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Cronaca

Ancona Tute blu in sciopero, corteo fino alla sede di Confindustria

Imperativa per i sindacati la riapertura della trattativa per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici

Ancona – Dopo gli scioperi dei mesi scorsi i metalmeccanici anconetani, assieme a quelli di tutta Italia, sono tornati ieri a incrociare le braccia per riaprire il tavolo della trattativa e rinnovare il contratto nazionale di lavoro che, nelle Marche, riguarda un numero consistente di lavoratori, circa 65mila.

«In questo momento hanno commentato Fim, Fiom e UilmFedermeccanica sta negando il diritto fondamentale delle lavoratrici e dei lavoratori al rinnovo del contratto, impedendo la ripresa della trattativa necessaria per aumentare il salario e migliorare le condizioni di vita e lavoro».

Per questi motivi, i metalmeccanici della provincia di Ancona hanno scioperato per 8 ore.

Nella giornata si è svolto un corteo di un migliaio di partecipanti sotto la pioggia che da via Schiavoni è arrivato fino alla sede di Confindustria Ancona, in via Bianchi, causandi qualche problema al traffico alla Baraccola.

«Con questo sciopero e questa manifestazione hanno dichiarano i segretari di Fim, Fiom e Uilm , Luigi Imperiale, Sara Galassi, Vincenzo Gentilucci – siamo determinati a definire aumenti certi del salario ed estendere i diritti contrastando la precarietà e riducendo l’orario di lavoro. Si tratta anche di aumentare la tutela in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il rinnovo del contratto è una vertenza che interessa anche le istituzioni».

«Chiediamo a queste ultime e, in particolare, ai Sindaci della provincia di Ancona l’appello di Fim, Fiom e Uilm – di contribuire alla riapertura delle trattative considerando la ricaduta che questa vertenza ha sul territorio con i 65mila lavoratori coinvolti».

(s.s.)

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