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Castelbellino Dalla Vallesina alla staffetta olimpica: l’emozione di Gabriele Cimarelli

Emozione vissuta insieme a Federico Greganti, due atleti accomunati dall’amore per lo sport e ora anche da un momento di orgoglio difficile da dimenticare

Castelbellino – Il passaggio della Fiamma dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano–Cortina 2026 (dal 6 al 22 febbraio prossimi) ha regalato emozioni intense anche a Castelbellino, grazie alla partecipazione di due giovani del territorio selezionati come tedofori.

Il 5 gennaio scorso, a vivere in prima persona l’esperienza accanto a uno dei simboli più forti dello sport mondiale sono stati Gabriele Cimarelli e Federico Greganti, accomunati dall’amore per lo sport e ora anche da un momento di orgoglio difficile da dimenticare.

Gabriele Cimarelli, classe 1973, residente a Castelbellino, impiegato alla Elica SpA di Fabriano e podista amatoriale della Space Running Asd, racconta l’avventura con parole che restituiscono tutta l’intensità del momento.

«Da anni sono appassionato di corsa – spiega – sia su strada che trail: la prima è disciplina e rigore, la seconda libertà e imprevedibilità. Per me sono complementari».

L’idea di candidarsi come tedoforo nasce nei primi mesi del 2025, quando sul web iniziano a comparire gli annunci per le selezioni.

«Mi sono subito catapultato in questo mondo fantastico – racconta – senza sapere dove mi avrebbe portato».

Dopo l’invio della domanda, mesi di attesa e poi, all’improvviso, la mail tanto attesa: la conferma di essere stato selezionato.

«Incredulità, poi una gioia immensa e una soddisfazione difficile da descrivere».

A Gabriele viene assegnata una frazione della staffetta a Civitanova Marche, il 4 gennaio 2026.

«Nei giorni precedenti, comprese le festività natalizie, questo nuovo ruolo si è impossessato dei miei pensieri: essere tedoforo».

Il giorno della staffetta è stato scandito da un’organizzazione impeccabile e da un briefing che ha richiamato il senso profondo del Viaggio della Fiamma: forza, rispetto, pace e amicizia.

«La frazione dura pochi minuti ma l’emozione è tale che il tempo sembra fermarsi: la gente ti saluta, ti chiama per nome, vuole una foto. In quell’istante rappresenti i valori del sacro fuoco olimpico».

Accanto a lui, anche Federico Greganti, classe 2005, studente universitario e atleta del Club Scherma Jesi, ha vissuto un’esperienza che gli resterà impressa per sempre. Due storie diverse, unite da un’unica Fiamma che attraversa l’Italia e accende sogni.

«È stata un’esperienza bellissima, emozionante e indimenticabile – conclude Gabriele – che porterò con me con umiltà, ma anche con tanto orgoglio».

Un orgoglio che da Castelbellino, piccolo borgo della Vallesina, si è acceso lungo il cammino olimpico.

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