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Apiro Un ponte tra due mondi: siglato il gemellaggio con Arteaga

Il viaggio in Argentina dove è stato ufficializzato anche con la firma di un protocollo d’intesa tra le rispettive scuole primarie, aprendo le porte a futuri scambi culturali ed educativi tra i giovani delle due comunità

Apiro – È nato quasi per caso, da una ricerca genealogica personale, il gemellaggio tra Arteaga, cittadina della provincia di Santa Fe in Argentina, e Apiro, il borgo marchigiano ai piedi del Monte San Vicino.

Dino Tomassetti, originario della frazione di Frontale di Apiro ma da anni residente in Belgio, indagando sulla storia della sua famiglia ha scoperto che tantissimi marchigiani, e in particolare compaesani di Frontale, tra i primi del ’900 emigrarono proprio in quella zona dell’Argentina. Cognomi noti e familiari come Nardi, Vignati, Nocelli si ritrovano ancora oggi tra le famiglie di Arteaga, segno tangibile di un legame mai spezzato.

Da questa scoperta è nata la proposta di costruire un ponte ufficiale tra le due comunità. Dino Tomassetti si è fatto promotore dell’idea coinvolgendo il vicesindaco di Apiro Roberto Morelli. Dopo alcuni incontri online e l’approvazione formale del progetto in Consiglio comunale, la delegazione apirese è partita per l’Argentina per suggellare questo patto di amicizia.

Un’emozione difficile da raccontare a parole quella da poco vissuta nella città di Arteaga, dove si è celebrato ufficialmente il gemellaggio con il Comune di Apiro.

Un incontro che ha sancito non solo l’amicizia tra due realtà geograficamente lontane, ma soprattutto un legame profondo che affonda le radici nella storia dell’emigrazione italiana.

A rappresentare Apiro, il vicesindaco Roberto Morelli, il consigliere comunale Giovanni Battista Tomassoni e Dino Tomassoni, accompagnato dalla moglie Elena.

«Visitando quei luoghi – racconta Tomassoni – abbiamo ritrovato i nostri cognomi, segni tangibili di una storia condivisa. Quando siamo arrivati, ci hanno accolto come fratelli. L’intero paese ha dimostrato un’umanità e un calore difficili da dimenticare».

La cerimonia si è svolta presso il centro culturale di Arteaga, con spettacoli, letture di poesie e momenti di intensa commozione, soprattutto quando si è ricordata l’Italia, terra d’origine di tanti nonni e bisnonni che in Argentina hanno costruito il proprio futuro. Le lacrime e l’emozione hanno fatto da cornice a una serata all’insegna della cultura, della memoria e della condivisione.

Nel corso della visita, la delegazione italiana ha avuto modo di scoprire la sorprendente vitalità di Arteaga, un Comune di 3.500 abitanti con uno sviluppo economico e sociale invidiabile: un ospedale, due squadre di calcio con impianti sportivi all’avanguardia e un tessuto produttivo basato sull’agricoltura.

Non sono mancati i momenti dedicati alla cultura e alla storia, come la visita a un bar storico, simbolo della presenza marchigiana, fondato da un emigrato di San Severino e rimasto intatto con i suoi arredi d’epoca e i racconti di un secolo di vita.

Il gemellaggio è stato ufficializzato anche con la firma di un protocollo d’intesa tra la scuola primaria di Apiro e quella di Arteaga, aprendo le porte a futuri scambi culturali ed educativi tra i giovani delle due comunità.

«È stato un viaggio che ci ha arricchito umanamente – ha aggiunto Tomassoni – e che ci ha fatto capire quanto forte sia ancora il legame con l’Italia. Lì, nelle terre argentine, abbiamo trovato fratelli che non sapevamo di avere».

L’auspicio è ora quello di poter ricambiare l’ospitalità ricevuta.

«Contiamo di accogliere i nostri amici di Arteaga nel 2026, quando potranno venire nelle Marche per proseguire questo percorso di condivisione. Perché il gemellaggio non sia solo una firma su un documento, ma un vero ponte tra i nostri popoli».

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