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JESI / MEDICINA PER ME!: INCONTRO SU DIETA MEDITERRANEA E LE MODE ALIMENTARI

JESI, 11 dicembre 2017 – È l’alimentazione il tema dell’incontro a Medicina per Me!

Prima di chiudere l’anno 2017, un focus sulle tante mode della tavola trattate dai professionisti del settore.

L’appuntamento dal tema “Dieta Mediterranea e le mode alimentari” sarà a Jesi alla Fondazione Carisj, all’interno del Palazzo Bisaccioni in Piazza Colocci mercoledì 13 dicembre dalle ore 18 alle 19.30.

Due saranno le voci che tratteranno l’argomento la dr.ssa Anna Maria Schimizzi del reparto di Medicina interna dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi e la dr.ssa Arianna Vignini del Dipartimento di Scienze Cliniche Specialistiche ed Odontostomacologiche dell’Università Politecnica delle Marche.

L’incontro di mercoledì è inserito nella programmazione annuale degli incontri della Fondazione Carisj. Patrocinio di Asur Marche Area Vasta 2 e Comune di Jesi; contributo del Rotary Club e Lions Club di Jesi.

JESI / SCELTA INNOVATIVA AL “CARLO URBANI, 10 POSTI DEDICATI ALLA DEGENZA POST-ACUZIE

JESI, 10 dicembre 2017 – A poco più di 6 mesi dall’assunzione dell’incarico di primario di medicina, il dottor Marco Candela ha presentato i punti salienti del suo progetto sanitario; con lui, nella sala riunioni dell’Ospedale “Carlo Urbani”, la dottoressa Virginia Fedeli che prima dell’intervento di Candela ha giustificato l’assenza del responsabile dell’area vasta, ing. Bevilacqua.

Ma veniamo a Candela ed al suo “progetto” caratterizzato dalla destinazione di 10 dei 52 posti letto complessivi del reparto alla degenza post –acuzie; una scelta innovativa, mai sperimentata in precedenza. Cinque, in complesso, gli obiettivi raggiunti, altri tre potrebbero essere soddisfatti se solo il reparto avesse a disposizione un organico più corposo e, in particolare, medici specialisti. Ed ecco l’elenco degli obiettivi che inizia con il reparto di medicina interna che si suddivide in “pazienti  giovani-adulti complessi per difficile diagnosi talora irraggiungibile in una visione specialistica d’organo e in pazienti con più patologie concomitanti, spesso anziani, che richiedono una valutazione globale in grado di declinare una priorità degli interventi anche  al fine di riconciliare trattamenti con più farmaci quale prevenzione di reazioni indesiderate”. Il secondo traguardo riguarda la “Flessibilità assistenziale” che suddivide i pazienti in cronici che necessitano di “monitoraggio continuo di funzioni vitali” e “pazienti ormai prossimi ad una domiciliarità assistita per recente malattia acuta e stabilizzata dal punto di vista clinico, tuttavia in persone non autosufficienti o con deficit funzionali in corso di risoluzione”.  Il terzo traguardo è quello della inclusività che mira “ad una più efficace integrazione con le strutture territoriali nell’ottica di una reale continuità assistenziale”. Interessante l’obiettivo di una assistenza differenziata a seconda delle necessità cliniche del singolo paziente; in altre parole una assistenza non standardizzata, personalizzata  che può anche concorrere ad un risparmio economico per la sanità in generale. Il quinto traguardo si riferisce ai trattamenti su pazienti definiti “complessi”, quelli cioè che presentano più situazioni di male.

Arriviamo agli obiettivi che ancora non hanno raggiunto i livelli sperati, anche se  questi sono di buona qualità; ci riferiamo alla degenza post acuzie che richiederebbe “una elevata prevalenza dell’attività infermieristica” attualmente carente. Se l’organico dovesse essere potenziato con personale qualificato (medici ed infermieri) anche questo obiettivo sarebbe raggiunto pienamente. “Sarebbe molto bello fare  il consulant”, ha dichiarato Candela che ha poi spiegato. Si tratta di “supportare funzioni specialistiche di tipo chirurgico, sia nelle fasi di inquadramento pre-intervento, sia nella fasi  di post-intervento, dalla gestione  della terapia medica  delle polipatologie di base, al management delle complicanze di tipo medico (scompenso cardiaco, scompenso metabolico e/o idroelettrolitico, infezioni, ecc.) che non di rado complicano il decorso dei malati chirurgici”. Sempre su questo aspetto occorre “supportare a livello residenziale funzioni legate ai Medici di Medicina Generale mediante gestione integrata in loco con strumentazioni semplici di riacutizzazioni lievi-moderate   di patologie croniche o condizioni legate a reazioni avverse da farmaci – e, infine – supportare i Medici di Medicina Generale a livello di Gruppi di Cure Primarie”.

In chiusura il dottor Candela ha presentato alcuni prospetti riportanti le varie situazioni venutesi a creare nel tempo in materia di ricoveri, periodi medi di degenza nei vari reparti di medicina; numeri che certificano il grande lavoro del reparto.

(s. b.)

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JESI / OSPEDALE ‘CARLO URBANI’, E’ UNA QUERELLE CONTINUA

JESI, 5 dicembre 2017 – Il Tribunale diritti del malato replica al Sindaco di Jesi Massimo Bacci dopo che quest’ultimo aveva ieri fatto notare come l’impegno dell’amministrazione jesina fosse stata fin qui massima ed attenta per cercare di risolvere i problemi del nosocomio locale.

“In merito alla conferenza stampa tenuta dal Sindaco sul ruolo dell’Amministrazione comunale jesina – scrive il coordinatore Pasquale Liguori – sulle numerose problematiche della sanità in Vallesina restiamo profondamente delusi per l’affermazione dello stesso Sindaco e dell’Assessore Quaglieri quando dicono che ‘il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare , ora aspetta quello che avrebbe dovuto fare l’ASUR’. Ma noi ci chiediamo: cosa ha fatto sino ad ora l’Amministrazione comunale? Qualche sopralluogo nel Carlo Urbani che ad onor del vero non ha portato risultati tangibili per i cittadini vedi Pneumologia, vedi Pronto Soccorso, vedi liste di attesa. E allora noi ci permettiamo di portare a conoscenza del cittadino i poteri in ambito sanitario attribuiti dalla legge 502/92 ai Sindaci attraverso la Conferenza dei Sindaci della Vallesina: definisce, nell’ambito della programmazione socio-sanitaria, le linee di indirizzo per l’elaborazione del piano attuativo locale; esamina ed esprime pareri sul bilancio pluriennale di previsione e di esercizio della ASL di riferimento; esprime pareri sull’operato del Direttore generale dell’ASUR di riferimento e può richiedere alla Regione la revoca del medesimo nel caso previsto dal comma 7 della legge 502/92 (quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon  Ci sembra pertanto –conclude la nota – che di potere il Sindaco ne abbia eccome. Abbiamo sentito pertanto la necessità di verificare l’operato della Conferenza dei Sindaci nella passata legislazione  e quindi abbiamo inoltrato all’amministrazione comunale una richiesta di accesso agli atti per capire quante volte si è riunita, cosa ha deliberato e quanti Sindaci hanno preso parte alle riunioni”.

Insomma il Tribunale dei diritti del malato chiama in causa il primo cittadino invitandolo ancora a verificare ed intervenire. La querelle continua, i cittadini attendono di verificare miglioramenti alle loro richieste e necessità.

JESI / CARLO URBANI: PER IL SINDACO BACCI “IL COMUNE E’ VIGILE E HA FATTO TUTTO QUELLO CHE DOVEVA FARE”

JESI, 4 dicembre 2017 – In merito ai tanti problemi che da più parti vengono denunciati in materia di sanità il Sindaco, Massimo Bacci, e l’assessore, Maria Luisa Quaglieri hanno illustrato la posizione dell’Amministrazione comunale nelle varie criticità concludendo il loro intervento con l’affermazione che “Il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare, ora aspetta quello che avrebbe dovuto fare l’Asur”.

Nella conferenza stampa di questo pomeriggio il Primo Cittadino ha voluto chiarire il ruolo dell’Amministrazione cittadina, capofila di un territorio, e quello dell’Azienda sanitaria in materia di gestione della sanità in Vallesina; ai comuni il compito del controllo, alla Regione quello di gestire correttamente tutto il servizio, a cominciare dal personale medico e di quello dirigenziale.

Facendo riferimento al recente comunicato sulla pneumologia diffuso dall’ Asur, Bacci ha dichiarato che “da un lato ci rassicura, anche se per un periodo non svolgerà il suo ruolo”.

Ricordiamo in proposito che proprio la settimana scorsa la Direzione ha annunciato l’accorpamento di una delle eccellenze dell’ospedale jesino, Pneumologia e medicina, 8 posti letto rimarranno a pneumologia.

L’analisi del Sindaco non poteva non toccare la questione della carenza di personale e dei primari; problemi che l’Asur avrebbe dichiarato di risolvere nel corso dell’incontro avvenuto nelle scorse settimane. A proposito delle assicurazioni ricevute dai vertici della sanità il Comune ha ribadito la sua volontà di collaborare, al tempo stesso sarebbe bene che anche la Regione lo facesse.

Seppure non legato direttamente alla salute pubblica Bacci ha affrontato la questione della carenza di parcheggi, più volte denunciata da cittadini e addetti ai lavori; “si stanno sbloccando le aree prossime al Carlo Urbani per aumentare la disponibilità di spazi da destinare ad area sosta, aumentando così il numero dei parcheggi”.

Dopo una descrizione completa fatta da Bacci la Quaglieri ha aggiunto ben poco, ribadendo il ruolo del Comune capofila nella intera vicenda dell’ospedale.

Inoltre “vogliamo il rispetto degli accordi con le istituzioni regionali” sia per quanto riguarda i servizi così come per la carenza degli organici e nella nomina dei primari.

s.b.

JESI / OSPEDALE CARLO URBANI, OGNI GIORNO CHE PASSA E’ SEMPRE MENO ‘MODELLO’

JESI, 1 dicembre 2017 – Ogni giorno che passa i pazienti della Vallesina, in sostanza il bacino di utenza che gravita sul Carlo Urbani, sono alle prese con un Ospedale che tutto sembra ed appare meno che ‘modello’. Dal lato organizzativo, ovviamente!

L’ultima in ordine di tempo la testimonianza di un fruitore di un servizio e della struttura  al quale il proprio specialista aveva prescritto ‘Rx toracico ombra cardiaca’.

Il nostro telefona al Cup ed alla risposta, ricetta rossa in mano, si sente dire: “le linee sono tutte occupate, la sua posizione è sessantesima, la preghiamo di rimanere in linea per non perdere la priorità acquisita”.

Attesa su attesa, il paziente parla di circa dieci minuti attaccato alla cornetta del telefono, arriva la linea libera e l’operatore che chiede quale esame deve registrare.

Informato in merito, compreso il gradimento della struttura da utilizzare per ovvi motivi logistici, considerata la residenza del richiedente nella città di Jesi, gli viene risposto che la prima data utile all’ospedale jesino è un giorno della metà di aprile del 2018.

L’utente, che è cardiopatico, non gradisce tale data e chiede l’eventuale disponibilità in altra struttura. L’operatrice gli indica se Senigallia potrebbe andar bene ed alla risposta affermativa lo mette al corrente delle date disponibili: “da oggi tutti i giorni la mattina quando vuole lei!” “Come tutti i giorni?”, ribatte il paziente! “Jesi quattro mesi, Senigallia quando voglio?”. “Si ha capito bene”, conferma l’operatrice. Il nostro ovviamente opta per Senigallia con data ed orario a lui favorevole. Ovviamente non a pagamento.

Sembra impossibile, ma è così. A Jesi liste di attesa che a volte sembrano una sorta di calvario, in altre strutture, sempre della stessa provincia, le liste di attesa non ci sono. Almeno per certi esami!

Forse per lo specifico tipo di esame all’ospedale di Senigallia hanno mezzi più efficaci e personale in numero superiore per far fronte alle richieste ma il paragone è davvero strano per essere compreso.

A Jesi, evidentemente, non ne va bene una.

Tutti si sbracciano per far migliorare le situazioni che però, nell’immaginario collettivo, non migliorano mai e, ad ogni occasione, tutto diventa inaccettabile dando adito alle polemiche che sono comprensibili considerato il ripetersi delle lamentele e delle proteste, giorno dopo giorno, da parte dei cittadini.

L’unica certezza per il Carlo Urbani sembra proprio quella che l’ospedale è tutto tranne che ‘modello’

e.s.

JESI / PNEUMOLOGIA AL “CARLO URBANI”, SE TUTTO VA BENE SOLO 8 POSTI LETTO: ALLARME PER LA CARENZA DI PERSONALE

JESI, 1 dicembre 2017 – Nuovi problemi all’ospedale Carlo Urbani, dove si sta infatti valutando la chiusura o in alternativa l’accorpamento di Pneumologia  con Cardiologia e Medicina.

In questo caso, resterebbero solo 8  posti letto per la Pneumologia. Allo stato attuale  l’impegno e la volontà da parte delle dirigenze ospedaliere per assumere sono  nulle.

Il CUP  unico regionale non assicura la presa in incarico di pazienti  non solo cronici  che andrebbero  seguiti sul territorio locale,  ma con questa deficienza di personale, non si riescono ad aprire le agende per le prenotazioni visite,  con una serie di prestazioni  adeguate.

Il pronto soccorso si intasa al collasso anche per codici che non avrebbero bisogno  di tale servizio se ci fossero ambulatori  dei medici di base attrezzati al monitoraggio degli stessi.

(c. ade.)

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JESI / AUTISMO: PROGETTO SPERIMENTALE NEL CENTRO AZZERUOLO

JESI, 28 novembre 2017 – La Regione Marche ha disposto un progetto sperimentale sulla residenzialità all’interno del Centro Azzeruolo di Jesi per pazienti autistici.

Questa scelta è in continuità con quanto indicato dalla legge regionale sugli interventi di settore.

Regione e Asur vogliono dare stabilità all’esperienza con un periodo di osservazione di 12 mesi che rassicuri le famiglie e individui i necessari standard sia abitativi che del personale.

La struttura, nel tempo, verrà ampliata fino a 20 posti. Si stanno anche identificando a nord e sud delle Marche altre 2 strutture equivalenti.

Con la delibera approvata ieri a Palazzo Raffaello si deroga all’atto di fabbisogno, anticipando gli interventi, e permettendo l’immediata attivazione degli 8 posti letto. “Esprimo soddisfazione per la formulazione trovata che consente di dare una risposta immediata ai pazienti e alle loro famiglie – ha commentato Fabrizio Volpini, presidente Commissione Sanità – e che dimostra l’operatività della Regione rispetto alla patologia autismo, alla quale è stata dedicata una legge pioneristica”.

Le Marche con la legge regionale 25/2014 sono state prime tra le Regioni italiane a dotarsi di una normativa organica sui disturbi dello spettro autistico e perseguono nell’intento di promuovere la piena integrazione sociale, scolastica e lavorativa di queste persone, riconoscendo l’autismo come patologia altamente invalidante che richiede una presa in carico a 360 gradi. Percorso rafforzato anche con la relativa normativa nazionale e di riconoscimento della patologia all’interno dei livelli essenziali di assistenza. La struttura residenziale e semiresidenziale verrà attivata in via sperimentale per una durata massima di 12 mesi e, al termine dei primi otto, l’Asur rendiconterà gli esiti della sperimentazione al fine di acquisire le informazioni necessarie per la definizione degli standard più consoni per l’assistenza di questa tipologia di utenza.

(c.ade.)

JESI / ALTRI TAGLI IN VISTA NELLA SANITÀ, CHIUDE BRONCOPNEUMOLOGIA?

Il sindaco Massimo Bacci e il coordinatore del TdM Pasquale Liguori

JESI, 18 novembre 2017Chiusura o accorpamento per Broncopneumologia? Siamo di nuovo alle solite, si sbandiera ai quattro venti il “nuovo” Ospedale Modello e poi ecco che all’orizzonte si intravedono nuovi tagli draconiani. L’ipotesi, stando a quanto dice il coordinatore del Tribunale del Malato Pasquale Liguori, è sotto gli occhi di tutti: «Ci giungono voci sempre più insistenti  sulla prossima chiusura/accorpamento  della Broncopneumologia; per la verità i dubbi li avevamo già espressi quando sempre ad ottobre l’ASUR annunciava l’avviso per una unità medica e non per un primariato. È giunto il momento che l’ASUR esca allo scoperto, dica chiaramente  ai cittadini se intende mantenere l’Unità Operativa».

Ma a mettere le carte in tavola sulla delicata vicenda, sempre stando a Liguori, dovrebbero essere anche gli amministratori jesini: «La domanda la giriamo anche al Sindaco Bacci e all’Assessore Quaglieri che, in virtù di una loro dichiarata collaborazione intrapresa con i vertici dell’ASUR, ora devono farsi parte attiva per avere rassicurazioni circa la sopravvivenza della Broncopneumologia, un reparto che ha segnato la storia della sanità jesina. I cittadini aspettano fiduciosi».

Broncopneumologia è però solo la punta dell’iceberg del “Carlo Urbani”: «All’inizio di ottobre il Sindaco Bacci e L’Assessore Quaglieri – incalza il coordinatore del TdM -, dopo un incontro con i vertici dell’ASUR, annunciavano la prossima nomina dei nuovi primari per Dermatologia, Ortopedia e Neurologia, oltre che un’unità medica per la Broncopneumologia. Al momento è stato nominato solo il direttore della Dermatologia, peraltro dopo un’assegnazione che ha fatto gridare allo scandalo, negando al Dr. Bugatti una nomina che, a nostro avviso, gli spettava per titoli e per punteggio. Ora, mentre attendiamo le nomine promesse per le altre Unità Operative, compresa quella della Medicina di Urgenza non citata nel comunicato di ottobre».

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JESI / A MEDICINA PER ME SI PARLA DEL DOLORE CRONICO CON IL DOTT. GIACOMO ZENOBI

JESI, 16 novembre 2017 – Si conclude domani la VII edizione di Medicina per Me!. L’argomento sarà il dolore cronico in tutte le sue sfaccettature, a parlarne il dr Giacomo Zenobi del reparto di Anestesia, Terapia Intensiva, Analgesia dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi. Presenti all’incontro anche il direttore medico di presidio ospedaliero dr.ssa Virginia Fedele e l’assessore allo sport del Comune di Jesi Ugo Coltorti.

Come per la prima edizione anche questa volta gli incontri hanno riscontrato notevole successo e sollevato dibattiti interessanti con dottori e responsabile dell’ambito sanitario del nostro territorio.

Medicina per Me!, curato e ideato dalla giornalista Agnese Testadiferro, è stato un importante momento di confronto che ha voluto, in una maniera diversa, festeggiare anche i 20 anni della residenza per anziani all’interno del Collegio Pergolesi; per questo un plauso va alla Congregazione dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia che hanno riconvertito la struttura nel 1997, da collegio a residenza per anziani.

“Come già affermato ad inizio calendario, confermo la fondamentale importanza degli incontri ravvicinati con i medici che giorno dopo giorno operano nell’ospedale del nostro territorio in quanto sono loro i primi interlocutori a cui pazienti e familiari si rivolgono. Anche i nostri 30 operatori, che quotidianamente operano nella struttura, hanno trovato spunti interessanti di arricchimento alla loro professionalità – afferma Enrico Carrescia direttore del Collegio Pergolesi di Jesi che ospita la Residenza Anziani – Un grazie va al dr Roberto Grinta, Direttore del Servizio Farmaceutico dell’Area Vasta 2, al farmacista dr Gaetano Martini e al dr Enzo Mannino ideatore del progetto nazionale OMT dedicato alla presa in cura del paziente per l’incontro sul ruolo del farmacista; per l’invecchiamento attivo un grazie alla dr.ssa Agnese Collamati, Unità Valutativa Integrata; per l’incontro sul Rapporto Urp – Utente grazie agli operatori dell’Urp di Jesi, Dante Danti, e Urp di Fabriano, Maria Teresa Maccari; per l’artrosi grazie al dr Daniele Aucone, reparto di ortopedia; per il sonno nell’anziano grazie al dr Claudio Alesi, reparto di neurologia; per il dolore cronico un grazie al dr Giacomo Zenobi, reparto di Anestesia, Terapia Intensiva, Analgesia. Da tutta la direzione del Collegio Pergolesi un sentito grazie al direttore medico di presidio dr.ssa Virginia Fedele per la sua presenza all’incontro, nonché grazie anche agli assessori del Comune di Jesi Maria Luisa Quaglieri e Ugo Coltorti come testimoni dell’operato dell’amministrazione comunale nell’ambito della salute e del benessere»

 

 

PIANELLO VALLESINA / MAXI ANTENNA VICINO AL PAESE, È SCONTRO TRA ARPAM E SOVRINTENDENZA: CITTADINI ALLARMATI

Il vice sindaco di Monte Roberto, Gabriele Marasca

PIANELLO VALLESINA, 11 novembre 2017 –  Arpam contro Sovrintendenza per il posizionamento della maxi antenna di telefonia mobile in via S. Pietro, poco distante dal campo sportivo e dunque a ridosso del paese di Pianello Vallesina. Un impianto alto diverse decine di metri che sta mettendo in allarme la popolazione. Il tam tam sotterraneo è partito da alcuni giorni, non appena sono trapelate le prime informazioni, e ben presto si è propagato da famiglia in famiglia.

Dalla conferenza dei servizi svoltasi giovedì 9 novembre sembra che, l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Marche (Arpam) abbia dato parere positivo per  posizionamento in quella zona (individuata dall’azienda telefonica) dell’antenna della discordia mentre per la Sovrintendenza la “torre” andrebbe a deturpare l’ ambiente e la bellezza del paesaggio.

«Non siamo contro l’antenna , tutti oggi abbiamo bisogno di sistemi di comunicazioni, siamo solo contro il posizionamento della stessa in quel terreno che sovrasta il paese e che avrebbe un impatto ambientale terribile; stiamo quindi cercando una soluzione alternativa» le parole di Gabriele Marasca vicesindaco di Monte Roberto.

La popolazione comunque non sembra essere molto favorevole all’operazione ed a breve potrebbe formarsi un comitato a tutela della salute dei cittadini anche se non sembra, secondo il parere dell’Arpam, che le emissioni elettromagnetiche andrebbero a ricadere nella zona sottostante. Si attende ora un nuovo incontro tra le forze in campo per cercare di venire ad un punto comune che metta d’accordo Comune, Arpam, Sovrintendenza. Ma soprattutto i cittadini.

(Cristina Amici degli Elci)

cristina.ade@qdmnotizie.it

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