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Ancona Cinquant’anni dopo, la 5A Meccanici torna insieme a Marina Dorica

Diciassette ex studenti dell’Itis Vito Volterra si sono ritrovati al ristorante Lega Navale Italiana, tra ricordi, magliette dedicate e una torta solidale

Ancona– Cinquant’anni dopo il diploma, la 5A Meccanici del 1976 dell’Itis Vito Volterra di Torrette si è ritrovata per una giornata speciale.

Il pranzo si è svolto domenica scorsa al ristorante della Lega Navale Italiana di Ancona, a Marina Dorica, dove gli ex compagni di classe hanno festeggiato un anniversario che per tutti ha avuto il sapore di un legame rimasto intatto nel tempo.

A raccontare l’incontro è Massimo Marcelloni, jesino, uno dei componenti di quella classe.

«Siamo un gruppo speciale, ci incontriamo almeno una volta all’anno per stare insieme, ma questo cinquantesimo è stato davvero qualcosa di diverso». Al pranzo erano presenti in 17: Amico, Abate, Bosspletti,
Polidori, Pistelli, Mirone, Procaccini, Grilli, Jurini, Paolinelli, Gioacchini, Marcelloni, Barboni, Dellabella, Marinelli, Sampaolesi, Nicoletti.
Un solo assente, Mattei, che si trovava all’estero, in Danimarca.

La giornata è stata arricchita da diversi momenti pensati per celebrare la storia della classe. A partire dalle magliette realizzate da Lucio Gioacchino, molto apprezzate da tutti i presenti. Proprio lui ha scritto anche una lettera, letta durante il pranzo, capace di riportare alla memoria gli anni trascorsi tra i banchi del Volterra. Non è mancata poi un’altra sorpresa: Andrea Paolinelli, di Urbino, ha composto un’ode dedicata alla “mitica 5A Meccanici”, accolta con emozione e sorrisi.

Tra i presenti anche Luciano Barboni, ex leoncello, storico portiere della grande Jesina e compagno di banco di Marcelloni ai tempi della scuola.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche alla torta, realizzata dalla pasticceria Diversamente Golosi di Ancona, realtà dove lavorano ragazzi con autismo. Una scelta voluta dal gruppo come segno di vicinanza concreta: il ricavato e la mancia lasciata sono andati a sostegno di questa esperienza.

«Siamo molto vicini a queste persone», ha sottolineato Marcelloni.

Cinquant’anni dopo, la 5A Meccanici continua a riconoscersi non solo come una classe, ma soprattutto come una piccola comunità.

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