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Cronaca

Poggio San Marcello Indetta la prima assemblea sulla discarica

Aperta a tutta la cittadinanza della Vallesina, si terrà venerdì 28 marzo alle ore 21: un utile momento di confronto organizzato dal sindaco Fabrizio Chiappa

Poggio San Marcello – Il Comitato per il controllo della discarica ha ripreso ufficialmente la propria attività da pochi giorni, ma sta già lasciando impronte importanti nel dibattito pubblico.

La precedente e lunga battaglia sulla Cornacchia di Moie, risultata nei fatti essenziale per arrivare alla definitiva chiusura, di certo aiuta il presidente Marco Gambini Rossano e gli altri attivisti a impattare sul nuovo focus con efficacia, e oggi sono ben agguerriti nel voler fermare sul nascere il progetto di un impianto per rifiuti speciali non pericolosi, presentato dal soggetto privato Nice srls, da insediare nel Comune di Poggio San Marcello. Esplicito lo slogan che si sta diffondendo: «Difendiamo insieme il nostro territorio. Partecipiamo, informiamoci, organizziamoci».

Un impegno, dopo le incertezze del mese di febbraio, almeno apparenti, raccolto con vigore dai Sindaci della Media Vallesina, schierati senza distinzioni di sorta per il no.

Un primo importante incontro si terrà venerdì 28 marzo, a Poggio San Marcello, presso l’ex ristorante Villa Luna (di fronte al campo sportivo), alle ore 21, per l’assemblea pubblica «Un’altra discarica in Vallesina? No grazie».

Un appuntamento fortemente voluto e organizzato proprio dal primo cittadino poggese, Fabrizio Chiappa, utile per un confronto necessario con gli abitanti del territorio e per coordinare azioni unitarie. Già certa la presenza di diversi Sindaci e amministratori locali.

Chiaro l’obiettivo del Comitato: rafforzare una posizione condivisa contro il progetto in discussione con il coinvolgimento della popolazione e riempire il dissenso di contenuti tecnici, accompagnandolo con azioni formali. In questo contesto vanno inquadrate le mozioni presentate nei vari Consigli comunali: un passo fondamentale, a seguito delle dichiarazioni ufficiali, per concretizzare forme di contrarietà.

I presupposti, dunque, per un fronte compatto che veda insieme cittadini e istituzioni locali, sembrano essere saldi al momento. Un’unità d’intenti di fronte alla quale l’Ente provinciale, chiamato a decidere rispetto all’iter autorizzativo, e la politica a tutti i livelli, non potrebbero rimanere indifferenti.

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