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Jesi

CALCIO & BASKET / LA RUBRICA “L’OPINIONE” DI EVASIO SANTONI

evasio.santoni_jesiCondannati a giocare per non perdere! Meglio da fare, almeno per il momento, sembra difficile sperarlo. Profondo leoncello. Anzi, sprofondo leoncello. Nessun punto in due gare, sei gol subiti. La Jesina ci è sembrata totalmente sconnessa e la sconfitta contro il Campobasso va oltre il risultato ed i meriti degli avversari. Sono venuti meno tre principi fondamentali di una squadra che ha ambizioni ben precise: la regia, la difesa e la compattezza di squadra. A noi non piace guardare il dito ma la luna. Parlare di fuorigioco e di errori arbitrali con queste prestazioni è come cercare di difendere l’impossibile. Allora pane al pane, vino al vino. Meglio essere chiari e dirsela tutta che mandarsele a dire. In difesa proprio non ci siamo. I due under esterni sembrano schierati perché lo impone il regolamento. Le buone prestazioni contro la Recanatese, Coppa Italia e campionato, avevano illuso solo chi non ha mai il coraggio di affrontare e discutere le cose per quello che sono. Al più vanno catalogate come un lontano, temporaneo e positivo ricordo. Anconetani e Compagnucci sono totalmente fuori ruolo. Fanno il compitino ma nulla più. In fase difensiva è come se non ci fossero, quando devono proporsi, appena hanno palla, non vedono l’ora di liberarsene cercando sempre il compagno dietro la loro linea. Non attaccano, non alzano la squadra, non sono di aiuto al centrocampo, non verticalizzano mai, non fanno un cross. Non sono aiutati da Censori che dovendo risultare il capo gioco in questo momento ha problemi del suo. A parte gli errori individuali, leggasi secondo gol; a parte il suo comportamento poco disciplinato nei confronti dell’arbitro, questo almeno ha sostenuto Vagnoni giustificando la sostituzione a fine gara. Censori deve e può giocare dieci metri più avanti a sostegno dell’attacco, ad attaccare la sfera, non a difendere la porta. Solo così si potranno ottenere dei benefici. Si parla di 4-3-3 ed invece è palese che i leoncelli giocano un 4-1-2-3. Questo non favorisce gli equilibri, non tiene la squadra corta, non è da scudo per la difesa che come attaccata prende gol, la poca qualità favorisce gli errori come sul secondo ed il terzo gol subiti. Poi le carenze di Di Natale sono evidenti e, purtroppo, di non facile soluzione. Il giocatore mette impegno ma dimostra un passo completamente non adatto alla categoria. Le soluzioni? La prima risposta è troppo facile: ritornare sul mercato. La seconda merita un ragionamento. Calcina, oramai al rientro dopo l’infortunio, potrebbe e dovrebbe essere il sostituto naturale. Va ridisegnato completamente il reparto difensivo dove vediamo molto bene l’impiego di Sassaroli sulla corsia esterna di destra in una difesa a tre: Sassaroli, Tafani, Anconetani. A centrocampo Cameruccio, Cardinali, Censori, Proesmans, Compagnucci. Davanti Trudo, anche Pierandrei se il francese presenta problemi fisici, e Shiba. Se poi si vorrebbe tentarle tutte dentro Bolletta in porta e spazio a Calcina per ritornare ad una difesa a quattro ed anche Bontà che in un centrocampo a cinque sarebbe capace di incidere molto di più oppure impegnarlo come esterno di sinistra d’attacco al fianco di Shiba. Poi ci sarebbe l’ultimo arrivato Vita. In allenamento sembra avere il passo giusto ed il lancio lungo a tagliare e scavalcare le linee avversarie. In tutto questo contesto l’artefice di quella che già sembra essere diventata una svolta è indubbiamente Vagnoni. Il tecnico durante la settimana lavora molto, parla, incita, scuote, pretende. Evidentemente non basta e serve ancora di meglio e di più. Serve soprattutto mettere la squadra nei piedi, ma anche nella testa, di Censori. L’averlo fatto uscire dal campo in quel momento è sembrata davvero una sfida. A vincerla dovranno essere in due: allenatore e giocatore. A Pesaro non si può sbagliare. Sarà obbligatorio fornire una prestazione al di sopra delle righe, concreta e razionale, oltre ad un risultato positivo. Giocando anche con il solo Shiba come boa offensiva e tanto centrocampo sia per possesso palla che per interdizione. Altrimenti con un altro risultato negativo passare in corsa dall’ambizione play off alla paura di essere coinvolti nella zona bassa della classifica è una prospettiva che creerebbe più di un problema a tutti.  Per il basket quella che è appena iniziata è una settimana di amichevoli: tre. Una a Chieti due a Jesi. Poi il profumo del campionato prenderà il sopravvento. Che sia una stagione dove finalmente, dopo anni tribolati, si possa festeggiare l’ingresso nei play off.

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