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BRACCONAGGIO / SEQUESTRATI FAUNA PROTETTA, RICHIAMI, FUCILI E MUNIZIONI

Denunciate quattro persone, utilizzavano anche allodole vive come richiami

FANO, 3 dicembre 2019 – Una vasta operazione di contrasto al bracconaggio alle specie acquatiche, effettuata nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali a Fano, ha condotto alla denuncia di quattro bracconieri e al sequestro di armi, richiami elettronici e fauna protetta.

Le operazioni iniziate già dalle ore notturne presso un appostamento fisso di caccia agli uccelli acquatici hanno permesso di accertare l’utilizzo continuo di richiami elettronici vietati da parte di quattro bracconieri nascosti in due capanni dello stesso appostamento di caccia, con lo scopo di attirare e abbattere specie selvatiche protette, in particolare pivieri dorati.

Accertato l’utilizzo dei dispositivi illegali i militari sono intervenuti con perquisizioni locali e domiciliari di iniziativa, rinvenendo un richiamo elettronico perfettamente funzionante occultato in un vano nascosto di uno dei due capanni, e un sacchetto contenente tre pivieri appena abbattuti sotto una tavola in legno nell’area dell’appostamento.

Altri due richiami elettronici e undici altoparlanti sono stati rinvenuti nei veicoli in uso ai cacciatori e nelle abitazioni degli stessi, anch’esse sottoposte a perquisizione.

Inoltre a carico di uno di essi, residente a Fano, sono state rinvenute 728 munizioni abusivamente detenute.

Ritrovate anche due allodole vive, imbracate e usate come richiamo, legate con una corda di soli 15 cm a un dispositivo che azionato dai cacciatori le sollevava lasciandole poi ricadere ripetutamente provocandone lo svolazzamento.

Ance le allodole sono state sequestrate, in quanto la Corte di Cassazione ha già avuto modo di chiarire che detta pratica è considerata illegale.

Ora i quattro cacciatori denunciati alla Procura della Repubblica di Pesaro per i reati di uso di mezzi di caccia non consentiti, abbattimento di specie non cacciabili, maltrattamento animali, rischiano le pene previste dalla legge sulla caccia e dal Codice Penale.

Uno di essi rischia anche la pena per detenzione illecita di munizioni prevista dal Codice Penale che prevede fino a dodici mesi di arresto.

In tali casi, inoltre, può essere applicata la sospensione delle licenze di caccia da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Le operazioni sono state condotte dai Forestali del Nucleo Cites di Ancona, unitamente ai militari delle Stazioni Carabinieri Forestali Cartoceto (Pu), Cagli (Pu), Fiastra (Mc), e del Nipaaf di Ancona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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