Eventi
Armando Pomi L’arte di un illustratore pubblicitario filottranese
Pochi altri come lui hanno lavorato per un numero così elevato di case motociclistiche, sue opere si trovano presso importanti istituti culturali sia pubblici che privati
di Attilio Coltorti
Ci voleva la mostra al m.a.x. museo di Chiasso su “Motocicletta e Bicicletta tra grafica e design” (fino al 20 luglio) per ricordare l’illustratore pubblicitario marchigiano Armando Pomi (Filottrano 1895 – Milano 1950).
Il suo manifesto in esposizione (foto in primo piano) dedicato alla Gilera (1932, cm. 140×100), con una giovane ragazza che cavalca soddisfatta la sua moto, oltre ad esaltare le qualità tecniche ed estetiche del mezzo meccanico, è indice di quella parità di genere cui già nei primi anni Trenta le donne, quelle più emancipate, aspiravano.

Ma ad una raffigurazione vivacemente iperrealista del gruppo (figura + moto) in primo piano, si contrappone sullo sfondo la scritta Gilera, che assume la forma del fronte di un tempio antico, a rimarcare simbolicamente quel ritorno all’ordine del mondo classico tanto auspicato dalla politica culturale fascista di quegli anni. Forse quest’opera è la più significativa fra quelle dedicate da Armando Pomi alla motocicletta.
E non sono poche le ditte di moto da lui reclamizzate: la Zundapp, “la motocicletta più economica del mondo”, la Indian, “superba nella linea, modesta nel prezzo”, e poi la Molaroni di Pesaro, la Maxima di Voghera, la torinese Motoborgo, la Guzzi e la Harley Davidson.
Pochi altri pubblicitari italiani hanno lavorato per un numero così elevato di case motociclistiche, senza dimenticare alcune componenti essenziali degli stessi veicoli, come per esempio le gomme Pirelli e le Goodyear.

Non solo, Armando Pomi ha realizzato anche manifesti, locandine e inserzioni pubblicitarie per i più diffusi giornali dell’epoca in occasione di importanti gare motociclistiche. Lui che di moto era un appassionato e un esperto, avendo collaborato, nei primi anni venti, con la famosa rivista “Motociclismo” (ancora oggi in attività), disegnando anche qualche copertina.
In questi ultimi vent’anni, da quando è uscito il volume “Armando Pomi illustratore e cartellonista pubblicitario” (2004) in cui, oltre alle note biografiche vengono documentati molti dei suoi lavori per alcune delle più note ditte commerciali del tempo, tra cui Bayer (prodotti farmaceutici), Magnesia San Pellegrino, Campari, Carlo Erba, Magneti Marelli, Liebig, nulla è stato fatto, neppure in sede locale, benchè più di una volta sia stato sollecitato l’assessorato alla Cultura di Filottrano (sua città natale), per ricordare in modo significativo l’opera di questo bravo disegnatore.

Vogliamo, infine, ricordare che opere di Armando Pomi si trovano presso importanti istituti culturali sia pubblici che privati, come il Complesso Nazionale Museo Salce di Treviso (che ne detiene il gruppo più consistente), la Galleria Campari di Sesto San Giovanni, la Fondazione Pirelli di Milano, l’Archivio Storico della città di Milano, il Museo del Quaderno di Tommaso Pollio e la Galleria L’Immagine di Alassio.
(foto in primo piano, il manifesto di Armando Pomi in esposizione al m.a.x. museo di Chiasso)
© riproduzione riservata



