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JESI FESTA DELLA LIBERAZIONE, CORTEI ALTERNATIVI E COMMEMORAZIONI UFFICIALI: OGNUNO VA PER PROPRIO CONTO

(foto Pienne)

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JESI, 26 aprile 2016 – Passano gli anni, ma la memoria ancora una volta torna a quell’anno della prima metà del secolo scorso quando gli italiani, aiutati dagli alleati, sconfissero definitivamente la tirannia nazifascista; da 71 anni gli Jesini ed i loro connazionali celebrano la data del 25 Aprile con cerimonie, commemorazioni e cortei. Da qualche anno, però, a Jesi – ma in questo, purtroppo non è sola – di cortei se ne svolgono almeno due: uno istituzionale con tanto di gonfalone comunale, bandiere dell’Anpi e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma, rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e dei gruppi politici, cittadini che, seppure non hanno vissuto i tragici anni della guerra e della Resistenza, vogliono dimostrare a tutti il loro attaccamento a questa nazione. L’altro corteo, invece, è un insieme di movimenti, associazioni e gruppi che tengono le distanze dai primi, sfilando lungo Corso Matteotti a diverse centinaia di metri dagli altri, quasi a sottolineare la diversità politica di pensiero dalla massa. Ecco allora che anche questa mattina, distanziati dal corteo “ufficiale”, un folto gruppo composto prevalentemente da giovani ha raggiunto Piazza Indipendenza ed il palazzo comunale dove si svolgeva la parte “civile” della manifestazione. Non avevano con loro Tricolori, ma bandiere della Fiom Cgil, di Rifondazione Comunista, degli anarchici dell’IFA, degli Anarchici di Jesi, del gruppo politico Sel, del centro sociale TNT e persino un grosso striscione di Trivelle Zero.

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Ma veniamo alle cerimonie legate a questa importante data; celebrazioni condizionate dalle avverse ed incerte condizioni meteorologiche che hanno comportato alcune variazioni al programma come quella della celebrazione della messa in suffragio dei caduti spostata nel Santuario della Madonna delle Grazie dal previsto Monumento ai Caduti di viale Cavallotti. Terminato il rito religioso si è formato il corteo che, preceduto dalla Banda musicale cittadina, ha raggiunto Piazza indipendenza. Anche qui piccola variante al programma; la prevista cerimonia di “Onore ai Caduti” si è tenuta nell’atrio del Comune a causa del fastidioso e freddo vento che spazzava la piazza. Indisposto il sindaco, Massimo Bacci, il saluto ufficiale agli intervenuti è stato posto dal suo vice Luca Butini che in apertura ha ringraziato sia gli intervenuti, così come i ragazzi e gli insegnanti che hanno partecipato all’iniziativa “La memoria va in bici, ovvero – detto Butini – a coloro che hanno ripercorso in bicicletta i luoghi segnati dalla presenza di cippi e lapidi in ricordo del sacrificio di quanti furono vittime innocenti della violenza dell’occupante nazista e di coloro che seppero e vollero resistergli”. Il discorso ufficiale della giornata del ricordo è stato pronunciato dal prof. Ero Giuliodori, già consigliere comunale, che, prima di descrivere la storia di un periodo triste della vita degli italiani e dei tanti personaggi che hanno illuminato quell’era, forse commentando quanto visto all’esterno ha affermato “che non tutti considerano la data (quella del 25 Aprile ndr) una festa”, ma, aggiungiamo noi, l’ennesima occasione per dimostrare la propria diversità.

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Le iniziative per il 71° anniversario della Liberazione dell’Italia proseguiranno giovedì prossimo, 28 aprile, con la proiezione nell’aula del Consiglio comunale del video realizzato dagli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “G. Galilei” per il concorso nazionale promosso dall’ANMIG (Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra). Il 29 aprile, infine, a Palazzo dei Convegni, con inizio alle ore 17,00, proiezione del celeberrimo film di Roberto Rosselli “Roma città aperta”. La presentazione sarà a cura del prof. Vittorio Massaccesi.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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