Cronaca
Camerata P. Diciotto mesi senza risonanza, fatta in pochi giorni in Emilia Romagna
«Così non si può più vivere», l’ennesima odissea nella sanità marcchigiana dove, afferma il 73enne Patrizio Pierini, «se paghi puoi curarti, altrimenti no»
Camerata Picena – Diciotto mesi senza poter fare una risonanza magnetica nelle Marche.
E alla fine Patrizio Pierini, 73 enne, ha perso la pazienza, si è messo al computer e ha scritto una lettera che denuncia la sua paradossale situazione, e l’ha inviata all’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, al Nas dei Carabinieri, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona.
Il 73 enne pensionato, che aveva lavorato alla Fincantieri di Ancona, ha vissuto per molto tempo a Castelferretti e ora risiede a Camerata Picena con la moglie Giannina Storani, sposata 45 anni fa, illustra una situazione paradossale.
«Da 18 mesi avevo la necessità di effettuare una risonanza magnetica alla mascella – spiega Patrizio Pierini – ma nelle Marche non sono riuscito a usufruire di questo servizio. Il centralino del Cup mi ha ripetuto per mesi la stessa litania, assicurandomi che mi avrebbero messo in lista di attesa, ma dopo numerosi solleciti durati oltre un anno, non ho mai avuto alcun riscontro concreto».
Patrizio Pierini è una persona tranquilla, appassionato di biliardo, hobby che divide con gli amici al circolo del bocciodromo di Chiaravalle e ha adottato il figlio Fiodor, che aveva 7 anni e viveva in Bielorussia a Chernobyl.
Ora Fiodor ha 33 anni e gli ha regalato una nipotina che è divenuta lo scopo della vita di Patruzio Pierini. Anche per lei il nonno combatte una battaglia per una sanità più giusta.
«Dopo quanto mi è accaduto – afferma il 73enne – ho dedotto che nelle Marche è impossibile effettuare il tipo di esame di cui avevo bisogno: non sono riuscito a sottopormi a una risonanza magnetica a meno che non sia fatta a pagamento spendendo circa 400 euro, con un’attesa che allora diventa di pochi giorni. Insomma, la morale è sempre la stessa: se paghi puoi curarti, altrimenti no».
Pierini non ci sta e racconta che la stessa risonanza è riuscito a farla in Emilia Romagna, attendendo poco tempo.
«Sono riuscito a sottopormi all’esame all’ospedale Maria Cecilia a Cotignola in provincia di Ravenna, con un’attesa di poche settimane».
Da qui gli è venuta l’idea di inviare la raccomandata a diversi destinatari, tra i quali l’assessore regionale Filippo Saltamartini e l’invito ai suoi amici a condividere la sua presa di posizione sui social.
«Se una persona protesta è un pazzo – conclude Pierini citando Giorgio Gaber – se sono 100 possono farsi ascoltare, se sono un milione di persone possono cambiare il mondo per davvero».
Patrizio Pierini forse il mondo non lo cambierà ma si è messo in testa di dare il suo contributo per cambiare la sanità marchigiana.
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