Tag Archivi: viabilità

CHIARAVALLE / LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA MAZZINI E LA ZTL INFIAMMANO IL DIBATTITO CITTADINO

CHIARAVALLE, 7 giugno 2017 – Deve ancora partire eppure la riqualificazione di piazza Mazzini fa già discutere ed infiamma il dibattito tra cittadini, commercianti ed amministratori al pari della zona a traffico limitato, che ogni estate viene alla ribalta, e di altre opere. “Stiamo cercando di rendere Chiaravalle più bella – afferma il sindaco Damiano Costantini – e sono tanti i lavori che abbiamo effettuato e quelli in procinto di partire. La ristrutturazione di piazza Mazzini è un nostro progetto significativo ma dobbiamo procedere per gradi perché ci sono problematiche relative al traffico ed alla viabilità che necessitano di approfondimenti e studi. Intanto provvederemo fin da subito alla pulizia del monumento ai caduti che sorge al centro della piazza, al rifacimento degli asfalti e dei marciapiedi primi tra tutti quelli che sono perimetrali alla biblioteca comunale. Per ora non è prevista alcuna deviazione di traffico né cambiamenti della viabilità anche se in progetto c’è la chiusura della strada davanti alla biblioteca in modo che l’area diventi pedonale in quella zona. Attualmente ci sono due strade di ingresso a piazza Mazzini, via De Amicis e viale Rinascita ma nei nostri intendimenti dovrà restarne solo una”.

L’assessore alla viabilità Riccardo Frullini dice che l’iter è stato portato in discussione in giunta dal sindaco e auspica un coinvolgimento nella discussione di cittadini e delle associazioni di categoria ed una commissione che si occupi direttamente della riqualificazione di piazza Mazzini. Frullini ha un’idea sua anche sulla Z.T.L. “Per ora gli orari della zona a traffico limitato restano quelli ma secondo me così non ha senso perché non è né carne né pesce: la politica non si fa così! Dobbiamo scegliere, i cittadini ci chiedono questo”.

Il sondaggio sulla ZTL promosso dalla pagina facebook “Chiaravalle” ha dato risultati interessanti: la grande maggioranza dei cittadini che hanno partecipato al sondaggio vuole la ZTl solo nei giorni festivi e prefestivi mentre una certa percentuale suggerisce di far partire la ZTL alle 20 e non alle 18,30 nei giorni feriali. Sulla eventuale chiusura di corso Matteotti e sulla ristrutturazione di piazza Mazzini anche i commercianti vogliono dire la loro. “Sono proprietario di una lavanderia automatica e dell’edicola del Corso all’inizio di corso Matteotti – dice Andrea Anselmi – ed ho investito tutti i miei risparmi in queste attività. Non possono certo togliere i parcheggi che ci sono ora e che consentono ai clienti di raggiungere i negozi per mettere due alberi perché significherebbe la nostra morte e quindi spero ardentemente che il sindaco sia sensibile alle nostre esigenze”. Costantini replica dicendo che nessuno verrà penalizzato e che si prevede di recuperare i posti macchina che all’inizio dovevano essere cancellati. “Dobbiamo occuparci di tanti lavori – dice il sindaco – delle scuole, del Campo Boario, del tetto del monastero e del chiostro, degli impianti sportivi, non solo del corso e di piazza Mazzini. Ad esempio ieri abbiamo stanziato 90 mila euro per la ristrutturazione della palestra di via Paganini su istanza dell’assessore Eleonora Chiappa”.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

LETTERE&OPINIONI / SPUNTANO I CARTELLI DI DIVIETO DI SOSTA IN PIAZZA COLOCCI, RESIDENTI COLTI DI SORPRESA: “ALMENO INFORMATECI”

JESI, 27 maggio 2017 – Sorpresa per i residenti del centro storico, nella fattispecie per quelli che generalmente utilizzano il parcheggio di piazza Colocci. Nella tarda mattinata di venerdì sono comparsi cartelli che indicavano il divieto di sosta su tutta la piazza da lunedì 29 maggio fino al 21 settembre per il rifacimento del manto della piazza e tutto senza un minimo avviso preventivo ai residenti, né attraverso un’informativa capillare e puntuale che era minimamente dovuta da parte degli uffici tecnici e dell’amministrazione comunale. Riteniamo fosse corretto anche un confronto diretto e l’illustrazione nei dettagli del progetto ai cittadini e al comitato abitanti centro storico che comunque nei mesi scorsi si era fatto promotore di alcune richieste proprio riferite al problema dei parcheggi. È stato presentato all’amministrazione comunale un documento dettagliato con delle proposte che in qualche maniera potevano mitigare le criticità e i problemi che i residenti hanno più volte sollevato circa i parcheggi per chi abita nel centro storico. Non solo nessuna risposta in merito ma addirittura questa novità e soprattutto senza dare nessuna soluzione se non proporre l’utilizzo del parcheggio interrato Mercantini, che può essere una delle opzioni ma non la sola. Una alternativa può essere sicuramente quella di permettere ai residenti di poter posteggiare sempre anche nelle zone blu senza pagamento di pedaggio. Una soluzione che non risolve sicuramente il problema ma attenua comunque il disagio. Si stigmatizza non solo il mancato coinvolgimento dei residenti rispetto al progetto messo in cantiere ma anche il fatto che i cartelli sono stati apposti solo due giorni prima dell’inizio dei lavori e soprattutto di venerdì pomeriggio. Assurdo che né i politici né i tecnici né i vigili urbani abbiano reputato necessario o quantomeno doveroso informare il comitato abitanti centro storico e i residenti della zona. Sicuramente sì dirà  che il progetto era su Internet, il bando  pubblico, ecc.. ma siamo tutti obbligati ad essere sempre perennemente collegati in rete, con il web con whatsapp e con tutte le altre forme di media? Un po’ di sano confronto diretto crediamo non guasti mai mai. Recuperiamo quella democrazia diretta, dal basso, la partecipazione e la condivisione con i cittadini che riteniamo debba essere il punto fermo di ogni soggetto istituzionale e che questi concetti non debbano essere sbandierati solo a ridosso delle campagne elettorali e poi dimenticati nei cassetti delle istituzioni.

Comitato Abitanti Centro Storico di Jesi

JESI / RINVIATA LA PULIZIA DELLE MURA AL MONTIROZZO, MA I DIVIETI NESSUNO LI HA RIMOSSI: DISAGI E PROTESTE

JESI, 26 maggio 2017 – Senza alcun preavviso  (solo la rotazione dei segnali di divieto di sosta recanti l’informazione dell’avvio dei lavori in maniera da non essere leggibili)  il Comune ha disposto il rinvio della pulizia della mura cittadine prevista nella giornata di oggi (26 maggio); disagi e perplessità tra gli automobilisti, combattuti tra l’osservanza dei segnali di divieto di sosta e la logica. Come si ricorderà, in previsione dei lavori di diserbo delle mura cittadine, l’Area Servizi Tecnici del Comune aveva disposto per oggi (venerdì 26 maggio) alcuni divieti di sosta provvisori; in particolare la segnaletica, già disposta nei giorni precedenti, informava che nel tratto di Costa del Montirozzo e parte di via Bersaglieri tali divieti sarebbero stati operativi dalle ore 8,30 alle 12 mentre dalle ore 15,00 alle ore 18,00 tali restrizioni alla sosta riguardavano la parte restante di via Bersaglieri e via Nazario Sauro.  Non solo, nella nota diffusa agli organi di stampa si raccomandava agli abitanti dei palazzi che si affacciano sulle aree interessate dal trattamento diserbante di tenere chiuse le finestre per evitare, in particolare, l’invasione del momentaneo cattivo odore sprigionato dall’irrorazione del prodotto.

Come detto la mancata operazione del diserbo ha creato disagi alla popolazione che non ha potuto utilizzare degli spazi di sosta così importanti per chi deve entrare nel centro storico vietato alla circolazione. Ora si tratta di sapere se e quando l’annunciata pulizia delle mura cittadine sarà effettivamente effettuata.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CHIARAVALLE / ZTL SÌ O NO? LA POLEMICA CORRE SUL WEB E C’È VOGLIA DI CAMBIARE

Corso Matteotti, sul web è polemica per la Ztl

CHIARAVALLE, 12 maggio 2017 –  ZTL sì o no? È la domanda che puntualmente si presenta all’inizio di ogni maggio quando torna attiva l’isola pedonale in corso Matteotti e nel centro storico. “Quel che è certo – dicono Federico Raffaeli titolare di Arte Oro e Lorenzo Sartini di Benetton e Sisley, due commercianti molto conosciuti in città – è che corso Matteotti nei giorni feriali dopo le 18,30, orario di attivazione della Ztl e della chiusura del centro storico, diventa un deserto. Nessuna possibilità di accedere, pochissimi pedoni e conseguentemente crollo delle presenze di clienti nei nostri negozi. Non vogliamo scatenare polemiche ma suscitare una seria riflessione con l’amministrazione comunale, i cittadini e con i tecnici preposti. La nostra proposta è semplice: chiusura domenicale totale del corso e dalle 20,30 nei giorni feriali, in modo che chi vuole accedere nel centro città con l’auto riesca a parcheggiare per il corso Matteotti e possa anche fare shopping. Se i negozianti sono in difficoltà anche questa chiusura del corso non aiuta ad incentivare le vendite”.

La polemica corre anche sul web dove è stato indetto un sondaggio online dal gruppo “Chiaravalle” per capire come la pensano i cittadini. In poche ore moltissimi chiaravallesi hanno partecipato al sondaggio ed il risultato, alle 20 di ieri, era inequivocabile: il no alla zona a traffico limitato dopo le 18,30 aveva ottenuto oltre 110 voti mentre i favorevoli a far restare chiuso il corso con le attuali modalità erano circa 35. E il sondaggio è ancora aperto. Molti negozianti concordano con Raffaeli e Sartini e chiedono di rivedere orari e modalità di chiusura. Altri cittadini sottolineano che corso Matteotti è vuoto dopo le 18,30 mentre piazza Garibaldi, quella della chiesa, è piena di gente. C’è anche chi evidenzia che non essendoci molto passeggio per il corso, come in altre città limitrofe ad esempio Jesi o Senigallia, sia inutile anzi dannoso attivare fin dalle 18,30 la zona a traffico limitato. Il dibattito è aperto: l’amministrazione comunale  rifletterà sulla situazione e non sono esclusi cambiamenti.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it) 

JESI / SEGNALETICA SBIADITA E PERICOLOSA, LE INDICAZIONI SONO ORMAI SCOMPARSE

JESI, 24 aprile 2017 – Di certo non fa onore alla città avere una segnaletica sbiadita, anche se non sappiamo se la responsabilità di quanto denunciato sia del nostro comune o di un altro ente sovra comunale. Indicazioni ormai consumate dal tempo e quindi illeggibili non danno ovviamente lustro alla città.

Ci spieghiamo. Dopo aver percorso l’intera via San Giuseppe si arriva ad un bivio; svoltando leggermente a sinistra si imbocca via Friuli che conduce al Cimitero principale, girando a destra ci si immette in via San Marcello, la strada che conduce all’omonimo centro della Vallesina. Bene. Tra le due vie, al centro, c’è una sorta di aiuola spartitraffico dove si trova piantato un palo della segnaletica stradale; in basso c’è una freccia che indica l’obbligatorietà della direzione, in altro tutta una serie di località e la distanza da quel punto. Sotto osservazione da parte dei nostri jesini sono proprio quelle indicazione per leggere le quali occorre procedere ad una velocità quasi pedonale; tutti i comuni riportati e la loro distanza da Jesi sono fortemente sbiaditi.

Forse sarebbe il caso di sostituire quei segnali con altri ben più visibili, ma a chi tocca questo compito?

(s. b.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

JESI / ASSE SUD, TRA BUCHE E AVVALLAMENTI: L’ABBANDONO SI TOCCA CON MANO

JESI, 21 aprile 2017Buche, avvallamenti, fognature che non ricevono l’acqua piovana e così via. Fatto salvo qualche tratto della viabilità cittadina che in questi ultimi mesi ha avuto maggiore attenzione, molte delle strade della parte sud della città sono rimaste pressoché abbandonate.

Un esempio di ciò lo troviamo nel così detto “Asse Sud”, ovvero lungo la strada più trafficata della città, quella che attraversa la nostra Jesi da est ad ovest, quella che migliaia di persone, in auto, moto e bici (poche) percorrono per raggiungere la zona industriale. Lungo questa arteria che parte da via Roma per arrivare alla Zipa dopo aver attraversato una zona commerciale (Arcobaleno), una seconda zona commerciale (Gallodoro), un punto di primo soccorso (vigili del fuoco), un centro di aggregazione come la parrocchia di S. Sebastiano e gli impianti sportivi dell’Aurora, una scuola elementare (Mazzini) e giù giù tante altre realtà. Alcuni punti di questa strada, oggi, sono in condizioni pietose per lo stato di usura del manto stradale e a causa di interventi manutentivi non proprio eccezionali.

Una fotografia di questa situazione la si può scattare in una dei punti nevralgici dell’Asse, l’incrocio tra via XXIV Maggio e viale Triste, regolamentato da una rotatoria. Andate a vedere (l’invito è rivolto a chi dovrebbe curare la città e garantire sicurezza), vi accorgerete che il fondo stradale, sottoposto a sollecitazioni dinamiche intense, è un susseguirsi di buche, avvallamenti, fratture e spigolosità insopportabili per le sospensioni delle auto e per l’equilibrio di viaggiatori sulle due ruote.

Chi sa se quelli che gli jesini sceglieranno per amministrare nei prossimi anni inizieranno il loro mandato mettendo finalmente mano ad una manutenzione straordinaria delle strade poste nei quartieri a sud.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

FABRIANO / AL VIA I LAVORI PER SISTEMARE LA STRADA CHE VA VERSO SAN SILVESTRO

FABRIANO, 9 aprile 2017 – “A seguito della brutta stagione invernale caratterizzata da copiose nevicate e forti gelate – spiega il sindaco Sagramola – l’ultimo tratto della strada comunale di Collepaganello ha subìto gravissimi danni al manto di usura e ad alcuni tratti di sottostruttura stradale”.

“In via del tutto eccezionale – prosegue -al fine di velocizzare i tempi di intervento ed ottimizzare le risorse economiche disponibili, il Comune provvederà con i propri mezzi e personale alla sistemazione del manto stradale per garantire la pubblica e privata incolumità”.

I lavori inizieranno lunedì 10 aprile e saranno propedeutici alla stesura della definitiva asfaltatura, lavoro che verrà appaltato non appena espletati gli adempimenti burocratici legati alla gara per l’affidamento dei lavori.

Lungo il tratto interessato dai lavori si transiterà a senso unico alternato in modo da non bloccare la circolazione dei veicoli ed al tempo stesso consentire l’attività prevista nella massima sicurezza.

CHIARAVALLE / PRIMATO DI DOSSI IN VIA MOLINO, UNO OGNI 40 METRI: INCIDENTI E RICHIESTE DI RISARCIMENTO

CHIARAVALLE, 29 marzo 2017Probabilmente un record mondiale Chiaravalle ce l’ha: quello dei dossi posizionati in una sola via. Infatti, nei trecento metri di via Molino, nella periferia chiaravallese a ridosso delle Piane di Camerata, sono stati installati ben 9 dissuasori di velocità, praticamente uno ogni 40 metri di strada. Chi abbia voluto una simile soluzione e perché non è dato conoscere anche se la strada è comunale e l’amministrazione dovrebbe saperne qualcosa.

Ciò che è più grave però è che diverse vittime dei dossi – automobilisti, motociclisti e ciclisti – hanno subito diversi danni a causa di cadute o danneggiamenti dei mezzi in via Molino proprio per colpa dei famigerati dissuasori di velocità con la conseguenza che il comune è stato costretto a sborsare molte decine di migliaia di euro per il risarcimento dei danni.

“Ho girato tutta l’Italia e l’Europa – dice l’avvocato Carlo Serrani – ma non ho mai visto una strada con questa incredibile frequenza di dossi, una pensata tutt’altro che geniale anche perché si tratta di una strada extraurbana dove vivono pochissime famiglie”. L’avvocato falconarese è una delle vittime della situazione paradossale di via Molino. “Stavo tornando a casa dopo una giornata trascorsa in bici con gli amici – dice Serrani – quando improvvisamente sono volato per aria e mi sono ritrovato schiantato a terra a causa di una dosso non colorato e imprevisto”.

L’impatto è stato tremendo e l’avvocato deve ringraziare il caschetto protettivo che indossava regolarmente. “Ho strisciato sull’asfalto per una ventina di metri ed è stato terribile: ho subito la frattura del trochide omerale destro e la mia bicicletta professionale si è praticamente disintegrata. Mi hanno soccorso una signora in auto e un motociclista”. L’avv. Serrani ha ottenuto dal comune di Chiaravalle un congruo risarcimento di svariate decine di migliaia di euro ma avrebbe preferito non essere protagonista della disavventura. “Ho dovuto rinunciare per diverso tempo alla mia vita quotidiana e alle mie passioni: il kayak, la moto. Quando ho avuto l’incidente i dossi non erano a norma perché mancava la colorazione che li evidenziava, ora probabilmente lo sono visto che il limite di velocità in quella via è di appena 30 chilometri e l’art. 42 del codice della strada prevede un’altezza di 7 cm. dei dissuasori oltre alla caratteristica colorazione giallo nera. Credo però sia da evidenziare la mancanza assoluta di buon senso di chi ha pensato di posizionare così tanti dossi in una strada extraurbana dove il limite sensato dovrebbe essere di 50 km. orari”. Sembra che recentemente diversi residenti di via Molino si siano lamentati della situazione in comune e col sindaco non ricevendo però le attese risposte.

(gianluca.fenucci@qdmnotizie.it)

JESI / QUARTIERE MINONNA, SISTEMATO IL FONDO STRADALE: SODDISFAZIONE TRA GLI ABITANTI

JESI, 10 febbraio 2017 – Per gli abitanti di uno dei rami di via Minonna è finalmente arrivata la soddisfazione di vedere risolta la pericolosa situazione del fondo stradale; ieri mattina (9 febbraio), infatti, sulla strada è ricomparso l’autocarro con tanto di graniglia e diffusore di bitume che tre operatori hanno provveduto a stendere. I lavori sono terminati poco prima delle 10, proprio qualche minuto prima che incominciasse a cadere la pioggia che ha caratterizzato tutta la giornata.

Sulle ragioni che ieri hanno visto una brusca interruzione dell’intervento per la manutenzione della strada, oltremodo “ricca” di buche più o meno ampie, più o meno profonde, non è dato sapere, quello che è certo è che quell’improvvisa scomparsa degli operatori e, soprattutto, il mancato ripristino del fondo stradale aveva creato malumore tra coloro che abitano in quella via e quanti la percorrono per accorciare il percorso che porta al centro cittadino.

Ora, come detto, le buche – almeno le più pericolose – sono state chiuse, così come richiesto dalla popolazione.

JESI / VIA MINONNA, LA PROTESTA: “UNA STRADA ADATTA AL CAMEL TROPHY, TANTA INCURIA E POCA MANUTENZIONE”

Una delle tante buche che mettono a dura prova le auto in via Minonna

JESI, 9 febbraio 2017 – Se glielo avessero raccontato difficilmente ci avrebbe creduto ed è per questo che ha voluto accertarsi di persona, vedere con i propri occhi la realtà dei fatti. “Chi mi aveva descritto la scena non aveva inventato nulla – ci racconta questo signore-, la situazione sul posto era proprio quella che denunciava senza mezzi termini le gravi lacune esistenti nel nostro Comune in materia di controllo dei lavori”.

Questi i fatti, documentati e denunciati pubblicamente da mesi e mesi. “Abito in uno dei quattro rami che caratterizzano via Minonna – aggiunge -, quello che, partendo dal ponte San Carlo, dopo meno di duecento metri si immette su via Mazzangrugno. Un tempo era una tipica stradina di campagna con fondo in terra battuta e ghiaia; poi, alcuni decenni or sono, il Comune (perché è una strada comunale) decise di effettuare su tutta la lunghezza un trattamento di depolverizzazione. Attenzione, non asfaltatura, ma depolverizzazione, vale a dire lo spargimento di graniglia e l’irrorazione con prodotto collante, vale a dire bitume. Per anni, salvo rare eccezioni, la situazione del fondo stradale rimase accettabile e questo perché dal Comune si garantiva una periodica manutenzione che eliminava le eventuali buche o gli avvallamenti prodotti dal passaggio del traffico urbano o dei mezzi agricoli”.
Tutto andò liscio – o quasi – fino a qualche anno fa, fino a quando, cioè, per risparmiare sulle spese del Comune si decise di ridurre notevolmente la manutenzione di quella e di altre strade cittadine fino a dimenticarla del tutto. Col passare dei mesi e degli anni, con l’avvicendarsi delle stagioni più o meno favorevoli (non dimentichiamo l’abbondante nevicata di pochi anni or sono) e persistendo lo stato di abbandono, quel tratto di via Minonna è rimasto pressoché abbandonato a se stesso; i sopralluoghi del personale comunale si sono diradati e sul fondo stradale sono cominciate a comparire piccole buche e avvallamenti sempre più vistosi.

In più occasioni i residenti si sono fatti portavoce della situazione segnalando verbalmente la situazione agli uffici preposti senza, però ottenere nulla. “Denunciando verbalmente la situazione non abbiamo ottenuto nulla” e così il 23 ottobre dello scorso anno è stata inviata una mail al Sindaco ed all’assessore ai Lavori Pubblici segnalando la situazione di quel tratto di strada. “Abbiamo aspettato per circa un mese che qualcuno dei due destinatari (Sindaco e Assessore), dopo aver letto le lamentele e visionato le foto allegate che certificavano quanto scritto, rispondesse alla mail”. Inutilmente. Ecco allora che il 25 novembre ritornano alla carica con un nuovo messaggio di posta elettronica. “Anche in questo caso le denunce non hanno sortito alcun effetto; tutto è rimasto come prima. Anzi, no: perché a distanza di un mese il fondo stradale, già dissestato, ha subito altri danni a causa del maltempo. Nonostante questo silenzio ci siamo armati di santa pazienza ed abbiamo aspettato ancora qualche settimana”. Poi, il 23 gennaio scorso, a distanza di 3 mesi esatti dalla prima segnalazione scritta, è stato inviato un ulteriore sollecito che, a giudicare da quanto stava avvenendo ieri mattina (8 febbraio 2017) ha dato l’impressione che fosse stato recepito. “Ci sbagliavamo”.

Poco dopo le 9 di ieri mattina (8 febbraio) il nostro intervistato esce di casa e si accorge della presenza di un autocarro con tanto di impianto per lo spargimento di bitume liquido e due operai che stavano procedendo alla chiusura delle buche ed al ripristino di condizioni accettabile di transito. “Ho lasciato i due operatori che stavano lavorando e sono andato in città, convinto che al mio rientro avrei trovato una strada nuova, con le buche chiuse e le sospensioni della mia utilitaria che tiravano un sospiro di sollievo per la fine di un martirio. Illuso. Poco dopo le 11,30 attraverso il Ponte San Carlo, imbocco via Minonna pregustando già una bella veduta del fondo stradale. Niente di tutto questo. Le buche che avevo lasciato qualche ora prima erano ancora li, tutte salvo una, grossa e pericolosa, che si trovava (e si trova) in una curva. Degli operai nessuna traccia. Visionando l’intero tratto ho potuto constatare che l’opera di chiusura delle buche è stata portata a termine soltanto nel breve tratto rettilinea che immette in via Mazzangrugno; tutto il resto (fatta eccezione, come detto, per la condizione della curva) è rimasto come prima, vale a dire in condizione estremamente pericolose. Dopo questo racconto che cosa dire. Non ci sono parole, ma certezze”.

(redazione)

© RIPRODUZIONE RISERVATA