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Cronaca

ANCONA / «La Regione arretra, le donne avanzano»: manifestazione in Piazza Roma

Aborto, consultori, welfare: in tanti hanno manifestato nel pomeriggio, c’era anche Laura Boldrini

ANCONA, 6 febbraio 2021 – In tanti tra uomini e donne hanno manifestato oggi pomeriggio in Piazza Roma ad Ancona contro le ingerenze della Regione Marche sul rapporto delle donne con il proprio corpo e per chiedere consultori potenziati, aborto libero e sicuro, contraccezione gratuita.

Anche la deputata Laura Boldrini non è mancata all’appuntamento.

«La decisione di non somministrare la pillola RU486 nei consultori, in piena violazione delle linee di indirizzo del governo e della piena applicazione della legge 194, e la rivoltante proposta di apertura ad associazioni private per il diritto alla vita sono ingerenze gravissime della Regione sul rapporto delle donne col proprio corpo – i motivi della protesta – .

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Noi non dimentichiamo gli anni di mala gestione delle strutture pubbliche e dei consultori, non dimentichiamo che la somministrazione della pillola abortiva RU486, di fatto, non ha mai davvero preso piede se non in tre strutture: San Benedetto, Urbino e Senigallia. Non dimentichiamo i consultori pubblici chiusi, la metastasi delle strutture private e dei movimenti pro-life».

L’obiettivo è chiaro: «Rivendichiamo la costruzione di un percorso portato avanti dalle realtà collettive che sono sui territori, che li vivono, attraversano e presidiano.

Vogliamo che l’interruzione volontaria di gravidanza sia sicura, gratuita e garantita in tutte le strutture ospedaliere pubbliche. Vogliamo un potenziamento dei consultori: che tornino ad essere luoghi a tutela delle donne, della loro salute, sessuale e riproduttiva; luoghi in cui le donne possano ricevere, se richiesto, supporto adeguato e laico alla scelta.

Vogliamo gli obiettori e ogni sorta di movimento oscurantista fuori dagli ospedali e dai consultori pubblici. Vogliamo contraccezione gratuita, educazione sessuale e di genere nelle scuole, per costruire consapevolezza, e la libertà di autodeterminarci, per ripartire dai nostri desideri.

Vogliamo un reddito di autodeterminazione per essere realmente libere di scegliere. Vogliamo modifiche sostanziali al welfare. La genitorialità non è un obbligo».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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