimo consiglio comunale, in sede di comunicazioni, annuncerò la volontà di presentare un ordine del giorno, che chiederò di sottoscrivere a tutti i consiglieri, per rinnovare la richiesta di indire a Fabriano una seduta straordinaria della seconda commissione regionale. Il documento sarà sottoposto anche alle sigle sindacali e alle associazioni di categoria per un eventuale loro sottoscrizione.  L’obiettivo della commissione sarà quello di analizzare la situazione, capire quali politiche la regione abbia intenzione di mettere in atto per il territorio e valutare la possibilità di chiedere con forza e in maniera unitaria l’inserimento di Fabriano nell’area di crisi complessa. Non c’è più tempo da perdere e la regione deve dimostrare di non voler isolare il nostro territorio come invece alcuni segnali che arrivano da Palazzo Raffaello fanno pensare. Nel caso in cui questo segnale non dovesse arrivare ci riterremmo liberi di intraprendere qualsiasi altro tipo di percorso, senza tralasciare alcuna ipotesi.

 

Gabriele Santarelli – Sindaco di Fabriano

LETTERE&OPINIONI / LA REPLICA, “IMPEGNO CIVILE E POLEMICHE PRIVE DI SENSO”

JESI, 15 ottobre 2017 – Se la patente di antifascismo ad una Amministrazione Comunale viene data dall’adesione o  meno alla pur meritoria attività dell’Istituto Cervi, significa che la quasi totalità dei Comuni italiani sono amministrati da nostalgici del ventennio.

Questa la conclusione a cui porta l’analisi del Pd secondo il quale Resistenza ed Antifascismo non sarebbero congeniali all’Amministrazione di Jesi semplicemente perché la Giunta ha deciso di non rinnovare la quota associativa all’Istituto Cervi, così come a tante altre associazioni delle più disparate finalità a cui il nostro Comune era legato, senza peraltro ricevere alcun ritorno in termini di beni o servizi al territorio ed ai cittadini.

In realtà la scelta ha molto senso pratico e poco senso ideologico.

Molto senso pratico perché le 700 euro di quota annuale del Comune di Jesi – che certamente non scalfiscono il bilancio dell’Istituto Cervi – andranno alla Consulta della Pace, impegnata sul territorio comunale, con scarsissime risorse a disposizione, per azioni di promozione dei valori della solidarietà, della tolleranza, della democrazia, della memoria.

Poco senso ideologico perché quei valori richiamati dal Pd non solo sono forti ed intrisi nella cultura democratica della nostra città, ma sono stati ulteriormente valorizzati in questi ultimi cinque anni in cui si è registrato un rinnovamento culturale e generazionale attorno alle celebrazioni commemorative con una straordinaria e mai vista partecipazione di giovani alla festa del 25 Aprile e al ricordo dei martiri di Montecappone il 20 Giugno, con l’altrettanta significativa partecipazione di nuovi cittadini delle più diverse etnie alla festa della Liberazione di Jesi il 20 Luglio agli Orti Pace.

Questi sono i fatti, evitiamo polemiche e strumentalizzazioni che davvero sono prive di senso.

Comune di Jesi

JESI / LE TELECAMERE DEL SOTTOPASSO FERROVIARIO INNESCANO LA POLEMICA, INTANTO I VANDALI SONO IN AZIONE

JESI, 13 ottobre 2017 – Come era immaginabile, l’utilizzo delle telecamere nel sottopassaggio della Stazione – che servirebbero più da deterrente che altro – ha immediatamente innescato una raffica di reazioni. Per riassumere, a poco tempo dalla riqualificazione ed imbiancatura del sottopassaggio della Stazione un giovane ha pensato bene di imbrattare le mura senza accorgersi di essere ripreso dalla telecamera.  Visto che non ci sono state denunce l’uomo non è stato né individuato né denunciato. E le telecamere? Interpellata la polizia municipale così in breve ci spiegava il comandante “la telecamera è collegata alla nostra centrale ed è sempre in funzione ma solo in casi in cui sia fatta una segnalazione o una denuncia recuperiamo i filmati e li analizziamo, non abbiamo un operatore dedicato esclusivamente a questo”.

A cogliere la palla al balzo della polemica è stato Massimiliano Lucaboni per Libera Azione  Jesi che commenta così: “Consentitemi di dire siamo al limite della follia. Ma come si possono dire certe cose così come se la cosa non fosse grave. Ora fortunatamente abbiamo solo un graffito sulla parete ma se fosse o accadesse qualcosa di serio e la polizia urbana avendo li una telecamera non ha nessuno  che la controlli? Come pensano di intervenire con celerità in caso di necessità seria? Aspettiamo la denuncia? Ma la denuncia di chi? Di chi magari ha subito una qualche violenza o sopruso. Ma la vogliamo o no capire che le telecamere hanno un senso solo se hanno un operatore alle spalle che le controlla? Ma che vuol dire tenerle li accese quando nessuno le controlla. E questo succede di giorno figuriamoci la notte. Bene almeno oggi abbiamo le parole del Comandante della polizia urbana a dirci con franchezza che tutto il lavoro è I soldi spesi nella videosorveglianza sono stati soldi buttati al vento perché dall’altra parte non c’è nessun operatore a segnalare alle forze dell’ordine né violazioni né violenze insomma siamo al far west. Che desolazione.”

Di diverso parere Samuele Animali di Jesi in Comune che da mesi parla di riqualificazione di alcune zone della città e non di occhi elettronici che ne spiano l’ andamento, rimarca Animali   “avevamo già preso posizione in merito all’uso di telecamere che per noi non hanno un valore di deterrenza ma forse in certi luoghi offrono una maggiore  percezione di sicurezza ma nulla di più, chi vuole delinquere non lo fa sotto  una telecamera ma magari  poche decine di metri più in la. La sfida vera è quella di affrontare di petto la questione sicurezza con interventi mirati in alcune zone della città dove il degrado è più marcato “.

(Cristina Amici degli Elci)

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LETTERE&OPINIONI / MAIOLATI, IL SINDACO RISPONDE ALL’ACU MARCHE: “SUPERATO OGNI LIMITE DI CORRETTEZZA, INSULTI E ILLAZIONI NON PIÙ SOPPORTABILI”

MAIOLATI, 12 ottobre 2017 – Dichiarazioni strumentali, dettate solo dalla ricerca di visibilità, capaci di superare ogni limite di correttezza e rispetto. È ferma la replica del sindaco Umberto Domizioli di fronte all’attacco del comitato Acu Marche sulla discarica Cornacchia di Moie. Un attacco pretestuoso, che fa riferimento alle ultime decisioni della Provincia che riguardano due interventi di ottimizzazione dello sfruttamento di un comparto della discarica il cui progetto, votato all’unanimità, era stato iniziato dall’Amministrazione che ha preceduto quelle di Domizioli e Carbini.

“Ci chiediamo come amministratori se i rappresentati dell’Acu Marche – scrive il primo cittadino – abbiano mai avuto un elemento concreto, scientifico, provato, documentato che la discarica Cornacchia abbia negli anni creato o attualmente crei problemi per la salute o per l’ambiente. La ricerca di visibilità e di protagonismo portano a strumentalizzare situazioni che nulla hanno a che vedere con i valori di verità e trasparenza che dovrebbero essere alla base di ogni agire, portando il Comitato a superare ogni limite di correttezza e rispetto anche nei confronti di quei cittadini che dice di voler rappresentare”.

Se veramente la battaglia promossa dal Comitato fosse per la salute e per l’ambiente “ci domandiamo perché nel nostro territorio – continua il sindaco Domizioli – vengono sollevati problemi solo per la discarica Cornacchia e non si prende in considerazione nessun’altra situazione da analizzare, verificare, controllare, sempre con l’obiettivo di salvaguardare la salute e l’ambiente? Non è un po’ strano?  Non c’è qualche contraddizione? E perché tutto questo arrovellarsi per le ultime decisioni della Provincia che riguardano due interventi di ottimizzazione dello sfruttamento di un comparto della discarica che esiste da quasi quindici anni, il cui progetto è stato iniziato dall’Amministrazione che ha preceduto quelle di Domizioli e Carbini e che votato all’unanimità aveva trovato tutti d’accordo”.

Il sindaco in un recente tavolo istituzionale con i rappresentanti delegati della Regione Marche ha stabilito una tabella di marcia per rendere operativa la richiesta di approfondimenti sanitari e ambientali nei nostri territori.

“Nonostante tutto, con tutta la nostra serenità, ma con altrettanta fermezza – conclude Domizioli – siamo a invitare per l’ennesima volta i rappresenti a un confronto pacato sui fatti concreti, sui riscontri scientifici, sui dati oggettivi e con ulteriore fermezza e convinzione vogliamo sottolineare che non tollereremo più che le nostre persone, la nostra attività di amministratori, il nostro Comune e i suoi dipendenti, la SOGENUS e i suoi dipendenti siano bersaglio di affermazioni, accuse, insulti e illazioni come è stato fino ad oggi anche da parte dei rappresentanti del Comitato Acu Marche”.

Il sindaco

Umberto Domizioli

JESI / FUORI DALL’ISTITUTO CERVI, BORNIGIA (PD) CRITICO: “RESISTENZA ED ANTIFASCISMO TERRENI NON CONGENIALI ALLA GIUNTA BACCI”

JESI, 10 ottobre 2017 – Dura presa di posizione del segretario pro tempore del partito democratico di Jesi Stefano Bornigia contro la Giunta Bacci che ha deciso di uscire, come socio, dall’Istituto Cervi di Reggio Emilia.

Stefano Bornigia

Il Comune di Jesi era socio dal 2006  -sindaco Belcecchi – per una quota parte di 700 euro annue, uno tra i 116 soci totali in rappresentanza di molti Comuni d’Italia.

Per anni gli studenti di Jesi erano stati portati in gita culturale al museo Cervi di Gattatico in provincia di Reggio Emilia.

Visite ricambiate da altri studenti delle scuole italiane in visita alla città di Federico II oltre, a studiosi tra i quali Maria Cervi presente alla ricorrenza del 60° anniversario della Liberazione della celebrazione della Repubblica Italiana.

Da notare che il rappresentante del Comune di Jesi nel cda dell’Istituto Cervi è Leonardo Animali, ex asssessore alla cultura del Comune di Jesi.

Bornigia ha scritto: “Apprendiamo con stupore che la Giunta Bacci ha deciso di lasciare l’Istituto Cervi. Non possiamo che criticare una simile scelta, miope nella sostanza e inadeguata nella forma. L’Istituto Cervi è in effetti un Ente che si rivolge ai giovani, che mantiene vivi i valori della Resistenza e dell’antifascismo.Un luogo in cui si seminano valori storico-culturali e si raccoglie democrazia; luogo e valori ai quali si è inteso abdicare. Non è pensabile che una manovrina di bilancio da 700 euro ne sia la premessa. Non è possibile che un salvare le apparenze, (la devoluzione dei 700 euro alla consulta della Pace) ne sostenga l’esito. Il Comune avrebbe potuto continuare a far parte dell’Istituto Cervi, utilizzandone a pieno le potenzialità, educative e culturali e allo stesso tempo offrire un aiuto economico, meramente simbolico, di 700 euro, anche alla Consulta per la Pace. Questo gesto sarebbe stato da tutti apprezzato. L’operazione ad excludendum confezionata in malo modo, fa emergere invece un evidente e preoccupante nodo al pettine: Resistenza e Antifascismo non sono terreni congeniali a questa amministrazione cittadina”.

e.s.

 

 

 

LETTERE&OPINIONI / “UN FALLIMENTO IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE SAN GIUSEPPE”

JESI, 7 ottobre 2017 – Nei giorni scorsi abbiamo appreso che la Stu Campo Boario Spa cederà due immobili in zona parco alla Jesiservizi che, nell’ottica di implementare l’attività di trasporto scolastico e della gestione degli scuolabus, verranno utilizzati come base logistica.

Contemporaneamente, anche tramite le parole del sindaco Bacci, veniamo a conoscenza del fatto che la liquidazione della suddetta Stu è congelata ed impossibilitata ad una chiusura dato che è in piedi un contenzioso tra quest’ultima e il fisco. Tale contenzioso nasce dal fatto che il fisco avrebbe provveduto ad una tassazione agevolata sui beni in virtù del piano di recupero che però non si realizzò mai. Quindi il fisco richiede ora la differenza tra quanto versato e la tassazione ordinaria prevista.

Occorre ricordare che questo ultimo capitolo s’inserisce nella constatazione che di questo progetto che nel 2011 venne presentato dall’allora assessore ai progetti speciali Daniele Olivi come “un intervento di riqualificazione senza precedenti nella storia della nostra città e che potrà davvero cambiare il volto ad una zona dove sono presenti criticità ma anche straordinarie opportunità” e abbiamo visto com’è finita, finita anche peggio di quanto previsto perché di questa faccenda sul groppone dei residenti di un quartiere così difficile come San Giuseppe rimane l’ingombrante prossima realizzazione della Torre Erap. E ci preme ricordare al sindaco che più di una volta ha accusato i cittadini di “essersi svegliati tardi”  che sulla Torre Erap – come già sottolineato durante la campagna per le amministrative –  già nel 2005 alcuni residenti del quartiere avevano proposto un’osservazione sul piano di recupero per scongiurare la costruzione della torre e di altri immobili e di una strada nell’area parco e (tale osservazione fu accolta ma non per la torre).

Rimane l’amaro della costatazione del fallimento totale di una possibile riqualificazione di S. Giuseppe e che la Torre Erap, così voluta da chi non risiede nel quartiere, non può essere più presentata come opera strategica di un progetto, dato che di tale progetto ormai non resta che aspettare la fine di un contenzioso fiscale.

Viste anche le ultime vicissitudini nell’ultimo Consiglio, dove l’ordine del giorno che riguardava la petizione dei cittadini sulla questione, è stato trattato in tardissima serata, ci duole constatare ancora una volta che su tale complessa questione, i cittadini sono stati ancora una volta bistrattati ma ci hanno visto lungo su quella “straordinaria opportunità” e sulla fine del tutto.

Il Coordinamento cittadino

   Laboratorio Sinistra

JESI / TITOLO DI “CITTA’ REGIA”: LA POLITICA SI DIVIDE

JESI, 6 ottobre 2017 –  La mozione di Daniele Massaccesi indirizzata a “veder attribuita a Jesi il titolo di ‘città Regia’ o ‘Regia città’ “ trova consensi, opposizione, motivo di riflessione. Insomma come era prevedibile la politica locale si divide e l’assise comunale, quando sarà chiamata a decidere, affronterà di certo la questione con un dibattito ampio a tutto tondo.

Abbiano ascoltato alcuni illustri pareri dei rappresentanti dei cittadini che siedono sugli scranni dell’aula del Consiglio Comunale o che prendono parte alla vita politica locale.

Samuele Animali

Samuele Animali (Jesi in comune) – Jesi città regia. Ovvero: segnali di fumo.  Passi finché sta scritto su una guida turistica. Ma rivangare questo appellativo in un documento ufficiale della Repubblica fondata sul lavoro sembra quantomeno un anacronismo folcloristico. Per non dire peggio. In effetti fu un podestà nel 1929 (il colonnello Amatori) a scrivere un’accorata lettera a Mussolini al riguardo. Fu invece il primo Sindaco di Jesi liberata, Pacifico Carotti, a ritenere opportuno distinguere la leggenda dalla storia civile della città.  In una città che perde abitanti, con periferie in stato di abbandono e senza idee per il futuro, si tratta di una mozione che serve a distogliere l’attenzione dal vuoto di idee e di iniziative pubbliche in campo turistico e culturale. Occorre invece lavorare in sinergia con altre realtà regionali per una promozione turistica più seria e costruttiva. Insomma siamo d’accordo con il prof. Ramini che nel 2004 affermava “…Il sindaco Carotti ha fatto benissimo ad abolire il titolo di regia, in quanto non conferisce a Jesi nessun onore e non rientra nell’humus culturale locale. Rimanga piuttosto alla nostra città l’appellativo di Res Publica, come si legge sopra Porta Salara.”.

 

Massimiliano Lucaboni

Massimiliano Lucaboni (candidato Sindaco) – Condivido senza se e senza ma la proposta di Massaccesi. Fregiarsi di nuovo, Jesi, del titolo di città regia, non solo è un doveroso riconoscimento al passato della nostra città ma è anche una prima pietra dove ancorare il nostro futuro di città turistica con tanta storia sulle spalle. Questo ovviamente nulla toglie a quel passato di città antifascista che ha contraddistinto la storia della nostra resistenza nell’ultima guerra.

 

 

Silvia Gregori

Silvia Gregori ( Lega Nord) – In merito alla Mozione presentata dal Presidente del Consiglio Daniele Massaccesi, di dare il titolo a Jesi di Città Regia, trovo questa mozione di per se non sbagliata come idea, ma sicuramente non la soluzione idonea a portare Jesi al centro del Turismo ne delle attività culturali collaterali. Un titolo non può sostituire un percorso da fare, come quello di far riemergere le bellezze storiche e archeologiche che Jesi possiede, come in ultimo gli scavi di Piazza Colocci!!!Inoltre una Jesi cosi’ sporca e piena di degrado come spesso si apprende anche dagli articolo dei giornali locali non c’è mai stata! Per poter vantare questo titolo, occorre garantire prima il decoro che passa attraverso la manutenzione delle strade, la loro pulizia e quella del verde, spesso abbandonato a se stesso, il migliore biglietto da visita. Creare una Jesi ricettiva con negozi e punti di ristorazione sempre aperti , attività culturali sinergiche che ora non ci sono. In

Nicola Filonzi

sostanza, non basta un nome per fare di Jesi una Royal city!!

 

 

Nicola Filonzi (Jesi Amo) – Credo sia una buonissima iniziativa, certo non può essere l’unica, ma importante per dare un segno distintivo della città e perché no anche dei comuni limitrofi. È un’attrattiva, che si ricollega anche all’apertura del Museo dedicato a Federico II, da cogliere da parte della città, delle attività economiche e ricettive. Polemizzare anche su questo lo trovo fuori luogo.

Giancarlo Catani

 

 

Giancarlo Catani (Patto per Jesi) – Mi pare che la mozione possa andare nella giusta direzione di valorizzare la citta’ soprattutto come ” brand” turistico da integrare probabilmente con : ” patria dell’ imperatore Federico ll”.

 

Claudia Lancioni

 

Claudia Lancioni (movimento 5 stelle) – È evidente che la storia di Jesi già le attribuisce questo titolo poi che appaia o no sui cartelli è indifferente sia per i cittadini e soprattutto per il turismo. Sono convinta che non sarà questa scritta a cambiare la rotta a livello turistico o culturale a Jesi manca proprio un vero polo che collabori con le altre regioni …con altre iniziative delle zone a noi vicino  non ce un integrazione , che è  necessaria per una crescita  tra le diverse componenti del sistema turistico e culturale  e in particolare fra gli enti pubblici e privati, non ce un elaborazione progettuale. L’ambizione di un amministratore dovrebbe essere quella di poter fregiare la città di titoli realmente indicativi di benessere per la comunità. “Jesi capitale dei servizi sociali”, “Jesi culla di cultura”, “Jesi patria dei Diritti”, “Jesi città democratica” …faccio degli esempi ….mettere titoli che porti freschezza alla città, che la si riconosca per delle eccellenze. ‘Jesi paese di nascita di Federico ll’ già sarebbe piu significativo di ‘città regia’, questo titolo ci lascia molto indifferenti.

 

e.s.

LETTERE&OPINIONI / “UNITÀ MULTIDISCIPLINARI DISABILITÀ DISTRETTO DI JESI. L’INDEGNA FARSA”

JESI, 5 ottobre 2017 – Da mesi le nostre associazioni denunciano l’insostenibile situazione dei servizi deputati alla valutazione e presa in carico delle persone con disabilità nel Distretto di Jesi. (Vedi il comunicato del 5 maggio scorso Disabilità. Il collasso dei servizi distrettuali di valutazione e presa in carico).
Non solo, ad oggi, nessun cambiamento è avvenuto, ma se possibile la situazione è addirittura peggiorata. L’Unità multidisciplinare (UM) per l’età adulta è ora sprovvista anche dell’unica assistente sociale presente. Una situazione di una gravità abnorme. Nel territorio dell’Ambito sociale 9 sono circa 450 le persone con disabilità che fruiscono di servizi (assistenza scolastica, educativa, domiciliare, inserimenti lavorativi, centri diurni, residenzialità) per le quali la funzione delle Unità multidisciplinari è obbligatoria. A queste si aggiungono, a prescindere dalla fruizione di servizi, altre persone con disabilità che si rivolgono alle UM per le funzioni ad esse assegnate (informazione, prevenzione, valutazione, ecc.).
In questi giorni, ad esempio, si stanno definendo i progetti personalizzati riguardanti la legge per il “Dopo di noi”. Come avviene e chi realizza, l’obbligatoria valutazione multidimensionale? In cosa consiste la multidisciplinarietà dell’équipe?
ASUR e regione Marche trovino il coraggio di fare nella forma quello che stanno facendo, subdolamente da tempo, nella sostanza. Chiudere formalmente questi servizi. Perché sono servizi che non esistono più. Esistono singole figure professionali che fanno, nella condizioni in cui si trovano, quello che possono.
Come abbiamo avuto modo di scrivere tale situazione produce rilevanti danni alle persone che si trovano a non poter fruire di interventi essenziali cui hanno diritto. Le responsabilità sono dell’Azienda sanitaria unica regionale e della regione Marche.
Per i motivi sopra esposti nei prossimi giorni chiederemo alla Procura delle Repubblica di verificare l’esistenza di responsabilità per il danno arrecato alle persone che si vedono negati interventi di cui hanno diritto.

Gruppo Solidarietà
Ass. Il Mosaico

JESI / INTERPORTO, GIANCARLI (PD): “RIBADITA L’IMPORTANZA STRATEGICA DELL’INFRASTRUTTURA”

JESI, 5 ottobre 2017 – Ribadita l’importanza strategica dell’Interporto di Jesi sia come polo logistico sia come centro servizi. È quanto è emerso dalla commissione Ambiente, Territorio ed Infrastrutture riunita questa mattina nella sede dell’Interporto.

«Ringrazio il presidente Andrea Biancani per aver accolto il mio invito alla convocazione della riunione ad hoc a Jesi, per discutere della situazione attuale dell’infrastruttura e delle sue prospettive. È stato un incontro determinante per approfondire le possibilità future dell’Interporto». Così il consigliere Enzo Giancarli commenta l’incontro della Commissione consiliare regionale con  l’amministratrice dell’Interporto, Federica Massei.

«In commissione – riprende Giancarli – è stata ribadita l’importanza strategica dell’infrastruttura, non solo quale polo logistico ed intermodale, ma anche quale infrastruttura di servizio, come centro regionale della protezione civile e della logistica sanitaria. Nell’ottica di rilancio e sviluppo dell’Interporto quale polo logistico resta fondamentale, però – aggiunge Giancarli –, il raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconara, quale ponte fra Adriatico e Tirreno, perno di un sistema integrato di trasporto articolato e integrato. Voglio ricordare che il Consiglio regionale delle Marche recentemente si è espresso con un voto unanime, approvando una mozione che impegna la Giunta regionale a promuovere iniziative per ottenere i finanziamenti necessari al completamento di questa grande opera ferroviaria».