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ANCONA / Guardia di Finanza scopre 18 imbarcazioni non dichiarate al fisco

Con l’operazione del Reparto operativo aeronavale comminate sanzioni per 300 mila euro

 ANCONA, 12 ottobre 2020 – A distanza  di poco meno di un anno dall’operazione di polizia economico – finanziaria denominata Non expedit rw, che ha consentito di individuare e sanzionare i proprietari di ben 61 imbarcazioni di lusso completamente sconosciute al fisco, il Reparto operativo aeronavale di Ancona della Guardia di Finanza ha individuato altre 18 imbarcazioni tra yacht e barche a vela battenti bandiera straniera intestate a soggetti residenti nel centro e nord Italia – tre della provincia di Ancona – che avevano omesso di dichiararne la proprietà.

Un’attività costante, che non si è mai arrestata, neanche durante i mesi dell’emergenza sanitaria. Anzi, l’evolversi della situazione ha indotto il Reparto operativo aeronavale a intensificare il presidio delle coste marchigiane, per monitorare gli arrivi e i transiti, all’interno delle marine e degli approdi turistici, di imbarcazioni che, aggirando le normative anti Covid-19, tentavano di raggiungere l’Italia dai Paesi considerati ad alto rischio, sottraendosi ai previsti controlli sanitari.

L’attività svolta dagli uomini delle Fiamme Gialle di mare, coordinati dal Reparto operativo aeronavale di Ancona, ha rilevato che i proprietari, tutti fiscalmente residenti in Italia, non hanno mai dichiarato all’Agenzia delle Entrate la disponibilità e il valore di mercato della loro barca. Si parla di un valore intorno al milione di euro, per il quale i trasgressori sono stati sanzionati per omessa e infedele dichiarazione relativa a più annualità, per un ammontare complessivo di oltre 300.000 euro.

L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza si è svolta in più fasi: in mare, attraverso l’impiego dei mezzi navali, intercettando e ispezionando le imbarcazioni battenti bandiera estera e successivamente, confrontando la documentazione esibita dai detentori delle unità controllate e le informazioni in possesso delle banche dati in uso al Corpo, consentendo così di individuare i soggetti che verosimilmente potevano aver eluso gli obblighi tributari legati al possesso di imbarcazioni non note ai registri nazionali.

La normativa fiscale prevede infatti l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi annuale, utilizzando l’apposito modello “rw”, qualsiasi investimento o bene detenuto all’estero, tra cui anche le unità da diporto. Tale normativa, denominata “monitoraggio fiscale”, consente agli organi di controllo di meglio apprezzare la reale capacità contributiva del dichiarante e ricavarne informazioni ed elementi utili a valutare l’adeguatezza o meno dei redditi indicati nella stessa, rispetto alla situazione patrimoniale dichiarata.

L’attività svolta, anche in questo caso, ha consentito un immediato recupero delle somme dovute. Infatti, molti dei verbalizzati, a seguito del controllo, avvalendosi del previsto istituto deflattivo del ravvedimento operoso, che consente di ottenere uno sgravio sull’importo della sanzione formalizzato in sede di constatazione, hanno provveduto a effettuare nell’immediato il versamento dovuto.

Al termine di quest’ultima operazione, il Reparto operativo aeronavale di Ancona ha segnalato all’Agenzia delle Entrate, complessivamente, 79 posizioni fiscali irregolari, fornendo numerose informazioni utili per consentire a quest’ultima di svolgere una più proficua attività di accertamento, relativamente sia ai patrimoni detenuti all’estero, che di contrasto ai fenomeni di evasione.

Tale operazione costituisce ulteriore dimostrazione della costante attenzione che la Guardia di Finanza, attraverso le proprie componenti, pone in essere per la prevenzione e repressione dell’evasione fiscale, assicurando il presidio degli interessi economici dello Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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