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Cronaca

Ancona Tribunale per i minori in affanno, mancano magistrati e personale

All’inaugurazione dell’Anno Giudiziario l’allarme sulle udienze penali sospese, i dati della giustizia civile restano positivi mentre sono allarmanti quelli sui femminicidi, 8 nel corso del 2025 nelle Marche e crescono del 46% le violenze di genere

Ancona – L’inaugurazione dell‘Anno Giudiziario si è aperta con l’allarme sul Tribunale per i minori delle Marche. 

Non si riesce a garantire più la gestione delle udienze, quindi sarà necessario sospendere quelle penali: questa l’evidenza emersa durante la manifestazione, a causa della mancanza di personale sia tra i magistrati che nell’amministrativo.

Positivo, invece, tra i dati rilevanti emersi dalla relazione sull’anno appena trascorso, quelli sulla giustizia civile, con le cause che hanno generato un risarcimento per irragionevole durata del processo (Legge Pinto) in calo da 770 a 584, visto che la durata media dei procedimenti civili nei tribunali marchigiani è di 254 giorni. 

In flessione le cause pendenti nei tribunali – 5%, anche perché si sono ridotti i flussi di nuove cause -11%. 

La giustizia nelle Marche presenta «un quadro complessivo assai positivo soprattutto nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr».

Mentre sono allarmanti i datti sui femminicidi, 8 nel corso del 2025 nelle Marche e crescono del 46% le violenze di genere

Capitolo a parte quello dedicato al sovraffollamento delle carceri marchigiane, complessivamente sette, con una presenza dei detenuti (990) che supera del 17,8% la capienza regolamentare che ammonta a 840 posti regolamentari al 30 giugno 2025. Un dato percentuale rispetto allo scorso anno, quando si attestava al +9%. 

Eccetto Fossombrone, che ospita un numero di detenuti inferiore rispetto alla capienza regolamentare, Ancona Montacuto presenta un dato superiore alla capienza regolamentaria di circa il 32,8%, Barcaglione del 12%, Fermo di circa il 44,18%, Ascoli Piceno del 46,6% circa, ma il dato maggiore lo registra Pesaro con il +54,48% circa di detenuti oltre al lecito consentito. 

Il 33,5% dei detenuti è di origine straniera, 251 sono tossicodipendenti, 113 hanno problematiche psichiatriche, 20 sono donne, mentre 26 stanno espiando l’ergastolo.

Per il presidente della Corte d’Appello serve una risposta, «continuare a ignorare i dati significa far sì che la pena perda ogni funzione di reinserimento sociale».

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