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OSTEOPATIA / LA BOCCA, ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

Matteo Facchin, diplomato Massaggiatore e Massofisioterapista, Osteopata e specializzato in biodinamica e nell’approccio somato-emozionale

 

 

LA BOCCA,  ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE 

Oggi parliamo dell’articolazione temporo-mandibolare, in gergo abbreviata con la sigla A.T.M. Tutte le articolazioni sono importanti, ma questa riveste un ruolo estremamente chiave: ci permette di mangiare.

L’ATM di destra e quella di sinistra si muovono contemporaneamente, in quanto unite dalla mandibola.

L’articolazione temporo-mandibolare è un’articolazione molto semplice.

È costituita da due ossa: la mandibola e l’osso temporale. Più precisamente la mandibola è un osso a forma di ferro di cavallo e presenta due estremità che terminano con due piccole protuberanze sferiche chiamate condili mandibolari. I condili mandibolari trovano alloggiamento a livello delle cavità glenoidee dell’osso temporale o fosse temporali. Queste sono due concavità situate sotto l’osso temporale.

All’interno dell’articolazione è presente un disco fibrocartilagineo che permette uno scorrimento migliore dei capi articolari perché ne aumenta la congruenza accrescendo la superficie articolare.

L’articolazione temporo-mandibolare si può palpare molto bene mettendo due dita anteriormente all’orecchio e percependo il movimento di apertura e chiusura della bocca.

L’ATM è quindi l’articolazione che permette alla mandibola di articolarsi con la mascella.

Questa articolazione compie diversi movimenti:

– apertura e chiusura della bocca

– movimento di scivolamento laterale della mandibola (ottenuto portando il mento a destra e a sinistra)

– movimento di scivolamento antero-posteriore della mandibola (ottenuto portando il mento in avanti o indietro)

Il dolore all’articolazione temporo-mandibolare è un problema molto frequente e colpisce le donne in misura di 8 volte maggiore rispetto agli uomini e di questo ne parlemo in modo più dettagliato più avanti.

Le strutture che possono creare dolore dell’ATM sono:

– il disco intervertebrale

– i legamenti

– i muscoli

Ognuna di queste strutture può generare molti tipi di dolore ma come nei precedenti articoli non analizzeremo tutti i diversi tipi di dolore dell’articolazione temporo-mandibolare, andremo oltre, andremo a capire le cause che portano ai dolori dell’ATM.

I dolori dell’ATM posso avere fondamentalmente due origini differenti:

– origine meccanica

– origine emozionale

DOLORE DI ORIGINE MECCANICA

Dal punto di vista meccanico abbiamo diversi aspetti da considerare.

Innanzitutto occorre sapere che l’osso temporale, la componente superiore dell’articolazione,

è collegato, attraverso l’osso occipitale, alle ossa cervicali.

Questo significa che una tensione a livello delle vertebre cervicali può influire sul corretto funzionamento dell’ATM. Ciò spiega la stretta relazione che intercorre fra lo scheletro e l’ATM.

Inoltre l’articolazione temporo-mandibolare è molto ricca di recettori posizionali che sono in strettissima relazione con il sistema posturale. Questo significa che la postura gioca un ruolo fondamentale per il corretto funzionamento dell’ATM.

COME SI PRESENTA

Il dolore di tipo meccanico dell’ATM, indipendentemente dalla struttura che dà origine al dolore ha un andamento caratteristico.

Generalmente si presenta durante l’utilizzo dell’articolazione e aumenta con l’aumentare dei movimenti.  Quindi questo tipo di dolore generalmente è silente a riposo. Quando si inizia a masticare il dolore si fa sempre più intenso, richiedendo talvolta delle pause.

Durante la notte il dolore recrude facendo riposare il soggetto.

CHE MESSAGGIO CONTIENE

Il dolore di tipo meccanico dell’ATM nasce come messaggio del corpo per suggerire alla persona che occorre rispettare il corpo. Occorre verificare la postura, eseguire esercizi idonei per l’allungamento muscolare.

DOLORE DI ORIGINE EMOZIONALE

Questo è sicuramente il tipo di dolore più interessante ma anche il più subdolo.

Il dolore di tipo emozionale si presenta improvvisamente. Ha generalmente un andamento mal definibile sia nella frequenza che nella durata.

Spesso l’origine emozionale del dolore all’ATM porta a dei veri e propri blocchi della bocca. Generalmente sono blocchi in apertura e il soggetto si ritrova nella situazione di non poter più chiudere la bocca.

Inoltre il dolore di origine emozionale tende a creare e associarsi a fenomeni di bruxismo notturno. Ovvero il soggetto si trova a serrare con molta forza la bocca. Questo generalmente porta il soggetto a non riposare correttamente, diversamente al caso del dolore di origine meccanica.

CHE MESSAGGIO CONTIENE

Il dolore di tipo emozionale ha un significato ben preciso. La bocca rappresenta una componente di quello che viene definito il “viale dell’espressione”. Ovvero, come dice la parola, la bocca è una delle componenti attraverso cui ci esprimiamo. Quindi quando nella vita della persona ci sono delle dinamiche emozionali  che riguardano delle difficoltà nell’espressione o dei blocchi dell’espressione verbale può accadere che wuesti si ripercuotano a livello dell’ATM.

Inoltre possiamo essere in presenza di dinamiche emozionali che riguardano dei conflitti. In questo caso la persona vorrebbe letteralmente “mangiarsi” la situazione o la persona con la quale ha il conflitto, ma non potendolo fare, sviluppa un dolore a livello dell’articolazione ATM.

Considerato che le dinamiche emozionali che colpiscono l’ATM riguardano l’espressione, questo è il motivo principale per cui a soffrirne sono maggiormente le donne. Infatti il sesso femminile soffre molto più frequentemente di dinamiche conflittuali legate all’aspetto verbale.

In entrambi i casi il dolore a livello dell’articolazione temporo-mandibolare indica che la persona dovrebbe risolvere i problemi l’assillano per tornare ad avere una vita senza “fastidi”.

Matteo Facchin

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LETTERE&OPINIONI / IL COMITATO SULLA DISCARICA DI MOIE: “CONFIDIAMO NEL CONSIGLIO DI STATO”

MOIE, 22 giugno 2018 – Sono state fatte segnalazioni agli organi competenti in merito al perdurare della  mancata copertura dei rifiuti conferiti in discarica.

Si precisa  che questa situazione perdura oramai da diverso tempo e la dispersione nell’aria di microparticelle possono solo peggiorare lo stato di salute della popolazione del territorio, stanca della indifferenza dei politici e soprattutto dei sindaci della Vallesina ad eccezione del sindaco di Monte Roberto e Castelbellino.

Si è però fiduciosi che il Consiglio di Stato ponga fine a questo continua volontà di abbancare rifiuti speciali come se non esistessero altre soluzioni, bocciando l’autorizzazione data dalla provincia di Ancona a continuare per anni ancora  a gestire rifiuti speciali pericolosi solo al fine di fare ricavi utili prevalentemente al bilancio del comune di Maiolati Spontini.

Il Comitato difesa diritti civici

PSICOLOGIA / LA PAURA

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

 

Dr Alessandro Stronati, Psicologo-Psicoterapeuta, specializzato in terapia Cognitivo-Comportamentale, esperto nelle tematiche psicologiche dell’infanzia/adolescenza e dell’età adulta

 

LA PAURA

La paura ha, come tutte le emozioni, un’utilità per l’uomo, essa infatti lo mette in guardia dai pericoli che incontra. La paura però diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata o fuori contesto, come nel caso delle fobie. La paura, insieme a tristezza, gioia, disgusto e rabbia, è una delle emozioni fondamentali degli esseri viventi, ci mette in guardia dai pericoli e ci spinge alla sopravvivenza.

Di fronte a un pericolo, infatti, il nostro corpo produce un ormone – la ben nota adrenalina – che induce cambiamenti fisici e mentali e che ci prepara all’azione: fuggo o rimango immobile.

Oggigiorno gli stimoli che ci fanno paura non sono più grandi leoni o invasioni vicine, quanto piuttosto la perdita di un lavoro, un cambiamento di vita o il sommarsi di problemi quotidiani. Tuttavia i cambiamenti corporei, il pensiero e le reazioni comportamentali rimangono le stesse dei nostri antenati. La paura ha dunque, come tutte le emozioni, un’utilità per l’uomo. Essa però diventa un problema quando viene vissuta in maniera esagerata o fuori contesto.

Le reazioni alla paura

Le due principali reazioni dinnanzi a uno stimolo pauroso sono attacco o fuga: la prima ci consente di affrontare l’ostacolo, combatterlo; la seconda ci porta ad abbandonare la situazione prima che divenga eccessivamente minacciosa per la nostra sopravvivenza. Tuttavia, in letteratura, troviamo altre due reazioni degli esseri viventi dinnanzi a una situazione di pericolo: il freezing e il faint.

Il freezing è un’immobilità tonica, l’essere vivente sembra appunto congelato, immobilità che permette di non farsi vedere dal “predatore” mentre si valuta quale strategia (attacco o fuga) sia la più adatta per la situazione specifica. Quando nessuna di queste strategie sembra avere qualche possibilità di riuscita l’unica ed estrema risposta possibile è il faint (la finta morte), la brusca riduzione del tono muscolare. Quest’ultima è una reazione molto estrema, si manifesta come una simulazione di morte, ovviamente automatica e non consapevole.

I cambiamenti corporei, cognitivi e comportamentali fanno parte della natura delle emozioni, in particolare della paura, non solo per fare fronte agli stress ma, in ultimo, per garantirci la sopravvivenza. Si tratta, perciò, di esperienze vitali e necessarie. I problemi nascono nel momento in cui non riusciamo a spegnere le nostre reazioni corporee e mentali di fronte a una minaccia che non è più presente né imminente, così che la risposta allo stress, da adattiva, si trasforma in cronica o eccessiva.

I cambiamenti corporei

Reazioni corporee della paura includono: bocca secca, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, motilità intestinale, tensione muscolare, aumento della sudorazione. Il nostro corpo si sta preparando a una reazione immediata. Senza tali cambiamenti, infatti, saremmo del tutto inadeguati di fronte al pericolo.

In caso di paura eccessiva le sensazioni corporee iniziano a diventare più fastidiose. La tensione muscolare, fondamentale per la risposta di attacco o fuga, si trasforma in malessere che pervade tutto il corpo: mal di testa, dolori alle spalle e al petto, sintomi gastrointestinali, debolezza delle gambe. Ecco così che il respiro affannoso ci può portare a sensazioni di nausea o di mancanza del respiro; l’attenzione focalizzata al battito cardiaco non fa altro che aumentare la pressione sanguigna e farci avvertire un senso di svenimento, una visione offuscata e fischi alle orecchie.

I cambiamenti psicologici

La reazione psicologa a stimoli pericolosi porta a un cambiamento nel modo in cui noi pensiamo: il nuovo pensiero diventa adattivo in quel contesto, in quanto ci prepara a far fronte alla minaccia. Per esempio, quando siamo sotto particolari stress diventiamo più focalizzati sul problema, ci concentriamo più a lungo e incrementiamo le nostre capacità di problem-solving. Similmente, avvertiremo anche un cambiamento in ciò che proviamo, come l’essere più irritabili o tesi.

La persona con una eccessiva risposta di paura a numerose situazioni, inizia a focalizzarsi esclusivamente su ciò che teme, generalmente preoccupandosi che un problema non abbia soluzione o catastrofizzandolo. Si sviluppa, col tempo, un tipo di pensiero negativistico verso sé stessi e il mondo circostante, percepito come fonte di minacce sempre possibili. Tale forme di ragionamento negativo formano un circolo vizioso con i cambiamenti corporei, come ad esempio: “Ho un dolore al petto, devo avere qualcosa che non va con il cuore”, oppure: “questa sensazione/emozione è insopportabile, non c’è niente che possa fare”. In questo modo lo stress rimane costantemente elevato, portando a un aumento del disagio e delle preoccupazioni, fattore che induce le persone a focalizzarsi sugli eventi negativi e insolubili piuttosto che su quelli positivi.

I cambiamenti comportamentali

Le reazioni comportamentali alla paura consistono sostanzialmente, come precedentemente illustrato, nello scappare o nell’evitare. Se al parco mi accorgo che un ramo di un albero mi sta cadendo addosso, troverò la forza di fare un salto indietro all’improvviso e allontanarmi. Senza questo tipo di risposta, mi troverei schiacciato dal ramo. Sotto la spinta della paura, siamo in grado di fare cose che non avremmo mai pensato di riuscire a compiere.

I cambiamenti comportamentali, se persistenti, non fanno altro che aumentare le difficoltà. In preda all’ ansia e alle preoccupazioni, ad esempio, la maggior parte delle persone aumenta la quantità di sigarette fumate, mangia in maniera non equilibrata e smette di fare esercizio fisico. Tutto ciò incrementa il senso di non sentirsi bene e di essere cronicamente stanchi e meno capaci di fare fronte allo stress. Ricordiamoci che la risposta più comune allo stress è l’evitamento delle situazioni che ci fanno paura o dagli oggetti minacciosi. Tuttavia, il sollievo che si ricava dall’evitare gli stimoli stressanti è solo temporaneo e incrementa il senso di sfiducia personale, così che l’evento tanto temuto appare sempre più impossibile da fronteggiare.

Qualunque sia l’evento ansiogeno (sia esso reale o immaginario), ciò che mantiene la risposta allo stress anche dopo che lo stimolo è esaurito, è l’attivazione del circolo vizioso appena menzionato e che accomuna tutti i problemi di rimuginio, paura e ansia.

Come già scritto altrove, per ottenere una gestione adeguata della paura, il terapeuta sviluppa il suo lavoro intorno ad una sola domanda: “cosa non le va in questo?”.

Ma questa domanda va adattata a diversi contesti. Nella sua formulazione originale, la domanda è particolarmente adatta a mettere in discussione l’ansia, la paura e i suoi aspetti cognitivi. In fondo si tratta di chiedere al paziente: “Cosa teme?” “Cosa c’è in questo che ci genera paura o ansia?” “Quale pericolo corriamo?”.

Insomma dobbiamo prendere confidenza delle nostre paure poi rispondere alle domande di cui sopra.

Dr Alessandro Stronati

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LETTERE&OPINIONI / PORTE APERTE ALLA DISCARICA DI MOIE, VISITA GUIDATA ALLA STRUTTURA

MOIE, 21 giugno 2018 – La Giunta del comune di Maiolati Spontini ha promosso l’iniziativa “Porte aperte alla discarica”, che si svolgerà sabato 23 giugno, dalle ore 10, nell’impianto di via Cornacchia, a Moie.

L’assessore all’ Ambiente Irene Bini aveva già annunciato, nelle scorse settimane, l’intenzione di organizzare un confronto con i cittadini e le autorità locali nel sito, gestito dalla Sogenus, “per fare conoscere direttamente le caratteristiche e il funzionamento dell’impianto attraverso una visita guidata – ha spiegato l’assessore Irene Bini – all’insegna della trasparenza e della condivisione.

L’incontro vedrà la presenza anche dei rappresentanti istituzionali dei Comuni limitrofi, oltre che di tecnici e amministratori maiolatesi”. All’iniziativa sono stati invitati, fra gli altri, i consiglieri comunali di Maiolati Spontini, i sindaci dei Comuni soci della Sogenus, i presidenti di Cis, della Provincia di Ancona, della Sogenus, nonché l’assessore all’Ambiente e il presidente della Commissione Ambiente della Regione Marche.

Alle ore 10 è previsto il ritrovo all’ingresso della discarica in via Cornacchia. Dopo un’illustrazione dello stato attuale e delle prospettive dell’impianto, seguirà la visita all’interno del sito, con la possibilità per i cittadini di fare domande per avere chiarimenti e approfondimenti.

L’iniziativa rientra, dunque, nelle azioni di potenziamento dei canali di informazione con la cittadinanza, con un’attenzione particolare al tema dell’ambiente e dell’impianto di discarica. Un impegno, come l’avvio del servizio Whatsapp, che Irene Bini persegue anche come assessore con delega alla Comunicazione e Partecipazione. Per quanto riguarda il tema del monitoraggio della salute pubblica, inoltre, il sindaco Umberto Domizioli ha promosso l’incontro, alla fine di maggio, fra Arpam, Asur, Ars (l’Agenzia regionale sanitaria della Regione Marche) e Comuni della Media Vallesina per l’avvio di un’indagine sanitaria descrittiva.

L’Amministrazione comunale

LETTERE&OPINIONI / ACU MARCHE E I RIFIUTI SPECIALI NELLA DISCARICA DI MOIE

MOIE, 20 giugno 2018 – L’ACU Marche, secondo quanto constatato, segnala che nel corso di questi mesi i rifiuti speciali sversati nella discarica “La Cornacchia” di Moie non sono stati ricoperti giornalmente come previsto  dal  “CONTRIBUTO ISTRUTTORIO. Prot. ingresso 193417 del 14/11/2016 a firma del Dott. Filonzi del Dipartimento di Prevenzione – SISP – Jesi Via Guerri, 9/11 – 60035 Jesi dove testualmente viene prescritto quanto segue:

“…I rifiuti dovranno essere stoccati provvisoriamente solo all’interno di cassoni chiusi e dovranno inoltre essere evitati imbrattamenti delle superfici per perdite di materiali. La diffusione degli odori dovrà essere tenuta sotto controllo anche mediante il lavaggio periodico delle ruote e delle parti esterne di tutti i mezzi in uscita che hanno trasportato rifiuti e tramite la ricopertura giornaliera dei rifiuti compattati abbancati…”

I rifiuti speciali, come documentano le foto scattate nel corso di questi ultimi mesi, sono stati lasciati   esposti agli agenti atmosferici con conseguente rischio di dispersione nell’ambiente (foto 1 e 2 del mese di aprile e la n. 3, 4,5  scattate domenica 10 giugno 2018).

Ovviamente in data 26.06.2018  in occasione della vostra visita (vedi invito comune Maiolati Prot 6149 del 14_06_2019) alla discarica la Cornacchia  troverete tutto in ordine .

La presente fa seguito ad una nostra precedente segnalazione inviata ad alcuni di voi con PEC che segnalava quanto segue: (vedi foto “via col vento”)

Domenica 29 ottobre 2017, in seguito al forte vento che ha interessato il nostro territorio, nella discarica “La Cornacchia” di Moie si è verificato il sollevamento e lo spostamento di rifiuti dalla vasca, tutt’ora in coltivazione, alla recinzione  che a stento ha trattenuto materiali plastici e di altra natura. ( vedi foto allegata 7).  Come mai il vento ha potuto sollevare e spostare i suddetti rifiuti? Che fine hanno fatto i rifiuti di più piccola pezzatura, frammenti e polveri, che non possono essere trattenuti dalla rete?

Chiediamo la verifica della correttezza del procedimento di interramento, l’esistenza e l’efficacia dei sistemi di mitigazione dell’impatto ambientale previsti nel progetto di innalzamento della vasca approvato dalla Provincia con determina n.  641 e 642 del 07.06.2017  e il controllo del territorio circostante per verificare che non si siano verificati fenomeni di inquinamento.”

Chiediamo, quindi, quali provvedimenti sono stati presi in seguito alla prima segnalazione e invitiamo altresì a verificare, quanto prima, la situazione affinché ciò non si ripeta a tutela della salute dei cittadini. Si ricorda inoltre che la discarica si trova vicinissima ai centri abitati di Moie e Castelbellino (meno di 2 000 m come prescritto dalla legge regionale del 2013) e ad appena 1 100 m dal plesso scolastico di Moie che ospita quasi mille bambini.

Si apprende altresì dalla stampa locale che il comune di Maiolati  ha  avuto un incontro con ARPAM  ASUR ed ARS (Agenzia Regionale Sanitaria) ed i Sindaci del Territorio  della Media Vallesina che ha segnato “……l’inizio dell’iter operativo che porterà , dopo mesi dalla richiesta alla realizzazione dell’approfondimento sanitario sui nostri territori. Adesso i tempi per il primo passo dell’indagine sono definiti: fra gennaio e giugno 2019 arriveranno i risultati che incrociano i dati relativi a mortalità ospedalizzazioni e registro dei tumori regionale. Dati presi per singoli e comparati per un raffronto scientifico con quelli regionali”.

Si dà atto alla Sig.ra  Bini assessore del comune di Maiolati  del buon risultato. Quanto sopra descritto però contrasta fortemente con la delibera del Consiglio di Giunta del Comune  di Maiolati Spontini n.  52 del 22 maggio 2018 nella quale si da pieno mandato alla Sogenus Spa di inoltrare tutta la documentazione necessaria agli organi competenti per  ottenere l’autorizzazione VIA allo “scoperchiamento” della vecchia discarica con la scusa del risanamento ambientale tramite teli in HDPE, procedimento invece a nostro avviso, finalizzato ad inserire altri rifiuti speciali per chissà quanti  anni ancora.

Non sarebbe più   logico sulla base anche del “principio di Precauzione” aspettare l’esito dell’indagine epidemiologica  e della valutazione di impatto sanitario piuttosto che cercare a qualunque costo di continuare ad interrare rifiuti speciali pericolosi?

La popolazione del territorio è stanca  e si opporrà con ogni mezzo al perdurare di questa situazione.

Rimaniamo in attesa di un sollecito riscontro.

Distinti saluti.

Il presidente regionale

Carlo Cardarelli

FISCALITÀ / SPESE PER ABBONAMENTI AL TRASPORTO PUBBLICO E “SCHOOL BONUS”

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

 

Michele Paolucci, Dottore Commercialista e Revisore Legale

 

 

 

SPESE PER ABBONAMENTI AL TRASPORTO PUBBLICO E “SCHOOL BONUS”

 

La legge di Bilancio 2018 ha introdotto una detrazione Irpef del 19% per le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, su un costo annuo massimo di 250 euro. L’agevolazione riguarda sia le spese sostenute direttamente dal contribuente per l’acquisto di un abbonamento del trasporto pubblico, sia quelle affrontate per conto dei familiari fiscalmente a carico.

Per le detrazioni relative all’acquisto dell’abbonamento da parte dei cittadini e dei familiari a carico dovranno essere conservati il titolo di viaggio e la documentazione relativa al pagamento. Va altresì sottolineato che non concorrono a formare reddito di lavoro le somme erogate o rimborsate ai dipendenti dal datore di lavoro o le spese sostenute direttamente da quest’ultimo per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico del dipendente e dei suoi familiari.

E’ possibile usufruire, inoltre, di un credito d’impostaSchool bonus” da parte di chi effettua erogazioni in denaro in favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, cioè istituzioni scolastiche statali, istituzioni scolastiche paritarie private e degli enti locali.

In particolare, viene riconosciuto per queste tipologie di investimenti:

  • Realizzazione di nuove strutture scolastiche;
  • Manutenzione e potenziamento di quelle esistenti;
  • Interventi per il miglioramento dell’occupabilità degli studenti;

Possono beneficiare del credito di imposta le persone fisiche, gli enti non commerciali ed i soggetti titolari di reddito d’impresa.

Il credito d’imposta, che era pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate nei periodi d’imposta 2016 e 2017, risulta pari al 50% di quelle effettuate nel periodo d’imposta 2018. È ripartito in 3 quote annuali di pari importo e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese. Il tetto massimo di spese agevolabili è fissato a 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta e l’ammontare delle erogazioni liberali va indicato nella dichiarazione dei redditi.

Per i titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta è utilizzabile tramite compensazione e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Michele Paolucci dottore commercialista

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GIURISPRUDENZA / L’IPOTECA

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

 

L’avvocato Silvia Bugatti tratta in ambito penale e civile. Custode Giudiziario nelle esecuzioni immobiliari presso il Tribunale di Ancona

 

 

 

L’IPOTECA

L’ipoteca ai sensi dell’articolo 2808 del Codice civile è un diritto reale di garanzia che attribuisce al creditore il potere di espropriare il bene sul quale l’ipoteca è costituita e di essere soddisfatto quindi con preferenza sul prezzo poi ricavato dall’espropriazione.

L’ipoteca presenta specifiche caratteristiche, in primis la specialità ossia riguarda sempre beni determinati e specialmente indicati nonché dev’essere sempre specificata   altresì la somma per cui viene concessa.

Altra peculiarità dell’ipoteca è il suo carattere di indivisibilità ossia va a sussistere per intero sopra a tutti i beni vincolati.

Se a garanzia di un unico credito vengono ipotecati più beni, il creditore a sua scelta può far espropriare uno qualsiasi di essi e soddisfarsi per l’intero credito.

Da evidenziare anche che l’ipoteca resta a garanzia del credito sul bene fino a totale estinzione del debito pertanto rimane anche nell’ipotesi in cui il debitore abbia pagato una parte dello stesso.

Oggetto di ipoteca possono essere tutti gli immobili e le loro pertinenze, i beni mobili registrati (navi, automobili) e le rendite dello stato, nonché i diritti reali di godimento sugli immobili (tranne la servitù).

Vediamo i vari tipi di ipoteca.

L’ipoteca può essere legale espressamente prevista dal Codice Civile all’art. 2817 e quindi iscritta in forza di una norma di legge; giudiziale quando il creditore ottiene una sentenza esecutiva o un decreto ingiuntivo esecutivo o un lodo arbitrale che condanni il debitore a pagargli una somma di denaro.

In questi casi il creditore con il suo titolo in mano si presenta alla Conservatoria dei Registri Immobiliari con copia autentica del titolo e chiede l’iscrizione dell’ipoteca su un qualsiasi bene del debitore senza il consenso di questi.

Infine l’ipoteca può essere volontaria quando deriva da un contratto o da una dichiarazione unilaterale di volontà del concedente che deve rivestire necessariamente la forma scritta.

Il diritto di ipoteca si costituisce solo mediante l’iscrizione nei pubblici registri pertanto si parla di pubblicità con carattere costitutivo perché, solo con l’iscrizione viene a sorgere il diritto non trattandosi quindi di una mera pubblicità dichiarativa ai fini della conoscibilità a terzi.

Quando più ipoteche gravano sullo stesso bene, l’ordine di preferenza è dettato dalla priorità temporale dell’iscrizione per questo è molto importante essere tempestivi nell’iscrizione della stessa.

Al momento dell’iscrizione l’ipoteca prende un numero d’ordine che è il cosiddetto grado ipotecario. Facciamo un esempio: se tanto Tizio che Caio iscrivono ipoteca per la stessa somma su un bene di proprietà di Mevio ed il bene è parzialmente capiente, verrà soddisfatto solo il creditore che avrà effettuato l’iscrizione per primo.

Le principali cause di estinzione dell’ipoteca sono: la cancellazione, che ha luogo quando il credito è estinto o il creditore vi rinuncia, la mancata rinnovazione, l’estinzione dell’obbligazione, il perimento del bene e come detto la rinunzia del creditore.

L’ipoteca di estingue altresì per ordine di cancellazione giudiziale come avviene con l’emissione del decreto di trasferimento conseguente all’aggiudicazione del bene nelle esecuzioni immobiliari .

Avvocato Silvia Bugattistudio legale

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COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

SU DI NOI NEMMENO UNA NUVOLA

Un piccione ha scagazzato sul mio terrazzo. Dice: embè? Embè il mio terrazzo ha la tettoia. Come ha fatto a cagare di sguincio? Non è la prima volta che capita. Ho il sospetto che a farla sia sempre lo stesso piccione a cui, evidentemente, sto sulle palle. Forse aveva adocchiato qualche briciola che poi ho spazzato via e quindi ha deciso di vendicarsi. Magari ha chiamato a raccolta i suoi amichetti del cielo e ha detto a chiare note: “Weh, la casa della pocciona è mia, intesi?”. Qualcuno avrà provato a ribellarsi: “Noo…pure noi vogliamo cagarle in testa!”. “No, voi no. Al massimo mi date una mano”. “E come?”. “Io la sgancio, voi la soffiate più possibile vicino alla casa”. “Gaaanzo. Vuoi mirare alle finestre?”. “Voglio mirare dentro le finestre”. Ed ecco spiegato il motivo per cui le smerdatine sono sempre più vicine a me. Si vede che di giorno in giorno perfezionano la mira. L’ultima me l’ho ritrovata all’ingresso della cucina. Tra un po’ me la tirano di notte sul letto. Ma che gli abbiamo fatto di male ai piccioni per farli cagare su di noi con tanta ignoranza? Lavi la macchina, ti ci cagano sopra. Pulisci i vetri, ti ci cagano sopra. Compri le seggioline Ikea per rimettere a nuovo il balcone…ti ci cagano sopra. Questo è sfregio contro l’umanità. Oddio, qualcuno di noi se la meriterebbe un po’ di popò in testa. Ad esempio quella ragazza di Vercelli che ha ricevuto in dono 1.800 rose da un suo spasimante e ha detto: “Non so ancora se uscirò con lui”. Ma brutta stronza, questo ti ricopre di fiori, un gesto galante di cui non si ha più memoria dai tempi di Atlantide sommersa, e tu ti neghi?? Andarci a cena è il minimo, quanto meno per educazione. E invece no, lei fa l’altezzosa. Aveva proprio ragione Marco Ferradini: prendi una donna, trattala male. Ovvero: se non sono delinquenti, non li vogliamo. L’avete letta la notizia dell’ereditiera che si è messa col ceffo di galera? Lui, tale Jeremy Meeks, bello e dannato, è diventato famoso grazie alla foto segnaletica dell’arresto, che poi ha fatto il giro dei social e in poco tempo gli ha spalancato le porte della moda. Lei, la multimilionaria Chloe Green, proprietaria del marchio Topshop, è quella che gli ha messo gli occhi addosso e se l’è portato via. Voglio dire, invece di cagare a casa mia, i piccioni non potrebbero silurare sopra lo yacht di questi due? Così, giusto per rompere le uova nel paniere a gente che non fa una mazza dalla mattina  alla sera. A proposito di uova: quante ne avrà usate quel rivenditore di gelati al gusto “carne umana”? Ebbene sì: un povero Cristo di Palermo ha comprato un gelato e dentro ci ha trovato un dito mozzato. Dagli interrogatori dei carabinieri è emerso che uno dei dipendenti del bar, mentre lavorava, si era tranciato di netto una falange. Peccato che poi nessuno si sia preoccupato di ripulire. Ma sì, lasciamola là, la falangetta, a insaporire i frutti di bosco…che ce ne frega se la gente se la magna! Ma ti rendi conto? La gelateria di Dario Argento! Io mi immagino la scena: quello era lì che si gustava il suo cono in santa pace e a un certo punto, mentre masticava, ha sentito che qualcosa non andava. “Azz, duretto ‘sto lampone”. Poi ha rovistato tra i denti, ha estratto e…ta-taaan: il ditone eccolo qua! Se era capitato a me, ero morta sul colpo. Beh, a questo simpatico gelataio non gli vogliamo regalare una bella fornitura annuale di guano? E invece no, Filippone il piccione sceglie me per la sua cacata mattutina. Quindi, ragazzi, la domanda delle domande, alla fine della fiera, è la seguente: dobbiamo ribellarci oppure bisogna accettare la dose quotidiana che ci ricopre fino al collo e camminare a testa alta? Risposta: ma de domenica, mentre stamo a quattro de spade al mare, perché ce parli de ‘sta roba? Per familiarizzare con l’infimo, rovistare nel marcio, abituarci con ottimismo alle puzze. Dice: in che senso con ottimismo?? Nel senso che nella vita il bicchiere è sempre mezzo pieno. Sì…de merda.

Gioia Morici

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BENESSERE / SCOPRIAMO I CEREALI IN CHICCO: L’ORZO

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

Chiara Picardi, Biologa Nutrizionista

 

SCOPRIAMO I CEREALI IN CHICCO: L’ORZO

 

L’orzo (Hordeum vulgare L.) è un importante e antico cereale, utilizzato per la fabbricazione della birra e del whisky, per la preparazione di farine ed estratti di malto, come surrogato del caffè e per la preparazione di gustose ricette che variano dagli antipasti ai secondi piatti.

L’orzo su 100 grammi apporta 319 kcal, se paragonato al riso e alla pasta di semola di grano duro, è leggermente ipocalorico.

Ha una componente proteica di circa il 10,3%, pochissimi lipidi 1,4% e 79,4% di carboidrati di cui il 9% fibre. La restante parte è costituita da acqua.

L’orzo perlato, rispetto al fratello decorticato, è meno ricco di fibre essendo più raffinato.

Per il suo contenuto in fosforo, potassio, magnesio, ferro, calcio, zinco viene definito rimineralizzante, consigliato per gli stati di astenia o in convalescenza.

Oltre ai sali minerali questo antico cereale contiene anche vitamina E (persa però nel processo di lavorazione per destinare l’orzo all’alimentazione umana), vitamine del gruppo B (B1,B2,B3) A e C.

Presenta proprietà disintossicanti e rinfrescanti: è ricco di beta glucani e di un alcaloide, l’ordeina, dotata di azione antisettica sull’intestino.

I beta glucani rallentano l’assorbimento di zuccheri degli altri alimenti assunti, pertanto utili per abbassare la glicemia e nell’attenuare il senso di fame. Per la presenza di fibre, si rivela un ottimo regolatore della funzionalità intestinale, quindi consigliato per chi soffre di stitichezza.

Ha proprietà antinfiammatorie ed emollienti, in grado di alleviare il fastidio gastrico e rilassare le pareti intestinali, le turbe pancreatiche e biliari, oltre ad esercitare un’azione benefica contro le infezioni intestinali per la presenza di ordeina.

Le caramelle preparate con l’estratto di orzo vengono consigliate contro il mal di gola.

Ricordatevi che stiamo parlando di un alimento e non di un farmaco, nonostante le molteplici proprietà non può e non sostituisce una terapia farmacologica consigliata del medico.

Anticamente, gli impacchi a base di decotto d’orzo, venivano applicati contro le irritazioni della pelle e degli occhi. Lo stesso decotto viene consigliato per favorire la digestione nei bambini, nei soggetti anziani o per chi soffre di epigastralgie.

Il caffè d’orzo è un valido sostituto per chi, ha causa dell’effetto eccitante del caffè non può utilizzarlo.

L’orzo contiene glutine per questo non è adatto a chi soffre di celiachia o di intolleranza.

Dott.ssa Chiara Picardi Biologa nutrizionista

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LETTERE&OPINIONI / LETTERE&OPINIONI / TORRE ERAP, «IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA SAREBBE AVVENUTO A SEGUITO DELLE ATTIVITÀ DEL MEETUP SPAZIO LIBERO»

JESI, 16 giugno 2018 – All’assemblea pubblica indetta giovedì 14 giugno dalla Amministrazione Comunale numerosi cittadini hanno criticato i progetti esposti dal Sindaco e dagli assessori presenti, ritenendo che la trasformazione del Centro Ambiente per la raccolta dei rifiuti, la costruzione di un palazzone di edilizia agevolata nell’unica area non edificata della zona e la riduzione degli spazi destinati agli orti urbani non appare certo come una riqualificazione del quartiere San Giuseppe, ma al contrario rappresenta una pesante dequalificazione. Difficile dare torto ai residenti.

L’intervento del MeetUp Spazio Libero, interrotto continuamente fin dall’inizio dagli esponenti dell’Amministrazione Comunale con un certo nervosismo, ha riguardato la questione della Torre Erap, sollevata ed approfondita da anni dal gruppo jesino, con l’intento di ottenere chiarimenti su alcuni aspetti abbastanza rilevanti. Purtroppo quasi tutte le domande poste sono rimaste inevase, tranne una.

Abbiamo chiesto per quale motivo il Comune di Jesi ha rifiutato la richiesta di delucidazioni fatta due mesi e mezzo fa della Provincia di Ancona riguardo alle verifiche svolte dagli uffici tecnici comunali, nella fase preliminare al rilascio dell’autorizzazione abilitativa del progetto del palazzo Erap, circa la compatibilità dello stesso intervento con le leggi, i regolamenti e gli strumenti urbanistici, alla luce del fatto che, da una tavola presentata dalla stessa Erap, sembrerebbe emergere che il lotto sul quale è prevista la realizzazione della Torre è solo in parte edificabile, in riferimento al PRG vigente. Non ci è stata offerta alcuna risposta né sul merito della questione dirimente né sui motivi della mancata collaborazione con gli uffici della Provincia.

Avendo letto mesi fa sui giornali che i lavori propedeutici al cantiere sarebbero dovuti partire entro la primavera, non essendo avvenuto ciò, abbiamo domandato le cause dello slittamento. Anche in questo caso gli amministratori comunali non hanno ritenuto la domanda meritevole di risposta. Pensiamo invece che una risposta sincera avrebbe potuto dissipare alcuni dubbi sollevati da molti in città, secondo i quali l’apertura del cantiere avrebbe subito uno stop a seguito dell’intervento della Guardia di Finanza presso gli uffici comunali.

A questo proposito, abbiamo chiesto di conoscere i motivi e le modalità dell’intervento ispettivo dei militari, che aveva ad oggetto proprio il fascicolo amministrativo relativo alla Torre Erap. In questo caso il Sindaco Bacci, a suo modo, ha fornito una risposta importante, affermando che la Finanza sarebbe intervenuta su richiesta della Procura della Repubblica di Ancona, che a sua volta sarebbe venuta a conoscenza dei fatti grazie all’attività di informazione svolta dal MeetUp Spazio Libero. Prendiamo la risposta per buona. Se abbiamo in  qualche modo contribuito ad evidenziare aspetti di una certa complessità, che pertanto necessitano di chiarimenti, possiamo ritenere di aver offerto un buon servizio all’amministrazione pubblica nel suo complesso.

MeetUp Spazio Libero Jesi