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Cronaca

Cerreto d’Esi Vertenza Electrolux, consiglio regionale approva mozione unitaria

Approvata all’unanimità la mozione che impegna la Giunta regionale a proseguire le azioni rivolte a sollecitare l’azienda affinché ritiri il piano industriale

Cerreto d’Esi – Applausi da parte dei lavoratori che sono usciti dall’aula, ringraziando i consiglieri e cantando il loro motto sul fatto che non molleranno mai.

Così si è conclusa la presenza dei lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, circa una 50ina, in sciopero e presidio e in trasferta ad Ancona per partecipare alla seduta di oggi del Consiglio regionale.

«La mozione che come sindacati e lavoratori abbiamo proposto alla politica è a supporto delle posizioni unitarie e sindacali di ritiro del piano industriale per impegnare il governo e le istituzioni a fare tutto ciò che è possibile affinché questo avvenga. Quindi ci si metta a discutere con Electrolux, ma senza la tagliola dei licenziamenti e senza la minaccia di portare via le produzioni. Il 15 giugno è convocato un incontro al ministero dove auspichiamo che Electrolux accolga le richieste, che sono venute avanti da tutto il Paese, di ritirare il piano industriale e di trovare soluzioni diverse», ha affermato Pierpaolo Pullini, responsabile Fiom per il distretto fabrianese.

E così è andata. Il consiglio regionale ha approvato la mozione all’unanimità, richiedendo in modo compatto che l’azienda ritiri il Piano che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto dove ci lavorano 170 dipendenti.

«Oggi le lavoratrici ed i lavoratori dell’Electrolux hanno lasciato lo stabilimento in sciopero e si sono recati presso il Consiglio Regionale – prosegue Pullini – riteniamo molto importante la mozione firmata da tutti i capigruppo e approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa delle Marche, anche in previsione dell’incontro al Mimit del 15 giugno. È un ulteriore segnale forte che Electrolux deve ritirare il piano industriale e sedersi al tavolo per trovare soluzioni condivise. Continueremo nella strada della mobilitazione perché non è accettabile le multinazionali continui con queste logiche che portano alla desertificazione industriale del Paese: lo urlano a gran voce le lavatrici ed i lavoratori, lo dice anche tutta la politica».

«L’Assemblea ha votato all’inizio della seduta odierna davanti a circa 50 lavoratori dell’azienda presenti in aula. Durante la discussione si sono alternati gli interventi dei capigruppo dei vari partiti e dei movimenti civici, oltre a quelli di alcuni consiglieri regionali, che hanno sottolineato la necessità di stare uniti in un contesto di emergenza e di dare forza, tramite questo voto, alle iniziative del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Presidente che parteciperà, lunedì 15 giugno, all’incontro previsto al Mimit con il ministro Adolfo Urso, i rappresentanti dell’azienda, i sindacati e i rappresentanti delle altre regioni coinvolte», si legge nella nota del Consiglio regionale.  

«Continueremo a chiedere il ritiro del piano e di ridiscuterlo. Un’azienda leader deve dare un contributo al rilancio e non fare altre scelte che offenderebbero i lavoratori, le istituzioni e i territori. Questa mozione è un atto dovuto. Per quanto siano temi da non sottovalutare, non si può dire sempre che ci sono la concorrenza del mercato asiatico, i rincari dell’energia e delle materie prime. Questo significa che ogni azienda, artigiano o operatore del settore manifatturiero potrebbe presentarsi alle istituzioni e dire che si potrebbe arrivare alla chiusura considerati questi aspetti. Concettualmente è inaccettabile, se c’è un problema di sistema è giusto che si affronti nelle singole sedi, regionale, nazionale ed europea», ha concluso il presidente Francesco Acquaroli.

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