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Tendenze / Salute

Caldo e farmaci Le terapie a rischio e i segnali da non trascurare

Le alte temperature estive possono modificare la risposta dell’organismo ad alcuni principi attivi, alterandone l’efficacia o amplificandone gli effetti collaterali, il punto del dottor Daniele Corosu

Dr. Daniele Corosu

Le temperature alte mettono a rischio la salute sotto vari aspetti, inclusa l’interferenza con l’efficacia di alcuni farmaci. Il rischio è di andare incontro a reazioni avverse inattese, motivo per cui è necessario ponderare le terapie nelle giornate afose prestando attenzione a eventuali disturbi fino a quel momento inediti.

Il caldo, infatti, può modificare la risposta dell’organismo ad alcuni principi attivi, alterandone l’efficacia o amplificandone gli effetti collaterali. 

Per quanto non sia facile individuare nitidamente i segnali premonitori di un’interferenza del caldo sulla terapia farmacologica in corso, i primi sintomi d’allarme evidentemente non in precedenza percepiti, possono essere: nausea, stanchezza e mancanza di energia con difficoltà di concentrazione, mal di testa.

Farmaci più sensibili alle alte temperature

Le tipologie di farmaci più sensibili alle alte temperature sono numerose e riguardano ambiti clinici molto diversi. Citiamo alcuni ipoglicemizzanti orali, le statine usate per trattare le dislipidemie, antidolorifici contenenti caffeina, antinfiammatori come diclofenac, naprossene e ibuprofene, immunosoppressori, antibiotici, farmaci antipsicotici e gli antistaminici.

A questi si aggiungono i lassativi, i diuretici (capaci di indurre disidratazione e ipotensione) i betabloccanti, i decongestionanti e persino le pillole anticoncezionali.

Molti di questi medicinali possono risultare controindicati in presenza di alte temperature, risiedendo nelle loro capacità disidratanti talvolta molto più potenti di quanto non si pensi.

Per questo imperativa diventa la necessità di bere acqua, semmai con aggiunta di sali minerali e integrata con frutta e verdura fresca, tanto per prevenire ed eventualmente trattare la disidratazione

Un’altra problematica, tipica del periodo estivo, è la fotosensibilità indotta da alcuni farmaci. Antistaminici, benzodiazepine, antidepressivi, antinfiammatori non steroidei, antibiotici, aumentando fortemente la fotosensibilità, si rendono responsabili di violenti eritemi anche dolorosi. Sicché frequentemente accade che, esponendosi direttamente al sole nel mentre è in corso una terapia con qualcuno di questi medicinali, in pochissimo tempo sopraggiunga una scottatura con pelle bruciante, rossa e gonfia.

Chiaramente non bisogna decidere mai autonomamente di sospendere o modificare la terapia. I suggerimenti da seguire in questi casi sono: evitare gli esercizi fisici intensi quando fa molto caldo; bere molta acqua; indossare abiti leggeri e larghi; rimanere o a casa o riparati in zone ombreggiate nelle giornate afose.

E poi prestare attenzione a come ci si sente per segnalare al medico di fiducia eventuali disturbi correlati alla terapia in corso che, comunque, sarà bene non sospendere senza prima averlo consultato.

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