Segui QdM Notizie

Attualità

Ancona Consorzio di Bonifica: serve un nuovo piano di classifica

Obsoleto quello a tutt’oggi in uso, non riesce più a rispondere alle esigenze di un territorio che deve far fronte al cambiamento climatico, a una fragilità intrinseca e a un dissesto idrogeologico che richiederebbe significativi interventi

Ancona – In occasione dell’Assemblea regionale consortile, riunitasi ieri, 18 novembre, presso la sede del Consorzio di Bonifica, è stata condivisa fra i vari partecipanti (rappresentanti del mondo agricolo e Sindaci del territorio) una riflessione che da tempo era nell’aria: la necessaria revisione del piano di classifica.

Tanti e di spessore gli interventi proposti dai diversi componenti dell’Assemblea, tutti votati a tracciare gli obiettivi strategici dell’Ente. Contributi sono arrivati dal past president Michele Maiani, da Francesco Fucili, Giovanni Giuliani, Maurizio Finucci e Giuliano Bonifazi.

Ogni anno il Consorzio si impegna nella manutenzione ordinaria degli oltre 18.000 chilometri del reticolo idrografico minore regionale a fronte di una contribuzione che ricade in toto o quasi sugli agricoltori. 

I vari eventi alluvionali e la nuova consapevolezza del valore collettivo degli interventi di bonifica, hanno però palesato altre esigenze e reso, in un certo qual modo, obsoleto il piano a tutt’oggi in uso.

Vecchio di dieci anni, l’attuale piano non riesce più a rispondere alle esigenze di un territorio che deve far fronte al cambiamento climatico, a una fragilità intrinseca e a un dissesto idrogeologico che richiederebbe significativi interventi.

«La gestione emergenziale delle alluvioni ci ha mostrato come una legge e un’impostazione che sembravano all’avanguardia fino a qualche anno fa faticano oggi a dare risposte risolutive – ha dichiarato al riguardo Francesca Gironi, Presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche -. L’intera funzione di bonifica del Consorzio va rivista passando da un sistema puntuale a una programmazione preventiva. Questo richiede che il peso economico che ne deriva non gravi più unicamente sul settore agricolo ma venga ridistribuito tenendo conto delle diverse peculiarità del territorio. Potremmo, a titolo di esempio, andare ad alleggerire il peso del contributo nelle aree boscate, visti i limitati interventi che negli anni sono stati richiesti ma d’altro canto, far comprendere come, a valle, ci siano numerose situazioni emergenziali che richiedono il contributo di tutti».

Ha proseguito su questo tema anche Stefano Mazzoni, Presidente dell’Assemblea regionale.

«Questo di oggi è il nostro secondo incontro ufficiale come organo del Consorzio. Stiamo pertanto parlando di un’idea in nuce, di qualcosa che deve ancora prendere corpo e che, soprattutto, dev’essere condivisa con la politica regionale. Ci sembrava però fondamentale iniziare a focalizzarci su quello che è per noi prioritario per il Consorzio e per i suoi consorziati. Il lavoro da fare è sicuramente complesso ma solo attraverso la rimodulazione delle aree soggette al contributo di bonifica potremo portare l’ente che stiamo guidando, come CdA e come Assemblea, a rispondere in maniera esaustiva alle nuove richieste che il cambiamento climatico impone».

© riproduzione riservata

Continue Reading