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CHIARAVALLE / I DISABILI DELL’ARCOBALENO A BORDO DEI SIDECAR, TUTTI AL ROSPO DAY

CHIARAVALLE, 15 giugno 2018Domenica 17 giugno c’è il Rospo Day e non si può mancare! Lo storico Motoclub Silvano Rocchetti organizza a Chiaravalle un’adunanza dedicata alle motocarrozzette – i sidecar – sia moderne che storiche.

“In questa manifestazione – dice Bruno Molossi, uno degli organizzatori – cercheremo di coinvolgere i ragazzi del centro riabilitativo Arcobaleno, magari facendo salire sul carrozzino dei sidecar alcuni di essi”.

Una bella iniziativa di un sodalizio sportivo che è intitolato alla memoria di un chiaravallese amante dei motori, Silvano Rocchetti, indimenticato appassionato di moto e auto. Un evento che vuol cercare di aiutare la socializzazione dei disabili coinvolgendoli in attività sportive e divertenti.

Il centro Arcobaleno da tanti anni svolge un’opera meritoria con i disabili del territorio offrendo loro attenzione e sensibilità, cure e momenti ludici. Il Rospo Day si snoderà lungo corso Matteotti e le vie del centro storico e durante l’incontro ci sarà per i partecipanti la possibilità di degustare una delle specialità tipiche dell’arte pasticcera del nostro territorio, l’unico e incomparabile “ciambellò della pasticceria Pasquini”. Per informazioni ci si può rivolgere al Moto Club Silvano Rocchetti o telefonare al 3397244399 o al 3349267873.

Gianluca Fenucci

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FABRIANO / UNIONE MONTANA: IL REPORT DEI SERVIZI SOCIALI INTEGRATI

Sinergia di servizi

 

FABRIANO, 27 maggio 2018 – Povertà, sostegno alla disabilità, inclusione e tutti gli altri progetti che l’Unione Montana ha gestito attraverso l’Ambito 10 per il 2017: questo il cuore del report dei Sindaci dell’Unione, che ha messo in evidenza la molteplicità di azioni messe in campo. “Interventi qualificati ed omogenei. Collaborazione con le associazioni e con tutti quegli enti che lavorano sul territorio” hanno spiegato i primi cittadini presenti. Quindi Fabriano, Cerreto D’Esi, Serra San Quirico, Sassoferrato e Genga che, anche se non parte integrante dell’Unione Montana, è uno dei cinque comuni dell’Ambito. Un territorio vasto e quasi 47.000 abitanti con un calo di residenti di oltre 500 unità rispetto al 2016. 2.500.000 euro circa: questo quanto messo in campo nel 2017 per la gestione di tutti i servizi erogati. Fondi che per la maggior parte da bandi.

Ugo Pesciarelli, presidente dell’Unione e Sindaco di Sassoferrato, ha descritto come “centrale” l’attività portata avanti dell’ente attraverso un percorso di sinergia con il territorio e tutte le realtà associative. “Condividere obbiettivi di area vasta, tra funzioni e servizi comunali. Una prerogativa da portare avanti”. Dello stesso avviso anche il sindaco di Fabriano Santarelli, che ha posto l’accento sulla programmazione “Il nostro obbiettivo sarà quello di essere sempre più puntuali per non disperdere risorse”.

Sistemi da gestire in sinergia, come ribadito da tutti i rappresentati delle città dell’Ambito con servizi che vanno dalla più tenera età fino a quella più avanzata. “Uno sforzo complesso che abbraccia anche la prevenzione  – ha proseguito Santarelli – e quindi la prevenzione sarà rafforzata nelle attività dell’Ambito”.

“Pur non appartenendo all’Unione Montana – ha dichiarato il sindaco di Genga Medardoni – sono molti i risultati ottenuti, ed è nostra intenzione proseguire e rafforzare le attività e la collaborazione dal punto di vista dei servizi”. Il Sindaco di Serra San Quirico Borri ha ribadito la necessità di sinergia: “Viviamo un momento duro per le famiglie, con un territorio impoverito e molte più famiglie nella fascia di povertà. C’è bisogno di sostegno, e quindi ricordare anche il problema dell’aiuto a quei nuclei che devono fronteggiare disabilità”. “Un modo per gestire meglio tutte le problematiche, anche quelle dei minori”, ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali di Cerreto d’Esi Giuliana Latini.

“Passi avanti straordinari da 16 anni a questa parte“, ha illustrato il coordinatore d’Ambito Lamberto Pellegrini parlando della cultura del sociale condivisa tra i vari comuni.

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JESI / CASA DELLE DONNE: IMMENSO LAVORO DI TRASFORMAZIONE CULTURALE E SOCIALE

JESI, 24 maggio 2018 – Casa delle Donne di Jesi, Sportello antiviolenza, progetto Prime Donne, raccolta firme per l’applicazione della 194, queste solo alcune delle attività che il centro sta portando avanti in questo anno 2018.

Da pochi mesi poi il cambio della presidenza che passa da Maria Tracló a Paola Moreschi che dichiara “Senza educazione, prevenzione, informazione, formazione e sensibilizzazione, non potremo sgretolare i modelli stereotipati, sessisti e patriarcali imperanti nella nostra cultura che sono alla base di discriminazione, subordinazione sulle donne e della violenza di genere. Noi operatrici di casa delle donne siamo da anni parte attiva di questo immenso e difficile lavoro di trasformazione culturale e sociale.” continua “Dominante è ancora il controllo, il potere di decidere della volontà, della vita  e del corpo delle donne del “pater familias”, sia esso il padre o il marito, la Chiesa o lo Stato.”

Da dove nasce la violenza , fenomeno dilagante anche tra i più giovani?

“La violenza trae origine da dilaganti modelli ed esempi culturali, verbali e comportamentali devianti. Non possiamo certamente immaginare un cambiamento significativo senza lavorare con le generazioni future di uomini e di donne, in un percorso di autoconsapevolezza, di autodeterminazione e valorizzazione di sé. Stiamo infatti proseguendo quanto avviato da anni, nelle scuole di ogni ordine e grado con i progetti “Non Sono Indifferente” e “P.R.I.M.E Donne”, quest’ultimo finanziato da un bando ministeriale, realizzato in alcuni istituti della provincia insieme al CAV Donne e Giustizia di Ancona e gli Sportelli di Senigallia e Fabriano”.

Che tipo di progetti sono, ce li spiega?  A chi sono rivolti?
“Sono progetti di contrasto agli stereotipi, alle discriminazioni e alla violenza di genere,  per diffondere una cultura della parità e del rispetto nelle relazioni,  per l’affermazione delle diversità in quanto specificità, singolarità, originalità e autenticità. Per  una comunità umana libera da gabbie culturali, che incatenano le nostre libere ed emancipate identità, la nostra espressività. Dobbiamo aiutare i giovani a vivere una storia diversa, costruire una società che permetta di sperimentare pienamente se stessi/e e le proprie potenzialità. Sono progetti indirizzati alle scuole, entrare nelle classi è sempre un tempo prezioso e i giovani fanno sentire la loro “voce”, il loro bisogno di essere ascoltati. Entusiasmante vedere il loro valore, afferrare il loro sentire, confrontarsi, il loro rivelarsi quando sono coinvolti. Ogni volta è sorprendente. Incoraggiante poi è trovare dirigenti scolastici, insegnati e genitori che supportano questo nostro impegno e ci affiancano. Garantire lo Sportello AntiViolenza, i suoi servizi di ascolto, di sostegno psicologico, assistenza legale, l’educazione nelle scuole, la difesa della legge 194/78 per la sua piena applicazione insieme al coordinamento 194 SenzaObiezione, la lotta contro una cultura e una politica sessista che determinano una società discriminante e prigioniera, le campagne per i diritti di tutti e tutte, in opposizione ad ogni sopruso e a quanto negato e molto molto di più è per Casa delle Donne una sfida difficile, fatta di continue intimidazioni,responsabilità, carichi. Questi pesi non ci fanno barcollare, anzi ci rafforzano e noi dritte andiamo avanti per la libertà femminile e seguiteremo ad agire con determinazione.”

Cristina Amici Degli Elci

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VALLESINA / COLONIE ESTIVE PER 190 BAMBINI DEI COMUNI DELL’UNIONE

VALLESINA, 25 maggio 2018 – Si avvicina l’estate e si ripresenta una possibilità molto gradita dalle famiglie e dai bambini. Si tratta della colonia marina diurna, uno dei servizi in capo all’Unione dei Comuni della Media Vallesina. Prevede, oltre al soggiorno diurno a Senigallia, anche l’animazione in spiaggia con esperti della Uisp e il viaggio con pullman con aria condizionata. La partecipazione è riservata ai bambini dai 6 ai 12 anni, che abbiano frequentato le classi tra la prima e la quinta della scuola primaria, residenti nei Comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio, Montecarotto, Rosora, Poggio San Marcello e San Paolo di Jesi.

L’Unione ha stabilito con una delibera il numero massimo di partecipanti per ogni Comune, per un totale di 190 bambini. Due i gruppi che partiranno per le colonie, ognuno per un periodo di tre settimane, dal lunedì al venerdì.

Il primo gruppo, che partirà lunedì 25 giugno, accoglierà bambini residenti nei comuni di Castelplanio, Maiolati Spontini e San Paolo di Jesi, mentre il secondo gruppo, quello che andrà a Senigallia dal 9 al 27 luglio, è formato dai piccoli di Rosora, Poggio San Marcello e Montecarotto.

L’Unione ha deciso di mantenere le tariffe del servizio contenute, fisse ormai da anni, per andare incontro alle tante famiglie che fanno ricorso alla colonia come opportunità per i bambini di godere del sole e di fare attività ricreative, ma anche per gli stessi genitori, impegnati di mattina col lavoro. Il costo di partecipazione per un figlio è di 100 euro, di 140 euro per chi manda due figli e di 170 euro per tre bambini.

Particolare attenzione viene rivolta, ogni anno, all’assistenza e alla vigilanza, come dimostra il potenziamento del personale addetto sia tramite il conferimento di incarichi di prestazioni occasionali, sia usufruendo del personale dei Comuni assegnato temporaneamente all’Unione. Ma non solo. Viene anche acquistato materiale ludico e viene portato avanti un progetto di animazione, in collaborazione con la Uisp, molto apprezzato, che ha visto negli anni passati i piccoli impegnati in attività di gioco finalizzate a favorire lo sviluppo psicomotorio, sociale, cognitivo e creativo.

Pe rinformazioni si può consultare il sito dell’Unione dei comuni della Media Vallesina. Le domande vanno presentate presso la sede dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina con sede in via Fornace a Moie di Maiolati Spontini.

MOIE / “COME GOVERNARE I FLUSSI MIGRATORI”, DOPPIO INCONTRO PER ILLUSTRARE IL PROGETTO SPRAR

MOIE, 21 maggio 2018 – L’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’Asp – Ambito 9, organizza due incontri, nella frazione di Moie e nel capoluogo, per presentare il progetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cui Maiolati Spontini ha aderito insieme ad altri 21 Comuni del territorio. Un progetto gestito a livello territoriale dall’Asp 9 e che vede Jesi come Comune capofila. “Come governare i flussi migratori” è il tema degli incontri, rivolti alla cittadinanza, previsti per lunedì 21 maggio, alle ore 21,15, nella Sala comunale 6001 a Moie e per mercoledì 23 maggio, alla stessa ora, nei locali dell’ex palestra nel capoluogo. Saranno presenti il sindaco Umberto Domizioli, la Giunta comunale, il direttore dell’Asp 9 – Jesi Franco Pesaresi, Sascha Smerzini della cooperativa CoosMarche e Marco Galeazzi della cooperativa Vivere Verde.

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati è costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che prevedendo anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

“I progetti territoriali dello Sprar vedono la diretta partecipazione degli attori presenti sul territorio, a partire dai Comuni – sottolinea l’assessore comunale ai Servizi sociali Irene Bini – e hanno l’obiettivo di costruire e rafforzare una cultura dell’accoglienza presso le comunità, oltre che favorire la continuità dei percorsi di inserimento socio-economico dei beneficiari”.  Il progetto prevede un tetto massimo di arrivi, che per il territorio del comune di Maiolati Spontini è di 21, di migranti richiedenti asilo e rifugiati. Una cifra, questa, calibrata sul numero della popolazione residente e finalizzata a realizzare al meglio progetti di integrazione e di accoglienza. “Sono già stati individuati ed autorizzati due appartamenti – spiega l’assessore Bini – per consentire l’accoglienza, al momento, di un massimo di dieci richiedenti asilo. Saranno distribuiti in un’abitazione a Moie e in un’altra nel capoluogo. A coordinare il progetto sarà l’Asp 9 mentre a gestire i diversi aspetti dell’accoglienza, che prevede anche inserimenti lavorativi e tirocini formativi, sarà la rete di cooperative che ha vinto l’appalto”.

L’Amministrazione sta intanto valutando alcune possibilità di inserimento “ad esempio in attività pratiche legate all’organizzazione del Comune – spiega sempre l’assessore Bini – come le piccole manutenzioni e il mantenimento dell’igiene urbana e del verde. Ciò non toglie che sarà valutato caso per caso a seconda delle competenze che i migranti richiedenti asilo possiedono. Siamo certi che questo percorso aiuterà loro ad integrarsi e la cittadinanza ad accoglierli in maniera positiva e senza pregiudizi”.

Nel corso del periodo di accoglienza le persone vengono sostenute anche nell’apprendimento della lingua italiana, nell’accesso al sistema sanitario nazionale e appunto nell’inserimento al lavoro attraverso tirocini formativi e supporto alla ricerca di un’occupazione, con inserimenti in laboratori che permettono la socializzazione e un’apertura verso il contesto esterno.

JESI / PROGETTO EUROPEO MENS, LO SPORT COME RIABILITAZIONE PER AFFETTI DA DISAGIO MENTALE

JESI, 18 maggio 2018 – Il calcio come strumento di riabilitazione per soggetti affetti da disagio mentale. E’ la nuova “medicina” attraverso la quale migliorare le condizioni generali di una fascia di persone troppo spesso dimenticate.

Questa mattina, nella sala maggiore di Villa Borgognoni, si sono ritrovati responsabili di alcune associazioni che assistono questi soggetti, medici specialisti, amministratori cittadini e un gran numero di persone coinvolte in un torneo di calcio allo stadio Scatolab di Jesi che vedrà contrapporsi i rappresentanti di Jesi, Matelica, Ancona/Falconara e Senigallia.

A fare gli onori di casa il dottor Gilberto Maiolatesi che ha ricordato il fatto che 18 anni or sono nasceva l’iniziativa “Malati di niente” che ha fatto conoscere il problema a tanti cittadini.

Maiolatesi ha anche ricordato che l’Italia si è aggiudicata anche i contributi previsti dall’Europa nel progetto Mens. “Oltre a Jesi – ha detto Francesca Cesaroni della Coos – sono interessate al progetto Città di Castello (rappresentata da Paola Angelini) e Palermo. Il progetto intende promuovere lo sport che è uno dei canali di prevenzione dei disturbi mentali”.

E cosa può fare lo sport per attutire questo problema. E’ uno strumento di socializzazione, di divertimento e di disciplina, è stato detto sia dal dottor Paolo Ripanti che dal suo collega Massimo Marri, due medici specialisti presenti all’incontro.

Ripanti ha affermato anche che con il passare del tempo è aumentata l’attenzione nei confronti dei malati di mente per poi raccontare come, casualmente, è nato il grippo del calcio tra i soggetti così detti svantaggiati mentali.

“Il dolore mentale è il più insopportabile”, ha esordito il dottor Marri che ha contestato il comportamento della Regione Marche nel destinare finanziamenti; “nelle Marche la spesa per questo settore è del 2,5% del totale destinato alla sanità – ha detto – in altre regioni come l’Umbria tali contributi superano il 5%. Occorrono più soldi”.

Ritornando in tema di soggetti impegnati nello sport del calcio è stato detto che lo sport di squadra favorisce il dialogo e quindi incide favorevolmente sulla salute dei soggetti colpiti da malattie mentali. Queste persone, è stato detto in conferenza stampa, hanno una vita media ridotta di 10-15 anni rispetto a soggetti “normali”. Marri ha poi riportato alla memoria dei presenti il fatti che quando 40 anni or sono la legge Basaglia dispose la chiusura dei manicomi la città di Jesi fu la prima a farsi carico di far uscire i suoi cittadini da quell’ospedale di Ancona, anche se, successivamente si rese conto di aver perso contributi.

All’incontro hanno preso parte l’assessore alla Sport, Ugo Coltorti e la sua collega di Giunta, Marialuisa Quaglieri; quest’ultima ha messo in risalto il ruolo del volontariato nell’assistenza a soggetti svantaggiati . Coltorti ha invece messo in evidenza le tante persone che a Jesi praticano lo sport e molte di esse hanno raggiunto livelli internazionali tanto da essere fregiata del titolo europe di “Città dello Sport”. Poi ha contestato il comportamento della politica che riduce i finanziamenti per lo sport pur sapendo che questo porta benefici all’economia; chi pratica sport, è stato detto, si ammala di meno e dunque costa meno alla società.

Nel pomeriggio si è svolto il “1° Torneo quadrangolare di calcetto “MENS” tra le squadre che hanno scelto lo sport quale strumento terapeutico di riabilitazione dal disagio mentale, nonché un mezzo di inclusione ed integrazione sociale.

sedulio brazzini

MOIE / CONVERSAZIONI SU “DISABILITÀ E PROGETTO DI VITA”

L’incontro è organizzato dal Gruppo Solidarietà in collaborazione con l’Amministrazione comunale

 

 

Fabio Ragaini del Gruppo Solidarietà

MOIE, 4 maggio 2018 – Domani, sabato 5 maggio, alle ore 17,15, alla biblioteca La Fornace di Moie si terrà l’incontro dal titolo “Disabilità e progetto di vita. Contrastare la re-istituzionalizzazione dei servizi”. L’incontro è organizzato dal Gruppo Solidarietà in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

Dopo una prima parte in cui il responsabile dell’associazione, Fabio Ragaini, converserà con don Franco Monterubbianesi, fondatore della Comunità di Capodarco, una delle più importanti esperienze italiane di de-istituzionalizzazione, seguiranno interventi di persone con disabilità, familiari, operatori e volontari.

Al termine della presentazione i partecipanti sono invitati ad un momento conviviale presso la sede del Gruppo Solidarietà, sempre nel centro culturale “eFFeMMe23” di Moie, che ospita anche la biblioteca La Fornace.

FABRIANO / “SOLIDARIAMENTE”: IL 5X1000 AL COMUNE DI FABRIANO

Una città solidale

FABRIANO, 28 aprile 2018 – Un 5 x 1000 per contrastare le nuove povertà: questo il progetto lanciato dal Comune di Fabriano, che ha deciso che quanto incassato dal 5 x 1000 sarà destinato ad iniziative sociali volte a potenziare gli interventi finalizzati a contenere le nuove povertà.

Il progetto si chiameràSolidariaMente

Il sostegno verrà fornito ai cittadini più deboli economicamente, a chi ha perso il lavoro, a chi vive solo con figli a carico, a famiglie numerose, a chi, in particolare, ha un reddito insufficiente per pagare gli affitti, spese condominiali, utenze, cauzioni di contratti di affitto.

Spiega così l’Assessore con delega ai servizi alla persone Simona Lupini: “Una scelta di autonomia, che ci permetterà di poter destinare quanto raccolto ad un progetto concreto e ben definito – osserva – noi ovviamente come Amminsitrazione destineremo il nostro 5 x 1000 alla città, e così faranno le persone a noi vicine: il nostro auspicio è quello che si generi una sorta di contagio virtuoso e tanti possano essere stimolati nel sostenere la propria città”. Una città che vuole essere solidale con i cittadini in situazione più critica, ha concluso l’analisi la Lupini.

Un mantenimento sul territorio ipotizzato qualche mese fa da una mozione di Fabriano Progressista, che chiedeva all’Amministrazione l’impegno nel comunicare questa possibilità alla cittadinanza. “Nell’ultimo Consiglio Comunale  è stata approvata la nostra mozione per il mantenimento nel nostro territorio delle risorse derivanti dal cinque per mille. La mozione invita il cittadino a destinare la propria quota al Comune, per fini sociali, oppure agli altri enti benefici che operano in Città, proprio per mantenere le risorse nel nostro territorio dato il periodo di crisi sociale che stiamo vivendo”

Il progetto sarà dedicato a tutte quelle persone che rischiano di entrare in una condizione di povertà, individuate tra le persone già in carico ai servizi sociali del Comune di Fabriano:  Famiglie monogenitoriali, italiane e straniere in condizioni di precarietà, anziani la cui condizione di disagio e dovuta dall’insufficienza di reddito e dall’isolamento progressivo, persone sole con problematiche ricorrenti come, la presenza di patologie psichiatriche o di dipendenza, la necessità di aiuto economico, di una sistemazione abitativa, nuclei completamente privi di reddito o monoreddito, che non riescono a soddisfare in modo adeguato i bisogni primari e che sono inquadrabili quindi, all’interno del fenomeno delle nuove povertà.

(s.s.)

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JESI / ASP 9, ECCO IL BILANCIO PER I SERVIZI SOCIALI: CRESCONO I COSTI PER IL PERSONALE

JESI, 26 aprile 2018Supera i 19 milioni di euro la previsione degli investimenti che l’Azienda Servizi alla Persona (ASP9) dell’ambito sociale numero 9 destinerà ai servizi sociali del territorio; a tanto, infatti, ammonta il bilancio di previsione per l’anno in corso approvato ad inizio mese di aprile dall’assemblea dei soci.

Il dettaglio delle spese è stato illustrato questa mattina dal Presidente dell’ASP9, Sergio Mosconi, dal Direttore generale, Franco Pesaresi, presenti due membri del CdA: Irene Bini per il Comune di Maiolati e Marco Bini presidente dell’assemblea dei soci. L’investimento maggiore, pari al 25,95% del totale, sarà destinato al progetto Sprar che assorbirà 4.998.000 euro; di poco inferiore (€. 3.872.585,58 pari al 20,10%) la spesa prevista per minori e famiglie. Alla Casa di Riposo di Jesi andranno 3.608.757,90 euro (18,72%), a quella di Cingoli poco più di un milione (5,30%), a quella di Apiro 427.924,60 euro (2,22%), pochi di più a Staffolo (€. 548.799,33 pari al 2,84%). Oltre a queste spese il bilancio prevede interventi per i servizi di ambito (€. 905.535,09 pari al 4,65%), l’attività per gli anziani sfiorerà il milione di euro incidendo per il 5,10% sul totale delle spese, supererà il milione di euro il budget destinato a minori e famiglie (5,55%), per fronteggiare disagio e povertà si prevede una spesa di poco superiore agli 875mila euro (4,55%). Altre spese riguardano: le mense scolastiche di Cingoli (oltre 462mila euro pari al 2,40%), le mense scolastiche di Staffolo €. 40.908,00 (0,22%) e le spese per il personale (463.770 euro pari al 2,40%). A proposito di personale c’è da segnalare l’aumento del numero dei dipendenti passato da 58 a 64; in aumento anche il personale privato occupato nel servizi dell’ASP che oggi è formato da 471 lavoratori.

Quanto sopra è riferito al bilancio di previsione 2018, ma questa mattina sono stati comunicati anche i numeri del bilancio 2017 che, vedendoli, si possono giudicare come interessanti. I destinatari minori e le famiglie assistite sono state 1.877 (furono 1.732 nel 2016 e 1.354 l’anno prima). In aumento anche i soggetti disabili assistiti dall’ASP9, passati dai 524 del 2015 ai 565 del 2017 ed ai 614 dello scorso anno. In merito al discorso delle strutture residenziali, che nello scorso anno hanno seguito 180 persone, c’è da precisare che nei due anni precedenti all’ASP9 non faceva capo la struttura di Staffolo con i suoi 25 elementi; c’è da dire anche che la somma degli assistiti nelle strutture di Jesi e Cingoli nel 2016 era diminuita passando dai 172 dell’anno precedente ai 158. In costante aumento anche il settore delle mense scolastiche di Cingoli, passate dai 524 pasti del 2015 ai 530 dell’anno successivo ed ai 579 del 2017. Anche in materia di refezione scolastica c’è da annotare l’ingresso di Staffolo nella preparazione dei pasti e refezione scolastica che nel 2017 ha registrato quota 56. Nel settore dell’assistenza agli anziani c’è da registrare qualche cambiamento; mentre nel 2015 erano 117 quelli che godevano dell’assistenza domiciliare, nel 2016 sono diventati 92 e soltanto 81 lo scorso anno. A questo calo, però si contrappone l’aumento dei soggetti che percepiscono assegni di cura; furono 164 nel 2015 e nel 2016, sono diventati 205 nel 2017. In aumento anche gli anziani inseriti nel progetto “Home Care Premium” arrivati a 95 dai 69 iniziali. In totale gli anziani assistiti sono stati 511 contro i 471 del 2015 ed i 426 del 2016.

E’ noto a tutti il grave problema della povertà che attanaglia alcuni soggetti della nostra società; la dimostrazione sta nei numeri dei destinatari di sostegni economici passati dai 919 del 2015 ai 1.379 dell’anno successivo ed ai 1.512 del 2017.

In totale i beneficiari di aiuti pubblici sono stati 5.429; furono 3.964 nel 2015 e 4.790 nel 2016.

Detto dell’aspetto economico dell’ASP9, passiamo ad analizzare gli obiettivi da raggiungere in questo anno; cominciamo dal settore della disabilità dove si prevede l’attivazione della struttura residenziale “Azzarulo” per soggetti autistici mentre per persone con disabilità intellettiva è prevista l’attivazione de “la casa di Emma”. Sempre sullo stesso tema c’è la questione della gestione di interventi a favore degli alunni con disabilità sensoriale che fino ad ora erano stati gestiti dalla Provincia. Altri progetti riguardano minori e famiglia, le strutture residenziali per anziani, la questione della povertà e del disagio.

Al di la dei numeri (ma parlando di bilancio questi sono i cardini essenziali) l’incontro con la stampa è servito per ribadire l’importanza dell’ASP9 a livello regionale e nazionale; “è la più grande a livello marchigiano e tra le 20 più importanti in Italia”, è stato detto.

VALLESINA / UNIONE DEI COMUNI, A POGGIO SAN MARCELLO IL TRASPORTO SOCIALE

VALLESINA, 26 aprile 2018 – Il servizio di Trasporto sociale, in capo all’Unione dei comuni della Media Vallesina, si estende anche ai cittadini del comune di Poggio San Marcello. Una possibilità, quella di avere a disposizione mezzi e autisti per raggiungere ambulatori o presidi ospedalieri per visite mediche o altre necessità, che ha riguardato finora quattro comuni: Maiolati Spontini, Castelplanio, San Paolo di Jesi e Rosora. D’ora in poi, però, potrà essere richiesto anche da chi vive nel territorio di Poggio San Marcello. Con una delibera dello scorso gennaio, la Giunta del piccolo centro collinare ha stabilito di attivare il servizio. Il comune di Poggio San Marcello, pur avendo attribuito all’Unione dei Comuni della Media Vallesina la funzione amministrativa di gestione del servizio di trasporto sociale, non ne aveva successivamente richiesto l’attivazione. Cosa che ora, invece, è avvenuta, tanto che il servizio è stato attivato già da qualche settimana.

Ad usufruire del trasporto sociale, preso in carico sin dal 2005 dall’organismo sovracomunale, che ne demanda la gestione all’associazione di volontariato Auser Media Vallesina, sarà una fetta ancora più ampia, dunque, della popolazione della Media Vallesina. Si tratta di un servizio sempre più richiesto e apprezzato. È nato dalla necessità, ravvisata dai Comuni aderenti all’Unione, di assicurare una risposta ai bisogni di trasporto sociale diretto alle fasce più deboli della popolazione, ai soggetti con disabilità e a tutti coloro che si trovano, anche momentaneamente, in una situazione di non autosufficienza.

Nel 2017 sono stati effettuati ben 2.610 trasporti da parte dei volontari dell’Auser, circa 150 in più rispetto al 2016, per un totale di 91.400 chilometri percorsi, dato anche questo in aumento (nel 2016 erano stati 86.100). Numeri destinati a crescere, visto che saranno cinque, d’ora in poi, i comuni ad usufruirne.

La postazione telefonica per le richieste di assistenza funziona dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 12,30, il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 18. Gli autisti volontari, attualmente ventidue, sono cittadini dei comuni della Media Vallesina.