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CUPRA MONTANA / UN BOTTO FA SCENDERE IN STRADA I RESIDENTI, VA A SBATTERE CONTRO AUTO IN SOSTA

CUPRA MONTANA, 28 giugno 2017 – Incidente nella tarda serata di ieri (27 giugno) lungo una via a ridosso del centro storico. Poco dopo le 23 i residenti di via Cesare Battisti hanno sentito un forte schianto, tanto da far scendere in strada diverse persone.

Pochi istanti prima una Fiat Punto aveva “centrato” una Ford regolarmente parcheggiata. Subito sono stati allertati dagli abitanti i soccorsi che una volta giunti sul posto si sono accertati delle condizioni del conducente della Punto. Sul posto, per i rilievi di legge, una pattuglia della Polizia Stradale.

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JESI / IL DISORDINE REGNA SOVRANO: SEGNALETICA STRADALE ERRATA E INUTILE

sede commissariato Jesi

JESI, 24 giugno 2017 – Era il 9 settembre dello scorso anno quando, dopo anni di attesa e non pochi rinvii, la nuova sede del Commissariato di Polizia e quella della Polizia Stradale furono inaugurate. Quel secondo venerdì di settembre nella vasta area di via Marco Polo, tra la stazione ferroviaria ed un centro commerciale, si sono ritrovate decine e decine di autorità, dal Capo della Polizia, il Prefetto Franco Gabrielli, al Questore di Ancona, Oreste Capocasa, dal Prefetto di Ancona, Antonio Dacunto, all’onorevole tutta jesina Valentina Vezzali e al Vescovo di Jesi, Gerardo Rocconi.

C’erano poi Generali ed alti ufficiali delle altre forze di polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, Vigili del Fuoco, ecc.).

stazione carabinieri Jesi

Quella manifestazione inaugura fu una giornata di festa sia per gli agenti della Polizia – di Stato o della Stradale – così come per la popolazione che dopo anni di attesa vedeva finalmente concretizzarsi una struttura per anni abbandonata.

Da quel 9 settembre del 2016 gli agenti delle Fiamme Oro iniziarono ad operare nella stessa struttura.

Vi domanderete: dove porta questo discorso? Perché si ritorna a parlare di quella struttura? Semplice, noi jesini sappiamo dove andare se abbiamo bisogno deI poliziotti, ma chi viene da fuori città non solo no lo sa, ma addirittura viene informato male sull’ubicazione dei due comandi e non solo. Basta dare uno sguardo alle tabelle segnaletiche poste all’ingresso della città. Nonostante i tanti mesi trascorsi da quella inaugurazione le tabelle indicano che il Commissariato di Polizia si trova in via Montello, che il distaccamento della Polizia Stradale è in viale Papa Giovanni XXIII e, tanto per non dare adito a preferenze, il numero telefonico attribuito ai Carabinieri è ben diverso da quello effettivo, rispondente allo 0731.229000.

Ci chiediamo: a chi spetta rimettere le cose a posto e provvedere alle necessarie correzioni? Aspettiamo una risposta.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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FABRIANO / INCIDENTE SULLA 76, CARAMBOLA DI 3 AUTO IN GALLERIA SASSI ROSSI

FABRIANO, 18 giugno 2017 – Scontro in galleria  Sassi Rossi poco dopo le 18. 3 le auto coinvolte in un tamponamento (direzione Ancona) che ha fatto scattare immediatamente i Vigili del Fuoco di Fabriano e Jesi, i sanitari del 118 e la Polizia Stradale.

Nessun ferito, fortunamente, solo pesantissimi disagi per una strada rimasta per lungo tempo congestionata dalle operazioni di recupero delle 3 auto incidentate e dal conseguente ripristino della sede stradale.

(s.s.)
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FABRIANO / INCIDENTE SULLA 76 IN GALLERIA “SASSI ROSSI”

FABRIANO, 18 giugno 2017 – Scontro in galleria  Sassi Rossi poco dopo le 18.

Sul posto stanno intervenendo i Vigili del Fuoco di Fabriano e Jesi supportati dalla Polizia Stradale e dai sanitari del 118.

Al momento sembrerebbero piuttosto importanti i disagi sulla 76.


IN AGGIORNAMENTO

JESI / LA POLIZIA DI STATO CATTURA UN ALTRO LATITANTE

JESI, 14 giugno 2017 – Continua incessante l’attività mirata di controllo del territorio da parte degli agenti del Commissariato di Jesi guidati dal dott. Michele Morra.

Il dirigente commissariato di Jesi dott. Michele Morra

Dopo l’arresto del latitante avvenuto il 2 giugno, nel pomeriggio odierno, gli Agenti del Commissariato hanno proceduto all’arresto di C.P. di anni 50 in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Foggia.

L’uomo era ricercato per maltrattamenti  commessi  nei confronti della moglie e dei figli e nonostante il divieto di avvicinamento ai familiari emesso dal autorità giudiziaria aveva continuato nella sua attività persecutoria per cui era stato disposto l’ordine di carcerazione rendendosi irreperibile.

Da qualche giorno era stata segnalata a Jesi la presenza di alcuni soggetti non conosciuti per cui sono state disposte indagini meticolose.

Gli agenti individuando che due soggetti sospetti si stavano aggirando per Jesi hanno provveduto ad un controllo in via papa Giovanni XXIII fermandoli.

Entrambi sono risultati pregiudicati ed uno di loro era destinatario di un ordine di carcerazione per  cui è stato accompagnato in Commissariato per l ‘identificazione e successivamente associato alla casa circondariale di Montacuto.

L’uomo, interrogato, non ha risposto. Ha solo dichiarato che si muoveva soltanto in orari caldi della giornata al fine di evitare i controlli e di essere notato.

(e.s.)

JESI / UN GIOVANE DEL GAMBIA TENTA IL SUICIDIO, LO SALVANO GLI UOMINI DELLA POLIZIA DI STATO

JESI, 13 giugno 2017 – Oggi pomeriggio gli uomini del commissariato agli ordini del dott. Michele Morra sono stati chiamati da alcuni cittadini in Via Asiago.

Il motivo riguardava un uomo del Gambia di 30 anni che stava tentando di suicidarsi dopo essersi chiuso in camera legato ad una corda.

L’intervento è riuscito tanto che l’uomo è stato dissuaso dall’azione estrema che voleva adottare ed è stato condotto con una autoambulanza prontamente intervenuta al Carlo Urbani per un trattamento sanitario obbligatorio.

Il gambiano non ha riportato alcun danno fisico.

(e.s.)

JESI / CATTURATO DAGLI UOMINI DEL COMMISSARIATO LATITANTE TUNISINO RICERCATO DA OLTRE DIECI ANNI

JESI, 3 giugno 2017 – Gli uomini del Commissariato di Jesi guidati dal dott. Michele Morra hanno arrestato nella giornata di ieri, e condotto nel carcere di Monteacuto a disposizione dell’autorità giudiziaria,  un latitante tunisino E. Mouamed di 32 anni, conosciuto negli ambienti malavitosi con il nomignolo di Raka, ricercato dalle procure di Napoli, Ancona e Macerata.

L’uomo potrebbe essere anche l’autore del furto di 100 euro dei giorni scorsi dalla cassa dell’edicola della stazione ferroviaria di Jesi.

Il tunisino, molto agile e rapido nei movimenti, avrebbe alle spalle una ‘carriera’ piena di crimini, soprattutto scippi e rapine, oltre 30 i reati a lui contestati, tra i quali al Famila di Jesi nei giorni scorsi, sempre effettuati a volto scoperto, oltre ad una variegata identificazione personale considerato che nel tempo avrebbe fornito ben 12 generalità diverse e varie nazionalità di origine. La sua specializzazione sembra essere quella di furti all’interno delle auto, profumerie e farmacie.

E’ stato tratto in arresto in un appartamento, all’ora di pranzo, nascosto nell’armadio della camera da letto, dove risiede una 19enne agli arresti domiciliari per droga dall’aprile del 2017, nella zona della stazione ferroviaria.

A tradire i due l’ordinazione e la consegna a domicilio di due pizze, considerato che la ragazza abita da sola.

Raka, condotto negli uffici della Polizia di Stato, è stato identificato tramite le impronte digitali e foto segnaletiche.

Ha chiesto di essere condotto al Pronto Soccorso perché si sentiva male ma dopo le visite del caso, sempre piantonato ed ammanettato, è stato di nuovo trasferito in caserma.

Era giunto a Jesi nella serata di mercoledì 1 giugno con un treno proveniente da Ancona. In stazione i militari stavano eseguendo dei controlli ed il tunisino, alla loro vista, ha strattonato altri passeggeri e scappato, scavalcando una recinzione alta due metri circa. Le indagini sono subito scattate e portato all’arresto ieri 2 giugno festa della Repubblica. la sua attività criminosa aveva avuto inizio nel 2009 a Napoli. Poi si era trasferito nelle Marche nel 2015 ed operava nelle zone di Ancona, Porto Recanati, Macerata e Fermo.

(e.s.)

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JESI / DANNEGGIA UN’AUTO IN SOSTA, LA POLIZIA STRADALE SEGUE LA PISTA DELLA VERNICE ARANCIONE: MULTA PESANTE

JESI, 1 giugno 2017 – Ennesima, brillante operazione di indagine da parte degli uomini della Polizia Stradale di Jesi, individuato il conducente dell’automezzo che nelle primissime ore di domenica scorsa (28 maggio) ha danneggiato un’autovettura in sosta. Il tutto avendo come “reperti” alcuni frammenti di uno specchietto retrovisore destro e qualche scaglia di vernice di colore arancione. Il responsabile è stato duramente multato.

Ma veniamo ai fatti. Il 28 maggio scorso, negli uffici della Polstrada di Jesi, si è presentato un cittadino che denunciava di aver subito ingenti danni alla sua auto regolarmente posteggiata da altro automezzo che poi avrebbe fatto perdere le tracce. Il sinistro dovrebbe essere avvenuto nel corso della notte. Ricevuta la denuncia e ritirati tutti i “reperti” raccolti dal denunciante, gli agenti hanno cominciato le loro indagini che come primo successo hanno portato all’identificazione del tipo di autovettura responsabile del danno; si trattava di una Lancia Ypsilon di colore arancione-nero. Ieri mattina (31 maggio) gli agenti jesini, nel percorrere via San Giuseppe, hanno notato in lontananza, ferma in sosta sul viale della Vittoria, un’auto che rispondeva alle caratteristiche di quella ricercata; hanno notato che quella Ypsilon di fronte a loro aveva lo specchietto retrovisore destro infranto e distaccato dalla carrozzeria, oltre a danni alla carrozzeria nella zona del parafango anteriore destro e sulla portiera. I danneggiamenti apparivano visibilmente di recente formazione.

Gli agenti hanno rintracciato ed identificato il conducente dell’auto arancione/nera, invitandolo a presentarsi negli uffici del distaccamento per un confronto e per raccogliere dichiarazioni. Come prima operazione sono stati confrontati i “reperti” in mano della Polstrada con l’auto del convocato riscontrando una piena compatibilità. Di fronte a questa inoppugnabile evidenza il giovane convocato ha raccontato quanto accaduto nella notte del sinistro; secondo quanto dichiarato l’impatto con l’auto in sosta sarebbe avvenuto alle 2,30 del mattino mentre percorreva via Garibaldi; non si sarebbe fermato perché era molto stanco. Una confessione in piena regola, seppure tardiva, visto che è avvenuta due giorni dopo il sinistro. Nei confronti del responsabile del sinistro sono state elevate contravvenzioni per non aver fornito i propri dati identificativi e per aver perso il controllo della sua auto a causa della velocità non adeguata. Non solo, l’uomo dovrà anche provvedere al risarcimento del danno arrecato in via civilistica.

Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal comandante del distaccamento della Polstrada jesina Ispettore superiore Stefano Ortolani che ricorda come, già nei mesi scorsi, i “suoi” uomini riuscirono ad identificare il pirata della strada fuggito dopo aver investito uno scooterista a Santa Maria Nuova.

(s. b.)

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CHIARAVALLE / NELL’AUTO UN “TESORO” DA 325 MILA EURO DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO RUBATI DA GISA, ARRESTATO UNO SLOVENO

Interno della boutique Gisa

CHIARAVALLE, 25 maggio 2017 – Ha un volto ed un nome il ladro arrestato ieri mattina (24 maggio) dalla polizia autostradale di Forlì accusato di aver compiuto il maxi furto di oltre 300 mila euro di capi costosi e celebri di abbigliamento femminile e borse di griffe famose nella boutique Gisa di via Rosselli a Chiaravalle. Il malvivente ha 48 anni, è un cittadino sloveno, risulta senza fissa dimora e viaggiava al volante di un suv 5008 Peugeot, rubato a Milano il 15 maggio scorso. Proprio ieri mattina, il centro operativo della polizia stradale di Casalecchio di Reno in provincia di Bologna aveva segnalato il furto del suv Peugeot  avvenuto a Milano una settimana prima e, poco dopo, una pattuglia della polizia autostradale di Forlì, in collaborazione con un’altra di Ravenna, rintracciava il veicolo e lo bloccava all’altezza del chilometro 81 della carreggiata Nord dell’autostrada A 14.

La perquisizione della Peugeot 5008, che era stipata di capi di abbigliamento ed accessori, permetteva ai militari di rinvenire a bordo dell’auto numerosi attrezzi atti allo scasso e di moltissimi abiti griffati e borse di grandi firme per un valore di circa 325 mila euro. C’è voluto poco per capire che si trattava delle merce griffata rubata poche ore prima dai malviventi nella prestigiosa boutique chiaravallese. Il sedicente sloveno, dopo essere stato sottoposto a rilievi foto segnaletici, in considerazione dei gravi indizi emersi a suo carico, veniva sottoposto al fermo di polizia giudiziaria ed è stato ristretto presso il carcere di Forlì. “Voglio ringraziare la polizia autostradale emiliano romagnola – dice Toni Tanfani, il figlio di Gisa, titolare della boutique – per la splendida operazione che ha portato alla cattura del malvivente e al recupero di gran parte della nostra merce. Da 25 anni non subivamo furti così”.

Da un primo ed ancora sommario inventario, infatti, sembra che quella ritrovata nella Peugeot condotta dal quarantottenne sloveno sia la gran parte della merce rubata ma non tutta: ad un primo esame mancano ancora diversi abiti e alcune borse di pregio, segno evidente che il malvivente non ha agito da solo ma in collaborazione con alcuni complici. Del resto, le modalità del furto da Gisa avvenuto alle 4 della notte tra lunedì e martedì scorsi non lasciano spazio ad interpretazioni: i ladri erano dei professionisti a caccia di griffe importanti che avevano studiato il colpo nei dettagli, silenziando col poliuretano espanso gli allarmi, sprangando i portoni delle abitazioni vicine in maniera da non far uscire persone che avrebbero potuto vederli e poi identificarli ed agendo con grande abilità in pochi minuti. Dopo un quarto d’ora dall’allarme, infatti, era intervenuto sul posto un addetto alla vigilanza notturna proveniente da Jesi che però non aveva trovato traccia dei malfattori che se ne erano andati con un malloppo molto cospicuo: oltre 40 borse di grande valore e molti capi di abbigliamento di Dolce e Gabbana, Balenciaga, Givenchy e delle firme più prestigiose. “Sembrava che sapessero proprio dove colpire – dicevano ieri mattina i dipendenti della boutique chiaravallese – perché hanno rubato la merce più costosa”. Fortunatamente, però, grazie alle indagini delle forze dell’ordine e all’intervento della polizia autostradale emiliana la fuga di uno dei ladri è durata poco e si è riusciti anche a ritrovare gran parte dei capi di abbigliamento e degli accessori trafugati da Gisa. Chiaramente le ricerche proseguono perché certamente sono ancora a piede libero i complici del malvivente sloveno che è stato arrestato ed è ora rinchiuso nel carcere di Forlì.

 

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

CHIARAVALLE / BLOCCATO DALLA POLIZIA DI FORLÌ UNO STRANIERO, NELL’AUTO TROVATI ABITI RUBATI DA “GISA”

CHIARAVALLE, 24 maggio 2017 – È stato bloccato dalla polizia autostradale di Forlì ieri mattina (23 maggio) intorno alle 10, uno degli autori del clamoroso furto alla celebre boutique Gisa. È straniero, guidava una monovolume carica di una buona parte della merce rubata ieri notte alle 4,15 nel noto negozio di abbigliamento chiaravallese, e stava dirigendosi verso nord quando gli agenti della pattuglia della polizia autostradale insospettiti probabilmente dal comportamento dell’uomo hanno voluto vederci chiaro ed hanno fermato la monovolume.

Dentro l’auto gli agenti hanno trovato abiti griffati e di gran moda e borse molto pregiate e di firme prestigiose. C’è voluto poco a collegare l’episodio con il furto perpetrato poche ore prima ai danni della boutique di Chiaravalle.

Ladri preparati e molto abili, che hanno mostrato certamente buon gusto nell’apprezzare le grandi firme, quelli che poco dopo le 4 della notte tra lunedì e martedì hanno forzato la porta laterale del bel negozio di Gisa e Toni Tanfani in via Rosselli a Chiaravalle ed hanno fatto irruzione nella boutique, arraffando capi di abbigliamento ed accessori per un valore approssimativamente superiore ai 100 mila euro.

Che non fossero ladruncoli ma professionisti del crimine lo si è capito dalle modalità con cui hanno messo a segno il colpo. Con meticolosa attenzione hanno messo praticamente fuori uso gli allarmi inondandoli della schiuma del poliuretano espanso e attutendo ancor più il suono delle sirene con pezzi di cartone. Successivamente hanno cercato di entrare nel negozio attraverso il lucernaio sul tetto della boutique mentre si erano anche premurati di sbarrare con delle spranghe i portoni delle abitazioni vicine alla boutique, in modo da non far uscire la gente che magari avrebbe potuto essere attirata dal trambusto a da eventuali altri allarmi. Una volta capito che dal lucernaio non si poteva entrare i malviventi hanno divelto una grata e scardinato la porta laterale del prestigioso negozio presumibilmente con un piede di porco ed hanno rubato decine e decine di capi di abbigliamento e molte borse.

Interno della boutique Gisa

Da esperti del settore si sono premurati di rubare le cosiddette “prime linee”, i capi più pregiati e costosi. I ladri – almeno tre o quattro – hanno preso di mire il settore della boutique destinato all’abbigliamento femminile. In pochi minuti almeno una quarantina di borse molto costose di Dolce e Gabbana, Givenchy, Gucci e Balenciaga e decine e decine di abiti delle medesime griffe sono stati trafugati dai ladri ed hanno preso la via del nord. Un furto stimato in oltre 100 mila euro con i malviventi che hanno rubato tutto ciò che era maggiormente di pregio. Dopo un quarto d’ora l’addetto alla sicurezza dopo aver raccolto la segnalazione di allarme è arrivato di gran carriera davanti alla boutique ma i ladri si erano già volatilizzati, a dimostrazione che avevano messo a segno il colpo in appena una decina di minuti. Immediatamente sono scattate le indagini a cura dei carabinieri della stazione di Chiaravalle, guidati dal maresciallo Domenico Maurelli e del NOR di Jesi. Dopo poche ore, però, uno dei ladri che evidentemente era addetto al trasporto della merce rubata è stato bloccato dai poliziotti della sezione autostradale di Forlì. Nella sua monovolume trasportava parte dell’abbigliamento e delle borse rubate ma non tutta la merce trafugata, segno che evidentemente i ladri si erano comprensibilmente separati proprio per evitare di essere catturati insieme e con tutta la refurtiva. Le indagini proseguono in modo serrato e molto meticoloso da parte delle forze dell’ordine.

“Da un primo, sommario, inventario quella recuperata dalla polizia è parte della merce rubata nella nostra boutique di Chiaravalle ma non è tutta la refurtiva in mano ai ladri”. Toni Tanfani risponde al telefono con un tono comprensibilmente soddisfatto: si trova all’interno dalla Questura di Forlì dove si è prontamente recato dopo che lo hanno informato della cattura di uno dei ladri che hanno ieri notte hanno trafugato pregiato abbigliamento femminile e borse griffate dalla boutique Gisa di Chiaravalle. “Non posso dire di più – dice il figlio di Adalgisa “Gisa” Favi, splendida chiaravallese celebre per la sua boutique in tutta Italia – perché le indagini sono in corso ma la polizia autostradale romagnola ha fatto davvero un grande lavoro e questi agenti li ringrazio di cuore”. Gisa è una marchio prestigioso nel panorama locale e non solo. Dal 1965 la boutique chiaravallese è un punto di riferimento irrinunciabile nell’abbigliamento di gran classe ed è sinonimo di stile, eleganza e moda di alto livello. Fin dal negozio di via XXV Aprile, poi rimodernato e trasferito nella splendida boutique di via Rosselli e seguito dall’apertura ad Ancona, Gisa è stata la precorritrice della moda nelle Marche. Ha vestito intere generazioni di persone ed il figlio Toni le è stato al fianco con le sue idee brillanti e innovatrici. Una ventina d’anni fa la boutique di Chiaravalle era stata presa di mira dai ladri che avevano distrutto la vetrina anteriore ed avevano arraffato molti capi costosi poi c’erano stati altri tentati furti che fortunatamente non erano andati a segno. Nella boutique chiaravallese di Gisa lavorano circa 15 dipendenti mentre in quella anconetana una decina.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)